Laura Carbonero Sancho, logopedista con esperienza clinica nell’approccio all’adulto con patologia neurologica, spiega in questo articolo che cos’è l’afasia e in cosa si caratterizzano ciascuno dei suoi profili clinici, facendo inoltre riferimento ai metodi di intervento logopedico.
Che cos’è l’afasia?
Ogni anno si stima una media di 4,5 milioni di sopravvissuti a un ictus che presentano afasia. Secondo National Aphasia Association (NAA) l’afasia si definisce come conseguenza di un ictus o di una lesione cerebrale che compromette la capacità di una persona di comunicare. In altri casi, l’insorgenza graduale di un disturbo della comunicazione di origine neurologica è denominata Afasia progressiva primaria (APP).
Profili clinici
Nel corso degli anni è stata definita una classificazione dell’afasia che include alterazioni linguistiche specifiche che, secondo la teoria localizzazionista, corrispondono alla sede della lesione cerebrale.
National Aphasia Association (NAA) descrive alcune caratteristiche dei tipi di afasia:
- Afasia globale: compromissione grave della comunicazione.
- Afasia di Broca (non fluente): la produzione del linguaggio è ridotta, con numerosi limiti nell’accesso e/o nella produzione della parola.
- Afasia mista non fluente: oltre alle difficoltà nella produzione del linguaggio, si riscontrano alterazioni nella ricezione.
- Afasia di Wernicke (fluente): si caratterizza per un gergo privo di coerenza linguistica. Difficoltà gravi nella comprensione.
- Afasia anomica: si caratterizza per la difficoltà nel trovare le parole. Spesso causa frustrazione e sfocia in un discorso ricco di perifrasi.
- Afasia progressiva primaria: deterioramento progressivo delle capacità linguistiche.

Inoltre, propone una scala di gravità della comunicazione basata sulle difficoltà che presenta ciascuna persona secondo il profilo di afasia.

Stati e principi di neuroplasticità
Quando si verifica il danno cerebrale, i ricercatori individuano dei periodi che corrispondono alle fasi in cui si trova la persona dopo la lesione.
- Fase acuta: periodo dall’ospedalizzazione fino ai 3 mesi successivi.
- Fase subacuta: periodo dai 3 ai 6 mesi successivi alla lesione.
- Fase cronica: a partire da 6 mesi dopo la lesione.
Gli studi indicano la necessità di implementare una riabilitazione precoce, in fase acuta, considerando la stabilità delle caratteristiche cliniche. Nel caso delle persone con afasia, numerosi studi evidenziano un inizio tempestivo della terapia.
Nonostante siano state stabilite tali fasi, c’è un altro aspetto di grande rilevanza da considerare: i principi della neuroplasticità. Questi sono sempre presenti, come meccanismo strategico del cervello per effettuare cambiamenti, e influenzeranno il recupero della persona che ha subito un danno cerebrale e devono essere tenuti in considerazione nella progettazione di un programma di riabilitazione.

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Approcci riabilitativi
Nelle pubblicazioni, nell’ambito delle terapie non farmacologiche, si sottolineano due approcci comunemente utilizzati nella riabilitazione delle persone con afasia:
- Terapia basata sulla disabilità: ha l’obiettivo di migliorare le funzioni linguistiche, concentrandosi su aspetti specifici.
- Terapie basate sulla comunicazione: propongono un approccio più funzionale e considerano la globalità dell’interazione.
Se esaminiamo Evidence-Based Review of Stroke Rehabilitation (EBRSR), sono inclusi alcuni metodi di intervento, tra cui evidenzio:
- La terapia tradizionale per l’afasia, rivolta principalmente al deficit linguistico (denominazione, fluenza verbale, discorso, scrittura, comprensione orale/scritta, ripetizione, ecc.).
- La terapia di afasia indotta (CIAT): in cui si guida la persona a un utilizzo forzato del linguaggio orale durante le situazioni comunicative.
- La terapia di recupero lessicale impiega procedure di apprendimento associativo (semantico e fonologico).
- La terapia del linguaggio e della parola condotta da volontari prevede l’addestramento di individui non professionisti del linguaggio per implementare programmi di comunicazione.
- La terapia delle interazioni sociali promuove la partecipazione della persona con afasia a un training di conversazione in un contesto sociale.
- La terapia basata sulla musica utilizza elementi musicali (melodia, ritmo, dinamica, tempo) per stimolare la produzione verbale e migliorare la fluenza verbale.
- La terapia basata sulle nuove tecnologie (computer) è una via accessibile e rapida per il paziente, che richiede la sua partecipazione volontaria. Consiste nel trasferire l’allenamento degli aspetti comunicativi su questa modalità di riabilitazione.
Riabilitazione intensiva e approccio pragmatico
La riabilitazione logopedica offre un enorme beneficio nella comunicazione delle persone con afasia. Attualmente, la ricerca si concentra sul profilo clinico dell’individuo, sul tipo di intervento e sulla sua intensità.
In studi recenti sulla riabilitazione dell’afasia, si riscontrano risultati positivi durante il trattamento se questo prevede una dose minima di 4 ore settimanali distribuite in 3-5 giorni per almeno 3 mesi.
Gli aspetti della comunicazione analizzati in alcuni degli studi esaminati includono il linguaggio generale, la comprensione uditiva, la denominazione e la comunicazione funzionale. Questi sono stati valutati utilizzando scale o test standardizzati e hanno permesso di stabilire una baseline dei pazienti, nonché di quantificare i cambiamenti durante e dopo l’intervento.
In precedenza sono stati descritti alcuni dei metodi di intervento utilizzati, ma rivedendo la letteratura, i ricercatori confermano nei loro studi l’esistenza di un’associazione tra l’approccio funzionale/pragmatico e i benefici nella capacità comunicativa delle persone con afasia.
I benefici di questo approccio sono supportati da studi in cui si utilizza l’interazione sociale come mezzo di riabilitazione. Programmi di training verbale come la terapia PACE, la Constraint-Induced Aphasia Therapy, l’addestramento conversazionale o la conversazione assistita sono stati utilizzati per dimostrarne l’efficacia nelle persone con afasia, risultando efficaci non solo negli aspetti comunicativi ma anche in quelli sociali (partecipazione), promuovendo il benessere della persona nella sfera biopsicosociale.
Conclusioni
Con questo articolo si intende raccogliere informazioni sul concetto di afasia, la tipologia e i metodi di riabilitazione del linguaggio. Inoltre, si pone l’accento sui termini “riabilitazione intensiva” e “approccio pragmatico” come aspetti chiave nei programmi di intervento studiati nelle pubblicazioni più recenti.
Per questo, i logopedisti, in quanto professionisti formati nella comunicazione, dovranno considerare non solo la patologia da trattare, ma tutti gli aspetti che possono influenzare la comunicazione funzionale delle persone con afasia. Tra i metodi menzionati, si dovranno prendere in considerazione quelli con maggiore evidenza in base al profilo clinico, ed è consigliabile progettare un programma di intervento individualizzato che includa attività pratiche e funzionali in linea con i principi della neuroplasticità.
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