La malattia di Parkinson è classificata tra i disturbi del movimento, ma oggi sappiamo che è molto più di questo. Si tratta di una malattia neurodegenerativa cronica e progressiva che, oltre ad alterare il controllo motorio, può provocare sintomi cognitivi, emotivi, del sonno, autonomici e sensoriali.
Il suo impatto non si limita alla mobilità, ma può incidere in modo importante sull’autonomia e sulla qualità della vita.
Che cosa accade nel cervello?
L’origine del Parkinson è legata alla morte progressiva dei neuroni dopaminergici nella sostanza nera (pars compacta).
Questi neuroni fanno parte della via nigrostriatale, fondamentale per regolare i gangli della base e la fluidità del movimento. La diminuzione della dopamina provoca una perdita di coordinazione automatica.
Si osserva inoltre un accumulo di alfa-sinucleina (corpi di Lewy) e alterazioni di altri neurotrasmettitori come serotonina, noradrenalina e acetilcolina, il che spiega i sintomi non motori.
Cause e fattori di rischio
Il Parkinson è una malattia multifattoriale, in cui influiscono:
- Fattori genetici (LRRK2, GBA1, SNCA)
- Fattori ambientali (come i pesticidi)
Nella maggior parte dei casi non esiste una causa unica, bensì una combinazione di predisposizione biologica e ambiente.
Impatto e prevalenza
Il Parkinson è una delle malattie neurologiche in maggiore crescita:
- Oltre 8,5 milioni di persone colpite nel mondo
- Proiezione di 25,2 milioni nel 2050
- In Spagna: 200.000 persone e 10.000 nuovi casi all’anno
La diagnosi può essere ritardata di 1-3 anni.
Sintomi motori
- Bradicinesia (lentezza dei movimenti)
- Riduzione del movimento automatico
- Tremore a riposo
- Rigidità muscolare
- Instabilità posturale e rischio di cadute
- Difficoltà nella motricità fine
- Alterazioni dell’eloquio
- Problemi di deglutizione e scialorrea
La scialorrea di solito non è dovuta a un eccesso di saliva, ma a una riduzione della deglutizione automatica.
Sintomi non motori
Compaiono spesso persino prima dei sintomi motori:
- Ansia, depressione e apatia
- Disturbi del sonno
- Affaticamento
- Stitichezza e problemi urinari
- Disfunzione sessuale
- Perdita dell’olfatto
- Dolore e sonnolenza diurna
La depressione può essere una delle prime manifestazioni in fino al 40% dei casi.
Coinvolgimento cognitivo
Il Parkinson può interessare anche:
- Attenzione
- Velocità di elaborazione
- Memoria di lavoro
- Funzioni esecutive
È considerato un continuum clinico, in cui i sintomi cognitivi fanno parte della malattia.
Chi colpisce?
L’età è il principale fattore di rischio:
- 2% delle persone con più di 65 anni
- 4% delle persone con più di 80 anni
- 15% dei casi in persone con meno di 50 anni
È più frequente negli uomini.
Diagnosi
La diagnosi è principalmente clinica.
Per parlare di parkinsonismo devono essere presenti: bradicinesia + tremore a riposo o rigidità.
Esistono esami complementari e biomarcatori in fase di sviluppo, ma non sostituiscono la valutazione clinica.

Trattamento
Attualmente: non esiste una cura né un trattamento che arresti la progressione.
Esistono però opzioni efficaci per controllare i sintomi:
- Levodopa (trattamento principale)
- Agonisti dopaminergici
- Inibitori delle MAO-B
Nelle fasi avanzate:
- Stimolazione cerebrale profonda
- Terapie di infusione continua
Neuroriabilitazione
Il trattamento non è solo farmacologico. L’approccio deve essere multidisciplinare:
- Fisioterapia: cammino ed equilibrio
- Terapia occupazionale: autonomia
- Logopedia: eloquio e deglutizione
Questo approccio consente di mantenere la funzionalità e l’indipendenza più a lungo.
Il futuro del Parkinson
La ricerca avanza su:
- Biomarcatori più precisi
- Terapie mirate all’alfa-sinucleina
- Trattamenti che modificano il decorso della malattia
Alcune terapie, come il prasinezumab, sono in fasi avanzate di ricerca.
Conclusione
Il Parkinson è un disturbo neurodegenerativo complesso, con sintomi motori e non motori, che richiede:
- Diagnosi precoce
- Follow-up specialistico
- Approccio integrale
Pur non avendo una cura, i progressi attuali consentono di migliorare significativamente la qualità della vita delle persone che convivono con questa malattia.











