- Troncopedale
- Del parlato
- Verbale
- Aprassie spaziali
- Aprassia costruttiva
- Aprassia del vestirsi
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Glossario
- Gesto transitivo: gesto eseguito con un oggetto reale (es. prendere un paio di forbici e mostrare al valutatore come si utilizzano).
Sia nella letteratura in inglese che in quella in spagnolo si utilizza il termine transitivo, probabilmente per il parallelismo con l’uso di questo termine in grammatica riferendosi ai verbi; poiché in entrambe le lingue un verbo transitivo è quello che si costruisce con un complemento o oggetto diretto, che è l’elemento sintattico che mostra chi o che cosa è colpito dall’azione del verbo.
Forse questo sarà utile ai lettori per consolidare quando un gesto è transitivo e quando è intransitivo.
- Gesto intransitivo: gesto che non si esegue con un oggetto reale. È stato definito anche come azioni espressive, simboliche e comunicative, svolte senza oggetti (es. salutare con la mano) e che possono variare tra culture.
Equivarrebbe a un gesto con significato stabilito per convenzione, di cui parlavamo nel punto precedente e ai quali è stato anche dato il nome di emblems (emblemi, simboli).
Altre volte negli articoli si equipara intransitivo a comunicativo, data la natura comunicativa dei simboli e dei convenzionalismi.
- Gesto con significato: include gesti transitivi, pantomime e intransitivi.
- Gesto senza significato: gesti che non hanno significato per una determinata popolazione (es. mettere il pugno sotto il mento).
- Pantomime (dell’uso degli strumenti):descrizione gestuale dell’uso dell’oggetto. Il paziente cerca di rappresentare l’uso che farebbe di un oggetto, come se lo stesse realmente tenendo in mano.
Note sulle possibili confusioni derivanti dall’uso del linguaggio e dalla traduzione
- Parlando delle pantomime, a volte si può confondere l’allusione al fatto che nelle pantomime il paziente “imiti” il movimento che farebbe se stesse utilizzando un determinato strumento (imitare nel senso di rappresentare), con il riferimento all’imitazione come via mediante la quale si esplora l’aprassia (il valutatore chiede al paziente di imitare ciò che egli fa, ma questo è diverso dal chiedergli di eseguire una pantomima).
In inglese l’uso di pantomime come verbo non genera confusione, ma a volte si possono trovare i termini to imitate o imitation quando si fa riferimento al fatto che il paziente esegue una pantomima richiesta tramite ordine verbale dal valutatore, e che non viene valutata tramite la via visiva dell’imitazione.
- Parlando dei gesti con e senza significato, nella letteratura in inglese si usano di solito i termini meaningful e meaningless gestures, che in alcuni testi tradotti in spagnolo compaiono come gestos significativos e insignificantes, invece di come gesti con e senza significato.
Sebbene in inglese meaning e significance siano sinonimi e si riferiscano entrambi all’importanza di qualcosa, meaning ha una connotazione di valore simbolico e anche di intenzione; per cui può essere più opportuno tradurre meaningful e meaningless gestures come gesti con e senza significato, anziché come gesti significativi e insignificanti, poiché queste ultime espressioni in spagnolo sembrano dare l’idea di gesti importanti e senza importanza (esattamente come quando usiamo l’espressione “differenza significativa” in statistica).
Altre note sulle possibili confusioni derivanti dall’uso del linguaggio e dalla traduzione
- I termini purposive movements possono essere tradotti come movimenti deliberati (potrebbero anche essere intenzionali, volontari, premeditati, decisi). Altre possibilità sono movimenti utili o che svolgono una funzione.
Un movimento potrebbe non avere altra utilità o funzione se non quella di essere eseguito per essere valutato da un neuropsicologo. Infatti è nota la dissociazione automatico-volontaria che si osserva nelle aprassie, quando un paziente non esegue un movimento su comando ma lo esegue spontaneamente, e per questo ci sono ricercatori che ritengono che l’aprassia degli arti sia un disturbo limitato al contesto di valutazione e che nella vita quotidiana passi inosservato.
Può essere utile tenere in considerazione tutte le possibili traduzioni o connotazioni di purposive movements al momento di interpretare le definizioni di aprassia e i modelli sostenuti in ciascuna pubblicazione.
Bibliografia
- Ardila, A. e Rosselli, M. (1992). Neuropsicologica clinica. Medellín: Prensa Creativa.
- Ardila, A. e Rosselli, M. (2007). Apraxia. In E. Márquez e L. Rodríguez (a cura di), Neuropsicologica clinica (p. 127-139). Città del Messico, Messico: El Manual Moderno.
- Bartolo, A. & Ham, H. S. (2016). A Cognitive Overview of Limb Apraxia. Current Neurology and Neuroscience Reports, 16:75.
- Cambridge Dictionary (s.d.). [Dizionario di inglese]. Recuperato il 28 aprile 2018 da https://dictionary.cambridge.org/es/diccionario/ingles/transitive.
- Goldenberg (2014a). Challenging traditions in apraxia. Brain, 137, 1854-1862.
- Goldenberg (2014b). The cognitive side of motor control. Cortex, 57, 270-274.
- Liepmann H. Apraxie. In: Brugsch H, editor. Ergebnisse der gesamten Medizin. WienBerlin: Urban & Schwarzenberg; 1920. p. 516–43.
- Portellano, J. A. (2010). Introducción a la neuropsicologia. Madrid: McGraw Hill.
- Real Academia Española (s.d.). [Dizionario della lingua spagnola]. Recuperato il28 aprile 2018 da https://neuronup.com/it/?id=bbVXlxq.
- WikiDiff (s.d.). Significance vs Meaning – What’s the difference?. Recuperato il 28 aprile 2018 da https://wikidiff.com/content/significance-vs-meaning-whats-difference-0.
Se ti è piaciuta questa guida sulle aprassie, potrebbero interessarti questi articoli di NeuronUP.
- Bucofacciale (orale)
- Oculare
- Troncopedale
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- Aprassie spaziali
- Aprassia costruttiva
- Aprassia del vestirsi
Glossario
- Gesto transitivo: gesto eseguito con un oggetto reale (es. prendere un paio di forbici e mostrare al valutatore come si utilizzano).
Sia nella letteratura in inglese che in quella in spagnolo si utilizza il termine transitivo, probabilmente per il parallelismo con l’uso di questo termine in grammatica riferendosi ai verbi; poiché in entrambe le lingue un verbo transitivo è quello che si costruisce con un complemento o oggetto diretto, che è l’elemento sintattico che mostra chi o che cosa è colpito dall’azione del verbo.
Forse questo sarà utile ai lettori per consolidare quando un gesto è transitivo e quando è intransitivo.
- Gesto intransitivo: gesto che non si esegue con un oggetto reale. È stato definito anche come azioni espressive, simboliche e comunicative, svolte senza oggetti (es. salutare con la mano) e che possono variare tra culture.
Equivarrebbe a un gesto con significato stabilito per convenzione, di cui parlavamo nel punto precedente e ai quali è stato anche dato il nome di emblems (emblemi, simboli).
Altre volte negli articoli si equipara intransitivo a comunicativo, data la natura comunicativa dei simboli e dei convenzionalismi.
- Gesto con significato: include gesti transitivi, pantomime e intransitivi.
- Gesto senza significato: gesti che non hanno significato per una determinata popolazione (es. mettere il pugno sotto il mento).
- Pantomime (dell’uso degli strumenti):descrizione gestuale dell’uso dell’oggetto. Il paziente cerca di rappresentare l’uso che farebbe di un oggetto, come se lo stesse realmente tenendo in mano.
Note sulle possibili confusioni derivanti dall’uso del linguaggio e dalla traduzione
- Parlando delle pantomime, a volte si può confondere l’allusione al fatto che nelle pantomime il paziente “imiti” il movimento che farebbe se stesse utilizzando un determinato strumento (imitare nel senso di rappresentare), con il riferimento all’imitazione come via mediante la quale si esplora l’aprassia (il valutatore chiede al paziente di imitare ciò che egli fa, ma questo è diverso dal chiedergli di eseguire una pantomima).
In inglese l’uso di pantomime come verbo non genera confusione, ma a volte si possono trovare i termini to imitate o imitation quando si fa riferimento al fatto che il paziente esegue una pantomima richiesta tramite ordine verbale dal valutatore, e che non viene valutata tramite la via visiva dell’imitazione.
- Parlando dei gesti con e senza significato, nella letteratura in inglese si usano di solito i termini meaningful e meaningless gestures, che in alcuni testi tradotti in spagnolo compaiono come gestos significativos e insignificantes, invece di come gesti con e senza significato.
Sebbene in inglese meaning e significance siano sinonimi e si riferiscano entrambi all’importanza di qualcosa, meaning ha una connotazione di valore simbolico e anche di intenzione; per cui può essere più opportuno tradurre meaningful e meaningless gestures come gesti con e senza significato, anziché come gesti significativi e insignificanti, poiché queste ultime espressioni in spagnolo sembrano dare l’idea di gesti importanti e senza importanza (esattamente come quando usiamo l’espressione “differenza significativa” in statistica).
Altre note sulle possibili confusioni derivanti dall’uso del linguaggio e dalla traduzione
- I termini purposive movements possono essere tradotti come movimenti deliberati (potrebbero anche essere intenzionali, volontari, premeditati, decisi). Altre possibilità sono movimenti utili o che svolgono una funzione.
Un movimento potrebbe non avere altra utilità o funzione se non quella di essere eseguito per essere valutato da un neuropsicologo. Infatti è nota la dissociazione automatico-volontaria che si osserva nelle aprassie, quando un paziente non esegue un movimento su comando ma lo esegue spontaneamente, e per questo ci sono ricercatori che ritengono che l’aprassia degli arti sia un disturbo limitato al contesto di valutazione e che nella vita quotidiana passi inosservato.
Può essere utile tenere in considerazione tutte le possibili traduzioni o connotazioni di purposive movements al momento di interpretare le definizioni di aprassia e i modelli sostenuti in ciascuna pubblicazione.
Bibliografia
- Ardila, A. e Rosselli, M. (1992). Neuropsicologica clinica. Medellín: Prensa Creativa.
- Ardila, A. e Rosselli, M. (2007). Apraxia. In E. Márquez e L. Rodríguez (a cura di), Neuropsicologica clinica (p. 127-139). Città del Messico, Messico: El Manual Moderno.
- Bartolo, A. & Ham, H. S. (2016). A Cognitive Overview of Limb Apraxia. Current Neurology and Neuroscience Reports, 16:75.
- Cambridge Dictionary (s.d.). [Dizionario di inglese]. Recuperato il 28 aprile 2018 da https://dictionary.cambridge.org/es/diccionario/ingles/transitive.
- Goldenberg (2014a). Challenging traditions in apraxia. Brain, 137, 1854-1862.
- Goldenberg (2014b). The cognitive side of motor control. Cortex, 57, 270-274.
- Liepmann H. Apraxie. In: Brugsch H, editor. Ergebnisse der gesamten Medizin. WienBerlin: Urban & Schwarzenberg; 1920. p. 516–43.
- Portellano, J. A. (2010). Introducción a la neuropsicologia. Madrid: McGraw Hill.
- Real Academia Española (s.d.). [Dizionario della lingua spagnola]. Recuperato il28 aprile 2018 da https://neuronup.com/it/?id=bbVXlxq.
- WikiDiff (s.d.). Significance vs Meaning – What’s the difference?. Recuperato il 28 aprile 2018 da https://wikidiff.com/content/significance-vs-meaning-whats-difference-0.
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- Bilaterali
- Ideazionale
- Ideomotoria
- Degli arti superiori
- Della marcia
- Unilaterali
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- Simpatica
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Glossario
- Gesto transitivo: gesto eseguito con un oggetto reale (es. prendere un paio di forbici e mostrare al valutatore come si utilizzano).
Sia nella letteratura in inglese che in quella in spagnolo si utilizza il termine transitivo, probabilmente per il parallelismo con l’uso di questo termine in grammatica riferendosi ai verbi; poiché in entrambe le lingue un verbo transitivo è quello che si costruisce con un complemento o oggetto diretto, che è l’elemento sintattico che mostra chi o che cosa è colpito dall’azione del verbo.
Forse questo sarà utile ai lettori per consolidare quando un gesto è transitivo e quando è intransitivo.
- Gesto intransitivo: gesto che non si esegue con un oggetto reale. È stato definito anche come azioni espressive, simboliche e comunicative, svolte senza oggetti (es. salutare con la mano) e che possono variare tra culture.
Equivarrebbe a un gesto con significato stabilito per convenzione, di cui parlavamo nel punto precedente e ai quali è stato anche dato il nome di emblems (emblemi, simboli).
Altre volte negli articoli si equipara intransitivo a comunicativo, data la natura comunicativa dei simboli e dei convenzionalismi.
- Gesto con significato: include gesti transitivi, pantomime e intransitivi.
- Gesto senza significato: gesti che non hanno significato per una determinata popolazione (es. mettere il pugno sotto il mento).
- Pantomime (dell’uso degli strumenti):descrizione gestuale dell’uso dell’oggetto. Il paziente cerca di rappresentare l’uso che farebbe di un oggetto, come se lo stesse realmente tenendo in mano.
Note sulle possibili confusioni derivanti dall’uso del linguaggio e dalla traduzione
- Parlando delle pantomime, a volte si può confondere l’allusione al fatto che nelle pantomime il paziente “imiti” il movimento che farebbe se stesse utilizzando un determinato strumento (imitare nel senso di rappresentare), con il riferimento all’imitazione come via mediante la quale si esplora l’aprassia (il valutatore chiede al paziente di imitare ciò che egli fa, ma questo è diverso dal chiedergli di eseguire una pantomima).
In inglese l’uso di pantomime come verbo non genera confusione, ma a volte si possono trovare i termini to imitate o imitation quando si fa riferimento al fatto che il paziente esegue una pantomima richiesta tramite ordine verbale dal valutatore, e che non viene valutata tramite la via visiva dell’imitazione.
- Parlando dei gesti con e senza significato, nella letteratura in inglese si usano di solito i termini meaningful e meaningless gestures, che in alcuni testi tradotti in spagnolo compaiono come gestos significativos e insignificantes, invece di come gesti con e senza significato.
Sebbene in inglese meaning e significance siano sinonimi e si riferiscano entrambi all’importanza di qualcosa, meaning ha una connotazione di valore simbolico e anche di intenzione; per cui può essere più opportuno tradurre meaningful e meaningless gestures come gesti con e senza significato, anziché come gesti significativi e insignificanti, poiché queste ultime espressioni in spagnolo sembrano dare l’idea di gesti importanti e senza importanza (esattamente come quando usiamo l’espressione “differenza significativa” in statistica).
Altre note sulle possibili confusioni derivanti dall’uso del linguaggio e dalla traduzione
- I termini purposive movements possono essere tradotti come movimenti deliberati (potrebbero anche essere intenzionali, volontari, premeditati, decisi). Altre possibilità sono movimenti utili o che svolgono una funzione.
Un movimento potrebbe non avere altra utilità o funzione se non quella di essere eseguito per essere valutato da un neuropsicologo. Infatti è nota la dissociazione automatico-volontaria che si osserva nelle aprassie, quando un paziente non esegue un movimento su comando ma lo esegue spontaneamente, e per questo ci sono ricercatori che ritengono che l’aprassia degli arti sia un disturbo limitato al contesto di valutazione e che nella vita quotidiana passi inosservato.
Può essere utile tenere in considerazione tutte le possibili traduzioni o connotazioni di purposive movements al momento di interpretare le definizioni di aprassia e i modelli sostenuti in ciascuna pubblicazione.
Bibliografia
- Ardila, A. e Rosselli, M. (1992). Neuropsicologica clinica. Medellín: Prensa Creativa.
- Ardila, A. e Rosselli, M. (2007). Apraxia. In E. Márquez e L. Rodríguez (a cura di), Neuropsicologica clinica (p. 127-139). Città del Messico, Messico: El Manual Moderno.
- Bartolo, A. & Ham, H. S. (2016). A Cognitive Overview of Limb Apraxia. Current Neurology and Neuroscience Reports, 16:75.
- Cambridge Dictionary (s.d.). [Dizionario di inglese]. Recuperato il 28 aprile 2018 da https://dictionary.cambridge.org/es/diccionario/ingles/transitive.
- Goldenberg (2014a). Challenging traditions in apraxia. Brain, 137, 1854-1862.
- Goldenberg (2014b). The cognitive side of motor control. Cortex, 57, 270-274.
- Liepmann H. Apraxie. In: Brugsch H, editor. Ergebnisse der gesamten Medizin. WienBerlin: Urban & Schwarzenberg; 1920. p. 516–43.
- Portellano, J. A. (2010). Introducción a la neuropsicologia. Madrid: McGraw Hill.
- Real Academia Española (s.d.). [Dizionario della lingua spagnola]. Recuperato il28 aprile 2018 da https://neuronup.com/it/?id=bbVXlxq.
- WikiDiff (s.d.). Significance vs Meaning – What’s the difference?. Recuperato il 28 aprile 2018 da https://wikidiff.com/content/significance-vs-meaning-whats-difference-0.
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- Aprassie motorie (aprassie degli arti)
- Bilaterali
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- Simpatica
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- Bilaterali
- Aprassie facciali
- Bucofacciale (orale)
- Oculare
- Aprassie assiali
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Glossario
- Gesto transitivo: gesto eseguito con un oggetto reale (es. prendere un paio di forbici e mostrare al valutatore come si utilizzano).
Sia nella letteratura in inglese che in quella in spagnolo si utilizza il termine transitivo, probabilmente per il parallelismo con l’uso di questo termine in grammatica riferendosi ai verbi; poiché in entrambe le lingue un verbo transitivo è quello che si costruisce con un complemento o oggetto diretto, che è l’elemento sintattico che mostra chi o che cosa è colpito dall’azione del verbo.
Forse questo sarà utile ai lettori per consolidare quando un gesto è transitivo e quando è intransitivo.
- Gesto intransitivo: gesto che non si esegue con un oggetto reale. È stato definito anche come azioni espressive, simboliche e comunicative, svolte senza oggetti (es. salutare con la mano) e che possono variare tra culture.
Equivarrebbe a un gesto con significato stabilito per convenzione, di cui parlavamo nel punto precedente e ai quali è stato anche dato il nome di emblems (emblemi, simboli).
Altre volte negli articoli si equipara intransitivo a comunicativo, data la natura comunicativa dei simboli e dei convenzionalismi.
- Gesto con significato: include gesti transitivi, pantomime e intransitivi.
- Gesto senza significato: gesti che non hanno significato per una determinata popolazione (es. mettere il pugno sotto il mento).
- Pantomime (dell’uso degli strumenti):descrizione gestuale dell’uso dell’oggetto. Il paziente cerca di rappresentare l’uso che farebbe di un oggetto, come se lo stesse realmente tenendo in mano.
Note sulle possibili confusioni derivanti dall’uso del linguaggio e dalla traduzione
- Parlando delle pantomime, a volte si può confondere l’allusione al fatto che nelle pantomime il paziente “imiti” il movimento che farebbe se stesse utilizzando un determinato strumento (imitare nel senso di rappresentare), con il riferimento all’imitazione come via mediante la quale si esplora l’aprassia (il valutatore chiede al paziente di imitare ciò che egli fa, ma questo è diverso dal chiedergli di eseguire una pantomima).
In inglese l’uso di pantomime come verbo non genera confusione, ma a volte si possono trovare i termini to imitate o imitation quando si fa riferimento al fatto che il paziente esegue una pantomima richiesta tramite ordine verbale dal valutatore, e che non viene valutata tramite la via visiva dell’imitazione.
- Parlando dei gesti con e senza significato, nella letteratura in inglese si usano di solito i termini meaningful e meaningless gestures, che in alcuni testi tradotti in spagnolo compaiono come gestos significativos e insignificantes, invece di come gesti con e senza significato.
Sebbene in inglese meaning e significance siano sinonimi e si riferiscano entrambi all’importanza di qualcosa, meaning ha una connotazione di valore simbolico e anche di intenzione; per cui può essere più opportuno tradurre meaningful e meaningless gestures come gesti con e senza significato, anziché come gesti significativi e insignificanti, poiché queste ultime espressioni in spagnolo sembrano dare l’idea di gesti importanti e senza importanza (esattamente come quando usiamo l’espressione “differenza significativa” in statistica).
Altre note sulle possibili confusioni derivanti dall’uso del linguaggio e dalla traduzione
- I termini purposive movements possono essere tradotti come movimenti deliberati (potrebbero anche essere intenzionali, volontari, premeditati, decisi). Altre possibilità sono movimenti utili o che svolgono una funzione.
Un movimento potrebbe non avere altra utilità o funzione se non quella di essere eseguito per essere valutato da un neuropsicologo. Infatti è nota la dissociazione automatico-volontaria che si osserva nelle aprassie, quando un paziente non esegue un movimento su comando ma lo esegue spontaneamente, e per questo ci sono ricercatori che ritengono che l’aprassia degli arti sia un disturbo limitato al contesto di valutazione e che nella vita quotidiana passi inosservato.
Può essere utile tenere in considerazione tutte le possibili traduzioni o connotazioni di purposive movements al momento di interpretare le definizioni di aprassia e i modelli sostenuti in ciascuna pubblicazione.
Bibliografia
- Ardila, A. e Rosselli, M. (1992). Neuropsicologica clinica. Medellín: Prensa Creativa.
- Ardila, A. e Rosselli, M. (2007). Apraxia. In E. Márquez e L. Rodríguez (a cura di), Neuropsicologica clinica (p. 127-139). Città del Messico, Messico: El Manual Moderno.
- Bartolo, A. & Ham, H. S. (2016). A Cognitive Overview of Limb Apraxia. Current Neurology and Neuroscience Reports, 16:75.
- Cambridge Dictionary (s.d.). [Dizionario di inglese]. Recuperato il 28 aprile 2018 da https://dictionary.cambridge.org/es/diccionario/ingles/transitive.
- Goldenberg (2014a). Challenging traditions in apraxia. Brain, 137, 1854-1862.
- Goldenberg (2014b). The cognitive side of motor control. Cortex, 57, 270-274.
- Liepmann H. Apraxie. In: Brugsch H, editor. Ergebnisse der gesamten Medizin. WienBerlin: Urban & Schwarzenberg; 1920. p. 516–43.
- Portellano, J. A. (2010). Introducción a la neuropsicologia. Madrid: McGraw Hill.
- Real Academia Española (s.d.). [Dizionario della lingua spagnola]. Recuperato il28 aprile 2018 da https://neuronup.com/it/?id=bbVXlxq.
- WikiDiff (s.d.). Significance vs Meaning – What’s the difference?. Recuperato il 28 aprile 2018 da https://wikidiff.com/content/significance-vs-meaning-whats-difference-0.
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- Del parlato
- Verbale
- Aprassie spaziali
- Aprassia costruttiva
- Aprassia del vestirsi
Glossario
- Gesto transitivo: gesto eseguito con un oggetto reale (es. prendere un paio di forbici e mostrare al valutatore come si utilizzano).
Sia nella letteratura in inglese che in quella in spagnolo si utilizza il termine transitivo, probabilmente per il parallelismo con l’uso di questo termine in grammatica riferendosi ai verbi; poiché in entrambe le lingue un verbo transitivo è quello che si costruisce con un complemento o oggetto diretto, che è l’elemento sintattico che mostra chi o che cosa è colpito dall’azione del verbo.
Forse questo sarà utile ai lettori per consolidare quando un gesto è transitivo e quando è intransitivo.
- Gesto intransitivo: gesto che non si esegue con un oggetto reale. È stato definito anche come azioni espressive, simboliche e comunicative, svolte senza oggetti (es. salutare con la mano) e che possono variare tra culture.
Equivarrebbe a un gesto con significato stabilito per convenzione, di cui parlavamo nel punto precedente e ai quali è stato anche dato il nome di emblems (emblemi, simboli).
Altre volte negli articoli si equipara intransitivo a comunicativo, data la natura comunicativa dei simboli e dei convenzionalismi.
- Gesto con significato: include gesti transitivi, pantomime e intransitivi.
- Gesto senza significato: gesti che non hanno significato per una determinata popolazione (es. mettere il pugno sotto il mento).
- Pantomime (dell’uso degli strumenti):descrizione gestuale dell’uso dell’oggetto. Il paziente cerca di rappresentare l’uso che farebbe di un oggetto, come se lo stesse realmente tenendo in mano.
Note sulle possibili confusioni derivanti dall’uso del linguaggio e dalla traduzione
- Parlando delle pantomime, a volte si può confondere l’allusione al fatto che nelle pantomime il paziente “imiti” il movimento che farebbe se stesse utilizzando un determinato strumento (imitare nel senso di rappresentare), con il riferimento all’imitazione come via mediante la quale si esplora l’aprassia (il valutatore chiede al paziente di imitare ciò che egli fa, ma questo è diverso dal chiedergli di eseguire una pantomima).
In inglese l’uso di pantomime come verbo non genera confusione, ma a volte si possono trovare i termini to imitate o imitation quando si fa riferimento al fatto che il paziente esegue una pantomima richiesta tramite ordine verbale dal valutatore, e che non viene valutata tramite la via visiva dell’imitazione.
- Parlando dei gesti con e senza significato, nella letteratura in inglese si usano di solito i termini meaningful e meaningless gestures, che in alcuni testi tradotti in spagnolo compaiono come gestos significativos e insignificantes, invece di come gesti con e senza significato.
Sebbene in inglese meaning e significance siano sinonimi e si riferiscano entrambi all’importanza di qualcosa, meaning ha una connotazione di valore simbolico e anche di intenzione; per cui può essere più opportuno tradurre meaningful e meaningless gestures come gesti con e senza significato, anziché come gesti significativi e insignificanti, poiché queste ultime espressioni in spagnolo sembrano dare l’idea di gesti importanti e senza importanza (esattamente come quando usiamo l’espressione “differenza significativa” in statistica).
Altre note sulle possibili confusioni derivanti dall’uso del linguaggio e dalla traduzione
- I termini purposive movements possono essere tradotti come movimenti deliberati (potrebbero anche essere intenzionali, volontari, premeditati, decisi). Altre possibilità sono movimenti utili o che svolgono una funzione.
Un movimento potrebbe non avere altra utilità o funzione se non quella di essere eseguito per essere valutato da un neuropsicologo. Infatti è nota la dissociazione automatico-volontaria che si osserva nelle aprassie, quando un paziente non esegue un movimento su comando ma lo esegue spontaneamente, e per questo ci sono ricercatori che ritengono che l’aprassia degli arti sia un disturbo limitato al contesto di valutazione e che nella vita quotidiana passi inosservato.
Può essere utile tenere in considerazione tutte le possibili traduzioni o connotazioni di purposive movements al momento di interpretare le definizioni di aprassia e i modelli sostenuti in ciascuna pubblicazione.
Bibliografia
- Ardila, A. e Rosselli, M. (1992). Neuropsicologica clinica. Medellín: Prensa Creativa.
- Ardila, A. e Rosselli, M. (2007). Apraxia. In E. Márquez e L. Rodríguez (a cura di), Neuropsicologica clinica (p. 127-139). Città del Messico, Messico: El Manual Moderno.
- Bartolo, A. & Ham, H. S. (2016). A Cognitive Overview of Limb Apraxia. Current Neurology and Neuroscience Reports, 16:75.
- Cambridge Dictionary (s.d.). [Dizionario di inglese]. Recuperato il 28 aprile 2018 da https://dictionary.cambridge.org/es/diccionario/ingles/transitive.
- Goldenberg (2014a). Challenging traditions in apraxia. Brain, 137, 1854-1862.
- Goldenberg (2014b). The cognitive side of motor control. Cortex, 57, 270-274.
- Liepmann H. Apraxie. In: Brugsch H, editor. Ergebnisse der gesamten Medizin. WienBerlin: Urban & Schwarzenberg; 1920. p. 516–43.
- Portellano, J. A. (2010). Introducción a la neuropsicologia. Madrid: McGraw Hill.
- Real Academia Española (s.d.). [Dizionario della lingua spagnola]. Recuperato il28 aprile 2018 da https://neuronup.com/it/?id=bbVXlxq.
- WikiDiff (s.d.). Significance vs Meaning – What’s the difference?. Recuperato il 28 aprile 2018 da https://wikidiff.com/content/significance-vs-meaning-whats-difference-0.
Se ti è piaciuta questa guida sulle aprassie, potrebbero interessarti questi articoli di NeuronUP.
La neuropsicologa Lidia García presenta una guida sulle aprassie per offrire semplicità e una migliore comprensione di questo disturbo neurologico.
Magari ti è capitato qualche volta che, consultando diverse fonti sull’aprassia, non hai trovato corrispondenza tra le varie definizioni, classificazioni, criteri diagnostici o nomenclature dei movimenti proposte dai diversi manuali o autori.
Questo post si propone di offrire semplicità nella lettura sulle aprassie e una migliore comprensione, evidenziando aspetti della letteratura che possono rappresentare una probabile fonte di confusione per i lettori e fornendo alcune chiavi per dipanare concetti importanti.
Spero possano esservi utili.
Origine della distinzione tra aprassia ideazionale vs. aprassia ideomotoria
La distinzione che predomina nei testi sulle aprassie degli arti è quella fatta tra aprassia ideazionale e aprassia ideomotoria.
Questa classificazione deriva dal modello di Liepmann del 1920, che unificava le spiegazioni di base anatomica e psicologica esistenti sul controllo motorio nella letteratura clinica della fine del XIX secolo.
Hugo K. Liepmann, che propose questo primo modello delle aprassie, ritenne che la base cerebrale del controllo dell’azione sia un flusso che collega le aree corticali posteriori con la corteccia motoria, e che trasformi le immagini mentali consce del movimento che si intende eseguire nei comandi motori che lo realizzano.
Secondo questa concezione del controllo motorio, l’aprassia poteva dipendere allora o da un’insufficiente generazione del concetto di movimento (le immagini mentali consce), o dall’interruzione del flusso postero-anteriore, che impedirebbe al concetto di trasformarsi in ordini motori.
Questi due punti di possibile alterazione della sequenza concetto-produzione costituiscono la base della distinzione tra la aprassia ideazionale (dovuta a un’insufficiente generazione del concetto di movimento) e la aprassia ideocinetica (dovuta a un’insufficiente conversione nell’esecuzione motoria), poi ribattezzata come aprassia ideomotoria.
Pertanto, assumendo questa classificazione stiamo implicitamente anche assumendo che esista un livello cognitivo o superiore nel controllo dell’azione e un livello motorio inferiore, e che entrambi possano risultare alterati in modo selettivo.
Criteri utilizzati nella distinzione tra aprassia ideazionale e aprassia ideomotoria
La principale fonte di confusione nel riesaminare diversi testi sull’aprassia può essere la notevole mancanza di consenso e la variabilità che si può riscontrare nei criteri clinici utilizzati per distinguere tra le due forme principali di aprassia degli arti: la aprassia ideazionale e la aprassia ideomotoria.
I ricercatori in generale sono interessati a individuare alterazioni in un particolare tipo di movimento, che diano origine a una forma specifica di aprassia e quindi definiscono le aprassie ideazionale e ideomotoria in base a uno o più dei seguenti criteri:
- Il tipo di gesto alterato (transitivo vs. intransitivo; con significato vs. senza significato; pantomima dell’uso di strumenti)
- La via con cui viene esaminato il gesto (via visiva tramite imitazione, o via verbale tramite ordine o comando)
- Il tipo di errori commessi durante la produzione dei gesti (errori di contenuto, di sincronizzazione, di sequenza, di omissione, di uso scorretto, ecc.)
Alcuni autori ritengono che un deficit nei gesti transitivi sia caratteristico dell’aprassia ideazionale, e che l’aprassia ideomotoria interessi l’imitazione di gesti senza significato.
Altri considerano che queste due forme di aprassia siano correlate agli errori commessi durante la produzione dei gesti, in modo tale da associare l’aprassia ideazionale con errori di contenuto, che interessano gesti transitivi e pantomime.
C’è chi descrive l’aprassia ideazionale come un deficit in tutti i tipi di gesti con significato [4] e chi definisce l’aprassia ideomotoria come un deficit nella produzione di pantomima e imitazione di gesti, sulla base degli errori spazio-temporali che si verificano in entrambi i tipi di azione.
E così via.
Pertanto, l’uso di una tassonomia nell’aprassia degli arti comporta dei rischi, poiché i criteri non sono condivisi da tutti gli autori e non esiste una classificazione diagnostica universale.
Per ricordare in cosa consistesse ogni tipo di gesto (transitivo, intransitivo, ecc.) vedere il glossario più in basso.
Una classificazione utile dei gesti considerati nell’esplorazione e nella diagnosi delle aprassie.
Per avere un’idea schematicamente chiara dei tipi di gesti a cui si fa solitamente riferimento nelle pubblicazioni sulle aprassie, può risultare utile la revisione che fa Goldenberg sui criteri diagnostici e la logica di Liepmann per distinguere tra le aprassie ideazionale e ideomotoria.
Liepmann considerò la manipolazione difettosa di oggetti reali come criterio per definire l’aprassia ideazionale, e l’alterazione dei gesti a mani vuote per diagnosticare l’aprassia ideomotoria.
Il suo ragionamento per stabilire la differenza in questo modo fu che gli oggetti reali forniscono guida e supporto alle mani, di cui si è privi quando le mani sono vuote, e che pertanto i gesti a mani vuote servono per esaminare l’intero percorso, dal concetto all’esecuzione motoria.
Così, nei gesti a mani vuote è possibile distinguere i gesti senza significato e quelli con significato, e tra questi ultimi i gesti con un significato stabilito per convenzione (per esempio il saluto militare o il gesto dell’OK) e le pantomime d’uso degli strumenti.
Ai movimenti eseguiti manipolando oggetti reali si tende a dare il nome di gesti transitivi e ai gesti stabiliti per convenzione di gesti intransitivi.
Per una descrizione di questi gesti consultare il glossario incluso più in basso.
Tutti possono essere valutati attraverso la imitazione (via visiva) o mediante ordine verbale (via uditiva), eccetto i gesti senza significato, che vengono generalmente valutati solo in imitazione, perché la loro descrizione verbale può sovraccaricare la comprensione del linguaggio nei pazienti con afasia. Le pantomime, inoltre, possono essere valutate anche attraverso il tatto.
Nella mia esperienza ho trovato utile integrare la classificazione dei movimenti di Liepmann con la nomenclatura degli stessi, forse più utilizzata negli articoli. Ecco di seguito uno schema:

La definizione di aprassia come disturbo delle abilità apprese
L’aprassia è stata definita in diversi modi. Molti autori la considerano come un disturbo nell’esecuzione dei movimenti precedentemente appresi (oltre al fatto che si verifichi in determinate condizioni, come l’essere un disturbo acquisito, in assenza di alterazioni dei sistemi afferenti ed efferenti, e non attribuibile a problemi di riconoscimento degli oggetti, comprensione dei compiti o mancanza di motivazione).
Fu Norman Geschwind a sostituire il concetto di immagini mentali consce del modello seminale di Liepmann con quello di abilità motorie apprese; concependo così il controllo motorio come dipendente dall’esperienza pregressa (memorie motorie) e da una via che va dal luogo di deposito dei movimenti appresi fino alla loro esecuzione.
Pertanto, le definizioni di aprassia come disturbi delle abilità apprese implicano il concetto di deposito dei movimenti e l’idea dell’aprassia come disturbo che interessa queste memorie.
Si è ritenuto che eliminando sia le immagini mentali sia la loro conversione in comandi di esecuzione, il modello di Geschwind eliminasse anche il componente cognitivo del controllo delle azioni.
Oggi non si mette in discussione il componente cognitivo dell’aprassia, e nella letteratura attuale convivono le definizioni di aprassia come disturbo dei movimenti appresi con la classificazione dell’aprassia degli arti in ideazionale e ideomotoria, e quindi con il meccanismo sequenziale concetto-esecuzione e con il componente cognitivo del controllo dei movimenti.
Altre definizioni di aprassia si riferiscono a un deficit nei movimenti deliberati (purposive), assumendo quindi il componente cognitivo in modo più esplicito, mentre altri la considerano come un sintomo a metà tra il cognitivo e il motorio.
La duplice accezione dell’aprassia ideazionale
Come è stato sottolineato, il termine aprassia ideazionale è stato usato in due modalità distinte:
- Come incapacità di comprendere come si utilizzano gli oggetti (fallimento nella conoscenza dell’azione degli oggetti), che potrebbe essere interpretato come un’agnosia per l’uso degli oggetti.
- Come incapacità di eseguire una sequenza di azioni (es. preparare il caffè o lavarsi i denti), considerandosi un errore nell’elaborazione del piano ideazionale, nella successione logica dei movimenti, nonostante ogni movimento separatamente possa essere eseguito correttamente.
Questa duplice concezione si sovrappone alle diverse definizioni di aprassia ideazionale in funzione dei vari criteri clinici o comportamentali (vedi volume 1 di questa guida), il che può aggiungere ulteriore confusione al lettore della bibliografia sulle aprassie degli arti.
Criteri utilizzati nelle classificazioni generali delle aprassie
Nella letteratura vi sono alcune discrepanze nelle classificazioni generali delle aprassie.
I criteri utilizzati per elaborarle comprendono:
- Se si presenta in forma unilaterale o bilaterale
- Il segmento del corpo interessato: arti, tronco o parti del viso
- Se interessano il linguaggio/parlato
- Se si tratta di aprassia per disturbi nell’esecuzione dei movimenti (aprassie motorie) o per disturbi di natura spaziale (aprassie spaziali come l’aprassia costruttiva e l’aprassia del vestirsi).
Alcuni autori preferiscono non considerare l’aprassia costruttiva e del vestirsi come aprassie in senso stretto, ma come disturbi spaziali.
Una classificazione comprensiva delle aprassie
Ardila e Rosselli propongono una classificazione generale delle aprassie che integra tutti i criteri menzionati sopra (Fig. 1)
- Aprassie motorie (aprassie degli arti)
- Bilaterali
- Ideazionale
- Ideomotoria
- Degli arti superiori
- Della marcia
- Unilaterali
- Cinetica
- Simpatica
- Callosa
- Bilaterali
- Aprassie facciali
- Bucofacciale (orale)
- Oculare
- Aprassie assiali
- Troncopedale
- Aprassie del linguaggio
- Del parlato
- Verbale
- Aprassie spaziali
- Aprassia costruttiva
- Aprassia del vestirsi
Glossario
- Gesto transitivo: gesto eseguito con un oggetto reale (es. prendere un paio di forbici e mostrare al valutatore come si utilizzano).
Sia nella letteratura in inglese che in quella in spagnolo si utilizza il termine transitivo, probabilmente per il parallelismo con l’uso di questo termine in grammatica riferendosi ai verbi; poiché in entrambe le lingue un verbo transitivo è quello che si costruisce con un complemento o oggetto diretto, che è l’elemento sintattico che mostra chi o che cosa è colpito dall’azione del verbo.
Forse questo sarà utile ai lettori per consolidare quando un gesto è transitivo e quando è intransitivo.
- Gesto intransitivo: gesto che non si esegue con un oggetto reale. È stato definito anche come azioni espressive, simboliche e comunicative, svolte senza oggetti (es. salutare con la mano) e che possono variare tra culture.
Equivarrebbe a un gesto con significato stabilito per convenzione, di cui parlavamo nel punto precedente e ai quali è stato anche dato il nome di emblems (emblemi, simboli).
Altre volte negli articoli si equipara intransitivo a comunicativo, data la natura comunicativa dei simboli e dei convenzionalismi.
- Gesto con significato: include gesti transitivi, pantomime e intransitivi.
- Gesto senza significato: gesti che non hanno significato per una determinata popolazione (es. mettere il pugno sotto il mento).
- Pantomime (dell’uso degli strumenti):descrizione gestuale dell’uso dell’oggetto. Il paziente cerca di rappresentare l’uso che farebbe di un oggetto, come se lo stesse realmente tenendo in mano.
Note sulle possibili confusioni derivanti dall’uso del linguaggio e dalla traduzione
- Parlando delle pantomime, a volte si può confondere l’allusione al fatto che nelle pantomime il paziente “imiti” il movimento che farebbe se stesse utilizzando un determinato strumento (imitare nel senso di rappresentare), con il riferimento all’imitazione come via mediante la quale si esplora l’aprassia (il valutatore chiede al paziente di imitare ciò che egli fa, ma questo è diverso dal chiedergli di eseguire una pantomima).
In inglese l’uso di pantomime come verbo non genera confusione, ma a volte si possono trovare i termini to imitate o imitation quando si fa riferimento al fatto che il paziente esegue una pantomima richiesta tramite ordine verbale dal valutatore, e che non viene valutata tramite la via visiva dell’imitazione.
- Parlando dei gesti con e senza significato, nella letteratura in inglese si usano di solito i termini meaningful e meaningless gestures, che in alcuni testi tradotti in spagnolo compaiono come gestos significativos e insignificantes, invece di come gesti con e senza significato.
Sebbene in inglese meaning e significance siano sinonimi e si riferiscano entrambi all’importanza di qualcosa, meaning ha una connotazione di valore simbolico e anche di intenzione; per cui può essere più opportuno tradurre meaningful e meaningless gestures come gesti con e senza significato, anziché come gesti significativi e insignificanti, poiché queste ultime espressioni in spagnolo sembrano dare l’idea di gesti importanti e senza importanza (esattamente come quando usiamo l’espressione “differenza significativa” in statistica).
Altre note sulle possibili confusioni derivanti dall’uso del linguaggio e dalla traduzione
- I termini purposive movements possono essere tradotti come movimenti deliberati (potrebbero anche essere intenzionali, volontari, premeditati, decisi). Altre possibilità sono movimenti utili o che svolgono una funzione.
Un movimento potrebbe non avere altra utilità o funzione se non quella di essere eseguito per essere valutato da un neuropsicologo. Infatti è nota la dissociazione automatico-volontaria che si osserva nelle aprassie, quando un paziente non esegue un movimento su comando ma lo esegue spontaneamente, e per questo ci sono ricercatori che ritengono che l’aprassia degli arti sia un disturbo limitato al contesto di valutazione e che nella vita quotidiana passi inosservato.
Può essere utile tenere in considerazione tutte le possibili traduzioni o connotazioni di purposive movements al momento di interpretare le definizioni di aprassia e i modelli sostenuti in ciascuna pubblicazione.
Bibliografia
- Ardila, A. e Rosselli, M. (1992). Neuropsicologica clinica. Medellín: Prensa Creativa.
- Ardila, A. e Rosselli, M. (2007). Apraxia. In E. Márquez e L. Rodríguez (a cura di), Neuropsicologica clinica (p. 127-139). Città del Messico, Messico: El Manual Moderno.
- Bartolo, A. & Ham, H. S. (2016). A Cognitive Overview of Limb Apraxia. Current Neurology and Neuroscience Reports, 16:75.
- Cambridge Dictionary (s.d.). [Dizionario di inglese]. Recuperato il 28 aprile 2018 da https://dictionary.cambridge.org/es/diccionario/ingles/transitive.
- Goldenberg (2014a). Challenging traditions in apraxia. Brain, 137, 1854-1862.
- Goldenberg (2014b). The cognitive side of motor control. Cortex, 57, 270-274.
- Liepmann H. Apraxie. In: Brugsch H, editor. Ergebnisse der gesamten Medizin. WienBerlin: Urban & Schwarzenberg; 1920. p. 516–43.
- Portellano, J. A. (2010). Introducción a la neuropsicologia. Madrid: McGraw Hill.
- Real Academia Española (s.d.). [Dizionario della lingua spagnola]. Recuperato il28 aprile 2018 da https://neuronup.com/it/?id=bbVXlxq.
- WikiDiff (s.d.). Significance vs Meaning – What’s the difference?. Recuperato il 28 aprile 2018 da https://wikidiff.com/content/significance-vs-meaning-whats-difference-0.









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