
{"id":29257,"date":"2026-02-24T12:24:53","date_gmt":"2026-02-24T12:24:53","guid":{"rendered":"https:\/\/neuronup.com\/?p=29257"},"modified":"2026-02-24T12:24:53","modified_gmt":"2026-02-24T12:24:53","slug":"breve-rassegna-storica-del-tda-h-e-la-sua-affezione-al-funzionamento-esecutivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/disturbi-del-neurosviluppo\/adhd-disturbo-da-deficit-di-attenzione-iperattivita\/breve-rassegna-storica-del-tda-h-e-la-sua-affezione-al-funzionamento-esecutivo\/","title":{"rendered":"Breve rassegna storica del TDAH e il suo impatto sul funzionamento esecutivo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-xl-font-size\">La psicologa, docente, ricercatrice e magister in sviluppo umano e educazione Carolina Robledo Castro ci offre in questo articolo una breve <strong>introduzione alla storia dell\u2019ADHD e di come influisce sul funzionamento esecutivo<\/strong> di chi ne soffre.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cos\u2019\u00e8 l\u2019ADHD<\/h2>\n\n\n\n<p>Attualmente, <a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/aree-dintervento\/funzioni-cognitive\/funzioni-esecutive\/\">disturbo da deficit di attenzione e iperattivit\u00e0 (ADHD)<\/a> \u00e8 il termine clinicamente riconosciuto per riferirsi a un <strong>disturbo del neurosviluppo caratterizzato da comportamenti di disattenzione, impulsivit\u00e0 e iperattivit\u00e0<\/strong> (APA, 2013). Tuttavia, questo concetto rimane un costrutto psicologico in evoluzione, che ha attraversato diverse concezioni e approcci nel corso dei decenni e che molto probabilmente continuer\u00e0 a evolversi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Evoluzione clinica dell\u2019ADHD<\/h2>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Alexander Crichton<\/h3>\n\n\n\n<p>I primi approcci clinici a ci\u00f2 che oggi conosciamo come ADHD si possono far risalire al XVII secolo, quando il medico <strong>Alexander Crichton<\/strong>, basandosi su diverse osservazioni cliniche, pubblic\u00f2 un\u2019opera intitolata <strong>\u201cSull\u2019attenzione e le sue malattie\u201d<\/strong> (On Attention and its Diseases), in cui descrisse un quadro caratterizzato dall\u2019incapacit\u00e0 di mantenere l\u2019attenzione in modo sostenuto su qualsiasi oggetto, accompagnata da un\u2019irrequietezza motoria costante che chiam\u00f2 agitazione mentale (Mental Restlessness) e che somiglia alla descrizione attuale dell\u2019ADHD (Lange, 2010).<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Heinrich Hoffmann<\/h3>\n\n\n\n<p>Si riscontra inoltre un\u2019allusione alle manifestazioni dell\u2019ADHD nei testi del medico Heinrich Hoffmann del 1844. Hoffmann scrisse una serie di storie illustrate che descrivono il comportamento impulsivo e distratto di un bambino che chiam\u00f2 \u201c<strong>l\u2019irrequieto Phil<\/strong>\u201d (Struwwelpeter), storie basate sull\u2019osservazione del proprio figlio (Filomeno, 2007). Sebbene l\u2019approccio di Hoffmann non fosse clinico, la storia de l\u2019irrequieto Phil \u00e8 spesso utilizzata come allegoria dell\u2019ADHD (Lange, 2010).<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">George Frederic Still<\/h3>\n\n\n\n<p>Nel campo della pediatria uno dei primi a occuparsi clinicamente di questa condizione fu George Frederic Still, che nel 1902 descrisse un <strong>schema comportamentale nei bambini caratterizzato da mancanza di attenzione<\/strong> e apparente incapacit\u00e0 di controllare il proprio comportamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Inizialmente, Still attribu\u00ec questo comportamento a un difetto di controllo morale, ma in seguito lo associ\u00f2 a una possibile malattia neurologica o di natura ereditaria (Robledo, 2017; Filomeno, 2007). Successivamente, questo quadro di disattenzione e impulsivit\u00e0 fu collegato all\u2019<strong>encefalite letargica<\/strong> durante l\u2019epidemia che si diffuse tra il 1917 e il 1928, poich\u00e9 i soggetti colpiti presentavano alterazioni cognitive e comportamentali analoghe:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>cambiamenti significativi nella personalit\u00e0,<\/li>\n\n\n\n<li>instabilit\u00e0 emotiva,<\/li>\n\n\n\n<li>deficit cognitivi,<\/li>\n\n\n\n<li>difficolt\u00e0 di apprendimento,<\/li>\n\n\n\n<li>scarso controllo motorio.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Questo quadro fu definito \u201c<strong>danno cerebrale minimo<\/strong>\u201d e rimase in uso fino agli anni Settanta, quando venne rinominato \u201cdisfunzione cerebrale minima\u201d (Lange, 2010).<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">ADHD nelle decadi tra gli anni Trenta e Sessanta<\/h3>\n\n\n\n<p>Tra gli anni Trenta e Cinquanta, la comunit\u00e0 medica mise particolare enfasi sui sintomi di impulsivit\u00e0 e iperattivit\u00e0 a scapito delle manifestazioni cognitive, e il termine venne cambiato in <strong>sindrome ipercinetica<\/strong>, un\u2019attivit\u00e0 motoria notevole che impedisce ai bambini di stare fermi anche per un secondo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019influenza delle prospettive comportamentali negli anni Sessanta port\u00f2 in primo piano il lavoro di autori come Stella Chess e inizi\u00f2 a definirsi come <strong>sindrome del bambino iperattivo<\/strong> (Robledo, 2017).<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, nel 1968 questa condizione fu inclusa per la prima volta nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, DSM II (APA, 1968), con il nome di <strong>reazione ipercinetica<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">ADHD nelle decadi tra gli anni Settanta e Novanta<\/h3>\n\n\n\n<p>La difficolt\u00e0 a mantenere l\u2019attenzione sostenuta e il controllo degli impulsi riemersero negli anni Settanta con i lavori di <strong>Virginia Douglas<\/strong> (Douglas, 1972). Per gli anni Ottanta, il Manuale Diagnostico dei disturbi mentali nella sua terza edizione stabil\u00ec che l\u2019iperattivit\u00e0 non era un criterio diagnostico differenziale per il disturbo, coniando il termine <strong>Disturbo da Deficit di Attenzione<\/strong> (ADD) e indicando che questo poteva presentarsi in due sottotipi: con e senza iperattivit\u00e0 (APA, 1980).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" width=\"823\" height=\"441\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Linea-del-tiempo-de-la-conceptualizacion-clinica-del-TDAH-Robledo.webp\" alt=\"Linea temporale della concettualizzazione clinica dell'ADHD Robledo\" class=\"wp-image-29265\" style=\"width:800px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Linea-del-tiempo-de-la-conceptualizacion-clinica-del-TDAH-Robledo-300x161.webp 300w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Linea-del-tiempo-de-la-conceptualizacion-clinica-del-TDAH-Robledo-768x412.webp 768w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Linea-del-tiempo-de-la-conceptualizacion-clinica-del-TDAH-Robledo.webp 823w\" sizes=\"(max-width: 823px) 100vw, 823px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Linea temporale della concettualizzazione clinica dell\u2019ADHD secondo Robledo.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>All\u2019inizio degli anni Novanta, il DSM-IV coni\u00f2 il termine <strong>disturbo da deficit di attenzione e iperattivit\u00e0<\/strong> e ampli\u00f2 la classificazione distinguendo i sottotipi: prevalentemente disattento, iperattivo-impulsivo o combinato (APA, 1990).<\/p>\n\n\n\n<p>A quell\u2019epoca, questo disturbo fu classificato nel gruppo dei disturbi dell\u2019esordio nell\u2019infanzia e nell\u2019adolescenza, specificamente nella categoria dei disturbi dell\u2019attenzione e dei comportamenti perturbatori.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group br-0111 has-primary-background-color has-background has-dark-background has-sm-padding-top has-sm-padding-left has-sm-padding-right has-xxl-margin-top\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full desktop-position-absolute desktop-bottom-0 mobile-width-50 mobile-m-inline-auto has-xl-margin-top\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/v3\/producto-certificado.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-31568\"><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<h2 class=\"wp-block-heading has-white-color has-text-color\"><strong>Iscriviti<\/strong> <br>alla nostra <br>Newsletter<\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button--1\" style=\"--button-outline-color:var(--color-white);--button-outline-color-hover:rgba(0,0,0,0.8);\"><a class=\"wp-block-button__link button button-outline   wp-element-button\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/newsletter\/\">Iscriviti<\/a><\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">ADHD dagli anni Novanta a oggi<\/h3>\n\n\n\n<p>Dagli anni Novanta a oggi, progressi nelle neuroscienze, nella genetica, nell\u2019utilizzo di immagini diagnostiche e nella modellazione computazionale hanno promosso nuove conoscenze che hanno ampliato la concettualizzazione e l\u2019approccio al disturbo da deficit di attenzione e iperattivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Con l\u2019ultima edizione del manuale diagnostico, il <strong>DSM-5<\/strong>, sono state introdotte alcune modifiche significative nel modo di concettualizzare e comprendere l\u2019ADHD. Sebbene una gran parte dei criteri diagnostici sia rimasta invariata rispetto alla versione precedente, ora l\u2019ADHD \u00e8 inserito nella sezione dei <strong>disturbi del neurosviluppo<\/strong> insieme ad altri, come il disturbo dello spettro autistico. Inoltre, per la prima volta nei criteri diagnostici, si riconosce che questa condizione non \u00e8 esclusiva dell\u2019infanzia, ma pu\u00f2 <strong>persistere nell\u2019adolescenza e nell\u2019et\u00e0 adulta<\/strong>; contestualmente, viene differenziata in livelli lieve, moderato e grave (APA, 2013).<\/p>\n\n\n\n<p>Come risultato di un lavoro di oltre 40 anni con bambini, adolescenti e adulti che presentavano questo schema comportamentale, Russel Barkley (2002) afferm\u00f2: \u201cOra vedo l\u2019ADHD come un disturbo nello sviluppo della capacit\u00e0 di autoregolare il proprio comportamento e di prevedere il futuro\u201d (p. 35).<\/p>\n\n\n\n<p>Barkley, basandosi sui progressi scientifici dell\u2019epoca, concluse che l\u2019ADHD deriva dall\u2019ipoattivit\u00e0 di un\u2019area cerebrale responsabile di fornire risorse per l\u2019inibizione del comportamento, l\u2019autoregolazione, l\u2019autoorganizzazione e la previsione man mano che il soggetto cresce e quest\u2019area neurologica matura. Inoltre, questa ipoattivit\u00e0 provoca un deficit nella capacit\u00e0 delle persone di regolare il funzionamento quotidiano, adattarsi alle richieste dell\u2019ambiente e prepararsi per il futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli anni Duemila, le scoperte scientifiche confermarono alterazioni nei meccanismi biochimici della corteccia prefrontale negli individui con ADHD, specialmente nei neurotrasmettitori dopamina e noradrenalina (Nigg 2006, Duda 2011).<\/p>\n\n\n\n<p>Ricerche di neuroimaging suggeriscono un<strong> possibile ritardo fino a tre anni nella maturazione della corteccia prefrontale<\/strong> nelle persone con ADHD (Shaw 2007), nonch\u00e9 un\u2019associazione tra l\u2019ADHD e alterazioni del volume e del livello di attivazione in aree prefrontali correlate alle funzioni esecutive (Seidman et al., 2005).<\/p>\n\n\n\n<p>Basandosi su queste scoperte e altri riscontri clinici, autori come Brown (2002) e Barkley (2011) hanno suggerito che il disturbo da ADHD non origina principalmente da un deficit di attenzione, ma \u00e8 il risultato di un\u2019alterazione nei circuiti sinaptici di specifiche aree cerebrali, incluso il neocorteccia prefrontale, che svolgono un ruolo cruciale nella regolazione e nel controllo cognitivo. Di conseguenza, si \u00e8 concluso che i deficit nell\u2019organizzazione e nell\u2019autogestione degli individui con ADHD sono legati all\u2019<strong>alterazione del funzionamento esecutivo<\/strong> (Barkley, 1997; 2011).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Che cosa sono le funzioni esecutive<\/h2>\n\n\n\n<p>Le <a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/aree-dintervento\/funzioni-cognitive\/funzioni-esecutive\/\">funzioni esecutive<\/a> (FE) sono <strong>processi cognitivi che consentono all\u2019individuo di interiorizzare comportamenti per anticipare cambiamenti futuri<\/strong> e, in questo modo, massimizzare nel lungo termine i benefici per la persona (Barcel\u00f3, 2005; Flores &amp; Ostrosky-Shejet, 2012).<\/p>\n\n\n\n<p>Sono precursori della capacit\u00e0 di autoregolazione efficace (Kalbfleisch, 2017), risultando quindi fondamentali per l\u2019apprendimento scolastico, il rispetto delle istruzioni, l\u2019osservanza delle regole e il funzionamento generale nella vita quotidiana.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Intervengono nella realizzazione di compiti orientati a obiettivi<\/strong>, quelli che implicano esaminare opzioni, organizzare, pianificare, monitorare l\u2019esecuzione, prevedere conseguenze future, valutare le prestazioni e adattarsi a situazioni nuove (Portellano &amp; Garc\u00eda, 2014). In altre parole, questi processi cognitivi rendono possibile <strong>pianificare, organizzare, guidare, revisionare, regolare e valutare il comportamento nel raggiungimento degli obiettivi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Funzioni esecutive influenzate dall\u2019ADHD<\/h3>\n\n\n\n<p>Secondo Brown (2008), le FE influenzate nelle persone con ADHD sono le seguenti:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>L\u2019<strong>attivazione<\/strong>, necessaria per organizzare i compiti e i materiali, stimare il tempo, stabilire le priorit\u00e0 delle attivit\u00e0 e iniziare l\u2019azione;<\/li>\n\n\n\n<li>la <strong>focalizzazione<\/strong>, necessaria per concentrare e mantenere l\u2019attenzione, nonch\u00e9 per cambiare il focus di interesse;<\/li>\n\n\n\n<li>la <strong>regolazione dell\u2019impegno<\/strong>, che comprende la gestione dello stato di allerta, la tolleranza alla fatica e la velocit\u00e0 di elaborazione;<\/li>\n\n\n\n<li>la <strong>gestione emotiva<\/strong>, che permette all\u2019individuo di gestire la frustrazione e controllare le emozioni;<\/li>\n\n\n\n<li>la <strong>memoria di lavoro<\/strong>, incaricata di trattenere le informazioni in entrata ed evocare quelle immagazzinate fino al completamento di un compito;<\/li>\n\n\n\n<li>e il <strong>controllo dell\u2019azione<\/strong>, che consente di monitorare il comportamento, apprendere dagli errori e inibire risposte automatiche e impulsive.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Attivit\u00e0 sfidanti a causa dell\u2019ADHD<\/h3>\n\n\n\n<p>Basandosi sui risultati di Brown (2008), Beatriz Duda (2011) descrive una serie di attivit\u00e0 associate al funzionamento esecutivo che risultano spesso sfidanti per bambini, giovani e adulti con ADHD, raccolte nella tabella seguente:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table alignwide\"><table><tbody><tr><td><strong>Funzione esecutiva (Brown, 2008)<\/strong><\/td><td><strong>Sottofunzione<\/strong><\/td><td><strong>Attivit\u00e0 difficili per le persone con ADHD (Duda, 2011)<\/strong><\/td><\/tr><tr><td><strong>Focalizzazione<\/strong>:<br>Capacit\u00e0 di concentrare l\u2019attenzione sugli elementi importanti, mantenere e cambiare l\u2019attenzione su specifici compiti.<\/td><td>Focalizzare<\/td><td>Rivolgere l\u2019attenzione verso ci\u00f2 che \u00e8 importante. Es. prestare attenzione all\u2019insegnante invece di parlare con i compagni.<\/td><\/tr><tr><td><\/td><td>Mantenere il focus<\/td><td>Mantenere l\u2019attenzione per tutto il tempo necessario, per esempio durante una lezione, o alternare l\u2019attenzione tra due compiti.<\/td><\/tr><tr><td><\/td><td>Flessibilit\u00e0<\/td><td>Es. smettere di cercare su Internet e iniziare a scrivere.<\/td><\/tr><tr><td><strong>Azione<\/strong>:<br>Capacit\u00e0 di valutare il proprio comportamento, riconoscere difficolt\u00e0, autoregolarsi, inibire impulsi e comportamenti automatici.<\/td><td>Inibizione<\/td><td>Evitare comportamenti automatici, aspettare il proprio turno, rimandare le ricompense. Es. correre fuori all\u2019orario della ricreazione.<\/td><\/tr><tr><td><\/td><td>Auto-monitoraggio<\/td><td>Gestire efficacemente il tempo. Riconoscere errori e successi come apprendimento per situazioni future.<\/td><\/tr><tr><td><strong>Emozione<\/strong>:<br>Abilit\u00e0 di controllare e gestire gli stati affettivi, reagire con il giusto livello emotivo alle circostanze.<\/td><td>Gestione della frustrazione<\/td><td>Mantenere la calma quando le cose non vanno come desiderato.<\/td><\/tr><tr><td><\/td><td>Gestione delle emozioni<\/td><td>Reagire in modo adeguato alle situazioni. Es. non urlare o colpire quando qualcosa disturba.<\/td><\/tr><tr><td><strong>Memoria di lavoro<\/strong>:<br>Abilit\u00e0 di trattenere nella mente le informazioni necessarie per portare avanti le azioni.<\/td><td>Trattenere<\/td><td>Mantenere le informazioni necessarie durante lo svolgimento di un compito. Es. in una conversazione, non ricordare di cosa si stesse parlando dopo essere stati interrotti.<\/td><\/tr><tr><td><\/td><td>Evocare<\/td><td>Accedere alle informazioni importanti. Es. studiare per un esame e non ricordare le risposte durante la prova.<\/td><\/tr><tr><td><strong>Sforzo sostenuto<\/strong>:<br>Regolazione dello stato di allerta, mantenimento dello sforzo e velocit\u00e0 di elaborazione dell\u2019informazione.<\/td><td>Velocit\u00e0 di elaborazione<\/td><td>Completare i compiti nei tempi assegnati. Es. richiedono pi\u00f9 tempo rispetto ai compagni per terminare un compito.<\/td><\/tr><tr><td><\/td><td>Mantenimento dello sforzo<\/td><td>Tolleranza alla fatica. Es. la loro attenzione si esaurisce pi\u00f9 rapidamente rispetto agli altri bambini.<\/td><\/tr><tr><td><\/td><td>Regolazione dello stato di allerta<\/td><td>Mantenere lo stato di allerta in attivit\u00e0 poco stimolanti.<\/td><\/tr><tr><td><strong>Attivazione<\/strong>:<br>Capacit\u00e0 di attivarsi per lavorare, stabilire un ordine di priorit\u00e0 e pianificare azioni in funzione di obiettivi nel tempo.<\/td><td>Attivarsi<\/td><td>Alzarsi la mattina e iniziare le attivit\u00e0 della giornata. Smettere di giocare e avviare lo svolgimento dei compiti.<\/td><\/tr><tr><td><\/td><td>Prioritizzare<\/td><td>Decidere cosa fare prima e stabilire un ordine delle azioni in base alle priorit\u00e0. Es. iniziano molte attivit\u00e0 contemporaneamente.<\/td><\/tr><tr><td><\/td><td>Organizzare<\/td><td>Mantenere l\u2019ordine. Es. difficolt\u00e0 a pianificare il modo in cui risolvere una situazione.<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption class=\"wp-element-caption\">Funzioni esecutive alterate nell\u2019ADHD secondo il modello di Brown. Fonte: Robledo (2017).<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Intervento e riabilitazione delle funzioni esecutive in bambini con e senza ADHD<\/h3>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda l\u2019intervento e la riabilitazione delle funzioni esecutive in bambini con e senza ADHD, Diamond (2011; 2012) distingue quattro tipi di interventi che hanno dimostrato risultati promettenti:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>gli allenamenti cognitivi,<\/li>\n\n\n\n<li>le pratiche di mindfulness orientate alla regolazione dell\u2019attenzione,<\/li>\n\n\n\n<li>approcci curriculari con enfasi sullo scaffolding cognitivo,<\/li>\n\n\n\n<li>programmi incentrati sulle abilit\u00e0 sociali e sulla regolazione emotiva.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Allenamento cognitivo computerizzato<\/h3>\n\n\n\n<p>L\u2019allenamento cognitivo computerizzato \u00e8 stato uno degli interventi maggiormente implementati per <strong>migliorare le funzioni esecutive e ridurre i sintomi di impulsivit\u00e0 e disattenzione nel contesto dell\u2019ADHD<\/strong> (Pauli-Pott et al., 2021; Robledo et al., 2023).<\/p>\n\n\n\n<p>Questo tipo di intervento mira a ottimizzare il funzionamento cognitico tramite la pratica di istruzioni intenzionali e distingue due paradigmi:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>uno basato sui processi, in cui l\u2019individuo ripete l\u2019esecuzione di un compito;<\/li>\n\n\n\n<li>un altro basato sulle strategie, in cui si esplorano diverse strategie per affrontare un compito specifico (Jolles e Crone, 2012; Portellano, 2018).<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p>Alcune revisioni sistematiche e meta-analisi hanno raccolto prove da studi clinici e trial controllati in cui sono stati utilizzati allenamenti cognitivi computerizzati per la stimolazione e la riabilitazione delle funzioni esecutive in popolazioni con ADHD (Sonuga-Barke et al., 2014; Alabdulakareem e Jamjoom, 2020; Robledo et al., 2023).<\/p>\n\n\n\n<p>Questi studi hanno riscontrato che gli allenamenti cognitivi computerizzati hanno avuto <strong>effetti su:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>attenzione e memoria<\/strong>;<\/li>\n\n\n\n<li>la <strong>riduzione dei sintomi dell\u2019ADHD in bambini e adolescenti<\/strong> (Sonuga-Barke et al., 2014);<\/li>\n\n\n\n<li><strong>effetti positivi sulle funzioni esecutive<\/strong> come attenzione, controllo inibitorio e memoria di lavoro (Robledo et al., 2023);<\/li>\n\n\n\n<li><strong>miglioramenti nelle prestazioni accademiche e nell\u2019autocontrollo<\/strong> dei bambini con ADHD;<\/li>\n\n\n\n<li>una <strong>maggiore soddisfazione e aderenza al trattamento<\/strong> (Alabdulakareem e Jamjoom, 2020).<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p>Pur avendo raccolto finora evidenze sugli usi e i benefici degli allenamenti cognitivi computerizzati sulle funzioni esecutive e sui sintomi dell\u2019ADHD in bambini, questo rimane un campo di studio in sviluppo che suscita grande interesse nella comunit\u00e0 accademica e tra i professionisti responsabili dell\u2019attenzione e dell\u2019intervento con persone con ADHD.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Bibliografia<\/h2>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"has-sm-font-size\">APA &#8211; American Psychiatric Association (1968) Manual diagn\u00f3stico y estad\u00edstico de los trastornos mentales (2\u00aa Edici\u00f3n) (DSM-II). Asociaci\u00f3n Estadounidense de Psiquiatr\u00eda, Washington DC.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">APA &#8211; American Psychiatric Association (1980) Manual diagn\u00f3stico y estad\u00edstico de los trastornos mentales (3\u00aa Edici\u00f3n) (DSM-III). Asociaci\u00f3n Estadounidense de Psiquiatr\u00eda, Washington DC<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">APA &#8211; American Psychiatric Association (1990) Manual diagn\u00f3stico y estad\u00edstico de los trastornos mentales (3\u00aa Edici\u00f3n) (DSM-IV). Asociaci\u00f3n Estadounidense de Psiquiatr\u00eda, Washington DC<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">APA &#8211; American Psychiatric Association. (2014). <em>Gu\u00eda de consulta de los criterios diagn\u00f3sticos del DSM-5<\/em> Washington: Autor.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Barkley, R. (2002). <em>Ni\u00f1os hiperactivos: c\u00f3mo comprender y atender sus necesidades especiales. <\/em>3a. Ed. Barcelona: Paid\u00f3s. <\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Barkley, R. (2011). <em>Executive functioning and self- regulation: Integration, extended phenotype, and clinical implications<\/em>. The Guilford Press. <\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Barkley, R.A. (1997). Behavioral inhibition, sustained attention, and executive functions. <em>Psychological Bulletin, 121<\/em> (1), 65-94. https:\/\/doi.org\/10.1037\/0033-2909.121.1.65<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Barkley, R.A. &amp; Edwards, G. (1998). Diagnostic interview, behavior rating scales and the medical examination. In R.A. Barkley, Attention-deficit hyperactivity disorder: A handbook for diagnosis and treatment (2 ed.) (pp.510-551). The Guilford Press. <\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Bauermeister, J. (2014). <em>Hiperactivo, impulsivo, distra\u00eddo: \u00bfMe conoces?.<\/em> 3\u00aa Ed. New York: The Guilford Press. <\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Brown, T.E. (2005). <em>Attention Deficit Disorder. The Unfocused Mind in Children and Adults.<\/em> New Heaven: Yale University Press.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Douglas, V.I. (1972). Stop, look and listen: The problem of sustained attention and impulse control in hyperactive and normal children. Canadian Journal of Behavioural Science, 4, 259-282.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Duda, B. (2011). <em>El Coaching para el TDAH: aspectos te\u00f3ricos y pr\u00e1cticos<\/em>. Lima: Asociaci\u00f3n Peruana para D\u00e9ficit de Atenci\u00f3n <\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Filomeno, A. (2009). El ni\u00f1o con d\u00e9ficit de atenci\u00f3n o hiperactividad: c\u00f3mo pasar del fracaso al \u00e9xito. 2\u00aa. Ed. Lima: Universidad San Cayetano de Heredia.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Flores, J. &amp; Ostrosky-Shejet, F. (2012). <em>Desarrollo neuropsicol\u00f3gico de los l\u00f3bulos frontales y funciones ejecutivas.<\/em> M\u00e9xico DF: Manual Moderno. <\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Jolles, D., &amp; Crone, E. (2012). Training the developing brain: A neurocognitive perspective. Frontiers in Human Neuroscience, 6. https:\/\/www.frontiersin.org\/articles\/10.3389\/fnhum.2012.00076<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Kalbfleisch, L. (2017). Neurodevelopment of the executive functions. En Executive functions in health and disease (pp. 143-168). Elsevier Academic Press. https:\/\/doi.org\/10.1016\/B978-0-12-803676-1.00007-6<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Lange, K. W., Reichl, S., Lange, K. M., Tucha, L., &amp; Tucha, O. (2010). The history of attention deficit hyperactivity disorder. Attention deficit and hyperactivity disorders, 2(4), 241\u2013255. https:\/\/doi.org\/10.1007\/s12402-010-0045-8<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Nigg, J. (2006). <em>What Causes ADHD?: Understanding What Goes Wrong and Why<\/em>. New York NY: The Guilford Press <\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Pauli-Pott, U., Mann, C., &amp; Becker, K. (2021). Do cognitive interventions for preschoolers improve executive functions and reduce ADHD and externalizing symptoms? A meta-analysis of randomized controlled trials. European Child &amp; Adolescent Psychiatry, 30(10), 1503-1521. https:\/\/doi.org\/10.1007\/s00787-020-01627-z<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Portellano, J. A., &amp; Garc\u00eda Alba, J. (2014). <em>Neuropsicolog\u00eda de la atenci\u00f3n, las funciones ejecutivas y la memoria<\/em>. S\u00edntesis.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Portellano, J.A. &amp; Garc\u00eda, J. (2014). Neuropsicolog\u00eda de la atenci\u00f3n, las funciones ejecutivas y la memoria. Editorial S\u00edntesis. <\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Robledo, C. (2018). D\u00e9ficit de atenci\u00f3n e hiperactividad: Algunas preguntas y respuestas. Sello editorial Universidad del Tolima<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Seidman, L. J., Valera, E. M., &amp; Makris, N. (2005). Structural brain imaging of attention-deficit\/hyperactivity disorder. Biological psychiatry, 57(11), 1263\u20131272. https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.biopsych.2004.11.019 <\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Shaw, P., Eckstrand, K., Sharp, W., Blumenthal, J., Lerch, J. P., Greenstein, D., Clasen, L., Evans, A., Giedd, J., &amp; Rapoport, J. L. (2007). Attention-deficit\/hyperactivity disorder is characterized by a delay in cortical maturation. Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America, 104(49), 19649\u201319654. https:\/\/doi.org\/10.1073\/pnas.0707741104<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Soprano, A. (2010). <em>C\u00f3mo evaluar la atenci\u00f3n y las funciones ejecutivas en ni\u00f1os y adolescentes.<\/em> Buenos Aires: Paid\u00f3s.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo sulla storia dell\u2019ADHD e su come influisce sul funzionamento esecutivo, potrebbero interessarti questi articoli di NeuronUP:<\/h3>\n\n<div class=\"mai-grid entries entries-grid has-boxed has-image-full\" style=\"--entry-title-font-size:var(--font-size-lg);--align-text:start;--entry-meta-text-align:start;\"><div class=\"entries-wrap has-columns\" style=\"--columns-xs:1\/1;--columns-sm:1\/1;--columns-md:1\/3;--columns-lg:1\/3;--flex-xs:0 0 var(--flex-basis);--flex-sm:0 0 var(--flex-basis);--flex-md:0 0 var(--flex-basis);--flex-lg:0 0 var(--flex-basis);--column-gap:var(--spacing-lg);--row-gap:var(--spacing-lg);--align-columns:start;\"><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-attivita-di-vita-quotidiana-adl tag-attivita-della-vita-quotidiana tag-attivita-di-stimolazione-cognitiva\" style=\"--entry-index:1;\" aria-label=\"Intervento con NeuronUP nell&#8217;attivit\u00e0 della vita quotidiana \u00abvestirsi\u00bb\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/attivita-di-neuroriabilitazione\/attivita-di-vita-quotidiana-adl\/intervento-con-neuronup-nellattivita-della-vita-quotidiana-vestirsi\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"300\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Actividad-Vistete-hombre.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Personaggio stilizzato in piedi indossa maglietta chiara, pantaloni blu e ciabatte; icone laterali mostrano opzioni di abbigliamento.\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Actividad-Vistete-hombre-300x224.webp 300w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Actividad-Vistete-hombre-1024x765.webp 1024w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Actividad-Vistete-hombre.webp 1200w\" sizes=\"(max-width:599px) 599px, (min-width:600px) and (max-width: 799px) 799px, (min-width:800px) and (max-width: 999px) 333px, (min-width:1000px) 400px\" \/><\/a><div class=\"entry-wrap entry-wrap-grid\"><h3 class=\"entry-title\" itemprop=\"headline\"><a class=\"entry-title-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/attivita-di-neuroriabilitazione\/attivita-di-vita-quotidiana-adl\/intervento-con-neuronup-nellattivita-della-vita-quotidiana-vestirsi\/\" rel=\"bookmark\">Intervento con NeuronUP nell&#8217;attivit\u00e0 della vita quotidiana \u00abvestirsi\u00bb<\/a><\/h3>\n<\/div><\/article><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-attivita-di-memoria tag-attivita-di-stimolazione-cognitiva tag-attivita-di-stimolazione-cognitiva-per-bambini tag-bambini tag-memoria tag-notizie-di-neuronup\" style=\"--entry-index:2;\" aria-label=\"Scheda per lavorare sulla memoria semantica nei bambini: Com&#8217;\u00e8 ogni cosa?\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/attivita-di-neuroriabilitazione\/attivita-per-le-funzioni-cognitive\/attivita-di-memoria\/scheda-per-lavorare-sulla-memoria-semantica-nei-bambini-come-e-ogni-cosa\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"269\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Captura-de-pantalla-2023-05-03-a-las-22.39.46.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Schermata che ritrae tre frasi in spagnolo su gelato: se toca, se huele, se saborea; in alto si legge helado, azzurro.\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Captura-de-pantalla-2023-05-03-a-las-22.39.46-300x202.webp 300w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Captura-de-pantalla-2023-05-03-a-las-22.39.46-768x517.webp 768w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Captura-de-pantalla-2023-05-03-a-las-22.39.46-1024x690.webp 1024w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Captura-de-pantalla-2023-05-03-a-las-22.39.46.webp 1250w\" sizes=\"(max-width:599px) 599px, (min-width:600px) and (max-width: 799px) 799px, (min-width:800px) and (max-width: 999px) 333px, (min-width:1000px) 400px\" \/><\/a><div class=\"entry-wrap entry-wrap-grid\"><h3 class=\"entry-title\" itemprop=\"headline\"><a class=\"entry-title-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/attivita-di-neuroriabilitazione\/attivita-per-le-funzioni-cognitive\/attivita-di-memoria\/scheda-per-lavorare-sulla-memoria-semantica-nei-bambini-come-e-ogni-cosa\/\" rel=\"bookmark\">Scheda per lavorare sulla memoria semantica nei bambini: Com&#8217;\u00e8 ogni cosa?<\/a><\/h3>\n<\/div><\/article><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-neuropsicologia tag-neuropsicologia\" style=\"--entry-index:3;\" aria-label=\"La clinica neuropsicologica: cos&#8217;\u00e8, metodologia e obiettivi\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuropsicologia\/la-clinica-neuropsicologica-che-e-metodologia-e-obiettivi\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"200\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/una-nina-trabajando-con-NeuronUP.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Ragazza giovane davanti a un portatile tocca lo schermo; 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