
{"id":31790,"date":"2024-12-10T08:00:00","date_gmt":"2024-12-10T06:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/neuronup.com\/it\/?p=31790"},"modified":"2025-02-28T09:44:59","modified_gmt":"2025-02-28T07:44:59","slug":"penombra-ischemica-neuroriabilitazione-dopo-la-malattia-cerebrovascolare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/cerebrolesione-acquisita\/ictus-o-malattie-cerebrovascolari-cva\/penombra-ischemica-neuroriabilitazione-dopo-la-malattia-cerebrovascolare\/","title":{"rendered":"Penombra ischemica: Neuroriabilitazione dopo la malattia cerebrovascolare"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-xl-font-size\">Ana Isabel Moneo Troncoso, neuropsicologa, espone in questo articolo <strong>il ruolo della penombra ischemica, delle tecniche di neuroimaging, della neuroplasticit\u00e0 e della riabilitazione neuropsicologica nella ripresa post-ictus<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Introduzione<\/h2>\n\n\n\n<p>La malattia cerebrovascolare rappresenta una delle cause pi\u00f9 frequenti di assistenza neurologica urgente, configurandosi come un problema di salute pubblica di primo ordine. Una delle scoperte pi\u00f9 rilevanti \u00e8 legata alla possibilit\u00e0 che la funzione neuronale possa essere recuperata e sopravvivere dopo un periodo di ipossia. Si evidenzia il <strong>tessuto cerebrale potenzialmente recuperabile dopo la lesione, offrendo una finestra terapeutica<\/strong> (periodo di tempo durante il quale il trattamento pu\u00f2 essere pi\u00f9 efficace). Grazie ai progressi tecnologici degli ultimi anni, sono stati registrati importanti miglioramenti nello sviluppo di terapie riabilitative per lesioni ischemiche.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Malattia cerebrovascolare<\/h2>\n\n\n\n<p>La malattia cerebrovascolare (MCV), conosciuta anche come \u201cictus\u201d, si riferisce a un <strong>disturbo della circolazione cerebrale che provoca un&#8217;alterazione transitoria o definitiva della funzione di una o pi\u00f9 aree dell&#8217;encefalo<\/strong>. In base alla natura della lesione, si distinguono due tipi principali: <strong>ischemico<\/strong> o <strong>emorragico:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>L&#8217;<strong>ictus emorragico<\/strong> \u00e8 causato dalla rottura di un vaso sanguigno encefalico con fuoriuscita di sangue (extravasazione) al di fuori del letto vascolare,<\/li>\n\n\n\n<li>mentre l&#8217;<strong>ictus ischemico<\/strong> (85% dei casi) \u00e8 dovuto a una riduzione dell&#8217;apporto di sangue a una determinata zona del parenchima encefalico a causa di un embolo (coagulo di sangue) (Ustrell-Roig e Serena-Leal, 2007).&nbsp;<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>In base all&#8217;evoluzione nelle prime ore, si distinguono due eventi cerebrovascolari ischemici:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>l&#8217;<strong>attacco ischemico transitorio<\/strong> (AIT) (deficit neurologico che si risolve entro le prime 24 ore),<\/li>\n\n\n\n<li>e l&#8217;<strong>infarto cerebrale<\/strong> (lesione definitiva del parenchima cerebrale), isch\u00e9mia di durata sufficiente a causare necrosi del tessuto (De Celis Ruiz et al., 2023).&nbsp;<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>La malattia cerebrovascolare \u00e8 considerata un&#8217;emergenza ad alta prevalenza e potenzialmente letale, rappresentando la <strong>seconda causa di morte e la prima causa di disabilit\u00e0<\/strong>, come confermato dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 (OMS), configurandosi quindi come un grave problema di salute pubblica di primo ordine.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo una lesione acuta, <strong>esistono diverse finestre temporali durante le quali interventi terapeutici precoci possono modificare l&#8217;evoluzione<\/strong> dell&#8217;infarto cerebrale e favorire una riattivazione neuronale:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Tra le 6 e 8 ore<\/strong>, \u00e8 cruciale l&#8217;intervento per ristabilire il flusso sanguigno nella zona colpita (riperfusione);<\/li>\n\n\n\n<li><strong>tra le 24 ore e i 17 giorni<\/strong>, si osserva la sopravvivenza neuronale all&#8217;interno della penombra ischemica;<\/li>\n\n\n\n<li>infine, una concentrazione terapeutica estesa <strong>fino ai tre mesi<\/strong> \u00e8 associata al recupero neurofunzionale (S\u00e1nchez-Ch\u00e1vez, 1999).<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Penombra ischemica<\/h2>\n\n\n\n<p>La penombra ischemica si riferisce al <strong>tessuto cerebrale periferico con alterazione funzionale ma potenzialmente recuperabile<\/strong>, ripristinando l&#8217;ischemia cerebrale. \u00c8 considerata un&#8217;area potenzialmente vitale grazie ai progressi nella neuroriabilitazione. Dopo l&#8217;evento ischemico, l&#8217;area penumbrale pu\u00f2 persistere per ore grazie all&#8217;irrigazione sanguigna delle arterie collaterali, implicando la possibilit\u00e0 di salvare le cellule e migliorare l&#8217;esito clinico (Ismael, 2009).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le tecniche di neuroimaging<\/strong>, come la risonanza magnetica cranica, <strong>consentono di confermare e localizzare la topografia della lesione<\/strong>, risultando di grande utilit\u00e0 nell&#8217;affrontare la patologia. Nella fase acuta, \u00e8 possibile determinare il tessuto infartuato grazie alle sequenze di diffusione, nonch\u00e9 quantificare l&#8217;estensione del tessuto mediante le sequenze di perfusione (Ustrell-Roig e Serena Leal, 2007).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La discrepanza positiva tra il volume dell&#8217;infarto e il volume della penombra <em>(mismatch)<\/em> \u00e8 utilizzata come predittore di una buona risposta al trattamento (un <strong>mismatch positivo<\/strong> indica che esiste una grande penombra rispetto all&#8217;area infartuata, il che <strong>suggerisce che vi sia ancora tessuto cerebrale potenzialmente salvabile<\/strong>). Pertanto, \u00e8 di grande rilevanza disporre di tecniche di neuroimaging che consentano di delimitare il nucleo dell&#8217;infarto e l&#8217;area di penombra per prevedere la prognosi del paziente e utilizzarlo nelle decisioni terapeutiche, selezionando i pazienti che possono beneficiare dei trattamenti di riperfusione oltre le finestre temporali tradizionali (Garc\u00eda et al., 2022) (figura 1).&nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"283\" height=\"345\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Nucleo-rosso.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-31791\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Nucleo-rosso-246x300.webp 246w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Nucleo-rosso.webp 283w\" sizes=\"(max-width: 283px) 100vw, 283px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong>Figura 1<\/strong>: Nucleo (rosso) e area di penombra (verde) rilevata tramite perfusione. <em>Nota<\/em>. Tratto da Ictus. Diagn\u00f3stico y tratamiento de las enfermedades cerebrovasculares (p.758), di Ustrell-Roig, X. e Serena-Leal, J., 2007, <em>Revista Espa\u00f1ola de Cardiolog\u00eda.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Di conseguenza, risulta fondamentale nella riabilitazione post-ictus implementare interventi sia farmacologici che non farmacologici che garantiscano la neuroplasticit\u00e0 del tessuto cerebrale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Neuroplasticit\u00e0<\/h2>\n\n\n\n<p>La neuroplasticit\u00e0, intesa in ottica connettivista, \u00e8 la <strong>capacit\u00e0 del sistema nervoso di modificarsi e rigenerarsi<\/strong>, consentendo al tessuto nervoso di subire cambiamenti di riorganizzazione o adattamento in risposta a uno stato fisiologico, con o senza alterazione. Grazie alle tecniche di neuroimaging cerebrale, \u00e8 stato possibile determinare il funzionamento cerebrale evidenziando il fenomeno della plasticit\u00e0, limitato non solo all&#8217;infanzia e all&#8217;adolescenza ma presente per tutta la vita adulta (Castillo et al., 2020).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;encefalo possiede una grande capacit\u00e0 di adattamento<\/strong> a situazioni come lesioni cerebrali (plasticit\u00e0 post-lesione), compensando i danni attraverso la riorganizzazione e la creazione di nuove connessioni neuronali non danneggiate. Si tratta quindi di una struttura estremamente dinamica e plastica (Maurie-Fern\u00e1ndez et al., 2010).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le prime fasi dell&#8217;evento ischemico e i 3-6 mesi successivi, sono stati descritti una serie di <strong>processi che confermano il funzionamento della plasticit\u00e0 dopo il danno<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>In primo luogo, si verifica un&#8217;aumentata attivit\u00e0 funzionale nel sistema somato-sensoriale controlaterale alla lesione e un&#8217;identificazione delle regioni corticali connesse<strong> all&#8217;area colpita<\/strong>.<\/li>\n\n\n\n<li>In secondo luogo, pu\u00f2 verificarsi un rafforzamento nella struttura della via cortico-spinale ipsilaterale alla lesione, assumendo un ruolo compensatorio.<\/li>\n\n\n\n<li>Infine, viene ripristinata la connessione funzionale tra gli emisferi cerebrali e la rete del cortex sensoriomotorio in entrambi i lati del cervello (Mar\u00edn-Medina et al., 2023).&nbsp;<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Il fenomeno della plasticit\u00e0 <strong>consente al cervello di riconnettersi e riassegnare funzioni a regioni non colpite<\/strong>. Questo meccanismo di compensazione determina le basi neurobiologiche per interventi di recupero, come la stimolazione cognitiva (SC). Tale meccanismo \u00e8 cruciale e contribuisce significativamente al processo di riabilitazione e recupero (Castillo et al., 2020).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Riabilitazione neuropsicologica<\/h2>\n\n\n\n<p>La riabilitazione neuropsicologica, intesa come un processo interattivo, si riferisce alle <strong>tecniche di intervento terapeutico finalizzate a ridurre il deficit cognitivo, comportamentale ed emotivo dopo una lesione<\/strong>, promuovendo l&#8217;integrazione sociale e il benessere del paziente attraverso un team terapeutico. Si evidenziano diversi metodi di intervento: stimolazione cognitiva, intervento familiare, modificazione del comportamento e riadattamento professionale o vocazionale (Murie-Fern\u00e1ndez et al., 2010).<\/p>\n\n\n\n<p>Nella riabilitazione neuropsicologica <strong>si distinguono due approcci principali<\/strong>: il ripristino e la compensazione della funzione.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Il primo si riferisce all&#8217;<strong>intervento diretto sulle funzioni alterate<\/strong>, con l&#8217;obiettivo di ottenere un recupero parziale o totale mediante riabilitazione ed esercizi ripetitivi.<\/li>\n\n\n\n<li>Il secondo si riferisce all&#8217;<strong>apprendimento di nuove strategie<\/strong> per utilizzare le capacit\u00e0 cognitive preservate nello svolgimento di compiti che precedentemente richiedevano la funzione alterata (CDINC, 2019).&nbsp;<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>I meccanismi coinvolti nel recupero dipendono dalla dimensione e dalla localizzazione del danno, dalla regione del circuito colpito e dal grado di connettivit\u00e0 della rete. Si evidenzia come, in caso di una lesione moderata con forte compromissione della connettivit\u00e0, il trattamento basato sul riaddestramento della funzione risulti altamente efficace (Mar\u00edn-Medina et al., 2023).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La stimolazione cognitiva ha come obiettivo l&#8217;<strong>ottimizzazione delle capacit\u00e0 cognitive per migliorare il funzionamento cognitivo<\/strong>, attraverso programmi di allenamento basati su attivit\u00e0 specifiche. Percezione, attenzione, ragionamento, linguaggio o memoria, tra gli altri, sono processi neuropsicologici suscettibili di miglioramento mediante la stimolazione cognitiva. Tuttavia, viene considerata anche la sfera affettiva, sociale, comportament\n\nale e familiare, per un intervento olistico sulla persona (Villalba e Espert, 2014).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Grazie ai significativi progressi nel campo tecnologico, sono stati sviluppati strumenti e programmi di allenamento cognitivo con supporto informatico che consentono di affrontare in modo efficace la riabilitazione. Tra i principali vantaggi offerti dalle <strong>tecnologie dell&#8217;informazione e della comunicazione (TIC)<\/strong> nella riabilitazione si evidenziano:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>personalizzazione dei trattamenti in base alle esigenze specifiche di ogni paziente;<\/li>\n\n\n\n<li>ottenimento di un feedback immediato dopo l&#8217;applicazione, favorendo la motivazione del paziente;<\/li>\n\n\n\n<li>monitoraggio delle prestazioni in ogni attivit\u00e0;<\/li>\n\n\n\n<li>nonch\u00e9 un carattere dinamico delle attivit\u00e0 (Fern\u00e1ndez et al., 2020).&nbsp;<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Per tutto ci\u00f2, le TIC rappresentano un<strong> traguardo nel campo della riabilitazione<\/strong>, migliorando significativamente la qualit\u00e0 della vita dei pazienti con ischemia, rendendo innegabile la sinergia tra tecnologia e riabilitazione come progresso significativo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns br-0111 particle-bg p-5 has-primary-background-color has-background is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:66.66%\">\n<h2 class=\"wp-block-heading has-white-color has-text-color\">Prova NeuronUP gratis per 7 giorni<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color\">Potrai collaborare con le nostre attivit\u00e0, progettare sedute o fare riabilitazione a distanza.<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:33.33%\">\n<div class=\"wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-16018d1d wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button\" style=\"--button-background:var(--color-custom-1);--button-background-hover:#cc7e00;\"><a class=\"wp-block-button__link button   wp-element-button\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/landing-store-user\/\">Comincia la tua prova<\/a><\/div>\n\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:18px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni<\/h2>\n\n\n\n<p>L&#8217;implementazione delle nuove tecnologie nella riabilitazione della malattia cerebrovascolare porta a un&#8217;ottimizzazione dei processi terapeutici e a un miglioramento dei risultati, facilitando la personalizzazione degli interventi. L&#8217;inizio della riabilitazione, la durata e l&#8217;intensit\u00e0 sono una serie di fattori fondamentali che influenzano il recupero funzionale del paziente.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00c8 di estrema importanza che sia le autorit\u00e0 sanitarie sia i professionisti del settore sanitario prioritizzino l&#8217;attenzione verso questa patologia<\/strong>, rappresentando un fattore cruciale per il miglioramento del sistema sanitario.<\/p>\n\n\n\n<p>Prioritizzando la prevenzione, una diagnosi precoce e un intervento tempestivo e individualizzato, si riduce il carico sul servizio sanitario, promuovendo un&#8217;assistenza integrale ed efficace. L&#8217;attenzione precoce alla malattia cerebrovascolare deve essere considerata una strategia<strong> <\/strong>fondamentale per il benessere della popolazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Bibliografia<\/h2>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"has-sm-font-size\">Castillo, G., Fern\u00e1ndez, B. y Chamorro, D. (2020). Neuroplasticit\u00e0: Esercizi per ritardare gli effetti della Malattia di Alzheimer mediante Stimolazione Cognitiva. Rivista Investigazione scientifica tecnologica 4(2), 115-122.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Centro di Diagnosi e Intervento neurocognitivo (CDINC). (21 marzo 2019). Cos&#8217;\u00e8 la Riabilitazione Neuropsicologica? CDINC. https:\/\/cdincbarcelona.com\/it\/cos-e-la-riabilitazione-neuropsicologica\/#:~:text=Secondo%20l%27Organizzazione%20Mondiale%20della,adattamento%20fisico%2C%20psicologico%20e%20sociale.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">De Celis Ruiz, E., Masjuan, J., Tejedor, E. D. y De Donleb\u00fan, J. R. P. (2023). Ictus ischemico. Infarto cerebrale e attacco ischemico transitorio. Medicine-Programma di Formazione Medica Continua Accreditato, 13 (70), 4083-4094.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Fern\u00e1ndez, E., Fern\u00e1ndez, y Crespo, M. (2020). Integrazione delle tecnologie dell&#8217;informazione e della comunicazione nell&#8217;intervento neuropsicologico. Rivista Cubana di Informazione in Scienze della Salute, 31(2).<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Garc\u00eda, M. G., Bea, M. P., Saiz, A. A., Fontaneda, V. D. y Leon, E. C. (2022). Aggiornamento del codice ictus in emergenza. Radiologia, 65(31), 3-10.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Ismael, M. G. (2009). Contributo del neurospect alla valutazione dell&#8217;ictus ischemico: penombra ischemica. Rev. M\u00e9d. Cl\u00edn.Condes, 20(3), 276-281.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Mar\u00edn-Medina, D. S., Arenas-Vargas, P. A., Arias-Botero, J. C., G\u00f3mez-V\u00e1squez, M., Jaramillo-L\u00f3pez, M. F. &amp; Gaspar-Toro, J. M. (2023). Nuovi approcci al recupero dopo ictus. Neurological Sciences, 45(1), 55-63.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Murie-Fern\u00e1ndez, M., Irimia, P., Mart\u00ednez-Vila, E., John Meyer, M., y Teasell, R. (2010). Neuroriabilitazione dopo l&#8217;ictus. Neurologia, 25(3), 189\u2013196.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Ustrell-Roig, X. y Serena-Leal, J. (2007). Ictus. Diagnosi e trattamento delle malattie cerebrovascolari. Revista Espa\u00f1ola de Cardiolog\u00eda, 60(7), 753-769.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo del blog su&nbsp;<strong>penombra ischemica: neuroriabilitazione dopo malattia cerebrovascolare<\/strong>, potrebbero interessarti anche questi articoli di NeuronUP:<\/h2>\n\n\n<div class=\"mai-grid entries entries-grid has-boxed has-image-full\" style=\"--entry-title-font-size:var(--font-size-lg);--entry-image-link-max-width:800px;--align-text:start;--entry-meta-text-align:start;\"><div class=\"entries-wrap has-columns\" style=\"--columns-xs:1\/1;--columns-sm:1\/1;--columns-md:1\/3;--columns-lg:1\/3;--flex-xs:0 0 var(--flex-basis);--flex-sm:0 0 var(--flex-basis);--flex-md:0 0 var(--flex-basis);--flex-lg:0 0 var(--flex-basis);--column-gap:var(--spacing-lg);--row-gap:var(--spacing-lg);--align-columns:start;\"><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-ictus-o-malattie-cerebrovascolari-cva tag-ictus tag-riabilitazione-cognitiva\" style=\"--entry-index:1;\" aria-label=\"La riabilitazione dell&#8217;eminegligenza dopo l&#8217;ictus\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/cerebrolesione-acquisita\/ictus-o-malattie-cerebrovascolari-cva\/stimolazione-tdcs-nella-riabilitazione-delleminegligenza-dopo-un-ictus\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"798\" height=\"600\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/montaje-de-los-electrodos-previos-a-la-aplicacion-de-la-estimulacion-tdcs.webp\" class=\"entry-image size-landscape-md\" alt=\"Una persona indossa casco con elettrodi mentre un operatore in camice regola i cavi; 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Introduzione La malattia cerebrovascolare rappresenta una delle cause pi\u00f9 frequenti di assistenza neurologica urgente, configurandosi come un problema di salute pubblica di primo ordine. 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