Lidia García, neuropsicologa clinica e ricercatrice, spiega in questo articolo cos’è il fenomeno della confabulazione, così come la sua classificazione, la neuropatologia e i meccanismi cognitivi.
Introduzione
Le confabulazioni sono un fenomeno cognitivo che compare in diversi disturbi neurologici acquisiti, ma anche in alcuni disturbi psichiatrici.
Sebbene attualmente il termine confabulazione sia talvolta utilizzato per riferirsi a false percezioni corporee o del mondo esterno (confabulazioni non mnestiche), tradizionalmente si è riferito a falsi prodotti della memoria (confabulazioni mnestiche)[1].
Si tratta di un fenomeno complesso, per il quale non esiste ancora una definizione concordata né criteri solidi di classificazione dei diversi tipi descritti e i cui modelli esplicativi sono ancora in discussione [1, 2].
Questo articolo costituisce il primo volume di una serie di due pubblicazioni sul fenomeno della confabulazione, nella quale verranno brevemente riviste la fenomenologia, la neuropatologia e i meccanismi cognitivi e i modelli teorici proposti per spiegarla. Questo ultimo punto sarà trattato nel secondo volume della serie.
Che cosa intendiamo per confabulazione?: concetto e classificazioni
Da quando il termine apparve per la prima volta nei lavori di Kahlbaum [3] e Wernicke [4] verso la seconda metà del XIX secolo, sono state molte le definizioni e interpretazioni date al termine confabulazione, che si è evoluto con il dibattito sulla sua eziologia e altri fenomeni cognitivi strettamente correlati [2].
In generale, in letteratura sono stati considerati tre concetti di confabulazione, a seconda degli aspetti considerati in via primaria:
- Il mnemonico, relativo alla memoria.
- Il linguistico, in cui è centrale il carattere di enunciato verbale errato o narrazione falsa
- Il epistemologico, in cui l’essenziale è che il paziente non mette in dubbio l’affermazione infondata su qualcosa, e questa non è necessariamente di natura linguistica [1].
Una definizione operativa delle confabulazioni proposta di recente [5] le descrive come falsi ricordi risultato di un problema di recupero, dei quali il paziente non è cosciente e in cui la credenza nella veridicità del ricordo è genuina. Da questa concezione le confabulazioni si caratterizzano per quattro aspetti:
- Costituiscono falsi ricordi nel contesto del recupero, che frequentemente contengono anche dettagli falsi all’interno del loro stesso contesto (possono consistere in ricordi reali collocati male nel tempo, o non basarsi su alcuna realtà).
- Non si producono intenzionalmente, poiché il paziente non è consapevole di star confabulando e spesso neppure di avere un deficit di memoria, per cui si interpreta che probabilmente non costituiscano il risultato di meccanismi compensatori.
- I pazienti possono agire coerentemente con le loro confabulazioni, riflettendo una genuina credenza nel falso ricordo.
- Le confabulazioni si manifestano in modo più evidente quando viene richiesta una raccolta autobiografica e, in determinate condizioni di valutazione, possono comparire anche in compiti di memoria semantica [1]
Classificazioni della confabulazione
Per quanto riguarda la loro classificazione in diversi tipi, anche le proposte sono state varie. Una classificazione ampiamente accettata attualmente è quella proposta da Kopelman [6], che distingue le confabulazioni in funzione del modo in cui sorgono, distinguendole in confabulazioni spontanee e confabulazioni provocate.
- Le confabulazioni spontanee si caratterizzano per essere poco frequenti e correlate con una sindrome amnesica, sovrapposta a una disfunzione frontale.
- Le confabulazioni provocate si osservano frequentemente in pazienti amnesici nel contesto della valutazione, quando vengono somministrati test di memoria.
Un’altra classificazione popolare le distingue in confabulazioni momentanee e fantastiche [1].
- Le confabulazioni momentanee sono descritte come brevi, di natura passeggera, provocate “invariabilmente” da domande che mettono alla prova la memoria, e consistenti in ricordi reali spostati nel loro contesto temporale.
- Le confabulazioni fantastiche compaiono spontaneamente, sono salde, di tematica variabile e generalmente grandiose e molto evidenti nella conversazione quotidiana dei pazienti.
Neuropatologia delle confabulazioni
Esiste una grande diversità di disturbi in cui si manifestano confabulazioni; disturbi sia di natura acquisita (per esempio, ACVA, DCA traumatico, ipossia con arresto cardiopolmonare, ecc.) che degenerativa (demenza) o anche in condizioni psichiatriche come la schizofrenia e altre psicosi. Tuttavia, i due disturbi prototipici in cui si osservano sono la sindrome di Korsakoff e l’emorragia per rottura dell’arteria comunicante anteriore (ACoA) [1].
Nel caso della neuropatologia della sindrome di Korsakoff è stato suggerito che esistono due sistemi disfunzionali: uno composto dalla lesione dei corpi mammillari e dai nuclei anteriori del talamo, che riceve afferenze dall’ippocampo attraverso il fornice e che sarebbe correlato con l’amnesia severa caratteristica del disturbo; e un altro sistema disfunzionale composto dall’alterazione dei nuclei dorsomediali del talamo, che mantiene connessioni reciproche con aree mediali e orbitofrontali della corteccia prefrontale, e riceve afferenze corticali e sottocorticali (amigdala e prosencefalo basale) ed è correlato con la produzione di confabulazioni [1].
Nel caso della patologia dovuta a emorragia dell’ACoA, studi su pazienti con quadro amnesico e presenza di confabulazioni hanno segnalato lesioni nel prosencefalo basale, corteccia prefrontale orbitofrontale e mediale [1].
Una revisione recente [1] conclude che per la comparsa delle confabulazioni è necessaria la lesione simultanea delle aree ventro-mediali e orbitofrontali della corteccia prefrontale, mentre un’altra revisione che affronta più specificamente le confabulazioni spontanee [2] indica che le evidenze attuali identificano quattro aree implicate in questo tipo di confabulazioni: la corteccia frontale orbito-mediale e le sue connessioni con l’amigdala, il giro cingolato, il nucleo dorsomediale del talamo e l’ipotalamo mediale.
Meccanismi cognitivi delle confabulazioni
In sintesi sono stati proposti tre meccanismi cognitivi per spiegare il fenomeno della confabulazione, che fondamentalmente differiscono tra loro nel grado in cui è implicato il deterioramento della memoria:
- Una disfunzione della memoria in modo primario o centrale, come è stata considerata classicamente.
- Una disfunzione primaria delle funzioni esecutive, considerate condizione necessaria e sufficiente per la comparsa di confabulazioni.
- Ipotesi duale: una combinazione di deterioramento della memoria e disfunzione esecutiva.
Attualmente, sembra che l’evidenza tenda verso l’ipotesi duale [1], in modo che le confabulazioni non sarebbero il risultato di un meccanismo compensatorio dovuto a un problema primario di deficit di memoria o amnesia, bensì conseguenza di un certo grado di alterazione nei sistemi di memoria e di un certo grado di disfunzione nei processi esecutivi.
Tuttavia, resta ancora da chiarire quale sia il contributo specifico dei deficit di memoria e quale delle funzioni esecutive nella produzione delle confabulazioni e in quale tipo di confabulazioni.
Una questione da evidenziare qui è che i diversi studi al riguardo hanno utilizzato prove di memoria e funzioni esecutive diverse, che valutano processi esecutivi differenti e sottosistemi di memoria differenti, il che rende praticamente impossibile confrontare i risultati dei vari studi per trarre conclusioni.
Bibliografía
- Lorente-Rovira E, Berrios G, McKenna P, Moro-Ipola M y Villagrán-Moreno JM (2011). Confabulaciones I: concepto, clasificación y neuropatología. Actas EspPsiquiatr, 39(4):251-9.
- Glowinski R,Payman V &Frencham, K. (2008). Confabulation: a spontaneous and fantasticreview.Australian and New ZealandJournal of Psychiatry, 42:932-940.
- Kahlbaum K (1863). Die Gruppierung der psychischenKrankheitenund die Eintheilung der Seelenstörungen. Danzig: AW Kafemann (Part III, trans. Berrios GE, HistPsychiatry1996; 7:167181.)
- Wernicke K(1906).Grundriss der Psychiatrie, 2nd edn. Liepzig: Thieme.
- Gilboa A, Alain C, Stuss DT, Melo B, Miller S, Moscovitch M. (2006). Mechanisms of spontaneousconfabulations: a strategicretrievalaccount. Brain, 129:1399-414.
- Kopelman MD (1987). Twotypes of confabulation. JNeurolNeurosurgPsychiatry, 50:1482-7.








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