
{"id":900000580,"date":"2026-08-28T09:37:01","date_gmt":"2026-08-28T07:37:01","guid":{"rendered":"https:\/\/neuronup.com\/it\/?p=900000580"},"modified":"2026-08-28T10:50:08","modified_gmt":"2026-08-28T08:50:08","slug":"limpatto-emotivo-delle-difficolta-di-apprendimento-approccio-psicoterapeutico-e-neuropsicologico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/disturbi-del-neurosviluppo\/limpatto-emotivo-delle-difficolta-di-apprendimento-approccio-psicoterapeutico-e-neuropsicologico\/","title":{"rendered":"L\u2019impatto emotivo delle difficolt\u00e0 di apprendimento: approccio psicoterapeutico e neuropsicologico"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-xl-font-size wp-block-paragraph\">La neuropsicologa e psicoterapeuta Cesia Argumedo illustra <strong>come affrontare l\u2019impatto emotivo delle difficolt\u00e0 di apprendimento attraverso la valutazione neuropsicologica, la psicoterapia e la riabilitazione cognitiva<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<p class=\"has-text-align-left br-0101 has-heading-color has-alt-background-color has-text-color has-background has-link-color wp-elements-1 has-xl-margin-top has-xxl-margin-bottom wp-block-paragraph\">Questa sintesi clinica analizza <strong>l\u2019impatto emotivo delle difficolt\u00e0 di apprendimento<\/strong>, sottolineando la <strong>valutazione neuropsicologica come intervento terapeutico chiave<\/strong> per validare la sofferenza del paziente e modificare le narrazioni di fallimento. Inoltre, <strong>propone un approccio integrato che sincronizza la psicoterapia<\/strong> \u2014per gestire l\u2019ansia e l\u2019autostima\u2014 <strong>con la riabilitazione cognitiva basata sulle evidenze<\/strong>. Infine, evidenzia il <strong>valore strategico della gamification e della teleriabilitazione<\/strong> attraverso piattaforme come NeuronUP, per ridurre la fatica, mantenere la motivazione e consolidare i progressi clinici a lungo termine.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">In che modo le difficolt\u00e0 di apprendimento influiscono sulla salute mentale?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le <a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroriabilitazione\/disturbi-del-neurosviluppo\/\">difficolt\u00e0 di apprendimento<\/a> \u2014come la dislessia, la discalculia o l\u2019ADHD\u2014 non vengono vissute solo come una sfida scolastica. Spesso sono sperimentate come una <strong>sequenza ripetuta di sforzi senza ricompensa<\/strong>, all\u2019interno di un ambiente in cui il rendimento viene costantemente confrontato, misurato ed esposto. Con il tempo, questa esperienza lascia una <strong>traccia emotiva che non si manifesta allo stesso modo in tutte le fasi della vita<\/strong>, ma cambia in base all\u2019et\u00e0, al contesto e alle spiegazioni che la persona ha ricevuto riguardo a ci\u00f2 che le accade.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per organizzare questa discussione, \u00e8 utile considerare tre livelli che nella pratica clinica si sovrappongono:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>primo, <strong>in che modo la difficolt\u00e0 di apprendimento influisce sull\u2019esperienza emotiva<\/strong>;&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>secondo, <strong>in che modo la valutazione neuropsicologica pu\u00f2 validare e riorganizzare questa esperienza<\/strong>;&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>e terzo, <strong>in che modo la psicoterapia, la riabilitazione cognitiva e la tecnologia possono sostenere un cambiamento reale nel tempo<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La frustrazione e lo stress scolastico in bambini e adolescenti<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una revisione di diversi studi condotta da Nelson e Harwood (2011) ha rilevato che bambini e adolescenti con difficolt\u00e0 di apprendimento <strong>presentano livelli significativamente pi\u00f9 elevati di ansia rispetto ai coetanei<\/strong>, un risultato coerente tra studi e fasce d\u2019et\u00e0 diverse. Nella pratica clinica, questa ansia raramente si presenta come una caratteristica generalizzata: <strong>tende a concentrarsi in specifiche situazioni di prestazione<\/strong> \u2014esami, lettura ad alta voce, compiti a tempo\u2014, suggerendo che si tratti di una <strong>risposta appresa e situazionale<\/strong>, che in linea di principio pu\u00f2 essere modificata con un intervento adeguato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nell\u2019infanzia<\/strong>, questa ansia <strong>tende a esprimersi indirettamente<\/strong>: mal di pancia o mal di testa prima di andare a scuola, opposizione o pianto di fronte ai compiti, evitamento attivo della lettura ad alta voce oppure irritabilit\u00e0, talvolta fraintesa come &#8220;cattivo comportamento&#8221;, quando in realt\u00e0 \u00e8 una risposta di frustrazione di fronte a una richiesta che il bambino non riesce a soddisfare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nell\u2019adolescenza<\/strong>, il quadro cambia: <strong>compare pi\u00f9 frequentemente una facciata di disinteresse<\/strong> (&#8220;non mi importa della scuola&#8221;, &#8220;perch\u00e9 dovrei impegnarmi?&#8221;) che funziona come meccanismo di protezione, perch\u00e9 sembra meno doloroso apparire indifferenti che impegnarsi sinceramente e fallire comunque.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A ci\u00f2 <strong>si aggiunge una componente di autostima che \u00e8 opportuno distinguere<\/strong> dal disagio ansioso. Alesi, Rappo e Pepi (2012) hanno documentato <strong>una minore autostima scolastica specifica nei bambini con difficolt\u00e0 di apprendimento<\/strong>. Questo risultato \u00e8 importante perch\u00e9 la bassa autostima tende a essere circoscritta all\u2019ambito scolastico e pu\u00f2 coesistere, senza contraddizione, con un\u2019autostima intatta o persino elevata in altre aree della vita del bambino, come lo sport, l\u2019arte o le relazioni con gli amici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa sfumatura ha una <strong>diretta implicazione clinica<\/strong>: se un professionista valuta l\u2019autostima in modo globale e la considera &#8220;normale&#8221;, pu\u00f2 trascurare un disagio specifico e significativo che emerge solo esplorando in dettaglio l\u2019esperienza scolastica.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il peso emotivo della diagnosi tardiva negli adulti con difficolt\u00e0 di apprendimento<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando la difficolt\u00e0 non viene identificata durante l\u2019infanzia, non scompare: si riorganizza all\u2019interno della storia personale. Undheim (2003), in uno studio longitudinale su giovani adulti con una storia di dislessia, ha rilevato <strong>tassi pi\u00f9 elevati di problemi emotivi e un minore benessere psicosociale tra coloro che non avevano ricevuto un supporto tempestivo durante il periodo scolastico<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Senza un <a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/aree-dintervento\/funzioni-cognitive\/linguaggio\/\">linguaggio<\/a> per dare un nome a ci\u00f2 che era loro difficile, <strong>molti di questi adulti sono cresciuti con un\u2019unica spiegazione disponibile<\/strong>: semplicemente non si impegnavano abbastanza o non erano capaci quanto i compagni. Questa spiegazione, sebbene falsa, pu\u00f2 radicarsi con la stessa forza \u2014o anche maggiore\u2014 di una diagnosi reale, proprio perch\u00e9 nessuno l\u2019ha messa in discussione per tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo, <strong>quando la diagnosi arriva finalmente in et\u00e0 adulta, di solito produce una reazione duplice<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Da un lato, un <strong>sollievo immediato e autentico<\/strong> nel trovare finalmente una spiegazione coerente a difficolt\u00e0 trascinate per tutta la vita scolastica e, spesso, anche in ambito lavorativo.&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Dall\u2019altro, qualcosa di simile a un <strong>lutto<\/strong>: la persona deve elaborare il tempo, le opportunit\u00e0 e l\u2019autostima rimasti indietro a causa di una narrazione errata sulle proprie capacit\u00e0.&nbsp;<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Livingston, Siegel e Ribary (2018) sottolineano che questo <strong>impatto emotivo pu\u00f2 persistere anche quando la persona ha sviluppato<\/strong>, negli anni, <strong>strategie compensatorie<\/strong> efficaci per le proprie attivit\u00e0 scolastiche o lavorative \u2014a conferma del fatto che il disagio non dipende esclusivamente dal rendimento attuale, ma dalla ferita narrativa lasciata dall\u2019assenza di una spiegazione precedente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo ha un\u2019implicazione clinica concreta per chi valuta gli adulti: il <strong>processo di restituzione diagnostica in questa popolazione dovrebbe includere uno spazio esplicito per elaborare la storia precedente<\/strong>, e non limitarsi a spiegare l\u2019attuale profilo cognitivo \u2014cosa che, nei bambini, generalmente non \u00e8 ancora necessario approfondire allo stesso modo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Valutazione neuropsicologica: come validare la sofferenza emotiva nelle difficolt\u00e0 di apprendimento<\/h2>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Comprendere il profilo cognitivo individuale per ridurre il senso di colpa<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A mio avviso, questo \u00e8 <strong>uno dei contributi pi\u00f9 specifici che la neuropsicologia pu\u00f2 offrire alla psicoterapia<\/strong>: <em>una restituzione del profilo cognitivo, comunicata adeguatamente, pu\u00f2 funzionare come strumento di riattribuzione causale per il bambino o l\u2019adolescente<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per capire perch\u00e9 questo sia importante, occorre partire da una scoperta classica. Licht, Kistner, Ozkaragoz, Shapiro e Clausen (1985) hanno descritto come i bambini con difficolt\u00e0 di apprendimento tendano a sviluppare uno specifico stile attributivo, attribuendo il fallimento a cause interne, stabili e globali (&#8220;sono stupido&#8221;, &#8220;non ci riuscir\u00f2 mai&#8221;) e il successo a cause esterne e instabili (&#8220;sono stato fortunato&#8221;). Dal punto di vista clinico \u00e8 rilevante che<strong> questo schema persista anche quando il bambino ha successo<\/strong> \u2014distinguendolo da una semplice bassa autostima transitoria e spiegando perch\u00e9 il rinforzo positivo generico (&#8220;bravissimo!&#8221;) spesso non riesca a modificare la narrazione interna.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Butkowsky e Willows (1980) hanno inoltre mostrato che i <strong>bambini con scarse abilit\u00e0 di lettura persistono meno di fronte alla difficolt\u00e0<\/strong> e presentano aspettative di successo pi\u00f9 basse fin dall\u2019inizio del compito, uno schema compatibile con questa forma specifica di impotenza appresa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 <strong>proprio qui che la <\/strong><a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuronup-assessment\/\"><strong>valutazione neuropsicologica<\/strong><\/a><strong> pu\u00f2 intervenire direttamente sui tre elementi di questo schema<\/strong>. Quando un bambino comprende che la sua lentezza nella lettura corrisponde a uno specifico profilo di elaborazione fonologica \u2014e non a una mancanza di intelligenza o impegno\u2014, l\u2019attribuzione non \u00e8 pi\u00f9 interna (non \u00e8 pi\u00f9 &#8220;io sono il problema&#8221;, ma &#8220;il mio profilo di elaborazione \u00e8 diverso&#8221;), non \u00e8 pi\u00f9 globale (non \u00e8 pi\u00f9 &#8220;non valgo niente&#8221;, ma &#8220;questa cosa specifica mi risulta pi\u00f9 difficile&#8221;) e non viene pi\u00f9 percepita come stabile (una causa identificata apre la strada all\u2019intervento). In questo modo, <strong>la restituzione diagnostica<\/strong>, quando viene comunicata cos\u00ec, <strong>diventa un momento clinico centrale, non una semplice formalit\u00e0 amministrativa<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<aside class=\"wp-block-group br-0111 particle-bg has-background has-sm-padding-top has-sm-padding-bottom has-sm-padding-left has-sm-padding-right\" style=\"background-color:#008096\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns are-vertically-aligned-center is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:66.66%\">\n<p class=\"has-white-color has-text-color has-xxl-font-size wp-block-paragraph\">Prova NeuronUP gratis per 7 giorni<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color wp-block-paragraph\">Digitalizza la tua valutazione e inizia a risparmiare tempo con un\u2019esperienza pi\u00f9 dinamica e coinvolgente grazie ai test digitali di NeuronUP.<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:33.33%\">\n<div class=\"wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button\" style=\"--button-background:var(--color-custom-1);--button-background-hover:#cc7e00;\"><a class=\"wp-block-button__link button   wp-element-button\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/landing-store-user\/\">Inizia la prova<\/a><\/div>\n\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/aside>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Diagnosi differenziale e comorbilit\u00e0 con disturbi d\u2019ansia o depressione<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La valutazione neuropsicologica <strong>svolge anche una funzione di diagnosi differenziale<\/strong>, poich\u00e9 permette di distinguere quanto del basso rendimento osservato corrisponda al profilo cognitivo di base e quanto a un\u2019ansia o a una sintomatologia depressiva aggiuntiva che, a sua volta, finisce per peggiorare ulteriormente il rendimento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nella pratica, questa distinzione non \u00e8 sempre semplice<\/strong>, perch\u00e9 un bambino con dislessia non diagnosticata e uno con un disturbo d\u2019ansia clinico possono presentarsi in modo molto simile in classe, con difficolt\u00e0 di concentrazione, evitamento di determinati compiti e rendimento persistentemente basso nella lettura o nella matematica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La distinzione \u00e8 ancora pi\u00f9 complessa perch\u00e9 spesso i due quadri coesistono nella stessa persona. Willcutt e Pennington (2000) hanno riscontrato <strong>tassi significativamente elevati di comorbilit\u00e0 tra difficolt\u00e0 di lettura e disturbi d\u2019ansia e dell\u2019umore<\/strong> rispetto alla popolazione senza difficolt\u00e0 di apprendimento; ci\u00f2 conferma che la domanda clinicamente rilevante raramente \u00e8 &#8220;si tratta di un problema cognitivo o emotivo?&#8221;: \u00e8 piuttosto &#8220;in quale proporzione \u00e8 presente ciascun componente e in che modo si stanno alimentando a vicenda in questo caso specifico?&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Questa distinzione non \u00e8 meramente accademica, ma orienta buona parte del piano di intervento<\/strong>:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Se il basso rendimento \u00e8 spiegato principalmente dal profilo cognitivo di base, la priorit\u00e0 sar\u00e0 l\u2019allenamento specifico corrispondente.&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Se l\u2019ansia o la sintomatologia depressiva rappresentano la componente predominante, l\u2019intervento psicoterapeutico deve assumere un ruolo prioritario, perch\u00e9 altrimenti qualsiasi allenamento cognitivo si troverebbe di fronte a un sistema nervoso non nelle condizioni di trarne beneficio.&nbsp;<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E <strong>nello scenario pi\u00f9 frequente nella pratica clinica<\/strong> \u2014in cui entrambe le componenti sono presenti e si alimentano a vicenda\u2014 <strong>il piano deve procedere in parallelo<\/strong>, con un\u2019enfasi che pu\u00f2, e probabilmente deve, cambiare con l\u2019evoluzione del caso.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Intervento integrato: psicoterapia e riabilitazione cognitiva nelle difficolt\u00e0 di apprendimento<\/h2>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Approccio psicoterapeutico all\u2019autostima e all\u2019ansia anticipatoria<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una volta identificato lo schema attributivo, il lavoro psicoterapeutico pu\u00f2 orientarsi a smontarlo in modo specifico, invece di affrontare l\u2019autostima o l\u2019ansia in maniera generica. La <strong>Terapia dell\u2019Accettazione e dell\u2019Impegno (ACT) \u00e8 particolarmente utile <\/strong>in questo caso, perch\u00e9 non chiede al bambino di negare una difficolt\u00e0 reale. Gli insegna piuttosto a prendere le distanze da pensieri come &#8220;sono stupido&#8221;, <strong>comprendendo che un pensiero non \u00e8 un fatto n\u00e9 una sentenza<\/strong> e che pu\u00f2 agire secondo i propri valori \u2014impegnarsi, partecipare, provare\u2014 anche quando quel pensiero scomodo \u00e8 ancora presente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Hayes, Luoma, Bond, Masuda e Lillis (2006) sostengono che questo lavoro sulla flessibilit\u00e0 psicologica sia <strong>rilevante quando la fonte del disagio non pu\u00f2 e non deve essere risolta attraverso l\u2019evitamento<\/strong>. Di fronte a una difficolt\u00e0 di apprendimento reale, non basta pensare in modo diverso perch\u00e9 il problema scompaia; ci\u00f2 che pu\u00f2 cambiare \u00e8 il rapporto della persona con quella difficolt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019<strong>ansia anticipatoria<\/strong> di fronte a compiti di lettura, esami a tempo o alla possibilit\u00e0 di essere indicati davanti ai compagni <strong>risponde bene a un lavoro pi\u00f9 comportamentale, basato sull\u2019esposizione graduale e pianificata a queste situazioni<\/strong>, iniziando da versioni a bassa intensit\u00e0 e aumentando la difficolt\u00e0 man mano che il bambino acquisisce tolleranza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa componente <strong>trae beneficio dall\u2019essere affiancata da un allenamento specifico nella <\/strong><a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/disturbi-del-neurosviluppo\/asd-disturbi-dello-spettro-autistico\/elaborazione-delle-emozioni-nelle-persone-con-disturbo-dello-spettro-autistico-asd\/\"><strong>regolazione emotiva<\/strong><\/a>, un\u2019area in cui la <strong>Terapia Dialettico-Comportamentale (DBT) offre strumenti concreti<\/strong>. Miller, Rathus e Linehan (2007) hanno elaborato protocolli \u2014originariamente pensati per adolescenti ad alto rischio di comportamento suicidario e autolesionismo, ma le cui abilit\u00e0 di regolazione emotiva sono ampiamente trasferibili\u2014 che insegnano a dare un nome all\u2019emozione, riconoscerne la funzione e rispondere in modo efficace anzich\u00e9 reattivo; ci\u00f2 \u00e8 particolarmente utile negli adolescenti che hanno imparato a gestire la frustrazione scolastica con evitamento, esplosivit\u00e0 o ritiro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, la <strong>ristrutturazione cognitiva propria della Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT) pu\u00f2 essere applicata in modo mirato <\/strong>alle attribuzioni di successo e fallimento descritte in precedenza, aiutando il bambino o l\u2019adolescente a individuare quando sta pensando in termini interni-stabili-globali e a sperimentare spiegazioni alternative, pi\u00f9 specifiche e realistiche, supportate dalle informazioni gi\u00e0 fornite dalla valutazione neuropsicologica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La combinazione di questi tre approcci <\/strong>\u2014flessibilit\u00e0 psicologica, regolazione emotiva e ristrutturazione attributiva\u2014 <strong>mira<\/strong>, pi\u00f9 che a eliminare la difficolt\u00e0 di apprendimento o il disagio che la accompagna, a <strong>evitare che tale disagio si generalizzi e finisca per occupare nella vita del bambino pi\u00f9 spazio della difficolt\u00e0 originaria<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignfull is-stacked-on-mobile is-vertically-aligned-center has-primary-background-color has-background\" style=\"grid-template-columns:35% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img decoding=\"async\" width=\"1080\" height=\"656\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Alzheimer.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-25303 size-full\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Alzheimer-300x182.webp 300w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Alzheimer-768x466.webp 768w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Alzheimer-1024x622.webp 1024w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Alzheimer.webp 1080w\" sizes=\"(max-width: 1080px) 100vw, 1080px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<h2 class=\"wp-block-heading has-white-color has-text-color\">10 esercizi per lavorare con le persone con Alzheimer<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color wp-block-paragraph\">Scarica 10 esercizi di stimolazione cognitiva sviluppati da NeuronUP per i terapisti occupazionali e gli psicologi che trattano persone con Alzheimer.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button\" style=\"--button-background:var(--color-custom-1);--button-background-hover:#cc7e00;\"><a class=\"wp-block-button__link button   wp-element-button\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/redirect\/?target=typeform\/esalzheimer?utm_first_source=Web&#038;utm_first_campaign_name=Worksheets_alzheimer\"><strong>Scarica gli esercizi<\/strong><\/a><\/div>\n\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Strategie di stimolazione cognitiva basate sulle evidenze<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Parallelamente<\/strong> al lavoro psicoterapeutico, il <a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/attivita-di-neuroriabilitazione\/attivita-per-bambini-con-esigenze-speciali\/5-attivita-di-stimolazione-cognitiva-per-bambini-che-devi-conoscere\/\"><strong>training cognitivo mirato resta necessario<\/strong><\/a>. Non deve sostituire il lavoro emotivo; svolge una funzione che la sola psicoterapia non pu\u00f2 coprire: <strong>offre al bambino prove concrete e verificabili dei progressi<\/strong>. Proprio queste prove rafforzano, attraverso la pratica e non solo con le parole, <strong>la nuova narrazione attributiva che si sta costruendo in terapia<\/strong> \u2014perch\u00e9 non \u00e8 la stessa cosa dire a un bambino &#8220;puoi migliorare&#8221; e mostrargli, settimana dopo settimana, che sta effettivamente migliorando in qualcosa di misurabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tipo di training <strong>deve rispondere al profilo individuato nella valutazione<\/strong>, non essere applicato in modo generico:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Quando la <strong>componente predominante \u00e8 fonologica<\/strong>, programmi strutturati come Orton-Gillingham hanno mostrato miglioramenti significativi nelle revisioni di diversi studi (Galuschka et al., 2014), lavorando sistematicamente sulla corrispondenza tra suoni e lettere.&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Quando la <strong>difficolt\u00e0 principale riguarda la velocit\u00e0 e la fluenza di lettura<\/strong>, la lettura ripetuta a tempo \u2014rileggere lo stesso testo con difficolt\u00e0 graduata\u2014 pu\u00f2 aumentare in modo misurabile la velocit\u00e0 di lettura nel giro di poche settimane (Therrien, 2004), offrendo proprio quel tipo di progresso tangibile che rafforza la nuova attribuzione causale.&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>E quando il <strong>profilo include una compromissione delle <\/strong><a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/aree-dintervento\/funzioni-cognitive\/funzioni-esecutive\/\"><strong>funzioni esecutive<\/strong><\/a>, Diamond e Lee (2011) hanno esaminato diversi interventi \u2014dal training strutturato ad alcune attivit\u00e0 ludiche e fisiche\u2014 capaci di migliorare la memoria di lavoro, l\u2019inibizione e la flessibilit\u00e0 cognitiva nei bambini, abilit\u00e0 che sostengono inoltre l\u2019autoregolazione necessaria affinch\u00e9 il lavoro psicoterapeutico proceda con meno ostacoli.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 la combinazione delle due linee di lavoro, pi\u00f9 che una delle due separatamente, a interrompere effettivamente il circolo tra difficolt\u00e0 cognitiva e disagio emotivo. Il <strong>training cognitivo senza un approccio emotivo lascia intatta la narrazione di fallimento che pu\u00f2 boicottare i progressi<\/strong>; il lavoro emotivo senza training cognitivo rischia di rimanere sul piano discorsivo, senza il sostegno di risultati concreti che rendano credibile, nella pratica, il nuovo modo di comprendere la propria difficolt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il ruolo della tecnologia nella neuroriabilitazione e nella motivazione nelle difficolt\u00e0 di apprendimento <\/h2>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Gamification per ridurre la fatica cognitiva ed emotiva<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <strong>training cognitivo prolungato pu\u00f2 essere<\/strong>, di per s\u00e9, <strong>una fonte di ulteriore fatica e frustrazione se viene percepito come un\u2019estensione dei compiti scolastici<\/strong> che gi\u00e0 generano disagio. In questo caso la <strong>gamification offre una modalit\u00e0 di lavoro diversa<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sailer e Homner (2020), in un\u2019analisi che ha riunito i risultati di diverse ricerche sulla gamification dell\u2019apprendimento, <strong>hanno rilevato effetti positivi moderati sia sugli esiti cognitivi sia su quelli motivazionali, soprattutto quando il design include un feedback immediato e una sensazione di progresso visibile<\/strong> \u2014elementi che aiutano inoltre a contrastare direttamente la narrazione di fallimento descritta nella sezione precedente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Piattaforme come <\/strong><a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/\"><strong>NeuronUP<\/strong><\/a><strong> incorporano questo principio strutturando il training cognitivo in un formato di attivit\u00e0 interattive e progressive<\/strong>, facilitando cos\u00ec l\u2019esperienza di piccoli successi concreti e frequenti, invece dell\u2019esperienza di sforzo senza ricompensa che caratterizza spesso i compiti scolastici tradizionali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 tuttavia importante mantenere uno sguardo equilibrato: come avvertono Simons et al. (2016) nella loro revisione critica dei programmi di brain training, non tutti i miglioramenti ottenuti all\u2019interno di una piattaforma gamificata si trasferiscono automaticamente ad altri contesti. Per questo tali strumenti funzionano meglio come <strong>complemento di un piano clinico pi\u00f9 ampio <\/strong>che come intervento isolato.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group br-0111 has-primary-background-color has-background has-dark-background has-sm-padding-top has-sm-padding-left has-sm-padding-right has-xxl-margin-top\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full desktop-position-absolute desktop-bottom-0 mobile-width-50 mobile-m-inline-auto has-xl-margin-top\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/v3\/producto-certificado.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-31568\"><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<h2 class=\"wp-block-heading has-white-color has-text-color\"><strong>Iscriviti<\/strong> <br>alla nostra <br>Newsletter<\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button--1\" style=\"--button-outline-color:var(--color-white);--button-outline-color-hover:rgba(0,0,0,0.8);\"><a class=\"wp-block-button__link button button-outline   wp-element-button\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/newsletter\/\">Iscriviti<\/a><\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Teleriabilitazione e continuit\u00e0 del trattamento a distanza<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La <\/strong><a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/prodotto\/teleriabilitazione-la-riabilitazione-cognitiva-a-distanza-con-neuronup\/\"><strong>teleriabilitazione<\/strong><\/a><strong> risolve<\/strong>, inoltre, un problema pratico che incide direttamente sul piano emotivo: <strong><em>l\u2019interruzione del trattamento dovuta a barriere geografiche o di tempo<\/em><\/strong><em>, che di per s\u00e9 pu\u00f2 generare frustrazione e una sensazione di stallo.<\/em>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo \u00e8 <strong>particolarmente rilevante in contesti come quello latinoamericano<\/strong>, dove molte famiglie devono percorrere distanze considerevoli o dipendere dalla disponibilit\u00e0 lavorativa di un caregiver per recarsi a una visita in presenza e dove ogni seduta persa non \u00e8 solo una seduta in meno, ma un\u2019interruzione della continuit\u00e0 di un processo che, come abbiamo visto, deve essere mantenuto nel tempo affinch\u00e9 il lavoro cognitivo ed emotivo si rafforzino a vicenda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Camden e Silva (2021) hanno esaminato l\u2019espansione della teleriabilitazione pediatrica e hanno sottolineato che, oltre a risolvere le barriere geografiche di accesso, <strong>questo formato permette di mantenere una frequenza di intervento pi\u00f9 costante<\/strong>, un fattore che le evidenze <strong>associano a risultati migliori nel training cognitivo mirato<\/strong>. Proseguire il training a distanza \u2014possibilit\u00e0 offerta da piattaforme come <strong>NeuronUP<\/strong> attraverso sedute ed esercizi accessibili da remoto\u2014 facilita proprio questa costanza, <strong>evitando le interruzioni di diverse settimane che un formato esclusivamente in presenza pu\u00f2 generare <\/strong>quando si presenta un imprevisto legato agli spostamenti, agli orari di lavoro dei genitori o persino al clima o alla distanza nelle aree rurali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa continuit\u00e0 non \u00e8 un vantaggio meramente logistico, ma <strong>sostiene i progressi raggiunti nel lavoro emotivo descritto nelle sezioni precedenti<\/strong>. Un bambino che inizia a costruire una narrazione attributiva diversa ha bisogno di continuare a ricevere regolarmente prove concrete dei propri progressi; una prolungata interruzione del training cognitivo non solo arresta il miglioramento, ma pu\u00f2 riaprire la porta alla vecchia narrazione del &#8220;tanto, non serve a niente provarci&#8221;, proprio lo schema che l\u2019intero processo terapeutico mirava a smantellare.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni per la pratica clinica quotidiana <\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se c\u2019\u00e8 un\u2019idea che questo articolo intende lasciare, \u00e8 che l\u2019<strong>impatto emotivo delle difficolt\u00e0 di apprendimento non si risolve con maggiore contenimento n\u00e9 con un rinforzo positivo generico<\/strong>, ma interrompendo la narrazione attributiva che il bambino ha costruito durante anni di sforzi senza risultati. Tutto il resto \u2014la valutazione differenziale, la psicoterapia, il training cognitivo, la tecnologia\u2014 svolge la propria funzione nella misura in cui serve questo obiettivo centrale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo <strong>ridefinisce il ruolo della valutazione neuropsicologica<\/strong>, che smette di essere un passaggio preliminare alla &#8220;vera&#8221; terapia e diventa un intervento in s\u00e9, nel momento esatto in cui un bambino ascolta per la prima volta una spiegazione della propria difficolt\u00e0 che non lo condanna. Da quel momento, ogni elemento \u2014la psicoterapia che lavora sulla flessibilit\u00e0 psicologica e sulla regolazione emotiva, il training cognitivo che fornisce prove tangibili dei progressi, la tecnologia che sostiene la continuit\u00e0 del percorso\u2014 smette di essere una componente isolata e diventa un\u2019ulteriore prova, accumulata settimana dopo settimana, che la vecchia storia (&#8220;sono stupido&#8221;, &#8220;non ci riuscir\u00f2 mai&#8221;) non descrive pi\u00f9 ci\u00f2 che sta accadendo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Come professionisti, questo ci obbliga a prendere sul serio<\/strong> un momento che talvolta trattiamo come una formalit\u00e0: la <strong>restituzione diagnostica<\/strong>. Non \u00e8 solo la conclusione di una valutazione; \u00e8 potenzialmente il primo momento in cui un bambino o un adolescente smette di portare da solo il senso di colpa per qualcosa che non \u00e8 mai stata una mancanza di impegno o di intelligenza, ma un modo diverso \u2014e perfettamente reale\u2014 di elaborare il mondo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Bibliografia <\/h2>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"has-sm-font-size\">Alesi, M., Rappo, G., &amp; Pepi, A. (2012). Self-esteem at school and self-handicapping in childhood: Comparison of groups with learning disabilities. <em>Psychological Reports<\/em>, 111(3), 952-962.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Butkowsky, I. S., &amp; Willows, D. M. (1980). Cognitive-motivational characteristics of children varying in reading ability: Evidence for learned helplessness in poor readers. <em>Journal of Educational Psychology<\/em>, 72(3), 408-422.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Camden, C., &amp; Silva, M. (2021). Pediatric teleheath: Opportunities created by the COVID-19 and suggestions to sustain its use to support families of children with disabilities. <em>Physical &amp; Occupational Therapy in Pediatrics<\/em>, 41(1), 1-17.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Diamond, A., &amp; Lee, K. (2011). Interventions shown to aid executive function development in children 4 to 12 years old. <em>Science<\/em>, 333(6045), 959-964.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Galuschka, K., Ise, E., Krick, K., &amp; Schulte-K\u00f6rne, G. (2014). Effectiveness of treatment approaches for children and adolescents with reading disabilities: A meta-analysis of randomized controlled trials. <em>PLoS One<\/em>, 9(2), e89900.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Hayes, S. C., Luoma, J. B., Bond, F. W., Masuda, A., &amp; Lillis, J. (2006). Acceptance and commitment therapy: Model, processes and outcomes. <em>Behaviour Research and Therapy<\/em>, 44(1), 1-25.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Licht, B. G., Kistner, J. A., Ozkaragoz, T., Shapiro, S., &amp; Clausen, L. (1985). Causal attributions of learning disabled children: Individual differences and their implications for persistence. <em>Journal of Educational Psychology<\/em>, 77(2), 208-216.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Livingston, E. M., Siegel, L. S., &amp; Ribary, U. (2018). Developmental dyslexia: Emotional impact and consequences. <em>Australian Journal of Learning Difficulties<\/em>, 23(2), 107-135.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Miller, A. L., Rathus, J. H., &amp; Linehan, M. M. (2007). <em>Dialectical behavior therapy with suicidal adolescents<\/em>. Guilford Press.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Nelson, J. M., &amp; Harwood, H. (2011). Learning disabilities and anxiety: A meta-analysis. <em>Journal of Learning Disabilities<\/em>, 44(1), 3-17.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Sailer, M., &amp; Homner, L. (2020). The gamification of learning: A meta-analysis. <em>Educational Psychology Review<\/em>, 32(1), 77-112.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Simons, D. J., Boot, W. R., Charness, N., Gathercole, S. E., Chabris, C. F., Hambrick, D. Z., &amp; Stine-Morrow, E. A. L. (2016). Do &#8220;brain-training&#8221; programs work? <em>Psychological Science in the Public Interest<\/em>, 17(3), 103-186.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Therrien, W. J. (2004). Fluency and comprehension gains as a result of repeated reading. <em>Remedial and Special Education<\/em>, 25(4), 252-261.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Undheim, A. M. (2003). Dyslexia and psychosocial factors: A follow-up study of young Norwegian adults with a history of dyslexia in childhood. <em>Nordic Journal of Psychiatry<\/em>, 57(3), 221-226.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Willcutt, E. G., &amp; Pennington, B. F. (2000). Comorbidity of reading disability and attention-deficit\/hyperactivity disorder: Differences by gender and subtype. <em>Journal of Learning Disabilities<\/em>, 33(2), 179-191.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<div style=\"height:70px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group p-4 br-0111 has-alt-background-color has-background has-light-background\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Domande frequenti su<\/strong> <strong>l\u2019impatto emotivo delle difficolt\u00e0 di apprendimento<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-pb-accordion-item c-accordion__item js-accordion-item no-js\" data-initially-open=\"false\" data-click-to-close=\"true\" data-auto-close=\"true\" data-scroll=\"false\" data-scroll-offset=\"0\" id=\"trabajarneuronup\"><h3 id=\"at-515400\" class=\"c-accordion__title js-accordion-controller\" role=\"button\">1. In che modo le difficolt\u00e0 di apprendimento influiscono sulla salute mentale di bambini e adolescenti?<\/h3><div id=\"ac-515400\" class=\"c-accordion__content\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le difficolt\u00e0 di apprendimento sono associate a livelli significativamente pi\u00f9 elevati di ansia scolastica, stress, dolori somatici e, in molti casi, bassa autostima scolastica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I minori con difficolt\u00e0 di apprendimento presentano livelli significativamente pi\u00f9 elevati di ansia nelle situazioni di prestazione e tendono a sperimentare una minore autostima scolastica specifica. Questa ansia pu\u00f2 manifestarsi attraverso dolori somatici, opposizione ai compiti o, negli adolescenti, mediante una facciata di disinteresse come meccanismo di protezione.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-pb-accordion-item c-accordion__item js-accordion-item no-js\" data-initially-open=\"false\" data-click-to-close=\"true\" data-auto-close=\"true\" data-scroll=\"false\" data-scroll-offset=\"0\" id=\"trabajarneuronup\"><h3 id=\"at-515401\" class=\"c-accordion__title js-accordion-controller\" role=\"button\">2. In che modo la valutazione neuropsicologica contribuisce al benessere emotivo del paziente?<\/h3><div id=\"ac-515401\" class=\"c-accordion__content\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una restituzione diagnostica comunicata adeguatamente funziona come strumento di riattribuzione causale. Permette a ogni bambino con difficolt\u00e0 di apprendimento di comprendere che la propria difficolt\u00e0 risponde a uno specifico profilo cognitivo, evitando che attribuisca il fallimento a una presunta mancanza di intelligenza o impegno.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-pb-accordion-item c-accordion__item js-accordion-item no-js\" data-initially-open=\"false\" data-click-to-close=\"true\" data-auto-close=\"true\" data-scroll=\"false\" data-scroll-offset=\"0\" id=\"videosneuronup\"><h3 id=\"at-515402\" class=\"c-accordion__title js-accordion-controller\" role=\"button\">3. Qual \u00e8 l\u2019impatto della diagnosi tardiva delle difficolt\u00e0 di apprendimento negli adulti?<\/h3><div id=\"ac-515402\" class=\"c-accordion__content\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Coloro che non ricevono un supporto tempestivo durante il periodo scolastico tendono a presentare tassi pi\u00f9 elevati di problemi emotivi e un minore benessere psicosociale. La diagnosi in et\u00e0 adulta genera spesso un autentico sollievo per aver trovato una spiegazione, ma anche un processo di lutto per le opportunit\u00e0 perdute a causa di una narrazione personale errata.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-pb-accordion-item c-accordion__item js-accordion-item no-js\" data-initially-open=\"false\" data-click-to-close=\"true\" data-auto-close=\"true\" data-scroll=\"false\" data-scroll-offset=\"0\" id=\"formaciongratuita\"><h3 id=\"at-515403\" class=\"c-accordion__title js-accordion-controller\" role=\"button\">4. Perch\u00e9 \u00e8 importante affiancare il training cognitivo alla psicoterapia?<\/h3><div id=\"ac-515403\" class=\"c-accordion__content\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il training cognitivo fornisce prove concrete e verificabili dei progressi, rafforzando nella pratica la nuova narrazione psicologica che il paziente costruisce in terapia.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-pb-accordion-item c-accordion__item js-accordion-item no-js\" data-initially-open=\"false\" data-click-to-close=\"true\" data-auto-close=\"true\" data-scroll=\"false\" data-scroll-offset=\"0\" id=\"formaciongratuita\"><h3 id=\"at-515404\" class=\"c-accordion__title js-accordion-controller\" role=\"button\">5. In che modo la gamification aiuta la neuroriabilitazione?<\/h3><div id=\"ac-515404\" class=\"c-accordion__content\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Piattaforme come NeuronUP strutturano il training cognitivo attraverso attivit\u00e0 interattive che forniscono un feedback immediato, riducono la fatica e consentono di sperimentare piccoli successi costanti.<\/p>\n<\/div><\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo su <strong>l\u2019impatto emotivo delle difficolt\u00e0 di apprendimento: approccio psicoterapeutico e neuropsicologico<\/strong>, probabilmente ti interesseranno anche questi articoli di NeuronUP:<\/h3>\n\n\n<div class=\"mai-grid entries entries-grid has-boxed has-image-full\" style=\"--entry-title-font-size:var(--font-size-lg);--align-text:start;--entry-meta-text-align:start;\"><div class=\"entries-wrap has-columns\" style=\"--columns-xs:1 \/ 1;--columns-sm:1 \/ 1;--columns-md:1 \/ 3;--columns-lg:1 \/ 3;--flex-xs:0 0 var(--flex-basis);--flex-sm:0 0 var(--flex-basis);--flex-md:0 0 var(--flex-basis);--flex-lg:0 0 var(--flex-basis);--column-gap:var(--spacing-lg);--row-gap:var(--spacing-lg);--align-columns:start;\"><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-disturbi-del-neurosviluppo tag-adhd tag-autismo tag-bambini tag-disabilita-intellettiva\" style=\"--entry-index:1;\" aria-label=\"Alterazioni del sonno e rendimento esecutivo nei disturbi del neurosviluppo infantile: valutazione clinica e implicazioni per l\u2019intervento neuropsicologico\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/disturbi-del-neurosviluppo\/alterazioni-del-sonno-e-delle-prestazioni-esecutive-nei-disturbi-dello-sviluppo-neuropsicologico-infantile-valutazione-clinica-e-implicazioni-per-l-intervento-neuropsicologico\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"300\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Alteraciones-del-sueno-y-rendimiento-ejecutivo-en-trastornos-del-neurodesarrollo-infantil.-Relacion-entre-las-alteraciones-del-sueno-y-el-rendimiento-ejecutivo-de-ninos-con-TDAH-y-autismo-400x300.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Alterazioni del sonno e rendimento esecutivo nei disturbi del neurosviluppo infantile. Relazione tra alterazioni del sonno e rendimento esecutivo nei bambini con ADHD e autismo.\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Alteraciones-del-sueno-y-rendimiento-ejecutivo-en-trastornos-del-neurodesarrollo-infantil.-Relacion-entre-las-alteraciones-del-sueno-y-el-rendimiento-ejecutivo-de-ninos-con-TDAH-y-autismo-400x300.webp 400w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Alteraciones-del-sueno-y-rendimiento-ejecutivo-en-trastornos-del-neurodesarrollo-infantil.-Relacion-entre-las-alteraciones-del-sueno-y-el-rendimiento-ejecutivo-de-ninos-con-TDAH-y-autismo-800x600.webp 800w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Alteraciones-del-sueno-y-rendimiento-ejecutivo-en-trastornos-del-neurodesarrollo-infantil.-Relacion-entre-las-alteraciones-del-sueno-y-el-rendimiento-ejecutivo-de-ninos-con-TDAH-y-autismo-1200x900.webp 1200w\" sizes=\"(max-width:599px) 599px, (min-width:600px) and (max-width: 799px) 799px, (min-width:800px) and (max-width: 999px) 333px, (min-width:1000px) 400px\" \/><\/a><div class=\"entry-wrap entry-wrap-grid\"><h3 class=\"entry-title\" itemprop=\"headline\"><a class=\"entry-title-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/disturbi-del-neurosviluppo\/alterazioni-del-sonno-e-delle-prestazioni-esecutive-nei-disturbi-dello-sviluppo-neuropsicologico-infantile-valutazione-clinica-e-implicazioni-per-l-intervento-neuropsicologico\/\" rel=\"bookmark\">Alterazioni del sonno e rendimento esecutivo nei disturbi del neurosviluppo infantile: valutazione clinica e implicazioni per l\u2019intervento neuropsicologico<\/a><\/h3>\n<\/div><\/article><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-adhd-disturbo-da-deficit-di-attenzione-iperattivita tag-adhd tag-bambini\" style=\"--entry-index:2;\" aria-label=\"Iperfocus nei bambini con ADHD: valutazione neuropsicologica e strategie di flessibilit\u00e0 cognitiva\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/disturbi-del-neurosviluppo\/adhd-disturbo-da-deficit-di-attenzione-iperattivita\/iperfoco-nei-bambini-con-tdah-valutazione-neuropsicologica-e-strategie-di-flessibilita-cognitiva\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"300\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Hiperenfoque-en-ninos-con-TDAH-400x300.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Iperfocus nei bambini con ADHD: valutazione neuropsicologica e strategie di flessibilit\u00e0 cognitiva\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Hiperenfoque-en-ninos-con-TDAH-400x300.webp 400w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Hiperenfoque-en-ninos-con-TDAH-800x600.webp 800w\" sizes=\"(max-width:599px) 599px, (min-width:600px) and (max-width: 799px) 799px, (min-width:800px) and (max-width: 999px) 333px, (min-width:1000px) 400px\" \/><\/a><div class=\"entry-wrap entry-wrap-grid\"><h3 class=\"entry-title\" itemprop=\"headline\"><a class=\"entry-title-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/disturbi-del-neurosviluppo\/adhd-disturbo-da-deficit-di-attenzione-iperattivita\/iperfoco-nei-bambini-con-tdah-valutazione-neuropsicologica-e-strategie-di-flessibilita-cognitiva\/\" rel=\"bookmark\">Iperfocus nei bambini con ADHD: valutazione neuropsicologica e strategie di flessibilit\u00e0 cognitiva<\/a><\/h3>\n<\/div><\/article><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-attivita-per-i-disturbi-dello-sviluppo-neurologico tag-attivita-di-stimolazione-cognitiva-per-bambini tag-bambini tag-stimolazione-cognitiva\" style=\"--entry-index:3;\" aria-label=\"Nuove attivit\u00e0 di stimolazione cognitiva per bambini nel 2026\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/attivita-di-neuroriabilitazione\/attivita-per-i-disturbi-dello-sviluppo-neurologico\/nuove-attivita-di-stimolazione-cognitiva-per-bambini-nel-2026\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"300\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/it-Nuevas-actividades-de-estimulacion-cognitiva-para-ninos-en-2026.-Actividades-par-400x300.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Nuove attivit\u00e0 di stimolazione cognitiva per bambini nel 2026. Attivit\u00e0 per bambini con ADHD, autismo, danno cerebrale infantile e disabilit\u00e0 intellettiva.\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/it-Nuevas-actividades-de-estimulacion-cognitiva-para-ninos-en-2026.-Actividades-par-400x300.webp 400w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/it-Nuevas-actividades-de-estimulacion-cognitiva-para-ninos-en-2026.-Actividades-par-800x600.webp 800w\" sizes=\"(max-width:599px) 599px, (min-width:600px) and (max-width: 799px) 799px, (min-width:800px) and (max-width: 999px) 333px, (min-width:1000px) 400px\" \/><\/a><div class=\"entry-wrap entry-wrap-grid\"><h3 class=\"entry-title\" itemprop=\"headline\"><a class=\"entry-title-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/attivita-di-neuroriabilitazione\/attivita-per-i-disturbi-dello-sviluppo-neurologico\/nuove-attivita-di-stimolazione-cognitiva-per-bambini-nel-2026\/\" rel=\"bookmark\">Nuove attivit\u00e0 di stimolazione cognitiva per bambini nel 2026<\/a><\/h3>\n<\/div><\/article><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-disturbi-del-neurosviluppo tag-bambini tag-neuropsicologia tag-riabilitazione-cognitiva\" style=\"--entry-index:4;\" aria-label=\"L\u2019impatto emotivo delle difficolt\u00e0 di apprendimento: approccio psicoterapeutico e neuropsicologico\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/disturbi-del-neurosviluppo\/limpatto-emotivo-delle-difficolta-di-apprendimento-approccio-psicoterapeutico-e-neuropsicologico\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"300\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Descubre-como-abordar-el-impacto-emocional-de-las-dificultades-de-aprendizaje-mediante-evaluacion-neuropsicologica-psicoterapia-y-rehabilitacion-cognitiva.--400x300.webp\" 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href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/disturbi-del-neurosviluppo\/limpatto-emotivo-delle-difficolta-di-apprendimento-approccio-psicoterapeutico-e-neuropsicologico\/\" rel=\"bookmark\">L\u2019impatto emotivo delle difficolt\u00e0 di apprendimento: approccio psicoterapeutico e neuropsicologico<\/a><\/h3>\n<\/div><\/article><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-adhd-disturbo-da-deficit-di-attenzione-iperattivita tag-adulti tag-tdah\" style=\"--entry-index:5;\" aria-label=\"ADHD negli adulti: basi neurobiologiche, impatto sistemico e riabilitazione neuropsicologica\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/disturbi-del-neurosviluppo\/adhd-disturbo-da-deficit-di-attenzione-iperattivita\/tdha-adulti-intervento-neuropsicologico\/\" tabindex=\"-1\" 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neuropsicologica<\/a><\/h3>\n<\/div><\/article><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-disturbi-del-neurosviluppo tag-ninos tag-trastornos-del-neurodesarrollo\" style=\"--entry-index:6;\" aria-label=\"Approccio clinico alla discalculia nei bambini e negli adolescenti: guida alla valutazione e all&#8217;intervento neuropsicologico\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/disturbi-del-neurosviluppo\/approccio-clinico-alla-discalculia-nei-bambini-e-adolescenti-guida-valutazione-intervento-neuropsicologico\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"300\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Abordaje-clinico-de-la-discalculia-en-ninos-y-adolescentes-guia-de-evaluacion-e-intervencion-neuropsicologica.webp\" class=\"entry-image 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