
{"id":32609,"date":"2024-09-27T13:47:09","date_gmt":"2024-09-27T11:47:09","guid":{"rendered":"https:\/\/neuronup.com\/?p=32609"},"modified":"2024-09-27T13:47:09","modified_gmt":"2024-09-27T11:47:09","slug":"la-regolazione-emotiva-dalla-neuropsicologia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuropsicologia\/la-regolazione-emotiva-dalla-neuropsicologia\/","title":{"rendered":"La regolazione emotiva dal punto di vista della neuropsicologia"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-xl-font-size wp-block-paragraph\">Il neuropsicologo Edson El\u00edas espone in questo articolo&nbsp;<strong>la regolazione emotiva<\/strong>&nbsp;dal punto di vista della<strong>&nbsp;neuropsicologia<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;importanza della regolazione emotiva<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;attivit\u00e0 del neuropsicologo, per sua natura, \u00e8 intrisa di affettivit\u00e0. Anche se l&#8217;obiettivo principale degli interventi \u00e8 migliorare il funzionamento cognitivo dei pazienti, le loro emozioni sono presenti in ogni momento. Le righe seguenti serviranno a introdurci ai concetti fondamentali dello studio della regolazione emotiva nella psicologia cognitiva e nelle neuroscienze.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Lo studio delle emozioni in neuropsicologia<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fino a poco tempo fa le emozioni erano considerate esperienze individuali soggettive, per cui il loro studio sperimentale sembrava impossibile. Anzi, la tradizione filosofica cartesiana aveva relegato le emozioni nell&#8217;ambito delle passioni, assumendo che fossero dannose per la ragione. Questo pensiero che \u00e8 perdurato fino alla pubblicazione de \u201cL&#8217;errore di Descartes\u201d (1994). In esso, A. Damasio ripercorre il celebre caso di Phineas Gage, concludendo che <strong>non c&#8217;\u00e8 ragione senza emozione.<\/strong> Questo fatto ha promosso una <strong>rivoluzione affettiva<\/strong> nella psicologia cognitiva che fino ad allora si era interessata esclusivamente allo studio dei processi cognitivi \u201cfreddi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nelle ultime decadi, le neuroscienze affettive hanno compiuto importanti scoperte circa l&#8217;interfaccia cognizione-emozione.&nbsp; Questi risultati hanno rivelato che <strong>le emozioni intervengono nella modulazione di processi cognitivi <\/strong>come l&#8217;attenzione (p. es., orientando o amplificando l&#8217;attenzione verso stimoli valutati come gradevoli dall&#8217;individuo), la memoria (p. es., favorendo la consolidazione di informazioni con valenza emotiva e, in tal modo, partecipando al processo di apprendimento) e la presa di decisione (p. es., facilitando il prendere decisioni sulla base delle emozioni positive o negative sperimentate in precedenza in situazioni analoghe). Quest&#8217;ultimo \u00e8 solitamente valutato con il paradigma \u201crischio-beneficio\u201d del <em>Iowa Gamblig Task<\/em> o \u201cgioco di scommesse\u201d che ha dato luogo ad alcune adattazioni per la sua incorporazione in batterie di valutazione neuropsicologica in lingua spagnola, come nel caso della BANFE-2 (2014).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Data l&#8217;importanza che le emozioni rivestono nella modulazione dei processi cognitivi, \u00e8 importante fornire una definizione di esse che renda conto del loro carattere multicomponenziale.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Che cosa sono le emozioni?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In genere, quando si definiscono le emozioni, si enunciano solo alcuni elementi che le compongono, come i cambiamenti nell&#8217;organismo, l&#8217;espressione facciale o il sentimento soggettivo. Klaus Scherer le definisce come \u201cun insieme di <strong>variazioni episodiche<\/strong> che avvengono in diversi <strong>componenti dell&#8217;organismo<\/strong>, in <strong>risposta<\/strong> a un evento <strong>valutato<\/strong> come pertinente dall&#8217;organismo\u201d (p. 10).<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Visione multicomponenziale dell&#8217;emozione<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La visione multicomponenziale dell&#8217;emozione permette di evidenziare i seguenti aspetti:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Primo, <strong>le emozioni sono temporanee<\/strong> poich\u00e9 solitamente hanno una durata relativamente breve, a differenza dei sentimenti la cui durata si estende maggiormente nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo, <strong>un episodio emotivo provoca variazioni fisiologiche<\/strong> (p. es., aumento della frequenza cardiaca), nell&#8217;espressione motoria (p. es., l&#8217;espressione facciale che accompagna l&#8217;emozione), nella tendenza all&#8217;azione (p. es., il desiderio di fuggire o di lottare), nella valutazione cognitiva (p. es., valutare lo stimolo come potenzialmente pericoloso) e nel sentimento soggettivo (p. es., provare paura).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Terzo, <strong>l&#8217;emozione \u00e8 destinata in prima istanza a far fronte a situazioni di urgenza<\/strong>. Per questo, prepara il corpo all&#8217;azione, orienta l&#8217;attenzione verso ci\u00f2 che deve essere percepito e ricordato, e guida le decisioni e le azioni delle persone (Ebner e Fischer, 2014).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quarto, <strong>l&#8217;inizio di un episodio emotivo \u00e8 contrassegnato dalla valutazione cognitiva (<em>appraisal<\/em>) dello stimolo percepito dall&#8217;organismo<\/strong>. Questo pu\u00f2 essere esterno (p. es., un cane rabbioso in mezzo al marciapiede) o interno (p. es., il ricordo di essere stati attaccati da un cane in passato), variando la <strong>risposta<\/strong> da persona a persona. Infatti, alcuni individui giudicheranno il ricordo dell&#8217;incidente come estremamente avversivo e sgradevole, mentre altri potrebbero giudicarlo come un evento meno impegnativo o \u201csuperato\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Unendosi con la percezione e con il pensiero, l&#8217;emozione implica per l&#8217;individuo una ri-esperienza percettiva, somatosensoriale e motoria delle circostanze in cui una conoscenza \u00e8 stata acquisita (\u201cteorie incarnate dell&#8217;emozione\u201d, vedi Niedenthal, 2007), e la cui intensit\u00e0 e valenza possono essere regolate dal soggetto.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Che cosa implica la regolazione emotiva?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per le sue esperienze sociali, l&#8217;essere umano mette in atto strategie che gli permettono di regolare le proprie emozioni. Per esempio, quando un individuo \u00e8 triste e nondimeno deve animare un&#8217;attivit\u00e0, o quando \u00e8 contento perch\u00e9 \u00e8 appena stato promosso ma deve mascherare la sua gioia per non offendere il collega che non ha ricevuto la promozione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La regolazione delle emozioni \u00e8 per Gross (1998) un processo grazie al quale gli individui hanno la possibilit\u00e0 di <strong>influenzare la natura delle proprie emozioni<\/strong>, il momento e la forma in cui le sperimentano. Questa definizione rende conto della natura dell&#8217;influenza esercitata in vista di mantenere, aumentare o attenuare l&#8217;intensit\u00e0 dell&#8217;emozione, cos\u00ec come <strong>modificare la valenza edonica<\/strong> (piacevole, spiacevole) di essa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I quattro <strong>tipi di regolazione emotiva<\/strong> pi\u00f9 studiati sono l&#8217;attenuazione delle emozioni spiacevoli, il mantenimento o l&#8217;incremento delle emozioni piacevoli, l&#8217;incremento delle emozioni spiacevoli e l&#8217;attenuazione o soppressione delle emozioni piacevoli (Mikolajczak &amp; Desseilles, 2012).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi processi sono una risposta adattativa al servizio degli obiettivi personali, della soddisfazione dei bisogni affettivi, del mantenimento dell&#8217;equilibrio e del benessere, il che favorisce la salute mentale. Possono essere automatici (inconsci) o controllati (consci), intrinseci o estrinseci e possono orientarsi agli antecedenti della risposta emotiva (cio\u00e8, prima della tendenza di risposta) o a uno dei componenti della reazione emotiva propriamente detta (cio\u00e8, espressiva, cognitiva o fisiologica) dopo che si sia manifestata.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group br-0111 has-primary-background-color has-background has-dark-background has-sm-padding-top has-sm-padding-left has-sm-padding-right has-xxl-margin-top\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full desktop-position-absolute desktop-bottom-0 mobile-width-50 mobile-m-inline-auto has-xl-margin-top\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/v3\/producto-certificado.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-31568\"><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<h2 class=\"wp-block-heading has-white-color has-text-color\"><strong>Iscriviti<\/strong> <br>alla nostra <br>Newsletter<\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button--1\" style=\"--button-outline-color:var(--color-white);--button-outline-color-hover:rgba(0,0,0,0.8);\"><a class=\"wp-block-button__link button button-outline   wp-element-button\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/newsletter\/\">Iscriviti<\/a><\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Quali sono le strategie di regolazione emotiva?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il modello di Gross (1988) per i processi di regolazione emotiva rende conto di <strong>cinque sequenze distinte.<\/strong> Le prime quattro hanno un carattere intrinseco (cio\u00e8, il soggetto tende a alterare le proprie emozioni) e si manifestano prima della reazione emotiva. Tuttavia, la quinta \u00e8 estrinseca (cio\u00e8, mira a influenzare quelle degli altri) e si manifesta lungo tutta l&#8217;esperienza emotiva.<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Selezione della situazione: evitare o cercare una situazione.<\/li>\n\n\n\n<li>Modifica della situazione: cercare di modificare la situazione per influenzarne l&#8217;impatto emotivo.<\/li>\n\n\n\n<li>Dispiegamento attentivo: mantenimento dell&#8217;attenzione, distrazione o concentrazione.<\/li>\n\n\n\n<li>Cambiamento cognitivo: rivalutazione dell&#8217;informazione per percepirla aumentata o diminuita.<\/li>\n\n\n\n<li>Modulazione della risposta emotiva: accentuare o minimizzare uno dei tre componenti della reazione emotiva precedentemente descritti.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pi\u00f9 precisamente, sono state identificate tre strategie di regolazione emotiva: la rivalutazione cognitiva, l&#8217;accettazione dell&#8217;emozione e la soppressione espressiva; il loro impiego in una data situazione dipenderebbe dalle condizioni dell&#8217;ambiente, dalle esperienze individuali e dalle predisposizioni temperamentali degli individui (Naranjo-Vila, Gallardo-Salce, &amp; Zepeda-Santib\u00e1\u00f1ez, 2010).<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Quali sono i correlati neurali della rivalutazione cognitiva?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La <strong>neuroimmagine<\/strong> ha permesso di identificare le aree cerebrali che intervengono nelle esperienze emotive, come nel caso della <strong>rivalutazione cognitiva<\/strong>. Queste aree sono la corteccia prefrontale e altre strutture sottocorticali, in particolare l&#8217;amigdala.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L<strong>&#8216;amigdala<\/strong> \u00e8 responsabile del coordinamento dell&#8217;attivazione corticale e dell&#8217;attenzione dell&#8217;individuo verso stimoli pertinenti, nuovi o ambigui al fine di ottimizzarne l&#8217;elaborazione sensoriale e percettiva. \u00c8 <strong>in connessione con la corteccia prefrontale<\/strong> che, essendo il principale centro di controllo delle emozioni, interviene nell&#8217;elaborazione delle informazioni esterne e riceve informazioni sugli stati mentali interni come la motivazione o le emozioni. Svolge inoltre un ruolo fondamentale nella regolazione emotiva volontaria (intrinseca) (Beauregard, Levesque e Paquette, 2004).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre, per le sue connessioni bidirezionali con l&#8217;amigdala, l&#8217;attivit\u00e0 della <strong>corteccia prefrontale<\/strong> pu\u00f2 controllare e inibire l&#8217;attivit\u00e0 dell&#8217;amigdala e incidere sullo stato emotivo (Ochsner &amp; Gross, in Vieillard &amp; Harm, 2014), il che corrisponde al processo di <em>appraisal<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><b>Conclusione<\/b><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In sintesi, si pu\u00f2 affermare che i risultati nella psicologia cognitiva delle emozioni e nelle neuroscienze affettive hanno permesso di avanzare da concezioni frammentarie dell&#8217;esperienza emotiva verso una definizione multicomponenziale che ha promosso lo studio dei processi cognitivi coinvolti nelle esperienze emotive. Un esempio \u00e8 la regolazione emotiva, che mostra che gli individui hanno la capacit\u00e0 di modificare la loro esperienza emotiva sia in intensit\u00e0 che in valenza.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra le strategie di regolazione emotiva, una delle pi\u00f9 studiate \u00e8 stata la rivalutazione cognitiva. Questa strategia mostra che una persona, avvalendosi delle connessioni bidirezionali esistenti tra la corteccia prefrontale e l&#8217;amigdala, pu\u00f2 influenzare i propri stati emotivi ristrutturando il significato degli stimoli che percepisce (simile a quanto avviene nella ristrutturazione cognitiva). Per questo, l&#8217;allenamento delle funzioni cognitive coinvolte in essa pu\u00f2 essere favorevole.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Riferimenti<\/h2>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list has-sm-font-size\">\n<li class=\"has-sm-font-size\">Beauregard, M., Levesque, J., &amp; Paquette, V. (2004). <em>Neural basis of conscious and voluntary self-regulation of emotion<\/em>. In M. Beauregard (Ed.), Consciousness, Emotional Self-Regulation and the Brain (pp. 163-194). Montreal: Johns Benjamins Publishing Company.<\/li>\n\n\n\n<li>Ebner, N. e Fischer, H. (2014). Emotion and aging: evidence from brain and behavior. <em>Frontiers in Psychology, 5<\/em> (996).<\/li>\n\n\n\n<li>Harm, J., Vieillard, S., &amp; Didierjean, A. (2014). Using humor as an extrinsic source of emotion regulation in young and older adults. <em>The Quaternaly Journal of Experimental Psychology<\/em>.<\/li>\n\n\n\n<li>Mikolajczak, M. &amp; Desseilles, M. (a cura di) (2012). <em>Trait\u00e9 de r\u00e9gulation des \u00e9motions<\/em>. Bruxelles: De Boeck Sup\u00e9rieur.<\/li>\n\n\n\n<li>Naranjo-Vila C., Gallardo-Salce, M. e Zepeda-Santib\u00e1\u00f1ez, M. (2010). <em>Stile affettivo e stili di personalit\u00e0 orientati internamente (Inward) e orientati esternamente (Outward): modello di stili emotivi di personalit\u00e0<\/em>. Revista chilena de neuropsiquiatr\u00eda, 48 (4), 344 \u2013 355.<\/li>\n\n\n\n<li>Sander, D. e Scherer, K. (2019). <em>Trait\u00e9 de psychologie des<\/em><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo su <strong>la regolazione emotiva<\/strong>, potresti essere interessato anche ad altre pubblicazioni di\u00a0NeuronUP:<\/h3>\n\n<div class=\"mai-grid entries entries-grid has-boxed has-image-full\" style=\"--entry-title-font-size:var(--font-size-lg);--align-text:start;--entry-meta-text-align:start;\"><div class=\"entries-wrap has-columns\" style=\"--columns-xs:1 \/ 1;--columns-sm:1 \/ 1;--columns-md:1 \/ 3;--columns-lg:1 \/ 3;--flex-xs:0 0 var(--flex-basis);--flex-sm:0 0 var(--flex-basis);--flex-md:0 0 var(--flex-basis);--flex-lg:0 0 var(--flex-basis);--column-gap:var(--spacing-lg);--row-gap:var(--spacing-lg);--align-columns:start;\"><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-adhd-disturbo-da-deficit-di-attenzione-iperattivita tag-ninos tag-tdah tag-testimonianze 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ADHD<\/a><\/h3>\n<\/div><\/article><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-neuroscienze-del-cervello tag-cervello\" style=\"--entry-index:4;\" aria-label=\"Demenza frontotemporale: che cos&#8217;\u00e8, tipi, sintomi, cause, diagnosi e trattamento\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuroscienze-del-cervello\/demenza-frontotemporale-cose-tipi-sintomi-cause-diagnosi-e-trattamento\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"267\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Demencia-frontotemporal-1.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Ricercatore in camice rivede documenti in laboratorio, di fronte a uno schermo con dati sulla demenza frontotemporale.\" 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trattamento<\/a><\/h3>\n<\/div><\/article><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-attivita-di-neuroriabilitazione tag-actividades-de-estimulacion-cognitiva tag-actividades-de-estimulacion-cognitiva-para-adultos tag-actividades-de-estimulacion-cognitiva-para-ninos\" style=\"--entry-index:5;\" aria-label=\"Attivit\u00e0 uditive nella riabilitazione cognitiva di bambini e adulti\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/attivita-di-neuroriabilitazione\/attivita-uditive-nella-riabilitazione-cognitiva-di-bambini-e-adulti\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"300\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Actividades-NeuronUP-Localiza-los-sonidos-400x300.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Griglia di 16 caselle con giradischi antichi, uno in riproduzione, 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tag-dano-cerebral-adquirido\" style=\"--entry-index:6;\" aria-label=\"Nuova serie per bambini con danno cerebrale: POPI e PEPA\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/cerebrolesione-acquisita\/nuova-serie-per-bambini-con-danno-cerebrale-popi-pepa\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"219\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/serie-infantil-cerebral.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Illustrazione animata di Popi e Pepa in un ospedale pediatrico, con due letti, un&#039;infermiera e decorazioni colorate.\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/serie-infantil-cerebral-300x164.webp 300w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/serie-infantil-cerebral-768x420.webp 768w, 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