
{"id":900001006,"date":"2026-10-19T10:57:04","date_gmt":"2026-10-19T08:57:04","guid":{"rendered":"https:\/\/neuronup.com\/it\/?p=900001006"},"modified":"2026-10-22T14:42:40","modified_gmt":"2026-10-22T12:42:40","slug":"guida-clinica-sugli-effetti-della-proteina-sul-cervello-e-sulla-cognizione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuroscienze-del-cervello\/guida-clinica-sugli-effetti-della-proteina-sul-cervello-e-sulla-cognizione\/","title":{"rendered":"Guida clinica agli effetti delle proteine sul cervello e sulla cognizione"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-xl-font-size wp-block-paragraph\">Valeria Medina, neuropsicologa di NeuronUP, <strong>analizza le evidenze scientifiche sulla moda delle proteine e sui loro reali effetti sulla salute cerebrale e sulla cognizione<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<p class=\"has-text-align-left br-0101 has-heading-color has-alt-background-color has-text-color has-background has-link-color wp-elements-1 has-xl-margin-top has-xxl-margin-bottom wp-block-paragraph\">L\u2019attuale tendenza verso le diete iperproteiche ha trasformato il macronutriente proteico in un simbolo indiscusso di alimentazione sana. Tuttavia, <strong>cosa ci dicono le evidenze scientifiche sui reali effetti delle proteine sul cervello?<\/strong><br><br>Sebbene un apporto adeguato sia fondamentale per sintetizzare i neurotrasmettitori e preservare la struttura neuronale, <strong>un eccesso nelle persone sedentarie non garantisce miglioramenti neurocognitivi<\/strong> e pu\u00f2 persino comportare una riduzione dell\u2019apporto di altri nutrienti essenziali. In questo articolo analizziamo l\u2019impatto metabolico, strutturale e cognitivo della \u00abproteinizzazione\u00bb per aiutare i professionisti della salute a orientare meglio i pazienti sulla base delle evidenze scientifiche.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La \u00abproteinizzazione\u00bb dell\u2019alimentazione, un fenomeno in crescita<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In pochi anni, le proteine sono passate dall\u2019essere associate quasi esclusivamente al culturismo a diventare <strong>uno dei grandi simboli dell\u2019alimentazione sana<\/strong>. Oggi l\u2019etichetta \u00abad alto contenuto proteico\u00bb compare su cereali, pane, dessert, snack e bevande e, per molte persone, rappresenta una garanzia automatica di qualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <strong>fenomeno \u00e8 legato alla crescita dell\u2019allenamento di forza, alla preoccupazione per la composizione corporea, al timore di perdere massa muscolare con l\u2019et\u00e0 e alla popolarit\u00e0 delle diete sazianti<\/strong>. Nel 2025, il 70% dei consumatori statunitensi intervistati ha affermato di cercare di consumare pi\u00f9 proteine e il 23% ha dichiarato di seguire una dieta ricca di questo nutriente. <em>\u00abBuona fonte di proteine\u00bb<\/em> \u00e8 diventato inoltre il criterio pi\u00f9 scelto per definire un alimento sano. L\u2019industria ha risposto con prodotti fortificati, ma <strong>un alimento non diventa sano solo perch\u00e9 contiene la parola<\/strong> <strong><em>\u00abproteico\u00bb<\/em><\/strong>. Il suo valore dipende dalla composizione complessiva, dal grado di trasformazione e dalle esigenze di chi lo consuma (Clinthorne et al., 2026).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le proteine sono essenziali: perch\u00e9 di pi\u00f9 non significa sempre meglio<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le proteine forniscono aminoacidi essenziali, partecipano alla riparazione dei tessuti, mantengono la massa muscolare e sono componenti di enzimi, ormoni e anticorpi. Alcuni aminoacidi agiscono anche come neurotrasmettitori o precursori di serotonina, dopamina, noradrenalina, glutammato, GABA e glicina; la loro funzione, quindi, <strong>va ben oltre il muscolo<\/strong> (Kim et al., 2025).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un apporto adeguato pu\u00f2 favorire il senso di saziet\u00e0, aiutare a conservare la massa magra durante il dimagrimento e sostenere la sintesi muscolare se associato all\u2019<a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuroscienze-del-cervello\/esercizio-fisico-neuroplasticita-cognitiva\/\">allenamento di forza<\/a>. Questi benefici sono particolarmente rilevanti per gli atleti, gli anziani, le persone a rischio di sarcopenia e chi segue una dieta ipocalorica (Clinthorne et al., 2026). <strong>Il problema si presenta quando un beneficio legato a un contesto specifico diventa una raccomandazione universale. La supplementazione da sola ha effetti modesti<\/strong> su forza e prestazioni in assenza di allenamento. In una persona sedentaria che soddisfa gi\u00e0 il proprio fabbisogno, aumentare l\u2019apporto proteico probabilmente offre pochi benefici aggiuntivi (Kim et al., 2025).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 inoltre <strong>opportuno distinguere tra apporto sufficiente ed eccessivo<\/strong>. Il fabbisogno varia in base all\u2019et\u00e0, al livello di attivit\u00e0 fisica, alla gravidanza, alle patologie e al rischio di perdita muscolare. Per questo motivo, <strong>una quantit\u00e0 adeguata per un giovane sedentario potrebbe non essere sufficiente per un anziano o per chi si allena frequentemente con i pesi<\/strong> (Knopf &amp; Lamming, 2026).<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-embed aligncenter is-type-wp-embed is-provider-neuronup wp-block-embed-neuronup\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"x4P602fShO\"><a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/ricerca\/linee-di-ricerca\/esercizio-fisico-e-declino-cognitivo-come-prescrivere-l-attivita-fisica-per-proteggere-la-salute-del-cervello-nell-invecchiamento\/\">Esercizio fisico e declino cognitivo: come prescrivere l&#8217;attivit\u00e0 fisica per proteggere la salute cerebrale nell&#8217;invecchiamento<\/a><\/blockquote><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"\u201cEsercizio fisico e declino cognitivo: come prescrivere l\u2019attivit\u00e0 fisica per proteggere la salute cerebrale nell\u2019invecchiamento\u201d \u2014 NeuronUP\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/ricerca\/linee-di-ricerca\/esercizio-fisico-e-declino-cognitivo-come-prescrivere-l-attivita-fisica-per-proteggere-la-salute-del-cervello-nell-invecchiamento\/embed\/#?secret=Buo05gzGlf#?secret=x4P602fShO\" data-secret=\"x4P602fShO\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-embed aligncenter is-type-wp-embed is-provider-neuronup wp-block-embed-neuronup\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"HuiV1CHQbE\"><a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/ricerca\/linee-di-ricerca\/attivita-fisica-e-alzheimer-preclinico-evidenza-scientifica-su-quanti-passi-proteggono-il-cervello\/\">Attivit\u00e0 fisica e Alzheimer preclinico: evidenza scientifica su quanti passi proteggono il cervello<\/a><\/blockquote><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"\u201cAttivit\u00e0 fisica e Alzheimer preclinico: evidenza scientifica su quanti passi proteggono il cervello\u201d \u2014 NeuronUP\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/ricerca\/linee-di-ricerca\/attivita-fisica-e-alzheimer-preclinico-evidenza-scientifica-su-quanti-passi-proteggono-il-cervello\/embed\/#?secret=7A2MGG561q#?secret=HuiV1CHQbE\" data-secret=\"HuiV1CHQbE\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cosa dicono le evidenze scientifiche sulle diete ricche di proteine?<\/h2>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Evidenze sugli effetti delle proteine a livello metabolico e sulla longevit\u00e0<\/h3>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Benefici osservati dell\u2019elevato consumo di proteine<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno degli effetti pi\u00f9 noti delle diete ricche di proteine \u00e8 l\u2019<strong>aumento del senso di saziet\u00e0<\/strong>. Riducendo la fame e facilitando il controllo dell\u2019apporto alimentare, possono favorire il dimagrimento quando fanno parte di una dieta ipocalorica. In questo contesto, <strong>aiutano anche a preservare la massa magra e possono determinare un lieve aumento del dispendio energetico<\/strong> (Kim et al., 2025).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019elevato consumo di proteine <strong>pu\u00f2 essere utile anche in presenza di uno stimolo muscolare adeguato<\/strong>. Se associato all\u2019allenamento di forza, una maggiore disponibilit\u00e0 di aminoacidi favorisce la sintesi proteica muscolare e il recupero. Questo effetto \u00e8 <strong>particolarmente importante per gli atleti e le persone attive, ma anche per gli anziani<\/strong>, che presentano una risposta anabolica ridotta e un rischio maggiore di perdere massa muscolare con l\u2019et\u00e0 (Clinthorne et al., 2026).<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Effetti avversi osservati dell\u2019elevato consumo di proteine<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alcuni studi osservazionali, come quello di Kim et al. (2025), hanno dimostrato che gli <strong>effetti descritti si riducono quando l\u2019elevato consumo non \u00e8 accompagnato da esercizio fisico, restrizione calorica o un aumento del fabbisogno fisiologico<\/strong>. Nelle persone sedentarie che soddisfano gi\u00e0 il proprio fabbisogno, aggiungere altre proteine ha un impatto limitato sulla massa muscolare, sulla forza e sulle prestazioni. Inoltre, <strong>un elevato consumo di proteine animali \u00e8 stato associato a un rischio maggiore di diabete di tipo 2, cancro o mortalit\u00e0<\/strong>. Queste associazioni non sono uniformi e possono dipendere dall\u2019et\u00e0, dallo stato di salute, dall\u2019attivit\u00e0 fisica e dal tipo di alimento da cui provengono le proteine. <strong>Esiste anche il rischio che una dieta incentrata sulle proteine riduca il consumo di altri alimenti importanti<\/strong>. Se per aumentarne l\u2019apporto si riducono eccessivamente frutta, verdura, cereali integrali o legumi, pu\u00f2 diminuire l\u2019assunzione di fibre, vitamine, minerali e composti bioattivi necessari per la salute metabolica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei modelli sperimentali, un\u2019elevata disponibilit\u00e0 di aminoacidi come metionina, leucina, isoleucina e altri aminoacidi a catena ramificata pu\u00f2 attivare in modo persistente vie associate alla crescita cellulare, tra cui mTORC1. Questa attivazione \u00e8 stata collegata a <strong>insulino-resistenza, riduzione dell\u2019autofagia e processi associati all\u2019<\/strong><a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroriabilitazione\/invecchiamento-normale\/\"><strong>invecchiamento<\/strong><\/a>, sebbene la sua rilevanza diretta negli esseri umani non sia ancora del tutto chiara (Knopf &amp; Lamming, 2026).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre, un elevato apporto di proteine potrebbe associarsi a effetti meno favorevoli nella mezza et\u00e0, mentre <strong>in et\u00e0 avanzata pu\u00f2 proteggere da sarcopenia, fragilit\u00e0 e malnutrizione<\/strong> (Kim et al., 2025).<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group br-0111 has-primary-background-color has-background has-dark-background has-sm-padding-top has-sm-padding-left has-sm-padding-right has-xxl-margin-top\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full desktop-position-absolute desktop-bottom-0 mobile-width-50 mobile-m-inline-auto has-xl-margin-top\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/v3\/producto-certificado.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-31568\"><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<h2 class=\"wp-block-heading has-white-color has-text-color\"><strong>Iscriviti<\/strong> <br>alla nostra <br>Newsletter<\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button--1\" style=\"--button-outline-color:var(--color-white);--button-outline-color-hover:rgba(0,0,0,0.8);\"><a class=\"wp-block-button__link button button-outline   wp-element-button\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/newsletter\/\">Iscriviti<\/a><\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Evidenze sugli effetti delle proteine a livello cerebrale<\/h3>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Benefici osservati dell\u2019elevato consumo di proteine<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le proteine forniscono gli aminoacidi necessari per <strong>mantenere la struttura neuronale e produrre neurotrasmettitori<\/strong>. Tirosina e triptofano partecipano alla sintesi di dopamina, noradrenalina e serotonina, mentre altri aminoacidi intervengono nei sistemi del glutammato, del GABA e della glicina, tutti <strong>fondamentali per la comunicazione cerebrale<\/strong> (Nagao, 2024).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche gli aminoacidi a catena ramificata <strong>partecipano alla regolazione del glutammato<\/strong>. Questo neurotrasmettitore svolge un <strong>ruolo centrale nella plasticit\u00e0 sinaptica, nell\u2019apprendimento e nella<\/strong> <a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/attivita-di-neuroriabilitazione\/attivita-per-le-funzioni-cognitive\/attivita-di-memoria\/esercizi-per-migliorare-la-memoria\/\"><strong>memoria<\/strong><\/a>; un\u2019adeguata disponibilit\u00e0 di aminoacidi potrebbe quindi contribuire al mantenimento di questi processi (Coelho-J\u00fanior et al., 2021).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A livello strutturale, uno studio longitudinale condotto con i dati della UK Biobank ha rilevato che <strong>una maggiore proporzione di proteine animali era associata a una minore riduzione del volume dell\u2019ippocampo<\/strong>. L\u2019associazione \u00e8 emersa anche confrontando la proporzione di proteine animali e vegetali ed \u00e8 risultata particolarmente favorevole nelle persone che consumavano pesce e frutti di mare (Cui et al., 2024).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alcuni interventi con alimenti ricchi di proteine hanno inoltre rilevato <strong>miglioramenti del flusso sanguigno nelle regioni cerebrali associate alla memoria e alla velocit\u00e0 psicomotoria<\/strong>. Questi cambiamenti sono stati descritti soprattutto in studi su frutta a guscio e soia, sebbene gli alimenti analizzati contenessero anche nutrienti diversi dalle proteine (Adams et al., 2025).<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Effetti avversi osservati dell\u2019elevato consumo di proteine<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La quantit\u00e0 totale di proteine non \u00e8 stata associata in modo coerente a una migliore conservazione della struttura cerebrale<\/strong>. Nello studio della UK Biobank non sono state riscontrate associazioni significative con il volume cerebrale totale, la sostanza grigia, la sostanza bianca o le iperintensit\u00e0 della sostanza bianca. <strong>I risultati si sono concentrati quasi esclusivamente sull\u2019ippocampo<\/strong>. Inoltre, le associazioni osservate non erano sempre lineari. In alcune analisi, aumentare il consumo oltre determinati livelli <strong>non ha prodotto ulteriori vantaggi<\/strong>; non si pu\u00f2 quindi presumere che una quantit\u00e0 maggiore protegga maggiormente il cervello (Cui et al., 2024).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Non \u00e8 neppure possibile attribuire questi risultati esclusivamente alle proteine<\/strong>. Il pesce apporta <a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/ricerca\/linee-di-ricerca\/evidenza-scientifica-dell-impatto-degli-omega-3-sull-attenzione-e-sulle-prestazioni-cognitive\/\">acidi grassi omega-3<\/a>, la frutta a guscio contiene grassi insaturi e polifenoli e altri alimenti proteici possono fornire vitamine e minerali che esercitano effetti propri sulla salute cerebrale (Adams et al., 2025).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Anche la disponibilit\u00e0 di aminoacidi deve mantenersi in equilibrio.<\/strong> Il glutammato \u00e8 indispensabile per la neurotrasmissione, ma una concentrazione extracellulare eccessiva pu\u00f2 provocare eccitotossicit\u00e0 e danni neuronali. Pertanto, <strong>il rapporto tra proteine e cervello non pu\u00f2 essere ridotto all\u2019idea che una maggiore disponibilit\u00e0 di aminoacidi sia sempre benefica<\/strong> (Coelho-J\u00fanior et al., 2021).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al momento, sono pochi gli studi sugli effetti a lungo termine delle diete ricche di proteine, degli integratori concentrati o degli alimenti fortificati sulla struttura cerebrale. Non esiste neppure una quantit\u00e0 specifica raccomandata per prevenire l\u2019atrofia, la malattia di Alzheimer o altre patologie neurodegenerative (Nagao, 2024).<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns br-0111 particle-bg p-4 has-custom-2-background-color has-background is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:70%\">\n<h2 class=\"wp-block-heading has-white-color has-text-color has-link-color has-lg-font-size wp-elements-2\">Ottenere un <strong>programma di stimolazione cognitiva<\/strong> per i malati di Alzheimer<\/h2>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:30%\">\n<div class=\"wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button has-custom-width wp-block-button__width-75 is-style-default\" style=\"--button-background:var(--color-custom-1);--button-background-hover:#cc7e00;\"><a class=\"wp-block-button__link button   wp-element-button\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/redirect\/?target=typeform\/afariojait?utm_first_source=Web&#038;utm_first_campaign_name=Use_case_afarioja\"><strong>Clicca qui<\/strong><\/a><\/div>\n\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Evidenze sugli effetti delle proteine a livello cognitivo<\/h3>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Benefici osservati dell\u2019elevato consumo di proteine<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli studi sulla cognizione hanno rilevato alcuni effetti favorevoli, sebbene non in modo uniforme. Una revisione di studi clinici ha osservato <strong>miglioramenti della velocit\u00e0 psicomotoria<\/strong> in tre dei nove studi che confrontavano un intervento proteico con un controllo senza proteine o con una quantit\u00e0 inferiore. I risultati positivi sono emersi con arachidi, frutta a guscio di soia e concentrato di proteine del latte.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli studi sulla cognizione (Adams et al., 2025) hanno rilevato alcuni effetti favorevoli, sebbene non in modo uniforme:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Sono stati descritti miglioramenti della memoria di lavoro, della memoria dichiarativa e della memoria visuospaziale, soprattutto dopo il consumo di noci, arachidi o mix di frutta a guscio.<\/li>\n\n\n\n<li>Questi risultati suggeriscono che alcuni alimenti ricchi di proteine potrebbero influire positivamente su specifici domini cognitivi, sebbene i loro effetti non possano essere attribuiti esclusivamente alle proteine.<\/li>\n\n\n\n<li>Nelle popolazioni cliniche, alcuni risultati sono stati pi\u00f9 marcati: una supplementazione proteico-calorica ha migliorato la cognizione globale nelle persone con ictus subacuto, mentre un intervento con lattoferrina \u00e8 stato associato a punteggi migliori nei pazienti con <a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/attivita-di-neuroriabilitazione\/attivita-per-lalzheimer\/10-esercizi-di-stimolazione-cognitiva-per-persone-con-il-morbo-di-alzheimer\/\"><strong>malattia di Alzheimer<\/strong><\/a>.&nbsp;<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli <a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/attivita-di-neuroriabilitazione\/stimolazione-cognitiva-per-anziani-esercizi-di-stimolazione-cognitiva-per-anziani\/\"><strong>anziani senza demenza<\/strong><\/a>, alcuni studi hanno rilevato <strong>associazioni positive<\/strong> tra un maggiore apporto proteico e <strong>la memoria, le abilit\u00e0 visuospaziali, la fluenza verbale, la velocit\u00e0 di elaborazione e l\u2019attenzione sostenuta<\/strong> (Coelho-J\u00fanior et al., 2021).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel lungo periodo, uno studio prospettico condotto su oltre 77.000 partecipanti ha osservato che un <strong>maggiore apporto di proteine totali, animali e vegetali era associato a una minore probabilit\u00e0 di<\/strong> <a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/malattie-neurodegenerative\/deterioramento-cognitivo-lieve-o-demenza-differenze-cliniche-diagnosi-e-stimolazione-cognitiva\/\"><strong>declino cognitivo<\/strong><\/a> <strong>soggettivo.<\/strong> Le associazioni pi\u00f9 favorevoli sono emerse con legumi, pesce e carni bianche magre, nonch\u00e9 sostituendo parte dei carboidrati o delle proteine animali con proteine vegetali (Yeh et al., 2022).<\/p>\n\n\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Effetti avversi e limiti osservati dell\u2019elevato consumo di proteine<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante questi risultati, la maggior parte degli studi condotti su adulti sani <strong>non ha rilevato miglioramenti generali dell\u2019attenzione, delle<\/strong> <a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/aree-dintervento\/funzioni-cognitive\/funzioni-esecutive\/\"><strong>funzioni esecutive<\/strong><\/a><strong>, della memoria o della cognizione globale<\/strong>. Gli effetti positivi si sono limitati a specifici test, alimenti e gruppi di partecipanti (Adams et al., 2025).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli anziani, la metanalisi di Coelho-J\u00fanior et al. (2021) non ha rilevato neppure un\u2019associazione significativa tra un maggiore consumo di proteine e la cognizione globale. Questo <strong>risultato \u00e8 stato simile negli uomini e nelle donne<\/strong>, sebbene alcuni domini specifici abbiano mostrato associazioni favorevoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In contesti specifici sono stati descritti anche effetti negativi. Una dieta ricca di proteine e povera di carboidrati <strong>non ha migliorato la cognizione globale nelle persone con diabete di tipo 2<\/strong> e, in uno degli studi, la velocit\u00e0 psicomotoria \u00e8 peggiorata rispetto a una dieta convenzionale (Adams et al., 2025).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche la fonte alimentare modifica i risultati. Mentre legumi, pesce e carni bianche magre sono stati associati a una migliore funzione cognitiva soggettiva, <strong>le carni lavorate sono state associate a un maggiore declino<\/strong>. Queste differenze potrebbero dipendere dalla quantit\u00e0 di prodotti finali della glicazione avanzata, dai grassi e dai metodi di cottura, e non solo dalle proteine (Yeh et al., 2022).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, Adams et al. (2025) ritengono che <strong>i benefici osservati negli studi sulla frutta a guscio non possano essere attribuiti esclusivamente al suo contenuto proteico<\/strong>, poich\u00e9 questi alimenti apportano fibre, polifenoli, grassi sani e micronutrienti. L\u2019eterogeneit\u00e0 relativa a dosi, durata, fonti proteiche, popolazioni e test cognitivi non consente di stabilire una relazione dose-risposta n\u00e9 di individuare una quantit\u00e0 elevata in grado di migliorare la cognizione.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Luci e ombre della moda delle proteine sulla salute<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La moda delle proteine ha aumentato l\u2019attenzione sull\u2019importanza di conservare la massa muscolare, prevenire la sarcopenia e soddisfare il fabbisogno nutrizionale nelle diverse fasi della vita. Ha inoltre ampliato la disponibilit\u00e0 di alimenti e integratori pratici per atleti, anziani e persone con un fabbisogno elevato. I <strong>prodotti arricchiti possono facilitare l\u2019assunzione di proteine quando l\u2019appetito \u00e8 scarso, manca tempo, si segue una dieta ipocalorica o sussiste una specifica necessit\u00e0 clinica<\/strong>. Possono inoltre <strong>aiutare a distribuire l\u2019apporto durante la giornata<\/strong> e dopo l\u2019allenamento (Clinthorne et al., 2026).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il problema si presenta quando le proteine vengono considerate un indicatore automatico di salute<\/strong>. Un biscotto, una barretta o un dessert non diventano nutrizionalmente adeguati solo perch\u00e9 contengono proteine aggiunte. Alcuni prodotti mantengono quantit\u00e0 elevate di zuccheri, grassi, edulcoranti e altri additivi. La <strong>ricerca costante di pi\u00f9 proteine<\/strong> pu\u00f2 ridurre il consumo di alimenti ricchi di fibre, grassi sani, vitamine, minerali e composti vegetali. Pu\u00f2 inoltre <strong>favorire un\u2019alimentazione meno varia ed eccessivamente incentrata su un solo macronutriente<\/strong> (Kim et al., 2025).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nelle persone sedentarie che soddisfano gi\u00e0 il proprio fabbisogno, l\u2019assunzione aggiuntiva tramite frullati, barrette o prodotti fortificati non ha mostrato benefici rilevanti per la massa muscolare, le prestazioni o la cognizione. <strong>L\u2019utilit\u00e0 di questi prodotti dipende dal contesto individuale e non soltanto dalla quantit\u00e0 di proteine che apportano<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni sull\u2019apporto proteico per i professionisti della salute<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le proteine sono essenziali, ma <strong>la loro importanza non rende automaticamente sano qualsiasi prodotto arricchito n\u00e9 giustifica un aumento del consumo per tutta la popolazione<\/strong>. Oltre alla quantit\u00e0, contano anche la qualit\u00e0, la fonte e il profilo aminoacidico. Le proteine non hanno tutte la stessa composizione o digeribilit\u00e0 e non apportano gli stessi nutrienti; i loro effetti possono quindi variare in base all\u2019et\u00e0, allo stato di salute, all\u2019attivit\u00e0 fisica e agli obiettivi personali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo motivo, <strong>un\u2019etichetta con la dicitura \u00abad alto contenuto proteico\u00bb non deve essere interpretata come garanzia di qualit\u00e0 nutrizionale<\/strong>. Alcuni prodotti fortificati sono comunque ultraprocessati e possono contenere quantit\u00e0 elevate di zuccheri, grassi, edulcoranti o additivi. \u00c8 inoltre necessario considerare il tipo di proteine che contengono e quali alimenti vengono sostituiti quando sono introdotti nella dieta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019attuale \u00abproteinizzazione\u00bb dell\u2019alimentazione \u00e8 troppo recente perch\u00e9 se ne conoscano gli effetti cerebrali a lungo termine. Sono disponibili studi sulle proteine, sull\u2019invecchiamento, sulla struttura cerebrale e sulla cognizione, ma <strong>non sappiamo ancora cosa accadr\u00e0 dopo decenni di consumo abituale di integratori e prodotti fortificati<\/strong>, soprattutto tra le persone sedentarie che soddisfano gi\u00e0 il proprio fabbisogno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per ora, <strong>le evidenze invitano a evitare messaggi estremi<\/strong>. N\u00e9 <em>\u00abpi\u00f9 proteine sono sempre meglio\u00bb<\/em> n\u00e9 <em>\u00abridurle allunga la vita\u00bb<\/em> sono conclusioni applicabili a tutti. <strong>La scelta pi\u00f9 ragionevole \u00e8 seguire un\u2019alimentazione varia ed equilibrata<\/strong>, privilegiare fonti di qualit\u00e0 e adeguare quantit\u00e0 e tipo di proteine alle esigenze individuali. Non tutte le fonti o formulazioni sono ugualmente adatte a ogni persona, soprattutto in presenza di allergie, intolleranze, patologie o esigenze fisiologiche specifiche.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo motivo, <strong>le decisioni relative ad aumentare, ridurre o integrare l\u2019apporto proteico dovrebbero essere prese insieme a un professionista della nutrizione o della salute<\/strong>, seguendo le raccomandazioni dei principali organismi di nutrizione, che considerano questo nutriente parte di un modello alimentare completo e non il fulcro assoluto della dieta.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Bibliografia <\/h2>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"has-sm-font-size\">Adams, M. S., Mensink, R. P., &amp; Joris, P. J. (2025). Effects of dietary proteins on cognitive performance and brain vascular function in adults: A systematic review of randomised controlled trials. <em>Nutrition Research Reviews, 38<\/em>, 450\u2013464. https:\/\/doi.org\/10.1017\/S0954422424000271<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Clinthorne, J., Leidy, H. J., &amp; Sollid, K. (2026). A modern take on protein nutrition meets evolving consumer perceptions. <em>The Journal of Nutrition, 156<\/em>(5), 101477. https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.tjnut.2026.101477<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Coelho-J\u00fanior, H. J., Calvani, R., Landi, F., Picca, A., &amp; Marzetti, E. (2021). Protein intake and cognitive function in older adults: A systematic review and meta-analysis. <em>Nutrition and Metabolic Insights, 14<\/em>, 1\u201310. https:\/\/doi.org\/10.1177\/11786388211022373<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Cui, F., Li, H., Cao, Y., Wang, W., &amp; Zhang, D. (2024). The association between dietary protein intake and sources and the rate of longitudinal changes in brain structure. <em>Nutrients, 16<\/em>(9), 1284. https:\/\/doi.org\/10.3390\/nu16091284<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Kim, S. Q., Spann, R. A., Hill, C. M., Berryman, C. E., Berthoud, H.-R., McDougal, D. H., He, Y., M\u00fcnzberg, H., Yu, S., &amp; Morrison, C. D. (2025). Protein-restricted diets and their impact on metabolic health and aging. <em>Annual Review of Nutrition, 45<\/em>(1), 269\u2013297. https:\/\/doi.org\/10.1146\/annurev-nutr-121624-114918<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Knopf, B. A., &amp; Lamming, D. W. (2026). The hallmarks of protein and amino acid restriction in aging and longevity. <em>Cell Press Blue, 1<\/em>, 100079. https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.cpblue.2026.100079<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Nagao, K. (2024). Cognition and nutrition: The role of dietary protein and amino acids in cognitive health. <em>Current Opinion in Clinical Nutrition &amp; Metabolic Care, 27<\/em>(1), 40\u201346. https:\/\/doi.org\/10.1097\/MCO.0000000000000987<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Yeh, T.-S., Yuan, C., Ascherio, A., Rosner, B. A., Blacker, D., &amp; Willett, W. C. (2022). Long-term dietary protein intake and subjective cognitive decline in US men and women. <em>The American Journal of Clinical Nutrition, 115<\/em>(1), 199\u2013210. https:\/\/doi.org\/10.1093\/ajcn\/nqab236<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<div style=\"height:70px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group p-4 br-0111 has-alt-background-color has-background has-light-background\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Domande frequenti su<\/strong> <\/h2>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-pb-accordion-item c-accordion__item js-accordion-item no-js\" data-initially-open=\"false\" data-click-to-close=\"true\" data-auto-close=\"true\" data-scroll=\"false\" data-scroll-offset=\"0\" id=\"trabajarneuronup\"><h3 id=\"at-520740\" class=\"c-accordion__title js-accordion-controller\" role=\"button\">1. Una dieta ricca di proteine aiuta a prevenire la perdita di volume cerebrale?<\/h3><div id=\"ac-520740\" class=\"c-accordion__content\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La relazione tra la quantit\u00e0 totale di proteine e la conservazione della struttura cerebrale non \u00e8 sempre lineare. Sebbene uno studio abbia osservato che una maggiore proporzione di proteine animali era associata a una minore riduzione del volume dell\u2019ippocampo, aumentare il consumo oltre determinati livelli non ha prodotto ulteriori vantaggi. Inoltre, non sono state rilevate associazioni significative con il volume cerebrale totale, la sostanza grigia o la sostanza bianca.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-pb-accordion-item c-accordion__item js-accordion-item no-js\" data-initially-open=\"false\" data-click-to-close=\"true\" data-auto-close=\"true\" data-scroll=\"false\" data-scroll-offset=\"0\" id=\"trabajarneuronup\"><h3 id=\"at-520741\" class=\"c-accordion__title js-accordion-controller\" role=\"button\">2. In che modo gli aminoacidi delle proteine influenzano la funzione cerebrale?<\/h3><div id=\"ac-520741\" class=\"c-accordion__content\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le proteine forniscono gli aminoacidi necessari per mantenere la struttura neuronale e produrre neurotrasmettitori essenziali per la comunicazione cerebrale. Per esempio, tirosina e triptofano partecipano alla sintesi di dopamina, noradrenalina e serotonina. La disponibilit\u00e0 di questi aminoacidi deve tuttavia mantenersi in equilibrio; un eccesso di glutammato extracellulare, ad esempio, pu\u00f2 provocare eccitotossicit\u00e0 e danni neuronali.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-pb-accordion-item c-accordion__item js-accordion-item no-js\" data-initially-open=\"false\" data-click-to-close=\"true\" data-auto-close=\"true\" data-scroll=\"false\" data-scroll-offset=\"0\" id=\"videosneuronup\"><h3 id=\"at-520742\" class=\"c-accordion__title js-accordion-controller\" role=\"button\">3. Un elevato consumo di proteine migliora la memoria e la cognizione?<\/h3><div id=\"ac-520742\" class=\"c-accordion__content\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La maggior parte degli studi clinici condotti su adulti sani non ha rilevato miglioramenti generali dell\u2019attenzione, delle funzioni esecutive, della memoria o della cognizione globale dovuti a un maggiore consumo di proteine. Gli effetti positivi documentati si limitano a test specifici e al consumo di determinati alimenti, come noci o arachidi, i cui benefici cognitivi dipendono anche dall\u2019apporto di fibre, polifenoli e grassi sani, e non soltanto dalle proteine.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-pb-accordion-item c-accordion__item js-accordion-item no-js\" data-initially-open=\"false\" data-click-to-close=\"true\" data-auto-close=\"true\" data-scroll=\"false\" data-scroll-offset=\"0\" id=\"formaciongratuita\"><h3 id=\"at-520743\" class=\"c-accordion__title js-accordion-controller\" role=\"button\">4. Le proteine di origine animale e quelle vegetali hanno lo stesso impatto cognitivo?<\/h3><div id=\"ac-520743\" class=\"c-accordion__content\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le evidenze suggeriscono che la fonte alimentare modifica i risultati. Sostituire una parte delle proteine animali con proteine vegetali \u00e8 stato associato a risultati cognitivi pi\u00f9 favorevoli. In particolare, alimenti come legumi, pesce e carni bianche magre sono associati a una minore probabilit\u00e0 di declino cognitivo soggettivo, mentre il consumo di carni lavorate \u00e8 stato correlato a un declino maggiore.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-pb-accordion-item c-accordion__item js-accordion-item no-js\" data-initially-open=\"false\" data-click-to-close=\"true\" data-auto-close=\"true\" data-scroll=\"false\" data-scroll-offset=\"0\" id=\"formaciongratuita\"><h3 id=\"at-520744\" class=\"c-accordion__title js-accordion-controller\" role=\"button\">5. Una dieta ricca di proteine aiuta a prevenire l\u2019Alzheimer o l\u2019atrofia cerebrale?<\/h3><div id=\"ac-520744\" class=\"c-accordion__content\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Attualmente sono pochi gli studi sugli effetti a lungo termine del consumo prolungato di diete ricche di proteine, integratori o alimenti fortificati sulla struttura cerebrale. Le evidenze attuali indicano che non esiste una quantit\u00e0 specifica di proteine raccomandata per prevenire l\u2019atrofia cerebrale, la malattia di Alzheimer o altre patologie neurodegenerative.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-pb-accordion-item c-accordion__item js-accordion-item no-js\" data-initially-open=\"false\" data-click-to-close=\"true\" data-auto-close=\"true\" data-scroll=\"false\" data-scroll-offset=\"0\" id=\"formaciongratuita\"><h3 id=\"at-520745\" class=\"c-accordion__title js-accordion-controller\" role=\"button\">6. I prodotti trasformati etichettati come ricchi di proteine fanno bene al cervello?<\/h3><div id=\"ac-520745\" class=\"c-accordion__content\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non necessariamente. Il fatto che un biscotto, un dessert o una bevanda riporti l\u2019etichetta \u00abad alto contenuto proteico\u00bb non lo rende automaticamente un\u2019opzione sana o benefica per il cervello. Molti di questi prodotti arricchiti sono comunque alimenti ultraprocessati e possono contenere quantit\u00e0 elevate di zuccheri, grassi di scarsa qualit\u00e0, edulcoranti e additivi.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-pb-accordion-item c-accordion__item js-accordion-item no-js\" data-initially-open=\"false\" data-click-to-close=\"true\" data-auto-close=\"true\" data-scroll=\"false\" data-scroll-offset=\"0\" id=\"formaciongratuita\"><h3 id=\"at-520746\" class=\"c-accordion__title js-accordion-controller\" role=\"button\">7. \u00c8 utile assumere proteine aggiuntive con frullati o barrette se si \u00e8 sedentari?<\/h3><div id=\"ac-520746\" class=\"c-accordion__content\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nelle persone sedentarie che soddisfano gi\u00e0 il fabbisogno giornaliero, aggiungere altre proteine con frullati, barrette o prodotti fortificati ha un impatto molto limitato sulla massa muscolare, sulla forza e sulle prestazioni. Inoltre, in questo gruppo di popolazione questi prodotti non hanno mostrato benefici rilevanti per la cognizione; il loro consumo indiscriminato non \u00e8 quindi giustificato in assenza di uno stimolo muscolare o di un aumento del fabbisogno fisiologico.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-pb-accordion-item c-accordion__item js-accordion-item no-js\" data-initially-open=\"false\" data-click-to-close=\"true\" data-auto-close=\"true\" data-scroll=\"false\" data-scroll-offset=\"0\" id=\"formaciongratuita\"><h3 id=\"at-520747\" class=\"c-accordion__title js-accordion-controller\" role=\"button\">8. Dovrei consigliare integratori proteici agli anziani per migliorare la cognizione?<\/h3><div id=\"ac-520747\" class=\"c-accordion__content\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La decisione va personalizzata. Negli anziani senza demenza, alcuni studi associano un maggiore apporto proteico a miglioramenti della memoria, della fluenza verbale o della velocit\u00e0 di elaborazione, ma le metanalisi non hanno rilevato un\u2019associazione significativa tra un maggiore consumo e il miglioramento della cognizione globale. L\u2019uso di integratori e prodotti fortificati dipende dal contesto individuale e la loro indicazione deve tenere conto delle esigenze fisiologiche specifiche del paziente.<\/p>\n<\/div><\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo sulla <strong>guida clinica agli effetti delle proteine sul cervello e sulla cognizione<\/strong>, potrebbero interessarti anche questi articoli di NeuronUP:<\/h3>\n\n\n<div class=\"mai-grid entries entries-grid has-boxed has-image-full\" style=\"--entry-title-font-size:var(--font-size-lg);--align-text:start;--entry-meta-text-align:start;\"><div class=\"entries-wrap has-columns\" style=\"--columns-xs:1 \/ 1;--columns-sm:1 \/ 1;--columns-md:1 \/ 3;--columns-lg:1 \/ 3;--flex-xs:0 0 var(--flex-basis);--flex-sm:0 0 var(--flex-basis);--flex-md:0 0 var(--flex-basis);--flex-lg:0 0 var(--flex-basis);--column-gap:var(--spacing-lg);--row-gap:var(--spacing-lg);--align-columns:start;\"><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-neuroscienze-del-cervello tag-cervello\" style=\"--entry-index:1;\" aria-label=\"Guida clinica agli effetti delle proteine sul cervello e sulla cognizione\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuroscienze-del-cervello\/guida-clinica-sugli-effetti-della-proteina-sul-cervello-e-sulla-cognizione\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"300\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Guia-clinica-sobre-los-efectos-de-la-proteina-en-el-cerebro-y-la-cognicion.-Analizamos-la-evidencia-cientifica-sobre-la-moda-de-la-proteina-y-sus-efectos-reales-en-la-salud-cerebral-y-la-cognicion-400x300.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Guida clinica agli effetti delle proteine sul cervello e sulla cognizione. Analisi delle evidenze scientifiche sulla moda delle proteine e sui loro reali effetti sulla salute cerebrale e sulla cognizione.\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Guia-clinica-sobre-los-efectos-de-la-proteina-en-el-cerebro-y-la-cognicion.-Analizamos-la-evidencia-cientifica-sobre-la-moda-de-la-proteina-y-sus-efectos-reales-en-la-salud-cerebral-y-la-cognicion-400x300.webp 400w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Guia-clinica-sobre-los-efectos-de-la-proteina-en-el-cerebro-y-la-cognicion.-Analizamos-la-evidencia-cientifica-sobre-la-moda-de-la-proteina-y-sus-efectos-reales-en-la-salud-cerebral-y-la-cognicion-800x600.webp 800w\" sizes=\"(max-width:599px) 599px, (min-width:600px) and (max-width: 799px) 799px, (min-width:800px) and (max-width: 999px) 333px, (min-width:1000px) 400px\" \/><\/a><div class=\"entry-wrap entry-wrap-grid\"><h3 class=\"entry-title\" itemprop=\"headline\"><a class=\"entry-title-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuroscienze-del-cervello\/guida-clinica-sugli-effetti-della-proteina-sul-cervello-e-sulla-cognizione\/\" rel=\"bookmark\">Guida clinica agli effetti delle proteine sul cervello e sulla cognizione<\/a><\/h3>\n<\/div><\/article><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-neuroscienze-del-cervello tag-cervello\" style=\"--entry-index:2;\" aria-label=\"Esercizio fisico e neuroplasticit\u00e0: benefici cerebrali e cognitivi nelle persone con difficolt\u00e0 cognitive\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuroscienze-del-cervello\/esercizio-fisico-neuroplasticita-cognitiva\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"300\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/it-Ejercicio-fisico-y-neuroplasticidad.-Como-el-ejercicio-fisico-actua-como-interve-400x300.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Esercizio fisico e neuroplasticit\u00e0. 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cervello: Chemobrain<\/a><\/h3>\n<\/div><\/article><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Valeria Medina, neuropsicologa di NeuronUP, analizza le evidenze scientifiche sulla moda delle proteine e sui loro reali effetti sulla salute cerebrale e sulla cognizione. 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