Il neuropsicologo clinico Aarón Del Olmo risponde ai dubbi sulla sua presentazione sulla percezione di come funziona il nostro cervello in #NeuronUPAcademy di NeuronUP.
Se vuoi vedere la presentazione in differita, è disponibile in esclusiva su NeuronUP Academy.
Dubbi sulla presentazione sul cervello di Aarón Del Olmo
1. Diana Baez: Per quanto riguarda la percezione, specificamente il DSL e la dislessia saranno deficit condivisi?
Spesso ci troveremmo in situazioni in cui un problema del linguaggio costituirebbe la base di un successivo problema di apprendimento della lettura, cosa del tutto logica. A volte un problema uditivo genera uno di linguaggio e, per estensione, uno di lettura. Cioè, talvolta possono avere una base simile. In molte altre occasioni no.
2. Julen Chato Noriega: Può esserci qualche relazione tra la sinestesia e la privazione sensoriale?
Per quanto ne so, in linea di massima no, non dovrebbe prodursi sinestesia a causa della privazione sensoriale, anche se talvolta questa produce esperienze percettive grazie alla stessa attivazione del cervello, come accade con la desafferentazione, ma non ci sarebbe una relazione diretta. È vero che non si sa mai come il cervello compenserà quando qualcosa non funziona, ma non sarebbe ancora qualcosa di dimostrato.
3. Selene Vicario Domínguez: Il persistere nell’attivazione del cervello senza stimolazione è anche un modo per evitare la neuroplasticità aberrante delle aree adiacenti?
Come ciò interferisca con la neuroplasticità e la riorganizzazione dopo un danno è un po’ misterioso, ma in realtà dopo la desafferentazione molte volte quelle zone del cervello che non ricevono più stimolazione sembrano iniziare a partecipare progressivamente ad altri processi. Probabilmente quando non si attivano più in modo automatico.
4. Marta Bort Fernández: Cosa succede con gli errori percettivi? Potrebbero essere alla base, per esempio, delle allucinazioni nei disturbi psicotici?
È una domanda interessante. La prima cosa che mi chiederei è se tutte le allucinazioni nei disturbi psicotici abbiano la stessa origine o funzionino allo stesso modo. È assai probabile che esistano meccanismi diversi a livello cerebrale e anche storie e contesti di vita differenti. È difficile pensare che solo gli errori percettivi siano la base, ma ciò non esclude che ci sia qualcosa di simile, partendo dal presupposto che il cervello cerca di dare spiegazione a tutto ciò che accade, sia percettivamente che cognitivamente.
5. Valeria Patti Gelabert: La predizione è associata alla cognizione sociale?
Se c’è qualcosa di difficile da prevedere, è ciò che faranno gli altri o a cosa pensano. Noi abbiamo meccanismi di predizione o di presa di decisioni rapide (vedere un volto, sentire il tono della voce, ci dà indizi su cosa stia passando per la mente della persona che abbiamo davanti). In generale, la vita sociale ha anche il suo elemento di predizione e, talvolta, è persino alla base di un pregiudizio.
6. Rosa Sánchez Prieto: Nei casi dello spettro autistico in cui vi è un’alterazione sensoriale, come si può addestrare una configurazione di un modello interno che li aiuti ad adattarsi?
Bene, quel modello interno si forma in tutti, con l’idea di saperlo usare per prevedere. La questione è che nel caso dell’autismo, in cui sembra che abbiamo un problema a livello di cognizione sociale (forse abbiamo difficoltà a concepire che altre menti esistano e siano diverse dalla propria), risulta difficile fare quella predizione, poiché non viene concepita correttamente. Credo che quando effettuiamo stimolazione cognitiva, stiamo lavorando per generare quel modello interno.
7. Ana Zabay Neiro: Nel caso di bambini autistici, l’interpretazione delle informazioni che “non combaciano”
In un certo senso, la predizione si basa su ciò che abbiamo. Lo sviluppo dell’astrazione è difficile nei bambini con autismo, sono piuttosto concreti e letterali e, chiaramente, il loro modo di prevedere, o di far combaciare le cose quando mancano informazioni procede in quella direzione.
8. Silvia Vallve Bellido: In un cervello con deficit intellettivo come pensi sia la percezione? Grazie.
Partendo dal fatto che il deficit intellettivo è un concetto molto ampio, risulta fondamentale comprendere che il modo di interpretare e di elaborare il mondo può essere molto diverso. È quasi diverso da persona a persona, immaginiamo quando qualcosa non funziona, che deve essere compensato in modi molto differenti. Quando ci troviamo di fronte a bambini/e con lesione cerebrale, è importante chiedersi come quel cervello si stia organizzando per rispondere alle richieste dell’ambiente.
9. María Herencia: Le agnosie sono errori di percezione?
Per definizione sì, ma bisogna ricordare che agnosia significa non riconoscere e, certo, a volte vi sono problemi nel riconoscimento di forme di parole, per esempio, che non sono puramente percettivi.
10. Sandra Tavira Zarco: Si può lavorare sulla sinestesia? Come?
Di per sé, non è un problema su cui lavorare, e in effetti sarebbe come tentare di lavorare sull’opposto, provocarne l’insorgenza. Si potrebbe rendere sinestetica una persona con qualche trattamento?
Prova NeuronUP gratis per 7 giorni
Potrai collaborare con le nostre attività, progettare sedute o fare riabilitazione a distanza.
Altri dubbi sulla presentazione sul cervello
11. Elisabeth García Alonso: Quale commento fai sul fenomeno dell’eminegligenza? Davvero la persona non vede?
L’eminegligenza è stata spesso indicata come un problema attentivo (non prestare attenzione a una parte del campo visivo), ma d’altro canto potrebbe essere un problema di riconoscimento dell’esistenza di quel campo. In effetti la persona non vede, poi c’è il punto che non riconosca di non vedere, che è un’altra cosa diversa.
12. Teresa Huelmo García: Nel deterioramento cognitivo che colpisce il linguaggio, cosa bisogna lavorare affinché percepiscano meglio le parole e il loro significato?
Dipende dalle difficoltà, ma spesso, se ci si concentra sul significato, una chiave è associare le parole con immagini o con sinonimi per rinforzare quel significato.
13. Bárbara Barcelá Montoya: Come influisce la percezione nei ragazzi basali?
Non capisco bene la domanda, a cosa si riferisce con “ragazzi basali”?
14. Ruth López Menchero: Nella meditazione possono “saltare” anche quelle sensazioni che si verificano con la privazione di stimoli?
In teoria non si arriva all’estremo di una vera e propria privazione; nella privazione sensoriale servono ore per produrre quell’effetto e, come indicato, era una privazione estrema.
15. Sara Daoudi: Cosa succede a questa percezione negli adulti con alterazioni del linguaggio dopo un ICTUS?
Possono succedere molte cose, perché dipende dal tipo, dalla localizzazione e dalla gravità dell’ictus, ma non è raro che ai problemi di linguaggio si accompagnino problemi nella percezione tattile del lato destro (oltre che nella mobilità) e difficoltà nella percezione del proprio schema corporeo.
16. Pepa Piqueras Landete: Un DSL con molti problemi di organizzazione dell’espressione e difficoltà di comunicazione, come si può intervenire?
È una domanda ampia; identificherei da dove origina il problema, se riguarda la grammatica in sé o se è più di natura esecutiva, in come si organizza.
17. María Dolores López Cantarero: Nel caso delle persone con demenza, i problemi di comprensione sono dovuti a mancanza di automatismi?
Non necessariamente, ma è possibile che spesso ci sia una cancellazione semantica e che non si riconosca il significato delle parole, e quindi ciò influenzerebbe la comprensione.
18. Adán Espino: Quando parli di percezione, includi anche la propriocettività?
Sì, certo, è un altro tipo di percezione, che a volte sembra oscurata dalla vista, ma è sempre presente.
19. Sergio Reina Rodríguez: Quale relazione esiste tra la rete di default e le predizioni sensoriali? Questo spiegherebbe l’iperattività della rete di default nei pazienti con schizofrenia?
La rete di default, per quanto si capisce, sembra avere un ruolo nel collegare le nostre conoscenze passate e nel fare predizioni future (almeno così afferma Koziol nella sua serie di articoli). Sarebbe una sorta di rete che si attiva quando non stiamo svolgendo un’attività specifica e spesso è in contrapposizione con la rete fronto-parietale, che si occupa proprio del controllo per l’esecuzione di un compito in corso. Probabilmente il mancato sincronismo tra queste reti potrebbe essere alla base di molte alterazioni o costituire una piccola parte nella spiegazione di come funzionano certi disturbi.
20. Brenda Nadia Chino Vilca: Nel caso di malattie neurodegenerative, come funziona la riorganizzazione cerebrale?
La riorganizzazione è molto variabile, dipende da molti fattori, generalmente dalla riserva cognitiva che ciascuna persona possiede, per esempio. A volte si dice che l’attività diventi bilateralizzata (modello HAROLD) o che diventi più frontale (modello PASA).
21. Jorge Romero Castillo: La sinestesia è mediata anche dall’esperienza? Cioè, associando un suono e un colore, tutte le persone sinestetiche lo fanno allo stesso modo? Ogni persona associa un colore a un suono basandosi sulla propria esperienza?
La sinestesia è proprio il contrario. Non è qualcosa di esperienziale, è qualcosa di automatico e sincronizzato al momento della percezione, perché (almeno così sostiene Ramachandran) entrambe le modalità si attivano contemporaneamente. Un apprendimento non sarebbe sinestesia.
22. Sandra Obispo Legazpe: Qualche libro sulla percezione o su uno dei temi di cui hai parlato ma incentrato sui bambini?
Specifico per bambini risulta più difficile trovare manuali su aspetti puramente percettivi, ma qualsiasi manuale di neuropsicologia infantile avrà almeno un capitolo.
21. Felipe Gutiérrez y Manuel Bejarano Guisado: Come si può distinguere tra un deficit attentivo e uno percettivo?
Separando i test, effettuando un’indagine con prove puramente percettive, verificando se l’attenzione fallisce in tutti i test o solo (o più) in quelli percettivi.
Se vuoi vedere la presentazione in differita, è disponibile in esclusiva su NeuronUP Academy.






NeuronUP: piattaforma di telerehabilitazione per professionisti
Lascia un commento