Marcela Vázquez-Mellado Cervantes, orientatrice professionale in invecchiamento sano e attivo, sostiene in questo articolo l’esigenza di progettare attività significative per pazienti con demenza e invecchiamento sano combinando la filosofia Montessori, costruttivismo e il modello di Assistenza Centrata sulla Persona (ACP).
Una persona che vede soddisfatte le necessità basilari universali (comfort, identità, attaccamento, inclusione e occupazione) affronta un invecchiamento sano e di migliore qualità anche con l’arrivo di malattie che possono manifestarsi con il passare degli anni.
Spesso le persone anziane alle prime fasi dell’invecchiamento, in piena indipendenza e autonomia, si dedicano ad attività tipiche del loro nuovo stato di pensionamento. Con sorpresa e tristezza lamentano atteggiamenti condiscendenti, infantilizzazione costante e assoluta mancanza di sfide cognitive, fisiche, psicologiche e sociali. Per le persone anziane con demenza lo scenario peggiora. Con disciplina, creatività e conoscenza, questa condizione può essere invertita, raggiungendo l’ambiziosa sfida di coinvolgere i partecipanti con una buona proposta. La combinazione di Montessori, costruttivismo e modello di Assistenza Centrata sulla Persona (ACP) rappresenta la perfetta unione di modelli di assistenza e proposte di attività.
Bisogni fondamentali
L’occupazione è uno dei bisogni fondamentali universali di ogni persona anziana; a differenza del tempo libero e intrattenimento, l’occupazione si caratterizza per la certezza di essere utile, svolgere bene un compito e crescere in una direzione; ciò si ottiene attraverso il progetto e il piano strutturato di attività che permettono di sperimentare il successo in un lavoro, gestire sorprese, affrontare nuove sfide, fissare percorsi e obiettivi specifici a breve e medio termine. All’erta e pronto ogni giorno per fronteggiare ostacoli e variabili intercurrenti in team e comunità.

Iscriviti
alla nostra
Newsletter
Il successo del Modello ACP

Il modello di Assistenza Centrata sulla Persona (ACP) è fondamentale. Si tratta di un modello di assistenza e di un approccio di intervento in cui le persone diventano il fulcro centrale delle organizzazioni, del servizio e dell’operato dei professionisti, riconoscendo i principi che guidano l’esercizio e l’assistenza di ciascuna persona. Il modello ACP raccomandato e applicato in tutto il mondo, si applica alle persone in pieno invecchiamento sano e ai pazienti con demenza e diagnosi di diverse patologie.
C’è qualcuno che non preferisca un abito su misura?
Tutto è governato dal cervello
La passione per lo studio delle funzioni del cervello è affrontata dagli scienziati da due diverse prospettive: medicina e istruzione; i primi attenti alle patologie e affezioni dell’organo, gli altri impegnati nell’appropriazione e nel mantenimento delle conoscenze e dell’esperienza, la Terapia Non Farmacologica (TNF) mira a capitalizzare entrambi i risultati.
Le funzioni cognitive (orientamento, linguaggio, calcolo, gnosie, prassie, memoria, funzione esecutiva, cognizione sociale, intelligenza, attenzione e vigilanza, percezione, sensazione, pensiero astratto, risposte motorie, riconoscimento degli oggetti) sono una bussola nella progettazione di attività significative. Bandiera della corrente costruttivista e fulcro della filosofia Montessori, rispettivamente, per questo motivo costituiscono un complemento ideale del modello ACP.
Le TNF sono agenti primari non chimici che mirano a migliorare la qualità della vita e la cognizione delle persone sane e malate, attraverso attività significative, flessibili, integrali, coordinate, continue, con obiettivi definiti. Consentono in ogni momento la possibilità di essere valutate e facilitano un monitoraggio del loro impatto.
Attività significative

Segreto di Pulcinella, sofferenza diffusa, lamentela costante di familiari, pazienti e partecipanti, che segnalano la scarsa qualità delle attività in vari centri. Con le migliori intenzioni, spesso mancano di rispetto all’intelligenza, alla storia di vita, alle capacità e abilità delle persone anziane. Lontane dal concetto di attività significative, dando luogo a scenari di rifiuto e profonda tristezza da parte dei partecipanti, che si chiedono: perché mi trattano così? È questo ciò che mi aspetta per il resto della vita? Disegnini, realizzazione di fiori di carta, canti e giochi, yoga alle 11:00, domino alle 6:00, cinema il sabato e canzoni dei tuoi tempi il mercoledì.
Progettare attività significative richiede di investire tempo, impegno, creatività e cura all’inizio e garantire successo e rendimento per periodi fino a 6 mesi senza necessità di ripetere programmi, sottoporre, corrompere, costringere, convincere o negoziare con i partecipanti per affrontarle con l’argomento “così è”.
Se curiamo aspetti come la informazione e la storia di vita di ogni persona, scegliamo insieme le attività, offriamo varie proposte, li rendiamo partecipi del progetto delle stesse in modo volontario, li invitiamo a integrare sfide e novità che offrano l’opportunità di sostenersi a vicenda, otterremo team e costruiremo comunità. Considerare per il progetto gli interessi generali di ciascuno, aiuta ad assegnare ruoli e a scambiarli, coltivando scenari di comunità.
Ricordo la messa in scena di una pastorella, non tutti hanno la vocazione o la volontà di salire sul palco, ma emersero appassionati di illuminazione, truccatori, segnapunti; la coreografia fu curata da un partecipante in sedia a rotelle che danzò tra i suoi compagni. Ho sempre presente un partecipante che per 85 anni soffrì di panico da palcoscenico e riuscì a superarlo con il ruolo dell’albero. Era orgoglioso e felice, vestito da quercia, eretto, con molta dignità, interpretò il suo ruolo che consisteva nel muoversi sul palco offrendo riparo a Giuseppe e Maria nel loro pellegrinaggio.
Ogni persona, ogni individuo è importante; riconoscere che siamo diversi e unici ci dona dignità. La terapia non farmacologica o la terapia occupazionale deve essere flessibile, rafforzare l’identità, potenziare le relazioni sociali, integrare le TNF nella vita quotidiana come lavoro, riuscendo a far sentire i partecipanti competenti, mettendo in evidenza le loro capacità. Prepararli a gestire i tentativi falliti e a non cadere nel fallimento è anche nostro compito. È necessario promuovere la creatività e incoraggiarla senza cadere nei capricci personali; siate creativi finché ci sarà spazio per lo sviluppo personale del partecipante.
Come realizzare attività significative?
In primo luogo è necessario avere chiari gli obiettivi specifici e generali. Questi dipendono dallo stato di salute e dalle raccomandazioni del medico. La valutazione GDS (Global Deterioration Scale), per un partecipante con demenza e le limitazioni temporanee di motricità a seguito di un incidente di un’altra persona, per esempio.
Lo stato di salute, la storia di vita, gli hobby e le preferenze tracciano una linea guida. Ma c’è di più:
- Scegliere il tipo di contenuto (concettuale, procedurale, attitudinale),
- Determinare il dominio cognitivo che stimoleremo in ogni attività (psicomotorio, cognitivo, affettivo),
- Strategie di approccio, materiali, dinamiche e scenari,
- Bisogni e risorse, il percorso dei tempi e dei movimenti,
- I ruoli,
- e, cosa più importante, la struttura e gli strumenti per valutare.
Valutazione
La valutazione è l’adempimento degli obiettivi; se il mio obiettivo indica “osservare” posso solo valutare che il partecipante abbia osservato. La cosa più importante non è valutare la prestazione del partecipante, ma piuttosto la valutazione dell’attività stessa e del suo impatto.
Dobbiamo essere in grado di riportare quale area del cervello sia stata stimolata e quali risultati desiderabili possiamo registrare e proiettare. Non è semplice, ma supportati dalle correnti educative Montessori e Costruttivista e dal solido impalcamento del modello ACP come protagonista del piano. I risultati sono più che soddisfacenti.
Caratteristiche e requisiti delle Terapie Non Farmacologiche (TNF)
Le TNF devono essere volontarie, non forzate, con partecipazione gioiosa; sin dal momento dell’invito il partecipante deve mostrare spirito e entusiasmo nell’affrontarle, almeno convinzione e desiderio.
Non è utilitaristica nel senso di aspettarsi una ricompensa o un vantaggio materiale o morale; non abusiamo di elogi falsi, riconoscimenti e celebrazioni: se risulta soltanto rigeneratrice dei pensieri negativi e ripetitivi, è un progresso di successo, rigeneratrice anche di energie e probabilmente otterremo solo una variante nel tipo di stanchezza.
Le persone anziane possono essere stanche di provare dolore, noia, solitudine, stanchezza, di sentire nostalgia, stanche di accumulare perdite. Un obiettivo delle TNF può essere ottenere una sensazione di stanchezza salutare che favorisca il sano perfezionamento nella competenza personale, in un’abilità, in un dominio o in una sfida (fare ciò che stiamo facendo meglio di come lo abbiamo fatto ieri), promuovere lo sviluppContinua continua

Afasia: diagnosi differenziale e tipi di afasie

Lascia un commento