
{"id":30201,"date":"2024-04-26T12:32:58","date_gmt":"2024-04-26T10:32:58","guid":{"rendered":"https:\/\/neuronup.com\/it\/?p=30201"},"modified":"2025-02-28T10:55:50","modified_gmt":"2025-02-28T08:55:50","slug":"neuropsicologia-clinica-nella-valutazione-e-preparazione-alla-neurochirurgia-con-paziente-sveglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuropsicologia\/neuropsicologia-clinica-nella-valutazione-e-preparazione-alla-neurochirurgia-con-paziente-sveglio\/","title":{"rendered":"Neuropsicologia clinica nella valutazione e preparazione alla neurochirurgia con paziente sveglio"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-xl-font-size\">In questa voce, lo psicologo Cristian Francisco Li\u00e9banas Vega ci parla della <strong>tecnica della mappatura cerebrale intraoperatoria e del suo contributo alla diagnosi delle malattie.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>mappaggio cerebrale intraoperatorio<\/strong> \u00e8 una tecnica specializzata utilizzata durante la chirurgia cerebrale per ottimizzare l&#8217;equilibrio tra la rimozione del tumore e la preservazione delle funzioni cerebrali importanti. Questa tecnica viene utilizzata principalmente nei pazienti con tumori o lesioni che si trovano vicino a regioni cerebrali funzionali importanti, come il linguaggio, il movimento, la visione e le emozioni. L&#8217;obiettivo principale del mappaggio cerebrale intraoperatorio \u00e8<strong> identificare ed evitare aree cerebrali critiche durante l&#8217;asportazione del tumore.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come viene eseguito lo studio del mappaggio cerebrale?<\/h2>\n\n\n\n<p>Lo studio del mappaggio cerebrale intraoperatorio viene eseguito utilizzando elettrodi per <strong>stimolare diverse parti del cervello mentre il paziente \u00e8 sveglio.<\/strong> Durante la procedura, vengono eseguite diverse attivit\u00e0 di linguaggio, movimento, campi visivi ed espressione delle emozioni specificamente progettate per ogni paziente da neuropsicologi.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste attivit\u00e0 consentono ai neurochirurghi e ai neuropsicologi clinici di valutare le risposte del paziente e creare una mappa personalizzata delle aree cerebrali con funzioni da preservare. Questa mappa funzionale viene confrontata con la mappa anatomica del tumore ottenuta tramite ecografia e neuronavigazione intraoperatorie, consentendo una migliore comprensione del funzionamento delle funzioni cerebrali superiori e l&#8217;esecuzione di escissioni chirurgiche pi\u00f9 estese con un minor rischio di danni neurologici.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Malattie rilevabili tramite mappaggio cerebrale<\/h2>\n\n\n\n<p>Oltre ai tumori cerebrali, il mappaggio cerebrale pu\u00f2 anche essere utilizzato nella <strong>diagnosi e nel trattamento di altre malattie neurologiche<\/strong> come l&#8217;epilessia e i disturbi del movimento. Il mappaggio cerebrale intraoperatorio pu\u00f2 fornire informazioni cruciali sulle aree cerebrali responsabili delle crisi convulsive nei pazienti con epilessia, consentendo la pianificazione precisa dell&#8217;asportazione chirurgica dell&#8217;area interessata.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il ruolo del neuropsicologo nel mappaggio cerebrale<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Il neuropsicologo svolge un ruolo fondamentale<\/strong> nello studio del mappaggio cerebrale intraoperatorio. \u00c8 responsabile della progettazione e dell&#8217;esecuzione di attivit\u00e0 neuropsicologiche specifiche per valutare le funzioni cerebrali del paziente durante la procedura.<\/p>\n\n\n\n<p>Il neuropsicologo lavora a stretto contatto con il chirurgo e il team medico per identificare le aree cerebrali critiche e creare una mappa personalizzata delle funzioni che devono essere preservate durante l&#8217;intervento chirurgico. Inoltre, il neuropsicologo pu\u00f2 anche eseguire valutazioni pre e postoperatorie per valutare eventuali cambiamenti nelle funzioni cerebrali dopo l&#8217;operazione.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Contributi del mappaggio cerebrale nella diagnosi di malattie<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Il mappaggio cerebrale intraoperatorio si \u00e8 dimostrato uno strumento prezioso nella diagnosi di malattie neurologiche.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Oltre a servire per determinare il confine anatomico e funzionale dei tumori come abbiamo appena visto, il mappaggio cerebrale pu\u00f2 anche essere utilizzato nella diagnosi e nel trattamento di altre malattie neurologiche come, nel caso dell&#8217;epilessia, aiutando a determinare le aree responsabili delle crisi convulsive e guidando la pianificazione dell&#8217;intervento chirurgico per asportare le aree interessate.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Valorazione psicologica clinica e neuropsicologica<\/h3>\n\n\n\n<p>Nei pazienti candidati alla neurochirurgia con paziente sveglio, <strong>l&#8217;identificazione dei cambiamenti nell&#8217;umore, nella cognizione, nel comportamento e nella personalit\u00e0 rappresenta una sfida e solo un processo di valutazione completo ed approfondito pu\u00f2 determinare se sono causati dal tumore o se sono una risposta psicologica<\/strong> allo stress secondario, alla diagnosi o al trattamento (Madhusoodanan, Ting, Farah, &amp; Ugur, 2015). A tal proposito, la bibliografia enfatizza l&#8217;importanza della selezione attenta e individualizzata del paziente attraverso una valutazione neuropsicologica pre-operatoria accurata ed obiettiva, che pu\u00f2 ridurre i rischi e aumentare le probabilit\u00e0 di una buona diagnosi.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Predictori neuropsicologici ad alto rischio chirurgico<\/h3>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">1. Fattori personali<\/h4>\n\n\n\n<p><strong>\u00c8 importante considerare tutti quei fattori personali che possono influire positivamente o negativamente sulle prestazioni chirurgiche della persona.<\/strong> Le risorse personali includono il tipo di personalit\u00e0, la maturit\u00e0 emotiva, le strategie di coping e le esperienze precedenti. L&#8217;esistenza di esperienze precedenti legate al cancro o alla morte di un familiare a causa di un tumore \u00e8 correlata ad un maggiore carico emotivo per il paziente all&#8217;inizio del processo, mentre l&#8217;esistenza di risorse sociali e familiari sono considerate fattori protettivi nello sviluppo della malattia.<\/p>\n\n\n\n<p>Variabili come l&#8217;eccessivo consumo di alcol o droghe e i disturbi del dolore cronico sono fattori di rischio noti per il fallimento della sedazione (Chui, 2015). Inoltre, il livello di stress, le aspettative del paziente e la sua modalit\u00e0 di affrontare situazioni spaventose vengono considerati in diversi studi come variabili importanti.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">2. Capacit\u00e0 decisionale<\/h4>\n\n\n\n<p>La valutazione della capacit\u00e0 di comprendere il trattamento \u00e8 parte integrante del processo di cura. Secondo Palmer &amp; Harmell (2016) e Lutters &amp; Broekman (2019), la valutazione formale della capacit\u00e0 decisionale non \u00e8 solo un obbligo etico e legale del team responsabile, ma costituisce anche un diritto all&#8217;autonomia del paziente. Palmer &amp; Harmell (2016) affermano che <strong>la capacit\u00e0 decisionale del paziente deve essere definita in base a quattro dimensioni:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Comprensione:<\/strong> si riferisce alla capacit\u00e0 di accettare e comprendere la malattia, le informazioni fornite, i rischi, i benefici e i possibili trattamenti.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Apprezzamento:<\/strong> descritto come la capacit\u00e0 di applicare le informazioni fornite a se stessi e alla propria situazione.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Ragionamento:<\/strong> si riferisce all&#8217;evidenza che le decisioni riflettono la presenza di un processo comparativo e di manipolazione delle informazioni.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Espressione della decisione:<\/strong> intesa come la capacit\u00e0 di comunicare una decisione chiara e coerente.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>A questo punto, \u00e8 importante considerare che durante il processo di malattia, la capacit\u00e0 di prendere decisioni diventa pi\u00f9 complessa, quindi \u00e8 comune che sia il paziente che la famiglia incontrino difficolt\u00e0 nel decidere sulla propria salute (Mattavelli, Casarotti, Forgiarini, Riva, Bello, &amp; Papagno, 2012). Inoltre, <strong>i pazienti con tumore cerebrale tendono a presentare un deterioramento cognitivo, che talvolta \u00e8 correlato a gravi impedimenti nelle abilit\u00e0 decisionali <\/strong>della vita quotidiana (Ouerchefani, Ouerchefani, Allain, Rejeb, &amp; Le Gall, 2017, Lutters &amp; Broekman, 2019).<\/p>\n\n\n\n<p>Come conseguenza della stessa malattia, molti pazienti hanno una consapevolezza limitata dei loro sintomi e tendono a sottovalutare l&#8217;impatto sulla propria vita. <strong>La mancanza di autoconsapevolezza<\/strong>, che deriva dallo stesso tumore o da qualche meccanismo di difesa psicologico,<strong> porta a difficolt\u00e0 nella presa di decisioni<\/strong> informate riguardo al proprio stato di salute, il che \u00e8 stato segnalato come un limite alla partecipazione del paziente in questo tipo di procedura (Boele et al., 2015).<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">3. Disturbi emotivi e psichiatrici<\/h4>\n\n\n\n<p>Secondo la letteratura, un paziente fortemente ansioso tende a commettere pi\u00f9 errori e perde i propri livelli di attenzione, concentrazione e memoria, il che renderebbe sia i risultati di base che quelli in tempo reale non affidabili, influenzando sia il piano d&#8217;azione che la determinazione della resezione (Ruis et al., 2017 e Huget et al., 2019). <strong>Nella neurochirurgia con paziente sveglio, \u00e8 molto importante che il paziente possieda una gestione dell&#8217;ansia e dei propri movimenti che garantisca la capacit\u00e0 di autocontrollo.<\/strong> L&#8217;autocontrollo \u00e8 inteso come o la capacidad del paciente de regular voluntariamente su comportamiento durante el procedimiento (Rughani, Rintel, Desai, Cushing &amp; Florman, 2011; Howie at al., 2016).<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">4. Disturbi neurocognitivi<\/h4>\n\n\n\n<p>La valutazione neuropsicologica costituisce una procedura essenziale che consente non solo di creare una linea di base del funzionamento cognitivo, ma anche di identificare importanti deficit neuropsicologici che rendono il paziente incapace di svolgere i compiti richiesti durante la mappatura cerebrale (Ruis, Wajer, Robe e van Zandvoort, 2014).<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo Hervey-Jumper &amp; Berger (2016),<strong> il grave deterioramento del funzionamento cognitivo preoperatorio, la presenza di afasia, gravi disturbi neurologici e l&#8217;incapacit\u00e0 di essere esaminati a causa di problemi di attenzione e di coscienza sono considerati fattori di esclusione<\/strong>, poich\u00e9 ostacolano la cooperazione del paziente in sala operatoria.<\/p>\n\n\n\n<p>D&#8217;altra parte, Becker (2016) menziona alcune <strong>funzioni cognitive di base che la persona deve conservare per assumere un ruolo attivo durante un intervento di neurochirurgia<\/strong> con il paziente sveglio:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>un <strong>linguaggio <\/strong>sufficientemente <strong>fluido <\/strong>per esprimersi e essere in grado di comunicare le alterazioni cognitive, fisiche e fastidi nel processo;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>comprensione verbale<\/strong> per la cooperazione e il seguire le istruzioni;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>memoria <\/strong>per garantire la memorizzazione delle informazioni e delle istruzioni relative all&#8217;intervento chirurgico;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>attenzione <\/strong>per svolgere attivit\u00e0 intraoperatorie;<\/li>\n\n\n\n<li>e <strong>abilit\u00e0 visive<\/strong> nel caso in cui sia necessario nominare immagini.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">5. Considerazioni per la preparazione preoperatoria<\/h4>\n\n\n\n<p>Oltre a superare i filtri della valutazione psicologica clinica e neuropsicologica, <strong>\u00e8 necessario che il paziente soddisfi i requisiti della valutazione necessaria per la preparazione preoperatoria <\/strong>al fine di adattarsi alle esigenze dell&#8217;intervento chirurgico (Rughani et al., 2011). L&#8217;esperienza sviluppata al HM ha permesso al team di identificare che tale preparazione dovrebbe coinvolgere la rete familiare o sociale e dovrebbe contenere i due aspetti basilari che saranno discussi di seguito:<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">A. Informazioni riguardanti l&#8217;intervento chirurgico<\/h5>\n\n\n\n<p>Questo tipo di intervento richiede il coinvolgimento coordinato di ogni membro del team. Il paziente, integrandosi come agente attivo, dovrebbe conoscere in dettaglio i propri compiti, le procedure da eseguire durante l&#8217;intervento chirurgico e cosa aspettarsi ad ogni passaggio. Inoltre, oltre a conoscere tali informazioni, dovrebbe comprenderle.<\/p>\n\n\n\n<p>Autori come Beez et al. (2013) e Ruis et al. (2014) sostengono che, <strong>se il paziente mostra riluttanza o negazione nel ottenere dettagli sull&#8217;intervento chirurgico, non potr\u00e0 essere sottoposto a tale modalit\u00e0<\/strong>, poich\u00e9 il paziente deve conoscere i benefici e la necessit\u00e0 di rimanere sveglio nei momenti cruciali dell&#8217;operazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, nella pratica clinica si rileva che il modo in cui vengono fornite le informazioni deve essere adeguato al meccanismo di affrontamento del paziente, e alcuni pazienti richiedono pi\u00f9 dettagli di altri.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Si dovrebbe spiegare cosa succeder\u00e0 in sala operatoria, incluso il procedimento, le possibili complicazioni, il livello di cooperazione desiderato e i compiti da svolgere<\/strong> (Carbone et al., 2019). A tal fine, la psicoeducazione e le sessioni di preparazione sia con il paziente che con la famiglia sono fondamentali per raggiungere questo obiettivo.<\/p>\n\n\n\n<p>La preparazione psicologica per l&#8217;intervento chirurgico richiede anche una familiarizzazione sensoriale con l&#8217;ambiente del blocco operatorio e con le sensazioni nel proprio corpo. La visita anticipata al blocco operatorio o la presentazione di stimoli visivi e uditivi che abituano la persona alla procedura, allo spazio fisico e agli strumenti, sono un buon metodo e aiutano a smentire le credenze errate che il paziente potrebbe avere sulla procedura (Ortega, 2013; Ortiz, 2014; Quesada, 2015; Molinari, 2015; Acu\u00f1a, 2017). <strong>Avere la possibilit\u00e0 di anticipare in qualche modo ci\u00f2 che succeder\u00e0 o come ci si sentir\u00e0, dar\u00e0 al paziente una sensazione di controllo durante la procedura.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">B. Collegamento con il professionista in neuropsicologia e il team chirurgico<\/h5>\n\n\n\n<p><strong>Uno degli aspetti pi\u00f9 rilevanti che contraddistinguono l&#8217;intervento con paziente sveglio da altri tipi di interventi chirurgici \u00e8 l&#8217;importanza che il paziente riesca a instaurare un rapporto di fiducia con il neuropsicologo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dato il carattere impegnativo della procedura, gli studi dimostrano che i pazienti hanno bisogno di avere accanto una persona di fiducia disponibile a sostenerli emotivamente lungo tutto il procedimento chirurgico (Ruis et al., 2014).<\/p>\n\n\n\n<p>Azioni come spiegare prima e durante l&#8217;intervento ci\u00f2 che sta accadendo, allenarli per momenti di disagio o ansia, offrire parole di incoraggiamento e tener loro la mano durante l&#8217;intervento, sono viste come di grande valore per i pazienti (Molinari, 2015; Acu\u00f1a, 2017; Ruis et al., 2014).<\/p>\n\n\n\n<p>Affinch\u00e9 questo tipo di interazione tra il paziente e il clinico sia possibile, \u00e8 necessario investire tempo nella preparazione e avere la disponibilit\u00e0 del paziente a collaborare (Ruis et al., 2014). Come parte della preparazione, il professionista in neuropsicologia pu\u00f2 cercare di estendere il rapporto di fiducia a tutto il team chirurgico, che sarebbe l&#8217;ideale in sala operatoria.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Bibliografia<\/h2>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"has-sm-font-size\">Duffau, H. (2017). Mapping the connectome in awake surgery for gliomas: an update. Journal of neurosurgical sciences, 61(6), 612-630.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Feigl, G. C., Luerding, R., &amp; Milian, M. (2015). Awake Craniotomies: Burden or Benefit for the Patient? In Handbook of Neuroethics (pp. 949-962). Springer Netherlands.&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Freyschlag, C. F., &amp; Duffau, H. (2014). Awake brain mapping of cortex and subcortical pathways in brain tumor surgery. Journal of neurosurgical sciences, 58(4), 199-213.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Howie, E., Bambrough, J., Karabatsou, K., &amp; Fox, J. 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Journal of neurosurgery, 112(5), 1056-1060.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Leal, R. T. M., da Fonseca, C. O., &amp; Landeiro, J. A. (2017). Patients\u2019 perspective on awake craniotomy for brain tumors\u2014single center experience in Brazil. Acta neurochirurgica, 159(4), 725-731.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Lutters, B., &amp; Broekman, M. L. (2019). Evaluating Awake Craniotomies in Glioma Patients: Meeting the Challenge. In Ethics of Innovation in Neurosurgery (pp. 113-118). Springer, Cham.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Madhusoodanan, S., Ting, M. B., Farah, T., &amp; Ugur, U. (2015). Psychiatric aspects of brain tumors: A review. World journal of psychiatry, 5(3), 273.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Mattavelli, G., Casarotti, A., Forgiarini, M., Riva, M., Bello, L., &amp; Papagno, C. (2012). Decision-making abilities in patients with frontal low-grade glioma. Journal of neuro-oncology, 110(1), 59-67.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Ouerchefani, R., Ouerchefani, N., Allain, P., Rejeb, M. R. B., &amp; Le Gall, D. (2017). Contribution of different regions of the prefrontal cortex and lesion laterality to deficit of decision-making on the Iowa Gambling Task. Brain and cognition, 111, 73-85.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Palese, A., Skrap, M., Fachin, M., Visioli, S. y Zannini, L. (2008). La experiencia de los pacientes sometidos a craneotom\u00eda despierta: en las propias palabras de los pacientes. Un estudio cualitativo. Enfermer\u00eda noncol\u00f3gica, 31 (2), 166-172.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Palmer, B. W., &amp; Harmell, A. L. (2016). Assessment of healthcare decision\u0002making capacity. Archives of Clinical Neuropsychology, 31(6), 530-540.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Pichierri, A., Bradley, M., &amp; Iyer, V. (2019). 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E., Ortiz \u00c1lvarez, J., Esquivel Miranda, M. A., Vindas Montoya, R., &amp; Montero Vega, P. (2016). Calidad de vida en pacientes costarricenses con tumores cerebrales: aportes de la neuropsicolog\u00eda. Actualidades en Psicolog\u00eda, 30(121), 49-66.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Santini, B., Talacchi, A., Casagrande, F., Casartelli, M., Savazzi, S., Procaccio, F., &amp; Gerosa, M. (2012). Eligibility criteria and psychological profiles in patient candidates for awake craniotomy: a pilot study. Journal of neurosurgical anesthesiology, 24(3), 209-216.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Vit\u00f3n Mart\u00edn, R. (2010). Drogadicci\u00f3n y anestesia. Revista Cubana de Anestesiolog\u00eda y Reanimaci\u00f3n, 9(1), 39-47.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Wrede, K. H., Stieglitz, L. H., Fiferna, A., Karst, M., Gerganov, V. M., Samii, M., \u2026 &amp; L\u00fcdemann, W. O. (2011). Patient acceptance of awake craniotomy. Clinical neurology and neurosurgery, 113(10), 880-884<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo sulla <strong>neuropsicologia clinica nella valutazione e preparazione alla neurochirurgia con paziente sveglio<\/strong>, probabilmente ti interesseranno anche questi articoli di NeuronUP.<\/h3>\n\n\n<div class=\"mai-grid entries entries-grid has-boxed has-image-full\" style=\"--entry-title-font-size:var(--font-size-lg);--entry-image-link-max-width:800px;--align-text:start;--entry-meta-text-align:start;\"><div class=\"entries-wrap has-columns\" style=\"--columns-xs:1\/1;--columns-sm:1\/1;--columns-md:1\/3;--columns-lg:1\/3;--flex-xs:0 0 var(--flex-basis);--flex-sm:0 0 var(--flex-basis);--flex-md:0 0 var(--flex-basis);--flex-lg:0 0 var(--flex-basis);--column-gap:var(--spacing-lg);--row-gap:var(--spacing-lg);--align-columns:start;\"><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-funzioni-esecutive tag-bambini tag-funzioni-esecutive\" style=\"--entry-index:1;\" aria-label=\"Modello di funzioni esecutive basato su analisi fattoriali nella popolazione infantile e scolastica: meta-analisi\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuropsicologia\/funzioni-esecutive\/modello-di-funzioni-esecutive-basato-su-analisi-fattoriali-in-popolazione-infantile-e-scolastica\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"600\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/everyone-knows-right-answear-400x300-1-1-1.webp\" class=\"entry-image size-landscape-md\" alt=\"Aula scolastica con lavagna verde; 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