
{"id":6043,"date":"2021-10-29T12:51:38","date_gmt":"2021-10-29T10:51:38","guid":{"rendered":"https:\/\/neuronup.com\/?p=6043"},"modified":"2021-10-29T12:51:38","modified_gmt":"2021-10-29T10:51:38","slug":"terapia-occupazionale-in-pazienti-con-danno-cerebrale-acquisito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/cerebrolesione-acquisita\/terapia-occupazionale-in-pazienti-con-danno-cerebrale-acquisito\/","title":{"rendered":"Terapia occupazionale nei pazienti con danno cerebrale acquisito"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il terapista occupazionale \u00c1ngel S\u00e1nchez, dopo aver spiegato in un precedente articolo&nbsp;gli&nbsp;<strong>obiettivi e le funzioni della terapia occupazionale<\/strong>, ci parla oggi del&nbsp;ruolo della terapia occupazionale nei pazienti con&nbsp;<strong>danno cerebrale acquisito<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La terapia occupazionale costituisce l&#8217;uso propositivo dell&#8217;attivit\u00e0 o interventi progettati per raggiungere obiettivi funzionali che promuovano la salute, prevengano la malattia e che sviluppino il miglioramento, il mantenimento o il recupero del pi\u00f9 alto livello di indipendenza possibile per qualsiasi soggetto che abbia subito una lesione, malattia o altre difficolt\u00e0, in questo caso dei pazienti che presentano danno cerebrale acquisito (DCA).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Introduzione<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;obiettivo fondamentale della terapia occupazionale consiste nel&nbsp;<strong>rendere la persona capace<\/strong>&nbsp;di poter svolgere quelle&nbsp;<strong>attivit\u00e0 che considera essenziali<\/strong>&nbsp;nella sua vita. Il terapista occupazionale&nbsp;<strong>valuta<\/strong>&nbsp;le abilit\u00e0 motorie, cognitive, percettive e interpersonali sottostanti nelle attivit\u00e0 della vita quotidiana, nonch\u00e9 le occupazioni e i ruoli personali. A seconda del potenziale della persona per il suo recupero, facilita la&nbsp;<strong>realizzazione delle attivit\u00e0<\/strong>&nbsp;tramite il miglioramento delle abilit\u00e0, insegnando e sviluppando strategie compensatorie e recuperative per poter mantenere l&#8217;indipendenza personale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tale intervento si caratterizza per possedere alcuni tratti inerenti alla pratica professionale della terapia occupazionale, da evidenziare tra gli altri:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Rendere il paziente con DCA in grado di essere&nbsp;<strong>indipendente<\/strong>&nbsp;nelle sue attivit\u00e0 della vita quotidiana (in prosieguo, ADL).<\/li>\n\n\n\n<li>Stabilire nuovi&nbsp;<strong>ruoli<\/strong>&nbsp;e attivit\u00e0 significative per il paziente.<\/li>\n\n\n\n<li>Fornire strategie che faciliteranno la&nbsp;<strong>generalizzazione degli apprendimenti<\/strong>&nbsp;dal contesto clinico a quello quotidiano.<\/li>\n\n\n\n<li>Utilizzare l&#8217;<strong>analisi, selezione e progettazione<\/strong>&nbsp;di attivit\u00e0 come processo di intervento terapeutico per contribuire al raggiungimento degli obiettivi rilevanti del paziente.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il&nbsp;<strong>danno cerebrale acquisito<\/strong>&nbsp;definisce un gruppo di pazienti che hanno come caratteristica comune quella di aver subito un evento che ha interrotto il loro sviluppo vitale. All&#8217;interno di questo gruppo eterogeneo di pazienti, quelli che hanno avuto un ictus o un traumatismo cranioencefalico sono i pi\u00f9 frequenti, sebbene possiamo riscontrare anche altri casi come tumori cerebrali, aggressioni, encefaliti e molteplici cause di anossia cerebrale (apnea, intossicazioni, infarti del miocardio, ecc.). Gli incidenti stradali, sul lavoro o sportivi, l&#8217;aumento dell&#8217;aspettativa di vita e il miglioramento dell&#8217;assistenza acuta a questi pazienti sono fattori che contribuiscono ad aumentare la loro morbilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Principali deficit<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Risulta difficile stabilire un modello generale di compromissione dopo un DCA, poich\u00e9<strong>&nbsp;le alterazioni riscontrate dipenderanno da diversi fattori<\/strong>, tra i quali vanno sottolineati la severit\u00e0 iniziale della lesione, il tipo e la localizzazione della stessa e la presenza di complicazioni nella fase acuta, senza dimenticare altri fattori rilevanti come l&#8217;et\u00e0, la personalit\u00e0 e le capacit\u00e0 cognitive precedenti all&#8217;incidente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra i principali deficit vanno evidenziate le&nbsp;<strong>alterazioni sensitivomotorie<\/strong>&nbsp;(alterazioni del tono muscolare, coordinazione e controllo motorio, diminuzione della sensibilit\u00e0 superficiale e\/o profonda); i&nbsp;<strong>problemi del linguaggio e della comunicazione<\/strong>&nbsp;(diverse forme di afasia, disartria, difficolt\u00e0 nella fluidit\u00e0 verbale e nelle abilit\u00e0 relative alla pragmatica comunicativa); e i&nbsp;<strong>disturbi neuropsicologici<\/strong>&nbsp;(cognitivi e comportamentali).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Queste alterazioni non devono essere considerate in modo isolato ma prestando particolare attenzione alle difficolt\u00e0 che producono nel funzionamento quotidiano del paziente nello svolgimento delle sue ADL.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns br-0111 particle-bg p-5 has-primary-background-color has-background is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:66.66%\">\n<h2 class=\"wp-block-heading has-white-color has-text-color\">Prova NeuronUP gratis per 7 giorni<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color wp-block-paragraph\">Potrai collaborare con le nostre attivit\u00e0, progettare sedute o fare riabilitazione a distanza.<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:33.33%\">\n<div class=\"wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button\" style=\"--button-background:var(--color-custom-1);--button-background-hover:#cc7e00;\"><a class=\"wp-block-button__link button   wp-element-button\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/landing-store-user\/\">Comincia la tua prova<\/a><\/div>\n\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:18px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Attivit\u00e0 della vita quotidiana<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le ADL costituiscono quelle mansioni occupazionali che la persona svolge quotidianamente in funzione del suo ruolo biologico, emotivo, cognitivo, sociale e lavorativo, tra le quali distinguiamo:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>ADL di base<\/strong>: quelle che comprendono le capacit\u00e0 di auto-cura pi\u00f9 elementari e necessarie come l&#8217;alimentazione, l&#8217;igiene personale, il vestirsi, il controllo degli sfinteri, la mobilit\u00e0 e i trasferimenti.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>ADL strumentali<\/strong>: quelle che hanno un carattere pi\u00f9 complesso e richiedono una maggiore elaborazione per poter essere svolte e indicano la capacit\u00e0 del soggetto di condurre una vita indipendente nella comunit\u00e0. Tra queste spiccano: fare la spesa, gestire il denaro, preparare i pasti, l&#8217;uso del veicolo, l&#8217;uso dei trasporti pubblici, ecc.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;obiettivo fondamentale della terapia occupazionale \u00e8 rendere la persona capace di sviluppare le attivit\u00e0 significative nell&#8217;ambito dei suoi ruoli personali nel modo pi\u00f9 indipendente possibile. Tradizionalmente l&#8217;intervento relativo a questo tipo di pazienti \u00e8 stato suddiviso in due modelli:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Il modello di recupero<\/strong>, che si basa sul ripristino delle capacit\u00e0 fisiche, cognitive e percettive.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Il modello di adattamento o funzionale<\/strong>,&nbsp;che enfatizza l&#8217;uso delle capacit\u00e0 che il soggetto conserva per poter compensare i suoi deficit.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Descrizione dei modelli<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il principio di trattamento del modello di recupero&nbsp;utilizza attivit\u00e0 che richiedono il&nbsp;<strong>processamento corticale dell&#8217;informazione<\/strong>&nbsp;concentrandosi sulla&nbsp;<strong>stimolazione<\/strong>&nbsp;della funzione interessata al fine di produrre nuove connessioni neuronali e in particolare utilizzando compiti il cui obiettivo \u00e8 l&#8217;analisi delle capacit\u00e0 compromesse per il processamento dell&#8217;informazione. Implicitamente assume pertanto che il soggetto sar\u00e0 in grado, una volta recuperata la funzione, di generalizzare questo apprendimento a qualsiasi contesto e situazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per parte sua, il modello di adattamento o funzionale&nbsp;si basa sull&#8217;idea che il&nbsp;<strong>cervello ha la capacit\u00e0 di riorganizzarsi<\/strong>&nbsp;e inoltre di recuperare la sua capacit\u00e0 di processamento dell&#8217;informazione fino a un certo punto; in tal modo, aiuta la persona ad apprendere a dare priorit\u00e0 al suo potenziale residuo e a utilizzare strategie per sostituire o compensare le sue limitazioni.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Valutazione e trattamento<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La valutazione e il trattamento sono basati sulla funzionalit\u00e0 (ADL), cio\u00e8 su ci\u00f2 che il paziente pu\u00f2 o non pu\u00f2 fare. Sottolinea inoltre la presa di coscienza da parte dell&#8217;individuo della sua situazione in relazione ai suoi<strong>&nbsp;limiti fisici, cognitivi e percettivi<\/strong>&nbsp;per poter cos\u00ec affrontare il suo trattamento (compensazione interna). Allo stesso modo riconosce che lo sviluppo avverr\u00e0 se l&#8217;ambiente o il compito vengono modificati per adattarsi alle caratteristiche proprie della persona (compensazione esterna).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 importante tenere in considerazione anche un&nbsp;<strong>modello riflessivo<\/strong>&nbsp;di attenzione al danno cerebrale dove concettualizzare il processo decisionale basato sul ragionamento clinico insieme alle evidenze scientifiche disponibili per offrire prospettive nell&#8217;approccio al paziente in modo tale che il processo decisionale risponda ai bisogni dell&#8217;utente selezionando le strategie terapeutiche adeguate in ogni momento dell&#8217;evoluzione del soggetto mediante l&#8217;instaurazione consensuale del processo di riabilitazione.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Intervento basato sull&#8217;attivit\u00e0<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La terapia occupazionale rende possibile l&#8217;<strong>apprendimento e il recupero<\/strong>&nbsp;tramite la modifica degli stimoli dell&#8217;ambiente, nel modo di presentazione dei compiti occupazionali e nella modifica del contesto in cui hanno luogo. Pertanto, basa il suo intervento sull&#8217;<strong>attivit\u00e0<\/strong>, per i seguenti motivi:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>\u00c8 il modo per&nbsp;<strong>massimizzare il potenziale<\/strong>&nbsp;di ciascun paziente per migliorare i deficit conseguenti alla lesione, nonch\u00e9 prevenire le possibili disabilit\u00e0 derivate dagli stessi.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Minimizza<\/strong>&nbsp;nella misura del possibile<strong>&nbsp;i processi di dipendenza<\/strong>&nbsp;rendendo la persona capace di sviluppare le attivit\u00e0 rilevanti in funzione dei suoi ruoli personali.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Riduce le restrizioni<\/strong>&nbsp;nella partecipazione facilitando l&#8217;acquisizione di nuovi ruoli e affrontando il processo di riabilitazione nel modo pi\u00f9 olistico possibile, preservando e tenendo sempre in considerazione i gusti e le preferenze del soggetto quando possibile.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Stimola e facilita la generalizzazione<\/strong>&nbsp;degli apprendimenti affrontando la riabilitazione dall&#8217;ambito pi\u00f9 ecologico possibile, cio\u00e8 svolgendo direttamente le attivit\u00e0 della vita quotidiana in un contesto reale. Questo fatto posiziona la terapia occupazionale come una delle discipline pi\u00f9 adeguate per il trattamento di questo tipo di pazienti poich\u00e9 garantisce in tal modo che l&#8217;apprendimento e la sua applicazione siano effettuati in modo efficace.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Attivit\u00e0 e funzioni cognitive<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La pratica intesa come la&nbsp;<strong>ripetizione di movimenti o funzioni cognitive<\/strong>&nbsp;isolate tende a diminuire per lasciare spazio alla pratica di opportunit\u00e0 sviluppate in attivit\u00e0 funzionali in diversi contesti. La terapia occupazionale utilizza queste conoscenze per strutturare le condizioni della pratica professionale, cercando di concentrarsi sulla determinazione delle condizioni necessarie durante la fase di acquisizione dell&#8217;apprendimento per cercare di&nbsp;<strong>ottimizzare la ritenzione e il trasferimento degli apprendimenti acquisiti da parte del paziente.<\/strong><\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le ricerche attuali ci indicano che le abilit\u00e0 richieste per completare un&#8217;attivit\u00e0 \u201creale\u201d non possono essere acquisite in contesti lontani dalla realt\u00e0, n\u00e9 attraverso attivit\u00e0 esclusivamente ripetitive.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il terapista occupazionale<strong>&nbsp;modifica l&#8217;ambiente<\/strong>&nbsp;per&nbsp;<strong>stimolare i comportamenti e le strategie motorie o cognitive<\/strong>&nbsp;che intende affrontare a fini terapeutici. Va sottolineato che i risultati pi\u00f9 recenti indicano l&#8217;efficacia dell&#8217;attivit\u00e0 come mezzo terapeutico rispetto ai programmi basati su esercizi isolati e ripetitivi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Lo strumento di base della terapia occupazionale<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo strumento di base della terapia occupazionale \u00e8 l&#8217;analisi dell&#8217;attivit\u00e0 che determina e seleziona quei compiti che saranno utili agli scopi terapeutici stabiliti in funzione delle caratteristiche del paziente. Il suo uso, avr\u00e0 tre funzioni generali:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Valutazione delle AVD<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Strumento di valutazione delle abilit\u00e0<\/strong>: motorie, cognitive, comportamentali, ecc.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Obiettivo del trattamento<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi obiettivi si aggiungono al riassunto generale sulla&nbsp;<strong>comprensione della situazione globale del paziente<\/strong>&nbsp;in relazione ai suoi interessi personali, ai ruoli e alle capacit\u00e0 esistenti dopo la lesione, per cos\u00ec, stabilire le attivit\u00e0 propositive che saranno utilizzate come modalit\u00e0 di trattamento.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Trattamento individualizzato<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se facciamo riferimento alle abilit\u00e0 del paziente, il terapista occupazionale valuta le AVD nel contesto in cui verranno svolte per determinare quali componenti sono necessari per realizzarle e confrontarle con le competenze di cui il paziente dispone dopo il danno cerebrale subito. Ci\u00f2 rende possibile la elaborazione di un piano di trattamento individualizzato che sar\u00e0 destinato a rimediare e compensare i deficit suscettibili di miglioramento, nonch\u00e9, lo stabilimento delle linee guida appropriate per la gestione del paziente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tale analisi include, da una prospettiva sensoriomotoria, l&#8217;<strong>assetto posturale<\/strong> appropriato per svolgere un&#8217;attivit\u00e0 quotidiana, nonch\u00e9 la strutturazione dei componenti cognitivi della stessa, e le variabili contestuali che possono influenzarne la realizzazione.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;uso dell&#8217;attivit\u00e0 in terapia occupazionale differisce dall&#8217;uso delle attivit\u00e0 da parte di altri professionisti in:<\/h3>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Presenta un duplice obiettivo.<\/strong>&nbsp;Da un lato, il fatto di completare un&#8217;attivit\u00e0 in modo appropriato, dal punto di vista del paziente, in base all&#8217;et\u00e0, al genere, all&#8217;ambiente e agli interessi. Dall&#8217;altro, il miglioramento dei deficit che il soggetto presenta, stimolando il loro recupero.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>La capacit\u00e0 del terapista occupazionale di adattare gli aspetti selezionati e le condizioni contestuali dell&#8217;attivit\u00e0.&nbsp;<\/strong>In questo modo l&#8217;adattamento del materiale, della forma di presentazione, della taglia, del peso, della texture, dell&#8217;ordine, delle norme e delle procedure per completare l&#8217;attivit\u00e0 \u00e8 una caratteristica fondamentale del trattamento in terapia occupazionale.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Il terapista occupazionale agisce come tecnica di facilitazione per svolgere il compito<\/strong>. Possiamo svolgere questa funzione in molteplici modi: sistemando il paziente nella posizione corretta prima di iniziare, allungando determinati gruppi muscolari che sono richiesti attivamente nel compito, attraverso l&#8217;applicazione di stimoli visivi, verbali rilevanti, movimenti guidati, utilizzando dispositivi ortoprotetici, ecc. Detti stimoli vengono graduati in difficolt\u00e0 nel tempo finch\u00e9 il paziente non sia in grado di affrontare con successo le richieste del compito senza aiuto. Allo stesso modo il terapista occupazionale svolge un ruolo fondamentale nelle prime fasi dell&#8217;apprendimento del paziente per prevenire lo sviluppo di strategie compensatorie che potrebbero comportare deficit secondari indesiderati.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>La selezione dell&#8217;attivit\u00e0 \u00e8 unica per ogni paziente<\/strong>&nbsp;e affronta il soggetto con DCA come unico e diverso da qualsiasi altro paziente con la stessa patologia.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group br-0111 has-primary-background-color has-background has-dark-background has-sm-padding-top has-sm-padding-left has-sm-padding-right has-xxl-margin-top\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full desktop-position-absolute desktop-bottom-0 mobile-width-50 mobile-m-inline-auto has-xl-margin-top\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/v3\/producto-certificado.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-31568\"><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<h2 class=\"wp-block-heading has-white-color has-text-color\"><strong>Iscriviti<\/strong> <br>alla nostra <br>Newsletter<\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button--1\" style=\"--button-outline-color:var(--color-white);--button-outline-color-hover:rgba(0,0,0,0.8);\"><a class=\"wp-block-button__link button button-outline   wp-element-button\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/newsletter\/\">Iscriviti<\/a><\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Scopi dell&#8217;occupazione terapeutica<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;uso dell&#8217;occupazione terapeutica viene effettuato con due scopi:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>L&#8217;occupazione come fine \u00e8 propositiva per definizione<\/strong>. Il carattere propositivo dell&#8217;occupazione come fine si riflette nella sua capacit\u00e0 di organizzare il comportamento delle persone, la quotidianit\u00e0 e la vita degli individui. Non \u00e8 solo propositiva, ma \u00e8 anche&nbsp;<strong>significativa<\/strong>. Svolgere attivit\u00e0 o compiti che una persona compie \u00e8 correlato all&#8217;importanza che essa attribuisce loro. Solo le attivit\u00e0 che sono significative per gli individui rimangono nel loro repertorio comportamentale abituale.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>L&#8217;occupazione come mezzo si riferisce alla sua azione come agente produttore di un cambiamento terapeutico per rimediare ai deficit nelle abilit\u00e0 o capacit\u00e0 del soggetto<\/strong>. L&#8217;occupazione in questo senso \u00e8 sinonimo del concetto denominato \u201cattivit\u00e0 propositiva\u201d. L&#8217;attivit\u00e0 propositiva richiede risposte pi\u00f9 specifiche e particolari rispetto all&#8217;occupazione come fine.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cosa rende terapeutica l&#8217;occupazione come mezzo?<\/h2>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>&nbsp;L&#8217;attivit\u00e0 deve avere uno scopo o un obiettivo che richieda la necessit\u00e0 di cambiamento e permetta di raggiungere il successo.<\/li>\n\n\n\n<li>Deve avere significato e rilevanza per la persona che sta attuando tale cambiamento, il che motiver\u00e0 l&#8217;apprendimento e il miglioramento.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pertanto, l&nbsp;<strong>aspetto terapeutico<\/strong>&nbsp;dell&#8217;occupazione utilizzata come mezzo per modificare i deficit, risiede nel suo carattere&nbsp;<strong>propositivo e significativo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si basa sul presupposto che l&nbsp;<strong>attivit\u00e0<\/strong>&nbsp;in s\u00e9 abbia&nbsp;<strong>propriet\u00e0 terapeutiche<\/strong>&nbsp;che producono cambiamenti organici o miglioramenti nei deficit comportamentali. Tuttavia, questi aspetti intrinseci non sono facilmente identificabili nell&#8217;analisi dell&#8217;attivit\u00e0 che si svolge durante il processo della terapia occupazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre che l&#8217;<strong>occupazione significativa<\/strong>&nbsp;ha uno scopo in s\u00e9, strettamente parlando, un&#8217;attivit\u00e0 propositiva potrebbe o meno essere significativa. Lo scopo di un&#8217;attivit\u00e0 \u00e8 l&#8217;obiettivo, cio\u00e8 il risultato finale atteso. Il significato \u00e8 il valore che ha per la persona e che completa l&#8217;obiettivo. Pertanto, \u00e8 un elemento individuale che dipende dalle credenze, dalle preferenze, dal contesto e dalla cultura, nonch\u00e9 dalle aspettative che il paziente ha nel suo processo di recupero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante il processo terapeutico il significato si sviluppa attraverso lo scambio personale tra il paziente e il terapeuta, per costruire e dare significato alle attivit\u00e0 all&#8217;interno di un contesto culturale, di momento ed esperienza di vita e di disabilit\u00e0 tenendo conto delle necessit\u00e0 presenti.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Obiettivi principali nell&#8217;intervento della terapia occupazionale in pazienti con danno cerebrale acquisito<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di seguito sono descritti in modo generale alcuni degli obiettivi principali nell&#8217;intervento che svolge la terapia occupazionale nei pazienti con DCA:<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Allineamento posturale corretto<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La&nbsp;<strong>debolezza di determinati gruppi muscolari<\/strong>&nbsp;e la&nbsp;<strong>perdita del controllo motorio&nbsp;<\/strong>sugli aggiustamenti posturali necessari in arti e tronco sono le principali alterazioni che possiamo osservare dopo un DCA. Pertanto la prevenzione e il trattamento delle alterazioni muscolo-scheletriche secondarie alla lesione si ottengono attraverso il corretto allineamento posturale nelle diverse posizioni in cui il soggetto svolge le sue attivit\u00e0 quotidiane (decubito, sedestazione, stazione eretta); inoltre \u00e8 necessario evidenziare l&#8217;<strong>importanza della corretta posizione<\/strong>&nbsp;del paziente nelle fasi precoci del danno cerebrale (sistemi di posizionamento), cos\u00ec come la necessaria pratica di differenti compiti motori.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Valutazione e ristabilimento dell&#8217;allineamento posturale<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il paziente con danno cerebrale spesso presenta perdita della capacit\u00e0 di associare in modo efficace determinate catene muscolari ad azioni particolari (per esempio, usare un cucchiaio al momento di mangiare); il che potrebbe essere dovuto all&#8217;<strong>alterazione del tono muscolare<\/strong>&nbsp;delle strutture implicate, alla mancanza di allineamento articolare o alla perdita dell&#8217;engramma motorio necessario per eseguire una sequenza di movimenti. Il ruolo della terapia occupazionale a questo livello consister\u00e0 fondamentalmente nella&nbsp;<strong>valutazione appropriata<\/strong>&nbsp;degli elementi colpiti e nel&nbsp;<strong>ristabilimento<\/strong>&nbsp;<strong>dell&#8217;allineamento posturale<\/strong>&nbsp;e nella facilitazione delle catene cinetiche muscolari appropriate per completare con successo le AVD.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Stimolare la metacognizione del paziente<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La terapia occupazionale deve&nbsp;<strong>stimolare la metacognizione<\/strong>&nbsp;del paziente, particolarmente nelle prime fasi del recupero della consapevolezza del soggetto sulla propria malattia, evidenziando i deficit che presenta affinch\u00e9 il soggetto possa prevedere le difficolt\u00e0 che incontrer\u00e0 nell&#8217;affrontare una determinata attivit\u00e0, stimare i possibili risultati e valutare la propria esecuzione nel compierla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Successivamente insegner\u00e0 al paziente&nbsp;<strong>strategie generali<\/strong>&nbsp;affinch\u00e9 vengano praticate in molteplici contesti. Ad esempio, raccogliere le informazioni rilevanti per svolgere un compito come preparare un caff\u00e8 prima di eseguirlo pu\u00f2 servire come strategia per il paziente che stimoli la supervisione e l&#8217;elaborazione del piano motorio da eseguire e delle possibili difficolt\u00e0 che incontrerebbe durante lo svolgimento di questa attivit\u00e0. Facilitaremo allo stesso modo la sua&nbsp;<strong>pianificazione ed esecuzione.<\/strong><\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Strategie cognitive<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allo stesso modo in cui le catene cinetiche muscolari e l&#8217;allineamento posturale servono da base per il corretto funzionamento motorio, le<strong>&nbsp;strategie cognitive<\/strong>&nbsp;forniscono il quadro di riferimento appropriato per stimolare la capacit\u00e0 del paziente di interpretare e gestire le informazioni complesse provenienti da diverse situazioni e contesti. Tali strategie mirano a far s\u00ec che il soggetto sia in grado di&nbsp;<strong>selezionare le informazioni rilevanti<\/strong>&nbsp;dall&#8217;ambiente e dall&#8217;attivit\u00e0 scartando quelle che non lo sono e che potrebbero perturbare il corretto processamento delle informazioni, al fine di pianificare il comportamento (motorio, sensoriale, ecc.) pi\u00f9 appropriato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allo stesso modo, non si pu\u00f2 dimenticare, specialmente nel danno cerebrale acquisito, che l&#8217;esecuzione di una AVD richiede sempre la&nbsp;<strong>partecipazione e integrazione di una serie di prerequisiti<\/strong>&nbsp;o componenti di base a livello sensoriomotorio, cognitivo e comportamentale la cui alterazione ha una&nbsp; relazione diretta con le limitazioni funzionali che possono verificarsi e il coinvolgimento di queste nel rendimento delle AVD.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Valutazione dei bisogni<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 inoltre compito dell&#8217;ergoterapista&nbsp;<strong>la valutazione dei bisogni in relazione alla raccomandazione di ausili tecnici o prodotti di supporto<\/strong>&nbsp;che favoriscano l&#8217;indipendenza personale del paziente, come ad esempio calzascarpe con manico lungo per indossare le scarpe o taglieri da cucina adattati per la preparazione degli alimenti, tra gli altri. Allo stesso modo, a questo professionista spettano i compiti relativi alle&nbsp;<strong>adattazioni dell&#8217;abitazione e all&#8217;accessibilit\u00e0<\/strong>&nbsp;dei luoghi frequentati dal paziente [33]. Infine, non possono essere trascurati la redazione dei documenti relativi alla pratica professionale, come ad esempio,<strong>&nbsp;documenti di carattere amministrativo<\/strong>relativi al livello di dipendenza per lo svolgimento delle attivit\u00e0 della vita quotidiana o alla necessit\u00e0 o meno dell&#8217;uso di diversi prodotti di supporto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le caratteristiche del paziente con danno cerebrale fanno s\u00ec che richieda un approccio specifico per quanto riguarda la sua valutazione e trattamento, evidenziando l&#8217;importanza dei suoi deficit cognitivi come elementi a lungo termine predittori di un peggior esito funzionale in relazione alla necessit\u00e0 di aiuto da parte di una terza persona per lo svolgimento delle AVD.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Generalizzazione<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;obiettivo della Terapia Occupazionale nel paziente con DCA deve<strong>&nbsp;concentrarsi sulla generalizzazione di nuove abilit\u00e0<\/strong>&nbsp;messe in atto in molteplici contesti reali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 consigliabile l&#8217;uso delle&nbsp;<strong>AVD<\/strong>&nbsp;come fine e come mezzo terapeutico, piuttosto che la pratica di esercizi isolati in modo ripetitivo, tenendo conto delle caratteristiche del paziente dopo la lesione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La&nbsp;<strong>Terapia Occupazionale<\/strong>&nbsp;come disciplina ha acquisito nell&#8217;ultimo decennio&nbsp;<strong>un ruolo sempre pi\u00f9 rilevante<\/strong>&nbsp;tanto nel trattamento ospedaliero quanto nel contesto comunitario, dimostrando la sua efficacia, economicit\u00e0 e necessit\u00e0 per il miglioramento dei risultati funzionali nei pazienti che hanno subito danno cerebrale acquisito.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Bibliograf\u00eda<\/h2>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"has-sm-font-size\">Garc\u00eda Pe\u00f1a M, S\u00e1nchez Cabeza A, Mij\u00e1n de Castro E. Evaluaci\u00f3n funcional y terapia ocupacional en el da\u00f1o cerebral adquirido. Rehabilitaci\u00f3n (Madr) 2002; 36 (3): 167-75.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Hinojosa J, Sabari J, Pedretti L. Position paper: purposeful activity. Am J Occup Ther 1993; 47: 1081-85.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Jackson JD. After rehabilitation: meeting the long-term needs of persons with traumatic brain injury. Am J Occup Ther 1994; 48<em>:<\/em>&nbsp;251-255.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Tickle-Degnen L., Rosenthal R. The behavioural and cognitive response of brain damaged patients to therapist instructional style. Occupl Ther J Res 1990; 10: 345-59.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Mathiowetz V, Bass Haugen J. Motor behaviour research: implications for therapeutic approaches to central nervous system dysfunction. Am J Occup Ther 1994; 48: 733-39.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Ministerio de Trabajo y Asuntos Sociales. Secretar\u00eda de Estado de Servicios Sociales. Familias y Discapacidad. Instituto de Mayores y Servicios Sociales (IMSERSO) (2001). Organizaci\u00f3n Mundial de la Salud Clasificaci\u00f3n Internacional del Funcionamiento, de la Discapacidad y de la Salud (CIF). Madrid: IMSERSO;2001.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Mulder T. A process-oriented model of human motor behaviour: toward a theory based rehabilitation approach. Phys Ther 1991; 71: 157-63.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Nashner LM, McCollum G. The organization of human postural movements: a formal basis and experimental synthesis. Behav Brain Sci 1985; 8: 135-39.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Neistadt ME. Occupational therapy for adults with perceptual deficits. Am J Occup Ther 1988; 42: 434-40.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Toglia JP. Approaches to cognitive assessment of the brain injured adult: Tradicional methods and dynamic investigation. Occup Ther Prac 1989; 1: 36-55.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">M\u00e1s bibliograf\u00eda<\/h3>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"has-sm-font-size\">Bakshi R, Bhambhani Y, Madill H. The effects of task preference on performance during purposeful and nonpurposeful activities. Am J Occup Ther 1991; 45: 912-16.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Jarus T. Motor learning and occupational therapy: the organization of practice. Am J Occup Ther 1994;48: 810-14.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Higgins JR, Spaeth RK. Relationship between consistency of movement and environmental condition. Quest 1972; 17: 61-67.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Sabari JS. Motor learning concepts applied to activity-based intervention with adults with hemiplegia. Am J Occupl Ther 1991; 45: 523-26.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Shumway-Cook A, Woollacott M. Motor control: theory and practical applications. Baltimore: Williams and Wilkins; 1995.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Schimidt RA. Motor learning principles for physical therapy. En: Lister MJ, editor. Contemporary management of motor control problems: proceeding of the II Step conference. Alexandria: Foundation for Physical Therapy; 1991. p.1-20.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Trombly C.. Clinical practice guidelines for post-stroke rehabilitation and occupational therapy practice. Am J Occup Ther 1995; 49:711-715<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Trombly CA. Occupation: purposefulness and meaningfulness as therapeutic mechanisms. Am J Occup Ther 1995; 49: 960-63.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Winstein CJ. Designing practice for motor learning: clinical implications. En: Lister MJ, editor. Contemporary management of motor control problems: proceeding of the II Step conference. Alexandria: Foundation for Physical Therapy; 1991. p.65-76.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Zimmerer-Branum S, Nelson DL. Occupationally embedded exercise versus rote exercise: a choice between occupational forms by elderly nursing home residents. Am J Occup Ther 1995; 49: 397-41.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">M\u00e1s referencias<\/h4>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"has-sm-font-size\">Abreu BC. The effect of environmental regulations on postural control after stroke. Am J Occup Ther 1995; 49: 517-25.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Abreu BC. The quadraphonic approach: Management of cognitive-perceptual and postural control dysfunction. Occup Ther Prac. 1992; 3: 12-29.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Carr JH, Shepherd RB. A motor relearning program for stroke Ed 2\u00ba. Rockville, Md: Aspen; 1987.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Carr JH, Shepherd RB. Early care of the stroke patient: a practice approach. London: Heinemann; 1983.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Davies PM. Steps to follow. A guide to the treatment of adult hemiplegia. New York: Springer-Verlag; 1985.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Magill RA. Motor learning concepts and applications. 4<sup>th<\/sup>&nbsp;ed. Madison: Brown and Benchmark; 1993.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">McCoy AO, Van Sant AF. Movement patterns of adolescent rising from a bed. Phys Ther 1993; 73:182-86.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Morton GG, Barnett DW, Hale LS. A comparison of performance measures of an added-purpose task versus a single-purpose task for upper extremities. Am J Occup Ther 1992; 46: 128-32.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Neistadt ME. The neurobiology of learning: Implications for treatment of adults with brain injury. Am J Occup Ther 1994; 48: 421-30.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Toglia JT. Generalization of treatment: a multicontext approach to cognitive perceptual impairment in adults with brain injury. Am J Occup Ther 1991; 45: 505-09.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Toglia JP. Visual Perception of objects: an approach to assessment and intervention. Am J Occup Ther 1989; 43: 587-94.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Radomski MV. Occupational therapy practice guidelines for adults with traumatic brain injury. USA: American Occupational Therapy Association; 1997.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">S\u00e1nchez-Cabeza A, Garc\u00eda-Pe\u00f1a M. Reflexiones sobre el proceso de tratamiento de las disfunciones cognitivas y perceptivas. Revista informativa de la Asociaci\u00f3n Profesional Espa\u00f1ola de Terapeutas Ocupacionales 2002; 28: 2-13.<\/li>\n<\/ul>\n\n<div style=\"height:100px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo del terapista occupazionale \u00c1ngel S\u00e1nchez sulla terapia occupazionale nei pazienti con danno cerebrale acquisito, potresti essere anche interessato ai seguenti articoli:<\/h3>\n\n<div class=\"mai-grid entries entries-grid has-boxed has-image-full\" style=\"--entry-title-font-size:var(--font-size-lg);--align-text:start;--entry-meta-text-align:start;\"><div class=\"entries-wrap has-columns\" style=\"--columns-xs:1 \/ 1;--columns-sm:1 \/ 1;--columns-md:1 \/ 3;--columns-lg:1 \/ 3;--flex-xs:0 0 var(--flex-basis);--flex-sm:0 0 var(--flex-basis);--flex-md:0 0 var(--flex-basis);--flex-lg:0 0 var(--flex-basis);--column-gap:var(--spacing-lg);--row-gap:var(--spacing-lg);--align-columns:start;\"><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-adhd-disturbo-da-deficit-di-attenzione-iperattivita tag-ninos tag-tdah tag-testimonianze tag-trastornos-del-neurodesarrollo\" style=\"--entry-index:1;\" aria-label=\"Intervento cognitivo con adolescenti con disturbo da deficit di attenzione e iperattivit\u00e0, tipo iperattivo\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/disturbi-del-neurosviluppo\/adhd-disturbo-da-deficit-di-attenzione-iperattivita\/intervento-cognitivo-con-adolescenti-con-adhd\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"246\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/plantilla-blog-3.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Aula con l&#039;insegnante di spalle di fronte a una lavagna verde; primo piano di uno studente seduto 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deficit di attenzione e iperattivit\u00e0, tipo iperattivo<\/a><\/h3>\n<\/div><\/article><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-adhd-disturbo-da-deficit-di-attenzione-iperattivita tag-atencion tag-funciones-ejecutivas tag-tdah tag-trastornos-del-neurodesarrollo\" style=\"--entry-index:2;\" aria-label=\"Trattamento dell&#8217;ADHD con il neurofeedback\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/disturbi-del-neurosviluppo\/adhd-disturbo-da-deficit-di-attenzione-iperattivita\/trattamento-del-tda-h-con-neurofeedback\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"267\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/the-image-of-the-human-brain.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Illustrazione stilizzata di un cervello umano 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rel=\"bookmark\">Trattamento dell&#8217;ADHD con il neurofeedback<\/a><\/h3>\n<\/div><\/article><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-attivita-per-ladhd tag-actividades-de-estimulacion-cognitiva tag-actividades-de-estimulacion-cognitiva-para-ninos tag-ninos tag-tdah tag-trastornos-del-neurodesarrollo\" style=\"--entry-index:3;\" aria-label=\"7 attivit\u00e0 da svolgere in classe con i bambini della scuola primaria affetti da ADHD\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/attivita-di-neuroriabilitazione\/attivita-per-ladhd\/attivita-da-svolgere-in-aula-con-bambini-delle-elementari-con-tdah\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"267\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/cuenta-sonidos-1.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Bambina con gli occhiali, vestita di blu con rombi, sorride a una festa; sfondo con una finestra e decorazioni, tavolo con torta e regali.\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/cuenta-sonidos-1-300x200.webp 300w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/cuenta-sonidos-1-768x513.webp 768w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/cuenta-sonidos-1-1024x684.webp 1024w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/cuenta-sonidos-1.webp 1200w\" sizes=\"(max-width:599px) 599px, (min-width:600px) and (max-width: 799px) 799px, (min-width:800px) and (max-width: 999px) 333px, (min-width:1000px) 400px\" \/><\/a><div class=\"entry-wrap entry-wrap-grid\"><h3 class=\"entry-title\" itemprop=\"headline\"><a class=\"entry-title-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/attivita-di-neuroriabilitazione\/attivita-per-ladhd\/attivita-da-svolgere-in-aula-con-bambini-delle-elementari-con-tdah\/\" rel=\"bookmark\">7 attivit\u00e0 da svolgere in classe con i bambini della scuola primaria affetti da ADHD<\/a><\/h3>\n<\/div><\/article><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-neuroscienze-del-cervello tag-cervello\" style=\"--entry-index:4;\" aria-label=\"Demenza frontotemporale: che cos&#8217;\u00e8, tipi, sintomi, cause, diagnosi e trattamento\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuroscienze-del-cervello\/demenza-frontotemporale-cose-tipi-sintomi-cause-diagnosi-e-trattamento\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"267\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Demencia-frontotemporal-1.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Ricercatore in camice rivede documenti in laboratorio, di fronte a uno schermo con dati sulla demenza frontotemporale.\" 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trattamento<\/a><\/h3>\n<\/div><\/article><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-attivita-di-neuroriabilitazione tag-actividades-de-estimulacion-cognitiva tag-actividades-de-estimulacion-cognitiva-para-adultos tag-actividades-de-estimulacion-cognitiva-para-ninos\" style=\"--entry-index:5;\" aria-label=\"Attivit\u00e0 uditive nella riabilitazione cognitiva di bambini e adulti\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/attivita-di-neuroriabilitazione\/attivita-uditive-nella-riabilitazione-cognitiva-di-bambini-e-adulti\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"300\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Actividades-NeuronUP-Localiza-los-sonidos-400x300.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Griglia di 16 caselle con giradischi antichi, uno in riproduzione, 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