Mónica Nieves, neuropsicologa e direttrice della Fondazione Sclerosi Multipla (FEM), spiega in questo articolo come i centri di neuroriabilitazione della fondazione affrontano i trattamenti ibridi combinando la presenza in sede con la teleriabilitazione.
Introduzione
A seguito dell’impatto che il confinamento ha avuto sulla salute durante la pandemia globale del 2020 (1) e del processo progressivo e adattivo di cambiamenti nei trattamenti offerti, la neuroriabilitazione sta vivendo un’evoluzione dal punto di vista metodologico.
Oggi, dopo questi 4 anni di apprendimenti ed esperienze, le esigenze delle persone con malattie neuroprogressive, così come il modo in cui desiderano essere assistite, sono cambiate rispetto al periodo pre-pandemico.
La Fondazione Sclerosi Multipla (FEM) come centro di neuroriabilitazione
La Fondazione Sclerosi Multipla (FEM) dispone di centri di neuroriabilitazione a Barcellona, Reus e Lleida, la cui missione è assistere e accompagnare le persone con sclerosi multipla o altre malattie neurodegenerative (Parkinson, atassie, SLA…).
In questi centri, si mettono a disposizione delle persone assistite tutti i mezzi tecnici, umani, materiali e metodologici che possano contribuire a promuovere l’integrazione sociale e l’autonomia personale. Puntiamo su un modello di assistenza integrale e globale e sulla neuroriabilitazione per ridurre l’impatto della malattia sulla qualità della vita.
Alla FEM, dopo l’esperienza acquisita con i trattamenti a distanza offerti durante il confinamento, abbiamo ripensato un modello misto di assistenza per diverse terapie.
Come i trattamenti ibridi migliorano la neuroriabilitazione dopo la pandemia
Questo processo di adeguamento dei servizi, aggiungendo trattamenti online per aumentare efficacia, efficienza e aderenza da parte degli utenti, è supportato dalle evidenze scientifiche.
La teleriabilitazione (TRHB) a domicilio è un complemento a quella svolta nei centri, consentendo la supervisione remota e l’eliminazione delle barriere, in un contesto in cui le barriere funzionali e sociali sono le ragioni più comuni per cui le persone non riescono a essere costanti nei trattamenti riabilitativi.
Inoltre, la TRHB fornisce sia alle persone colpite sia ai loro familiari e caregiver un maggiore supporto sia nella parte assistenziale sia nella mobilità e nell’accesso a questi servizi. Inoltre, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), questo tipo di assistenza migliora l’accesso al sistema sanitario.
È importante sottolineare che l’obiettivo della TRHB non è in alcun caso sostituire la riabilitazione (RHB) in presenza. Lo scopo ultimo di questa è avvicinare le risorse sanitarie alle persone seguendo i casi meno complessi, offrendo la RHB a persone con minor grado di compromissione, intensificando la riabilitazione e promuovendo attività educative e preventive.

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Benefici della teleriabilitazione cognitiva in neuropsicologia
Vari studi sulla teleriabilitazione (TRHB) hanno dimostrato benefici nel recupero funzionale (dolore, mobilità e potenziamento) dei pazienti, così come nell’accettazione del trattamento da parte di questi e nell’accessibilità allo stesso.
Nel caso specifico delle persone con sclerosi multipla (SM), le evidenze mostrano che la TRHB può essere utilizzata come alternativa ai metodi di riabilitazione convenzionali per migliorare la deambulazione, l’equilibrio o le prestazioni cognitive, producendo un impatto significativo sulla memoria e sul linguaggio.
Il ruolo di NeuronUP2GO nella cognizione e nel modello misto della FEM
Per quanto riguarda il trattamento cognitivo, nella fondazione siamo riusciti a combinare le sessioni in presenza con quelle di teleriabilitazione grazie alla piattaforma di stimolazione cognitiva NeuronUP.
In particolare, la risorsa NeuronUP2GO ha permesso di aumentare il numero di sessioni settimanali e la variabilità dei trattamenti, incrementandone l’efficacia nonché la motivazione e l’aderenza di tutti gli utenti.
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Potrai collaborare con le nostre attività, progettare sedute o fare riabilitazione a distanza.
Un esempio di trattamento cognitivo misto
Di seguito presentiamo un trattamento neuropsicologico che abbiamo progettato per persone con lieve-moderato deterioramento cognitivo che combina sessioni in presenza e sessioni online.
A chi è rivolto
È rivolto a persone diagnosticate con sclerosi multipla (SM) o altre malattie neuroprogressive che hanno notato una diminuzione delle prestazioni cognitive nelle attività quotidiane.
Obiettivi del trattamento
Il programma ha l’obiettivo di stabilire abitudini cerebrali salutari e rinforzare le funzioni cognitive vulnerabili mediante l’allenamento e l’insegnamento di tecniche e strategie compensative.
Di cosa consta questo trattamento cognitivo misto
Terapia di gruppo delle strategie compensative
La terapia di gruppo delle strategie compensative si svolge in presenza al fine di potenziare anche la funzione sociale e comunicativa delle persone coinvolte.
Il trattamento comprende 12 sessioni di 60 minuti, organizzate in piccoli gruppi di 6 persone. Durante queste sessioni, vengono svolte attività volte a mantenere la mente attiva e vengono illustrate strategie per migliorare le prestazioni cognitive nella vita quotidiana e ridurre al minimo gli errori. Viene inoltre effettuata educazione sanitaria per fornire informazioni sui fattori ambientali, sociali ed emotivi che influenzano lo sviluppo cognitivo.
Sessioni online con NeuronUP
Grazie all’utilizzo di NeuronUP, i professionisti della FEM progettano sessioni online di riabilitazione cognitiva al fine di lavorare con gli utenti sulle funzioni cognitive alterate e sul grado di compromissione appropriato.
Queste sessioni di teleriabilitazione vengono svolte con una frequenza di 2-3 sessioni a settimana e la loro durata varia tra i 30 e i 45 minuti a seconda del caso. Per esempio, la durata può essere modificata quando si rileva affaticamento cognitivo o una marcata alterazione dell’attenzione sostenuta.
Terapie individuali di riabilitazione neuropsicologica
Le terapie individuali di riabilitazione neuropsicologica si svolgono in presenza e sono focalizzate su:
- Rivedere le sessioni svolte online.
- Concordare nuove attività e i tempi di esecuzione: aspetto di grande importanza volto a mitigare gli effetti dell’affaticamento cognitivo e aumentare così l’aderenza al trattamento.
- Lavorare sulla funzione target, cioè quella che l’utente ritiene stia interferendo maggiormente nella sua vita quotidiana. Un esempio potrebbe essere l’impossibilità di leggere un libro perché non si riesce a concentrarsi. In questo caso bisognerebbe lavorare sull’attenzione sostenuta.
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Conclusione
In sintesi, la teleriabilitazione (TRHB) è uno strumento utile ed efficace nella neuroriabilitazione, rispondendo alle esigenze concrete degli utenti.
Attualmente siamo in fase di studio di altri trattamenti che potremmo offrire in questo formato anche da altri servizi del centro di neuroriabilitazione, come fisioterapia, logopedia e psicologia.
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