
{"id":34038,"date":"2024-10-17T18:16:04","date_gmt":"2024-10-17T16:16:04","guid":{"rendered":"https:\/\/neuronup.com\/?p=34038"},"modified":"2026-10-22T22:15:00","modified_gmt":"2026-10-22T20:15:00","slug":"relazione-cardiopatia-e-deterioramento-cognitivo-e-cerebrale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuropsicologia\/funzioni-esecutive\/relazione-cardiopatia-e-deterioramento-cognitivo-e-cerebrale\/","title":{"rendered":"Salute cerebrovascolare: Relazione tra cardiopatia e deterioramento cognitivo e cerebrale"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il neuropsicologo \u00c1ngel Luis Mart\u00ednez Nogueras spiega la <strong>relazione tra cardiopatia e il deterioramento cognitivo e cerebrale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 ovvio che l&#8217;organo che cattura l&#8217;attenzione dei neuropsicologi \u00e8 il cervello, non potrebbe essere diversamente. A sua volta, \u00e8 anche ovvio che il cervello non \u00e8 un ente indipendente o isolato, fa parte di un sistema globale e complesso come \u00e8 il corpo umano, la cui salute dipende da un delicato equilibrio tra tutti i suoi sistemi. E questa parte s\u00ec che a volte la dimentichiamo noi neuropsicologi, lasciandoci trascinare da quella corrente travolgente che ci fa remare sempre verso il cervello, quella corrente cervellocentrica. Ma non tutto \u00e8 inerzia e lasciarsi andare, come buoni intenditori dei processi di controllo attentivo, siamo stati capaci di reindirizzare il focus di attenzione e ampliare il nostro concetto di salute cerebrale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dall&#8217;ultimo periodo abbiamo iniziato a cercare la <strong>connessione tra corpo, cervello e cognizione<\/strong>, scoprendo che trattamenti come la chemioterapia, i fattori di rischio come la malattia cardiovascolare, condizioni come il cancro, le malattie renali o, come nel caso che ci occupa oggi, le cardiopatie, hanno ripercussioni sistemiche e possono influire anche sulla salute del cervello e sul suo funzionamento, come un altro elemento del sistema.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Relazione tra cardiopatia e deterioramento cognitivo e cerebrale<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sebbene vada anche detto che le descrizioni del profilo neuropsicologico pubblicate sono, in generale, eccessivamente vaghe, c&#8217;\u00e8 poca concretezza. Questo fatto pu\u00f2 essere dovuto al fatto che molti di questi studi utilizzano soltanto <strong>test di screening cognitivo<\/strong> come misure di rendimento neuropsicologico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le misure di screening solitamente forniscono come risultato un numero, un punteggio globale che si usa come punto di demarcazione tra la normalit\u00e0 e il deterioramento cognitivo. Senza dubbio, questa forma di valutazione cognitiva \u00e8 povera, perdendo la possibilit\u00e0 di riflettere il vero stato cognitivo dei pazienti, non permettendo un&#8217;interpretazione della valutazione neuropsicologica dal punto di vista dell&#8217;<strong>analisi per processi cognitivi<\/strong> (MILBERG 3), un&#8217;analisi molto pi\u00f9 interessante e ricca rispetto ai punteggi generali dei test di screening.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per non menzionare il resto delle limitazioni che questo tipo di test presenta per la valutazione di popolazioni cliniche nelle quali si sospetta un deterioramento cognitivo sottile, come nel caso dei pazienti con cardiopatia. In ogni caso, le conclusioni riguardo al deterioramento cognitivo in questa popolazione sono abbastanza simili e descrivono un profilo neuropsicologico caratterizzato da deficit attentivi, amnestici, esecutivi e di velocit\u00e0 di elaborazione dell&#8217;informazione (4).<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Alterazioni dello stato d&#8217;animo<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si riscontrano anche alterazioni dello stato d&#8217;animo come <strong>ansia<\/strong> e <strong>depressione<\/strong>, cosa abbastanza comprensibile dopo aver sofferto di una cardiopatia. Tuttavia, se approfondiamo un po&#8217; l&#8217;analisi del profilo neuropsicologico di questi pazienti, risalta il livello di <strong>deterioramento di alcuni processi esecutivi<\/strong>, insieme a un notevole <strong>rallentamento della velocit\u00e0 di elaborazione<\/strong> dell&#8217;informazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A partire da quanto detto sopra, e se applichiamo a questa popolazione la <strong>teoria di Salthouse<\/strong> (5) sull&#8217;incidenza della velocit\u00e0 di elaborazione dell&#8217;informazione sul resto della cognizione, e aggiungiamo il ruolo dei deficit esecutivi nella codifica e nel recupero delle informazioni immagazzinate nella memoria, possiamo iniziare a costruire un&#8217;ipotesi pi\u00f9 concreta sul deterioramento cognitivo osservato nei cardiopatici.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Integrit\u00e0 strutturale e funzionale del cervello<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma la salute cerebrale non si riduce solo alla corretta funzione cognitiva, conta anche l&#8217;integrit\u00e0 strutturale e funzionale del cervello. Su questo tema sono stati pubblicati dati che indicano una serie di regioni cerebrali che potrebbero essere pi\u00f9 vulnerabili alle variazioni fisiologiche che si succedono dopo aver subito una cardiopatia. Tra queste regioni si trovano la formazione ippocampale, la corteccia cingolata anteriore, la corteccia prefrontale, aree parieto-temporali e la sostanza bianca. Inoltre, sebbene pi\u00f9 scarsi, disponiamo anche di alcuni dati di connettivit\u00e0 funzionale cerebrale, che hanno mostrato alterazioni della connettivit\u00e0 in regioni orbitofrontali mediali, tipicamente correlate alle funzioni esecutive (7).<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group br-0111 has-primary-background-color has-background has-dark-background has-sm-padding-top has-sm-padding-left has-sm-padding-right has-xxl-margin-top\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full desktop-position-absolute desktop-bottom-0 mobile-width-50 mobile-m-inline-auto has-xl-margin-top\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/v3\/producto-certificado.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-31568\"><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<h2 class=\"wp-block-heading has-white-color has-text-color\"><strong>Iscriviti<\/strong> <br>alla nostra <br>Newsletter<\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button--1\" style=\"--button-outline-color:var(--color-white);--button-outline-color-hover:rgba(0,0,0,0.8);\"><a class=\"wp-block-button__link button button-outline   wp-element-button\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/newsletter\/\">Iscriviti<\/a><\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Variabilit\u00e0 interindividuale<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una volta constatata la relazione tra cardiopatia e deterioramento cognitivo e cerebrale, bisogna fare un passo in pi\u00f9. La neuropsicologia come scienza non pu\u00f2 fermarsi alla mera descrizione di un fenomeno, deve anche spiegarlo e prevederlo. Ed \u00e8, in questo punto, dove risiede gran parte dell&#8217;interesse degli studi sui cardiopatici, dato che un&#8217;altra delle conclusioni tratte dai vari lavori su questo tema \u00e8 che esiste un&#8217;alta variabilit\u00e0 interindividuale nella presenza di deficit neuropsicologici in questa popolazione. Cio\u00e8, ci sono pazienti che li mostrano e altri che non li mostrano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allora, dobbiamo chiederci: quali fattori stanno mediando questa variabilit\u00e0? Le principali ipotesi che si avanzano per cercare di spiegare la relazione tra cardiopatia e deterioramento cognitivo ruotano attorno a una serie di variabili come:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Riduzione del livello di saturazione di ossigeno nell&#8217;encefalo<\/li>\n\n\n\n<li>Ipopervasione cerebrale (danno cerebrale ischemico)<\/li>\n\n\n\n<li>Neuroinfiammazione<\/li>\n\n\n\n<li>Stato funzionale del miocardio<\/li>\n\n\n\n<li>Trattamento con antitrombotici<\/li>\n\n\n\n<li>Fattori di rischio di malattia cardiovascolare (fumo, ipertensione arteriosa, diabete mellito, obesit\u00e0 e sedentariet\u00e0).<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pur non essendoci ancora dati conclusivi in merito, sembrano assumere rilievo variabili correlate allo <strong>stato funzionale del miocardio<\/strong>, come, per esempio, la frazione di eiezione del ventricolo sinistro, che rappresenta la capacit\u00e0 del miocardio di espellere sangue a ogni sistole e irrorare il resto del corpo. O detto in modo semplificato, se si danneggia la macchina che fornisce al corpo sangue, nutrienti e ossigeno, possiamo sospettare che il cervello, un organo molto sensibile, soffra e si danneggi quando i livelli di perfusione sanguigna e ossigeno cadono al di sotto di una soglia critica.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Attivit\u00e0 della vita quotidiana<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E la ciliegina sulla torta, la questione che chiude il cerchio nell&#8217;attenzione ai pazienti neuropsicologici. La letteratura indica, senza dubbio, che la <strong>individuazione del deterioramento cognitivo<\/strong> \u00e8 fondamentale per la sua rilevante incidenza sul corretto svolgimento delle attivit\u00e0 della vita quotidiana. Questa considerazione \u00e8 applicabile anche ai pazienti con cardiopatie, poich\u00e9 un ipotetico deterioramento cognitivo potrebbe interferire con la capacit\u00e0 di questi di svolgere attivit\u00e0 legate all&#8217;<strong>autocura,<\/strong>&nbsp;l&#8217;assunzione di farmaci, l&#8217;attuazione di programmi sanitari, il rispetto dei programmi di riabilitazione cardiaca, il ritorno al lavoro, il tempo libero e le relazioni sociali. In definitiva, con il benessere, l&#8217;indipendenza e la qualit\u00e0 della vita di questi pazienti (8).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Bibliografia<\/h2>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list has-sm-font-size\">\n<li>Sito web della fondazione del cuore:\u00a0https:\/\/fundaciondelcorazon.com\/informacion-para-pacientes\/enfermedades-cardiovasculares.html<\/li>\n\n\n\n<li>Eggermont LH, De Boer K, Muller M, Jaschke AC, Kamp O, et al. (2012) Cardiac disease and cognitive impairment: a systematic review. Heart 98:1334-30.<\/li>\n\n\n\n<li>Kaplan, E. (1988). The process approach to neuropsychological assessment. Aphasiology, 2(3-4), 309-311.<\/li>\n\n\n\n<li>Dardiotis, E., Giamouzis, G., Mastrogiannis, D., Vogiatzi, C., Skoularigis, J., Triposkiadis, F., &amp;Hadjigeorgiou, G. M. (2012). Cognitive impairment in heartfailure. Cardiology Research and Practice, 1. https:\/\/doi.org\/10.1155\/2012\/595821.<\/li>\n\n\n\n<li>Salthouse, T. A. (1996). Theprocessing-speed theory of adult age diffe-rences in cognition. Psychologicalreview, 103(3), 403.<\/li>\n\n\n\n<li>Almeida OP, Garrido GJ, Beer C, Lautenschlager NT, et al. (2012). Cognitive and brain changes associated with ischaemic heart disease and heart failure. Europeanheartjournal 2012; 34: 1769-1776. 7.<\/li>\n\n\n\n<li>Bernard C, Catheline G, Dilharreguy B, Couffinhal T, et al. Cerebral changes and cognitive impairment after an ischemic heart disease: a multimodal MRI study. Brainimaging and behavior 2015<\/li>\n\n\n\n<li>Zuccala, G., Onder, G., Pedone, C., Cocchi, A., Carosella, L., Cattel, C., &#8230; &amp; Bernabei, R. (2001). Cognitivedysfunction as a major determinant of disability in patients with heart failure: resultsfrom a multicentresurvey. Journal of Neurology, Neurosurgery &amp; Psychiatry, 70(1), 109-112.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Se ti \u00e8 piaciuto questo post sulla salute cerebro-cardiovascolare, potrebbero interessarti questi articoli di NeuronUP.<\/h3>\n\n<div class=\"mai-grid entries entries-grid has-boxed has-image-full\" style=\"--entry-title-font-size:var(--font-size-lg);--align-text:start;--entry-meta-text-align:start;\"><div class=\"entries-wrap has-columns\" style=\"--columns-xs:1 \/ 1;--columns-sm:1 \/ 1;--columns-md:1 \/ 3;--columns-lg:1 \/ 3;--flex-xs:0 0 var(--flex-basis);--flex-sm:0 0 var(--flex-basis);--flex-md:0 0 var(--flex-basis);--flex-lg:0 0 var(--flex-basis);--column-gap:var(--spacing-lg);--row-gap:var(--spacing-lg);--align-columns:start;\"><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-neuropsicologia tag-neuropsicologia\" style=\"--entry-index:1;\" aria-label=\"Disturbo d\u2019ansia generalizzato (DAG): profilo neuropsicologico e valutazione clinica\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuropsicologia\/disturbo-d-ansia-generalizzato-tag-profilo-neuropsicologico-e-valutazione-clinica\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"300\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Trastorno-de-ansiedad-generalizada-TAG-perfil-neuropsicologico-y-evaluacion-clinica.-Como-afecta-el-TAG-a-las-funciones-ejecutivas-y-como-evaluarlo-400x300.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Disturbo d\u2019ansia generalizzato (DAG): profilo neuropsicologico e valutazione clinica. 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internazionale<\/a><\/h3>\n<\/div><\/article><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-attivita-di-memoria tag-actividades-de-estimulacion-cognitiva tag-memoria\" style=\"--entry-index:3;\" aria-label=\"Schede di memoria per anziani\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/attivita-di-neuroriabilitazione\/attivita-per-le-funzioni-cognitive\/attivita-di-memoria\/schede-di-memoria-per-anziani\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"300\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Actividad-Mayor-y-menor.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Interfaccia di esercizio Maggiore e minore: casella per inserire il numero precedente e il numero successivo; vengono mostrati 499, 500 e 501 sulla tastiera numerica.\" 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