NeuronUP Labs
Elenco delle ricerche
con NeuronUP
In NeuronUP Labs ci interessano le linee di ricerca che aumentano l’innovazione tecnologica di NeuronUP, offrendo una base solida per il progresso scientifico nel campo della stimolazione e della riabilitazione cognitiva.
Condizioni
Intervento
Articoli di ricerca pubblicati
La piattaforma NeuronUP, come strumento di valutazione e intervento cognitivo, fa parte di diversi progetti di ricerca.
Studi controllati randomizzati

Hospital de la Santa Creu i Sant Pau
Universitat Autònoma de Barcelona (UAB)
Effetti della realtà virtuale immersiva e dell’allenamento cognitivo adattivo sulla cognizione e sulla funzionalità nel deterioramento cognitivo lieve associato alla malattia di Parkinson: uno studio clinico randomizzato
Arnau Puig Davi, Andrea Moreu Valls, Ignacio Aracil Bolaños, Alba Fernandez Cocaño, Jon Rodríguez Antigüedad, Gabriel Kulisevsky, Andrea Horta Barba, Javier Pagonabarraga & Saul Martinez Horta
Jaime Kulisevsky
Il deterioramento cognitivo è uno dei sintomi non motori più frequenti nella malattia di Parkinson. Molte persone iniziano a notare problemi di memoria, attenzione o pianificazione già nelle fasi iniziali e attualmente non esistono trattamenti farmacologici specifici per rallentarli. Per questo è sempre più importante esplorare alternative non farmacologiche che aiutino a mantenere la funzionalità.
Un recente studio clinico svolto all’Hospital de la Santa Creu i Sant Pau ha valutato due forme innovative di stimolazione cognitiva: un programma di realtà virtuale immersiva e l’allenamento cognitivo con la piattaforma NeuronUP. Per 24 settimane, 51 persone con Parkinson e deterioramento cognitivo lieve hanno partecipato a sedute settimanali di 45 minuti. I risultati sono stati confrontati con un gruppo che ha seguito l’assistenza clinica abituale.
Dopo sei mesi di intervento, entrambi i programmi hanno migliorato la cognizione globale e il funzionamento nella vita quotidiana rispetto al gruppo con assistenza abituale; la realtà virtuale ha mostrato benefici particolarmente chiari sulle funzioni esecutive e nella riduzione dell’apatia; l’allenamento con NeuronUP ha prodotto miglioramenti costanti in diverse aree cognitive e nella qualità della vita percepita; le immagini cerebrali hanno mostrato cambiamenti funzionali in reti neuronali chiave per il pensiero e l’attenzione, il che suggerisce che il cervello mantiene la capacità di riorganizzarsi anche in presenza della malattia.
Questi risultati indicano che la tecnologia può diventare un’alleata fondamentale per le persone con Parkinson e deterioramento cognitivo lieve. Programmi motivanti, personalizzati e basati su dati reali permettono di allenare il cervello in modo sicuro e di misurare i progressi con precisione.

Universidad Complutense de Madrid
Hospital Clínico San Carlos, “San Carlos” Health Research Institute (IdISCC)
Studio comparativo randomizzato di fattibilità sulla neuromodulazione e l’allenamento cognitivo per la fatica post-COVID
Silvia Oliver Mas, Jordi A. Matias Guiu, Cristina Delgado Alonso, Lidia Gil Martínez, Constanza Cuevas, Carmen Polidura, Lucía Fernández Romero, Andreu Matias Guiu
María Diez Cirarda
La fatica e le alterazioni cognitive sono sintomi frequenti e molto invalidanti nella sindrome post-COVID. In questo studio randomizzato è stato confrontato l’effetto della stimolazione transcranica a corrente continua (tDCS) applicata sulla corteccia motoria primaria insieme all’allenamento cognitivo (M1 + CT) con quello della stimolazione sulla corteccia prefrontale dorsolaterale combinata con lo stesso allenamento (DLPFC + CT). Sessantatré pazienti hanno completato 15 sedute di trattamento, con valutazioni neuropsicologiche e cliniche all’inizio, dopo l’intervento e al follow-up a un mese.
I risultati hanno mostrato che il protocollo M1 + CT ha offerto un leggero vantaggio nella riduzione della fatica e nel miglioramento del sonno, mentre entrambi i gruppi hanno registrato miglioramenti significativi in cognizione, ansia, depressione, dolore e qualità del sonno, mantenuti nel tempo. Nel complesso, questi dati confermano che la combinazione di tDCS e allenamento cognitivo è un approccio sicuro ed efficace per ridurre la fatica e migliorare la funzione cognitiva nei pazienti con condizione post-COVID, e sostengono la necessità di futuri studi controllati che confermino questi risultati.

Institut de Neurociències
Trasferimento di un intervento sulle funzioni esecutive in bambini con paralisi cerebrale: uno studio controllato randomizzato
Montse Blasco , María García Galant, Júlia Ballester Plané, Olga Laporta Hoyos, Xavier Caldú, David Leiva, Roslyn N Boyd, Els Ortibus
Roser Pueyo
Questo studio ha analizzato se un programma domiciliare di allenamento computerizzato delle funzioni esecutive potesse produrre miglioramenti in funzioni non allenate (memoria e percezione visiva), oltre che nella qualità della vita e nella partecipazione di bambini e bambine con paralisi cerebrale. Sessanta partecipanti sono stati assegnati in modo casuale al programma o a una lista d’attesa e valutati prima, dopo e nove mesi dopo l’intervento.
Dopo 12 settimane di allenamento, il gruppo di intervento ha mostrato risultati migliori nella memoria verbale immediata, nell’apprendimento verbale e nel riconoscimento visivo rispetto al gruppo di controllo. Non sono stati osservati cambiamenti nella memoria visiva, nella percezione visuospaziale, nella qualità della vita né nella partecipazione. Inoltre, i miglioramenti iniziali non si sono mantenuti a nove mesi. Nel complesso, l’allenamento ha mostrato effetti di trasferimento immediati su memoria e percezione visiva, ma senza mantenimento a lungo termine

Universidad de Santiago de Compostela
La stimolazione transcranica a corrente alternata e l’allenamento cognitivo hanno migliorato le prestazioni e l’attività theta in adulti con deterioramento cognitivo
Susana Cid Fernández, Ana Nieto Vieites, Arturo X Pereiro
Fernando Díaz
Il deterioramento cognitivo legato all’età continua ad aumentare e i trattamenti farmacologici disponibili sono poco efficaci e costosi; questo spinge a cercare alternative come la stimolazione transcranica a corrente alternata in frequenza theta (theta-tACS). Anche se questo metodo ha mostrato un potenziale per migliorare la cognizione, la sua efficacia nelle persone con deterioramento cognitivo è ancora poco conosciuta.
In questo studio, 27 partecipanti con disturbi soggettivi di memoria, deterioramento cognitivo lieve o demenza hanno svolto diverse sedute che combinavano allenamento cognitivo computerizzato e theta-tACS reale o simulata. Sono stati valutati compiti cognitivi ed è stata registrata l’attività EEG prima e dopo l’intervento.
I risultati hanno mostrato miglioramenti solo nel gruppo che ha ricevuto la theta-tACS reale, con prestazioni migliori nel compito oddball e un aumento dell’attività EEG nella banda theta. Questi risultati indicano che la theta-tACS potrebbe migliorare il funzionamento cognitivo a livello comportamentale e neurofisiologico nelle persone con deterioramento cognitivo, a sostegno del suo potenziale come intervento non farmacologico.

Hospital del Mar Research Institute
Barcelonaβeta Brain Research Center
Instituto de Salud Carlos III
Un intervento multimodale sullo stile di vita integrato con epigallocatechina gallato per prevenire il deterioramento cognitivo in portatori di APOE-ɛ4 con declino cognitivo soggettivo: uno studio clinico randomizzato in doppio cieco (studio PENSA)
Laura Forcano, Natalia Soldevila Domenech, Anna Boronat, Gonzalo Sánchez Benavides, Albert Puig-Pijoan, Thais Lorenzo, Ana Aldea Perona, Marc Suárez Calvet, Aida Cuenca Royo, Juan Domingo Gispert, Maria Gomis Gonzalez, Carolina Minguillón, Patrícia Diaz-Pellicer, Karine Fauria, Iris Piera, Klaus Langohr, Mara Dierssen, Nieves Pizarro, Esther Mur Gimeno, Oriol Grau Rivera, José Luis Molinuevo
Rafael de la Torre
Il ruolo di alcuni composti alimentari come potenziatori degli interventi sullo stile di vita nelle persone ad alto rischio di deterioramento cognitivo non è ancora chiaro. Questo studio ha analizzato se aggiungere un estratto di tè verde arricchito con EGCG potesse aumentare i benefici di un intervento multimodale di 12 mesi che comprendeva indicazioni alimentari, attività fisica guidata e stimolazione cognitiva in anziani con disturbi soggettivi di memoria e portatori di APOE-ɛ4.
Centoventinove partecipanti sono stati assegnati all’intervento con EGCG, al placebo o a un gruppo non randomizzato con raccomandazioni sullo stile di vita. Anche se dopo un anno non sono state trovate differenze significative nella misura cognitiva principale tra i gruppi MLI+EGCG e MLI+placebo, chi ha ricevuto EGCG aveva una maggiore probabilità di mostrare miglioramenti cognitivi affidabili. Inoltre, dopo il periodo di washout, il gruppo con EGCG ha presentato benefici cognitivi superiori.
Nel complesso, i risultati suggeriscono che combinare interventi sullo stile di vita con EGCG potrebbe offrire benefici aggiuntivi, soprattutto nel medio termine, e merita di essere studiato in ricerche più ampie.

Università UNED, Oberta de Catalunya e Francisco de Vitoria, Spagna
UNNE Institute of Neuroestimulation
Studio randomizzato, in triplo cieco e con controllo parallelo, sulla stimolazione transcranica a corrente continua per la riabilitazione cognitiva dopo un ictus
Elena M. Marrón, Marcos Ríos Lago, Aida Arroyo Ferrer, Yeray González Zamorano, Francisco José Sánchez Cuesta, David De Noreña, Juan Pablo Romero
Begoña González Rodríguez
L’ictus nell’emisfero destro provoca spesso eminegligenza spaziale unilaterale, una conseguenza che ostacola molto il recupero ed è associata a esiti cognitivi e motori peggiori. Questa proposta presenta un protocollo combinato che integra la stimolazione transcranica a corrente continua (tDCS) con un programma computerizzato di riabilitazione neuropsicologica pensato specificamente per questo deficit.
L’approccio di neuromodulazione usa una tDCS catodica sulla corteccia parietale posteriore sinistra per ridurre l’iperattivazione dell’emisfero sano, secondo il modello della rivalità interemisferica. L’intervento dura due settimane, con dieci sedute consecutive in cui si applicano contemporaneamente tDCS ad alta definizione e stimolazione cognitiva. Sono state svolte valutazioni neuropsicologiche e funzionali prima e dopo il trattamento, compresa la descrizione dettagliata di un caso pilota per valutare la fattibilità del protocollo.
Questo disegno sperimentale parallelo e in triplo cieco mira a gettare le basi per studiare l’efficacia dell’integrazione della tDCS nella riabilitazione cognitiva post-ictus, con il potenziale di ridurre i tempi di recupero e migliorare il funzionamento e la qualità della vita dei pazienti.

Universitat Autònoma de Barcelona
Centro de Investigación en Red-Enfermedades Neurodegenerativas
Hospital de La Santa Creu I Sant Pau
Studio clinico randomizzato per valutare l’efficacia della riabilitazione cognitiva e della musicoterapia nel deterioramento cognitivo lieve nella malattia di Huntington
Andrea Moreu Valls, Arnau Puig Davi, Saul Martinez Horta, Gabriel Kulisevsky, Frederic Sampedro, Jesus Perez Perez, Andrea Horta Barba, Gonzalo Olmedo Saura, Javier Pagonabarraga
Jaime Kulisevsky
L’obiettivo di questa ricerca è stato valutare l’efficacia e la sicurezza di due strategie di riabilitazione cognitiva in persone con malattia di Huntington nelle fasi iniziali e intermedie. Le terapie non farmacologiche, come l’allenamento cognitivo o la musicoterapia, sono considerate alternative promettenti per mantenere la plasticità neurale, migliorare le prestazioni cognitive e favorire il benessere emotivo.
Lo studio dimostra che sia l’allenamento cognitivo computerizzato sia la musicoterapia hanno prodotto miglioramenti significativi nella cognizione globale e in diverse misure cliniche, superando il gruppo con trattamento standard senza intervento attivo. Inoltre, le variazioni nelle prestazioni cognitive hanno predetto il tasso di atrofia in strutture chiave colpite dalla malattia. Le analisi di connettività funzionale hanno rivelato effetti diversi a seconda dell’intervento: l’allenamento cognitivo ha aumentato la connettività tra le reti esecutive e sensorimotorie, mentre la musicoterapia ha ridotto gli schemi anomali tra la rete esecutiva e la rete di default. Nel complesso, questi risultati indicano che entrambe le strategie possono migliorare la funzione cognitiva e modulare cambiamenti cerebrali rilevanti nella malattia di Huntington, confermandone il valore come approcci complementari nella riabilitazione.

Universidad de Burgos
Efficacia del programma NeuronUP nel miglioramento delle prestazioni cognitive negli anziani.
Silvia Ubillos Landa, Elvira Isabel Mercado Val, Mario Del Líbano Mirallés, Montserrat Santamaría Vázquez
Olalla Saiz Vazquez
Negli ultimi anni le tecnologie digitali per la stimolazione cognitiva hanno acquisito importanza per la loro capacità di ottimizzare le risorse e migliorare l’intervento con gli anziani istituzionalizzati. In questo studio è stato confrontato l’uso della piattaforma web NeuronUP con il formato tradizionale carta e matita per valutarne l’impatto sul deterioramento cognitivo lieve. A tale scopo, 110 partecipanti sono stati assegnati in modo casuale a uno dei due metodi e valutati prima e dopo con il Test Barcelona abbreviato. Le analisi statistiche hanno mostrato che chi ha usato NeuronUP ha ottenuto miglioramenti significativi in orientamento, lettura e memoria, mentre non sono stati osservati cambiamenti nel linguaggio.
Questi risultati suggeriscono che gli interventi digitali guidati da professionisti possono essere un’alternativa efficace per potenziare diverse funzioni cognitive negli anziani istituzionalizzati.

Università di Almería, Valladolid, Alcalá e Jaén
Esercizio di resistenza per ridurre il rischio di cadute nelle persone con malattia di Alzheimer: uno studio clinico randomizzato
Rubén Cámara Calmaestra, Antonio Martínez-Amat, Agustín Aibar Almazán, Fidel Hita Contreras, Nerea de Miguel Hernando, José Daniel Jiménez García, Alexander Achalandabaso Ochoa
Daniel Rodríguez Almagro
Questo studio ha analizzato l’effetto dell’esercizio di resistenza nelle persone con malattia di Alzheimer, valutandone l’impatto sul rischio di cadute, sulla forza muscolare, sui sintomi neuropsichiatrici, sulla paura di cadere e sull’autonomia nelle attività della vita quotidiana. Sessanta partecipanti sono stati assegnati in modo casuale a un programma di allenamento di resistenza tre volte a settimana per 12 settimane, combinato con stimolazione cognitiva, oppure a un gruppo di controllo che ha svolto solo allenamento cognitivo.
I risultati hanno mostrato miglioramenti significativi a favore del gruppo di intervento sia al termine del programma sia tre mesi dopo, con una riduzione del rischio di cadute e della paura di cadere, una maggiore forza muscolare e meno sintomi neuropsichiatrici, oltre a piccoli miglioramenti nelle attività della vita quotidiana.
Questi risultati indicano che l’esercizio di resistenza è una strategia efficace per migliorare aspetti fisici e neuropsicologici rilevanti nelle persone con Alzheimer, con benefici che si mantengono nel tempo.

Sant Joan de Déu Research Institute
Universitat Autònoma de Barcelona
Hospital de la Santa Creu i Sant Pau
Combinazione di mindfulness e allenamento cognitivo in bambini con disturbo da deficit di attenzione e iperattività: protocollo di uno studio pilota randomizzato e controllato (studio NeuroMind)
Tania Badia Aguarón, Estíbaliz Royuela Colomer, Vanessa Pera Guardiola, Pere Vergés Balasch, Ausiàs Cebolla, Juan V. Luciano, Joaquim Soler, Albert Feliu Soler
Anna Huguet Miguel
L’ADHD colpisce circa il 5% della popolazione infantile e, anche se l’allenamento cognitivo e gli interventi basati sulla mindfulness hanno mostrato risultati promettenti, non fanno ancora parte del trattamento abituale. Lo studio NeuroMind valuterà l’efficacia e la fattibilità del programma Mindfulness for Health, dell’allenamento cognitivo con NeuronUP e della loro combinazione (MCT) come complemento al trattamento standard in bambini e bambine con ADHD.
Parteciperanno 120 minori tra i 7 e i 12 anni, assegnati in modo casuale a quattro condizioni sperimentali. Le valutazioni si svolgeranno prima dell’intervento, a due mesi e a cinque mesi, analizzando sintomi di ADHD, funzioni esecutive, comorbilità e funzionamento globale con modelli statistici misti e analisi di mediazione.
Se l’approccio combinato darà risultati positivi, potrebbe servire da base per studi più ampi e per una futura introduzione nella pratica clinica.

Universidad Rey Juan Carlos
Programma di riabilitazione orientato alla qualità della vita e alla cognizione con NeuronUP in anziani con malattia di Alzheimer: uno studio clinico randomizzato.
Cristina García Bravo, Sara García Bravo, Isabel Quirosa Galán, Mª Pilar Rodríguez Pérez, Jorge Pérez Corrales, Gemma Fernández Gómez, Madeleine Donovan, Elisabet Huertas Hoyas
Anthia Cristina Fabara-Rodríguez
Questo studio ha valutato se l’integrazione della piattaforma NeuronUP nella terapia occupazionale potesse migliorare lo stato cognitivo, le abilità percettive e la qualità della vita nelle persone con malattia di Alzheimer. In uno studio clinico randomizzato in singolo cieco, i partecipanti sono stati assegnati a un gruppo di controllo che ha ricevuto solo la terapia occupazionale convenzionale o a un gruppo sperimentale che ha combinato questa terapia con sedute su NeuronUP per 18 settimane.
Hanno partecipato 20 persone e le analisi hanno mostrato miglioramenti significativi nella maggior parte delle variabili valutate, soprattutto nella qualità della vita e nelle prestazioni cognitive, nel gruppo che ha usato la piattaforma. Questi risultati suggeriscono che NeuronUP può essere uno strumento utile per integrare l’intervento di terapia occupazionale nell’Alzheimer, anche se servono studi con campioni più ampi per confermarli.

Universidad del Tolima
Effetti dell’allenamento cognitivo al computer rispetto all’allenamento carta e matita sullo sviluppo cognitivo di bambini con sviluppo tipico: protocollo di uno studio clinico randomizzato e controllato
Gimena Rocío Ramírez Suarez, Luz Helena Rodríguez Rodríguez
Carolina Robledo Castro
Questo studio valuterà l’efficacia di un programma computerizzato di allenamento cognitivo per migliorare le funzioni esecutive e l’attenzione in bambini e bambine della scuola primaria, confrontandolo con un intervento tradizionale carta e matita. Si tratta di uno studio clinico randomizzato con valutazione pre e post intervento, a cui parteciperanno studenti del terzo anno con sviluppo tipico, tra i 7 e i 9 anni.
I partecipanti saranno assegnati in modo casuale a un gruppo sperimentale, che svolgerà attività sulla piattaforma NeuronUP per 8 settimane, o a un gruppo di controllo attivo con compiti equivalenti in formato carta e matita. Le sedute si svolgeranno due volte a settimana nell’aula di informatica, e sia i valutatori sia gli alunni saranno in cieco rispetto alla condizione assegnata.
L’analisi comprenderà ANOVA a misure ripetute e regressioni logistiche per esplorare il ruolo delle variabili socioeconomiche. Si prevede che i risultati forniscano evidenze sui benefici dell’allenamento cognitivo digitale nello sviluppo cognitivo di bambini e bambine con sviluppo tipico.

Universidad del Valle de Guatemala, Universidad de Granada e Universidad Loyola Andalucía
Programma di stimolazione neuropsicologica per bambini di contesti socioeconomici svantaggiati: protocollo di studio per uno studio clinico randomizzato e controllato
Pablo Rodríguez Prieto, Ian Craig Simpson, Diego Gomez Baya, Claudia García de la Cadena, Desirée Ruiz Aranda
Joaquín A Ibáñez-Alfonso
Il Guatemala vive profonde disuguaglianze sociali e alti livelli di violenza, fattori che, insieme all’impatto della pandemia sull’istruzione, aumentano il rischio di difficoltà emotive e cognitive nell’infanzia. Questo lavoro presenta un protocollo per attuare un programma di stimolazione cognitiva ed emotiva volto a migliorare il rendimento scolastico e la qualità della vita di bambini e bambine in questo contesto.
Lo studio propone uno studio clinico randomizzato di 24 sedute con la piattaforma digitale NeuronUP per lavorare su attenzione, linguaggio, funzioni esecutive e cognizione sociale. I 480 partecipanti saranno assegnati a un gruppo sperimentale o di controllo, con valutazioni prima e dopo l’intervento e un follow-up l’anno successivo, in cui i due gruppi si scambieranno i ruoli per confrontare i risultati scolastici e cognitivi a breve e lungo termine.
Anche se gli effetti devono ancora essere verificati, si prevede che questo intervento favorisca lo sviluppo cognitivo ed emotivo, migliori il rendimento scolastico e contribuisca al benessere generale. L’obiettivo finale è creare un programma convalidato che possa essere applicato in altri contesti di vulnerabilità socioeconomica.

Universidad Francisco de Vitoria
Convalida della riabilitazione cognitiva come strategia di riabilitazione dell’equilibrio in pazienti con malattia di Parkinson: protocollo di studio per uno studio clinico randomizzato e controllato
Aída Arroyo Ferrer, Marcos Moreno Verdú, Francisco José Sánchez Cuesta, Yeray González Zamorano, Arturo Ugalde Canitrot
Juan Pablo Romero
La malattia di Parkinson non comporta solo sintomi motori, ma anche alterazioni cognitive precoci che possono colpire l’attenzione e la velocità di elaborazione. Questi deficit sono legati a un equilibrio peggiore e a un maggiore rischio di cadute, che riguardano una grande parte dei pazienti anche nelle fasi iniziali. Una riabilitazione cognitiva volta a migliorare questi processi potrebbe quindi contribuire a una maggiore stabilità posturale.
Questo lavoro presenta uno studio clinico randomizzato a gruppi paralleli che valuterà l’effetto di un programma di riabilitazione cognitiva incentrato sull’attenzione sostenuta, applicato con la piattaforma NeuronUP per quattro settimane in pazienti con Parkinson. Il gruppo sperimentale riceverà tre sedute a settimana, mentre il gruppo di controllo non riceverà alcun intervento.
Se si dimostrerà che l’intervento migliora l’equilibrio, potrebbe aprirsi una nuova strada per prevenire le cadute, ridurre la morbilità e ottimizzare le risorse sanitarie in questa popolazione.

The Hong Kong Polytechnic University
Stimolazione transcranica a corrente continua come complemento dell’allenamento cognitivo in anziani con deterioramento cognitivo lieve: uno studio clinico randomizzato e controllato
Pablo Cruz González, Ted Brown
Kenneth N K Fong
L’allenamento cognitivo da solo può non essere sufficiente per potenziare le prestazioni cognitive nelle persone con deterioramento cognitivo lieve; combinarlo con la stimolazione transcranica a corrente continua potrebbe generare effetti sinergici, rafforzando i circuiti sinaptici attivati durante l’allenamento. Questo studio clinico randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, ha valutato se la combinazione di tDCS e allenamento cognitivo offrisse benefici superiori negli anziani con MCI.
Sessantasette partecipanti sono stati assegnati a tre condizioni: tDCS + allenamento cognitivo, tDCS simulata + allenamento cognitivo o solo allenamento cognitivo. Tutti hanno completato nove sedute in tre settimane, con valutazioni cognitive all’inizio, dopo l’intervento e a sei settimane. I tre gruppi hanno migliorato la cognizione globale e la memoria quotidiana, con dimensioni dell’effetto maggiori nel gruppo tDCS + allenamento, ma senza differenze significative tra i gruppi. Nei compiti specifici dell’allenamento, invece, il gruppo tDCS + allenamento ha mostrato miglioramenti superiori nella velocità di elaborazione e nello svolgimento delle attività di attenzione e memoria di lavoro.
Questi risultati suggeriscono che la combinazione di tDCS e allenamento cognitivo non supera in modo costante le altre condizioni nei risultati cognitivi generali, ma sembra ottimizzare le prestazioni in compiti specifici e la velocità di elaborazione.
Altre pubblicazioni

Centro Integral de Promoción de la Autonomía Personal y la Salud
Percezione dell’impatto di NeuronUP nella riabilitazione cognitiva di persone con cerebrolesione acquisita e malattia di Huntington
Sandra Calvo Ortega & Carmen Varela Vázquez
María Fernández-Hawrylak
La cerebrolesione acquisita e la malattia di Huntington possono colpire funzioni come la memoria, l’attenzione, il linguaggio e la pianificazione, compromettendo progressivamente l’autonomia e le prestazioni nella vita quotidiana. La riabilitazione cognitiva mira a recuperare le capacità compromesse quando possibile e, nelle malattie neurodegenerative, a contribuire a mantenerle più a lungo.
Questo studio ha analizzato l’uso di NeuronUP in 12 persone tra i 41 e i 75 anni, sei con cerebrolesione acquisita e sei con malattia di Huntington. I partecipanti hanno svolto una seduta individuale a settimana, di circa 50 minuti, supervisionata da una terapista occupazionale. Le attività sono state adattate alle loro esigenze e hanno lavorato su attenzione, memoria, linguaggio, calcolo e funzioni esecutive. L’intervento si è svolto in presenza per il gruppo con cerebrolesione acquisita e online per il gruppo con malattia di Huntington.
Dopo l’intervento, il gruppo con cerebrolesione acquisita ha mostrato un miglioramento significativo del punteggio cognitivo globale al MEC-35, passato da 27,33 a 31 punti. Nel gruppo con malattia di Huntington non sono stati osservati cambiamenti statisticamente significativi, anche se i punteggi sono rimasti stabili. Inoltre, i partecipanti hanno percepito benefici in memoria, attenzione, concentrazione, autonomia e funzionamento quotidiano, e tutti si sono detti soddisfatti della riabilitazione.
I risultati mostrano il potenziale di NeuronUP come supporto per offrire interventi cognitivi personalizzati e adattati a diversi profili neurologici. Devono però essere interpretati con cautela, a causa del numero ridotto di partecipanti, dell’assenza di un gruppo di controllo, della mancanza di una durata uniforme e della partecipazione ad altre attività terapeutiche.

U
Universidad Loyola Andalucía
Trattamento combinato con tDCS e neuropsicologia nell’ADHD dell’adulto: studio di caso singolo sulla fattibilità e sugli effetti cognitivi ed emotivi
Pablo Rodríguez Prieto, Julia Soler Vázquez
Joaquín A. Ibáñez Alfonso
I sintomi cognitivi ed emotivi dell’ADHD negli adulti, soprattutto a carico delle funzioni esecutive e dell’umore, richiedono ancora interventi più integrati. Questo studio ha esplorato la fattibilità e gli effetti iniziali di un protocollo combinato in una giovane donna con ADHD di tipo disattento.
La partecipante è stata valutata prima e dopo un intervento di cinque settimane che comprendeva stimolazione transcranica a corrente continua, esercizi digitali di riabilitazione cognitiva con NeuronUP e psicoterapia. Dopo il trattamento sono stati osservati miglioramenti nelle prestazioni cognitive globali, soprattutto in flessibilità, memoria di lavoro visuospaziale e pianificazione, insieme a una riduzione dei sintomi depressivi e a un miglioramento della qualità della vita.
Questi risultati suggeriscono che un intervento multimodale può essere un’opzione praticabile e promettente per migliorare il funzionamento cognitivo e il benessere emotivo negli adulti con ADHD.

Universidad Nacional Autónoma de México
L’effetto della neuroriabilitazione sui sintomi cognitivi del long COVID valutato con il Neuropsi Atención y Memoria-III e il BANFE-III
Samuel Reyes Long, Leilani Najera García, Sandra Hernández Corral, Elena Arechaga Ocampo, Karina Avendaño Ortiz, David Trejo Martínez, Humberto Rosell Becerril, Jose Luis Cortes Altamirano, Alfonso Alfaro Rodríguez
Ana Lilia Dotor Llerena
Le conseguenze cognitive del long COVID, soprattutto su attenzione, memoria e funzioni esecutive, ricevono ancora poca attenzione e mancano proposte sistematiche di neuroriabilitazione. Questo studio ha valutato l’impatto di un intervento neuropsicologico di sei mesi in pazienti messicani con questi sintomi persistenti.
I partecipanti, reclutati presso l’Instituto Nacional de Rehabilitación, sono stati valutati prima e dopo il trattamento con test standardizzati come il Neuropsi, il BANFE-III e il CCQ. Dopo l’intervento è stata osservata una riduzione significativa nella componente di memoria del Neuropsi e in due indicatori del BANFE-III, insieme a una diminuzione dei disturbi soggettivi.
Questi risultati indicano che un intervento di neuroriabilitazione strutturato può ridurre sia i sintomi cognitivi misurati oggettivamente sia le difficoltà percepite nei pazienti con long COVID.

Università di Porto e Università Cattolica di Porto
Riabilitazione neurocognitiva a distanza durante la pandemia di COVID-19: un primo sguardo alle prospettive dei pazienti sul processo e su una piattaforma online
Artemisa R. Dores, Irene P. Carvalho, Sandra Guerreiro, Alexandre Castro Caldas, Fernando Barbosa
Andreia Geraldo
La pandemia di COVID-19 ha reso necessari programmi a distanza per garantire la continuità terapeutica, ma si sa ancora poco di come le persone con danno neurologico acquisito percepiscano questi servizi.
In questo studio, 16 pazienti che hanno partecipato a un programma portoghese di riabilitazione neurocognitiva online hanno compilato un questionario durante il lockdown. Le risposte hanno evidenziato sia vantaggi sia limiti del formato a distanza, oltre a proposte per migliorare i processi di riabilitazione e la piattaforma utilizzata.
I risultati mettono in luce il potenziale degli interventi neurocognitivi a distanza e sottolineano l’importanza di adattare i servizi digitali alle esigenze e alle aspettative dei pazienti.

Universidad del País Vasco e Universitat Pompeu Fabra
Modelli generativi di deep learning per le traiettorie delle prestazioni cognitive in scenari del mondo reale
Denis Expósito, Elina Maltseva, Carolina Sastre Barrios, Íñigo Fernández de Piérola
Jesús Cortés
L’aumento dei disturbi cognitivi, come la malattia di Alzheimer, pone importanti sfide cliniche e sociali, ed è quindi fondamentale poter prevedere l’evoluzione delle prestazioni cognitive. I dati del mondo reale offrono informazioni preziose, ma la loro complessità richiede modelli avanzati per generare previsioni affidabili. In questo studio sono stati confrontati tre approcci di deep learning (reti multistrato MLP, reti convoluzionali CNN e modelli a memoria a breve e lungo termine) applicati alle traiettorie delle prestazioni cognitive.
I tre modelli hanno mostrato una buona capacità predittiva in diversi gruppi di pazienti, anche se le CNN si sono distinte per il riconoscimento degli schemi locali e per una maggiore resistenza all’overfitting. Questi strumenti possono servire da supporto complementare ai professionisti per adattare gli interventi neuropsicologici e anticipare possibili peggioramenti cognitivi.
Servono comunque altri studi per stabilire se gli interventi basati sulle previsioni migliorino l’efficacia terapeutica rispetto agli approcci tradizionali.

Fondazione basca per la scienza
Universidad de Granada e Universidad del País Vasco
Previsione a un anno del deterioramento cognitivo dopo la stimolazione cognitiva a partire da dati del mondo reale
Borja Camino Pontes, Francisco González López, Gonzalo Santamaría Gómez, Antonio Javier Sutil Jiménez, Carolina Sastre Barrios, Iñigo Fernández de Piérola
Jesús M Cortes
L’espansione dei dati clinici del mondo reale ha prodotto campioni sempre più ampi ed eterogenei, che richiedono metodi di analisi in grado di gestire questa complessità. In questo studio sono stati usati i dati degli utenti di programmi di stimolazione cognitiva per verificare se le prestazioni in diversi materiali di allenamento neuropsicologico potessero predire il deterioramento cognitivo un anno dopo.
Sono stati analizzati 124.610 record di 7.902 partecipanti che hanno completato 215 prove raggruppate in 29 domini cognitivi. Con modelli longitudinali e tecniche di machine learning con validazione incrociata, è emerso che diversi domini cognitivi permettevano di predire il deterioramento futuro con alta precisione, mentre altri mostravano prestazioni più limitate. Inoltre alcuni domini hanno offerto previsioni migliori in popolazioni con diagnosi specifiche, come la malattia di Parkinson o la sindrome di Down, e una precisione minore nell’Alzheimer o nella sclerosi multipla.
Questi risultati indicano che la capacità predittiva è distribuita su più domini cognitivi e sottolineano il valore dell’uso combinato di RWD e tecniche di modellazione avanzate per anticipare il deterioramento cognitivo e migliorare l’interpretazione clinica nelle ricerche future.

Hospital del Mar Medical Research Institute
Barcelonaβeta Brain Research Center
CIBER de Fisiopatología de la Obesidad y la Nutrición
Valutazione intensiva delle funzioni esecutive derivata dalle prestazioni nei giochi di allenamento cognitivo
Natalia Soldevila Domenech, Ilario De Toma, Laura Forcano, Patrícia Diaz Pellicer, Aida Cuenca Royo, Beatriz Fagundo, Thais Lorenzo, María Gomis González, Gonzalo Sánchez Benavides, Karine Fauria, Carolina Sastre, Íñigo Fernández De Piérola, José Luis Molinuevo, Antonio Verdejo García
Rafael de la Torre
I test neuropsicologici tradizionali descrivono bene lo stato cognitivo attuale, ma non colgono con precisione i cambiamenti che avvengono in periodi brevi. Questo studio presenta un metodo innovativo di monitoraggio mensile delle funzioni esecutive tramite indicatori di prestazione ottenuti da giochi di allenamento cognitivo autosomministrati (NUP-EXE).
Le proprietà metriche di NUP-EXE sono state valutate in 56 persone tra i 60 e gli 80 anni, portatrici di APOE-ϵ4 e con disturbi cognitivi soggettivi, che hanno partecipato a un intervento multimodale di 12 mesi per prevenire il deterioramento cognitivo. NUP-EXE ha mostrato buone proprietà psicometriche e una sensibilità al cambiamento superiore a quella dei test tradizionali. Inoltre, i miglioramenti nello strumento sono risultati associati a un migliore funzionamento quotidiano e modulati dall’età e dal genere.
Questo approccio di raccolta dati a distanza potrebbe permettere una caratterizzazione più precisa della risposta individuale agli interventi preventivi e contribuire allo sviluppo di nuove misure di esito nei futuri studi clinici.

Universidad Católica Luis Amigó, Medellín, Colombia
Effetto di un programma di intervento neuropsicologico sullo sviluppo delle abilità scolastiche nei primi anni di scuola
Astrid Yamile Ayala Arango
È stato svolto uno studio quasi-sperimentale per valutare l’effetto di un programma di intervento neuropsicologico sulle abilità di lettura, scrittura e matematica in bambine e bambini della prima elementare di un istituto scolastico di Apartadó (Colombia), appartenenti a un contesto socioeconomico svantaggiato. Due gruppi di 19 studenti ciascuno (sperimentale e di controllo) sono stati valutati all’inizio; successivamente il gruppo sperimentale ha partecipato per sette mesi a un programma di gruppo di stimolazione cognitiva con NeuronUP Kids.
Nelle misurazioni pre-test i due gruppi hanno mostrato prestazioni simili, tranne nella scrittura di parole e pseudoparole, dove il gruppo sperimentale ha ottenuto punteggi migliori. Dopo l’intervento sono stati osservati miglioramenti significativi nel gruppo sperimentale in diversi compiti di lettura (sillabe, parole, non parole, frasi, lettura ad alta voce e velocità di lettura) e nella scrittura di sillabe, mentre non sono state trovate differenze in aritmetica.
Questi risultati indicano che la stimolazione neuropsicologica contribuisce positivamente allo sviluppo delle prime abilità scolastiche, soprattutto lettura e scrittura, e rappresenta un’opportunità per attuare programmi preventivi basati sulla neuropsicologia in ambito scolastico.

Dipartimento di Medicina Legale, Etica Medica e Medicina Sociale e del Lavoro, Facoltà di Medicina, Universidade de São Paulo
Riabilitazione ambulatoriale nel long COVID: un invito all’azione
Marta Imamura, Gilson Tanaka Shinzato, Sabrina Saemy Tome Uchiyama, Lucas Ramos De Pretto, Denise Vianna Machado Ayres, Simone Hitomi Oshiro, Valéria Dini Leite, Daniela Aguilera Moura Antonio Rossi,Harumi Nemoto Kaihami, Rosana Aparecida de Freitas Lopes, Denise Rodrigues Tsukimoto, Gabriella Souza Naves, Denise Matheus, Artur César Aquino dos Santos, Margarida Harumi Miyazaki
Linamara Rizzo Battistella
Il COVID-19 può lasciare conseguenze motorie, cognitive, psicologiche e nutrizionali che richiedono una riabilitazione specialistica. Questo lavoro descrive il programma ambulatoriale attuato presso l’Instituto de Medicina Física e Reabilitação dell’Hospital das Clínicas dell’Universidade de São Paulo per assistere pazienti con COVID-19 grave o critico dopo il ricovero.
Dodici adulti hanno partecipato a una valutazione completa che comprendeva misure funzionali, cognitive, emotive, nutrizionali e di forza muscolare. Il programma di riabilitazione ha combinato stimolazione elettrica e magnetica, esercizi isocinetici, trattamento del dolore, stimolazione cognitiva, supporto emotivo, addestramento occupazionale ed educazione sanitaria tramite un’app per smartphone. Le sedute si sono svolte due volte a settimana fino al raggiungimento dei criteri di dimissione.
I risultati hanno mostrato miglioramenti significativi nel dolore e nella mobilità (VAS e TUG), insieme a tendenze favorevoli in indipendenza funzionale, forza di presa, capacità di deambulazione, ansia e stato funzionale post-COVID. Questi risultati indicano che un programma interdisciplinare, intensivo e di breve durata può migliorare sintomi chiave nelle persone con long COVID.

Universidad de Burgos
Riabilitazione cognitiva negli anziani con NeuronUP (CROAN)
Olalla Saiz Vázquez
L’uso delle tecnologie digitali nella riabilitazione cognitiva è aumentato negli ultimi anni e permette ai professionisti di ottimizzare tempo e risorse nella progettazione e nell’applicazione delle attività. Questo studio ha valutato l’effetto di un intervento cognitivo svolto con la piattaforma web NeuronUP negli anziani, analizzando memoria, attenzione e linguaggio.
È stato usato un disegno quasi-sperimentale con due gruppi di 20 partecipanti ciascuno (sperimentale e di controllo), valutati prima e dopo l’intervento. Le analisi statistiche (ANOVA, ANCOVA e MANOVA) hanno mostrato miglioramenti significativi in memoria, orientamento e lettura nel gruppo che ha usato NeuronUP.
Nel complesso, i risultati indicano che NeuronUP è uno strumento efficace per migliorare i processi cognitivi negli anziani e che il suo uso, guidato da professionisti specializzati, può risultare particolarmente utile in ambito clinico.

Universidad de Castilla-La Mancha e Universidad de Valladolid
Benefici potenziali di un programma di allenamento cognitivo nel deterioramento cognitivo lieve
Nuria Mendoza Laiz, Natalia Rioja Collado, Javier Gómez Pilar, Roberto Hornero
Sagrario Del Valle Díaz
La demenza è una condizione progressiva che incide in modo diverso sulla vita quotidiana degli anziani, e la velocità con cui avanza può dipendere dagli interventi utilizzati. Questo studio ha valutato l’efficacia di un programma di allenamento cognitivo combinato con un’interfaccia cervello-computer (BCI) e con la piattaforma NeuronUP in persone con demenza lieve.
Trentadue partecipanti con punteggi MMSE tra 18 e 23 sono stati divisi in due fasce d’età: 61–69 anni e 70–81 anni. Le prestazioni neuropsicologiche sono state valutate prima e dopo l’allenamento con la batteria Luria-DNA, che misura aree come memoria, attenzione, linguaggio, funzioni intellettive e abilità visuospaziali. Dopo l’intervento, il gruppo più giovane ha mostrato miglioramenti significativi nella maggior parte delle aree valutate, superando chiaramente il gruppo più anziano: questo suggerisce che la risposta all’allenamento dipende in parte dall’età.
Nel complesso, questi risultati indicano che le persone con demenza lieve possono rallentare il deterioramento cognitivo con programmi di stimolazione cognitiva adeguati.

Dipartimento di Neurochirurgia, Hospital Universitario de Canarias
Cambiamenti neuropsicologici e del volume della materia grigia cerebrale dopo il trattamento cognitivo assistito dal computer in pazienti con sclerosi multipla
Julio Plata-Bello, María Yaiza Pérez-Martín, Montserrat González-Platas, Víctor Fajardo-Santana
Kritsia Sinay Fumero-Revetti
Il deterioramento cognitivo è frequente nella sclerosi multipla e colpisce più del 65% delle persone fin dalle fasi iniziali, con un impatto sulla vita quotidiana, sull’autonomia e sul lavoro. Anche se i risultati degli interventi cognitivi sono eterogenei, ci sono evidenze che la riabilitazione neuropsicologica assistita dal computer possa migliorare le prestazioni cognitive. Questo studio ha valutato l’efficacia di un programma di riabilitazione cognitiva digitale in pazienti con SM recidivante-remittente e deterioramento cognitivo lieve o moderato.
Dodici pazienti sono stati valutati in tre momenti (inizio, settimana 8 e settimana 16) e assegnati in modo casuale a ricevere il trattamento dopo la prima o la seconda valutazione. L’intervento consisteva in 24 sedute a domicilio di 45 minuti, tre volte a settimana per otto settimane, con la piattaforma NeuronUP. Oltre ai test neuropsicologici sono state eseguite risonanze funzionali e strutturali e analisi di biomarcatori legati alla plasticità neuronale.
I risultati preliminari hanno mostrato miglioramenti nella memoria verbale, nella memoria visiva differita, nella memoria di lavoro e nella fluenza semantica. A livello neurobiologico sono stati osservati aumenti del volume della materia grigia e cambiamenti funzionali in regioni associate all’apprendimento e alla memoria. Questi risultati suggeriscono che l’allenamento cognitivo può attivare meccanismi di neuroplasticità e favorire la riorganizzazione corticale nella sclerosi multipla.
Tesi di dottorato

Universidad Loyola Andalucía
Programma integrato di stimolazione neuropsicologica per minori a rischio di esclusione sociale
Relatori: Joaquín Ibáñez Alfonso, Ian Craig Simpson
Pablo Rodríguez Prieto
Il Guatemala presenta livelli elevati di disuguaglianza sociale e violenza, fattori che rappresentano un rischio significativo per lo sviluppo cognitivo ed emotivo dei bambini. La situazione è stata aggravata dalla pandemia di COVID-19, che ha causato la chiusura prolungata delle scuole e ha ampliato il divario educativo. Questa tesi di dottorato presenta i risultati della progettazione e dell’attuazione di un programma di stimolazione cognitiva ed emotiva volto a migliorare il rendimento scolastico e la qualità della vita di bambini e bambine in contesti di forte vulnerabilità a Città del Guatemala.
Il programma è stato sviluppato dall’Universidad Loyola Andalucía in collaborazione con l’Instituto de Desarrollo della Fundación ETEA, nell’ambito di un progetto di cooperazione internazionale finanziato dall’AACID. È stato attuato per 18 mesi in cinque scuole della rete Fe y Alegría Guatemala, a partire da un anno dopo il lockdown, nella fase iniziale di riapertura delle scuole.
Questo lavoro mette in luce il potenziale degli interventi psicoeducativi continuativi per mitigare l’impatto di contesti socioeconomici avversi e favorire lo sviluppo cognitivo ed emotivo nell’infanzia.

Universitat de Barcelona
Verso l’ottimizzazione degli interventi per migliorare le funzioni cognitive e la qualità della vita in bambini con paralisi cerebrale
Relatrice: Roser Pueyo Benito
Montse Blanco Sierra
La paralisi cerebrale è la causa più frequente di disabilità fisica nell’infanzia e, oltre ai problemi motori, molte persone presentano difficoltà cognitive che incidono sulla vita quotidiana e sulla qualità della vita. Questa tesi si è posta l’obiettivo di ottimizzare gli effetti degli interventi cognitivi in bambini e bambine con paralisi cerebrale, attraverso tre studi complementari: una revisione sistematica, uno studio trasversale e uno studio clinico randomizzato.
La revisione ha mostrato che la maggior parte degli interventi studiati è di tipo fisico, anche se alcuni migliorano funzioni cognitive come la percezione visiva e il controllo inibitorio. Lo studio trasversale ha evidenziato che le funzioni esecutive, insieme al funzionamento motorio, alla percezione visiva, ai tratti dello spettro autistico e allo stress genitoriale, influiscono in modo importante sulla qualità della vita. Infine, lo studio clinico ha rilevato che un programma domiciliare di allenamento delle funzioni esecutive (30 ore in 3 mesi) ha prodotto effetti di trasferimento lontano sulla percezione visiva e sulla memoria, ma non ha migliorato la qualità della vita né la partecipazione, e questi benefici cognitivi non si sono mantenuti a lungo termine.
I risultati sottolineano l’importanza delle funzioni esecutive nella paralisi cerebrale e la necessità di migliorare gli interventi volti a potenziarne l’impatto funzionale e il mantenimento a lungo termine.

Universitat Pompeu Fabra
Interventi sullo stile di vita e cambiamento cognitivo: fattori determinanti e meccanismi sottostanti
Relatore: Rafael de la Torre Fornell
Natalia Soldevila Domènech
Gli interventi volti a migliorare lo stile di vita, come la dieta, l’esercizio fisico e l’allenamento cognitivo, possono frenare il deterioramento cognitivo nelle persone a rischio di demenza. Questa tesi si concentra sull’individuazione dei fattori determinanti e dei meccanismi dei cambiamenti cognitivi associati a questo tipo di interventi, e sull’esplorazione dell’uso di nuove tecnologie per valutare l’aderenza e la risposta cognitiva.
I risultati mostrano che gli interventi sullo stile di vita migliorano le prestazioni cognitive e la qualità della vita e riducono il rischio cardiovascolare, anche se con una notevole variabilità tra individui. Fattori come il sesso, l’età, il livello di istruzione, il diabete di tipo 2, l’aderenza alla dieta mediterranea, l’uso di metformina e il livello di funzionalità influiscono in modo significativo sulla risposta cognitiva. Inoltre, la modulazione del sistema endocannabinoide da parte della dieta mediterranea viene individuata come possibile meccanismo coinvolto.
Infine, la tesi convalida l’uso dei giochi di allenamento cognitivo come strumenti sensibili per la valutazione intensiva delle prestazioni cognitive, fornendo evidenze rilevanti per la progettazione di future strategie di prevenzione della demenza.

Dipartimento di Psicologia, Universitat Rovira i Virgili
Dispositivi digitali come strumento terapeutico in bambini e adolescenti con disabilità intellettiva
Relatrici: M. Teresa Colomina Fosch, Josefa Canals Sans
Marta Torra Moreno
La letteratura indica che bambini e adolescenti con disabilità intellettiva presentano difficoltà cognitive e comportamentali, soprattutto nell’ambito delle funzioni esecutive. Questo lavoro ha prima esaminato le evidenze esistenti sull’uso delle nuove tecnologie in questa popolazione e poi ha valutato l’impatto di un programma di allenamento cognitivo digitale applicato in centri di educazione speciale.
Hanno partecipato bambini e ragazzi tra i 6 e i 17 anni, per i quali sono stati raccolti dati sociodemografici, clinici, sulle abitudini digitali e sulla qualità della vita, oltre a valutazioni comportamentali e neuropsicologiche con test standardizzati. Il programma di intervento è stato svolto con la piattaforma NeuronUP e comprendeva 24 sedute di 20 minuti, svolte negli stessi centri educativi.
I risultati hanno mostrato che le funzioni esecutive più compromesse erano l’inibizione, la flessibilità cognitiva, il controllo emotivo e l’autoregolazione del comportamento. Dopo l’intervento con NeuronUP, tutti i partecipanti hanno mostrato miglioramenti, soprattutto in attenzione, velocità di elaborazione e memoria di lavoro. Nel complesso, i risultati confermano l’uso di strumenti digitali come NeuronUP per potenziare il funzionamento cognitivo in bambini e ragazzi con disabilità intellettiva.

Universidad del Norte
Effetto di due programmi di intervento neuropsicologico sugli obiettivi scolastici e sul funzionamento cognitivo in persone con disturbi dell’apprendimento
Relatore: Carlos José De los Reyes, Correlatrice: Helene Polatajko
Carolina Beltrán Dulcey
I disturbi specifici dell’apprendimento sono alterazioni di origine neurobiologica che colpiscono abilità scolastiche come la lettura, la scrittura e la matematica. Questo studio, svolto in teleneuropsicologia con uno studio clinico randomizzato in doppio cieco, ha valutato l’effetto di due programmi di intervento in 21 bambini con diagnosi di disturbo dell’apprendimento: l’approccio Cognitive Orientation to daily Occupational Performance (CO-OP) e la piattaforma NeuronUP.
Entrambi i programmi hanno prodotto miglioramenti moderati nella percezione delle prestazioni e nella soddisfazione rispetto agli obiettivi scolastici valutati con la COPM. In entrambi i gruppi sono stati osservati anche aumenti dei percentili neuropsicologici e miglioramenti clinici significativi in diversi domini cognitivi.
Nel complesso, i risultati indicano che sia CO-OP sia NeuronUP favoriscono miglioramenti cognitivi e scolastici.

Universitat Autònoma de Barcelona
Funzione cognitiva in adulti con cerebrolesione acquisita in fase cronica: relazione con l’attività fisica e la sedentarietà
Relatori: Margalida Coll, Timothy Peter Morris
Lidia Pérez López
La cerebrolesione acquisita è la principale causa di disabilità negli adulti e le sue conseguenze (cognitive, motorie, sensoriali e comunicative) possono persistere per anni, incidendo gravemente sulla vita quotidiana e sulla partecipazione sociale. Questo lavoro ha esplorato il ruolo dell’esercizio fisico e dell’attività fisica nella riabilitazione cognitiva della cerebrolesione acquisita cronica, oltre all’utilità della teleriabilitazione con la piattaforma NeuronUP.
Il primo studio ha valutato per un anno adulti con trauma cranico grave in fase cronica che hanno partecipato a un programma supervisionato di esercizio aerobico. L’intervento è risultato associato a un aumento dell’attività fisica quotidiana. Il secondo studio ha analizzato pazienti con ictus cronico durante la pandemia, combinando misurazioni dell’attività fisica tramite accelerometria e 24 settimane di teleriabilitazione cognitiva con NeuronUP. Sono state osservate associazioni positive tra attività fisica e prestazioni cognitive, soprattutto nelle persone con meno di 60 anni, con schemi diversi tra uomini e donne. L’aderenza alla teleriabilitazione è stata elevata.
Entrambi gli studi suggeriscono che promuovere l’attività fisica e ridurre la sedentarietà potrebbe potenziare gli effetti della riabilitazione cognitiva nelle persone con cerebrolesione acquisita cronica e che la teleriabilitazione, compresa quella svolta con NeuronUP, è una strada promettente. Servono comunque altre ricerche che tengano conto delle differenze di età e sesso per ottimizzare la personalizzazione di questi interventi.
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