
{"id":900001001,"date":"2026-10-19T10:57:08","date_gmt":"2026-10-19T08:57:08","guid":{"rendered":"https:\/\/neuronup.com\/it\/?p=900001001"},"modified":"2026-10-22T14:42:30","modified_gmt":"2026-10-22T12:42:30","slug":"dunedinpacni-come-misurare-il-ritmo-dell-invecchiamento-cerebrale-con-una-sola-risonanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/neuronup.com\/it\/ricerca\/linee-di-ricerca\/dunedinpacni-come-misurare-il-ritmo-dell-invecchiamento-cerebrale-con-una-sola-risonanza\/","title":{"rendered":"DunedinPACNI: come misurare il ritmo dell\u2019invecchiamento cerebrale con una sola risonanza"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-xl-font-size wp-block-paragraph\">Una risonanza magnetica cerebrale pu\u00f2 rivelare a quale ritmo invecchiano il nostro cervello e il nostro corpo? La dottoranda Marta Arbizu G\u00f3mez presenta <strong>come il biomarcatore DunedinPACNI stima il ritmo dell\u2019invecchiamento mediante una sola risonanza magnetica per prevedere il declino cognitivo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<p class=\"has-text-align-left br-0101 has-heading-color has-alt-background-color has-text-color has-background has-link-color wp-elements-1 has-xl-margin-top has-xxl-margin-bottom wp-block-paragraph\">L\u2019invecchiamento biologico non procede allo stesso ritmo in tutte le persone. Questo articolo analizza <strong>DunedinPACNI<\/strong>, un innovativo biomarcatore in grado di <strong>stimare il ritmo dell\u2019invecchiamento<\/strong> dell\u2019intero organismo a partire da una sola risonanza magnetica cerebrale. A differenza dei modelli statici di et\u00e0 cerebrale (brain age), questa nuova metrica longitudinale permette di <strong>prevedere il rischio futuro di declino cognitivo, atrofia ippocampale e demenza<\/strong>. Scopri le implicazioni cliniche di questa scoperta per la valutazione precoce, la prevenzione e il futuro della neuroriabilitazione personalizzata.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 \u00e8 necessario misurare il ritmo dell\u2019invecchiamento?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019<\/strong><a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/casi-di-applicazione-invecchiamento-normale\/\"><strong>invecchiamento<\/strong><\/a> <strong>non avviene allo stesso modo in tutte le persone.<\/strong> Due individui della stessa et\u00e0 cronologica possono presentare traiettorie molto diverse: uno pu\u00f2 conservare una buona salute fisica e cognitiva per decenni, mentre l\u2019altro pu\u00f2 manifestare precocemente segni di fragilit\u00e0, declino cognitivo o un rischio maggiore di malattia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo motivo, negli ultimi anni \u00e8 cresciuto l\u2019<strong>interesse per lo sviluppo di biomarcatori in grado di stimare l\u2019et\u00e0 biologica<\/strong> o, in modo ancora pi\u00f9 preciso, il <strong>ritmo al quale una persona sta invecchiando<\/strong>. Questi biomarcatori potrebbero aiutare a identificare precocemente le persone maggiormente a rischio di declino, a valutare gli interventi preventivi e a comprendere meglio il legame tra invecchiamento e malattie come la demenza, l\u2019ictus o le patologie cardiovascolari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Finora, molti di questi strumenti si sono basati su dati molecolari, come i cosiddetti orologi epigenetici. Tuttavia, non tutti gli studi dispongono di campioni di DNA o di analisi della metilazione. La risonanza magnetica cerebrale, invece, \u00e8 una tecnica ampiamente utilizzata nella ricerca neurologica e negli studi sull\u2019invecchiamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo studio pubblicato su <em>Nature Aging<\/em> pone una domanda molto interessante: <strong>una sola risonanza magnetica cerebrale pu\u00f2 fornire informazioni sul ritmo di invecchiamento dell\u2019intero organismo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per rispondere, gli autori hanno sviluppato una <strong>nuova misura chiamata DunedinPACNI<\/strong> (<em>Dunedin Pace of Aging Calculated from NeuroImaging<\/em>), un biomarcatore basato sulle neuroimmagini che stima il ritmo dell\u2019invecchiamento a partire da una sola immagine cerebrale.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group br-0111 has-primary-background-color has-background has-dark-background has-sm-padding-top has-sm-padding-left has-sm-padding-right has-xxl-margin-top\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full desktop-position-absolute desktop-bottom-0 mobile-width-50 mobile-m-inline-auto has-xl-margin-top\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/v3\/producto-certificado.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-31568\"><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<h2 class=\"wp-block-heading has-white-color has-text-color\"><strong>Iscriviti<\/strong> <br>alla nostra <br>Newsletter<\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button--1\" style=\"--button-outline-color:var(--color-white);--button-outline-color-hover:rgba(0,0,0,0.8);\"><a class=\"wp-block-button__link button button-outline   wp-element-button\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/newsletter\/\">Iscriviti<\/a><\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come \u00e8 stata condotta la ricerca?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <strong>punto di partenza \u00e8 stato il Dunedin Study<\/strong>, uno studio di coorte longitudinale neozelandese che ha seguito per decenni pi\u00f9 di mille persone nate tra il 1972 e il 1973. Questa coorte \u00e8 particolarmente <strong>preziosa perch\u00e9 permette di osservare come cambia nel tempo la salute delle stesse persone<\/strong>, anzich\u00e9 limitarsi a confrontare individui di et\u00e0 diverse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In studi precedenti, i ricercatori avevano calcolato il cosiddetto <strong>Pace of Aging<\/strong>, una misura del ritmo dell\u2019invecchiamento basata su 19 biomarcatori di diversi sistemi corporei. Questi biomarcatori comprendevano <strong>indicatori cardiovascolari, metabolici, renali, immunologici, polmonari e odontoiatrici<\/strong>, misurati ripetutamente tra i 26 e i 45 anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo nuovo lavoro, gli autori hanno utilizzato <strong>risonanze magnetiche cerebrali<\/strong> eseguite a 45 anni su 860 partecipanti al Dunedin Study. A partire da queste immagini, <strong>hanno estratto misure strutturali del cervello<\/strong>, come lo spessore corticale, il volume della sostanza grigia, l\u2019area della superficie corticale, il volume delle strutture sottocorticali e le dimensioni dei ventricoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con questi dati <strong>hanno addestrato un modello statistico<\/strong> per stimare il Pace of Aging sulla base della risonanza magnetica cerebrale. Il <strong>risultato \u00e8 stato DunedinPACNI<\/strong>: una misura che non intende semplicemente indicare se il cervello \u201csembra pi\u00f9 vecchio\u201d, ma <strong>stimare se una persona sta invecchiando pi\u00f9 rapidamente o pi\u00f9 lentamente in termini biologici<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-image image-interface\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1119\" height=\"944\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/it-Desarrollo-y-validacion-de-DunedinPACNI.-Articulo-de-investigacion-de-NeuronUP.webp\" alt=\"Sviluppo e validazione di DunedinPACNI. Articolo di ricerca di NeuronUP.\" class=\"wp-image-900001000\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/it-Desarrollo-y-validacion-de-DunedinPACNI.-Articulo-de-investigacion-de-NeuronUP-300x253.webp 300w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/it-Desarrollo-y-validacion-de-DunedinPACNI.-Articulo-de-investigacion-de-NeuronUP-768x648.webp 768w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/it-Desarrollo-y-validacion-de-DunedinPACNI.-Articulo-de-investigacion-de-NeuronUP-1024x864.webp 1024w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/it-Desarrollo-y-validacion-de-DunedinPACNI.-Articulo-de-investigacion-de-NeuronUP.webp 1119w\" sizes=\"(max-width: 1119px) 100vw, 1119px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong>Immagine 1. Sviluppo e validazione di DunedinPACNI.<\/strong> Il modello \u00e8 stato addestrato nel Dunedin Study a partire da una misura longitudinale del ritmo dell\u2019invecchiamento basata su biomarcatori corporei e su una risonanza magnetica cerebrale. Successivamente, \u00e8 stato applicato a coorti esterne come ADNI e UK Biobank per studiarne l\u2019associazione con declino cognitivo, demenza, atrofia ippocampale e salute generale. Immagine adattata da Whitman et al., <em>Nature Aging<\/em>, 2025.&nbsp;<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quali sono i principali risultati?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I risultati mostrano che DunedinPACNI <strong>\u00e8 associato a molteplici indicatori della salute cerebrale e generale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In primo luogo, all\u2019interno dello stesso Dunedin Study, le <strong>persone con valori pi\u00f9 elevati<\/strong> di DunedinPACNI <strong>presentavano un profilo compatibile con un invecchiamento pi\u00f9 rapido<\/strong>. Avevano equilibrio peggiore, andatura pi\u00f9 lenta, minore forza, coordinazione motoria meno efficace, maggiori limitazioni fisiche, una percezione della propria salute peggiore, prestazioni cognitive inferiori e un aspetto del viso pi\u00f9 invecchiato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 suggerisce che le informazioni contenute in una risonanza magnetica cerebrale possano riflettere, almeno in parte, processi di invecchiamento che interessano l\u2019intero organismo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli autori hanno inoltre verificato l\u2019affidabilit\u00e0 della misura su dati indipendenti dell\u2019Human Connectome Project. DunedinPACNI ha mostrato un\u2019<strong>eccellente affidabilit\u00e0 test-retest<\/strong>, il che significa che la <strong>misura rimane stabile quando viene calcolata su immagini ripetute della stessa persona<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Applicando DunedinPACNI a grandi coorti esterne, come ADNI e UK Biobank, i ricercatori hanno riscontrato chiare associazioni con il funzionamento cognitivo. Le <strong>persone con un DunedinPACNI pi\u00f9 elevato mostravano prestazioni peggiori nei test di memoria, velocit\u00e0 psicomotoria, funzioni esecutive e nelle attivit\u00e0 quotidiane cognitivamente impegnative<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno dei risultati pi\u00f9 rilevanti \u00e8 stata l\u2019associazione con il declino cognitivo e la demenza. In ADNI, le <strong>persone con decadimento cognitivo lieve presentavano valori di DunedinPACNI pi\u00f9 elevati<\/strong> rispetto alle persone cognitivamente sane, mentre le <strong>persone con demenza mostravano valori ancora pi\u00f9 alti<\/strong>. Inoltre, tra i partecipanti cognitivamente normali, un DunedinPACNI pi\u00f9 elevato all\u2019inizio del follow-up era associato a un rischio maggiore di sviluppare un decadimento cognitivo lieve o una demenza negli anni successivi.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large image-interface\"><img decoding=\"async\" width=\"1505\" height=\"704\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/it-DunedinPACNI-se-relaciona-con-deterioro-cognitivo-y-riesgo-de-progresion.-Articu.webp\" alt=\"DunedinPACNI \u00e8 associato al declino cognitivo e al rischio di progressione. Articolo di ricerca di NeuronUP.\" class=\"wp-image-900000999\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/it-DunedinPACNI-se-relaciona-con-deterioro-cognitivo-y-riesgo-de-progresion.-Articu-300x140.webp 300w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/it-DunedinPACNI-se-relaciona-con-deterioro-cognitivo-y-riesgo-de-progresion.-Articu-768x359.webp 768w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/it-DunedinPACNI-se-relaciona-con-deterioro-cognitivo-y-riesgo-de-progresion.-Articu-1024x479.webp 1024w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/it-DunedinPACNI-se-relaciona-con-deterioro-cognitivo-y-riesgo-de-progresion.-Articu.webp 1505w\" sizes=\"(max-width: 1505px) 100vw, 1505px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong>Immagine 2. DunedinPACNI \u00e8 associato al declino cognitivo e al rischio di progressione.<\/strong> Le persone con decadimento cognitivo lieve e demenza presentavano valori di DunedinPACNI pi\u00f9 elevati rispetto alle persone cognitivamente sane. Inoltre, tra coloro che erano cognitivamente sani all\u2019inizio, un DunedinPACNI pi\u00f9 elevato era associato a una maggiore probabilit\u00e0 di sviluppare un decadimento cognitivo lieve o una demenza durante il follow-up. Immagine adattata da Whitman et al., <em>Nature Aging<\/em>, 2025.&nbsp;<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 stato inoltre osservato che <strong>DunedinPACNI prediceva una maggiore<\/strong> <a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/malattie-neurodegenerative\/atrofia-dellippocampo-differenze-tra-mild-cognitive-impairment-mci-e-malattia-di-alzheimer\/\"><strong>atrofia ippocampale<\/strong><\/a> <strong>longitudinale<\/strong>. Questo dato \u00e8 particolarmente importante, poich\u00e9 l\u2019ippocampo \u00e8 una struttura fondamentale per la memoria e una delle regioni maggiormente colpite dalla malattia di Alzheimer.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo studio, tuttavia, non si limita al cervello. In UK Biobank, DunedinPACNI \u00e8 risultato associato anche a maggiore fragilit\u00e0, peggiore percezione della propria salute, maggiore presenza di malattie croniche, maggior rischio futuro di malattia e maggiore mortalit\u00e0. In altre parole, questa misura basata sulle neuroimmagini <strong>sembra rilevare informazioni legate all\u2019invecchiamento generale dell\u2019organismo<\/strong>, non soltanto all\u2019invecchiamento cerebrale.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table is-style-stripes table-nup\"><table class=\"has-fixed-layout\"><thead><tr><th><strong>Area valutata<\/strong><\/th><th><strong>Risultato principale<\/strong><\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Validazione nel Dunedin Study<\/td><td>DunedinPACNI \u00e8 risultato associato a peggiori funzioni fisiche e cognitive e a un aspetto del viso pi\u00f9 invecchiato.<\/td><\/tr><tr><td>Affidabilit\u00e0<\/td><td>Eccellente affidabilit\u00e0 test-retest.<\/td><\/tr><tr><td>Cognizione<\/td><td>Valori pi\u00f9 elevati erano associati a prestazioni peggiori in memoria, velocit\u00e0 psicomotoria e funzioni esecutive.<\/td><\/tr><tr><td>Declino cognitivo<\/td><td>Ha distinto tra persone cognitivamente sane, con decadimento cognitivo lieve e con demenza.<\/td><\/tr><tr><td>Progressione verso la demenza<\/td><td>Ha predetto un rischio maggiore di progressione verso il <a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/malattie-neurodegenerative\/deterioramento-cognitivo-lieve-o-demenza-differenze-cliniche-diagnosi-e-stimolazione-cognitiva\/\">declino cognitivo o la demenza<\/a>.<\/td><\/tr><tr><td>Atrofia cerebrale<\/td><td>\u00c8 risultato associato a una maggiore atrofia ippocampale longitudinale.<\/td><\/tr><tr><td>Salute generale<\/td><td>\u00c8 associato a fragilit\u00e0, peggiore percezione della propria salute, malattie croniche e mortalit\u00e0.<\/td><\/tr><tr><td>Confronto con l\u2019et\u00e0 cerebrale<\/td><td>Ha mostrato associazioni simili o superiori rispetto al divario tra et\u00e0 cerebrale ed et\u00e0 cronologica.<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption class=\"wp-element-caption\">Tabella 1: Riepilogo dei principali risultati dello studio.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quali vantaggi offre rispetto all\u2019et\u00e0 cerebrale?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli ultimi anni <strong>si \u00e8 diffuso il concetto di et\u00e0 cerebrale<\/strong> o <em>brain age<\/em>. Questi modelli stimano quanti anni \u201csembra avere\u201d il cervello di una persona in base alla sua struttura. Si calcola poi la <strong>differenza tra l\u2019et\u00e0 cerebrale stimata e l\u2019et\u00e0 cronologica effettiva<\/strong>. Se il cervello sembra pi\u00f9 vecchio del previsto, si parla di un maggiore divario tra et\u00e0 cerebrale ed et\u00e0 cronologica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo approccio, tuttavia, presenta alcune limitazioni. Predire l\u2019et\u00e0 cronologica non equivale sempre a misurare il ritmo effettivo dell\u2019invecchiamento biologico. Un modello pu\u00f2 essere molto preciso nello stimare l\u2019et\u00e0 di una persona, ma non necessariamente rilevare i processi che spiegano perch\u00e9 alcuni invecchiano pi\u00f9 rapidamente di altri o sviluppano prima malattie correlate all\u2019et\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>DunedinPACNI adotta un approccio diverso<\/strong>. Anzich\u00e9 essere addestrato a predire l\u2019et\u00e0 cronologica, <strong>viene addestrato a stimare una misura longitudinale del ritmo dell\u2019invecchiamento calcolata sulla base di biomarcatori corporei rilevati nell\u2019arco di quasi due decenni<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa differenza \u00e8 fondamentale. L\u2019obiettivo non \u00e8 sapere quanti anni dimostra il cervello, ma capire se la sua struttura contiene segnali del ritmo al quale sta invecchiando l\u2019organismo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nello studio, <strong>DunedinPACNI ha mostrato associazioni pari o pi\u00f9 forti rispetto al brain age gap con diversi esiti clinici<\/strong>, tra cui cognizione, atrofia ippocampale, fragilit\u00e0, malattie croniche e mortalit\u00e0. Inoltre, le due misure erano solo moderatamente correlate, il che suggerisce che rilevino informazioni in parte diverse e potenzialmente complementari.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-neuronup wp-block-embed-neuronup\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"7YrM5Hgj05\"><a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/ricerca\/linee-di-ricerca\/brain-age-e-alzheimer-come-differenziare-l-invecchiamento-cerebrale-e-il-deterioramento-cognitivo\/\">BrainAge e Alzheimer: come differenziare l&#8217;invecchiamento cerebrale e il deterioramento cognitivo<\/a><\/blockquote><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"\u201cBrainAge e Alzheimer: come differenziare l\u2019invecchiamento cerebrale e il deterioramento cognitivo\u201d \u2014 NeuronUP\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/ricerca\/linee-di-ricerca\/brain-age-e-alzheimer-come-differenziare-l-invecchiamento-cerebrale-e-il-deterioramento-cognitivo\/embed\/#?secret=SYIqW7AHRi#?secret=7YrM5Hgj05\" data-secret=\"7YrM5Hgj05\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-neuronup wp-block-embed-neuronup\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"JRLhYl8Sm7\"><a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/ricerca\/linee-di-ricerca\/eta-cerebrale-e-biomarcatori-nella-malattia-di-alzheimer-implicazioni-per-la-pratica-clinica-nella-valutazione-e-nell-intervento\/\">BrainAge e biomarcatori nell&#8217;Alzheimer: implicazioni per la pratica clinica nella valutazione e nell&#8217;intervento<\/a><\/blockquote><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"\u201cBrainAge e biomarcatori nell\u2019Alzheimer: implicazioni per la pratica clinica nella valutazione e nell\u2019intervento\u201d \u2014 NeuronUP\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/ricerca\/linee-di-ricerca\/eta-cerebrale-e-biomarcatori-nella-malattia-di-alzheimer-implicazioni-per-la-pratica-clinica-nella-valutazione-e-nell-intervento\/embed\/#?secret=EDWewJiwpP#?secret=JRLhYl8Sm7\" data-secret=\"JRLhYl8Sm7\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quali sono le implicazioni per la ricerca e la pratica clinica?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sebbene <strong>DunedinPACNI non sia ancora uno strumento clinico<\/strong>, i suoi risultati aprono diverse prospettive di interesse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In primo luogo, <strong>potrebbe essere utile negli studi sull\u2019invecchiamento per identificare le persone che presentano un ritmo di invecchiamento accelerato<\/strong> prima che compaiano malattie gravi o un evidente declino funzionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In secondo luogo, <strong>potrebbe contribuire a valutare gli interventi volti a promuovere un invecchiamento in salute<\/strong>. Se un intervento fisico, cognitivo, farmacologico o relativo allo stile di vita mira a rallentare l\u2019invecchiamento, disporre di una misura oggettiva basata sulla risonanza magnetica cerebrale potrebbe fornire ulteriori informazioni sul suo impatto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In terzo luogo, DunedinPACNI <strong>potrebbe integrare i biomarcatori specifici di determinate malattie<\/strong>. Per esempio, nella <a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroriabilitazione\/malattie-neurodegenerative\/morbo-di-alzheimer\/\">malattia di Alzheimer<\/a> esistono biomarcatori dell\u2019amiloide, della tau o della neurodegenerazione. DunedinPACNI non sostituisce questi marcatori, ma potrebbe offrire una <strong>visione pi\u00f9 globale dello stato biologico della persona e della sua vulnerabilit\u00e0<\/strong> generale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 inoltre rilevante che lo studio abbia esplorato l\u2019applicazione della misura in campioni internazionali, tra cui BrainLat, una coorte latinoamericana composta da persone sane e pazienti con malattia di Alzheimer o <a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuroscienze-del-cervello\/demenza-frontotemporale-cose-tipi-sintomi-cause-diagnosi-e-trattamento\/\">demenza frontotemporale<\/a>. Anche in questo campione, le persone con demenza presentavano valori pi\u00f9 elevati di DunedinPACNI, suggerendo che la misura potrebbe essere generalizzabile anche al di fuori delle coorti in cui \u00e8 stata sviluppata. Gli stessi autori sottolineano, tuttavia, che <strong>sono necessari ulteriori studi su popolazioni diverse<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns br-0111 particle-bg p-4 has-custom-2-background-color has-background is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:70%\">\n<h2 class=\"wp-block-heading has-white-color has-text-color has-link-color has-lg-font-size wp-elements-2\">Ottenere un <strong>programma di stimolazione cognitiva<\/strong> per i malati di Alzheimer<\/h2>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:30%\">\n<div class=\"wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button has-custom-width wp-block-button__width-75 is-style-default\" style=\"--button-background:var(--color-custom-1);--button-background-hover:#cc7e00;\"><a class=\"wp-block-button__link button   wp-element-button\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/redirect\/?target=typeform\/afariojait?utm_first_source=Web&#038;utm_first_campaign_name=Use_case_afarioja\"><strong>Clicca qui<\/strong><\/a><\/div>\n\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quali sono i limiti dello studio?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante i risultati promettenti, <strong>DunedinPACNI va interpretato con cautela<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In primo luogo, <strong>si tratta di uno strumento di ricerca<\/strong>. Non esistono ancora soglie cliniche che consentano di interpretare individualmente il risultato di una persona, n\u00e9 valori normativi sufficientemente definiti per l\u2019uso diagnostico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In secondo luogo, <strong>gran parte delle coorti utilizzate proviene da Paesi ad alto reddito e comprende in prevalenza partecipanti di ascendenza europea<\/strong>. Sebbene lo studio includa una validazione su un campione latinoamericano, la possibilit\u00e0 di generalizzare i risultati ad altre popolazioni deve essere ulteriormente indagata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In terzo luogo, DunedinPACNI <strong>si basa su misure strutturali ottenute con risonanza magnetica T1<\/strong>. In futuro la sua accuratezza potrebbe migliorare includendo altre modalit\u00e0 di neuroimaging, come la risonanza funzionale o misure di connettivit\u00e0 e microstruttura della sostanza bianca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, DunedinPACNI <strong>stima il ritmo dell\u2019invecchiamento a partire da un\u2019immagine cerebrale acquisita in un momento specifico<\/strong>. Ci\u00f2 non sostituisce il follow-up longitudinale con valutazioni ripetute, soprattutto quando si vuole studiare l\u2019evoluzione individuale di una persona nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Qual \u00e8 il rapporto tra questo progresso e NeuronUP?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In <a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/\">NeuronUP<\/a> lavoriamo allo sviluppo di strumenti digitali per la valutazione e la riabilitazione cognitiva basati su evidenze scientifiche. Studi come questo rafforzano l\u2019<strong>importanza di integrare diverse fonti di informazione per comprendere meglio lo stato cognitivo e funzionale di ogni persona<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La possibilit\u00e0 di combinare biomarcatori cerebrali, dati clinici e misure cognitive digitali apre la strada a un\u2019assistenza pi\u00f9 personalizzata. Per esempio, in futuro strumenti come DunedinPACNI <strong>potrebbero aiutare a identificare profili di maggiore vulnerabilit\u00e0<\/strong>, orientare meglio il follow-up e integrare la valutazione cognitiva nelle persone a rischio di declino.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo contesto, la <strong>riabilitazione cognitiva<\/strong> non \u00e8 considerata un intervento isolato, ma <strong>parte di un approccio pi\u00f9 ampio all\u2019invecchiamento in salute<\/strong>. Le neuroimmagini possono fornire informazioni sullo stato biologico del cervello; le piattaforme digitali, invece, consentono di esercitare <a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/aree-dintervento\/funzioni-cognitive\/\">funzioni cognitive<\/a> specifiche, registrare le prestazioni e adattare le attivit\u00e0 alle esigenze di ogni utente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo tipo di ricerca indica la direzione di una medicina pi\u00f9 preventiva, personalizzata e multidisciplinare, in cui la diagnosi precoce e l\u2019intervento cognitivo possano procedere di pari passo.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns br-0111 particle-bg p-5 has-primary-background-color has-background is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:66.66%\">\n<h2 class=\"wp-block-heading has-white-color has-text-color\">Prova NeuronUP gratis per 7 giorni<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color wp-block-paragraph\">Potrai collaborare con le nostre attivit\u00e0, progettare sedute o fare riabilitazione a distanza.<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:33.33%\">\n<div class=\"wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button\" style=\"--button-background:var(--color-custom-1);--button-background-hover:#cc7e00;\"><a class=\"wp-block-button__link button   wp-element-button\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/landing-store-user\/\">Comincia la tua prova<\/a><\/div>\n\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:18px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">DunedinPACNI rappresenta un progresso significativo nella misurazione dell\u2019invecchiamento biologico attraverso il neuroimaging. A partire da una sola risonanza magnetica cerebrale, questo strumento consente di stimare le differenze individuali nel ritmo dell\u2019invecchiamento ed \u00e8 associato a esiti importanti come declino cognitivo, atrofia ippocampale, fragilit\u00e0, malattie croniche e mortalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il suo principale contributo \u00e8 che non si limita a calcolare se il cervello sembri pi\u00f9 vecchio o pi\u00f9 giovane, ma cerca di rilevare i segnali dell\u2019invecchiamento longitudinale dell\u2019organismo. Sebbene siano necessarie ulteriori validazioni prima di un impiego clinico, DunedinPACNI offre una prospettiva promettente per studiare in modo integrato l\u2019invecchiamento del cervello e del corpo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019ambito della neuroriabilitazione e della salute cognitiva, questi risultati ribadiscono la necessit\u00e0 di combinare biomarcatori, valutazione cognitiva e interventi personalizzati per promuovere un invecchiamento pi\u00f9 sano.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Bibliografia <\/h2>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"has-sm-font-size\">Whitman ET, Elliott ML, Knodt AR, Abraham WC, Anderson TJ, Cutfield NJ, Hogan S, Ireland D, Melzer TR, Ramrakha S, Sugden K, Theodore R, Williams BS, Caspi A, Moffitt TE, Hariri AR. DunedinPACNI estimates the longitudinal Pace of Aging from a single brain image to track health and disease. Nature Aging. 2025;5:1619\u20131636. doi:10.1038\/s43587-025-00897-z.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<div style=\"height:70px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group p-4 br-0111 has-alt-background-color has-background has-light-background\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Domande frequenti sull\u2019invecchiamento cerebrale<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-pb-accordion-item c-accordion__item js-accordion-item no-js\" data-initially-open=\"false\" data-click-to-close=\"true\" data-auto-close=\"true\" data-scroll=\"false\" data-scroll-offset=\"0\" id=\"trabajarneuronup\"><h3 id=\"at-527730\" class=\"c-accordion__title js-accordion-controller\" role=\"button\">1. Che cos\u2019\u00e8 il biomarcatore DunedinPACNI?<\/h3><div id=\"ac-527730\" class=\"c-accordion__content\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">DunedinPACNI \u00e8 una misura basata sulle neuroimmagini che stima il ritmo dell\u2019invecchiamento biologico di una persona utilizzando i dati ricavati da una sola risonanza magnetica cerebrale.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-pb-accordion-item c-accordion__item js-accordion-item no-js\" data-initially-open=\"false\" data-click-to-close=\"true\" data-auto-close=\"true\" data-scroll=\"false\" data-scroll-offset=\"0\" id=\"trabajarneuronup\"><h3 id=\"at-527731\" class=\"c-accordion__title js-accordion-controller\" role=\"button\">2. Qual \u00e8 la differenza tra misurare l\u2019et\u00e0 cerebrale (brain age) e il ritmo dell\u2019invecchiamento?<\/h3><div id=\"ac-527731\" class=\"c-accordion__content\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I modelli di et\u00e0 cerebrale stimano quanti anni sembra avere strutturalmente il cervello, mentre DunedinPACNI valuta la velocit\u00e0 con cui invecchia l\u2019intero organismo. Quest\u2019ultima misura \u00e8 stata addestrata sulla base di biomarcatori corporei raccolti nell\u2019arco di quasi due decenni.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-pb-accordion-item c-accordion__item js-accordion-item no-js\" data-initially-open=\"false\" data-click-to-close=\"true\" data-auto-close=\"true\" data-scroll=\"false\" data-scroll-offset=\"0\" id=\"videosneuronup\"><h3 id=\"at-527732\" class=\"c-accordion__title js-accordion-controller\" role=\"button\">3. Una risonanza magnetica pu\u00f2 predire il rischio di demenza?<\/h3><div id=\"ac-527732\" class=\"c-accordion__content\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La ricerca su DunedinPACNI dimostra che le persone cognitivamente sane con valori pi\u00f9 elevati di questo biomarcatore hanno una maggiore probabilit\u00e0 di sviluppare un decadimento cognitivo lieve o una demenza negli anni successivi.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-pb-accordion-item c-accordion__item js-accordion-item no-js\" data-initially-open=\"false\" data-click-to-close=\"true\" data-auto-close=\"true\" data-scroll=\"false\" data-scroll-offset=\"0\" id=\"formaciongratuita\"><h3 id=\"at-527733\" class=\"c-accordion__title js-accordion-controller\" role=\"button\">4. Quali strutture cerebrali analizza questo modello per calcolare l\u2019invecchiamento?<\/h3><div id=\"ac-527733\" class=\"c-accordion__content\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il modello utilizza misure strutturali ricavate dalla risonanza magnetica, come il volume della sostanza grigia, lo spessore corticale, l\u2019area della superficie corticale, il volume delle strutture sottocorticali e le dimensioni dei ventricoli.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-pb-accordion-item c-accordion__item js-accordion-item no-js\" data-initially-open=\"false\" data-click-to-close=\"true\" data-auto-close=\"true\" data-scroll=\"false\" data-scroll-offset=\"0\" id=\"formaciongratuita\"><h3 id=\"at-527734\" class=\"c-accordion__title js-accordion-controller\" role=\"button\">5. DunedinPACNI \u00e8 pronto per essere utilizzato nella diagnosi clinica dei pazienti?<\/h3><div id=\"ac-527734\" class=\"c-accordion__content\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al momento \u00e8 ancora uno strumento esclusivamente di ricerca. Non esistono ancora valori normativi n\u00e9 soglie cliniche che consentano di interpretare il risultato individuale di una persona ai fini della diagnosi.<\/p>\n<\/div><\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo su <strong>DunedinPACNI: come misurare il ritmo dell\u2019invecchiamento cerebrale con una sola risonanza<\/strong>, potrebbero interessarti anche questi articoli di NeuronUP:<\/h3>\n\n\n<div class=\"mai-grid entries entries-grid has-boxed has-image-full\" style=\"--entry-title-font-size:var(--font-size-lg);--align-text:start;--entry-meta-text-align:start;\"><div class=\"entries-wrap has-columns\" style=\"--columns-xs:1 \/ 1;--columns-sm:1 \/ 1;--columns-md:1 \/ 3;--columns-lg:1 \/ 3;--flex-xs:0 0 var(--flex-basis);--flex-sm:0 0 var(--flex-basis);--flex-md:0 0 var(--flex-basis);--flex-lg:0 0 var(--flex-basis);--column-gap:var(--spacing-lg);--row-gap:var(--spacing-lg);--align-columns:start;\"><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-linee-di-ricerca tag-demenza tag-ricerca\" style=\"--entry-index:1;\" aria-label=\"Dormire per depurare il cervello: il legame tra sonno, sistema glinfatico e demenza\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/ricerca\/linee-di-ricerca\/dormire-per-depurare-il-cervello-il-legame-tra-sonno-sistema-glinfatico-e-demenza\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"300\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Dormir-para-limpiar-el-cerebro-el-vinculo-entre-sueno-sistema-glinfatico-y-demencia.-El-papel-del-sistema-glinfatico-y-el-sueno-NREM-en-la-eliminacion-de-amiloide-y-tau.-Implicaciones-clinicas-400x300.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Dormire per depurare il cervello: il legame tra sonno, sistema glinfatico e demenza. Il ruolo del sistema glinfatico e del sonno NREM nell\u2019eliminazione di amiloide e tau. Implicazioni cliniche.\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Dormir-para-limpiar-el-cerebro-el-vinculo-entre-sueno-sistema-glinfatico-y-demencia.-El-papel-del-sistema-glinfatico-y-el-sueno-NREM-en-la-eliminacion-de-amiloide-y-tau.-Implicaciones-clinicas-400x300.webp 400w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Dormir-para-limpiar-el-cerebro-el-vinculo-entre-sueno-sistema-glinfatico-y-demencia.-El-papel-del-sistema-glinfatico-y-el-sueno-NREM-en-la-eliminacion-de-amiloide-y-tau.-Implicaciones-clinicas-800x600.webp 800w\" sizes=\"(max-width:599px) 599px, (min-width:600px) and (max-width: 799px) 799px, (min-width:800px) and (max-width: 999px) 333px, (min-width:1000px) 400px\" \/><\/a><div class=\"entry-wrap entry-wrap-grid\"><h3 class=\"entry-title\" itemprop=\"headline\"><a class=\"entry-title-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/ricerca\/linee-di-ricerca\/dormire-per-depurare-il-cervello-il-legame-tra-sonno-sistema-glinfatico-e-demenza\/\" rel=\"bookmark\">Dormire per depurare il cervello: il legame tra sonno, sistema glinfatico e demenza<\/a><\/h3>\n<\/div><\/article><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-linee-di-ricerca tag-demenza tag-invecchiamento-normale tag-ricerca\" style=\"--entry-index:2;\" aria-label=\"DunedinPACNI: come misurare il ritmo dell\u2019invecchiamento cerebrale con una sola risonanza\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/ricerca\/linee-di-ricerca\/dunedinpacni-come-misurare-il-ritmo-dell-invecchiamento-cerebrale-con-una-sola-risonanza\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"300\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/it-Desarrollo-y-validacion-de-DunedinPACNI.-Articulo-de-investigacion-de-NeuronUP-400x300.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Sviluppo e validazione di DunedinPACNI. Articolo di ricerca di NeuronUP.\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/it-Desarrollo-y-validacion-de-DunedinPACNI.-Articulo-de-investigacion-de-NeuronUP-400x300.webp 400w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/it-Desarrollo-y-validacion-de-DunedinPACNI.-Articulo-de-investigacion-de-NeuronUP-800x600.webp 800w\" sizes=\"(max-width:599px) 599px, (min-width:600px) and (max-width: 799px) 799px, (min-width:800px) and (max-width: 999px) 333px, (min-width:1000px) 400px\" \/><\/a><div class=\"entry-wrap entry-wrap-grid\"><h3 class=\"entry-title\" itemprop=\"headline\"><a class=\"entry-title-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/ricerca\/linee-di-ricerca\/dunedinpacni-come-misurare-il-ritmo-dell-invecchiamento-cerebrale-con-una-sola-risonanza\/\" rel=\"bookmark\">DunedinPACNI: come misurare il ritmo dell\u2019invecchiamento cerebrale con una sola risonanza<\/a><\/h3>\n<\/div><\/article><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-linee-di-ricerca tag-bambini tag-ricerca\" style=\"--entry-index:3;\" aria-label=\"Una rete cerebrale prognostica per il glioma diffuso della linea mediana\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/ricerca\/linee-di-ricerca\/una-rete-cerebrale-prognostica-per-il-glioma-diffuso-della-linea-mediana\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"300\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Glioma-difuso-de-linea-media.-Como-la-conectividad-funcional-y-el-mapeo-de-redes-tumorales-cambian-el-pronostico-del-glioma-pediatrico.-Tumores-pediatricos-agresivos-400x300.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Glioma diffuso della linea mediana: come la connettivit\u00e0 funzionale e la mappatura delle reti tumorali cambiano la prognosi del glioma pediatrico. Tumori pediatrici aggressivi.\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Glioma-difuso-de-linea-media.-Como-la-conectividad-funcional-y-el-mapeo-de-redes-tumorales-cambian-el-pronostico-del-glioma-pediatrico.-Tumores-pediatricos-agresivos-400x300.webp 400w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Glioma-difuso-de-linea-media.-Como-la-conectividad-funcional-y-el-mapeo-de-redes-tumorales-cambian-el-pronostico-del-glioma-pediatrico.-Tumores-pediatricos-agresivos-800x600.webp 800w\" sizes=\"(max-width:599px) 599px, (min-width:600px) and (max-width: 799px) 799px, (min-width:800px) and (max-width: 999px) 333px, (min-width:1000px) 400px\" \/><\/a><div class=\"entry-wrap entry-wrap-grid\"><h3 class=\"entry-title\" itemprop=\"headline\"><a class=\"entry-title-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/ricerca\/linee-di-ricerca\/una-rete-cerebrale-prognostica-per-il-glioma-diffuso-della-linea-mediana\/\" rel=\"bookmark\">Una rete cerebrale prognostica per il glioma diffuso della linea mediana<\/a><\/h3>\n<\/div><\/article><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-linee-di-ricerca tag-malattia-di-alzheimer tag-ricerca\" style=\"--entry-index:4;\" aria-label=\"Eliminare la beta-amiloide nell\u2019Alzheimer: modulazione della barriera emato-encefalica\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/ricerca\/linee-di-ricerca\/eliminare-beta-amiloide-nella-malattia-di-alzheimer-modulazione-della-barriera-ematoencefalica\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"300\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Beta-amiloide-y-alzheimer.-Como-el-uso-de-nanoparticulas-A40-POs-para-eliminar-beta-amiloide-modulando-la-barrera-hematoencefalica-abre-nuevas-vias-para-entender-y-tratar-la-enfermedad-400x300.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Beta-amiloide e Alzheimer. 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Nuove evidenze sui loro limiti in medicina\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/ricerca\/linee-di-ricerca\/possono-i-modelli-di-linguaggio-razionare-come-un-clinico-nuove-evidenze-sui-loro-limiti-in-medicina\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"300\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/it-Rendimiento-de-las-familias-de-modelos-de-lenguaje-en-cinco-dominios-del-razonam-400x300.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Prestazioni delle famiglie di modelli linguistici in cinque domini del ragionamento clinico: diagnosi differenziale, esami diagnostici, diagnosi finale, gestione e ulteriori domande cliniche\" \/><\/a><div class=\"entry-wrap entry-wrap-grid\"><h3 class=\"entry-title\" itemprop=\"headline\"><a class=\"entry-title-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/ricerca\/linee-di-ricerca\/possono-i-modelli-di-linguaggio-razionare-come-un-clinico-nuove-evidenze-sui-loro-limiti-in-medicina\/\" rel=\"bookmark\">I modelli linguistici possono ragionare come un clinico? 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