
{"id":32096,"date":"2024-08-06T09:00:00","date_gmt":"2024-08-06T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/neuronup.com\/?p=32096"},"modified":"2024-08-06T09:00:00","modified_gmt":"2024-08-06T07:00:00","slug":"comprendere-la-demenza-frontotemporale-limportanza-della-psicoeducazione-per-i-familiari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/malattie-neurodegenerative\/comprendere-la-demenza-frontotemporale-limportanza-della-psicoeducazione-per-i-familiari\/","title":{"rendered":"Comprendere la demenza frontotemporale: l&#8217;importanza della psicoeducazione per i familiari"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-xl-font-size wp-block-paragraph\">La neuropsicologa Ana Laura Utrilla Lack svela in questo articolo la <strong>importanza della psicoeducazione per i familiari delle persone affette da demenza frontotemporale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Convivere e prendersi cura di una persona con demenza pu\u00f2 essere una grande sfida. La psicoeducazione aiuta la famiglia a capire cosa succede e a saperlo gestire. Nel caso della demenza frontotemporale, i sintomi pi\u00f9 evidenti sono legati ai cambiamenti del comportamento. Inoltre, il paziente non \u00e8 pienamente consapevole dei cambiamenti nel suo comportamento, il che rende l&#8217;interazione con la famiglia ancora pi\u00f9 difficile.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Che cos&#8217;\u00e8 la demenza frontotemporale?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo passo nella psicoeducazione \u00e8 conoscere <a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/malattie-neurodegenerative\/che-cose-e-come-influisce-sulla-demenza-frontotemporale\/\">che cos&#8217;\u00e8 la demenza frontotemporale<\/a>, variante comportamentale. Si tratta di un tipo di demenza che si verifica quando c&#8217;\u00e8 un <strong>danno al lobo frontale<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il lobo frontale ha un ruolo fondamentale nella regolazione del comportamento, nell&#8217;attenzione, nell&#8217;inibizione e nella presa di decisioni. Per questo, quando quest&#8217;area presenta un&#8217;alterazione, i <strong>sintomi <\/strong>sono principalmente <strong>comportamentali<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esistono diversi tipi di demenza frontotemporale. Una di queste \u00e8 la <strong>variante comportamentale<\/strong>, che si presenta quando la lesione \u00e8 specificamente nella corteccia orbitofrontale bilaterale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come si presenta un paziente con demenza frontotemporale?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come gi\u00e0 accennato, un paziente con demenza frontotemporale presenta principalmente <strong>cambiamenti nel suo comportamento e nella personalit\u00e0<\/strong>. Tra questi cambiamenti si possono osservare i seguenti: <\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Apatia estrema, mancanza di emotivit\u00e0, perdita di interesse per le attivit\u00e0 che prima apprezzava.&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Trascuratezza della propria igiene e cura personale. I pazienti possono opporre resistenza a farsi il bagno e a curare il proprio aspetto. Anche se vengono sollecitati a farlo, possono mostrare rabbia e disappunto.&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Comportamenti inappropriati, come essere troppo diretti nelle conversazioni o parlare di argomenti inadatti in contesti inappropriati.&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Comportamenti disinibiti a livello sessuale o nell&#8217;espressione delle emozioni.&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Commenti o comportamenti osceni.&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Labilit\u00e0 emotiva. Vale a dire, possono cambiare facilmente emozione senza un apparente fattore scatenante.&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Irritabilit\u00e0. Possono essere poco tolleranti e esplodere con facilit\u00e0.&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Dimostrazioni inappropriate delle emozioni. Che siano molto felici, arrabbiati o tristi, l&#8217;espressione di queste emozioni potrebbe non essere adeguata alla situazione.&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Impulsivit\u00e0, che pu\u00f2 manifestarsi nel consumo di alcol o di sostanze, spese eccessive o incidenti stradali.<\/li>\n\n\n\n<li>Cambiamenti nell&#8217;appetito. La tendenza principale \u00e8 mangiare pi\u00f9 di quanto facevano prima, ma si notano anche differenze nel modo in cui mangiano, con possibile preferenza per alimenti dolci o non salutari. Inoltre quantit\u00e0 e orari dei pasti risultano alterati.&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Comportamenti motori ripetitivi o stereotipati. Movimenti che non hanno un obiettivo o funzione e che, tuttavia, la persona continua a fare senza riuscire a fermarsi. Alcuni di questi comportamenti possono essere il dondolarsi, il muovere la bocca come se stessero mangiando o masticando chewing gum o battere le mani, tra gli altri.<\/li>\n\n\n\n<li>Un altro sintomo importante \u00e8 la mancanza di consapevolezza della malattia.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutti i sintomi o i comportamenti gi\u00e0 citati possono essere evidenti per familiari e amici, che potrebbero cercare di avvicinarsi al paziente e cercare di cambiare o\u00a0correggere i comportamenti osservati. Tuttavia, il paziente pu\u00f2 mostrare\u00a0importante resistenza a ci\u00f2 e pu\u00f2 arrivare a mostrarsi arrabbiato o a disagio davanti a ci\u00f2 che percepisce come un attacco. Questo perch\u00e9 non \u00e8 in grado di rendersi conto dei propri comportamenti e di come questi siano cambiati.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Chi partecipa alla diagnosi della demenza frontotemporale?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La diagnosi \u00e8 una parte fondamentale per un intervento adeguato.<\/strong> Da qui l&#8217;importanza che, una volta che i familiari osservino cambiamenti significativi nel comportamento del loro paziente, si rivolgano allo specialista appropriato. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per la diagnosi di questo tipo di disturbi <strong>possono partecipare diversi specialisti<\/strong>. Tra questi ci sono i seguenti:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Neuropsicologo<\/strong>: Il neuropsicologo si occupa della somministrazione di prove che permettano di valutare le funzioni esecutive, associate all&#8217;area corticale frontale, che come gi\u00e0 si \u00e8 detto \u00e8 l&#8217;area principalmente colpita in questa demenza. \u00c8 anche importante valutare il funzionamento del resto delle funzioni cognitive per poter fare una adeguata diagnosi differenziale.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Geriatra<\/strong>: Il ruolo del geriatra, essendo un medico internista specializzato negli adulti maggiori, \u00e8 valutare non solo il comportamento e la cognizione, ma il paziente in modo integrale, cio\u00e8 il suo stato di salute e i farmaci che assume per, in questo modo, conoscere cosa sta causando l&#8217;alterazione dell&#8217;area corticale frontale. Il geriatra, a sua volta, si avvale di strumenti di neuroimmagine, che permettono di conoscere lo stato del cervello.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Psichiatra<\/strong>: In alcune occasioni, essendo cambiamenti comportamentali e di personalit\u00e0, il primo contatto pu\u00f2 essere con lo psichiatra. \u00c8 lui che svolge una valutazione per conoscere lo stato emotivo e cognitivo del paziente, il che gli permette di identificare i sintomi presentati e determinare se si tratta di una demenza frontotemporale. Come il geriatra, pu\u00f2 avvalersi di tecniche di neuroimmagine per corroborare la sua diagnosi.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le tre aree di specialit\u00e0 menzionate possono effettuare la diagnosi della demenza frontotemporale. In alcune occasioni, per arrivare a una diagnosi pi\u00f9 precisa, si lavora in modo collaborativo tra le 3 aree, ciascuna apportando alle altre diverse&nbsp;strategie per l&#8217;intervento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group br-0111 has-primary-background-color has-background has-dark-background has-sm-padding-top has-sm-padding-left has-sm-padding-right has-xxl-margin-top\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full desktop-position-absolute desktop-bottom-0 mobile-width-50 mobile-m-inline-auto has-xl-margin-top\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/v3\/producto-certificado.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-31568\"><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<h2 class=\"wp-block-heading has-white-color has-text-color\"><strong>Iscriviti<\/strong> <br>alla nostra <br>Newsletter<\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button--1\" style=\"--button-outline-color:var(--color-white);--button-outline-color-hover:rgba(0,0,0,0.8);\"><a class=\"wp-block-button__link button button-outline   wp-element-button\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/newsletter\/\">Iscriviti<\/a><\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La diagnosi \u00e8 confermata&#8230; cosa succede dopo? <\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una volta confermata la diagnosi di demenza frontotemporale, \u00e8 importante iniziare l&#8217;intervento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Solitamente, in un intervento si pensa solo al paziente, ma l&#8217;ideale \u00e8 che questo includa anche i familiari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto riguarda il <strong>lavoro con il paziente<\/strong>, come per la diagnosi, <strong>intervengono diversi specialisti<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Neuropsicologo<\/strong>: in questi casi, il neuropsicologo interviene con un programma specializzato centrato sulle necessit\u00e0 emerse nella diagnosi iniziale offrendo strumenti per migliorare l&#8217;autocontrollo,\u00a0la gestione dei sintomi, ecc.\u00a0<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Trattamento\u00a0medico<\/strong>, sia da parte della <strong>geriatria\u00a0o della psichiatria<\/strong>. L&#8217;approccio medico include l&#8217;uso di farmaci per la gestione dei comportamenti problematici riscontrati nel paziente.\u00a0<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come gi\u00e0 detto, il lavoro con i familiari \u00e8 anch&#8217;esso una parte importante e consiste principalmente nella psicoeducazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La <strong>psicoeducazione ai familiari<\/strong> ha l&#8217;obiettivo di fornire loro informazioni sulla patologia affinch\u00e9 sappiano di cosa si tratta, cosa possono aspettarsi, quale sar\u00e0 la sua progressione, cos\u00ec come cosa possono fare loro per gestire meglio la situazione. Questo ha un importante impatto positivo sia sul paziente che sul caregiver, poich\u00e9 evita il manifestarsi della sindrome da esaurimento del caregiver.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parte della psicoeducazione consiste nel far s\u00ec che la famiglia capisca di cosa si tratta la demenza. Ma \u00e8 anche molto importante comprendere il perch\u00e9 dei comportamenti del paziente. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando abbiamo un paziente che fisicamente non mostra alcun deficit, cio\u00e8 cammina bene, parla bene, non ha problemi di mobilit\u00e0, ecc., ai familiari \u00e8 difficile capire che i comportamenti osservati sono causati da un danno organico e non sono comportamenti che il paziente sia in grado di identificare e regolare da solo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A volte, una delle maggiori difficolt\u00e0 osservate riguarda le relazioni familiari, poich\u00e9 agendo in modo impulsivo o disinibito, i familiari possono sentirsi offesi dal paziente, creando distanza tra loro.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns br-0111 particle-bg p-4 has-custom-2-background-color has-background is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:70%\">\n<h2 class=\"wp-block-heading has-white-color has-text-color has-link-color has-lg-font-size wp-elements-34bd87f6784eca4fe2ab3329cf1ba56b\">Ottenere un <strong>programma di stimolazione cognitiva<\/strong> per i malati di Alzheimer<\/h2>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:30%\">\n<div class=\"wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button has-custom-width wp-block-button__width-75 is-style-default\" style=\"--button-background:var(--color-custom-1);--button-background-hover:#cc7e00;\"><a class=\"wp-block-button__link button   wp-element-button\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/redirect\/?target=typeform\/afariojait?utm_first_source=Web&#038;utm_first_campaign_name=Use_case_afarioja\"><strong>Clicca qui<\/strong><\/a><\/div>\n\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alcune <strong>raccomandazioni per i familiari di pazienti con demenza frontotemporale <\/strong>sono:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Osservare attentamente il paziente, identificare quali situazioni scatenano i sintomi comportamentali e tenere un registro delle stesse per poterle evitare in futuro.<\/li>\n\n\n\n<li>Eliminare segnali nell&#8217;ambiente che possano scatenare una crisi. Per esempio, se non \u00e8 permesso che il paziente guidi, non lasciare le chiavi dell&#8217;auto a portata di mano.<\/li>\n\n\n\n<li>Mantenere un ambiente tranquillo.<\/li>\n\n\n\n<li>Stabilire routine. Accompagnare e sostenere il paziente all&#8217;inizio e, man mano che automatizza le routine, permettergli di svolgerle con maggiore indipendenza.<\/li>\n\n\n\n<li>Semplificare le attivit\u00e0 della vita quotidiana affinch\u00e9 possa continuare a svolgerle da solo.<\/li>\n\n\n\n<li>In presenza di comportamenti dannosi, distrarre il paziente e reindirizzare la sua attenzione verso un altro stimolo che possa interessarlo.<\/li>\n\n\n\n<li>Nel caso in cui il paziente sia in crisi, mantenere la calma, parlargli con tranquillit\u00e0 aspettando che passi, e non accelerarlo n\u00e9 forzarlo, poich\u00e9 ci\u00f2 potrebbe alterarlo ancora di pi\u00f9. Se sta per perdere la calma, \u00e8 meglio chiedere che qualcun altro aiuti.<\/li>\n<\/ul>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lavorando con una demenza, in questo caso la demenza frontotemporale, non \u00e8 importante solo l&#8217;approccio con il paziente, ma anche il lavoro con la famiglia. Il lavoro con la famiglia consiste nel fornire psicoeducazione o informazioni importanti per il rapporto con il paziente. Conoscere gli strumenti che possono utilizzare per comunicare in modo assertivo o come poter regolare i comportamenti conflittuali del paziente e in questo modo migliorare non solo la stabilit\u00e0 del paziente, ma anche quella familiare.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Bibliografia<\/h2>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"has-sm-font-size\">Iragorri Cucal\u00f3n, \u00c1ngela Mar\u00eda. (2007). Demencia frontotemporal.&nbsp;<em>Revista Colombiana de Psiquiatr\u00eda<\/em>,&nbsp;<em>36<\/em>(Suppl. 1), 139-156.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Lillo, P. (2016) Demencia frontotemporal, como ha resurgido el diagn\u00f3stico. <em>Revista m\u00e9dica cl\u00ednica Las Condes.<\/em> 309-318&nbsp;(mayo 2016)<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Si te ha gustado este art\u00edculo acerca de&nbsp;la <strong>importancia de la psicoeducaci\u00f3n para los familiares de afectados por demencia frontotemporal<\/strong>, seguramente te interesen estos art\u00edculos de NeuronUP:<\/h3>\n\n<div class=\"mai-grid entries entries-grid has-boxed has-image-full\" style=\"--entry-title-font-size:var(--font-size-lg);--align-text:start;--entry-meta-text-align:start;\"><div class=\"entries-wrap has-columns\" style=\"--columns-xs:1\/1;--columns-sm:1\/1;--columns-md:1\/3;--columns-lg:1\/3;--flex-xs:0 0 var(--flex-basis);--flex-sm:0 0 var(--flex-basis);--flex-md:0 0 var(--flex-basis);--flex-lg:0 0 var(--flex-basis);--column-gap:var(--spacing-lg);--row-gap:var(--spacing-lg);--align-columns:start;\"><article class=\"entry entry-grid is-column 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href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuropsicologia\/conseguenze-neuropsicologiche-del-covid-19\/\" rel=\"bookmark\">Conseguenze neuropsicologiche del COVID-19<\/a><\/h3>\n<\/div><\/article><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-attivita-di-attenzione tag-actividades-de-estimulacion-cognitiva tag-atencion tag-noticias-de-neuronup\" style=\"--entry-index:4;\" aria-label=\"Nuovo generatore per copiare il contenuto di una matrice in un&#8217;altra\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/attivita-di-neuroriabilitazione\/attivita-per-le-funzioni-cognitive\/attivita-di-attenzione\/nuovo-generatore-per-copiare-il-contenuto-di-una-matrice-a-unaltra\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"300\" 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generatore per copiare il contenuto di una matrice in un&#8217;altra<\/a><\/h3>\n<\/div><\/article><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-malattia-di-alzheimer\" style=\"--entry-index:5;\" aria-label=\"La percezione visiva nella malattia di Alzheimer\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/malattie-neurodegenerative\/malattia-di-alzheimer\/percezione-visiva-nella-malattia-di-alzheimer\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"244\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Percepcion-visual-en-la-enfermedad-de-Alzheimer.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Volto di una persona anziana parzialmente coperto da pezzi di puzzle trasparenti, simboleggiante la percezione visiva nell&#039;Alzheimer.\" 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