
{"id":31360,"date":"2024-10-01T18:37:18","date_gmt":"2024-10-01T16:37:18","guid":{"rendered":"https:\/\/neuronup.com\/it\/?p=31360"},"modified":"2025-02-28T10:16:29","modified_gmt":"2025-02-28T08:16:29","slug":"riabilitazione-neuropsicologica-nel-deterioramento-cognitivo-lieve","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/deterioramento-cognitivo\/riabilitazione-neuropsicologica-nel-deterioramento-cognitivo-lieve\/","title":{"rendered":"Riabilitazione neuropsicologica nel deterioramento cognitivo lieve"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-xl-font-size\">In questo articolo, la psicopedagogista Karina Alejandra Garc\u00eda spiega <strong>cos&#8217;\u00e8 il deterioramento cognitivo, come prevenirlo e trattarlo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questa alterazione della salute cognitiva pu\u00f2 influire sulle nostre attivit\u00e0 quotidiane. Gli esercizi mentali e l&#8217;apprendimento di nuove abilit\u00e0 possono fungere da protettori cerebrali.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cosa sono le funzioni cognitive e i disturbi cognitivi?<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Le <a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/aree-dintervento\/funzioni-cognitive\/\">funzioni cognitive<\/a> rappresentano i processi attraverso i quali interpretiamo le informazioni che riceviamo dall&#8217;ambiente tramite i nostri sensi<\/strong>, in combinazione con le nostre conoscenze ed esperienze. Sono costituite da diversi domini cognitivi che si occupano dell&#8217;analisi di informazioni specifiche, come l&#8217;attenzione, la memoria, il linguaggio, le funzioni esecutive, le prassie o la cognizione sociale, tra gli altri, che ci permettono di ragionare, parlare, scrivere, sognare, relazionarci e tutto ci\u00f2 che possiamo fare, pensare e sentire, dando cos\u00ec forma al nostro comportamento. Questo \u00e8 l&#8217;oggetto di studio della neuropsicologia cognitiva (Goldstein e McNeil, 2004).<\/p>\n\n\n\n<p>Il termine &#8220;disturbo cognitivo&#8221; si riferisce a <strong>cambiamenti negativi nel rendimento cognitivo di una persona rispetto a ci\u00f2 che \u00e8 atteso per la sua et\u00e0 e livello di istruzione<\/strong>, che compromettono il buon funzionamento di uno o pi\u00f9 domini cognitivi. Questo pu\u00f2 essere dovuto a disturbi del sonno, cattiva alimentazione, stress cronico o a malattie specifiche come la depressione o il morbo di Alzheimer.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi cambiamenti devono essere significativi e non transitori, cio\u00e8 <strong>il rendimento della persona era migliore prima e ora trova difficolt\u00e0 nel risolvere attivit\u00e0 quotidiane o necessita di supporti per portarle a termine<\/strong>, come un&#8217;agenda o una sveglia; e questa alterazione deve persistere per un periodo di tempo, o il quadro pu\u00f2 anche complicarsi. I cambiamenti cognitivi producono cambiamenti funzionali, emotivi e comportamentali che possono causare problemi nel percorso accademico, nelle relazioni sociali e nell&#8217;ambito lavorativo di chi ne soffre.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Criteri clinici per il deterioramento cognitivo lieve<\/h2>\n\n\n\n<p>La lamentela di problemi di memoria presente negli adulti che non soddisfacevano i criteri per una malattia neurologica ha portato a studi sullo stato clinico che si trova tra l&#8217;invecchiamento normale e il grado pi\u00f9 avanzato di deterioramento cognitivo conosciuto, come le demenze (Petersen, 2004). Questi studi, oltre a dare rilevanza clinica al <strong>deterioramento cognitivo lieve come una fase iniziale del deterioramento cognitivo<\/strong>, hanno permesso di ottenere una diagnosi precoce delle malattie neurodegenerative e il loro trattamento specifico.<\/p>\n\n\n\n<p>Il DSM-V (Manuale di classificazione delle malattie mentali) introduce una nuova denominazione per questa entit\u00e0 clinica come risultato dell&#8217;evoluzione dei criteri diagnostici, <strong>identificandola come disturbo neurocognitivo lieve<\/strong> (TNC). Questo consente un miglioramento nella pratica clinica e incoraggia lo studio di nuove interventi non farmacologici.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel DSM-V si distingue il TNC lieve dal TNC maggiore. Entrambi si caratterizzano per il declino cognitivo acquisito in uno o pi\u00f9 domini della cognizione, rilevato dalla persona stessa, da un informatore affidabile e dai risultati della valutazione neuropsicologica, cos\u00ec come dal livello di autonomia dell&#8217;individuo nelle attivit\u00e0 quotidiane. Nel TNC maggiore, la persona presenta una disfunzione grave che compromette l&#8217;autonomia, aumentando progressivamente la dipendenza da altre persone per attivit\u00e0 che prima era in grado di gestire autonomamente. Nei casi di TNC lieve, la persona mantiene la sua autonomia, ma presenta lievi difficolt\u00e0 nel rendimento e pu\u00f2 necessitare di pi\u00f9 sforzo e tempo per svolgere le attivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Si stima che la prevalenza del deterioramento cognitivo lieve (TNC lieve) tra gli individui anziani vari dal 2 al 10% a 65 anni e dal 5 al 25% a 85 anni, mentre la prevalenza della demenza (TNC maggiore) sia circa dell&#8217;1-2% a 65 anni e fino al 30% a 85 anni (DSM V, 2014).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La valutazione neuropsicologica come studio efficace per la diagnosi specifica<\/h2>\n\n\n\n<p>La diagnosi precisa, che possa distinguere tra cambiamenti appropriati per l&#8217;et\u00e0, il deterioramento cognitivo lieve e il deterioramento cognitivo maggiore, richiede un&#8217;anamnesi dettagliata, l&#8217;osservazione e l&#8217;esame medico, studi di neuroimaging e una valutazione neuropsicologica.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La valutazione neuropsicologica \u00e8 uno studio complementare di esplorazione cerebrale, non invasivo e ambulatoriale<\/strong>, condotto da un neuropsicologo specialista. Include un&#8217;anamnesi specifica, la somministrazione di test specifici e l&#8217;osservazione del comportamento. Permette di analizzare le prestazioni cognitive per conoscere le capacit\u00e0 mantenute e quelle che presentano difficolt\u00e0 nell&#8217;apprendimento e nella risoluzione di attivit\u00e0 quotidiane (funzionali, accademiche, sociali, relazionali) (Wilson, 2017). <strong>Tra gli obiettivi generali di questa valutazione ci sono contribuire alla diagnosi, pianificare trattamenti personalizzati<\/strong>, valutare gli effetti dei trattamenti, verificare o escludere la presenza di sequele post-chirurgiche, oggettivare i cambiamenti nel tempo, individuare i supporti necessari, informare e consigliare i familiari e i caregiver, e pianificare congiuntamente strategie anticipatorie (Burin, Drake, Harris, 2007).<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group br-0111 has-primary-background-color has-background has-dark-background has-sm-padding-top has-sm-padding-left has-sm-padding-right has-xxl-margin-top\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full desktop-position-absolute desktop-bottom-0 mobile-width-50 mobile-m-inline-auto has-xl-margin-top\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/v3\/producto-certificado.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-31568\"><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<h2 class=\"wp-block-heading has-white-color has-text-color\"><strong>Iscriviti<\/strong> <br>alla nostra <br>Newsletter<\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button--1\" style=\"--button-outline-color:var(--color-white);--button-outline-color-hover:rgba(0,0,0,0.8);\"><a class=\"wp-block-button__link button button-outline   wp-element-button\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/newsletter\/\">Iscriviti<\/a><\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La riabilitazione neuropsicologica come trattamento non farmacologico<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>La riabilitazione neuropsicologica \u00e8 un intervento non farmacologico il cui obiettivo \u00e8 garantire una buona qualit\u00e0 di vita<\/strong> alle persone con problemi di sviluppo, apprendimento o danno cerebrale acquisito, tra altre patologie. Il cervello ha una capacit\u00e0 naturale di ristrutturazione e riorganizzazione del proprio funzionamento come processo di recupero. Dopo un danno cerebrale, si pu\u00f2 raggiungere un recupero cognitivo e comportamentale spontaneo anche mediante la riorganizzazione dei circuiti neuronali intatti (Luria, 1963), ma \u00e8 sempre preferibile avvalersi di un intervento pianificato e adeguato.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo intervento agisce come una sorta di simulazione che <strong>attiva le reti neuronali coinvolte nei processi mentali di base e complessi motori delle prestazioni cognitive, funzionali e comportamentali<\/strong>; permettendo di allenare e rafforzare il loro funzionamento, ottenendo in molti casi miglioramenti a lungo termine.<\/p>\n\n\n\n<p>La riabilitazione neuropsicologica include la riabilitazione cognitiva, la modifica del comportamento, l&#8217;intervento con la famiglia o i referenti, e la riadattamento occupazionale e vocazionale. L&#8217;obiettivo generale della riabilitazione neuropsicologica \u00e8 fornire le risorse necessarie alle persone che hanno subito danni cerebrali e ai loro familiari affinch\u00e9 possano <strong>ridurre le alterazioni cognitive e comportamentali, gestire queste difficolt\u00e0 e ridurre il loro impatto sulla vita quotidiana. Ci\u00f2 implica un lavoro di squadra tra pazienti, familiari e terapeuti<\/strong> (Elena Mu\u00f1oz Marr\u00f3n, 2009).<\/p>\n\n\n\n<p>La riabilitazione deve avere uno scopo chiaro prima di iniziare. Questo presuppone i concetti di generalizzazione e valore ecologico, poich\u00e9 <strong>la sfida pi\u00f9 grande \u00e8 fare in modo che i miglioramenti ottenuti nel trattamento si generalizzino nella vita quotidiana<\/strong>. Ci\u00f2 significa che possano essere applicati allo stesso modo nelle attivit\u00e0 quotidiane ottimizzando le prestazioni. <strong>Per raggiungere questo obiettivo \u00e8 necessario selezionare insieme al paziente e alla sua famiglia obiettivi comuni e mete raggiungibili<\/strong>, sapere in anticipo il motivo della riabilitazione e cosa si vuole ottenere. Una volta stabiliti questi obiettivi e mete, si cercheranno i mezzi necessari e si agir\u00e0 di conseguenza per conseguirli.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nel caso del deterioramento cognitivo lieve (DCL), la riabilitazione neuropsicologica precoce cerca di migliorare le prestazioni cognitive o rallentare la sua evoluzione verso la demenza (DCL maggiore)<\/strong>. La stimolazione delle funzioni cognitive si ottiene con la pratica di esercizi cognitivi adattati a ciascun caso (Demey &amp; Allegri, 2010).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La stimolazione cognitiva come risorsa preventiva, individuale e di gruppo<\/h2>\n\n\n\n<p>L&#8217;aumento dell&#8217;aspettativa di vita porta con s\u00e9 l&#8217;aumento di malattie neurodegenerative e altre malattie croniche che possono interferire nelle condizioni di invecchiamento.<strong> Per questo \u00e8 fondamentale intervenire nella promozione e prevenzione di giovani e adulti affinch\u00e9 siano consapevoli delle abitudini salutari<\/strong>.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La salute cerebrale \u00e8 definita come lo stato di funzionamento cerebrale che permette alle persone di sviluppare tutto il loro potenziale nel corso della vita, indipendentemente dalla presenza o assenza di malattie<\/strong>. Pu\u00f2 essere intesa come una capacit\u00e0 che pu\u00f2 essere allenata e utilizzata a favore della qualit\u00e0 della vita. <\/p>\n\n\n\n<p>Conoscere i fattori determinanti della salute in generale e della salute cerebrale in particolare, e comunicarli alla societ\u00e0, pu\u00f2 migliorare la salute mentale e fisica e ridurre la prevalenza dei disturbi neurologici, generando un impatto sociale ed economico positivo (OMS, 2022). I determinanti della salute pi\u00f9 riconosciuti sono l&#8217;attivit\u00e0 fisica, l&#8217;alimentazione, l&#8217;attivit\u00e0 cognitiva, il riposo, l&#8217;attivit\u00e0 sociale, la capacit\u00e0 sensoriale, lo stato d&#8217;animo e la condizione ambientale, tra gli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>La stimolazione cognitiva \u00e8 un&#8217;attivit\u00e0 preventiva a disposizione di ogni persona, che pu\u00f2 essere realizzata a costi contenuti. Al contrario, la riabilitazione neuropsicologica implica l&#8217;intervento di professionisti specialisti. In entrambi i casi, <strong>possono essere progettati dispositivi di intervento individuali o di gruppo<\/strong>, tenendo conto che, in linea di principio, la modalit\u00e0 dipender\u00e0 dallo stato cognitivo del paziente. Di solito, l&#8217;intervento individuale \u00e8 pi\u00f9 riservato a persone con deterioramento cognitivo lieve o maggiore che rispondono favorevolmente al contatto diretto con il professionista a carico, e pu\u00f2 essere effettuato in presenza o in ambienti virtuali.<\/p>\n\n\n\n<p>La possibilit\u00e0 di stimolazione o riabilitazione a distanza sar\u00e0 indicata solo per quelle persone che hanno una buona padronanza del computer o che possono utilizzarlo in modo efficiente con minimi supporti e in stato di piena coscienza. Allo stesso modo, si raccomanda di accompagnare con incontri in presenza, poich\u00e9 l&#8217;osservazione professionale \u00e8 insostituibile. Gli ambienti di gruppo offrono il beneficio della rete sociale, dello scambio con i pari, in cui si mettono in gioco le strategie apprese nelle sessioni individuali.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Contributi della tecnologia nella prevenzione e nella riabilitazione cognitiva<\/h2>\n\n\n\n<p>La tecnologia offre novit\u00e0 e sorprese che attivano il sistema di ricompensa cerebrale, producendo sensazioni piacevoli e, quindi, motivando a continuare con questi stimoli, permettendo di apprendere dall&#8217;esperienza; ed \u00e8 stato dimostrato che questi apprendimenti si fissano con maggiore forza (Ballarini, 2015). Pertanto, si presenta come un grande alleato per coinvolgere le persone nella stimolazione, sia per la stimolazione preventiva sia per la riabilitazione neuropsicologica.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;uso della tecnologia pu\u00f2 avvenire attraverso agende elettroniche, applicazioni di promemoria, giochi mentali digitali o <a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/richiesta-di-informazioni\/\">software specifici per la riabilitazione<\/a>. Incorporarla nella riabilitazione neuropsicologica implica la progettazione di applicazioni specifiche che rispettino i principi della riabilitazione neuropsicologica. Non \u00e8 qualsiasi attivit\u00e0 inserita in un programma, ma attivit\u00e0 pianificate da professionisti esperti preparati per questo, che scelgono con attenzione gli stimoli da utilizzare, i tempi del compito, gli obiettivi, la successione dei passi per raggiungere il fine, eccetera. Il maggiore dei contributi riguarda l&#8217;accessibilit\u00e0, poich\u00e9 consentono di adattare i compiti alle possibilit\u00e0 di ciascuna persona, da un gioco mentale ricreativo a un simulatore di voce.\u00a0\u00a0<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns br-0111 particle-bg p-4 has-custom-2-background-color has-background is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:70%\">\n<h2 class=\"wp-block-heading has-white-color has-text-color has-link-color has-lg-font-size wp-elements-34bd87f6784eca4fe2ab3329cf1ba56b\">Ottenere un <strong>programma di stimolazione cognitiva<\/strong> per i malati di Alzheimer<\/h2>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:30%\">\n<div class=\"wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-16018d1d wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button has-custom-width wp-block-button__width-75 is-style-default\" style=\"--button-background:var(--color-custom-1);--button-background-hover:#cc7e00;\"><a class=\"wp-block-button__link button   wp-element-button\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/redirect\/?target=typeform\/afariojait?utm_first_source=Web&#038;utm_first_campaign_name=Use_case_afarioja\"><strong>Clicca qui<\/strong><\/a><\/div>\n\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cosa fare in caso di sintomi?<\/h2>\n\n\n\n<p>La raccomandazione per le persone che presentano sintomi, come ad esempio non riuscire a concentrarsi, dimenticare continuamente informazioni recenti, non trovare le parole giuste, impiegare troppo tempo per portare a termine un&#8217;azione, sentirsi sopraffatti dall&#8217;attivit\u00e0 occupazionale o presentare cambiamenti di stato d&#8217;animo, \u00e8 <strong>effettuare una consulenza medica per verificare l&#8217;importanza di questi sintomi e indicare i trattamenti pi\u00f9 efficaci<\/strong>. Il medico dovr\u00e0 informare adeguatamente e le persone consultanti dovranno chiarire ogni dubbio al riguardo, per ottenere cos\u00ec una buona adattamento a queste interventi e iniziare immediatamente il piano di trattamento.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cosa fare per prevenire il deterioramento cognitivo lieve?<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Tutte le persone traggono beneficio dall&#8217;incorporare nella routine attivit\u00e0 che rappresentino una sfida cognitiva<\/strong>, che comportino una certa complessit\u00e0 di risoluzione, che si differenzino dalle attivit\u00e0 occupazionali che svolgono quotidianamente&#8230;<strong> Quanto pi\u00f9 nuovo sar\u00e0 lo stimolo, pi\u00f9 forte sar\u00e0 l&#8217;impatto<\/strong>. Queste possono essere: cantare in un coro, correre in gruppo, praticare ballo da sala, giocare a giochi da tavolo, utilizzare applicazioni di allenamento cognitivo, eccetera.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione<\/h2>\n\n\n\n<p>Il decadimento cognitivo lieve \u00e8 caratterizzato da una perdita minima delle funzioni cognitive, come la memoria, che pu\u00f2 essere individuata nei giovani adulti e il cui progresso pu\u00f2 essere arrestato con una diagnosi precoce e un trattamento specifico. Il trattamento consente alla persona di continuare a svilupparsi in ambito educativo, sociale e lavorativo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Bibliografia<\/h2>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"has-sm-font-size\">Ballarini, F. (2015). REC: Por qu\u00e9 recordamos lo que recordamos y olvidamos lo que&nbsp; olvidamos. Sudamericana.&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Demey, I., &amp; Allegri, R. F. (2010). Intervenciones terap\u00e9uticas cognitivas en el deterioro&nbsp; cognitivo leve. VERTEX REVISTA ARGENTINA DE PSIQUIATR\u00cdA, XXI, 253\u2013259.&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">De la Cuerda, R. C. (2018). Nuevas tecnolog\u00edas en Neurorrehabilitaci\u00f3n. Medica&nbsp; panamericana.&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Fleming, J.M., &amp; Schmidt, J. (2015). Metacognitive Occupation-Based Training in Traumatic&nbsp; Brain Injury.&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Goldstein, L. H., &amp; McNeil, J. E. (Eds.). (2013). Clinical neuropsychology: A practical guide&nbsp; to assessment and management for clinicians (2nd ed.). Wiley-Blackwell.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Lezak, M. et. al. (2004). Neuropsychological Assessment. Nueva York: Oxford University&nbsp; Press. McKhann G, Drachman D, Folstein M, y col. (1984) Clinical diagnosis of Alzheimer&#8217;s&nbsp; disease: report of the NINCDS-ADRDA work group under the auspices of the Department of&nbsp; Health and Human Services Task Force on Alzheimer&#8217;s disease. Neurology, 34: 939-944.&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Luria, A. R. (1963). Restoration of function after brain injury. Macmillan.&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Marr\u00f3n, E. M., Alisente, J. L. B., Izaguirre, N. G., &amp; Rodr\u00edguez, B. G. (2009). Estimulaci\u00f3n&nbsp; cognitiva y rehabilitaci\u00f3n neuropsicol\u00f3gica. Editorial Uoc.&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Petersen, R. C. (2004). Mild cognitive impairment as a diagnostic entity. J Intern Med, 256(3),&nbsp; 183\u2013194.&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">S\u00e1nchez Rodr\u00edguez, M. T., Collado V\u00e1zquez, S., Mart\u00edn Casas, P., &amp; Cano de la Cuerda, R.&nbsp; (2018). Apps en neurorrehabilitaci\u00f3n. Una revisi\u00f3n sistem\u00e1tica de aplicaciones m\u00f3viles.&nbsp; Neurologia (Barcelona, Spain), 33(5), 313\u2013326. https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.nrl.2015.10.005&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Vidal, J. (2019). Nuevas tecnolog\u00edas en Neurorrehabilitaci\u00f3n. Rehabilitaci\u00f3n (Madrid.&nbsp; Internet), 53(2), 141. https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.rh.2019.02.001&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Wilson, B. (2017). Neuropsychological Rehabilitation: The International Handbook (B. A.&nbsp; Wilson, J. Winegardner, C. M. van Heugten, &amp; T. Ownsworth, Eds.). Routledge.&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">World Health Organization. (2022). Optimizing brain health across the life course: WHO&nbsp; position paper. World Health Organization.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Se vi \u00e8 piaciuto questo articolo <strong>sulla riabilitazione neuropsicologica nel decadimento cognitivo lieve<\/strong>, probabilmente vi interesseranno anche questi articoli di NeuronUP:<\/h3>\n\n\n<div class=\"mai-grid entries entries-grid has-boxed has-image-full\" style=\"--entry-title-font-size:var(--font-size-lg);--entry-image-link-max-width:800px;--align-text:start;--entry-meta-text-align:start;\"><div class=\"entries-wrap has-columns\" style=\"--columns-xs:1\/1;--columns-sm:1\/1;--columns-md:1\/3;--columns-lg:1\/3;--flex-xs:0 0 var(--flex-basis);--flex-sm:0 0 var(--flex-basis);--flex-md:0 0 var(--flex-basis);--flex-lg:0 0 var(--flex-basis);--column-gap:var(--spacing-lg);--row-gap:var(--spacing-lg);--align-columns:start;\"><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-deterioramento-cognitivo tag-attivita-di-stimolazione-cognitiva tag-stimolazione-cognitiva\" style=\"--entry-index:1;\" aria-label=\"Sessione di stimolazione cognitiva per persone con deterioro cognitivo\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/deterioramento-cognitivo\/sessione-di-stimolazione-cognitiva-per-persone-con-deterioramento-cognitivo\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"598\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/actividad-recoge-tu-equipaje.webp\" class=\"entry-image size-landscape-md\" alt=\"Area d&#039;attesa aeroportuale con nastro di bagagli; 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