La sindrome di Down da un punto di vista sociale
Esistono molti miti e idee false sulle persone con sindrome di Down, perciò, da NeuronUP vogliamo sradicare false credenze e, in questo modo, migliorare la loro inclusione sociale. Inoltre, parliamo dell’importanza dell’Attenzione precoce e presentiamo i principali dati di questo disturbo genetico sotto forma di infografica.
Che cos’è la sindrome di Down?
La sindrome di Down non è una malattia. È un’alterazione genetica causata dalla presenza di un cromosoma in più o di una sua parte. Le persone con sindrome di Down hanno tre cromosomi nel paio 21, quando il normale è averne due, perciò questa sindrome è anche chiamata trisomia 21. È l’alterazione genetica umana più comune, ma non è una malattia e, pertanto, non richiede alcun trattamento medico.
L’origine di questa disabilità intellettiva risiede nell’apporto da parte dello spermatozoo o dell’ovulo di un cromosoma in più che, unito agli altri 23, porta a 47 invece dei 46 abituali. Nella stragrande maggioranza dei casi l’extra è apportato dall’ovulo. Non esiste una causa conosciuta per cui si verifichi questa alterazione genetica. Si verifica in modo spontaneo e non si può prevenire.
Dati
- Per ogni 600-700 concepimenti nel mondo, nasce una persona con sindrome di Down.
- L’incidenza stimata della sindrome di Down a livello mondiale è compresa tra 1 ogni 1.000 e 1 ogni 1.100 neonati.
- In Spagna si stima che vivano circa 35.000 persone e un totale di sei milioni nel mondo.
- Tra il 30% e il 40% delle persone con disabilità hanno la sindrome di Down.
- L’aspettativa di vita delle persone con sindrome di Down si attesta intorno ai 60 anni.
- Inoltre, è stato dimostrato che l’età materna è un fattore di rischio, soprattutto quando la madre supera i 35 anni.

Miti e verità
Di seguito, ci addentriamo nei principali miti che circondano la sindrome di Down.
Quali gradi esistono?
Non esistono gradi. Ogni persona è diversa e presenta caratteristiche e alterazioni differenti.
La sindrome di Down può essere ereditata?
Nella maggior parte dei casi, la sindrome si presenta in modo casuale. Solo, in circa l’1% dei casi, si verifica la cosiddetta traslocazione, che implica che uno dei genitori abbia un cromosoma 21 e parte di un altro, poiché la parte mancante si è attaccata a un altro cromosoma. È in questo caso che si può parlare di ereditarietà.
L’aggressività fa parte della sindrome di Down
Il comportamento non è associato alla sindrome, cioè i comportamenti aggressivi hanno origine in disturbi del comportamento presenti anche in persone senza disabilità intellettiva.
L’aspettativa di vita è bassa
L’aspettativa di vita delle persone con sindrome di Down è superiore ai 60 anni, una cifra in costante crescita, poiché i più recenti progressi della medicina stanno riducendo il tasso di mortalità.
L’età avanzata del genitore come causa
Sebbene sia dimostrato che un fattore che favorisce la comparsa della sindrome di Down sia l’età più avanzata della madre durante la gravidanza, la maggior parte dei casi si verifica in madri giovani.
Principale causa di disabilità intellettiva
La sindrome di Down è la principale causa di disabilità intellettiva. Tra il 30% e il 40% delle persone con disabilità intellettiva hanno questa sindrome. Questa alterazione genetica provoca uno sviluppo più lento, pertanto è imprescindibile che questi bambini partecipino fin dalla nascita a programmi di stimolazione conosciuti come Attenzione precoce.
Rischio di sviluppare l’Alzheimer
Gli adulti con sindrome di Down hanno un maggiore rischio di sviluppare l’Alzheimer, una malattia neurodegenerativa che comporta la perdita progressiva della memoria.
La sindrome di Down implica difficoltà di apprendimento e necessità di istruzione speciale
È vero che il loro apprendimento è più lento, ma, tramite una stimolazione adeguata, il loro cervello può evolvere. Inoltre, non necessitano di istruzione speciale, ci sono stati casi di persone con sindrome di Down che hanno studiato all’università e si sono laureate, come nel caso di Pablo Pineda, la prima persona con sindrome di Down a livello europeo a conseguire una laurea universitaria.
D’altra parte, nel mercato del lavoro è aumentata considerevolmente la percentuale di persone con questa disabilità che svolgono impieghi al di fuori dei centri speciali di impiego.
L’importanza dell’Attenzione precoce
La sindrome di Down non ha cura. Tuttavia esistono programmi di attenzione precoce rivolti a bambini con sindrome di Down tra 0 e 6 anni che cercano di ridurre il ritardo maturativo associato a questa disabilità sfruttando la neuroplasticità del cervello, cioè il potenziale che il cervello ha di modificarsi e adattarsi.
In definitiva, con questi programmi si cerca di stimolare lo sviluppo psicomotorio, cognitivo, linguistico e socio-affettivo.
Infine, sottolineare che non esiste una relazione tra i tratti fisici e lo sviluppo cognitivo.
Che nulla ci separi
DOWN ESPAÑA lancia un messaggio di sensibilizzazione sociale: “Se abbiamo tante cose in comune, perché permettiamo che solo un cromosoma ci separi?”.
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