
{"id":40420,"date":"2026-02-17T08:08:00","date_gmt":"2026-02-17T08:08:00","guid":{"rendered":"https:\/\/neuronup.com\/?p=40420"},"modified":"2026-02-17T08:08:00","modified_gmt":"2026-02-17T08:08:00","slug":"la-digitalizzazione-nella-valutazione-neuropsicologica-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/neuronup.com\/it\/ricerca\/nuove-tecnologie\/la-digitalizzazione-nella-valutazione-neuropsicologica-2\/","title":{"rendered":"La digitalizzazione nella valutazione neuropsicologica"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-xl-font-size\">Marcos R\u00edos-Lago rende visibili i <strong>progressi, le opportunit\u00e0 e i limiti della tecnologia nell&#8217;ambito della valutazione neuropsicologica<\/strong>, con uno sguardo critico e integratore.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;onnipresenza della tecnologia nelle nostre vite<\/h2>\n\n\n\n<p>Attualmente siamo circondati dalla tecnologia. Solo pochi giorni fa abbiamo vissuto un blackout che ci ha lasciati senza elettricit\u00e0 per alcune ore ed \u00e8 stato possibile abbozzare le conseguenze del non disporre della tecnologia a cui siamo abituati. Industria, intrattenimento, trasporti, comunicazioni e un&#8217;infinit\u00e0 di elementi quotidiani cos\u00ec semplici come cucinare o avere acqua calda hanno smesso di funzionare. La tecnologia ci circonda in praticamente tutti gli aspetti della nostra vita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 la neuropsicologia ha impiegato tanto tempo a digitalizzarsi?<\/h2>\n\n\n\n<p>Tuttavia, alcuni autori hanno recentemente osservato che esistono discipline in cui l&#8217;uso della tecnologia \u00e8 ancora simbolico e non \u00e8 stato incorporato nel lavoro quotidiano tanto quanto sarebbe possibile. Naturalmente parliamo della neuropsicologia, come sottolineato da Miller e Barr (2017).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante i suoi potenziali vantaggi e l&#8217;elevato livello di utilizzo della tecnologia in altri ambiti, <strong>la neuropsicologia non ha ancora effettuato una piena transizione verso l&#8217;incorporazione di elementi tecnologici<\/strong> che invece sono stati adottati da tempo in altri settori affini nel campo della riabilitazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Primi passi verso la trasformazione digitale nella riabilitazione<\/h3>\n\n\n\n<p>\u00c8 vero che nell&#8217;ambito della riabilitazione <strong>l&#8217;uso dei computer per la stimolazione cognitiva \u00e8 pi\u00f9 diffuso<\/strong>, e NeuronUP ne \u00e8 un buon esempio. <strong>Abbiamo anche iniziato a svolgere sessioni a distanza<\/strong>, una soluzione che ha rappresentato un grande vantaggio durante il periodo della pandemia e ha permesso di mantenere i trattamenti di chi non ha potuto recarsi temporaneamente nei centri di riabilitazione. Questo \u00e8 di immediata applicazione in contesti rurali e meno serviti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le linee guida dell&#8217;APA per la telepsicologia stabiliscono principi etici, tecnici e psicometrici per la neuropsicologia a distanza mediante videoconferenza (American Psychological Association, 2013). Inoltre, l&#8217;uso degli strumenti digitali \u00e8 gi\u00e0 disponibile nelle cartelle cliniche informatizzate, date le attuali esigenze di protezione delle informazioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La valutazione neuropsicologica: ancora lontana dalla digitalizzazione<\/h3>\n\n\n\n<p>Tuttavia, <strong>l&#8217;uso della tecnologia nella valutazione neuropsicologica \u00e8 solo agli inizi e la sua implementazione \u00e8 molto scarsa<\/strong>, nonostante il suo potenziale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Test classici: i pilastri della neuropsicologia clinica&nbsp;<\/h2>\n\n\n\n<p>All&#8217;inizio del XX secolo, l&#8217;interesse per comprendere il funzionamento della mente umana e del sistema nervoso permise lo sviluppo di alcune prove sperimentali come l&#8217;oggi noto test di Stroop (1935), il Trail Making Test (1948), o le prove di memoria di Rey (1919) o la Figura Complessa di Rey (1941) (per una rassegna vedi Sherman, Tan e Hrabok, 2022).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo qualche tempo, queste prove iniziarono a essere utilizzate in ambito clinico con l&#8217;obiettivo di caratterizzare il profilo cognitivo di pazienti con qualche tipo di compromissione del sistema nervoso centrale. Questi test sono diventati lo standard di riferimento nella pratica clinica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 continuiamo a usare test progettati 100 anni fa?<\/h3>\n\n\n\n<p>Quasi 100 anni dopo continuiamo a usare queste prove nella pratica clinica quotidiana. Tuttavia, nel corso di tutti questi anni <strong>continua la progettazione di compiti che ci permettono di approfondire e ampliare la nostra conoscenza sulla cognizione e sul cervello, ma non sono passati all&#8217;ambito clinico<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Se disponiamo dei \u201cmigliori\u201d compiti per conoscere il funzionamento del cervello e dei processi cognitivi, perch\u00e9 non usarli quotidianamente con i nostri pazienti?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Vantaggi dei test cartacei<\/h3>\n\n\n\n<p>I neuropsicologi conoscono bene i test classici cartacei. Oggi sappiamo che ci permettono di <strong>valutare la performance dei meccanismi che conosciamo attualmente<\/strong> (e che non sempre coincidono con quelli per cui, secondo le conoscenze di 100 anni fa, furono progettati).<\/p>\n\n\n\n<p>Molti di essi ci consentono di effettuare osservazioni ragionevolmente standardizzate per mettere alla prova i nostri modelli cognitivi e, soprattutto, osservare e diagnosticare il comportamento delle persone (molte delle quali con qualche tipo di compromissione cognitiva per diversi motivi). Inoltre, offrono norme solide, che ci permettono di mettere le prestazioni di un individuo in relazione con diversi gruppi di riferimento, per et\u00e0, livello di istruzione, patologia, ecc. Certamente li usiamo ogni giorno e possiamo vedere chiaramente i loro vantaggi (e anche alcuni svantaggi).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group br-0111 has-primary-background-color has-background has-dark-background has-sm-padding-top has-sm-padding-left has-sm-padding-right has-xxl-margin-top\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full desktop-position-absolute desktop-bottom-0 mobile-width-50 mobile-m-inline-auto has-xl-margin-top\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/v3\/producto-certificado.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-31568\"><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<h2 class=\"wp-block-heading has-white-color has-text-color\"><strong>Iscriviti<\/strong> <br>alla nostra <br>Newsletter<\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button--1\" style=\"--button-outline-color:var(--color-white);--button-outline-color-hover:rgba(0,0,0,0.8);\"><a class=\"wp-block-button__link button button-outline   wp-element-button\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/newsletter\/\">Iscriviti<\/a><\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Digitalizzazione della valutazione neuropsicologica: una nuova era<\/h2>\n\n\n\n<p>Attualmente abbiamo la possibilit\u00e0 di introdurre pienamente la digitalizzazione nell&#8217;ambito della valutazione neuropsicologica. <strong>Questa digitalizzazione della valutazione non solo risponde all&#8217;urgenza di modernizzare protocolli secolari, ma apre un ventaglio di possibilit\u00e0<\/strong> che trascende la mera trasposizione in formato elettronico dei test classici.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Prima fase: conversione dei protocolli<\/h3>\n\n\n\n<p>La <strong>conversione dei protocolli classici in formati elettronici<\/strong> pu\u00f2 costituire la prima fase della digitalizzazione. In questa fase, si replicano le istruzioni e i criteri di somministrazione, <strong>incorporando punteggi automatici e nuove metriche<\/strong> temporali e cinematiche (latenze, pause, pressioni tattili, tremore, ecc.).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Queste nuove misure possono <strong>aiutare a rilevare microvariazioni nell&#8217;ordine dei tracciati e nella pressione applicata<\/strong>, indicatori potenzialmente sensibili al deterioramento cognitivo e ad alterazioni sottili.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Anche l&#8217;uso di metriche di variabilit\u00e0 o di coerenza di risposta pu\u00f2 aiutare a svelare fluttuazioni attentive impercettibili nel formato classico (Harris et al., 2024).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In questo ambito rientrerebbe senz&#8217;altro la <strong>incorporazione di compiti di ricerca<\/strong> in neuroscienze e neuropsicologia di base <strong>che possano essere utili in ambito clinico<\/strong>, riprendendo cos\u00ec parte della tradizione della nostra disciplina alle sue origini.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Il ruolo del clinico nell&#8217;era digitale<\/h4>\n\n\n\n<p>Tuttavia, la semplice acquisizione di dati quantitativi \u00e8 priva di senso interpretativo, per cui \u00e8 necessario un elevato livello di competenza da parte del professionista. <strong>L&#8217;interpretazione dei risultati continua in gran parte a dipendere dall&#8217;abilit\u00e0 del clinico<\/strong>: le norme di punteggio, l&#8217;applicazione di euristiche nel ragionamento, i criteri di esclusione degli item e le inferenze diagnostiche richiedono un alto livello di esperienza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, dobbiamo riflettere sulle nostre conoscenze. Per esempio: &#8216;siamo esperti in traumi cranioencefalici?&#8217;, &#8216;e quanto siamo esperti in un paziente che ha subito un trauma dopo un tentativo di suicidio non riuscito?&#8217;, &#8216;siamo bravi a gestire le conseguenze di un trauma in una persona affetta da una grave depressione?&#8217;.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Forse poter contare su sistemi di supporto contestuale o suggerimenti automatizzati pu\u00f2 migliorare la nostra capacit\u00e0 valutativa e terapeutica.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Seconda fase: incorporazione di hardware<\/h3>\n\n\n\n<p>Una possibile seconda fase <strong>includerebbe hardware aggiuntivo<\/strong>: accelerometri, sensori aptici, sensori di movimento, eye tracker, telecamere per il riconoscimento facciale, ambienti di realt\u00e0 virtuale e aumentata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Bello et al. (2025) concludono che queste <strong>tecnologie restano ancora sottoutilizzate, nonostante il loro potenziale<\/strong> nel ricreare attivit\u00e0 strumentali della vita quotidiana con grande fedelt\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Attraverso alcune di queste tecnologie potrebbe essere possibile registrare le reazioni di frustrazione, l&#8217;ansia anticipatoria o la capacit\u00e0 di individuare i propri errori. Tutto ci\u00f2 dipende ancora oggi dalla capacit\u00e0 del professionista di rilevarlo e interpretarlo adeguatamente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ambiti come la cognizione sociale, la risoluzione dei conflitti interpersonali o il riconoscimento delle emozioni <strong>continuano a essere territori scarsamente esplorati con strumenti quantitativi ad alta risoluzione<\/strong>. E, in un mondo globalizzato, la mancanza di confronti transculturali e di versioni adattate a diversi contesti linguistici e educativi indebolisce la validit\u00e0 ecologica di molti strumenti.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Wearable e mobile health in neuropsicologia<\/h4>\n\n\n\n<p>Ma, tornando alla tecnologia gi\u00e0 adottata e che ci circonda, <strong>possiamo evidenziare i cosiddetti wearable<\/strong>, che ci permettono di registrare informazioni in tempo reale e in ambienti naturali (Fioerdelli et al., 2013).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dalla comparsa dell&#8217;iPhone nel 2007 la ricerca su mobile health \u00e8 aumentata esponenzialmente, con particolare rilievo per la monitorizzazione remota, la raccolta frequente di dati in ambienti naturali, la promozione della salute e il confronto intraindividuale di tipo longitudinale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La neuropsicologia non sta sfruttando appieno le potenzialit\u00e0 di questa raccolta di dati in ambienti naturali<\/strong>. Ci\u00f2 include registrazioni vocali, di movimento, percorsi, ecc. Inoltre, l&#8217;uso di telefoni mobili permette anche di fornire feedback immediato all&#8217;individuo, l&#8217;uso di messaggistica pianificata, l&#8217;ottimizzazione di allarmi e avvisi (ad esempio geolocalizzati), l&#8217;uso della fotocamera e dei microfoni, il riconoscimento vocale, nonch\u00e9 altre funzionalit\u00e0 di interesse per la neuropsicologia (G\u00f3mez Velez et al., 2017).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Terza fase: integrazione dell&#8217;IA<\/h3>\n\n\n\n<p>La terza e pi\u00f9 dirompente fase potrebbe essere la <strong>integrazione di piattaforme unificate con intelligenza artificiale<\/strong> (IA). La rapida implementazione di diverse soluzioni IA negli ultimi mesi e l&#8217;adozione da parte della popolazione potrebbero far s\u00ec che questa fase si anticipi pi\u00f9 del previsto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;esistenza di sistemi di elaborazione del linguaggio naturale e la loro accessibilit\u00e0 stanno accelerando l&#8217;uso di, almeno, alcune delle loro funzionalit\u00e0. Nonostante ci\u00f2, <strong>sar\u00e0 utile approfondire questa tecnologia<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Possibilit\u00e0 diagnostiche e di intervento<\/h4>\n\n\n\n<p>Algoritmi di apprendimento supervisionato e non supervisionato possono elaborare migliaia di variabili (cinematiche, tempi di reazione, pattern di errore), analizzando schemi complessi di risposta, identificando profili cognitivi atipici, rilevando marcatori prognostici o proponendo inferenze neuroanatomiche con accuratezze che superano il giudizio esperto in determinate attivit\u00e0 specifiche (Veneziani et al., 2024).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Generazione automatizzata di report<\/h4>\n\n\n\n<p>Inoltre, <strong>questi sistemi possono generare report che integrano narrative cliniche, grafici delle prestazioni e raccomandazioni di intervento<\/strong> (riabilitazione cognitiva, aggiustamenti farmacologici) in pochi secondi, riducendo significativamente il tempo di presa di decisioni, la necessit\u00e0 di modifiche nei trattamenti e persino l&#8217;elaborazione dei report senza diminuirne (o addirittura aumentando) la qualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Basi di dati normative e personalizzazione diagnostica<\/h4>\n\n\n\n<p>Un aspetto chiave per il corretto funzionamento di questi strumenti \u00e8 la <strong>costruzione di grandi banche dati normative multicentriche<\/strong>, con validazione transculturale e con dati che consentano l&#8217;aggiustamento per diversi parametri (et\u00e0, livello di istruzione, comorbilit\u00e0, ecc.), permettendo la personalizzazione delle diagnosi e dei punti di cut-off.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Considerazioni etiche e sfide regolatorie nella digitalizzazione della neuropsicologia<\/h2>\n\n\n\n<p>Tuttavia, <strong>la transizione verso questa neuropsicologia 3.0 comporta sfide regolatorie ed etiche<\/strong> (Bilder, 2011; Harris et al., 2024).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il GDPR richiede crittografia, anonimizzazione e tracciabilit\u00e0 nella gestione dei dati sensibili. Inoltre, l&#8217;approvazione di strumenti basati su IA da parte di organismi come EMA o FDA \u00e8 ancora agli inizi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, oltre a ci\u00f2, esiste un elemento fondamentale che non ricade su queste istituzioni n\u00e9 sul legislatore competente, ma su coloro che generano, insegnano e utilizzano questa tecnologia: l&#8217;apprendimento permanente, l&#8217;uso corretto e la conoscenza dei suoi limiti e delle sue capacit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Solo con un uso responsabile e adeguato queste tecnologie ci rendono migliori<\/strong>. Non possiamo delegare le nostre mansioni e responsabilit\u00e0 ai modelli linguistici, ma possiamo usarli come strumenti per aumentare le nostre capacit\u00e0 e sorvegliare da vicino i risultati che forniscono. Questo ci impone un apprendimento costante, aggiuntivo a quello a cui come professionisti della neuropsicologia eravamo gi\u00e0 tenuti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione: verso una neuropsicologia pi\u00f9 precisa, ecologica e personalizzata<\/h2>\n\n\n\n<p>Il messaggio centrale mi sembra chiaro: per superare le inerzie del passato e soddisfare le esigenze cliniche del XXI secolo, \u00e8 <strong>necessario abbracciare una digitalizzazione intelligente<\/strong> che rispetti la rigorosit\u00e0 psicometrica, potenzi la sensibilit\u00e0 diagnostica e apra la strada a valutazioni realmente ecologiche e personalizzate.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cos\u00ec la neuropsicologia potr\u00e0 valutare con fedelt\u00e0 il complesso comportamento umano e offrire interventi di precisione<\/strong> che migliorino la qualit\u00e0 della vita di chi soffre di alterazioni cognitive.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto ci\u00f2, inoltre, non \u00e8 incompatibile con l&#8217;osservazione attenta e ravvicinata delle persone che si rivolgono a noi per effettuare le loro valutazioni e i loro trattamenti. Ci troviamo di fronte a un <strong>importante sfida in cui dobbiamo integrare il passato con il futuro<\/strong> (in realt\u00e0, il presente). Questo treno \u00e8 gi\u00e0 partito. Sta a noi salirci e guidarlo oppure aspettare che lo facciano altri per noi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Bibliografia<\/h2>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"has-sm-font-size\">American Psychological Association. (2013, luglio). <em>Guidelines for the practice of telepsychology<\/em>.<a href=\"https:\/\/www.apa.org\/about\/policy\/telepsychology-revisions\"> <\/a>https:\/\/www.apa.org\/about\/policy\/telepsychology-revisions<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Bello, K., Aqlan, F., &amp; Harrington, W. (2025). Extended reality for neurocognitive assessment: A systematic review. Journal of psychiatric research, 184, 473\u2013487. https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.jpsychires.2025.03.034<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Bilder RM. (2011). Neuropsychology 3.0: evidence-based science and practice. Journal of the International Neuropsychological Society : JINS, 17(1), 7\u201313. https:\/\/doi.org\/10.1017\/S1355617710001396<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Harris C, Tang Y, Birnbaum E, Cherian C, Mendhe D, Chen MH. (2024) Digital Neuropsychology beyond Computerized Cognitive Assessment: Applications of Novel Digital Technologies,&nbsp;<em>Archives of Clinical Neuropsychology<\/em>, 39 (3), 290-304. https:\/\/doi.org\/10.1093\/arclin\/acae016<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">G\u00f3mez A, Nieto L\u00f3pez S, Gonz\u00e1lez Rey N y R\u00edos Lago M. (2017) El uso de los tel\u00e9fonos m\u00f3viles en la rehabilitaci\u00f3n de las lesiones cerebrales. Informaciones psiqui\u00e1tricas. 229. 53-77&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Miller JB y Barr WB (2017). The Technology Crisis in Neuropsychology. Archives of clinical neuropsychology, 32(5), 541\u2013554. https:\/\/doi.org\/10.1093\/arclin\/acx050<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Sherman EMS, Tan JE y Hrabok M, (2022). A compendium of neuropsychological tests: Fundamentals of Neuropsychological Assessment and Test Reviews for Clinical Practice (4th Ed). Oxford University Press&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Veneziani, I., Marra, A., Formica, C., Grimaldi, A., Marino, S., Quartarone, A., &amp; Maresca, G. (2024). Applications of Artificial Intelligence in the Neuropsychological Assessment of Dementia: A Systematic Review. Journal of personalized medicine, 14(1), 113. https:\/\/doi.org\/10.3390\/jpm14010113<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Se ti \u00e8 piaciuto questo post del blog sulla&nbsp;<strong>digitalizzazione nella valutazione neuropsicologica<\/strong>, sicuramente ti interesseranno questi articoli di NeuronUP:<\/h3>\n\n\n\n\n\n<div class=\"mai-grid entries entries-grid has-boxed has-image-full\" style=\"--entry-title-font-size:var(--font-size-lg);--align-text:start;--entry-meta-text-align:start;\"><div class=\"entries-wrap has-columns\" style=\"--columns-xs:1\/1;--columns-sm:1\/1;--columns-md:1\/3;--columns-lg:1\/3;--flex-xs:0 0 var(--flex-basis);--flex-sm:0 0 var(--flex-basis);--flex-md:0 0 var(--flex-basis);--flex-lg:0 0 var(--flex-basis);--column-gap:var(--spacing-lg);--row-gap:var(--spacing-lg);--align-columns:start;\"><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-ictus-o-malattie-cerebrovascolari-cva tag-ictus\" style=\"--entry-index:1;\" aria-label=\"4 Cause Infrequenti dell&#8217;ictus\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/cerebrolesione-acquisita\/ictus-o-malattie-cerebrovascolari-cva\/cause-infrequenti-dellictus\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"267\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/causas-infrecuentes-del-ictus.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Serie di immagini MRI del cervello presentate in pannelli, evidenziando anatomia cerebrale, angolazioni diverse.\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/causas-infrecuentes-del-ictus-300x200.webp 300w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/causas-infrecuentes-del-ictus-768x512.webp 768w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/causas-infrecuentes-del-ictus-1024x683.webp 1024w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/causas-infrecuentes-del-ictus.webp 1200w\" sizes=\"(max-width:599px) 599px, (min-width:600px) and (max-width: 799px) 799px, (min-width:800px) and (max-width: 999px) 333px, (min-width:1000px) 400px\" \/><\/a><div class=\"entry-wrap entry-wrap-grid\"><h3 class=\"entry-title\" itemprop=\"headline\"><a class=\"entry-title-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/cerebrolesione-acquisita\/ictus-o-malattie-cerebrovascolari-cva\/cause-infrequenti-dellictus\/\" rel=\"bookmark\">4 Cause Infrequenti dell&#8217;ictus<\/a><\/h3>\n<\/div><\/article><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-attivita-per-le-abilita-visuo-spaziali tag-abilita-visuospaziali tag-adulti tag-attivita-di-stimolazione-cognitiva tag-attivita-di-stimolazione-cognitiva-per-adulti tag-notizie-di-neuronup\" style=\"--entry-index:2;\" aria-label=\"Scheda per lavorare la visualizzazione spaziale negli adulti: Ricostruzione mentale di cubi\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/attivita-di-neuroriabilitazione\/attivita-per-le-funzioni-cognitive\/attivita-per-le-abilita-visuo-spaziali\/scheda-per-lavorare-la-visualizzazione-spaziale-negli-adulti-ricostruzione-mentale-di-cubi\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"270\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Captura-de-pantalla-2023-05-16-a-las-19.27.36.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Croce di sei quadrati verdi e bianchi; 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L&#8217;onnipresenza della tecnologia nelle nostre vite Attualmente siamo circondati dalla tecnologia. 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