La psicologa Rosa Hidalgo spiega in questo articolo che cos’è l’ippoterapia, quali sono le sue basi, i suoi principali benefici e come viene condotta l’intervento con i cavalli.
Che cos’è l’ippoterapia?
Il nome ippoterapia deriva dal greco hippos (cavallo) e therapeia (trattamento). È una specialità della Chinesioterapia (scienza che studia il movimento, l’anatomia e la fisiologia della biomeccanica del corpo) dove si combinano gli effetti terapeutici del cavallo con esercizi chinesici specifici in base alla diagnosi del paziente. L’ippoterapia è, quindi, un trattamento di riabilitazione.
A chi è rivolta l’ippoterapia?
È indicata nei seguenti quadri clinici:
Paralisi cerebrale, atassie, lesioni midollari, lesioni cerebrali, spina bifida, distrofia muscolare, sclerosi multipla, sindrome di Down, paraplegia, emiplegia, problemi di attenzione e concentrazione mentale, malattie psicosomatiche, anoressia nervosa, autismo, sindrome di Rett, fibromialgia, disturbi dello sviluppo, ritardo psicomotorio, bambini che hanno subito violenza intrafamiliare o abbandono, fobie, ansia, disturbo da stress post-traumatico.
Quali sono i fondamenti dell’ippoterapia?
L’ippoterapia si basa su un insieme di tecniche riabilitative applicabili a un gran numero di quadri disabilitanti. Si fonda sulla trasmissione del movimento del cavallo verso il paziente. Il movimento fisico, i legami affettivi e il contatto con la natura sono un aspetto fondamentale nella vita umana ed elementi basilari dell’ippoterapia.
I processi cognitivi come l’attenzione (attenzione sostenuta, selettiva, alternante), e il linguaggio hanno una grande efficacia nell’ippoterapia, data la relazione tra il paziente e il cavallo.
La motivazione e la relazione affettivo-emotiva ricoprono un ruolo fondamentale: il desiderio del paziente di comunicare con l’animale è così forte che si impegna per capirsi con lui, è un invito a partecipare ad attività in comune.
Altri processi neurologici che risultano altamente beneficiati dall’ippoterapia sono la memoria, il sistema vestibolare, la propriocettività e la coordinazione motoria, sia fine che grossolana.
Principi basilari
- Trasmissione di un pattern di locomozione tridimensionale equivalente al pattern fisiologico della marcia umana. Il passo del cavallo emette un pattern tridimensionale antero-posteriore (dall’alto verso il basso), cranio-caudale (verso avanti e indietro) e latero-mediale (verso i lati).
- Trasmissione di impulsi ritmici. Questi impulsi ritmici si trasmettono alla cintura pelvica, alla colonna vertebrale e agli arti inferiori del cavaliere, provocando reazioni di equilibrio e raddrizzamento del tronco del paziente.
- Trasmissione di calore. La temperatura normale del cavallo è di (38,5 °C). Questa trasmissione del calore fa sì che la muscolatura si riscaldi, si rilassi, aumenti il flusso sanguigno e stimoli la sensoriopercezione tattile del paziente.
Benefici dell’ippoterapia
- Migliora lo stato fisico in generale,
- stimola il sistema sensoriomotorio,
- migliora la coordinazione, i riflessi e la pianificazione motoria,
- regola il tono muscolare: rilassa e rinforza,
- attiva organi interni e cuore,
- corregge problemi di comportamento,
- riduce l’ansia,
- favorisce la concentrazione e l’autostima,
- acquisizione di abilità cognitive e sociali.

Quando è controindicata l’ippoterapia?
- Epilessia non controllata.
- Ipotonia estrema.
- Pressione intracranica.
- Lesioni midollari complete, poiché è impossibile mantenere il paziente sul cavallo.
- Paura insormontabile del cavallo o della terapia.
- Presenza di capogiri o vertigini.
- Aggressività eccessiva, poiché metterebbe il paziente in pericolo per possibili reazioni del cavallo.
- Instabilità atlanto-assiale nella sindrome di Down.
Come si lavora nelle sessioni di ippoterapia?
Le sessioni di ippoterapia hanno una durata di trenta minuti. All’inizio devono essere di dieci o quindici minuti e poi aumentare progressivamente.
Sessioni suddivise in fasi
1º Piede a terra
All’inizio del trattamento di ippoterapia, il paziente deve acquisire fiducia con il cavallo e adattarsi all’ambiente, perciò si lavora il piede a terra. È la prima fase della sessione.
Si lavora il legame affettivo-emotivo attraverso la cura del cavallo e processi cognitivi, come effettuare una spazzolatura lenta e tranquilla per lavorare l’impulsività.
Esempio di attività di Piede a terra:
| ATTIVITÀ | OBIETTIVO |
| Salutare il cavallo | Creare legame affettivo. Primo avvicinamento al cavallo, si spiega al paziente il modo corretto di avvicinarsi e le misure di sicurezza necessarie. |
| Schema corporeo | Creare empatia tra il paziente e il cavallo, si cercano le somiglianze corporee tra il cavallo e il paziente. |
| Saluto finale al cavallo | Si conduce il cavallo nella stalla e gli si dà una ricompensa (carota). |
2º La monta
Nella seconda fase, la monta, si svolge la maggior parte delle attività terapeutiche, attraverso esercizi e giochi.
Si cercherà sempre che il paziente effettui la monta autonoma (il paziente può salire da solo sul cavallo). Tuttavia, esistono una serie di criteri in cui si dovrà effettuare la monta gemella (il terapeuta sale sul cavallo con il paziente) e sono quando il paziente non ha controllo del tronco, non ha controllo cefalico o il paziente mostra insicurezza.
Al termine della sessione si premia il paziente con elogi da parte del terapeuta e dei familiari, poiché è importante valorizzare gli sforzi e i traguardi raggiunti.
Come si stabilisce la terapia?
Si devono fissare obiettivi e linee guida chiare in modo che la terapia sia un processo progressivo. È opportuno effettuare una valutazione dello stato di salute del paziente sia a terra che sul cavallo.
La valutazione deve considerare la diagnosi, la storia clinica, i trattamenti ricevuti, i farmaci che assume attualmente e la valutazione chinesica (andatura, posizione seduta, controllo della testa e del tronco, le rotazioni, la forza muscolare, le limitazioni articolari, le reazioni di equilibrio e le deviazioni nella colonna vertebrale).
La valutazione neurologica include la rilevazione di sintomi come paresi, paralisi, tono muscolare, riflessi patologici, schemi di posture e movimenti anomali.
Per quanto riguarda lo stato cognitivo, si deve prestare attenzione alla connessione con l’ambiente, alla comprensione, alla memoria, all’attenzione e alla concentrazione.
Valutazione e follow-up dell’ippoterapia
Dopo aver considerato le caratteristiche del paziente, il team interdisciplinare stabilirà una temporalità, in cui valuterà l’evoluzione della terapia, per adattare le sessioni secondo le necessità di ciascuna persona.
Conclusioni
Diversi studi concordano nel fatto che l’ippoterapia migliora la qualità di vita del paziente, è una terapia che presenta benefici psicologici e sociali. Il motivo è che il cavallo, attraverso il modello di passo, genera vibrazioni che si trasmettono al midollo, per cui il cervello riceve gli stessi stimoli come se stesse camminando.
D’altra parte, quando si instaura il legame con il cavallo, si stabiliscono schemi di interazione.
È importante sottolineare che l’ippoterapia è un metodo complementare, e bisogna tenere sempre conto dell’importanza di cercare buoni professionisti, che siano debitamente qualificati per svolgere la terapia.
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