
{"id":33754,"date":"2026-05-14T07:00:00","date_gmt":"2026-05-14T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/neuronup.com\/?p=33754"},"modified":"2026-05-14T07:00:00","modified_gmt":"2026-05-14T07:00:00","slug":"riserva-cognitiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/cerebrolesione-acquisita\/riserva-cognitiva\/","title":{"rendered":"Riserva cognitiva: di cosa parliamo quando parliamo di essa?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-xl-font-size\">Il neuropsicologo clinico Aar\u00f3n F. Del Olmo presenta in questo articolo <strong>che cos&#8217;\u00e8 la riserva cognitiva<\/strong>, il suo funzionamento e la sua relazione con il danno cerebrale.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni sostengono che, se il secolo scorso \u00e8 stato il secolo della genetica, <em>questo in cui viviamo \u00e8 il secolo del cervello<\/em>. Ed \u00e8 vero che, con il passare degli anni di queste prime decadi, cominciamo a capire un po&#8217; come funziona il cervello e come esso si relazioni con l&#8217;ambiente per aiutarci ad adattarci. Molto hanno contribuito gli studi su persone che hanno subito un <strong>danno cerebrale<\/strong>, ma, come spesso accade man mano che si conosce di pi\u00f9, sorgono sempre pi\u00f9 domande: com&#8217;\u00e8 possibile che persone con danni simili evolvano in modo cos\u00ec diverso nel loro recupero? Perch\u00e9 a volte lesioni simili non comportano lo stesso tipo di alterazione clinica? E uno dei paradigmi che cerca di rispondere \u00e8 quello della riserva cognitiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si tratta di un paradigma recente, ma \u00e8 un termine che negli ultimi anni ha cominciato a trovare spazio nelle nostre conversazioni su neuropsicologia e danno cerebrale. A titolo di esempio, l&#8217;aumento delle pubblicazioni con questo tema nel titolo (Fonte: PubMed) \u00e8 passato da 183 nella prima decade del XXI secolo a 967 nella decade attuale ancora in corso (\u00e8 possibile vedere l&#8217;evoluzione nel grafico seguente).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"508\" height=\"308\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/publicaciones-sobre-reserva-cognitiva.webp\" alt=\"Pubblicazioni sulla riserva cognitiva\" class=\"wp-image-33755\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/publicaciones-sobre-reserva-cognitiva-300x182.webp 300w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/publicaciones-sobre-reserva-cognitiva.webp 508w\" sizes=\"(max-width: 508px) 100vw, 508px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La riserva cerebrale \u00e8 la stessa cosa della riserva cognitiva?<\/h2>\n\n\n\n<p>Tuttavia, il problema di questo termine \u00e8 capire davvero il suo significato e cosa possa o meno apportare al nostro lavoro quotidiano. Per questo \u00e8 interessante distinguere tra riserva cerebrale e riserva cognitiva, termini che vengono erroneamente usati in modo intercambiabile, pur nascondendo ipotesi diverse. Da una parte, il termine riserva cerebrale deriva dagli studi <em>post-mortem<\/em> che Katzman e collaboratori (1) condussero su un campione di anziani sani e con <a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroriabilitazione\/malattie-neurodegenerative\/morbo-di-alzheimer\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Morbo di Alzheimer<\/a>, riscontrando una <strong>mancanza di relazione diretta tra il carico amiloide e i segni cognitivi manifestati<\/strong>. La spiegazione trovata fu che i cervelli delle persone che avevano sopportato pi\u00f9 danni, senza manifestarli in vita, erano pi\u00f9 grandi. Ci\u00f2 venne collegato direttamente a fattori genetici, all&#8217;intelligenza in generale (associata a fattori ereditari) e all&#8217;istruzione formale, che influisce sul neurosviluppo generando maggiore densit\u00e0 sinaptica (2). Tuttavia, questo modello rimane statico (esiste una soglia uguale per tutti oltre la quale si manifesta il danno) e presenta una certa limitazione di intervento. In un certo senso, rifletteva anche concezioni pi\u00f9 antiche del funzionamento cerebrale (pi\u00f9 strutturali).<\/p>\n\n\n\n<p>Questo termine \u00e8 stato considerato rilevante e ha portato all&#8217;utilizzo di misure grossolane delle dimensioni cerebrali, come il perimetro del cranio. Tuttavia, questa idea risultava piuttosto limitata, soprattutto man mano che progredivamo nella comprensione del funzionamento cerebrale, grazie in parte alle <strong>tecniche di neuroimmagine funzionale<\/strong>. Infatti, sulla base del funzionamento del cervello, Stern (3) elabor\u00f2 un&#8217;altra ipotesi pi\u00f9 dinamica, partendo dal presupposto che in realt\u00e0 <strong>ci sono cervelli pi\u00f9 efficienti<\/strong> o con maggiore capacit\u00e0 di compensazione, senza dover collegare ci\u00f2 alle dimensioni. Cio\u00e8, alcune persone possono mantenere un funzionamento cognitivo migliore in presenza di un danno rispetto ad altre e, di conseguenza, quella soglia di capacit\u00e0 di sopportare il danno varia molto da individuo a individuo. La parte pi\u00f9 interessante di questa ipotesi \u00e8 che essa propone la possibilit\u00e0 di <strong>modificare quella riserva<\/strong> (acquisirla o perderla) in funzione dello stile di vita, indicando nelle attivit\u00e0 cognitivamente stimolanti, nell&#8217;attivit\u00e0 fisica o nell&#8217;aspetto sociale, delle modalit\u00e0 per farlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Pur trattandosi di due modelli diversi (anche se la terminologia a volte venga usata in modo approssimativo), si potrebbe ipotizzare che entrambi interagiscano. Ciascuno di noi ha una dotazione genetica, ma quello che si fa con essa \u00e8 ci\u00f2 che determiner\u00e0 l&#8217;avere o meno una maggiore riserva cognitiva.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come funziona questa riserva?<\/h2>\n\n\n\n<p>La parola \u201criserva\u201d fa riferimento ad \u201caccumulare\u201d qualcosa, pertanto in teoria il termine riserva cognitiva potrebbe intendersi come \u201caccumulare cognizione\u201d; del resto, l&#8217;idea alla base di questa riserva \u00e8 proprio <strong>disporre di un supplemento di \u201ccognizione\u201d per continuare a funzionare quando si verifica (o si accumula progressivamente) un danno cerebrale<\/strong>. Il fondamento principale di questo accumulo \u00e8 il concetto di <strong>neuroplasticit\u00e0<\/strong>, ovvero la capacit\u00e0 del cervello di reagire all&#8217;ambiente e di essere modificato dall&#8217;esposizione a esso. Ma, come si diceva, sia in senso positivo che negativo.<\/p>\n\n\n\n<p>Non c&#8217;\u00e8 dubbio che l&#8217;idea di una neuroplasticit\u00e0 positiva e negativa (4), in base alle abitudini di vita, ci dia una certa capacit\u00e0 di decidere a livello personale come vogliamo che il passare del tempo influenzi il nostro cervello. Su questa base, un&#8217;ipotesi che si accorda con l&#8217;idea di neuroplasticit\u00e0 \u00e8 quella del \u201cusalo o perdilo\u201d (5), in riferimento al fatto che ci\u00f2 che non si usa finisce per deteriorarsi, o, in termini cerebrali, ci\u00f2 che non si stimola cessa di essere efficiente. Per questo, una delle fonti di riserva cognitiva pu\u00f2 essere svolgere <strong>attivit\u00e0 che presentino novit\u00e0<\/strong> (e quindi siano lontane dall&#8217;automatismo) e abbiano una componente cognitiva. In questo modo, promuovendo tale efficienza cerebrale si potrebbe ritardare l&#8217;espressione clinica dell&#8217;avanzamento di una <a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroriabilitazione\/malattie-neurodegenerative\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">malattia neurodegenerativa<\/a> o, al contrario, compensare in modo pi\u00f9 efficiente un danno cerebrale (6).<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group br-0111 has-primary-background-color has-background has-dark-background has-sm-padding-top has-sm-padding-left has-sm-padding-right has-xxl-margin-top\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full desktop-position-absolute desktop-bottom-0 mobile-width-50 mobile-m-inline-auto has-xl-margin-top\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/v3\/producto-certificado.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-31568\"><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<h2 class=\"wp-block-heading has-white-color has-text-color\"><strong>Iscriviti<\/strong> <br>alla nostra <br>Newsletter<\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button--1\" style=\"--button-outline-color:var(--color-white);--button-outline-color-hover:rgba(0,0,0,0.8);\"><a class=\"wp-block-button__link button button-outline   wp-element-button\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/newsletter\/\">Iscriviti<\/a><\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Abbiamo in Spagna strumenti per misurarla?<\/h2>\n\n\n\n<p>Il grande problema \u00e8 spesso come misurare questa riserva. La ricerca di queste decadi ha permesso di comprendere un po&#8217; meglio come si possa generare tale riserva e anche a cosa dobbiamo prestare attenzione per cercare di quantificarla (7,8). In Spagna, al momento disponiamo di diverse scale che possono essere utili. Per esempio, il <strong>Questionario di Riserva Cognitiva<\/strong> (CRC) (9) \u00e8 composto da 8 item da valutare, i quali raccolgono informazioni sull&#8217;istruzione formale, l&#8217;istruzione dei genitori, l&#8217;occupazione lavorativa, la formazione musicale, tra le altre, considerandole come \u201cfonti\u201d di quella riserva cognitiva.<\/p>\n\n\n\n<p>D&#8217;altra parte, abbiamo anche la <strong>Scala di riserva cognitiva<\/strong> (10), che raccoglie il punteggio in una serie di attivit\u00e0 sia durante la giovinezza che nell&#8217;et\u00e0 adulta (e in un&#8217;altra versione, gi\u00e0 in et\u00e0 avanzata), riguardanti aspetti legati alla formazione, agli hobby o all&#8217;ambito sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, recentemente validato in popolazione anziana, abbiamo il questionario di a<strong>ttivit\u00e0 cognitivamente stimolanti<\/strong> (11) che comprende 10 attivit\u00e0 che possono essere considerate generatrici di tale riserva cognitiva o, almeno, sembrano correlarsi con un migliore stato del funzionamento cognitivo nelle persone anziane.<\/p>\n\n\n\n<p>Seguendo questa linea, \u00e8 molto probabile che in futuro vedremo altre ricerche che ci chiariscano un po&#8217; il funzionamento di questa riserva cognitiva e, forse cosa pi\u00f9 importante, come imparare a usarla nel contesto clinico per valutare l&#8217;evoluzione delle persone con danno cerebrale e il modo di integrarla nel trattamento.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Bibliografia<\/h2>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list has-sm-font-size\">\n<li>Katzman R, Aronson M, Fuld P, Kawas C, Brown T, Morgenstern H, et al. Developmentofdementingillnesses in an 80-year-old volunteercohort. Ann Neurol. abril de 1989;25(4):317-24.<\/li>\n\n\n\n<li>Satz P. Brain reserve capacityonsymptomonset after braininjury: A formulation and reviewofevidenceforthresholdtheory. Neuropsychology. 1993;7(3):273-95.<\/li>\n\n\n\n<li>Stern Y. Whatiscognitive reserve? Theory and researchapplicationofthe reserve concept. J IntNeuropsycholSoc JINS. marzo de 2002;8(3):448-60.<\/li>\n\n\n\n<li>Vance DE, Wright MA. Positive and negativeneuroplasticity: implicationsforage-relatedcognitive declines. J GerontolNurs. junio de 2009;35(6):11-7; quiz 18-9.<\/li>\n\n\n\n<li>Hultsch DF, Hertzog C, Small BJ, Dixon RA. Use itor lose it: engagedlifestyle as a buffer ofcognitive decline in aging?PsycholAging. junio de 1999;14(2):245-63.<\/li>\n\n\n\n<li>Scarmeas N, Stern Y. Cognitive reserve and lifestyle. J Clin ExpNeuropsychol. agosto de 2003;25(5):625-33.<\/li>\n\n\n\n<li>Schinka JA, McBride A, Vanderploeg RD, Tennyson K, Borenstein AR, Mortimer JA. Florida CognitiveActivitiesScale: initialdevelopment and validation. J IntNeuropsycholSoc JINS. enero de 2005;11(1):108-16.<\/li>\n\n\n\n<li>Salthouse TA, Berish DE, Miles JD. The role ofcognitivestimulationontherelationsbetweenage and cognitivefunctioning. PsycholAging. diciembre de 2002;17(4):548-57.<\/li>\n\n\n\n<li>Rami L, Valls-Pedret C, Bartr\u00e9s-Faz D, Caprile C, Sol\u00e9-Padull\u00e9s C, Castellv\u00ed M, et al. Cuestionario de reserva cognitiva. Valores obtenidos en poblaci\u00f3n anciana sana y con enfermedad de Alzheimer. Rev Neurol. 2011;52(4):195-201.<\/li>\n\n\n\n<li>Le\u00f3n I, Garc\u00eda-Garc\u00eda J, Rold\u00e1n-Tapia L. EstimatingCognitive Reserve in HealthyAdultsUsingtheCognitive Reserve Scale. PLOS ONE. 22 de julio de 2014;9(7):e102632.<\/li>\n\n\n\n<li>Morales Ortiz M, Fern\u00e1ndez A. AssessmentofCognitivelyStimulatingActivity in a SpanishPopulation. Assessment. 1 de mayo de 2018;1073191118774620.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Se ti \u00e8 piaciuto questo post sulla riserva cognitiva, potrebbero interessarti questi articoli di NeuronUP.<\/h3>\n\n<div class=\"mai-grid entries entries-grid has-boxed has-image-full\" style=\"--entry-title-font-size:var(--font-size-lg);--align-text:start;--entry-meta-text-align:start;\"><div class=\"entries-wrap has-columns\" style=\"--columns-xs:1\/1;--columns-sm:1\/1;--columns-md:1\/3;--columns-lg:1\/3;--flex-xs:0 0 var(--flex-basis);--flex-sm:0 0 var(--flex-basis);--flex-md:0 0 var(--flex-basis);--flex-lg:0 0 var(--flex-basis);--column-gap:var(--spacing-lg);--row-gap:var(--spacing-lg);--align-columns:start;\"><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-deterioramento-cognitivo tag-attivita-di-stimolazione-cognitiva tag-stimolazione-cognitiva\" style=\"--entry-index:1;\" aria-label=\"Sessione di stimolazione cognitiva per persone con deterioro cognitivo\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/deterioramento-cognitivo\/sessione-di-stimolazione-cognitiva-per-persone-con-deterioramento-cognitivo\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"300\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/actividad-recoge-tu-equipaje.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Area d&#039;attesa aeroportuale con nastro di bagagli; borsa verde con spunta a sinistra, carrello bagagli e panche rosse.\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/actividad-recoge-tu-equipaje-300x224.webp 300w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/actividad-recoge-tu-equipaje-768x574.webp 768w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/actividad-recoge-tu-equipaje-1024x765.webp 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class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuropsicologia\/memoria\/la-memoria-e-i-suoi-sistemi-un-concetto-non-unitario\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"264\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Memoria-y-sus-sistemas-1-1.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Profilo testa stilizzato con linee cerebrali intrecciate e area blu-viola in cima; sfondo blu.\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Memoria-y-sus-sistemas-1-1-300x198.webp 300w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Memoria-y-sus-sistemas-1-1-768x507.webp 768w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Memoria-y-sus-sistemas-1-1-1024x676.webp 1024w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Memoria-y-sus-sistemas-1-1.webp 1211w\" sizes=\"(max-width:599px) 599px, (min-width:600px) and (max-width: 799px) 799px, 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bambini: Impara i nomi\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/attivita-di-neuroriabilitazione\/attivita-per-le-funzioni-cognitive\/attivita-di-memoria\/gioco-per-lavorare-sulla-memoria-episodica-nei-bambini-impara-i-nomi\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"273\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Captura-de-Pantalla-2023-02-22-a-las-20.16.43.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Sei ritratti di bambini disposti in due righe etichettate A\u2013F, con diverse acconciature e colori di capelli.\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Captura-de-Pantalla-2023-02-22-a-las-20.16.43-300x205.webp 300w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Captura-de-Pantalla-2023-02-22-a-las-20.16.43-768x524.webp 768w, 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