Hai sentito parlare della sindrome di Tourette? In Spagna è ancora considerata una malattia rara in base alla sua prevalenza nella popolazione, tuttavia gli studi a livello internazionale indicano che in realtà è una condizione molto più frequente di quanto si pensasse. Questo articolo è dedicato a sfatare questa e altre concezioni errate che ancora circolano su di essa. Decostruendo dunque la sindrome di Tourette.
Che cos’è la sindrome di Tourette?
Secondo i criteri diagnostici internazionali la sindrome di Tourette è un disturbo primario del movimento, la cui caratteristica principale è la presenza cronica di tic[3,4], sebbene spesso si associ ad altri disturbi come il TOC o l’ADHD [1].
Cosa definisce un tic?
Anche se, come è stato accennato, la parola tic deriva dall’italiano ticchio [5] che significa capriccio come sinonimo di desiderio, lusso, stravaganza [6, 7], lontano dall’essere un capriccio o un desiderio della persona che li manifesta, i tic sono movimenti o vocalizzazioni che si realizzano in modo involontario. Nonostante possano risultare stravaganti per essere esagerati in intensità, frequenza o ripetizione, e decontestualizzati o senza relazione con le situazioni, poiché sono comportamenti che non sono diretti a un obiettivo, come lo sono invece i movimenti volontari [8] o l’emissione volontaria di parole o suoni.

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Decostruendo il Tourette
- Più che una sindrome, è un disturbo dello spettro. Sono state descritte diverse sindromi o sottotipi distinti di Tourette [1,9], motivo per cui attualmente si ritiene più appropriato parlare di disturbo dello spettro di Tourette che di sindrome di Tourette [10].
- Dire oscenità non è frequente nel Tourette. La coprolalia (dire parole oscene involontariamente e senza intenzione di offendere [1,10]) è uno dei sintomi più diffusi del Tourette, in parte a causa della sua diffusione attraverso il cinema e i media. Sebbene senza dubbio possa essere una delle sue manifestazioni più appariscenti, si tratta di una caratteristica presente in meno di un quinto degli affetti [11].
- Particolare creatività per la musica. Anche se sembra non esistere una relazione lineare tra l’eccesso di dopamina che sottende il Tourette e la creatività, gli studi in merito evidenziano un’associazione tra il disturbo di Tourette e la creatività musicale [12].
- La sua origine non è psicologica. Anche se inizialmente si pensava che la causa del Tourette fosse psicologica, questa teoria è diventata obsoleta [1] poiché le evidenze indicano un’eziologia che include influenze sia genetiche che ambientali [1].
Bibliografia
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- Robertson, M. M., Eapen, V., &Cavanna, A. E. (2009). The international prevalence, epidemiology, and clinical phenomenology of Tourette syndrome: A cross-cultural perspective. Journal Of Psychosomatic Research, 67(6), 475-483. http://dx.doi.org/10.1016/j.jpsychores.2009.07.010
- American Psychiatric Association (2013). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders: DSM-5 (5th ed.) Washington D.C.: Autor.
- Organizzazione Mondiale della Sanità (1992) Classificazione Internazionale delle Malattie e dei Problemi correlati con la Salute: CIE-10 (10ª revisione). Ginevra: Autore.
- Varsemanas, D. R. (settembre de 2002). L’incidenza dello stress e gli obiettivi della terapia psicologica negli aspetti biopsicosociali e comportamentali della sindrome di Gilles de la Tourette. Un modello interattivo per l’integrazione dei fattori. In S. Jurado (Presidenza). Primo Congresso Nazionale sulla Sindrome di Tourette e Disturbi Associati. ASTTA, Córdoba, España.
- Academia dellaCrusca(27 de mayo de 2017).Recuperado de http://www.accademiadellacrusca.it/it/link-utili/dizionari-sincronici
- DizionariCorrieri (27 de mayo de 2017)Recuperado de http://dizionari.corriere.it/dizionario_sinonimi_contrari/T/ticchio.shtml
- Jankovic, J., &Fahn, S. (1986). The phenomenology of tics. Movement Disorders, 1(1), 17-26. http://dx.doi.org/10.1002/mds.870010103
- Robertson, M. (2000). Tourette syndrome, associated conditions and the complexities of treatment. Brain, 123(3), 425-462. http://dx.doi.org/10.1093/brain/123.3.425
- Robertson MM &Eapen V (2013).Wither the relationship between aetiology and phenotype in Tourette In: Leckman JF, Martino, D (Eds.), Tourette Syndrome. Oxford University Press, New York, pp. 361–394.
- Freeman, R.D., Zinner, S.H., Muller-Vahl, K.R., Fast, D.K., Burd, L.J., Kano, Y., Rothenberger, A., Roessner, V., Kerbeshian, J., Stern, J.S., Jankovic, J., Loughin, T., Janik, P., Shady, G., Robertson, M.M., Lang, A.E., Budman, C., Magor, A., Bruun, R., and Berlin, C.M. Jr. (2009) Coprophenomena in Tourettesyndrome. Med. ChildNeurol,51: 218–227.DOI:10.1111/j.1469-8749.2008.03135.x
- Espert, R., Gadea, M., Aliño, M. y Oltra-Cucarella, J. (2017). Neuropsicología del trastorno de Tourette: cognición, neuroimagen y creatividad. Revista de Neurología, 64 (s01): S65-S72. http://www.neurologia.com/articulo/2017015
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- Comisión Europea (27 de mayo de 2017). Las enfermedades raras: un desafío para Europa. Recuperado de: http://ec.europa.eu/health/ph_threats/non_com/docs/raredis_comm_es.pdf
- Ministerio de Economía, Industria y Competitividad e Instituto de Salud Carlos III. (27 de mayo de 2017). Registro Nacional de Enfermedades Raras.Recuperado de: https://registroraras.isciii.es/Comun/Inicio0.aspx
- Instituto Nacional de Estadística. (27 de mayo de 2017). Recuperado de: http://www.ine.es/dyngs/INEbase/es/operacion.htm?c=Estadistica_C&cid=1254736176951&menu=ultiDatos&idp=1254735572981







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