
{"id":32614,"date":"2024-10-19T09:27:21","date_gmt":"2024-10-19T07:27:21","guid":{"rendered":"https:\/\/neuronup.com\/?p=32614"},"modified":"2024-10-19T09:27:21","modified_gmt":"2024-10-19T07:27:21","slug":"trattamento-cognitivo-nella-schizofrenia-migliorare-la-percezione-sociale-e-il-riconoscimento-emotivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/malattia-mentale\/schizofrenia\/trattamento-cognitivo-nella-schizofrenia-migliorare-la-percezione-sociale-e-il-riconoscimento-emotivo\/","title":{"rendered":"Trattamento cognitivo nella schizofrenia: programmi per migliorare la percezione sociale e il riconoscimento delle emozioni"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-xl-font-size wp-block-paragraph\">Lo psicologo <strong>Carlos Rebolleda<\/strong> espone in questo articolo varie terapie per il<strong> trattamento cognitivo<\/strong> nella <strong>schizofrenia<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La schizofrenia richiede un trattamento perpetuo anche dopo la scomparsa dei sintomi. Negli ultimi anni sono stati numerosi i programmi destinati al trattamento dei deficit nella <strong>cognizione sociale<\/strong> che abitualmente si presentano nel caso della schizofrenia e che, a loro volta, sono stati scientificamente convalidati. In questo articolo correlato a questo tema, se ne vedranno alcuni.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Addestramento al riconoscimento dell&#8217;affetto<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo Dur\u00e1 e coll. (2008) l&#8217;Addestramento al Riconoscimento dell&#8217;Affetto (TAR) (Frommann e coll., 2003; W\u00f6lwer e coll., 2005) \u00e8 un <strong>addestramento standardizzato e informatizzato per il riconoscimento dell&#8217;espressione facciale<em>. <\/em><em>&nbsp;<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il programma comprende 3 blocchi con 4 sessioni per blocco, con una durata per sessione di circa 45 minuti e un totale di 12 sessioni. Si lavora a coppie di pazienti con la guida del psicoterapeuta. I compiti che vengono presentati hanno difficolt\u00e0 crescente:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Nel primo blocco i pazienti imparano a identificare e discriminare, oltre a verbalizzare i principali segni facciali delle 6 emozioni di base. La domanda che viene loro posta \u00e8 &#8220;Quale affetto esprime questa persona?&#8221;.<\/li>\n\n\n\n<li>Nel secondo blocco si cerca di integrare questa visione dettagliata dell&#8217;affetto in una modalit\u00e0 di elaborazione sempre pi\u00f9 globale, a partire dalle prime impressioni, dall&#8217;elaborazione non verbale e dall&#8217;elaborazione di espressioni facciali a bassa intensit\u00e0. Il compito da svolgere \u00e8 &#8220;Classificare le foto in base all&#8217;intensit\u00e0 dell&#8217;affettivit\u00e0 facciale&#8221;.<\/li>\n\n\n\n<li>Il terzo blocco comprende, da una parte, l&#8217;elaborazione di espressioni affettive non prototipiche e ambigue, che spesso si verificano nella vita quotidiana e, dall&#8217;altra, l&#8217;integrazione di espressioni facciali nel contesto sociale, comportamentale e situazionale. Un esempio di compito richiesto qui \u00e8 rispondere alla domanda &#8220;Quale di queste persone ha appena ricevuto dei fiori e sta pensando: &#8216;che belli sono&#8217;?&#8221;.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel corso del programma si utilizzano un insieme di <strong>strategie di sostituzione<\/strong> (ripetizione, apprendimento senza errori, feedback istantaneo) e <strong>strategie di compensazione<\/strong> (astrazione delle caratteristiche, verbalizzazione, autoinstruzioni). La principale strategia compensativa \u00e8 la verbalizzazione dell&#8217;espressione facciale in termini di gesti elementari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In uno studio recente Vaskinn e coll. (2019) rilevano che l&#8217;<strong>addestramento al riconoscimento dell&#8217;affetto<\/strong> fornisce evidenza di <strong>effetti benefici<\/strong> che sono generalizzabili e perdurano nel tempo, ma evidenziano anche la <strong>necessit\u00e0 di un trattamento aggiuntivo<\/strong> per lavorare la cognizione sociale nella schizofrenia e cos\u00ec ottenere <strong>benefici sul funzionamento psicosociale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Addestramento alla gestione delle emozioni<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo Ruiz e coll. (2006) l&#8217;<strong>Emotion Management Training<\/strong> (EMT; Hodel e coll., 1998) \u00e8 un programma che valuta i deficit nella percezione delle emozioni, cos\u00ec come le conseguenze di questi sull&#8217;adattamento sociale e sulla psicopatologia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viene somministrato in piccoli gruppi in tre fasi:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Nella prima fase, <strong>i deficit nella percezione delle emozioni<\/strong> sono affrontati mediante la valutazione passo dopo passo dell&#8217;espressione di s\u00e9 e degli altri.<\/li>\n\n\n\n<li>Nella seconda fase, <strong>il scarso adattamento sociale<\/strong> \u00e8 trattato mediante il richiamo delle strategie di coping attualmente utilizzate.<\/li>\n\n\n\n<li>Infine, nella terza fase,<strong> sia l&#8217;adattamento sociale sia la bassa tolleranza allo stress<\/strong> vengono migliorati mediante l&#8217;acquisizione da parte della persona di strategie di coping efficaci.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I partecipanti vengono addestrati a raggiungere gli obiettivi del programma mediante l&#8217;uso di interventi comportamentali come il role-play o esercizi dal vivo<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Terapia psicologica integrata<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre a un primo modulo denominato di<strong> Differenziazione Cognitiva<\/strong>, comprende anche altri quattro moduli destinati all&#8217;approccio del <strong>trattamento della cognizione sociale nella schizofrenia e al miglioramento delle competenze interpersonali.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi moduli consistono in quanto segue:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Percezione Sociale:<\/strong> Mira al miglioramento della capacit\u00e0 percettiva e interpretativa del paziente in situazioni sociali e sar\u00e0 spiegata pi\u00f9 avanti in dettaglio.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Comunicazione Verbale:<\/strong> Il suo obiettivo principale \u00e8 stimolare lo scambio e la comunicazione sociale tra i membri del gruppo.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Abilit\u00e0 Sociali:<\/strong> \u00c8 un modulo destinato al miglioramento dell&#8217;esecuzione interpersonale dei soggetti. La sua metodologia di lavoro non differisce dalle procedure tradizionali di intervento gi\u00e0 progettate in quest&#8217;area.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Risoluzione dei Problemi Interpersonali:<\/strong> Si affrontano in modo aperto e flessibile situazioni problematiche presentate dai partecipanti. Si lavora sulla discussione e analisi di tali situazioni, incorporando la possibilit\u00e0 di utilizzare il role-play per modellare la risposta adeguata alla situazione.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il modulo di percezione sociale<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo Ruiz e coll. (2006) dei cinque moduli, il secondo, denominato Percezione Sociale, \u00e8 il pi\u00f9 strettamente correlato alla cognizione sociale, poich\u00e9 \u00e8 uno dei suoi componenti. In esso si impiegano 40 diapositive che rappresentano diverse situazioni sociali. Variano in termini di grado di complessit\u00e0 cognitiva e di carico emotivo del contenuto. All&#8217;inizio si lavorano le diapositive meno complesse che abitualmente presentano un contenuto emotivamente neutro e, &nbsp;man mano che procede la terapia, si affrontano diapositive pi\u00f9 complesse e con maggior carica emotiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il modulo \u00e8 diviso in <strong>tre fasi<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Nella prima fase, denominata <strong>raccolta delle informazioni dalla diapositiva<\/strong>, si chiede ai partecipanti di descrivere gli elementi presenti nell&#8217;immagine proiettata. Alcuni dei compiti consistono in: focalizzare, trattare i contenuti rilevanti dell&#8217;immagine, richiamare l&#8217;attenzione su ci\u00f2 che \u00e8 stato dimenticato e riassumere.<\/li>\n\n\n\n<li>Nella seconda fase denominata <strong>interpretazione e discussione della diapositiva<\/strong>, i partecipanti offrono una spiegazione sui contenuti della diapositiva. Ogni opinione deve essere giustificata prendendo come riferimento le informazioni visive raccolte nella prima fase. Successivamente si dibatte su quale interpretazione sembri la pi\u00f9 adeguata o la pi\u00f9 probabile. I compiti, pertanto, consistono in: interpretare, fondare l&#8217;interpretazione e discutere in gruppo.<\/li>\n\n\n\n<li>Infine, nella terza fase denominata <strong>assegnazione di un titolo,<\/strong> ogni partecipante indica un titolo breve che riassuma il contenuto pi\u00f9 importante della situazione descritta nell&#8217;immagine e, a seguire, si avvia un nuovo dibattito su quale titolo sembri pi\u00f9 appropriato.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group br-0111 has-primary-background-color has-background has-dark-background has-sm-padding-top has-sm-padding-left has-sm-padding-right has-xxl-margin-top\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full desktop-position-absolute desktop-bottom-0 mobile-width-50 mobile-m-inline-auto has-xl-margin-top\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/v3\/producto-certificado.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-31568\"><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<h2 class=\"wp-block-heading has-white-color has-text-color\"><strong>Iscriviti<\/strong> <br>alla nostra <br>Newsletter<\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button--1\" style=\"--button-outline-color:var(--color-white);--button-outline-color-hover:rgba(0,0,0,0.8);\"><a class=\"wp-block-button__link button button-outline   wp-element-button\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/newsletter\/\">Iscriviti<\/a><\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli ultimi anni sono stati numerosi i programmi destinati al trattamento dei deficit nella <strong>cognizione sociale<\/strong> che abitualmente si presentano nel caso della schizofrenia e che, a loro volta, sono stati scientificamente convalidati.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Terapia Neurocognitiva Integrata per Pazienti con Schizofrenia<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo Dur\u00e1 e coll. (2008) la Terapia Neurocognitiva Integrata per Pazienti con Schizofrenia (INT) (Roder e coll., 2007) funziona in modo simile alla Integrated Psychological Therapy (IPT) (Roder e coll., 1996). Ha <strong>due grandi moduli, uno di neurocognizione e l&#8217;altro di cognizione sociale<\/strong>. Si selezionano le interventi che verranno applicate di ciascun modulo in funzione della valutazione individuale effettuata. Aumenta la difficolt\u00e0 e il carico emotivo man mano che si avanza nel programma, mentre progressivamente si assiste a una diminuzione della strutturazione. E inoltre, come elemento differenziale rispetto all&#8217;IPT, il grado di importanza dell&#8217;attivazione emotiva e del riferimento a se stessi aumenta progressivamente, considerando l&#8217;insight come un altro componente della cognizione sociale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Diversi studi recenti hanno testato l&#8217;efficacia di questa terapia (per esempio, De Mare e coll., 2018; Mueller e coll., 2017; Mueller, Schmidt e Roder, 2015)<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Terapia di miglioramento cognitivo<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Comprende una seconda parte, <strong>Cognitive Enhancement Therapy (CET)<\/strong> (Hogarty e Flesher, 1999; Hogarty e coll., 2004), in cui si interviene su diversi aspetti della <strong>cognizione sociale<\/strong>. In questo secondo momento dell&#8217;intervento, gli esercizi si svolgono in un formato di gruppo strutturato di un&#8217;ora e mezza alla settimana, per un periodo di tempo da cinquantacinque a sessanta settimane, a cui vanno aggiunte sei settimane aggiuntive in cui la struttura del piano si dissolve per favorire la conclusione graduale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;obiettivo di base \u00e8 lo <strong>Sviluppo delle abilit\u00e0 cognitive e metacognitive<\/strong> necessarie<strong> per una adeguata comprensione e gestione delle situazioni sociali<\/strong>, cos\u00ec come dei problemi derivanti dalla vita quotidiana. Negli esercizi sono incluse situazioni tratte dalla vita reale dei pazienti che vengono proposte come problematiche da questi. Ogni attivit\u00e0 ha vari livelli di partecipazione, dal livello di osservatore fino a essere soggetto centrale, nonch\u00e9 molteplici obiettivi cognitivi che vanno dal mantenimento dell&#8217;attenzione fino allo sviluppo di una adeguata prospettiva di pensiero in situazioni sociali. In questa fase dell&#8217;addestramento si richiede la partecipazione attiva del paziente tramite l&#8217;assegnazione di compiti a casa, la cui revisione e discussione occupa solitamente la prima parte della sessione.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Differenze tra IPT e CET<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo Ruiz e cols (2006), alcune differenze tra IPT e &nbsp;CET <strong>risiedono negli effetti del trattamento della cognizione sociale nella schizofrenia<\/strong>. Nella IPT si suppone che gli effetti del trattamento avvengano in modo graduale. Prima si esercitano i processi cognitivi molecolari, in modo che questi processi molecolari possano poi aumentare l&#8217;acquisizione di abilit\u00e0 molari. Perci\u00f2 <strong>il processo riabilitativo progredisce dall&#8217;allenamento dei processi cognitivi di base fino a abilit\u00e0 sociali pi\u00f9 convenzionali e alla risoluzione di problemi interpersonali<\/strong>. Per la sua parte, la CET \u00e8 meno lineare e scalonata. In studi controllati, sia IPT sia CET hanno dimostrato di essere efficaci nel miglioramento del funzionamento sociale (Hogarty y Flesher, 1999; Spaulding y cols ,1999).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, va sottolineato che vari studi recenti corroborano l&#8217;efficacia della CET (per esempio, Eack y cols, 2015, 2016; Keshavan y cols, 2017).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Allenamento in Cognizione sociale e Interazione<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo Dur\u00e1 e cols (2008) l&#8217;Allenamento in Cognizione sociale e Interazione (SCIT) (Penn y cols, 2005) \u00e8 uno dei programmi pi\u00f9 recenti, insieme alla Terapia Neurocognitiva Integrata (INT), per lavorare la cognizione sociale, risultando essere i due pi\u00f9 completi fino ad oggi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lo SCIT \u00e8 suddiviso in tre parti<\/strong>, ciascuna con una serie di sessioni e concetti da lavorare. In tutto l&#8217;allenamento si svolgono numerosi esercizi nelle sessioni e si propongono compiti da svolgere al di fuori delle stesse per favorire la generalizzazione. Queste parti sono le seguenti:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>La prima parte si chiama <strong>comprensione delle emozioni<\/strong> ed \u00e8 composta da 6 sessioni. In queste sessioni si spiega il funzionamento del programma, cos&#8217;\u00e8 la cognizione sociale, si stabilisce l&#8217;alleanza nel gruppo e si rivede il ruolo delle emozioni nelle situazioni sociali.<\/li>\n\n\n\n<li>La seconda parte, denominata<strong> stile di cognizione sociale<\/strong>, va dalla sessione 7 alla 13, e mira ad allenare a non saltare frettolosamente alle conclusioni, lo stile attribuzionale, la tolleranza all&#8217;ambiguit\u00e0, la distinzione tra fatti e supposizioni, e la raccolta di dati per migliorare la suddetta distinzione.<\/li>\n\n\n\n<li>La terza parte, chiamata<strong> integrazione<\/strong>, va dalla sessione 14 alla 18, e mira a consolidare le abilit\u00e0 e a generalizzarle a problemi della vita quotidiana mediante esercizi.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Differenze tra SCIT, IPT e CET<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo Ruiz e cols (2006) esistono differenze tra SCIT, IPT e CET, poich\u00e9 il primo programma \u00e8 incentrato sulla cognizione sociale, mentre IPT e CET sono pi\u00f9 ampi, dato che lavorano anche sulla riabilitazione di altre aree cognitive come l&#8217;attenzione o la memoria. Da qui il fatto che siano programmi anche pi\u00f9 lunghi nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Va sottolineato che sono numerosi gli studi recenti in cui si continua a corroborare l&#8217;efficacia di questo intervento (per esempio, Gordon y cols, 2018; Hasson-Ohayon y cols, 2019; Voutilainen y cols, 2016).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, va segnalato che questo programma \u00e8 stato adattato nella popolazione spagnola da Lahera y cols (2013)<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns br-0111 particle-bg p-5 has-primary-background-color has-background is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:66.66%\">\n<h2 class=\"wp-block-heading has-white-color has-text-color\">Prova NeuronUP gratis per 7 giorni<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color wp-block-paragraph\">Potrai collaborare con le nostre attivit\u00e0, progettare sedute o fare riabilitazione a distanza.<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:33.33%\">\n<div class=\"wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button\" style=\"--button-background:var(--color-custom-1);--button-background-hover:#cc7e00;\"><a class=\"wp-block-button__link button   wp-element-button\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/landing-store-user\/\">Comincia la tua prova<\/a><\/div>\n\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:18px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Programmi destinati al trattamento dei deficit nella cognizione sociale<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vedremo i programmi destinati al trattamento dei deficit in <strong>cognizione sociale<\/strong> che abitualmente si presentano nel caso della schizofrenia.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Programma di riabilitazione cognitiva nella psicosi<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come segnalano Ojeda e cols (2012), il programma REHACOP (riabilitazione neuropsicologica nella psicosi), anche consta di <strong>quattro moduli destinati all&#8217;intervento su alcuni componenti della cognizione sociale<\/strong>. Detti moduli sono denominati<strong> percezione emotiva, conoscenza sociale, teoria della mente e dilemmi morali.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre, in ricerche recenti sono stati constatati i miglioramenti significativi prodotti da questo programma nel trattamento della cognizione sociale nella schizofrenia (Pe\u00f1a y cols, 2015, 2016).<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Programma di allenamento emotivo<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questo programma si accede dal sito web www.e-motionaltraining.com e si sviluppa interamente su supporto informatico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le prime 4 sessioni (1 ora ciascuna) sono dedicate a <strong>riconoscere le emozioni facciali.<\/strong> Questa sezione include un test pre e post, tutorial e minigiochi di scala iniziando con occhi e bocca e infine micro-allenamenti sull&#8217;espressione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le successive 8 sessioni (1 ora ciascuna) includono la visione di un cortometraggio animato in cui una coppia invita i suoi amici a casa per una festa. Man mano che la storia si sviluppa, si verifica una mancanza di comunicazione tra gli attori, che provoca diverse emozioni e stati mentali come rabbia, affetto, apprezzamento e gelosia. Dopo ogni scena si chiede all&#8217;utente cosa \u00e8 successo, con domande sulla <strong>teoria della mente<\/strong> (interpretazione dell&#8217;ironia, insinuazioni, faux pas, false credenze di secondo ordine, ecc.), <strong>percezione sociale<\/strong> (interpretazione e analisi della situazione sociale attraverso il contenuto visivo di ogni scena) e <strong>stile attribuzionale<\/strong>, cos\u00ec come, <strong>domande di controllo.<\/strong> In caso di errori, il gioco mostra un collegamento ipertestuale con informazioni e strategie metacognitive, il cui obiettivo \u00e8 aiutare gli utenti a comprendere la scena che stavano guardando.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Programma di allenamento in cognizione sociale<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come il programma precedente, questo intervento viene applicato anch&#8217;esso interamente al computer, essendo possibile accedervi dalla pagina web www.proyectoscores.es.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 composto da quattro moduli che si concentrano sull&#8217; <strong>allenamento del riconoscimento delle emozioni, teoria della mente e stile attribuzionale, percezione sociale e personalizzazione dei contenuti.<\/strong> I primi tre moduli includono contenuto teorico ed esercizi che rinforzano quanto rivisto nella teoria. Il programma comprende un totale di ventotto sessioni.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">I quattro moduli focalizzati sul trattamento della cognizione sociale nella schizofrenia<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <strong>modulo 1<\/strong> \u00e8 destinato a lavorare il <strong>processamento delle emozioni<\/strong>. \u00c8 composto da nove sessioni che si concentrano sul riconoscimento dei tratti facciali che costituiscono ciascuna delle sei emozioni basilari, l&#8217;analisi sull&#8217;influenza dei pensieri e dell&#8217;ambiente esterno su ciascuna emozione, nonch\u00e9 le reazioni suscitate dalle emozioni. Inoltre, c&#8217;\u00e8 un&#8217;enfasi speciale nell&#8217;imparare a far fronte alle reazioni negative e si cerca di favorire l&#8217;emergere di emozioni positive attraverso lo svolgimento di attivit\u00e0 piacevoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <strong>modulo 2<\/strong> si concentra su <strong>teoria della mente e stile attribuzionale<\/strong>. \u00c8 composto da dieci sessioni dedicate a descrivere il concetto di teoria della mente, a comprendere il linguaggio con doppio senso e a cercare di fare un uso adeguato delle informazioni, evitando errori come, per esempio, saltare rapidamente alle conclusioni. Inoltre, oltre al&nbsp;esterno e interno, gli stili attribuzionali vengono descritti e collegati a possibili idee deliranti o distorte, cercando di seguire l&#8217;approccio proposto dalla terapia cognitiva per la gestione dei sintomi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <strong>modulo 3<\/strong> si concentra sulla <strong>percezione sociale<\/strong>. \u00c8 composto da quattro sessioni e durante lo stesso vengono introdotti i concetti di norme e ruoli sociali. Inoltre, si fa&nbsp; particolare enfasi sull&#8217;importanza del contesto ai fini di una corretta interpretazione delle situazioni sociali e, generalmente, si distingue tra due contesti: quello formale e quello informale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, il <strong>modulo 4<\/strong> denominato <strong>di \u201cpersonalizzazione\u201d<\/strong> consta di cinque sessioni e in esso si esorta i pazienti ad applicare tutto il contenuto rivisto a esperienze personali. Per il suo sviluppo si impiegano dieci esempi o casi ipotetici.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Bibliografia<\/h2>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list has-sm-font-size\">\n<li>De Mare, A., Cantarella, M., y Galeoto, G. (2018). Effectiveness of integrated neurocognitive therapy on cognitive impairment and functional outcome for schizophrenia outpatients. Schizophrenia research and treatment, https:\/\/doi.org\/10.1155\/2018\/2360697<\/li>\n\n\n\n<li>Eack, S. M., Hogarty, S. S., Greenwald, D. P., Litschge, M. Y., McKnight, S. A., Bangalore, S. S., &#8230; y Cornelius, J. R. (2015). Cognitive Enhancement Therapy in substance misusing schizophrenia: Results of an 18-month feasibility trial. Schizophrenia research, 161(2-3), 478-483.<\/li>\n\n\n\n<li>Eack, S. M., Newhill, C. E., y Keshavan, M. S. (2016). Cognitive enhancement therapy improves resting-state functional connectivity in early course schizophrenia. Journal of the Society for Social Work and Research, 7(2), 211-230.<\/li>\n\n\n\n<li>Gordon, A., Davis, P. J., Patterson, S., Pepping, C. A., Scott, J. G., Salter, K., y Connell, M. (2018). A randomized waitlist control community study of Social Cognition and Interaction Training for people with schizophrenia. British Journal of Clinical Psychology, 57(1), 116-130.<\/li>\n\n\n\n<li>Hasson-Ohayon, I., Mashiach-Eizenberg, M., Lavi-Rotenberg, A., y Roe, D. (2019). Randomized controlled trial of adjunctive Social Cognition and Interaction Training (SCIT), adjunctive Therapeutic Alliance Focused Therapy (TAFT) and treatment as usual among persons with serious mental illness. Frontiers in Psychiatry, 10, 364.<\/li>\n\n\n\n<li>Hogarty, G.E. y Flesher, S. (1999). Practice Principles of Cognitive Enhancement Therapy for Schizophrenia. Schizophrenia Bulletin, 25(4), 693-708.<\/li>\n\n\n\n<li>Hogarty, G.E., Flesher, S., Ulrich, R., Carter, M., Greenwald, D., Pogue-Geile, M., Kechavan, M., Cooley, S., DiBarry, L., Garrett, A., Parepally, H. y Zoretich, R. (2004). Cognitive Enhancement Therapy for Schizophrenia. Archives General Psychiatry, 61, 866-876.<\/li>\n\n\n\n<li>Keshavan, M. S., Eack, S. M., Prasad, K. M., Haller, C. S., y Cho, R. Y. (2017). Longitudinal functional brain imaging study in early course schizophrenia before and after cognitive enhancement therapy. Neuroimage, 151, 55-64.<\/li>\n\n\n\n<li>Mueller, D. R., Khalesi, Z., Benzing, V., Castiglione, C. I., y Roder, V. (2017). Does Integrated Neurocognitive Therapy (INT) reduce severe negative symptoms in schizophrenia outpatients?. Schizophrenia research, 188, 92-97.<\/li>\n\n\n\n<li>Mueller, D. R., Schmidt, S. J., y Roder, V. (2015). One-year randomized controlled trial and follow-up of integrated neurocognitive therapy for schizophrenia outpatients. Schizophrenia bulletin, 41(3), 604-616.<\/li>\n\n\n\n<li>Penn, D. L., Roberts, D. L., Munt, E. D., Silverstein, E., Jones, N., y Sheitman, B. (2005). A pilot study of Social Cognition and Interaction Training (SCIT) for schizophrenia. Schizophrenia Research, 80(2-3), 357-359.<\/li>\n\n\n\n<li>Roder, V., Brenner, H. D., Hodel, B. y Kienzle, N. (1996). Terapia integrada de la esquizofrenia. Barcelona: Ariel.<\/li>\n\n\n\n<li>Spaulding, W.D., Reed, D., Sullivan, M., Richardson, C. y Weiler, M. (1999). Effects of cognitive treatment in psychiatric rehabilitation. Schizophrenia Bulletin, 25, 657-676.<\/li>\n\n\n\n<li>Voutilainen, G., Kouhia, T., Roberts, D. L., y Oksanen, J. (2016). Social Cognition and Interaction Training (SCIT) for adults with psychotic disorders: a feasibility study in Finland. Behavioural and cognitive psychotherapy, 44(6), 711-716.<\/li>\n\n\n\n<li>Brenner, H.D., Hodel, B., Roder, V. y Corrigan, P. (1992). Treatment of cognitive dysfunctions and behavioural deficits in schizophrenia. Schizophrenia Bulletin, 18(1), 21-26.<\/li>\n\n\n\n<li>Brenner, H.D., Roder, V., Kienzle, N., Reed, D. y Liberman, R.P. (1994). Integrated Psychological Therapy for Schizophrenia Patients. Toronto: Hogrefe y Huber Publishers.<\/li>\n\n\n\n<li>Frommann, N., Streit, M., y W\u00f6lwer, W. (2003). Remediation of facial affect recognition impairments in patients with schizophrenia: a new training program. Psychiatry Research, 117, 281-284.<\/li>\n\n\n\n<li>Hodel, B., Brenner, H.D., Merlo, M.C. y Teuber, J.F. (1998). Emotional management therapy in early psychoses. British Journal of Psychiatry, 172(Suppl. 33), 128-133.<\/li>\n\n\n\n<li>Ruiz, J. C., Garc\u00eda, S., y Fuentes, I. (2006). La relevancia de la cognici\u00f3n social en la esquizofrenia. Apuntes de Psicolog\u00eda, 24(1-3), 137-155.<\/li>\n\n\n\n<li>Vaskinn, A., L\u00f8vgren, A., Egeland, M. K., Feyer, F. K., \u00d8stefjells, T., Andreassen, O. A., &#8230; y Sundet, K. (2019). A randomized controlled trial of training of affect recognition (TAR) in schizophrenia shows lasting effects for theory of mind. European archives of psychiatry and clinical neuroscience, 1-10.<\/li>\n\n\n\n<li>W\u00f6lwer, W., Frommann, N., Halfmann, S., Piaszek, A., Streit, M., y Gaebel, W. (2005). Remediation of impairments in facial affect recognition in schizophrenia: Efficacy and specificity of a new training program. Schizophrenia Research, 80, 295-303.<\/li>\n\n\n\n<li>Gil-Sanz, D., Fern\u00e1ndez-Modamio, M., Bengochea-Seco, R., Arrieta-Rodr\u00edguez, M., y P\u00e9rez-Fuentes, G. (2016). Efficacy of the social cognition training program in a sample of outpatients with schizophrenia. <em>Clinical schizophrenia &amp; related psychoses<\/em>, <em>10<\/em>(3), 154-162.<\/li>\n\n\n\n<li>Ojeda, N., Pe\u00f1a, J., Bengoetxea, E., Garc\u00eda, A., S\u00e1nchez, P., Elizag\u00e1rate, E., &#8230; y Egu\u00edluz, J. I. (2012). Evidencias de eficacia de la rehabilitaci\u00f3n cognitiva en psicosis y esquizofrenia con el programa REHACOP. <em>Rev Neurol<\/em>, <em>54<\/em>, 577-86.<\/li>\n\n\n\n<li>Pe\u00f1a, J., Ibarretxe-Bilbao, N., y Ojeda, N. (2015). Improvement in Social Cognition and Functional Outcome after Group Cognitive Remediation Treatment (rehacop Program): a Randomized Controlled Trial. <em>European Psychiatry<\/em>, <em>30<\/em>, 414.<\/li>\n\n\n\n<li>Pe\u00f1a, J., Ibarretxe-Bilbao, N., S\u00e1nchez, P., Iriarte, M. B., Elizagarate, E., Garay, M. A., &#8230; y Ojeda, N. (2016). Combining social cognitive treatment, cognitive remediation, and functional skills training in schizophrenia: a randomized controlled trial. <em>NPJ schizophrenia<\/em>, <em>2<\/em>, 16-37.<\/li>\n\n\n\n<li>V\u00e1zquez-Campo, M., Maro\u00f1o, Y., Lahera, G., Mateos, R., y Garc\u00eda-Caballero, A. (2016). e-Motional Training\u00ae: Pilot study on a novel online training program on social cognition for patients with schizophrenia. <em>Schizophrenia Research: Cognition<\/em>, <em>4<\/em>, 10-17.<\/li>\n<\/ul>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo relativo al trattamento della schizofrenia, potresti essere interessato anche ai seguenti articoli:<\/h3>\n\n\n\n<div class=\"mai-grid entries entries-grid has-boxed has-image-full\" style=\"--entry-title-font-size:var(--font-size-lg);--align-text:start;--entry-meta-text-align:start;\"><div class=\"entries-wrap has-columns\" style=\"--columns-xs:1 \/ 1;--columns-sm:1 \/ 1;--columns-md:1 \/ 3;--columns-lg:1 \/ 3;--flex-xs:0 0 var(--flex-basis);--flex-sm:0 0 var(--flex-basis);--flex-md:0 0 var(--flex-basis);--flex-lg:0 0 var(--flex-basis);--column-gap:var(--spacing-lg);--row-gap:var(--spacing-lg);--align-columns:start;\"><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-adhd-disturbo-da-deficit-di-attenzione-iperattivita tag-ninos tag-tdah tag-testimonianze tag-trastornos-del-neurodesarrollo\" style=\"--entry-index:1;\" aria-label=\"Intervento cognitivo con adolescenti con disturbo da deficit di attenzione e iperattivit\u00e0, tipo iperattivo\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/disturbi-del-neurosviluppo\/adhd-disturbo-da-deficit-di-attenzione-iperattivita\/intervento-cognitivo-con-adolescenti-con-adhd\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"246\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/plantilla-blog-3.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Aula con l&#039;insegnante di spalle di fronte a una lavagna verde; primo piano di uno studente seduto con il telefono cellulare, ambiente di classe.\" 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iperattivo<\/a><\/h3>\n<\/div><\/article><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-adhd-disturbo-da-deficit-di-attenzione-iperattivita tag-atencion tag-funciones-ejecutivas tag-tdah tag-trastornos-del-neurodesarrollo\" style=\"--entry-index:2;\" aria-label=\"Trattamento dell&#8217;ADHD con il neurofeedback\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/disturbi-del-neurosviluppo\/adhd-disturbo-da-deficit-di-attenzione-iperattivita\/trattamento-del-tda-h-con-neurofeedback\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"267\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/the-image-of-the-human-brain.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Illustrazione stilizzata di un cervello umano illuminato in blu e viola, con connessioni neuronali 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neurofeedback<\/a><\/h3>\n<\/div><\/article><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-attivita-per-ladhd tag-actividades-de-estimulacion-cognitiva tag-actividades-de-estimulacion-cognitiva-para-ninos tag-ninos tag-tdah tag-trastornos-del-neurodesarrollo\" style=\"--entry-index:3;\" aria-label=\"7 attivit\u00e0 da svolgere in classe con i bambini della scuola primaria affetti da ADHD\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/attivita-di-neuroriabilitazione\/attivita-per-ladhd\/attivita-da-svolgere-in-aula-con-bambini-delle-elementari-con-tdah\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"267\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/cuenta-sonidos-1.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Bambina con gli occhiali, vestita di blu con rombi, sorride a una festa; sfondo con una finestra e decorazioni, tavolo con torta e regali.\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/cuenta-sonidos-1-300x200.webp 300w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/cuenta-sonidos-1-768x513.webp 768w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/cuenta-sonidos-1-1024x684.webp 1024w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/cuenta-sonidos-1.webp 1200w\" sizes=\"(max-width:599px) 599px, (min-width:600px) and (max-width: 799px) 799px, (min-width:800px) and (max-width: 999px) 333px, (min-width:1000px) 400px\" \/><\/a><div class=\"entry-wrap entry-wrap-grid\"><h3 class=\"entry-title\" itemprop=\"headline\"><a class=\"entry-title-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/attivita-di-neuroriabilitazione\/attivita-per-ladhd\/attivita-da-svolgere-in-aula-con-bambini-delle-elementari-con-tdah\/\" rel=\"bookmark\">7 attivit\u00e0 da svolgere in classe con i bambini della scuola primaria affetti da ADHD<\/a><\/h3>\n<\/div><\/article><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-neuroscienze-del-cervello tag-cervello\" style=\"--entry-index:4;\" aria-label=\"Demenza frontotemporale: che cos&#8217;\u00e8, tipi, sintomi, cause, diagnosi e trattamento\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuroscienze-del-cervello\/demenza-frontotemporale-cose-tipi-sintomi-cause-diagnosi-e-trattamento\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"267\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Demencia-frontotemporal-1.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Ricercatore in camice rivede documenti in laboratorio, di fronte a uno schermo con dati sulla demenza frontotemporale.\" 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trattamento<\/a><\/h3>\n<\/div><\/article><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-attivita-di-neuroriabilitazione tag-actividades-de-estimulacion-cognitiva tag-actividades-de-estimulacion-cognitiva-para-adultos tag-actividades-de-estimulacion-cognitiva-para-ninos\" style=\"--entry-index:5;\" aria-label=\"Attivit\u00e0 uditive nella riabilitazione cognitiva di bambini e adulti\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/attivita-di-neuroriabilitazione\/attivita-uditive-nella-riabilitazione-cognitiva-di-bambini-e-adulti\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"300\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Actividades-NeuronUP-Localiza-los-sonidos-400x300.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Griglia di 16 caselle con giradischi antichi, uno in riproduzione, 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tag-dano-cerebral-adquirido\" style=\"--entry-index:6;\" aria-label=\"Nuova serie per bambini con danno cerebrale: POPI e PEPA\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/cerebrolesione-acquisita\/nuova-serie-per-bambini-con-danno-cerebrale-popi-pepa\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"219\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/serie-infantil-cerebral.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Illustrazione animata di Popi e Pepa in un ospedale pediatrico, con due letti, un&#039;infermiera e decorazioni colorate.\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/serie-infantil-cerebral-300x164.webp 300w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/serie-infantil-cerebral-768x420.webp 768w, 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La schizofrenia richiede un trattamento perpetuo anche dopo la scomparsa dei sintomi. 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