
{"id":29558,"date":"2024-03-26T08:00:00","date_gmt":"2024-03-26T06:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/neuronup.com\/?p=29558"},"modified":"2026-10-22T22:29:15","modified_gmt":"2026-10-22T20:29:15","slug":"che-cose-e-come-influisce-sulla-demenza-frontotemporale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/malattie-neurodegenerative\/che-cose-e-come-influisce-sulla-demenza-frontotemporale\/","title":{"rendered":"Che cos&#8217;\u00e8 la demenza frontotemporale e come influisce?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-xl-font-size wp-block-paragraph\">Manuel Cassinello Marco, psichiatra specialista in neuropsichiatria e psicologo, ci spiega in questo articolo come colpisce la <strong>demenza frontotemporale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sebbene quando pensiamo a una demenza sia comune che ci venga in mente la demenza di tipo Alzheimer, la realt\u00e0 \u00e8 che esistono molti altri tipi di quadri neurodegenerativi. Essi hanno in comune un&#8217;atrofia progressiva in diverse parti del cervello. Tra queste possiamo trovare la demenza frontotemporale. \u00c8 importante riconoscere i sintomi per poter rivolgersi a professionisti che inizino quanto prima un trattamento riabilitativo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Degenerazione e demenza frontotemporale<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La <strong><a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuroscienze-del-cervello\/demenza-frontotemporale-cose-tipi-sintomi-cause-diagnosi-e-trattamento\/\">demenza frontotemporale<\/a> o malattia di Pick<\/strong> fa riferimento a una sindrome clinica in cui la manifestazione predominante <strong>consiste in un&#8217;alterazione della personalit\u00e0 associata a disturbi comportamentali, disturbi del linguaggio e deterioramento cognitivo<\/strong>. Tuttavia, \u00e8 importante distinguerla dalla degenerazione frontotemporale. Quest&#8217;ultima si riferisce solo all&#8217;esistenza di un&#8217;atrofia limitata ai lobi prefrontali e temporali anteriori. Cio\u00e8, pu\u00f2 esserci atrofia senza che esista la clinica di demenza associata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La demenza frontotemporale, conosciuta anche come malattia di Pick, <strong>prende il nome dal suo scopritore, Arnold Pick, e fa riferimento all&#8217;esistenza di<\/strong> i cosiddetti corpi di Pick che sono <strong>gruppi di neuroni danneggiati<\/strong> dovuti al deposito e all&#8217;impossibilit\u00e0 di eliminazione della cosiddetta proteina tau e si associa a un fenomeno noto come gliosi, che lascia una lesione simile a una cicatrice.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sintomi della demenza frontotemporale<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando ci riferiamo alla demenza frontotemporale \u00e8 importante sottolineare che non facciamo riferimento a un singolo quadro clinico ma a diverse <strong>entit\u00e0 che condividono lesioni comuni<\/strong> ma la cui manifestazione clinica pu\u00f2 variare. Per questo motivo, in questo paragrafo, dobbiamo fare una <strong>distinzione tra le tre varianti cliniche principali: demenza frontotemporale nella sua variante comportamentale, afasia progressiva non fluente e demenza semantica.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Variante comportamentale<\/strong>: Questa costituisce la variante pi\u00f9 comune e i sintomi abituali sono:\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Alterazioni del comportamento,<\/li>\n\n\n\n<li>cambiamenti della personalit\u00e0,&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>apatia <em>(occorre fare attenzione a questa presentazione, poich\u00e9 viene spesso confusa con un quadro depressivo)<\/em>,<\/li>\n\n\n\n<li>disinibizione,<\/li>\n\n\n\n<li>comportamenti inappropriati,<\/li>\n\n\n\n<li>mancanza di giudizio,<\/li>\n\n\n\n<li>alterazioni alimentari come ingerire sostanze non nutritive <em>(cibo avariato, per esempio)<\/em>,<\/li>\n\n\n\n<li>abbandono dell&#8217;igiene e della cura personale,<\/li>\n\n\n\n<li>rigidit\u00e0 nei comportamenti,<\/li>\n\n\n\n<li>irritabilit\u00e0.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Afasia progressiva non fluente<\/strong>: Tra i suoi sintomi si troverebbero:\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>L&#8217;anomia o la difficolt\u00e0 a trovare le parole o a nominare oggetti <em>(questo sarebbe il sintomo fondamentale)<\/em>,<\/li>\n\n\n\n<li>uso inadeguato dei tempi verbali,<\/li>\n\n\n\n<li>alterazione nell&#8217;ordine delle parole,<\/li>\n\n\n\n<li>errori grammaticali pi\u00f9 ampi,<\/li>\n\n\n\n<li>mutismo <em>(questo sarebbe il sintomo finale nell&#8217;evoluzione di questa variante)<\/em>. <\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Demenza semantica<\/strong>: In quest&#8217;ultima forma, \u00e8 abituale che la persona presenti:\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Problemi a comprendere sia ci\u00f2 che legge sia ci\u00f2 che sente,<\/li>\n\n\n\n<li>difficolt\u00e0 a nominare oggetti o anche a descriverli,<\/li>\n\n\n\n<li>una maggiore conservazione della memoria autobiografica e degli eventi, risultando sorprendente come, nonostante la comprensione limitata, sembrino poter intrattenere una conversazione normale. Tuttavia, se la analizziamo, questa conversazione &#8220;\u00e8 vuota&#8221; di informazioni.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<aside class=\"wp-block-group br-0111 particle-bg has-primary-background-color has-background has-dark-background has-sm-padding-top has-sm-padding-bottom has-sm-padding-left has-sm-padding-right\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns are-vertically-aligned-center is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:66.66%\">\n<p class=\"has-white-color has-text-color has-xxl-font-size wp-block-paragraph\">Prova NeuronUP gratis per 7 giorni<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color wp-block-paragraph\">Potrai valutare con le nostre batterie e i nostri test, lavorare con centinaia di attivit\u00e0, progettare sedute o fare riabilitazione a distanza.<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:33.33%\">\n<div class=\"wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button\" style=\"--button-color:var(--color-primary);--button-background:var(--color-white);--button-background-hover:#e6e6e6;\"><a class=\"wp-block-button__link button     wp-element-button\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/landing-store-user\/\">Inizia la prova<\/a><\/div>\n\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/aside>\n\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Fasi della demenza frontotemporale <\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sebbene il decorso di tutte le varianti sia progressivo, con occasionali peggioramenti dovuti alla comparsa di complicazioni quali infezioni, nella pratica distinguerei due fasi:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Fase 1 o fase presintomatica<\/strong>: In questa fase non troveremmo i sintomi abituali delle diverse forme di presentazione. Tuttavia, potremmo trovare alcuni sintomi quali l&#8217;<strong>apatia<\/strong>, il <strong>disinteresse <\/strong>o i <strong>problemi attentivi<\/strong>. In questa fase, sebbene la famiglia inizi a vedere situazioni non abituali, potrebbe non attribuire loro maggiore importanza se non ci sono antecedenti familiari.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Fase 2 o fase sintomatica<\/strong>: In questa fase comincerebbero a manifestarsi i sintomi pi\u00f9 comuni per ciascuna delle varianti. L&#8217;evoluzione negli anni, cos\u00ec come il numero di sintomi e la loro intensit\u00e0, varia molto da persona a persona e dipende, tra gli altri fattori, dalla comparsa di complicazioni quali ricoveri ospedalieri, infezioni urinarie, scompensi di altre malattie, cambi di residenza, ecc. Lo usuale \u00e8 che in questa fase si osservi una <strong>dipendenza <\/strong>sempre maggiore <strong>da caregiver e familiari<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cause della demenza frontotemporale <\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come accennavamo prima, quando parliamo di demenza \u00e8 comune pensare alla malattia di <a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroriabilitazione\/malattie-neurodegenerative\/morbo-di-alzheimer\/\">Alzheimer<\/a>. Tuttavia, <strong>la demenza frontotemporale rappresenta approssimativamente tra il 5 e il 10% del totale delle demenze<\/strong>, aumentando questa percentuale fino a poco pi\u00f9 del 20% quando il quadro inizia prima dei 65 anni. Come per l&#8217;Alzheimer, il suo decorso \u00e8 cronico e progressivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La demenza frontotemporale <strong>ha una forte componente genetica<\/strong> e, infatti, <strong>in fino al 50% dei casi, esistono antecedenti familiari di demenza frontotemporale, disturbi psichiatrici o SLA<\/strong>. Si presenta in egual misura in entrambi i sessi ed \u00e8 stata associata a diversi geni: PGRN (gene della progranulina) e il MAPT (proteina tau associata ai microtubuli), entrambi situati sul cromosoma 17q21. Ci\u00f2 significa che la demenza frontotemporale \u00e8 ereditaria in un&#8217;alta percentuale di casi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group br-0111 has-primary-background-color has-background has-dark-background has-sm-padding-top has-sm-padding-left has-sm-padding-right has-xxl-margin-top\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full desktop-position-absolute desktop-bottom-0 mobile-width-50 mobile-m-inline-auto has-xl-margin-top\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/v3\/producto-certificado.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-31568\"><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<h2 class=\"wp-block-heading has-white-color has-text-color\"><strong>Iscriviti<\/strong> <br>alla nostra <br>Newsletter<\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button--1\" style=\"--button-outline-color:var(--color-white);--button-outline-color-hover:rgba(0,0,0,0.8);\"><a class=\"wp-block-button__link button button-outline   wp-element-button\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/newsletter\/\">Iscriviti<\/a><\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Diagnosi della demenza frontotemporale<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come per le altre demenze, <strong>la diagnosi \u00e8 clinica e richiede l&#8217;esecuzione di una serie di esami<\/strong> quali:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Analisi del sangue<\/strong> che includa vitamina B12, acido folico, ormoni tiroidei e, in generale, tutti i parametri che ci permettano di differenziarla da una causa di demenza reversibile.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Studio del liquido cefalorachidiano<\/strong> in cui analizzeremo i livelli della proteina tau per poter differenziare questa demenza da una demenza di tipo Alzheimer.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Studi di neuroimaging<\/strong> come una risonanza magnetica cerebrale sia anatomica sia funzionale dove vedremo un&#8217;atrofia in entrambi i lobi frontali e una minore attivit\u00e0 negli stessi. In alcune occasioni possiamo osservare un&#8217;atrofia anche nei lobi temporali. Bisogna sapere che, non essendo un quadro omogeneo, essendo presenti 3 forme diverse, \u00e8 normale che i reperti nella neuroimmagine possano variare da una persona all&#8217;altra, cos\u00ec come da una forma clinica a un&#8217;altra.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Trattamento della demenza frontotemporale<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sfortunatamente, <strong>ad oggi non esiste un trattamento curativo per la demenza frontotemporale e il trattamento \u00e8 sintomatico.<\/strong> In questo senso i trattamenti a nostra disposizione sono:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Antidepressivi<\/strong>: Preferibilmente quelli noti come di prima linea o serotoninergici poich\u00e9, per la zona in cui si trova l&#8217;atrofia, c&#8217;\u00e8 un maggiore deficit di serotonina che pu\u00f2 beneficiare di questi trattamenti. <\/li>\n\n\n\n<li><strong>Trazodone<\/strong>: \u00c8 un antidepressivo atipico impiegato per la gestione delle alterazioni del comportamento e ben tollerato. <\/li>\n\n\n\n<li><strong>Antipsicotici<\/strong>: A basse dosi aiutano a migliorare l&#8217;irritabilit\u00e0, le alterazioni del comportamento, eventuali sintomi psicotici che possano comparire e l&#8217;insonnia. <\/li>\n\n\n\n<li>Per quanto riguarda gli inibitori dell&#8217;acetilcolinesterasi o la memantina, usati abitualmente nell&#8217;Alzheimer, non esiste una chiara evidenza che ne raccomandi l&#8217;uso nei pazienti con demenza frontotemporale. <\/li>\n\n\n\n<li><strong>Riabilitazione cognitiva<\/strong>: Ad oggi esistono numerosi programmi di riabilitazione cognitiva che, pur non modificando il corso della malattia, permettono per\u00f2 di <strong>migliorare notevolmente la qualit\u00e0 della vita<\/strong> di questi pazienti consentendo un allenamento guidato da professionisti sui deficit che emergono. <\/li>\n<\/ul>\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns br-0111 particle-bg p-4 has-custom-2-background-color has-background is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:70%\">\n<h2 class=\"wp-block-heading has-white-color has-text-color has-link-color has-lg-font-size wp-elements-1\">Ottenere un <strong>programma di stimolazione cognitiva<\/strong> per i malati di Alzheimer<\/h2>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:30%\">\n<div class=\"wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button has-custom-width wp-block-button__width-75 is-style-default\" style=\"--button-background:var(--color-custom-1);--button-background-hover:#cc7e00;\"><a class=\"wp-block-button__link button   wp-element-button\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/redirect\/?target=typeform\/afariojait?utm_first_source=Web&#038;utm_first_campaign_name=Use_case_afarioja\"><strong>Clicca qui<\/strong><\/a><\/div>\n\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto riguarda la <strong>speranza di vita<\/strong>, la verit\u00e0 \u00e8 che l&#8217;intervallo di anni \u00e8 molto ampio. Tuttavia, normalmente, <strong>si trova solitamente tra i due e i dieci anni dopo la diagnosi<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo \u00e8 fondamentale effettuare un buon approccio multidisciplinare che coinvolga neurologi, terapisti occupazionali, logopedisti, neuropsichiatri e neuropsicologi. La combinazione di tutti questi professionisti ha l&#8217;obiettivo di attuare un buon trattamento, sia farmacologico che riabilitativo, che permetta di migliorare la qualit\u00e0 della vita, non solo del paziente, ma anche dei suoi caregiver.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Bibliografia <\/h2>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"has-sm-font-size\">Trattato di Neuropsicogeriatria.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Neuropsicologia di Javier Tirapu Ust\u00e1rroz, Marcos R\u00edos Lago e Fernando Maest\u00fa Unturbe.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Introduzione alla psicopatologia e psichiatria di J. Vallejo.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Malattia di Alzheimer e altre demenze di R. Alberca e S. L\u00f3pez-Pouda.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Psichiatria Geriatrica di Ag\u00fcera, Mart\u00edn e S\u00e1nchez.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo sulla <strong>demenza frontotemporale<\/strong>, probabilmente ti interesseranno questi articoli di NeuronUP:<\/h3>\n\n\n\n<div class=\"mai-grid entries entries-grid has-boxed has-image-full\" style=\"--entry-title-font-size:var(--font-size-lg);--align-text:start;--entry-meta-text-align:start;\"><div class=\"entries-wrap has-columns\" style=\"--columns-xs:1 \/ 1;--columns-sm:1 \/ 1;--columns-md:1 \/ 3;--columns-lg:1 \/ 3;--flex-xs:0 0 var(--flex-basis);--flex-sm:0 0 var(--flex-basis);--flex-md:0 0 var(--flex-basis);--flex-lg:0 0 var(--flex-basis);--column-gap:var(--spacing-lg);--row-gap:var(--spacing-lg);--align-columns:start;\"><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-sindrome-di-down tag-discapacidad-intelectual tag-sindrome-de-down tag-testimonianze\" style=\"--entry-index:1;\" aria-label=\"Qual \u00e8 l&#8217;attivit\u00e0 di un&#8217;Associazione per la Sindrome di Down? Il caso di Down Navarra\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/disabilita-intelletiva\/sindrome-di-down\/qual-e-il-lavoro-di-unassociazione-per-la-sindrome-di-down\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"300\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/IMG_20200212_094033_141-2048x1536-1.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Gruppo di persone con sindrome di Down che lavorano sulla stimolazione cognitiva con NeuronUP in un&#039;aula moderna.\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/IMG_20200212_094033_141-2048x1536-1-300x225.webp 300w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/IMG_20200212_094033_141-2048x1536-1-768x576.webp 768w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/IMG_20200212_094033_141-2048x1536-1-1024x768.webp 1024w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/IMG_20200212_094033_141-2048x1536-1-1536x1152.webp 1536w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/IMG_20200212_094033_141-2048x1536-1.webp 2048w\" sizes=\"(max-width:599px) 599px, (min-width:600px) and (max-width: 799px) 799px, (min-width:800px) and (max-width: 999px) 333px, (min-width:1000px) 400px\" \/><\/a><div class=\"entry-wrap entry-wrap-grid\"><h3 class=\"entry-title\" itemprop=\"headline\"><a class=\"entry-title-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/disabilita-intelletiva\/sindrome-di-down\/qual-e-il-lavoro-di-unassociazione-per-la-sindrome-di-down\/\" rel=\"bookmark\">Qual \u00e8 l&#8217;attivit\u00e0 di un&#8217;Associazione per la Sindrome di Down? 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entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-neuropsicologia tag-cervello tag-neuropsicologia\" style=\"--entry-index:5;\" aria-label=\"Una breve neuropsicologia dell&#8217;autoritarismo\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuropsicologia\/una-breve-neuropsicologia-dellautoritarismo\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"261\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/charles-chaplin-autoritarismo.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Personaggio con un baffo caratteristico e uniforme militare in una scena teatrale, insieme a grafici sull&#039;autoritarismo e sulla neuropsicologia.\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/charles-chaplin-autoritarismo-300x196.webp 300w, 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Cassinello Marco, psichiatra specialista in neuropsichiatria e psicologo, ci spiega in questo articolo come colpisce la demenza frontotemporale. 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