
{"id":900000837,"date":"2026-09-24T09:20:11","date_gmt":"2026-09-24T07:20:11","guid":{"rendered":"https:\/\/neuronup.com\/it\/?p=900000837"},"modified":"2026-09-24T09:20:11","modified_gmt":"2026-09-24T07:20:11","slug":"come-prendersi-cura-del-cervello-nel-corso-della-vita-e-ridurre-il-rischio-di-demenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/malattie-neurodegenerative\/come-prendersi-cura-del-cervello-nel-corso-della-vita-e-ridurre-il-rischio-di-demenza\/","title":{"rendered":"Come prendersi cura del cervello lungo tutto l\u2019arco della vita e ridurre il rischio di demenza"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-xl-font-size wp-block-paragraph\">Valeria Medina, neuropsicologa di NeuronUP, esamina i <strong>14 fattori di rischio modificabili della demenza<\/strong> e il modo in cui la riserva cognitiva protegge il cervello secondo le evidenze attuali.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<p class=\"has-text-align-left br-0101 has-heading-color has-alt-background-color has-text-color has-background has-link-color wp-elements-1 has-xl-margin-top has-xxl-margin-bottom wp-block-paragraph\">&#8211; <strong>Il 45% dei casi di demenza potrebbe essere prevenuto<\/strong> intervenendo su 14 fattori modificabili (Lancet, 2024).<br>&#8211; La prevenzione \u00e8 un <strong>processo dinamico che si sviluppa lungo tutto l\u2019arco della vita<\/strong> (infanzia, mezza et\u00e0 e vecchiaia).<br>&#8211; Proteggere il cervello <strong>non significa solo ridurre i rischi, ma anche costruire una riserva cognitiva <\/strong>attraverso la stimolazione e la partecipazione sociale.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Prevenzione della demenza e fattori di rischio<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando pensiamo a come prevenire la <a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/malattie-neurodegenerative\/deterioramento-cognitivo-lieve-o-demenza-differenze-cliniche-diagnosi-e-stimolazione-cognitiva\/\">demenza<\/a>, \u00e8 facile immaginare una conversazione che inizia in et\u00e0 avanzata, forse quando compaiono le prime dimenticanze. Tuttavia, le <strong>evidenze attuali propongono una prospettiva molto pi\u00f9 ampia<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Commissione Lancet del 2024 individua <strong>14 fattori di rischio potenzialmente modificabili<\/strong> e stima che intervenire su di essi lungo tutto l\u2019arco della vita <strong>potrebbe prevenire o ritardare circa il 45% dei casi di demenza<\/strong> (Livingston et al., 2024). Tra questi fattori figurano:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>il basso livello di istruzione,\u00a0<\/li>\n\n\n\n<li>la perdita uditiva,\u00a0<\/li>\n\n\n\n<li>l\u2019ipertensione,\u00a0<\/li>\n\n\n\n<li>il colesterolo LDL elevato,\u00a0<\/li>\n\n\n\n<li>l\u2019obesit\u00e0,\u00a0<\/li>\n\n\n\n<li>il fumo,\u00a0<\/li>\n\n\n\n<li>la depressione,\u00a0<\/li>\n\n\n\n<li>la sedentariet\u00e0,\u00a0<\/li>\n\n\n\n<li>il diabete,\u00a0<\/li>\n\n\n\n<li>il consumo eccessivo di alcol,\u00a0<\/li>\n\n\n\n<li>i traumi cranici,\u00a0<\/li>\n\n\n\n<li>l\u2019isolamento sociale,\u00a0<\/li>\n\n\n\n<li>l\u2019inquinamento atmosferico\u00a0<\/li>\n\n\n\n<li>e la perdita della vista non trattata.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parlare di fattori \u201cmodificabili\u201d, tuttavia, non significa che dipendano tutti esclusivamente dalle decisioni individuali n\u00e9 che possano essere cambiati con la stessa facilit\u00e0. Bransby et al. (2024) sottolineano proprio la <strong>necessit\u00e0 di considerare fino a che punto ciascun fattore sia davvero modificabile e quali ostacoli<\/strong> sociali, economici, ambientali o sanitari <strong>possano condizionare questa possibilit\u00e0<\/strong>. Per questo, la <a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/attivita-di-neuroriabilitazione\/attivita-per-lalzheimer\/intervento-con-neuronup-alzheimer\/\">prevenzione della demenza<\/a> si comprende meglio come un percorso che si costruisce nel corso di decenni, piuttosto che come un elenco di comportamenti che una persona deve seguire alla perfezione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre, proteggere il cervello non consiste soltanto nel ridurre le esposizioni dannose. <strong>Significa anche costruire risorse che possano aiutare ad affrontare meglio i cambiamenti<\/strong> associati all\u2019invecchiamento e alla malattia. A questo proposito, una revisione sistematica e metanalisi sulla <a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/cerebrolesione-acquisita\/riserva-cognitiva\/\">riserva cognitiva<\/a> lungo tutto l\u2019arco della vita ha rilevato che <strong>livelli pi\u00f9 elevati di riserva erano associati a un minore rischio successivo di demenza<\/strong>. L\u2019istruzione ha avuto particolare rilevanza nelle prime fasi della vita, mentre l\u2019attivit\u00e0 cognitiva e i legami sociali hanno acquisito maggiore importanza nelle et\u00e0 successive (Liu et al., 2024).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La prevenzione della demenza inizia decenni prima dei primi sintomi<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Invece di chiederci soltanto che cosa possa fare una persona anziana per ridurre il rischio di demenza, dovremmo iniziare a <strong>domandarci di che cosa abbia bisogno il cervello per essere protetto in ogni fase della vita<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I dati del Framingham Heart Study mostrano, ad esempio, che la relazione tra i fattori potenzialmente modificabili e il rischio successivo di demenza varia a seconda della fase della vita. Hwang et al. (2023) hanno osservato <strong>associazioni particolarmente rilevanti per il diabete e la sedentariet\u00e0 durante la mezza et\u00e0<\/strong>, oltre a un rischio pi\u00f9 elevato quando si accumulavano diversi fattori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Commissione Lancet adotta la stessa prospettiva. Livingston et al. (2024) collocano l\u2019istruzione nelle prime fasi della vita, attribuiscono un peso importante ai fattori vascolari, metabolici e comportamentali durante la mezza et\u00e0 e mettono in evidenza altri fattori, come l\u2019isolamento sociale o la perdita della vista, nelle fasi pi\u00f9 avanzate. Ci\u00f2 non significa che ciascun fattore appartenga esclusivamente a una determinata et\u00e0, ma che <strong>esistono finestre di opportunit\u00e0 in cui alcuni interventi possono assumere particolare rilevanza<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group br-0111 has-primary-background-color has-background has-dark-background has-sm-padding-top has-sm-padding-left has-sm-padding-right has-xxl-margin-top\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full desktop-position-absolute desktop-bottom-0 mobile-width-50 mobile-m-inline-auto has-xl-margin-top\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/v3\/producto-certificado.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-31568\"><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<h2 class=\"wp-block-heading has-white-color has-text-color\"><strong>Iscriviti<\/strong> <br>alla nostra <br>Newsletter<\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button--1\" style=\"--button-outline-color:var(--color-white);--button-outline-color-hover:rgba(0,0,0,0.8);\"><a class=\"wp-block-button__link button button-outline   wp-element-button\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/newsletter\/\">Iscriviti<\/a><\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Infanzia e giovinezza: costruire un cervello ricco di risorse<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante l\u2019infanzia e la giovinezza, il cervello attraversa un lungo processo di sviluppo, acquisizione di conoscenze e consolidamento delle abilit\u00e0. Moceri et al. (2000) hanno ipotizzato che <strong>alcune condizioni dei primi anni di vita potessero essere correlate al rischio successivo di<\/strong> <a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroriabilitazione\/malattie-neurodegenerative\/morbo-di-alzheimer\/\"><strong>malattia di Alzheimer<\/strong><\/a>. Nel loro studio di comunit\u00e0 con casi e controlli hanno riscontrato associazioni tra alcune caratteristiche dell\u2019ambiente prima dei 18 anni e il successivo sviluppo della malattia. Per il disegno osservazionale e l\u2019epoca in cui \u00e8 stato condotto, questo studio <strong>non consente di stabilire un nesso causale<\/strong>, ma \u00e8 stato importante per introdurre l\u2019idea che la storia della salute cerebrale possa iniziare molto prima dell\u2019et\u00e0 adulta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le evidenze pi\u00f9 recenti mantengono aperta questa possibilit\u00e0, pur imponendo cautela nell\u2019interpretazione. Abouelmagd et al. (2025) hanno analizzato nove studi con oltre 283.000 partecipanti e hanno riscontrato un\u2019<strong>associazione tra l\u2019esposizione cumulativa a esperienze avverse durante l\u2019infanzia e un maggiore rischio successivo di demenza<\/strong>. Anche i maltrattamenti infantili hanno mostrato un\u2019associazione significativa. Tuttavia, gli stessi autori hanno giudicato la certezza delle evidenze bassa o molto bassa, a causa della prevalenza di studi retrospettivi, delle differenze nel modo di misurare le esperienze avverse e di altri limiti metodologici. Pertanto, queste esperienze <strong>vanno considerate possibili elementi di vulnerabilit\u00e0<\/strong>, non cause dirette n\u00e9 predittori inevitabili di demenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse l\u2019aspetto pi\u00f9 interessante non \u00e8 pensare che un\u2019esperienza precoce rimanga \u201cimpressa\u201d in modo irreversibile nel cervello, ma <strong>comprendere come possa influire sulle fasi successive<\/strong>. In una coorte di 17.412 adulti giapponesi anziani, Tani et al. (2020) hanno osservato che <strong>aver accumulato tre o pi\u00f9 esperienze avverse prima dei 18 anni era associato a un maggiore rischio successivo di demenza<\/strong>. Parte di questa relazione era mediata da variabili della vita adulta, come le condizioni socioeconomiche, le relazioni sociali, il fumo, la <a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/malattia-mentale\/depressione-negli-anziani-impatto-cognitivo-e-approccio-dalla-stimolazione\/\">depressione<\/a> e lo stato di salute. In altre parole, un fattore precoce pu\u00f2 contribuire a configurare altri fattori di rischio che si manifestano decenni dopo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parallelamente, l\u2019istruzione \u00e8 uno degli indicatori di riserva cognitiva pi\u00f9 studiati. La revisione di Liu et al. (2024) ha rilevato che <strong>una maggiore riserva cognitiva nelle prime fasi della vita<\/strong>, soprattutto attraverso indicatori legati all\u2019istruzione, <strong>era associata a un minore rischio di demenza<\/strong>. Pi\u00f9 che considerare l\u2019istruzione scolastica una protezione assoluta, possiamo intenderla come un\u2019opportunit\u00e0 per sviluppare conoscenze, strategie e abilit\u00e0 sulle quali continuare a costruire nuovi apprendimenti.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Et\u00e0 adulta e mezza et\u00e0: proteggere ci\u00f2 che abbiamo costruito<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con il passare degli anni e l\u2019ingresso nell\u2019et\u00e0 adulta, l\u2019obiettivo preventivo inizia a cambiare. Continuano a essere importanti imparare, mantenere relazioni e restare cognitivamente attivi, ma <strong>acquista sempre pi\u00f9 peso proteggere il cervello dalle esposizioni vascolari e metaboliche<\/strong> che si mantengono per anni. Una revisione di 34 coorti prospettiche ha rilevato che fattori quali obesit\u00e0, diabete, ipertensione, ipercolesterolemia e fumo durante la mezza et\u00e0 erano associati a un maggiore rischio successivo di demenza (Li et al., 2019).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa relazione tra salute cardiometabolica e salute cerebrale emerge anche da studi di popolazione su vasta scala. Bueno Lopez et al. (2025), utilizzando i dati di circa mezzo milione di adulti in Cina, hanno rilevato che <strong>precedenti condizioni come ipertensione, diabete e<\/strong> <a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroriabilitazione\/cerebrolesione-acquisita\/accidenti-cerebrovascolari-cva\/\"><strong>ictus<\/strong><\/a> <strong>erano associati a un maggiore rischio successivo di demenza<\/strong> e a indicatori di atrofia cerebrale. Trattandosi di uno studio osservazionale, non possiamo concludere che controllare una singola condizione eviti la demenza, ma i <strong>risultati rafforzano l\u2019importanza di prendersi cura della salute vascolare e metabolica molto prima<\/strong> che compaiano sintomi cognitivi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche l\u2019accumulo sembra avere un ruolo. In oltre 203.000 partecipanti della UK Biobank, Tai et al. (2022) hanno osservato un aumento progressivo del rischio di demenza con l\u2019accumularsi di ictus, diabete e infarto del miocardio. La <strong>presenza di diverse condizioni cardiometaboliche era inoltre associata a un minore volume ippocampale e di sostanza grigia<\/strong> e a un maggiore carico di iperintensit\u00e0 della sostanza bianca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo, una <strong>misurazione isolata pu\u00f2 raccontare solo una piccola parte della storia<\/strong>. Hwang et al. (2023) hanno rilevato che l\u2019accumulo di diversi fattori durante la mezza et\u00e0 e nelle fasi successive era correlato a un maggiore rischio di demenza. In un\u2019ottica preventiva, \u00e8 utile osservare da quanto tempo \u00e8 presente il diabete, come si \u00e8 evoluta la pressione arteriosa, per quanti anni si \u00e8 fumato o quale ruolo abbia avuto l\u2019<a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuroscienze-del-cervello\/esercizio-fisico-e-salute-cerebrale-come-miglora-la-memoria-e-previene-il-deterioramento-cognitivo\/\">attivit\u00e0 fisica nel corso della vita<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 non significa nemmeno che esistano valori universali per prevenire la demenza. Le <strong>raccomandazioni mediche<\/strong> relative a pressione arteriosa, diabete o colesterolo <strong>devono essere adattate alle caratteristiche e alle esigenze di ciascuna persona<\/strong>. Dal punto di vista della salute cerebrale, \u00e8 importante che Livingston et al. (2024) includano il <strong>controllo di questi fattori in una strategia di prevenzione<\/strong> che inizia molto prima della comparsa del declino cognitivo.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns br-0111 particle-bg p-4 has-custom-2-background-color has-background is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:70%\">\n<h2 class=\"wp-block-heading has-white-color has-text-color has-link-color has-lg-font-size wp-elements-2\">Ottenere un <strong>programma di stimolazione cognitiva<\/strong> per i malati di Alzheimer<\/h2>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:30%\">\n<div class=\"wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button has-custom-width wp-block-button__width-75 is-style-default\" style=\"--button-background:var(--color-custom-1);--button-background-hover:#cc7e00;\"><a class=\"wp-block-button__link button   wp-element-button\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/redirect\/?target=typeform\/afariojait?utm_first_source=Web&#038;utm_first_campaign_name=Use_case_afarioja\"><strong>Clicca qui<\/strong><\/a><\/div>\n\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Vecchiaia: continuare a proteggere il cervello e a mantenerlo connesso<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Raggiungere un\u2019et\u00e0 avanzata non significa che la finestra di prevenzione si sia chiusa.<\/strong> In questa fase restano importanti l\u2019attivit\u00e0 fisica, la salute cardiovascolare e altre abitudini mantenute nel corso della vita, ma acquistano rilievo anche fattori capaci di modificare il modo in cui la persona interagisce con l\u2019ambiente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La perdita uditiva \u00e8 uno di questi fattori. Una recente revisione sistematica ne ha analizzato la relazione con il declino cognitivo e ha esplorato il possibile <strong>ruolo dell\u2019isolamento sociale come meccanismo intermedio<\/strong>, sebbene le evidenze non consentano ancora di determinare con precisione quanto questa via possa spiegare (Dhanda et al., 2024).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche la partecipazione sociale e cognitiva \u00e8 importante in questa fase. Nella metanalisi di Liu et al. (2024), l\u2019<strong>attivit\u00e0 cognitiva e i legami sociali in et\u00e0 avanzata sono risultati associati a una minore incidenza di demenza<\/strong>. Ci\u00f2 non significa che leggere, svolgere esercizi o partecipare a una specifica attivit\u00e0 possa garantire che una persona non sviluppi una malattia neurodegenerativa; tuttavia, <strong>continuare a imparare, a relazionarsi e a partecipare ad<\/strong> <a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/attivita-di-neuroriabilitazione\/attivita-per-lalzheimer\/10-esercizi-di-stimolazione-cognitiva-per-persone-con-il-morbo-di-alzheimer\/\"><strong>attivit\u00e0 mentalmente stimolanti<\/strong><\/a> fa parte di un percorso associato a una <a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuropsicologia\/riserva-cognitiva-e-neuroplasticita-nell-invecchiamento-implicazioni-cliniche-per-la-valutazione-e-la-stimolazione-cognitiva\/\">maggiore riserva cognitiva<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro esempio \u00e8 la vista. La perdita della vista non trattata \u00e8 uno dei due nuovi fattori introdotti dalla Commissione Lancet nel 2024, insieme al colesterolo LDL elevato. Livingston et al. (2024) sottolineano cos\u00ec l\u2019<strong>importanza di affrontare i deficit sensoriali nell\u2019ambito delle strategie di riduzione del rischio<\/strong>. Vedere e sentire adeguatamente non significa soltanto ricevere stimoli sensoriali, ma anche poter leggere, comunicare, spostarsi con maggiore autonomia e partecipare alle attivit\u00e0 quotidiane.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La relazione tra sensi, partecipazione sociale e cognizione sembra essere complessa. Wu e Zhou (2024), in uno studio condotto su 6.799 adulti, hanno osservato che <strong>l\u2019isolamento sociale spiegava una piccola parte dell\u2019associazione tra deficit uditivo e peggior funzionamento cognitivo<\/strong>. La maggior parte della relazione non era spiegata da questa via, a ricordarci che i fattori di rischio della demenza raramente agiscono in modo isolato o attraverso un unico meccanismo.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table is-style-stripes table-nup\"><table class=\"has-fixed-layout\"><thead><tr><th class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\"><strong>Fase della vita<\/strong><\/th><th class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\"><strong>Fattori di rischio\/vulnerabilit\u00e0<\/strong><\/th><th class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\"><strong>Fattori protettivi: costruzione della riserva<\/strong><\/th><th class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\"><strong>Impatto cerebrale e meccanismo documentato<\/strong><\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\"><strong>Prima fase della vita (&lt;18 anni)<\/strong><\/td><td class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\">&#8211; Basso livello di istruzione. <br><br>&#8211; Esperienze avverse durante l\u2019infanzia e maltrattamenti infantili.<br><br>&#8211; Accumulo di tre o pi\u00f9 esperienze avverse prima dei 18 anni.<\/td><td class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\">Istruzione formale come opportunit\u00e0 per sviluppare conoscenze, strategie e abilit\u00e0.<\/td><td class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\">Un fattore precoce pu\u00f2 contribuire a determinare altri fattori di rischio (socioeconomici, depressione, fumo) che si manifesteranno decenni dopo (Tani et al., 2020; Abouelmagd et al., 2025).<\/td><\/tr><tr><td class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\"><strong>Mezza et\u00e0 (18-65 anni)<\/strong><\/td><td class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\">&#8211; Fattori vascolari e metabolici: obesit\u00e0, diabete, ipertensione e ipercolesterolemia (LDL elevato).<br><br>&#8211; Fattori comportamentali: fumo, sedentariet\u00e0 e consumo eccessivo di alcol.<br><br>&#8211; Anamnesi clinica: traumi cranici, ictus e infarto del miocardio.<\/td><td class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\">&#8211; Mantenersi cognitivamente attivi e prendersi cura delle relazioni sociali.<br><br>&#8211; Cura e controllo a lungo termine della salute cardiovascolare e metabolica.<\/td><td class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\">L\u2019accumulo di condizioni cardiometaboliche \u00e8 correlato a un minore volume ippocampale, a un minore volume di sostanza grigia e a un maggiore carico di iperintensit\u00e0 della sostanza bianca (Tai et al., 2022; Bueno Lopez et al., 2025; Hwang et al., 2023).<\/td><\/tr><tr><td class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\"><strong>Vecchiaia (>65 anni)<\/strong><\/td><td class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\">&#8211; Deficit sensoriali: perdita della vista non trattata e perdita uditiva.<br><br>&#8211; Isolamento sociale e inquinamento atmosferico.<\/td><td class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\">&#8211; Continuare a imparare, leggere, svolgere esercizi e partecipare ad attivit\u00e0 stimolanti.<br><br>&#8211; Mantenere l\u2019attivit\u00e0 fisica.<\/td><td class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\">I deficit visivi e uditivi limitano l\u2019autonomia, la comunicazione e la lettura, il che pu\u00f2 spiegare in parte l\u2019isolamento sociale associato al declino cognitivo (Liu et al., 2024; Dhanda et al., 2024; Wu e Zhou, 2024).<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Non si tratta solo di ridurre i rischi, ma di costruire una riserva<\/h2>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prospettiva dell\u2019intero arco della vita permette di superare una visione della prevenzione basata unicamente sui divieti. Non fumare, trattare l\u2019ipertensione, controllare il diabete o correggere una perdita sensoriale sono strategie volte principalmente a ridurre le esposizioni associate a un rischio maggiore. Ma <strong>\u00e8 necessario continuare a costruire e utilizzare risorse cognitive<\/strong>. Secondo Liu et al. (2024), gli indicatori legati all\u2019istruzione, all\u2019attivit\u00e0 cognitiva e ai legami sociali nelle diverse fasi della vita fanno parte della riserva associata a una minore incidenza di demenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa prospettiva aiuta anche a comprendere che \u201cmodificabile\u201d non significa necessariamente \u201cfacilmente modificabile\u201d. Bransby et al. (2024) sottolineano che <strong>la possibilit\u00e0 di intervenire su questi fattori dipende in larga misura dal contesto<\/strong>. Accedere a un\u2019istruzione di qualit\u00e0, ricevere un trattamento per la perdita uditiva, vivere in un ambiente meno inquinato o disporre di tempo e spazi sicuri per fare attivit\u00e0 fisica non sono opportunit\u00e0 distribuite in modo uniforme. <strong>La prevenzione della demenza richiede<\/strong>, pertanto, <strong>sia azioni individuali sia interventi clinici e politiche di sanit\u00e0 pubblica<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre, <strong>pensare in termini di percorsi aiuta a evitare messaggi colpevolizzanti<\/strong>. Il lavoro di Tani et al. (2020) mostra che determinate esperienze infantili possono essere correlate a condizioni sociali, comportamenti legati alla salute o problemi di salute mentale che si manifestano in seguito. Ci\u00f2 significa che alcuni fattori possono accumularsi ed essere correlati tra loro, ma anche che le fasi successive continuano a offrire nuove opportunit\u00e0 per intervenire e modificare parte di questo percorso.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns br-0111 particle-bg p-5 has-primary-background-color has-background is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:66.66%\">\n<h2 class=\"wp-block-heading has-white-color has-text-color\">Prova NeuronUP gratis per 7 giorni<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color wp-block-paragraph\">Potrai collaborare con le nostre attivit\u00e0, progettare sedute o fare riabilitazione a distanza.<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:33.33%\">\n<div class=\"wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button\" style=\"--button-background:var(--color-custom-1);--button-background-hover:#cc7e00;\"><a class=\"wp-block-button__link button   wp-element-button\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/landing-store-user\/\">Comincia la tua prova<\/a><\/div>\n\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:18px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prevenire il rischio di sviluppare demenza non significa iniziare a prendersi cura della memoria quando compaiono i primi deficit. Significa favorire opportunit\u00e0 educative e di sviluppo cognitivo nelle prime fasi della vita, proteggere la salute vascolare, metabolica e mentale durante l\u2019et\u00e0 adulta e mantenere, nelle fasi successive, l\u2019attivit\u00e0 fisica, la salute sensoriale e la partecipazione sociale. La proposta di Livingston et al. (2024) \u00e8 particolarmente preziosa perch\u00e9 colloca i fattori di rischio in questa prospettiva temporale e ricorda che la prevenzione del rischio di sviluppare demenza si estende per decenni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa prospettiva invita anche a <strong>iniziare a pensare alla nostra salute cerebrale fin da giovani<\/strong>. Le decisioni e le abitudini che adottiamo oggi possono contribuire al percorso con cui arriveremo alle et\u00e0 pi\u00f9 avanzate. Mantenersi fisicamente attivi, evitare il tabacco, prendersi cura della salute cardiovascolare, continuare a imparare o coltivare relazioni sociali non sono decisioni legate soltanto al benessere presente. Possono anche contribuire a creare condizioni migliori per la salute cerebrale futura. Tuttavia, parlare di prevenzione non deve trasferire tutta la responsabilit\u00e0 sull\u2019individuo. La possibilit\u00e0 di adottare abitudini salutari dipende anche dall\u2019accesso a un\u2019istruzione di qualit\u00e0, a servizi sanitari adeguati, ad ambienti sicuri e a risorse che non sono disponibili allo stesso modo per tutta la popolazione (Bransby et al., 2024).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo, prendersi cura della salute cerebrale lungo tutto l\u2019arco della vita significa anche <strong>promuovere e chiedere politiche pubbliche che favoriscano queste opportunit\u00e0<\/strong>. Ampliare l\u2019accesso a un\u2019istruzione di qualit\u00e0 fin dalle prime fasi della vita, garantire servizi sanitari accessibili ed efficaci, facilitare l\u2019individuazione e il trattamento dei fattori di rischio e ridurre le disuguaglianze che condizionano la salute sono misure che possono contribuire non solo a diminuire il rischio di demenza, ma anche a migliorare la qualit\u00e0 della vita e favorire un invecchiamento pi\u00f9 sano a livello mondiale. La prevenzione, quindi, non \u00e8 soltanto una questione di scelte personali, ma anche delle condizioni sociali e sanitarie che rendiamo possibili come societ\u00e0 (Livingston et al., 2024).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non esiste nemmeno un momento preciso in cui la salute cerebrale si costruisce o si perde. Le evidenze sulla riserva cognitiva suggeriscono che le esperienze accumulate nel corso della vita sono importanti e che continuare a essere cognitivamente attivi e socialmente connessi mantiene la propria rilevanza anche in et\u00e0 avanzata. Pi\u00f9 che un elenco di comportamenti in grado di garantire che non svilupperemo mai la demenza, la prevenzione dovrebbe essere intesa come un percorso volto a ridurre i rischi sui quali \u00e8 possibile intervenire, continuare a offrire al cervello occasioni per imparare, adattarsi e mantenersi connesso e, al tempo stesso, costruire societ\u00e0 che permettano a un numero maggiore di persone di accedere alle condizioni necessarie per prendersi cura della propria salute cerebrale per tutta la vita.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Bibliografia<\/h2>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"has-sm-font-size\">Abouelmagd, M. E., AbdelMeseh, M., Elrosasy, A., Eldeeb, H. A., &amp; Nabil, Y. (2025). Adverse childhood experiences and risk of late-life dementia: A systematic review and meta-analysis. Social Psychiatry and Psychiatric Epidemiology, 60, 1087\u20131098. https:\/\/doi.org\/10.1007\/s00127-024-02676-4<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Bransby, L., Rosenich, E., Maruff, P., &amp; Lim, Y. Y. (2024). How modifiable are modifiable dementia risk factors? A framework for considering the modifiability of dementia risk factors. <em>The Journal of Prevention of Alzheimer\u2019s Disease, 11<\/em>, 22\u201337.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Bueno Lopez, C., Iona, A., Avery, D., Turnbull, I., Yang, L., Du, H., Chen, Y., Zhang, N., Chen, J., Pei, P., Lv, J., Yu, C., Sun, D., Li, L., Bennett, D., van Dujin, C., Clarke, R., Chen, Z., &amp; Bragg, F. (2025). Cardiometabolic health and risk of dementia and brain atrophy: a community-based prospective cohort study of 0.5 million adults in China. <em>The Lancet regional health. Western Pacific, 64,<\/em> 101743. https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.lanwpc.2025.101743<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Dhanda, N., Hall, A., &amp; Martin, J. (2024). Does social isolation mediate the association between hearing loss and cognition in adults? A systematic review and meta-analysis of longitudinal studies. <em>Frontiers in public health, 12,<\/em> 1347794. https:\/\/doi.org\/10.3389\/fpubh.2024.1347794<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Hwang, P. H., Ang, T. F. A., De Anda-Duran, I., Liu, X., Liu, Y., Gurnani, A., Mez, J., Auerbach, S., Joshi, P., Yuan, J., Devine, S., Au, R., &amp; Liu, C. (2023). Examination of potentially modifiable dementia risk factors across the adult life course: The Framingham Heart Study. <em>Alzheimer&#8217;s &amp; dementia : the journal of the Alzheimer&#8217;s Association, 19<\/em>(7), 2975\u20132983. https:\/\/doi.org\/10.1002\/alz.12940<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Li, X. Y., Zhang, M., Xu, W., Li, J. Q., Cao, X. P., Yu, J. T., &amp; Tan, L. (2019). Midlife modifiable risk factors for dementia: A systematic review and meta-analysis of 34 prospective cohort studies. <em>Current Alzheimer Research, 16<\/em>(14), 1254\u20131268.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Liu, Y., Lu, G., Liu, L., He, Y., &amp; Gong, W. (2024). Cognitive reserve over the life course and risk of dementia: A systematic review and meta-analysis. <em>Frontiers in Aging Neuroscience, 16<\/em>, 1358992.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Livingston, G., Huntley, J., Liu, K. Y., et al. (2024). Dementia prevention, intervention, and care: 2024 report of the Lancet standing Commission. <em>The Lancet, 404<\/em>(10452), 572\u2013628.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Moceri, V. M., Kukull, W. A., Emanuel, I., van Belle, G., &amp; Larson, E. B. (2000). Early-life risk factors and the development of Alzheimer\u2019s disease. <em>Neurology, 54<\/em>(2), 415\u2013420. https:\/\/doi.org\/10.1212\/wnl.54.2.415<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Tai, X. Y., Veldsman, M., Lyall, D. M., et al. (2022). Cardiometabolic multimorbidity, genetic risk, and dementia: A prospective cohort study. <em>The Lancet Healthy Longevity, 3.<\/em><\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Tani, Y., Fujiwara, T., &amp; Kondo, K. (2020). Association between adverse childhood experiences and dementia in older Japanese adults. <em>JAMA Network Open, 3<\/em>(2), e1920740. https:\/\/doi.org\/10.1001\/jamanetworkopen.2019.20740<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Wu, F., &amp; Zhou, C. (2024). Hearing impairment and cognitive function: Mediating role of social isolation and depression. <em>American Journal of Alzheimer\u2019s Disease &amp; Other Dementias, 39<\/em>.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<div style=\"height:70px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group p-4 br-0111 has-alt-background-color has-background has-light-background\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Domande frequenti sui fattori di rischio modificabili della demenza<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-pb-accordion-item c-accordion__item js-accordion-item no-js\" data-initially-open=\"false\" data-click-to-close=\"true\" data-auto-close=\"true\" data-scroll=\"false\" data-scroll-offset=\"0\" id=\"trabajarneuronup\"><h3 id=\"at-520346\" class=\"c-accordion__title js-accordion-controller\" role=\"button\">1. Quali sono i 14 fattori di rischio modificabili della demenza secondo la Commissione Lancet 2024?<\/h3><div id=\"ac-520346\" class=\"c-accordion__content\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I 14 fattori identificati sono: basso livello di istruzione, perdita uditiva, ipertensione, colesterolo LDL elevato, obesit\u00e0, fumo, depressione, sedentariet\u00e0, diabete, consumo eccessivo di alcol, trauma cranico, isolamento sociale, inquinamento atmosferico e perdita della vista non trattata. Intervenire su questi fattori nel corso della vita potrebbe prevenire o ritardare fino al 45% dei casi.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-pb-accordion-item c-accordion__item js-accordion-item no-js\" data-initially-open=\"false\" data-click-to-close=\"true\" data-auto-close=\"true\" data-scroll=\"false\" data-scroll-offset=\"0\" id=\"trabajarneuronup\"><h3 id=\"at-520347\" class=\"c-accordion__title js-accordion-controller\" role=\"button\">2. In che modo i fattori cardiometabolici della mezza et\u00e0 influiscono sulla struttura cerebrale?<\/h3><div id=\"ac-520347\" class=\"c-accordion__content\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La presenza persistente di ipertensione, diabete, obesit\u00e0 o ipercolesterolemia nella mezza et\u00e0 \u00e8 associata a un maggiore rischio successivo di demenza. Dal punto di vista neuroanatomico, l\u2019accumulo di questi fattori e degli eventi vascolari comporta un minore volume dell\u2019ippocampo e della sostanza grigia, nonch\u00e9 una maggiore presenza di iperintensit\u00e0 nella sostanza bianca.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-pb-accordion-item c-accordion__item js-accordion-item no-js\" data-initially-open=\"false\" data-click-to-close=\"true\" data-auto-close=\"true\" data-scroll=\"false\" data-scroll-offset=\"0\" id=\"videosneuronup\"><h3 id=\"at-520348\" class=\"c-accordion__title js-accordion-controller\" role=\"button\">3. In che modo le esperienze avverse infantili influiscono sul rischio di demenza?<\/h3><div id=\"ac-520348\" class=\"c-accordion__content\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aver vissuto tre o pi\u00f9 esperienze avverse o maltrattamenti prima dei 18 anni \u00e8 correlato a un maggiore rischio di declino cognitivo in et\u00e0 avanzata. Pur non essendone cause dirette di per s\u00e9, costituiscono elementi di vulnerabilit\u00e0 perch\u00e9 possono condizionare la salute mentale, lo status socioeconomico e le abitudini di vita nell\u2019et\u00e0 adulta.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-pb-accordion-item c-accordion__item js-accordion-item no-js\" data-initially-open=\"false\" data-click-to-close=\"true\" data-auto-close=\"true\" data-scroll=\"false\" data-scroll-offset=\"0\" id=\"formaciongratuita\"><h3 id=\"at-520349\" class=\"c-accordion__title js-accordion-controller\" role=\"button\">4. Perch\u00e9 la perdita uditiva e visiva non trattata aumenta il rischio di declino cognitivo?<\/h3><div id=\"ac-520349\" class=\"c-accordion__content\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I deficit sensoriali non corretti limitano la capacit\u00e0 di ricevere stimoli, comunicare, leggere e spostarsi autonomamente. Questo favorisce l\u2019isolamento sociale e la depressione, riducendo la partecipazione ad attivit\u00e0 mentalmente stimolanti e accelerando il declino cognitivo.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-pb-accordion-item c-accordion__item js-accordion-item no-js\" data-initially-open=\"false\" data-click-to-close=\"true\" data-auto-close=\"true\" data-scroll=\"false\" data-scroll-offset=\"0\" id=\"formaciongratuita\"><h3 id=\"at-5203410\" class=\"c-accordion__title js-accordion-controller\" role=\"button\">5. Come si costruisce la riserva cognitiva nel corso della vita?<\/h3><div id=\"ac-5203410\" class=\"c-accordion__content\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La riserva cognitiva consente al cervello di tollerare meglio i cambiamenti patologici. Si costruisce in modo dinamico: l\u2019istruzione formale \u00e8 determinante nell\u2019infanzia e nella giovinezza, mentre la stimolazione cognitiva continua, l\u2019apprendimento di nuove abilit\u00e0 e i legami sociali sono i pilastri fondamentali durante l\u2019et\u00e0 adulta e la vecchiaia.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-pb-accordion-item c-accordion__item js-accordion-item no-js\" data-initially-open=\"false\" data-click-to-close=\"true\" data-auto-close=\"true\" data-scroll=\"false\" data-scroll-offset=\"0\" id=\"formaciongratuita\"><h3 id=\"at-5203411\" class=\"c-accordion__title js-accordion-controller\" role=\"button\">6. La stimolazione cognitiva \u00e8 efficace negli anziani senza diagnosi di demenza?<\/h3><div id=\"ac-5203411\" class=\"c-accordion__content\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec. La vecchiaia non chiude la finestra di intervento. Partecipare ad attivit\u00e0 mentalmente impegnative e a programmi di stimolazione cognitiva in et\u00e0 avanzata aiuta a mantenere la riserva cognitiva, favorisce la neuroplasticit\u00e0 e preserva pi\u00f9 a lungo la funzionalit\u00e0 della persona.<\/p>\n<\/div><\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo su <strong>come prendersi cura del cervello lungo tutto l\u2019arco della vita e ridurre il rischio di demenza<\/strong>, potrebbero interessarti anche questi articoli di NeuronUP:<\/h3>\n\n\n<div class=\"mai-grid entries entries-grid has-boxed has-image-full\" style=\"--entry-title-font-size:var(--font-size-lg);--align-text:start;--entry-meta-text-align:start;\"><div class=\"entries-wrap has-columns\" style=\"--columns-xs:1 \/ 1;--columns-sm:1 \/ 1;--columns-md:1 \/ 3;--columns-lg:1 \/ 3;--flex-xs:0 0 var(--flex-basis);--flex-sm:0 0 var(--flex-basis);--flex-md:0 0 var(--flex-basis);--flex-lg:0 0 var(--flex-basis);--column-gap:var(--spacing-lg);--row-gap:var(--spacing-lg);--align-columns:start;\"><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-malattie-neurodegenerative tag-cervello tag-malattie-neurodegenerative tag-neuropsicologia\" style=\"--entry-index:1;\" aria-label=\"Come prendersi cura del cervello lungo tutto l\u2019arco della vita e ridurre il rischio di demenza\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/malattie-neurodegenerative\/come-prendersi-cura-del-cervello-nel-corso-della-vita-e-ridurre-il-rischio-di-demenza\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"300\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Descubre-los-14-factores-de-riesgo-modificables-de-demencia-y-conoce-como-intervenir-y-fortalecer-la-reserva-cognitiva-a-lo-largo-de-la-vida-400x300.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Scopri i 14 fattori di rischio modificabili della demenza e come intervenire e rafforzare la riserva cognitiva nel corso della vita con strategie basate sulle evidenze.\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Descubre-los-14-factores-de-riesgo-modificables-de-demencia-y-conoce-como-intervenir-y-fortalecer-la-reserva-cognitiva-a-lo-largo-de-la-vida-400x300.webp 400w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Descubre-los-14-factores-de-riesgo-modificables-de-demencia-y-conoce-como-intervenir-y-fortalecer-la-reserva-cognitiva-a-lo-largo-de-la-vida-800x600.webp 800w\" sizes=\"(max-width:599px) 599px, (min-width:600px) and (max-width: 799px) 799px, (min-width:800px) and (max-width: 999px) 333px, (min-width:1000px) 400px\" \/><\/a><div class=\"entry-wrap entry-wrap-grid\"><h3 class=\"entry-title\" itemprop=\"headline\"><a class=\"entry-title-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/malattie-neurodegenerative\/come-prendersi-cura-del-cervello-nel-corso-della-vita-e-ridurre-il-rischio-di-demenza\/\" rel=\"bookmark\">Come prendersi cura del cervello lungo tutto l\u2019arco della vita e ridurre il rischio di demenza<\/a><\/h3>\n<\/div><\/article><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-malattie-neurodegenerative tag-afasia tag-malattie-neurodegenerative\" style=\"--entry-index:2;\" aria-label=\"Guida alla valutazione e all\u2019intervento nell\u2019afasia primaria progressiva (APP) per professionisti\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/malattie-neurodegenerative\/guida-valutazione-e-intervento-nell-afasia-progressiva-primaria-app-per-i-professionisti\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"300\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Guia-de-evaluacion-e-intervencion-en-afasia-progresiva-primaria-APP-para-profesionales.-Criterios-diagnosticos-variantes-clinicas-evaluacion-neuropsicologica-y-estrategias-de-intervencion-400x300.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Guida alla valutazione e all\u2019intervento nell\u2019afasia primaria progressiva (APP) per professionisti. Criteri diagnostici, varianti cliniche, valutazione neuropsicologica e strategie di intervento.\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Guia-de-evaluacion-e-intervencion-en-afasia-progresiva-primaria-APP-para-profesionales.-Criterios-diagnosticos-variantes-clinicas-evaluacion-neuropsicologica-y-estrategias-de-intervencion-400x300.webp 400w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Guia-de-evaluacion-e-intervencion-en-afasia-progresiva-primaria-APP-para-profesionales.-Criterios-diagnosticos-variantes-clinicas-evaluacion-neuropsicologica-y-estrategias-de-intervencion-800x600.webp 800w\" sizes=\"(max-width:599px) 599px, (min-width:600px) and (max-width: 799px) 799px, (min-width:800px) and (max-width: 999px) 333px, (min-width:1000px) 400px\" \/><\/a><div class=\"entry-wrap entry-wrap-grid\"><h3 class=\"entry-title\" itemprop=\"headline\"><a class=\"entry-title-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/malattie-neurodegenerative\/guida-valutazione-e-intervento-nell-afasia-progressiva-primaria-app-per-i-professionisti\/\" rel=\"bookmark\">Guida alla valutazione e all\u2019intervento nell\u2019afasia primaria progressiva (APP) per professionisti<\/a><\/h3>\n<\/div><\/article><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-neuropsicologia tag-neuropsicologia\" style=\"--entry-index:3;\" aria-label=\"Recupero cognitivo e riposo cerebrale: evidenze sulla fatica mentale e il rientro al lavoro\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuropsicologia\/riabilitazione-cognitiva-e-riposo-cerebrale-evidenze-sulla-stanchezza-mentale-e-il-ritorno-al-lavoro\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"300\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/it-Fatiga-mental-y-retorno-laboral.-Que-necesita-el-cerebro-durante-las-vacaciones--400x300.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/it-Fatiga-mental-y-retorno-laboral.-Que-necesita-el-cerebro-durante-las-vacaciones--400x300.webp 400w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/it-Fatiga-mental-y-retorno-laboral.-Que-necesita-el-cerebro-durante-las-vacaciones--800x600.webp 800w\" sizes=\"(max-width:599px) 599px, (min-width:600px) and (max-width: 799px) 799px, (min-width:800px) and (max-width: 999px) 333px, (min-width:1000px) 400px\" \/><\/a><div class=\"entry-wrap entry-wrap-grid\"><h3 class=\"entry-title\" itemprop=\"headline\"><a class=\"entry-title-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuropsicologia\/riabilitazione-cognitiva-e-riposo-cerebrale-evidenze-sulla-stanchezza-mentale-e-il-ritorno-al-lavoro\/\" rel=\"bookmark\">Recupero cognitivo e riposo cerebrale: evidenze sulla fatica mentale e il rientro al lavoro<\/a><\/h3>\n<\/div><\/article><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-neuropsicologia tag-cervello tag-neuropsicologia\" style=\"--entry-index:4;\" aria-label=\"L\u2019impatto del multitasking sul funzionamento cerebrale e cognitivo\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuropsicologia\/l-impatto-della-multitasking-sul-funzionamento-cerebrale-e-cognitivo\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"300\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Consecuencias-de-la-multitarea-en-el-cerebro-la-memoria-de-trabajo-y-la-atencion.-Guia-para-profesionales-de-la-neurorrehabilitacion-400x300.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Conseguenze del multitasking sul cervello, sulla memoria di lavoro e sull\u2019attenzione. Guida per i professionisti della neuroriabilitazione.\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Consecuencias-de-la-multitarea-en-el-cerebro-la-memoria-de-trabajo-y-la-atencion.-Guia-para-profesionales-de-la-neurorrehabilitacion-400x300.webp 400w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Consecuencias-de-la-multitarea-en-el-cerebro-la-memoria-de-trabajo-y-la-atencion.-Guia-para-profesionales-de-la-neurorrehabilitacion-800x600.webp 800w\" sizes=\"(max-width:599px) 599px, (min-width:600px) and (max-width: 799px) 799px, (min-width:800px) and (max-width: 999px) 333px, (min-width:1000px) 400px\" \/><\/a><div class=\"entry-wrap entry-wrap-grid\"><h3 class=\"entry-title\" itemprop=\"headline\"><a class=\"entry-title-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuropsicologia\/l-impatto-della-multitasking-sul-funzionamento-cerebrale-e-cognitivo\/\" rel=\"bookmark\">L\u2019impatto del multitasking sul funzionamento cerebrale e cognitivo<\/a><\/h3>\n<\/div><\/article><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-neuropsicologia tag-bambini tag-memoria\" style=\"--entry-index:5;\" aria-label=\"Memoria di lavoro nei bambini: cos&#8217;\u00e8, come influisce sull&#8217;apprendimento e segnali di difficolt\u00e0\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuropsicologia\/memoria-di-lavoro-nei-bambini-cosa-e-come-influisce-nell-apprendimento-e-segnali-di-difficolta\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"300\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Que-es-la-memoria-de-trabajo-infantil-como-se-relaciona-con-el-aprendizaje-y-que-estrategias-pueden-ayudar-en-casa-y-en-el-colegio-400x300.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Scopri cos&#039;\u00e8 la memoria di lavoro nei bambini, come influisce sull&#039;apprendimento e quali strategie possono aiutare a casa e a scuola.\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Que-es-la-memoria-de-trabajo-infantil-como-se-relaciona-con-el-aprendizaje-y-que-estrategias-pueden-ayudar-en-casa-y-en-el-colegio-400x300.webp 400w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Que-es-la-memoria-de-trabajo-infantil-como-se-relaciona-con-el-aprendizaje-y-que-estrategias-pueden-ayudar-en-casa-y-en-el-colegio-800x600.webp 800w\" sizes=\"(max-width:599px) 599px, (min-width:600px) and (max-width: 799px) 799px, (min-width:800px) and (max-width: 999px) 333px, (min-width:1000px) 400px\" \/><\/a><div class=\"entry-wrap entry-wrap-grid\"><h3 class=\"entry-title\" itemprop=\"headline\"><a class=\"entry-title-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuropsicologia\/memoria-di-lavoro-nei-bambini-cosa-e-come-influisce-nell-apprendimento-e-segnali-di-difficolta\/\" rel=\"bookmark\">Memoria di lavoro nei bambini: cos&#8217;\u00e8, come influisce sull&#8217;apprendimento e segnali di difficolt\u00e0<\/a><\/h3>\n<\/div><\/article><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-neuropsicologia tag-neuropsicologia tag-stimolazione-cognitiva\" style=\"--entry-index:6;\" aria-label=\"Neuropsicologia nei disturbi della nutrizione e dell\u2019alimentazione (DNA): il ruolo clinico della riabilitazione cognitiva\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuropsicologia\/neuropsicologia-dei-disturbi-del-comportamento-alimentare-tca-il-ruolo-clinico-della-riabilitazione-cognitiva\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"300\" 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href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuropsicologia\/neuropsicologia-dei-disturbi-del-comportamento-alimentare-tca-il-ruolo-clinico-della-riabilitazione-cognitiva\/\" rel=\"bookmark\">Neuropsicologia nei disturbi della nutrizione e dell\u2019alimentazione (DNA): il ruolo clinico della riabilitazione cognitiva<\/a><\/h3>\n<\/div><\/article><\/div><\/div>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Valeria Medina, neuropsicologa di NeuronUP, esamina i 14 fattori di rischio modificabili della demenza e il modo in cui la riserva cognitiva protegge il cervello secondo le evidenze attuali. &#8211; Il 45% dei casi di demenza potrebbe essere prevenuto intervenendo su 14 fattori modificabili (Lancet, 2024).&#8211; La prevenzione \u00e8 un processo dinamico che si sviluppa 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