
{"id":32614,"date":"2026-05-30T07:00:00","date_gmt":"2026-05-30T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/neuronup.com\/?p=32614"},"modified":"2026-05-30T07:00:00","modified_gmt":"2026-05-30T07:00:00","slug":"trattamento-cognitivo-nella-schizofrenia-migliorare-la-percezione-sociale-e-il-riconoscimento-emotivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/malattia-mentale\/schizofrenia\/trattamento-cognitivo-nella-schizofrenia-migliorare-la-percezione-sociale-e-il-riconoscimento-emotivo\/","title":{"rendered":"Trattamento cognitivo nella schizofrenia: Programmi per migliorare la percezione sociale e il riconoscimento emotivo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-xl-font-size wp-block-paragraph\">Lo psicologo <strong>Carlos Rebolleda<\/strong> espone in questo articolo varie terapie per il<strong> trattamento cognitivo<\/strong> nella <strong>schizofrenia<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La schizofrenia richiede un trattamento continuo anche dopo la scomparsa dei sintomi. Negli ultimi anni sono stati numerosi i programmi destinati al trattamento dei deficit di <strong>cognizione sociale<\/strong> che si presentano frequentemente nei casi di schizofrenia e che, a loro volta, sono stati convalidati scientificamente. In questo articolo su questo tema ne verranno presentati alcuni.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Allenamento al riconoscimento dell&#8217;affetto<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo Dur\u00e1 e coll. (2008) l&#8217;Allenamento al Riconoscimento dell\u2019Affetto (TAR) (Frommann et al., 2003; W\u00f6lwer et al., 2005) \u00e8 un <strong>training standardizzato e informatizzato per il riconoscimento dell&#8217;espressione facciale<em>. <\/em><em>&nbsp;<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il programma comprende 3 blocchi con 4 sessioni per blocco, della durata di circa 45 minuti ciascuna e un totale di 12 sessioni. Si lavora in coppie di pazienti con la guida del psicoterapeuta. Le attivit\u00e0 presentate hanno difficolt\u00e0 crescente:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Nel primo blocco i pazienti imparano a identificare e discriminare, nonch\u00e9 a verbalizzare i principali segni facciali delle 6 emozioni di base. La domanda che viene loro posta \u00e8 \u201cChe affetto esprime questa persona?\u201d.<\/li>\n\n\n\n<li>Nel secondo blocco, si cerca di integrare questa visione dettagliata dell\u2019affetto in un processo di elaborazione sempre pi\u00f9 globale, a partire dalle prime impressioni, dal processamento non verbale e dal processamento delle espressioni facciali a bassa intensit\u00e0. Il compito da svolgere \u00e8 \u201cClassificare le foto in base all\u2019intensit\u00e0 dell\u2019affettivit\u00e0 facciale\u201d.<\/li>\n\n\n\n<li>Il terzo blocco comprende, da un lato, il processamento di espressioni affettive non prototipiche e ambigue, che spesso si verificano nella vita quotidiana e, dall&#8217;altro, l&#8217;integrazione delle espressioni facciali nel contesto sociale, comportamentale e situazionale. Un esempio di compito richiesto qui \u00e8 rispondere alla domanda \u201cQuale di queste persone ha appena ricevuto dei fiori e sta pensando: che belli sono?\u201d.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel corso del programma vengono utilizzate una serie di <strong>strategie di sostituzione<\/strong> (ripetizione, apprendimento senza errori, feedback immediato) e <strong>strategie di compensazione<\/strong> (astrazione delle caratteristiche, verbalizzazione, autoinstruzioni). La principale strategia compensativa \u00e8 la verbalizzazione dell&#8217;espressione facciale in termini di gesti elementari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In uno studio recente, Vaskinn et al. (2019) rilevano che l&#8217;<strong>allenamento al riconoscimento dell&#8217;affetto<\/strong> fornisce evidenze di <strong>effetti benefici<\/strong> generalizzabili e duraturi nel tempo, ma sottolineano anche la <strong>necessit\u00e0 di un trattamento aggiuntivo<\/strong> per lavorare la cognizione sociale nella schizofrenia e cos\u00ec ottenere <strong>benefici sul funzionamento psicosociale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Allenamento alla gestione delle emozioni<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo Ruiz et al. (2006), l&#8217;<strong>Emotion Management Training<\/strong> (EMT; Hodel et al., 1998) \u00e8 un programma che valuta i deficit nella percezione delle emozioni, nonch\u00e9 le conseguenze di questi sull&#8217;adattamento sociale e sulla psicopatologia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viene somministrato in piccoli gruppi in tre fasi:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Nella prima fase, <strong>i deficit nella percezione delle emozioni<\/strong> vengono trattati mediante la valutazione passo a passo dell&#8217;espressione di s\u00e9 e degli altri.<\/li>\n\n\n\n<li>Nella seconda fase, <strong>il povero adattamento sociale<\/strong> viene affrontato richiamando le strategie di coping attualmente utilizzate.<\/li>\n\n\n\n<li>Infine, nella terza fase, <strong>sia l&#8217;adattamento sociale sia la bassa tolleranza allo stress<\/strong> vengono migliorati mediante l&#8217;acquisizione da parte della persona di strategie di coping efficaci.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si allena i partecipanti a raggiungere gli obiettivi del programma mediante l&#8217;uso di interventi comportamentali come role-play o esercizi dal vivo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Terapia psicologica integrata<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre a un primo modulo denominato <strong>Differenziazione Cognitiva<\/strong>, comprende anche altri quattro moduli destinati all&#8217;approccio del <strong>trattamento della cognizione sociale nella schizofrenia e al miglioramento delle competenze interpersonali<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi moduli consistono in quanto segue:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Percezione Sociale:<\/strong> Mira a migliorare la capacit\u00e0 percettiva e interpretativa del paziente nelle situazioni sociali e verr\u00e0 spiegato pi\u00f9 avanti in dettaglio.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Comunicazione Verbale:<\/strong> Il suo obiettivo principale \u00e8 stimolare lo scambio e la comunicazione sociale tra i membri del gruppo.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Abilit\u00e0 Sociali:<\/strong> \u00c8 un modulo destinato al miglioramento dell&#8217;esecuzione interpersonale dei soggetti. La sua metodologia di lavoro non differisce dalle procedure tradizionali di intervento gi\u00e0 progettate in quest&#8217;ambito.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Risoluzione dei Problemi Interpersonali:<\/strong> Affronta in modo aperto e flessibile le situazioni problematiche presentate dai partecipanti. Si lavora sulla discussione e l&#8217;analisi di tali situazioni, integrando la possibilit\u00e0 di utilizzare il role-play per modellare la risposta adeguata alla situazione.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il modulo di percezione sociale<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo Ruiz et al. (2006), dei cinque moduli, il secondo, denominato Percezione Sociale, \u00e8 il pi\u00f9 strettamente correlato alla cognizione sociale, in quanto rappresenta uno dei suoi componenti. In esso vengono utilizzate 40 diapositive che rappresentano diverse situazioni sociali. Esse variano in termini di grado di complessit\u00e0 cognitiva e di carico emotivo del contenuto. All&#8217;inizio si lavorano le diapositive meno complesse che solitamente presentano un contenuto emotivamente neutro e, man mano che la terapia avanza, si passano a diapositive pi\u00f9 complesse e con un maggiore carico emotivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il modulo \u00e8 diviso in <strong>tre fasi<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Nella prima fase, denominata <strong>raccolta delle informazioni dalla diapositiva<\/strong>, si chiede ai partecipanti di descrivere gli elementi presenti nell&#8217;immagine proiettata. Alcuni dei compiti consistono in: focalizzare, trattare i contenuti rilevanti dell&#8217;immagine, richiamare l&#8217;attenzione su ci\u00f2 che \u00e8 stato dimenticato e riassumere.<\/li>\n\n\n\n<li>Nella seconda fase, denominata <strong>interpretazione e discussione della diapositiva<\/strong>, i partecipanti offrono una spiegazione sui contenuti della diapositiva. Ogni opinione deve essere giustificata facendo riferimento alle informazioni visive raccolte nella prima fase. Successivamente si discute su quale interpretazione sembri la pi\u00f9 adeguata o la pi\u00f9 probabile. I compiti, pertanto, consistono in: interpretare, motivare l&#8217;interpretazione e dibattere in gruppo.<\/li>\n\n\n\n<li>Infine, nella terza fase denominata <strong>assegnazione di un titolo,<\/strong> ogni partecipante indica un breve titolo che riassuma ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 importante della situazione descritta nell&#8217;immagine e, successivamente, si avvia un nuovo dibattito su quale titolo sembri pi\u00f9 adatto.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group br-0111 has-primary-background-color has-background has-dark-background has-sm-padding-top has-sm-padding-left has-sm-padding-right has-xxl-margin-top\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full desktop-position-absolute desktop-bottom-0 mobile-width-50 mobile-m-inline-auto has-xl-margin-top\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/v3\/producto-certificado.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-31568\"><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<h2 class=\"wp-block-heading has-white-color has-text-color\"><strong>Iscriviti<\/strong> <br>alla nostra <br>Newsletter<\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button--1\" style=\"--button-outline-color:var(--color-white);--button-outline-color-hover:rgba(0,0,0,0.8);\"><a class=\"wp-block-button__link button button-outline   wp-element-button\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/newsletter\/\">Iscriviti<\/a><\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli ultimi anni sono stati numerosi i programmi destinati al trattamento dei deficit di <strong>cognizione sociale<\/strong> che si presentano frequentemente nei casi di schizofrenia e che, a loro volta, sono stati convalidati scientificamente.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Terapia Neurocognitiva Integrata per Pazienti con Schizofrenia<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo Dur\u00e1 et al. (2008), la Terapia Neurocognitiva Integrata per Pazienti con Schizofrenia (INT) (Roder et al., 2007) funziona in modo simile alla Integrated Psychological Therapy (IPT) (Roder et al., 1996). Presenta <strong>due grandi moduli, uno di neurocognizione e uno di cognizione sociale<\/strong>. Si selezionano le interventi da applicare di ciascun modulo in base alla valutazione individuale effettuata. Difficolt\u00e0 e carico emotivo aumentano man mano che si procede nel programma, mentre progressivamente si assiste a una diminuzione della strutturazione. Inoltre, come caratteristica distintiva rispetto alla IPT, il grado di importanza dell&#8217;attivazione emotiva e del riferimento a s\u00e9 aumenta progressivamente, considerando l&#8217;insight come un altro componente della cognizione sociale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Numerosi studi recenti hanno verificato l&#8217;efficacia di questa terapia (ad esempio, De Mare et al., 2018; Mueller et al., 2017; Mueller, Schmidt e Roder, 2015).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Terapia di potenziamento cognitivo<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Comprende una seconda parte, <strong>Cognitive Enhancement Therapy (CET)<\/strong> (Hogarty e Flesher, 1999; Hogarty et al., 2004), nella quale si interviene su diversi aspetti della <strong>cognizione sociale<\/strong>. In questo secondo momento dell&#8217;intervento, gli esercizi si svolgono in un formato di gruppo strutturato di un&#8217;ora e mezza a settimana, per un periodo di tempo di cinquantacinque a sessanta settimane a cui si devono aggiungere sei settimane aggiuntive in cui la struttura del programma si va progressivamente affievolendo per favorire la conclusione graduale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;obiettivo di base \u00e8 lo <strong>sviluppo delle abilit\u00e0 cognitive e metacognitive<\/strong> necessarie <strong>per una corretta comprensione e gestione delle situazioni sociali<\/strong>, cos\u00ec come dei problemi derivanti dalla vita quotidiana. Negli esercizi vengono incluse situazioni tratte dalla vita reale dei pazienti e presentate come problematiche dagli stessi. Ogni attivit\u00e0 prevede diversi livelli di partecipazione, dal livello di osservatore fino a diventare soggetto centrale, e molteplici obiettivi cognitivi che vanno dal mantenimento dell&#8217;attenzione fino allo sviluppo di una prospettiva di pensiero adeguata in situazioni sociali. In questa fase dell&#8217;allenamento si richiede la partecipazione attiva del paziente attraverso l&#8217;assegnazione di compiti a casa, la cui revisione e discussione di solito occupa la prima parte della seduta.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Differenze tra IPD e CET<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo Ruiz et al. (2006), alcune differenze tra IPT e CET <strong>risiedono negli effetti del trattamento della cognizione sociale nella schizofrenia<\/strong>. Nell&#8217;IPT gli effetti del trattamento si suppone avvengano in modo graduale. Innanzitutto si esercitano i processi cognitivi molecolari, in modo che questi possano successivamente favorire l&#8217;acquisizione di abilit\u00e0 molari. Pertanto <strong>il processo riabilitativo progredisce dall&#8217;allenamento dei processi cognitivi di base fino alle abilit\u00e0 sociali pi\u00f9 convenzionali e alla risoluzione dei problemi interpersonali<\/strong>. La CET, invece, \u00e8 meno lineare e graduata. In studi controllati, sia IPT che CET hanno dimostrato di essere efficaci nel miglioramento del funzionamento sociale (Hogarty e Flesher, 1999; Spaulding et al., 1999).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, va sottolineato che diversi studi recenti confermano l&#8217;efficacia della CET (ad esempio, Eack et al., 2015, 2016; Keshavan et al., 2017).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Allenamento in cognizione sociale e interazione<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo Dur\u00e1 et al. (2008), l&#8217;Allenamento in Cognizione Sociale e Interazione (SCIT) (Penn et al., 2005) \u00e8 uno dei programmi pi\u00f9 recenti, insieme alla Terapia Neurocognitiva Integrata (INT), per lavorare sulla cognizione sociale, risultando i due pi\u00f9 completi fino ad oggi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lo SCIT si divide in tre parti<\/strong>, ognuna con una serie di sessioni e concetti su cui lavorare. In tutto l&#8217;allenamento vengono svolti numerosi esercizi durante le sessioni e vengono proposti compiti da svolgere al di fuori delle stesse al fine di ottenere la generalizzazione. Queste parti sono le seguenti:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>La prima parte si chiama <strong>comprensione delle emozioni<\/strong> ed \u00e8 composta da 6 sessioni. In queste sessioni viene spiegato il funzionamento del programma, cosa sia la cognizione sociale, si stabilisce l&#8217;alleanza nel gruppo e si esamina il ruolo delle emozioni nelle situazioni sociali.<\/li>\n\n\n\n<li>La seconda parte, denominata <strong>stile di cognizione sociale<\/strong>, va dalla sessione 7 alla 13, e mira ad allenare a non saltare a conclusioni affrettate, lo stile attribuzionale, la tolleranza all&#8217;ambiguit\u00e0, la distinzione tra fatti e supposizioni e la raccolta di dati per migliorare questa distinzione.<\/li>\n\n\n\n<li>La terza parte, chiamata <strong>integrazione<\/strong>, va dalla sessione 14 alla 18 e mira a consolidare le abilit\u00e0 e a generalizzarle ai problemi della vita quotidiana tramite esercizi.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Differenze tra SCIT, IPT e CET<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo Ruiz et al. (2006), esistono differenze tra SCIT, IPT e CET, poich\u00e9 il primo programma \u00e8 incentrato sulla cognizione sociale, mentre IPT e CET sono pi\u00f9 ampi, in quanto lavorano anche alla riabilitazione di altre aree cognitive quali attenzione e memoria. Da ci\u00f2 deriva che siano anche programmi pi\u00f9 lunghi nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da sottolineare che sono numerosi gli studi recenti in cui l&#8217;efficacia di questa intervento viene ulteriormente confermata (ad esempio, Gordon et al., 2018; Hasson-Ohayon et al., 2019; Voutilainen et al., 2016).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, \u00e8 opportuno segnalare che questo programma \u00e8 stato adattato alla popolazione spagnola da Lahera et al. (2013).<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns br-0111 particle-bg p-5 has-primary-background-color has-background is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:66.66%\">\n<h2 class=\"wp-block-heading has-white-color has-text-color\">Prova NeuronUP gratis per 7 giorni<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color wp-block-paragraph\">Potrai collaborare con le nostre attivit\u00e0, progettare sedute o fare riabilitazione a distanza.<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:33.33%\">\n<div class=\"wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button\" style=\"--button-background:var(--color-custom-1);--button-background-hover:#cc7e00;\"><a class=\"wp-block-button__link button   wp-element-button\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/landing-store-user\/\">Comincia la tua prova<\/a><\/div>\n\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:18px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Programmi destinati al trattamento dei deficit di cognizione sociale<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vedremo i programmi destinati al trattamento dei deficit di <strong>cognizione sociale<\/strong> che si presentano frequentemente nei casi di schizofrenia.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Programma di riabilitazione cognitiva nella psicosi<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come segnalano Ojeda et al. (2012), il programma REHACOP (riabilitazione neuropsicologica nella psicosi) consta anche di <strong>quattro moduli destinati all&#8217;intervento su alcuni dei componenti della cognizione sociale<\/strong>. Tali moduli si chiamano <strong>percezione emotiva, conoscenza sociale, teoria della mente e dilemmi morali<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre, in ricerche recenti sono stati rilevati miglioramenti significativi prodotti da questo programma nel trattamento della cognizione sociale nella schizofrenia (Pe\u00f1a et al., 2015, 2016).<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Programma di allenamento emotivo<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questo programma si accede dal sito web www.e-motionaltraining.com e si svolge interamente su supporto informatico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le prime 4 sessioni (1 ora ciascuna) sono dedicate al <strong>riconoscimento delle emozioni facciali<\/strong>. Questa sezione include un test pre e post, tutorial e minigiochi di scala che iniziano con occhi e bocca e infine micro-allenamenti all&#8217;espressione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le successive 8 sessioni (1 ora ciascuna) prevedono la visione di un cortometraggio animato in cui una coppia invita i propri amici a casa per una festa. Man mano che la storia si sviluppa, si verifica una mancanza di comunicazione tra gli attori, provocando diverse emozioni e stati mentali come rabbia, affetto, apprezzamento e gelosia. Dopo ogni scena, viene chiesto all&#8217;utente cosa \u00e8 successo, con domande su <strong>teoria della mente<\/strong> (interpretazione dell&#8217;ironia, insinuazioni, faux pas, credenze false di secondo ordine, ecc.), <strong>percezione sociale<\/strong> (interpretazione e analisi della situazione sociale attraverso il contenuto visivo di ogni scena) e <strong>stile attribuzionale<\/strong>, nonch\u00e9 domande di controllo. In caso di errori, il gioco mostra un collegamento ipertestuale con informazioni e strategie metacognitive, il cui obiettivo \u00e8 aiutare gli utenti a comprendere la scena che hanno appena visto.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Programma di allenamento in cognizione sociale<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come il programma precedente, anche questo intervento viene applicato interamente al computer, essendo possibile accedervi dalla pagina web www.proyectoscores.es.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 composto da quattro moduli che si concentrano sull&#8217;allenamento al riconoscimento delle emozioni, teoria della mente e stile attribuzionale, percezione sociale e personalizzazione dei contenuti. I primi tre moduli includono contenuti teorici ed esercizi che rafforzano quanto trattato nella teoria. Il programma comprende un totale di ventotto sessioni.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">I quattro moduli focalizzati sul trattamento della cognizione sociale nella schizofrenia<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <strong>modulo 1<\/strong> \u00e8 destinato a lavorare sul <strong>processamento delle emozioni<\/strong>. \u00c8 composto da nove sessioni che si concentrano sul riconoscimento dei tratti del viso che costituiscono ciascuna delle sei emozioni di base, sull&#8217;analisi dell&#8217;influenza dei pensieri e degli stimoli esterni su ciascuna emozione, nonch\u00e9 sulle reazioni suscitate dalle emozioni. Viene inoltre posta particolare enfasi sull&#8217;apprendimento di come affrontare le reazioni negative e si cerca di favorire l&#8217;emergere di emozioni positive attraverso la realizzazione di attivit\u00e0 piacevoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <strong>modulo 2<\/strong> si concentra su <strong>teoria della mente e stile attribuzionale<\/strong>. \u00c8 composto da dieci sessioni dedicate a descrivere il concetto di teoria della mente, a comprendere il linguaggio a doppio senso e a cercare di utilizzare adeguatamente le informazioni, evitando errori come, ad esempio, saltare rapidamente alle conclusioni. Oltre all&#8217;attribuzione esterna e interna, gli stili attribuzionali vengono descritti e collegati a possibili idee deliranti o distorte, cercando di seguire l&#8217;approccio proposto dalla terapia cognitiva per la gestione dei sintomi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <strong>modulo 3<\/strong> si concentra sulla <strong>percezione sociale<\/strong>. \u00c8 composto da quattro sessioni e durante lo stesso vengono introdotti i concetti di norme e ruoli sociali. Inoltre, si pone particolare enfasi sull&#8217;importanza del contesto per una corretta interpretazione delle situazioni sociali e, generalmente, si distingue tra due contesti: formale e informale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, il <strong>modulo 4<\/strong>, denominato <strong>\u201cpersonalizzazione\u201d<\/strong>, \u00e8 composto da cinque sessioni e in esso si invita i pazienti ad applicare tutti i contenuti trattati a esperienze personali. Per il suo sviluppo vengono utilizzati dieci esempi o casi ipotetici.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Bibliografia<\/h2>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list has-sm-font-size\">\n<li>De Mare, A., Cantarella, M., y Galeoto, G. (2018). Effectiveness of integrated neurocognitive therapy on cognitive impairment and functional outcome for schizophrenia outpatients. Schizophrenia research and treatment, https:\/\/doi.org\/10.1155\/2018\/2360697<\/li>\n<li>Eack, S. M., Hogarty, S. S., Greenwald, D. P., Litschge, M. Y., McKnight, S. A., Bangalore, S. S., &#8230; y Cornelius, J. R. (2015). Cognitive Enhancement Therapy in substance misusing schizophrenia: Results of an 18-month feasibility trial. Schizophrenia research, 161(2-3), 478-483.<\/li>\n<li>Eack, S. M., Newhill, C. E., y Keshavan, M. S. (2016). Cognitive enhancement therapy improves resting-state functional connectivity in early course schizophrenia. Journal of the Society for Social Work and Research, 7(2), 211-230.<\/li>\n<li>Gordon, A., Davis, P. J., Patterson, S., Pepping, C. A., Scott, J. G., Salter, K., y Connell, M. (2018). A randomized waitlist control community study of Social Cognition and Interaction Training for people with schizophrenia. British Journal of Clinical Psychology, 57(1), 116-130.<\/li>\n<li>Hasson-Ohayon, I., Mashiach-Eizenberg, M., Lavi-Rotenberg, A., y Roe, D. (2019). Randomized controlled trial of adjunctive Social Cognition and Interaction Training (SCIT), adjunctive Therapeutic Alliance Focused Therapy (TAFT) and treatment as usual among persons with serious mental illness. Frontiers in Psychiatry, 10, 364.<\/li>\n<li>Hogarty, G.E. y Flesher, S. (1999). Practice Principles of Cognitive Enhancement Therapy for Schizophrenia. 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(2016). e-Motional Training\u00ae: Pilot study on a novel online training program on social cognition for patients with schizophrenia. <em>Schizophrenia Research: Cognition<\/em>, <em>4<\/em>, 10-17.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo sul trattamento della schizofrenia, potresti essere interessato anche ai seguenti articoli:<\/h3>\n\n\n\n\n\n<div class=\"mai-grid entries entries-grid has-boxed has-image-full\" style=\"--entry-title-font-size:var(--font-size-lg);--align-text:start;--entry-meta-text-align:start;\"><div class=\"entries-wrap has-columns\" style=\"--columns-xs:1\/1;--columns-sm:1\/1;--columns-md:1\/3;--columns-lg:1\/3;--flex-xs:0 0 var(--flex-basis);--flex-sm:0 0 var(--flex-basis);--flex-md:0 0 var(--flex-basis);--flex-lg:0 0 var(--flex-basis);--column-gap:var(--spacing-lg);--row-gap:var(--spacing-lg);--align-columns:start;\"><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-adhd-disturbo-da-deficit-di-attenzione-iperattivita tag-ddai tag-disturbi-del-neurosviluppo\" style=\"--entry-index:1;\" aria-label=\"Differenze tra ADHD e ASD: Comprendere due disturbi dello sviluppo neurologico\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/disturbi-del-neurosviluppo\/adhd-disturbo-da-deficit-di-attenzione-iperattivita\/differenze-tra-tda-h-e-tea-comprendere-due-disturbi-del-neurosviluppo\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"267\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Diferencias-entre-TDAH-y-TEA.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Bambino seduto a tavolo con camicia gialla, mani alle tempie, quaderno aperto con lettere colorate, oggetti sparsi, sfondo con pianta.\" 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Comprendere due disturbi dello sviluppo neurologico<\/a><\/h3>\n<\/div><\/article><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-disturbi-del-neurosviluppo tag-bambini tag-danno-cerebrale tag-disturbi-del-neurosviluppo\" style=\"--entry-index:2;\" aria-label=\"Paralisi cerebrale: comprendere e trattare una malattia complessa dello sviluppo neurologico.\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/disturbi-del-neurosviluppo\/paralisi-cerebrale\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"267\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Nina-con-paralisis-cerebral.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Bimba su sedia a rotelle in ambiente verde, espressione felice, interagisce con l\u2019ambiente; cinture di sicurezza visibili.\" 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class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-neuropsicologia tag-attenzione\" style=\"--entry-index:3;\" aria-label=\"Riabilitazione dell&#8217;attenzione divisa\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuropsicologia\/riabilitazione-dellattenzione-divisa\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"267\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/multitarear.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Uomo in camicia a quadri al tavolo domestico: parla al telefono, tiene fogli e scrive su quaderno, laptop aperto.\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/multitarear-300x200.webp 300w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/multitarear-768x513.webp 768w, 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itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/disturbi-del-neurosviluppo\/asd-disturbi-dello-spettro-autistico\/autismo-nelle-donne-e-funzioni-esecutive\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"267\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/La-invisibilidad-del-autismo-en-ninas-adolescentes-y-mujeres-Raquel-Hernandez-Autora-NeuronUP.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Bambino con capelli ricci e scuri, occhi azzurri, sorride dolcemente e tiene le mani unite su un prato verde, in un contesto naturale.\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/La-invisibilidad-del-autismo-en-ninas-adolescentes-y-mujeres-Raquel-Hernandez-Autora-NeuronUP-300x200.webp 300w, 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rel=\"bookmark\">Autismo nelle donne e funzioni esecutive<\/a><\/h3>\n<\/div><\/article><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-cerebrolesione-acquisita tag-alzheimer tag-cervello tag-danno-cerebrale tag-danno-cerebrale-acquisito\" style=\"--entry-index:5;\" aria-label=\"Anosognosia: cos&#8217;\u00e8, storia e realt\u00e0 neuropsicologica\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/cerebrolesione-acquisita\/anosognosia-che-cose-storia-e-realta-neuropsicologica\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"246\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Anosognosia-que-es-historia-y-realidad-neuropsicologica.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Testo ANOSOGNOSIA bianco su sfondo blu con lieve sfocatura, linee sottili a 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href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/cerebrolesione-acquisita\/anosognosia-che-cose-storia-e-realta-neuropsicologica\/\" rel=\"bookmark\">Anosognosia: cos&#8217;\u00e8, storia e realt\u00e0 neuropsicologica<\/a><\/h3>\n<\/div><\/article><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-disturbi-del-linguaggio tag-afasia tag-danno-cerebrale tag-danno-cerebrale-acquisito tag-linguaggio\" style=\"--entry-index:6;\" aria-label=\"Afasia: diagnosi differenziale e tipi di afasie\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/disturbi-del-linguaggio\/afasia-tipi\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"267\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/afasia.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Profilo stilizzato di testa con linee che simulano attivit\u00e0 cerebrale, illuminazione blu al centro e sfondo tecnologico.\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/afasia-300x200.webp 300w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/afasia-768x512.webp 768w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/afasia-1024x683.webp 1024w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/afasia.webp 1200w\" sizes=\"(max-width:599px) 599px, (min-width:600px) and (max-width: 799px) 799px, (min-width:800px) and (max-width: 999px) 333px, (min-width:1000px) 400px\" \/><\/a><div class=\"entry-wrap entry-wrap-grid\"><h3 class=\"entry-title\" itemprop=\"headline\"><a class=\"entry-title-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/disturbi-del-linguaggio\/afasia-tipi\/\" rel=\"bookmark\">Afasia: diagnosi differenziale e tipi di afasie<\/a><\/h3>\n<\/div><\/article><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo psicologo Carlos Rebolleda espone in questo articolo varie terapie per il trattamento cognitivo nella schizofrenia. La schizofrenia richiede un trattamento continuo anche dopo la scomparsa dei sintomi. 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