
{"id":38901,"date":"2025-03-24T12:03:20","date_gmt":"2025-03-24T10:03:20","guid":{"rendered":"https:\/\/neuronup.com\/?p=38901"},"modified":"2025-03-24T12:03:20","modified_gmt":"2025-03-24T10:03:20","slug":"attenzione-e-velocita-di-elaborazione-fanno-parte-dello-stesso-processo-o-sono-meccanismi-distinti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuropsicologia\/funzioni-esecutive\/attenzione-e-velocita-di-elaborazione-fanno-parte-dello-stesso-processo-o-sono-meccanismi-distinti\/","title":{"rendered":"Attenzione e velocit\u00e0 di elaborazione: fanno parte dello stesso processo o sono meccanismi differenziati?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-xl-font-size wp-block-paragraph\">In questo articolo affrontiamo la <strong>relazione tra attenzione e velocit\u00e0 di elaborazione<\/strong>, analizzando se fanno parte dello stesso processo cognitivo o se sono meccanismi differenti. <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Introduzione<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I processi attenzionali e la velocit\u00e0 di elaborazione costituiscono due elementi cognitivi di <strong>grande rilevanza nella neuropsicologia attuale<\/strong>. Entrambi sono strettamente correlati, tanto che, pur essendo costrutti distinguibili, spesso vengono affrontati insieme. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella pratica clinica e nelle attivit\u00e0 quotidiane entrambe le funzioni tendono a operare in modo interdipendente, e si \u00e8 osservato che <strong>un&#8217;alterazione in una qualsiasi di queste due aree ricade notevolmente sull&#8217;altra<\/strong> (R\u00edos et al., 2012; Salthouse, 2000). Inoltre, nel corso della storia i meccanismi attentivi sono stati studiati con molteplici compiti sperimentali, tra cui spicca l&#8217;uso di compiti che misurano i tempi di reazione, facendo s\u00ec che processi e strumenti di misura siano, in qualche modo, unificati. Queste ragioni possono spiegare, almeno parzialmente, perch\u00e9 lo studio dell&#8217;attenzione e della velocit\u00e0 di elaborazione siano stati intimamente collegati e affrontati congiuntamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, alcuni autori hanno osservato che la velocit\u00e0 di elaborazione \u00e8 un <strong>elemento della cognizione che ha un&#8217;entit\u00e0 propria<\/strong> e potrebbe essere affrontata in modo specifico (Bessel, 1820; Donders, 1868; Kant, 1798; Muller, 1801; R\u00edos et al., 2004; Salthouse, 2000; Schneider e Schiffrin, 1977; Spikman et al, 2000; Von Helmholtz, 1821-1894). Attualmente, numerosi riscontri indicano che la velocit\u00e0 di elaborazione, e la sua alterazione, la lentezza nell&#8217;elaborazione, costituiscono un elemento fondamentale per la diagnosi e il trattamento delle alterazioni del sistema nervoso (DeLuca e Kalmar, 2008).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Attenzione e velocit\u00e0 di elaborazione<\/h2>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">\u00bfQu\u00e9 son la atenci\u00f3n y la velocidad de procesamiento?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da un lato, l&#8217;<strong>attenzione <\/strong>costituisce un complesso insieme di processi o <strong>meccanismi cognitivi rivolti al mantenimento di un livello di attivazione che consenta l&#8217;elaborazione<\/strong> delle informazioni, e all&#8217;orientamento, selezione e mantenimento dell&#8217;elaborazione su alcuni stimoli e azioni rilevanti (Posner e Petersen, 1990; Petersen e Posner, 2012). D&#8217;altra parte, la <strong>velocit\u00e0 di elaborazione<\/strong> si riferisce al <strong>ritmo con cui il cervello riceve, analizza e produce risposte<\/strong> agli stimoli (R\u00edos e Peria\u00f1ez, 2010), il che non influisce esclusivamente sull&#8217;attenzione, ma anche sul funzionamento di altri processi come la memoria, il linguaggio, le funzioni esecutive o la cognizione sociale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Queste definizioni permettono di individuare alcune differenze tra i due meccanismi. <\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns br-0111 particle-bg p-5 has-primary-background-color has-background is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:66.66%\">\n<h2 class=\"wp-block-heading has-white-color has-text-color\">Prova NeuronUP gratis per 7 giorni<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color wp-block-paragraph\">Potrai collaborare con le nostre attivit\u00e0, progettare sedute o fare riabilitazione a distanza.<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:33.33%\">\n<div class=\"wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button\" style=\"--button-background:var(--color-custom-1);--button-background-hover:#cc7e00;\"><a class=\"wp-block-button__link button   wp-element-button\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/landing-store-user\/\">Comincia la tua prova<\/a><\/div>\n\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:18px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Basi neuroanatomiche dell&#8217;attenzione e della velocit\u00e0 di elaborazione<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A tale questione va aggiunto che il <strong>substrato neuroanatomico di ciascuno di essi incide ancora di pi\u00f9 sull&#8217;esistenza di importanti differenze<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno dei modelli pi\u00f9 rilevanti nell&#8217;ambito dell&#8217;<strong>attenzione <\/strong>propone l&#8217;esistenza di <strong>tre reti attentive<\/strong>: <\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>la<strong> rete di allerta<\/strong> (collegata all&#8217;attivazione generale e al mantenimento dello stato di vigilanza);<\/li>\n\n\n\n<li>la <strong>rete di orientamento<\/strong> (incaricata dell&#8217;orientamento e dello spostamento del focus attentivo);<\/li>\n\n\n\n<li>e la <strong>rete esecutiva <\/strong>(coinvolta nella supervisione e nel controllo dell&#8217;attenzione). <\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Queste sono correlate a strutture cortico-subcorticali ragionevolmente determinate (Petersen e Posner, 2012; Dosenbach et al., 2024). <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per parte sua, la <strong>velocit\u00e0 di elaborazione<\/strong> si relaziona, in generale, con l&#8217;<strong>efficienza con cui il cervello trasmette e trasforma l&#8217;informazione<\/strong>. \u00c8 stato proposto che una parte sostanziale della velocit\u00e0 di elaborazione dipenda dall&#8217;integrit\u00e0 della sostanza bianca e dalla connettivit\u00e0 tra le regioni cerebrali (Martin-Bejarano, 2024; Vercruyssen; 1993). <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pertanto, <strong>entrambe le funzioni si basano su reti anatomiche e fisiologiche distinte<\/strong>, e la loro alterazione pu\u00f2 dipendere da meccanismi patofisiologici specifici.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Valutazione neuropsicologica dell&#8217;attenzione e della velocit\u00e0 di elaborazione<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell&#8217;ambito della valutazione neuropsicologica si pu\u00f2 osservare anche questa <strong>stretta interazione<\/strong> tra attenzione e velocit\u00e0 di elaborazione. Molti <strong>test pensati originariamente per valutare <\/strong>componenti differenti dell&#8217;<strong>attenzione richiedono anche velocit\u00e0<\/strong> nelle risposte. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I risultati ottenuti in test come il Trail Making Test (TMT) o il test di Stroop sono stati tradizionalmente interpretati in termini di alterazioni in componenti attentivi specifici. Ma questi risultati stanno mostrando un <strong>sovrapposizione <\/strong>tra i deficit di velocit\u00e0 di elaborazione e i deficit attentivi. Se un paziente mostra problemi nel controllo dell&#8217;attenzione, \u00e8 possibile che ci\u00f2 si traduca in un aumento del suo tempo di risposta. Allo stesso tempo, una marcata lentezza nell&#8217;elaborazione pu\u00f2 essere erroneamente interpretata come una difficolt\u00e0 attentiva. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se questi componenti non sono adeguatamente valutati e separati si corre il <strong>rischio di stabilire un obiettivo terapeutico sbagliato<\/strong>, con la conseguente perdita di tempo, sforzi e risorse investite (per esempio, lavorare l&#8217;attenzione selettiva, quando il problema reale era la lentezza nell&#8217;elaborazione).<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In tal senso, disporre di test neuropsicologici che aiutino a stabilire correttamente queste dissociazioni \u00e8 di grande aiuto. Alcune prove facilitano questo compito. Cos\u00ec, per esempio, lo Symbol Digit Modalities Test (SDMT) o l&#8217;indice di velocit\u00e0 di elaborazione del WAIS, o il calcolo di punteggi derivati nel TMT o nello Stroop consentono di ottenere indici di velocit\u00e0 di elaborazione relativamente indipendenti dal funzionamento di altri meccanismi cognitivi. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, \u00e8 <strong>necessario approfondire ulteriormente i veri cause del basso rendimento nei compiti<\/strong>. Cos\u00ec, il modello a tre fattori di Costa et al., (2017) indica che, all&#8217;interno della lentezza di elaborazione, \u00e8 anche possibile distinguere se la lentezza \u00e8 sensoriale, cognitiva o motoria. Il neuropsicologo deve avere la capacit\u00e0 e la precauzione di valutare adeguatamente questi elementi. Disporre di prove specifiche per isolare correttamente l&#8217;interessamento di ciascun componente dell&#8217;elaborazione sar\u00e0 di grande aiuto nella definizione del programma di trattamento necessario per ogni paziente. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molti neuropsicologi sono consapevoli della necessit\u00e0 di effettuare questa separazione, ma gli <strong>strumenti disponibili attualmente richiedono un lavoro aggiuntivo<\/strong> da parte dei professionisti che, guidati dalle teorie cognitive disponibili, devono cercare l&#8217;esistenza di queste dissociazioni. Pertanto, la valutazione neuropsicologica deve evolversi verso prove che isolino, nella misura del possibile, ciascuna di queste funzioni per una diagnosi differenziale precisa (Arroyo et al., 2021; Lubrini et al., 2016; Lubrini et al., 2020).<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group br-0111 has-primary-background-color has-background has-dark-background has-sm-padding-top has-sm-padding-left has-sm-padding-right has-xxl-margin-top\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full desktop-position-absolute desktop-bottom-0 mobile-width-50 mobile-m-inline-auto has-xl-margin-top\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/v3\/producto-certificado.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-31568\"><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<h2 class=\"wp-block-heading has-white-color has-text-color\"><strong>Iscriviti<\/strong> <br>alla nostra <br>Newsletter<\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button--1\" style=\"--button-outline-color:var(--color-white);--button-outline-color-hover:rgba(0,0,0,0.8);\"><a class=\"wp-block-button__link button button-outline   wp-element-button\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/newsletter\/\">Iscriviti<\/a><\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Riabilitazione e stimolazione<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, una volta individuata la causa principale delle difficolt\u00e0 del paziente, \u00e8 <strong>necessaria la selezione dei compiti che permettano il lavoro specifico<\/strong> del componente interessato. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo modo, <strong>disporre di esercizi e strumenti di intervento separati<\/strong> per i componenti dell&#8217;attenzione e per la velocit\u00e0 di elaborazione <strong>agevoler\u00e0 enormemente il lavoro quotidiano del clinico<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una adeguata classificazione delle attivit\u00e0 per la riabilitazione deve contemplare la possibilit\u00e0 di lavorare sui componenti attentivi senza la pressione del tempo, oppure introducendo un componente di velocit\u00e0 che esiga un ritmo di esecuzione elevato. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In alcune occasioni sar\u00e0 auspicabile la presenza di un componente attentivo, o di una combinazione di attenzione e velocit\u00e0 o, addirittura, la presenza di compiti di memoria o funzione esecutiva, con una elevata pressione temporale (ci\u00f2 faciliter\u00e0 l&#8217;apprendimento di strategie per la gestione di questa pressione in modo pi\u00f9 generalizzato). <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Un piano di trattamento rigoroso deve considerare compiti specifici per ciascuna dimensione, valutando al contempo l&#8217;influenza reciproca tra le due.<\/strong> Quando si riesce a differenziare chiaramente se un basso rendimento \u00e8 dovuto prevalentemente a un deficit attentivo o a un rallentamento globale, si possono progettare interventi terapeutici pi\u00f9 precisi ed efficaci.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In conclusione, i meccanismi attentivi e la velocit\u00e0 di elaborazione, sebbene vicini nel loro contributo al comportamento delle persone, si basano su reti neuroanatomiche parzialmente differenziate e richiedono strategie di valutazione e intervento ugualmente differenziate. Comprendere e valutare adeguatamente ogni funzione costituisce una delle chiavi per una diagnosi accurata, cos\u00ec come per l&#8217;implementazione di interventi riabilitativi efficaci nel campo della neuropsicologia.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei prossimi tempi osserveremo come le nuove tecnologie, la recente integrazione dell&#8217;IA e l&#8217;elevata capacit\u00e0 di calcolo attualmente disponibile facilitino enormemente questa diagnosi differenziale e la progettazione di programmi sempre pi\u00f9 ottimizzati per il lavoro di quei componenti interessati e, in ultima istanza, prevedere l&#8217;evoluzione e la prognosi funzionale delle persone che si rivolgono alla riabilitazione.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Riferimenti<\/h2>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list has-sm-font-size\">\n<li class=\"has-sm-font-size\">Arroyo, A., Peri\u00e1\u00f1ez, J. A., R\u00edos-Lago, M., Lubrini, G., Andreo, J., Benito-Le\u00f3n, J., Louis, E. D., &amp; Romero, J. P. (2021). Components determining the slowness of information processing in parkinson&#8217;s disease.&nbsp;Brain and behavior,&nbsp;11(3), e02031. https:\/\/doi.org\/10.1002\/brb3.2031&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Costa, S. L., Genova, H. M., DeLuca, J., &amp; Chiaravalloti, N. D. (2017). Information processing speed in multiple sclerosis: Past, present, and future.&nbsp;Multiple sclerosis (Houndmills, Basingstoke, England),&nbsp;23(6), 772\u2013789. https:\/\/doi.org\/10.1177\/1352458516645869&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Donders, F. (1868\u20131869\/1969). \u201cOver de snelheid van psychische processen. onderzoekingen gedann in het physiologish laboratorium der utrechtsche hoogeshool,\u201d in&nbsp;Attention and Performance, Vol. II, ed. W. G. Koster (Amsterdam: North-Holland).&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Dosenbach, Nico U. F., Marcus E. Raichle, and Evan M. Gordon. The brain\u2019s cingulo-opercular action-mode network. PsyArXiv. 2024.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">John DeLuca, Jessica H. Kalmar (2008) Information Processing Speed in Clinical Populations. New York. Psychology Press<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Lubrini, G., Peri\u00e1\u00f1ez, J. A., Fern\u00e1ndez-Fournier, M., Tall\u00f3n Barranco, A., D\u00edez-Tejedor, E., Frank Garc\u00eda, A., &amp; R\u00edos-Lago, M. (2020). Identifying Perceptual, Motor, and Cognitive Components Contributing to Slowness of Information Processing in Multiple Sclerosis with and without Depressive Symptoms.&nbsp;The Spanish journal of psychology,&nbsp;23, e21. https:\/\/doi.org\/10.1017\/SJP.2020.23<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Lubrini, G., R\u00edos Lago, M., Peria\u00f1ez, J. A., Tall\u00f3n Barranco, A., De Dios, C., Fern\u00e1ndez-Fournier, M., Diez Tejedor, E., &amp; Frank Garc\u00eda, A. (2016). The contribution of depressive symptoms to slowness of information processing in relapsing remitting multiple sclerosis. Multiple sclerosis (Houndmills, Basingstoke, England), 22(12), 1607\u20131615. https:\/\/doi.org\/10.1177\/1352458516661047<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Mart\u00edn-Bejarano, M (2024) Correlati neuroanatomici della velocit\u00e0 di elaborazione delle informazioni. Universit\u00e0 di Cadice.&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Petersen, S. E., &amp; Posner, M. I. (2012). The attention system of the human brain: 20 years after.&nbsp;Annual review of neuroscience,&nbsp;35, 73\u201389. https:\/\/doi.org\/10.1146\/annurev-neuro-062111-150525&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Posner, M. I., &amp; Petersen, S. E. (1990). The attention system of the human brain.&nbsp;Annual review of neuroscience,&nbsp;13, 25\u201342. https:\/\/doi.org\/10.1146\/annurev.ne.13.030190.000325&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">R\u00edos-Lago, M., &amp; Peri\u00e1\u00f1ez, J. A. (2010). Attention and speed of information processing. In&nbsp;Encyclopedia of Behavioral Neuroscience, Three-Volume Set, 1-3&nbsp;(Vol. 1, pp. V1-109).&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">R\u00edos, M., Peri\u00e1\u00f1ez, J. A., &amp; Mu\u00f1oz-C\u00e9spedes, J. M. (2004). Attentional control and slowness of information processing after severe traumatic brain injury.&nbsp;Brain injury,&nbsp;18(3), 257\u2013272. https:\/\/doi.org\/10.1080\/02699050310001617442&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Salthouse T. A. (2000). Aging and measures of processing speed.&nbsp;Biological psychology,&nbsp;54(1-3), 35\u201354. https:\/\/doi.org\/10.1016\/s0301-0511(00)00052-1&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Spikman, J. M., van Zomeren, A. H., &amp; Deelman, B. G. (1996). Deficits of attention after closed-head injury: slowness only?.&nbsp;Journal of clinical and experimental neuropsychology,&nbsp;18(5), 755\u2013767. https:\/\/doi.org\/10.1080\/01688639608408298&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Schneider, W., &amp; Shiffrin, R. M. (1977). Controlled and automatic human information processing: I. Detection, search, and attention.&nbsp;Psychological Review, 84(1), 1\u201366.&nbsp;https:\/\/doi.org\/10.1037\/0033-295X.84.1.1&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Vercruyssen, M. (1993) Slowing of behavior with age. In R Kastenbaum (Ed.). Enclyclopedia of adult development (pp 457-467). Phoenix Az. Oryx Press<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Se ti \u00e8 piaciuto questo post del blog su <strong>attenzione e velocit\u00e0 di elaborazione<\/strong>, sicuramente ti interesseranno questi articoli di NeuronUP:<\/h3>\n\n<div class=\"mai-grid entries entries-grid has-boxed has-image-full\" style=\"--entry-title-font-size:var(--font-size-lg);--align-text:start;--entry-meta-text-align:start;\"><div class=\"entries-wrap has-columns\" style=\"--columns-xs:1\/1;--columns-sm:1\/1;--columns-md:1\/3;--columns-lg:1\/3;--flex-xs:0 0 var(--flex-basis);--flex-sm:0 0 var(--flex-basis);--flex-md:0 0 var(--flex-basis);--flex-lg:0 0 var(--flex-basis);--column-gap:var(--spacing-lg);--row-gap:var(--spacing-lg);--align-columns:start;\"><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva tag-formacion-universitaria tag-neuropsicologia tag-noticias-de-neuronup\" style=\"--entry-index:1;\" 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style=\"--entry-index:5;\" aria-label=\"Innovazione e ricerca nel programma PsicoNED\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/progetti\/zanzibar\/innovazione-e-ricerca-nel-programma-psiconed\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"264\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Innovacion-e-investigacion-en-el-programa-PsicoNED.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Gruppo in ambiente educativo interno: bambino con quaderno, due donne con tablet, e murales colorati che suggeriscono apprendimento collaborativo.\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Innovacion-e-investigacion-en-el-programa-PsicoNED-300x198.webp 300w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Innovacion-e-investigacion-en-el-programa-PsicoNED-768x508.webp 768w, 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Introduzione I processi attenzionali e la velocit\u00e0 di elaborazione costituiscono due elementi cognitivi di grande rilevanza nella neuropsicologia attuale. 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