TEST
Trail Making Test (TMT)
Velocità di elaborazione, attenzione visiva e flessibilità cognitiva
Uno dei test neuropsicologici più utilizzati per valutare le funzioni esecutive. Il suo design in due parti (A e B) permette di separare la velocità visuomotoria di base dal costo aggiunto dell’alternanza attentiva, identificando con precisione dove ha origine la difficoltà cognitiva.
COS’È LA PROVA
Velocità di elaborazione e controllo esecutivo, separati in due parti
Il Trail Making Test, originario dell’Army Individual Test Battery (1944) e incorporato da Halstead e Reitan nelle batterie cliniche, è uno dei test neuropsicologici più utilizzati e meglio validati per valutare attenzione e funzioni esecutive (Linari et al., 2022).
La Parte A è un indice relativamente puro di velocità visuomotoria, ricerca visiva e attenzione sostenuta. La Parte B aggiunge alternanza tra due serie mentali (numeri e lettere), sovraccaricando la flessibilità cognitiva, la memoria di lavoro e il controllo inibitorio (Sánchez-Cubillo et al., 2009). Il confronto A–B permette di distinguere un rallentamento generale da un deficit esecutivo specifico, tipicamente associato alla corteccia prefrontale dorsolaterale.
COME SI SOMMINISTRA
Collegare 25 numeri e, poi, alternare numeri e lettere
Nella Parte A, il paziente collega il più rapidamente possibile 25 cerchi numerati dall’1 al 25 in ordine crescente. Nella Parte B, alterna numeri e lettere seguendo la sequenza 1-A-2-B-3-C… fino al 13. Ogni parte è preceduta da un breve blocco di pratica con i primi 8 elementi.
La risposta viene eseguita con mouse o schermo tattile. Se la pressione è corretta, il cerchio viene evidenziato e viene tracciata la linea fino al precedente; se è errata, il contorno lampeggia in rosso e l’errore viene registrato senza penalizzazione aggiuntiva. La piattaforma registra tempi, sequenza esatta delle pressioni e latenze per stimolo.
COSA MISURA LA PROVA
Indicatori e loro interpretazione
Ogni indicatore viene interpretato rispetto a dati normativi stratificati per età, sesso, istruzione, lingua e dispositivo, e integrato con il pattern qualitativo della sequenza.
Tempo totale Parte A
Secondi necessari per completare la sequenza 1→25. Indice relativamente puro di velocità visuomotoria, ricerca visiva e attenzione sostenuta.
Tempo alto: rallentamento cognitivo generale, problemi visuopercettivi o motori.
Tempo basso: velocità psicomotoria ed esplorazione visiva preservate.
Tempo totale Parte B
Tempo del compito alternante. Riflette flessibilità cognitiva, memoria di lavoro e controllo inibitorio sulla base della velocità di elaborazione.
Tempo alto: difficoltà nel cambio di set mentale, tipica di lesioni frontali, Parkinson o ADHD.
Tempo basso: alternanza efficiente.
Errori
Pressioni che non seguono la sequenza corretta, registrate separatamente in A e B. Misura precisione, supervisione e controllo della regola.
Molti errori: impulsività, disorganizzazione, deficit di supervisione.
Errori bassi: controllo attentivo ed esecutivo preservato.
Indice B/A
Quoziente tra tempo B e tempo A. Normalizza il costo esecutivo rispetto alla velocità basale dell’individuo.
Rapporto > 3: inefficienza specifica nell’alternanza (TBI, schizofrenia).
Rapporto vicino a 1: flessibilità cognitiva preservata.
Differenza B – A
Secondi extra richiesti dall’alternanza rispetto al compito semplice. Considerato il miglior indicatore di controllo esecutivo “puro” (Sánchez-Cubillo et al., 2009).
Differenza alta: sovraccosto esecutivo significativo.
Differenza bassa: buon controllo cognitivo.
Latenze massime e quadranti
Cinque intervalli più lunghi tra pressioni in ciascuna parte, con la loro localizzazione per quadrante dello schermo. Permette un’analisi qualitativa possibile solo nella versione digitale.
Bias spaziale: suggerisce eminegligenza.
Ritardi alla fine: fatica attentiva.
RIFERIMENTI
Bibliografia
- Linari, I., Juantorena, G. E., Ibáñez, A., Petroni, A., & Kamienkowski, J. E. (2022). Unveiling Trail Making Test: Visual and manual trajectories indexing multiple executive processes. Scientific Reports, 12, 14265.
- Sánchez-Cubillo, I., Periáñez, J. A., Adrover-Roig, D., et al. (2009). Construct validity of the Trail Making Test. Journal of the International Neuropsychological Society, 15(3), 438–450.
- Salthouse, T. A. (2011). What cognitive abilities are involved in trail making? Intelligence, 39(4), 222–232.
- Tombaugh, T. N. (2004). Trail Making Test A and B: Normative data stratified by age and education. Archives of Clinical Neuropsychology, 19(2), 203–214.
- Peña-Casanova, J., et al. (2009). NEURONORMA Project: Norms for verbal span, visuospatial span, letter and number sequencing, Trail Making Test, and SDMT. Archives of Clinical Neuropsychology, 24(4), 321–341.
- Periáñez, J. A., Ríos-Lago, M., Rodríguez-Sánchez, J. M., et al. (2007). Trail Making Test in traumatic brain injury, schizophrenia, and normal ageing. Archives of Clinical Neuropsychology, 22(4), 433–447.
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