TEST
Test di Attenzione Continua (CPT)
Vigilanza, attenzione sostenuta e inibizione sotto monotonia
Continuous Performance Test ispirato a Rosvold (1956) e progettato secondo i parametri di Conners, Epstein, Angold e Klaric (2003). 14 minuti di compito go/no-go con intervalli variabili che permettono di oggettivare disattenzione, impulsività, lentezza e fatica attentiva.
COS’È LA PROVA
Vigilanza sostenuta durante 14 minuti di monotonia
Introdotto da Rosvold et al. (1956) e reso popolare da Conners nell’ADHD, il CPT è il test di riferimento per valutare l’attenzione sostenuta. La sua struttura di tipo go/no-go mette alla prova la vigilanza, la discriminazione percettiva (Teoria del Rilevamento del Segnale) e il controllo inibitorio.
L’apparente semplicità nasconde un’elevata sensibilità clinica: rileva difficoltà attentive in ADHD, sclerosi multipla, TBI, schizofrenia e malattie neurodegenerative (Riccio et al., 2002; Huang-Pollock et al., 2012). La manipolazione degli intervalli (1, 2 e 4 s) permette di separare i problemi di elaborazione rapida dai problemi di mantenimento della vigilanza nei periodi di attesa.
COME SI SOMMINISTRA
Premere davanti a qualsiasi lettera tranne la “X”
Su sfondo nero vengono mostrate 360 lettere maiuscole bianche, una alla volta per 250 ms. Il paziente deve premere la barra spaziatrice (o l’area tattile) davanti a qualsiasi lettera tranne la “X”. La proporzione target è 90/10 (lettere non-X / lettere X).
I 360 trial sono distribuiti in 18 sottoblocchi da 20 trial, con intervalli tra stimoli (ISI) di 1, 2 o 4 secondi randomizzati. Non c’è feedback durante la prova. La struttura permette di analizzare l’effetto del ritmo di presentazione sulla velocità e sulla precisione, e l’evoluzione del rendimento per blocchi (fatica attentiva).
COSA MISURA LA PROVA
Indicatori e loro interpretazione
Il CPT genera un profilo ricco: rendimento globale, equilibrio velocità-precisione, sensibilità percettiva, bias di risposta e curve di fatica per blocco e per ISI.
Risposte corrette e omissioni
Risposte corrette a stimoli target e target non risposti. Misura attenzione sostenuta e vigilanza.
Omissioni alte: disattenzione, lapsus, fatica (tipico ADHD disattento).
Risposte corrette vicine al 100%: vigilanza preservata.
Falsi allarmi (commissioni)
Risposte date davanti a una “X” (stimolo non-target). Marcatore diretto del controllo inibitorio e dell’impulsività.
FA alte: impulsività, deficit inibitorio (TBI frontale, ADHD).
FA basse: controllo inibitorio preservato.
TR medio
Media in ms del tempo di reazione per le risposte corrette. Misura velocità di elaborazione ed efficienza attentiva.
TR alto + errori: deficit di allerta o di elaborazione.
TR basso + errori: impulsività.
Variabilità del TR
Deviazione standard dei TR. Marcatore particolarmente sensibile di “lapsus minori” dell’attenzione non sempre tradotti in omissione.
Variabilità alta: attenzione fluttuante (ADHD, schizofrenia, TBI).
Variabilità bassa: rendimento coerente.
Sensibilità d’ e bias β
Indici della Teoria del Rilevamento del Segnale. d’ misura la capacità di discriminare target da non-target; β riflette il criterio di risposta (conservativo vs. liberale).
d’ basso: sensibilità attentiva ridotta.
β liberale: tendenza a rispondere troppo (impulsività).
Fatica (cambiamento per blocchi)
Evoluzione di TR ed errori lungo i 6 blocchi temporali. Oggettiva il decremento della vigilanza caratteristico delle patologie neurologiche.
Aumento progressivo di TR/omissioni: fatica attentiva (TBI, SM).
Rendimento stabile: resistenza mentale preservata.
RIFERIMENTI
Bibliografia
- Rosvold, H. E., Mirsky, A. F., Sarason, I., Bransome, E. D., & Beck, L. H. (1956). A continuous performance test of brain damage. Journal of Consulting Psychology, 20(5), 343–350.
- Conners, C. K., Epstein, J. N., Angold, A., & Klaric, J. (2003). Continuous performance test performance in a normative epidemiological sample. Journal of Abnormal Child Psychology, 31(5), 555–562.
- Riccio, C. A., Reynolds, C. R., Lowe, P., & Moore, J. J. (2002). The continuous performance test: A window on the neural substrates for attention? Archives of Clinical Neuropsychology, 17(3), 235–272.
- Huang-Pollock, C. L., Karalunas, S. L., Tam, H., & Moore, A. N. (2012). Evaluating vigilance deficits in ADHD: A meta-analysis of CPT performance. Journal of Abnormal Psychology, 121(2), 360–371.
- Mackworth, N. H. (1948). The breakdown of vigilance during prolonged visual search. Quarterly Journal of Experimental Psychology, 1(1), 6–21.
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Misura vigilanza, impulsività e fatica attentiva con precisione al millisecondo lungo 14 minuti. Particolarmente sensibile in ADHD, SM, TBI e deterioramento cognitivo.
