
{"id":28195,"date":"2024-10-02T20:29:00","date_gmt":"2024-10-02T18:29:00","guid":{"rendered":"https:\/\/neuronup.com\/?p=28195"},"modified":"2026-06-18T10:24:08","modified_gmt":"2026-06-18T08:24:08","slug":"che-cose-lattenzione-definizione-problemi-e-attivita-per-lavorarci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/neuronup.com\/it\/attivita-di-neuroriabilitazione\/attivita-per-le-funzioni-cognitive\/attivita-di-attenzione\/che-cose-lattenzione-definizione-problemi-e-attivita-per-lavorarci\/","title":{"rendered":"Che cos&#8217;\u00e8 l&#8217;attenzione? Definizione, problemi e attivit\u00e0 per lavorare sull&#8217;attenzione."},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-xl-font-size wp-block-paragraph\">Questo articolo approfondisce la <strong>definizione di attenzione, i problemi di attenzione <\/strong>che esistono<strong> <\/strong>e le <strong>attivit\u00e0 per esercitare l&#8217;attenzione<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Definizione di attenzione: Che cos&#8217;\u00e8 l&#8217;attenzione?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;attenzione \u00e8 il processo mediante il quale possiamo indirizzare le nostre risorse mentali su alcuni aspetti dell&#8217;ambiente, i pi\u00f9 rilevanti, oppure sull&#8217;esecuzione di determinate azioni che riteniamo pi\u00f9 adeguate tra le possibili. Fa riferimento allo stato di osservazione e di allerta che ci permette di prendere coscienza di ci\u00f2 che avviene nel nostro ambiente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In altre parole, \u00e8 la capacit\u00e0 di generare, dirigere e mantenere uno stato di attivazione adeguato per la corretta elaborazione delle informazioni.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Concetti fondamentali dell&#8217;attenzione secondo Posner:<\/h3>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Non elabora informazioni<\/strong>; si limita a rendere possibile o a inibire tale elaborazione. Pu\u00f2 differenziarsi anatomicamente dai sistemi di elaborazione delle informazioni;<\/li>\n\n\n\n<li>si basa su reti anatomiche,&nbsp;<strong>non appartiene a una zona specifica del cervello n\u00e9 \u00e8 un prodotto globale dello stesso<\/strong>;<\/li>\n\n\n\n<li>le aree cerebrali implicate nell&#8217;attenzione non hanno la stessa funzione, ma funzioni diverse sono sostenute da aree differenti.&nbsp;<strong>Non si tratta di una funzione unitaria.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pertanto, presenta due funzioni principali: mantenere lo stato di allerta&nbsp;(<strong>vigilanza<\/strong>)&nbsp;e selezionare le informazioni a cui verranno dedicare le risorse&nbsp;(<strong>monitoraggio e contro<\/strong>llo).&nbsp;&nbsp;Seleziona i meccanismi e le informazioni che saranno manipolate. Il sistema attentivo presenta una capacit\u00e0 limitata, perci\u00f2 necessita di selezionare il tipo di informazione rilevante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Puoi consultare&nbsp;nell&#8217;articolo seguente le basi anatomiche dell&#8217;attenzione per ottenere maggiori informazioni al riguardo.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sviluppo<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La<strong>&nbsp;attenzione involontaria<\/strong>&nbsp;si sviluppa poco dopo la comparsa del riflesso di orientamento nelle prime settimane di vita. Il bambino mostrer\u00e0 gradualmente interesse per l&#8217;ambiente e vorr\u00e0 interagire con esso. Nella prima infanzia inizia a acquisire importanza l&#8217;&nbsp;<strong>attenzione volontaria<\/strong>&nbsp;favorita dall&#8217;adulto, principalmente attraverso il gioco e altre attivit\u00e0 proposte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei primi anni ai bambini risulta difficile concentrarsi a lungo su un&#8217;attivit\u00e0, soprattutto se poco attraente per loro; man mano che cresce sar\u00e0 in grado di aumentare il tempo del suo interesse verso qualcosa e dirigere la sua attenzione verso l&#8217;oggetto di interesse mantenendola finch\u00e9 dura l&#8217;interesse. Il bambino arriver\u00e0 in seguito a guidarla da solo rendendola pi\u00f9 stabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Verso il secondo anno di vita diventa pi\u00f9 selettiva e i bambini di 3 e 4 anni possono giocare allo stesso gioco per mezz&#8217;ora e a 5 o 6&nbsp; anni pu\u00f2 aumentare fino a un&#8217;ora e mezza e coglier\u00e0 pi\u00f9 sfumature nell&#8217;oggetto su cui focalizzarsi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La seconda infanzia e l&#8217;adolescenza sono caratterizzate dallo sviluppo di funzioni cognitive sempre pi\u00f9 complesse.&nbsp; Man mano che maturano le abilit\u00e0 cognitive, il linguaggio diventa la risorsa principale per organizzare l&#8217;attenzione e la motivazione lo strumento principale di stabilizzazione.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tipi di attenzione<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All&#8217;interno di questa funzione cognitiva dobbiamo parlare di cinque processi diversi:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Sostenuta:<\/strong>&nbsp;capacit\u00e0 di mantenere in modo fluido il focus dell&#8217;attenzione su un compito o evento per un periodo di tempo prolungato. Questo tipo \u00e8 anche chiamato vigilanza.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Selettiva<\/strong>: capacit\u00e0 di dirigere l&#8217;attenzione e concentrarsi su qualcosa senza permettere che altri stimoli, sia esterni che interni, interrompano il compito.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Alternante:<\/strong>&nbsp;capacit\u00e0 di cambiare il nostro focus da un compito o regola interna a un altro in modo fluido.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Velocit\u00e0 di elaborazione:<\/strong>&nbsp;ritmo con cui il cervello esegue un compito (ovviamente, varia in base al compito, a seconda delle altre funzioni cognitive implicate). Si misura attraverso il tempo impiegato dal soggetto tra il ricevere lo stimolo e l&#8217;emissione della risposta.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Eminegligenza:<\/strong>&nbsp;grande difficolt\u00e0 o incapacit\u00e0 a dirigere l&#8217;attenzione verso uno dei lati (normalmente, il sinistro), sia in relazione al proprio corpo che allo spazio.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n<div class=\"wp-block-image image-interface\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\" id=\"attachment_11893\"><img decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"576\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/redes-1-1.webp\" alt=\"Diagramma della Rete a Riposo cerebrale in viste laterale e superiore, con lobi frontale, parietale, temporale e occipitale.\" class=\"wp-image-28315\" style=\"object-fit:cover\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/redes-1-1-300x225.webp 300w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/redes-1-1.webp 768w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Reti attentive supportano l&#8217;attenzione.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Problemi di attenzione e sintomi<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le difficolt\u00e0 pi\u00f9 comuni che incontrano le persone con problemi di&nbsp;attenzione&nbsp;sono:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>La facilit\u00e0 alla distrazione e la mancanza di attenzione ai dettagli,<\/li>\n\n\n\n<li>difficolt\u00e0 a seguire le istruzioni e portare a termine i compiti,<\/li>\n\n\n\n<li>tendono a commettere errori per distrazione,<\/li>\n\n\n\n<li>evita compiti che richiedono uno sforzo mentale sostenuto.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per esempio, quando passiamo continuamente da uno stimolo all&#8217;altro e non siamo in grado di focalizzarci su uno siamo di fronte a un problema di attenzione. Questo&nbsp;<strong>influir\u00e0 decisamente sui processi di memorizzazione<\/strong>, poich\u00e9 se non prestiamo sufficiente attenzione a uno stimolo, non saremo in grado di elaborarlo e trattenerlo nella memoria.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group br-0111 has-primary-background-color has-background has-dark-background has-sm-padding-top has-sm-padding-left has-sm-padding-right has-xxl-margin-top\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full desktop-position-absolute desktop-bottom-0 mobile-width-50 mobile-m-inline-auto has-xl-margin-top\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/v3\/producto-certificado.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-31568\"><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<h2 class=\"wp-block-heading has-white-color has-text-color\"><strong>Iscriviti<\/strong> <br>alla nostra <br>Newsletter<\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button--1\" style=\"--button-outline-color:var(--color-white);--button-outline-color-hover:rgba(0,0,0,0.8);\"><a class=\"wp-block-button__link button button-outline   wp-element-button\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/newsletter\/\">Iscriviti<\/a><\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Articoli sull&#8217;attenzione<\/h2>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Brevi basi anatomiche dell&#8217;attenzione<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una breve esposizione dei nodi principali che intervengono nel processo attentivo e come lo fanno. Partendo dal modello di Posner (che \u00e8 quello che gode di maggiore accettazione) per implementarlo con la ricerca attuale.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Problemi di attenzione: cosa sono, tipi e sintomi<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viviamo in un&#8217;epoca in cui siamo saturi di stimoli che ci impediscono di mantenere l&#8217;attenzione su qualcosa. \u00c8 sempre pi\u00f9 comune guardare un film mentre leggiamo le notizie al computer e chattiamo contemporaneamente tramite il telefono cellulare. Siamo abituati a svolgere pi\u00f9 compiti contemporaneamente, ma&nbsp;<strong>realmente prestiamo l&#8217;attenzione necessaria a ci\u00f2 che facciamo?<\/strong>&nbsp;Come sappiamo quando siamo di fronte a problemi di questa funzione cognitiva? Si pu\u00f2 lavorare su di essa?<br><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">ADHD<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;<a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroriabilitazione\/disturbi-del-neurosviluppo\/disturbo-da-deficit-di-attenzione-e-iperattivita-adhd\/\">ADHD<\/a> \u00e8 l&#8217;acronimo di Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattivit\u00e0. Si tratta di un disturbo del neurosviluppo che si caratterizza per&nbsp;<strong>sintomi manifesti di mancanza di attenzione e\/o impulsivit\u00e0-iperattivit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo disturbo colpisce tra il 2% e il 5% della popolazione infanto-giovanile. A livello scolastico si stima che in una classe di 30 alunni tra uno e due studenti abbiano ADHD.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo disturbo \u00e8 cronico e inizia a manifestarsi prima dei 7 anni. Inoltre \u00e8 pi\u00f9 frequente nei bambini che nelle bambine. Per ogni quattro bambini con ADHD, una bambina lo ha, secondo i dati della Federaci\u00f3n Espa\u00f1ola de Asociaciones de Ayuda al&nbsp;D\u00e9ficit de Atenci\u00f3n e Hiperactividad.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se vuoi saperne di pi\u00f9 sull&#8217;ADHD puoi leggere il seguente articolo:<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Riabilitazione dell&#8217;attenzione divisa<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 l&#8217;ultimo e massimo livello della gerarchia stabilita dal modello clinico di Sohlberg e Mateer<sup>1<\/sup>, seguito dall&#8217;attenzione&nbsp;alternante,&nbsp;selettiva,&nbsp;sostenuta e focalizzata. Questo tipo di attenzione ci permette di svolgere diverse attivit\u00e0 in modo simultaneo, ci\u00f2 che comunemente \u00e8 conosciuto come&nbsp;<strong>multitasking<\/strong>. In questo articolo troverai indicazioni per allenare l&#8217;attenzione divisa in particolare si realizza mediante tre modalit\u00e0 di compiti<\/p>\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Riabilitazione dell&#8217;attenzione alternata<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 la capacit\u00e0 cognitiva di cambiare il focus di attenzione tra due o pi\u00f9 attivit\u00e0 che comportano un diverso carico cognitivo. Per questo \u00e8 richiesta una&nbsp;<strong>flessibilit\u00e0<\/strong>&nbsp;mentale che permetta il cambiamento e l&#8217;esecuzione delle diverse attivit\u00e0 con efficienza, senza che il carico cognitivo richiesto da un compito limiti l&#8217;esecuzione degli altri, o che il passaggio stesso tra compiti alteri la concentrazione.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Riabilitazione dell&#8217;attenzione selettiva<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 una funzione cognitiva complessa che \u00e8 stata affrontata da diversi ambiti, dalla neuropsicologia alla neuroscienza cognitiva, passando per la psicometria e perfino l&#8217;elettrofisiologia. Ci\u00f2 ha portato all&#8217;elaborazione di molteplici modelli che cercano di dare una spiegazione a questa capacit\u00e0 dalla loro prospettiva particolare.<br><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Riabilitazione dell&#8217;attenzione sostenuta<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Corrisponde all&#8217;\u201cabilit\u00e0 di mantenere una risposta comportamentale costante durante un&#8217;attivit\u00e0 continua o ripetitiva\u201d. In altre parole, implica mantenere una&nbsp;<strong>condotta di sorveglianza<\/strong>, concentrando la nostra attenzione su un unico stimolo per un determinato periodo di tempo.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Attivit\u00e0 di stimolazione cognitiva per lavorare questa funzione cognitiva<\/h2>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Schede di attenzione e memoria per bambini e adulti<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di seguito vi presentiamo 10 schede di attenzione e memoria di&nbsp;NeuronUP&nbsp;ideali perch\u00e9 il neuropsicologo o il terapista occupazionale lavorino sia con bambini sia con adulti.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Bibliografia<\/h2>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"has-sm-font-size\"><em>Ballesteros<\/em>, S. (<em>2000<\/em>, Nuova Edizione Rivista e Aumentata). Psicologia Generale. Un approccio cognitivo per il XXI secolo. Madrid: Editorial Universitas.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Bruna, O., Roig, T., Puyuelo, M., Junqu\u00e9, C. &amp; Ruano, \u00c1. (2011). Riabilitazione neuropsicologica: Intervento e pratica clinica. Barcelona: Elseiver Masson.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Londo\u00f1o, L. (2009). L&#8217;attenzione: un processo psicologico di base. Revista de la Facultad de Psicolog\u00eda Universidad Cooperativa de Colombia. Volumen 5, N\u00famero 8 \/ Enero \u2013 junio 2009.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\"><em>Posner<\/em>, M. I. (<em>1995<\/em>). Attention in cognitive neuroscience: An overview. In M. S. Gazzaniga (Ed.)<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Posner, M.I y Bourke. P. (1999): \u201cAttention\u201d.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Rosselli M, Ardila A. Sviluppo cognitivo e maturazione cerebrale. En Rosselli M, Ardila A, Pineda D, Lopera F (Eds).&nbsp;<em>Neuropsicolog\u00eda infantil. Avances en investigaci\u00f3n, teor\u00eda y pr\u00e1ctica<\/em>. Medell\u00edn: Prensa Creativa, 1997.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Ru\u00edz E. Come migliorare l&#8217;attenzione dei bambini con&nbsp;<em>sindrome di Down<\/em>. Rev S\u00edndrome de Down 2013; 30: 63-75.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Se hai trovato utile questo articolo su <strong>Che cos&#8217;\u00e8 l&#8217;attenzione? Definizione, problemi e attivit\u00e0 per lavorarla&nbsp;<\/strong>potrebbe interessarti anche:<\/h3>\n\n<div class=\"mai-grid entries entries-grid has-boxed has-image-full\" style=\"--entry-title-font-size:var(--font-size-lg);--align-text:start;--entry-meta-text-align:start;\"><div class=\"entries-wrap has-columns\" style=\"--columns-xs:1 \/ 1;--columns-sm:1 \/ 1;--columns-md:1 \/ 3;--columns-lg:1 \/ 3;--flex-xs:0 0 var(--flex-basis);--flex-sm:0 0 var(--flex-basis);--flex-md:0 0 var(--flex-basis);--flex-lg:0 0 var(--flex-basis);--column-gap:var(--spacing-lg);--row-gap:var(--spacing-lg);--align-columns:start;\"><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-neuropsicologia tag-anziani tag-autismo tag-enfermedades-neurodegenerativas tag-malattia-di-alzheimer tag-salud-mental tag-trastornos-del-neurodesarrollo\" style=\"--entry-index:1;\" aria-label=\"La rete a riposo. Implicazioni in Alzheimer, schizofrenia e autismo\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuropsicologia\/la-rete-in-riposo-implicazioni-in-alzheimer-schizofrenia-e-autismo\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"246\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/10.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Illustrazione 3D del cervello con aree illuminate che evidenziano la Rete in stato di riposo (DMN) per la visualizzazione anatomica.\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/10-300x185.webp 300w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/10.webp 650w\" sizes=\"(max-width:599px) 599px, (min-width:600px) and (max-width: 799px) 799px, (min-width:800px) and (max-width: 999px) 333px, (min-width:1000px) 400px\" \/><\/a><div class=\"entry-wrap entry-wrap-grid\"><h3 class=\"entry-title\" itemprop=\"headline\"><a class=\"entry-title-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuropsicologia\/la-rete-in-riposo-implicazioni-in-alzheimer-schizofrenia-e-autismo\/\" rel=\"bookmark\">La rete a riposo. Implicazioni in Alzheimer, schizofrenia e autismo<\/a><\/h3>\n<\/div><\/article><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-attivita-di-memoria tag-actividades-de-estimulacion-cognitiva tag-actividades-de-estimulacion-cognitiva-para-ninos tag-atencion tag-memoria tag-ninos\" style=\"--entry-index:2;\" aria-label=\"Schede di attenzione e memoria per bambini e adulti\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/attivita-di-neuroriabilitazione\/attivita-per-le-funzioni-cognitive\/attivita-di-memoria\/schede-di-attenzione-e-memoria-per-bambini-e-adulti\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"300\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Fichas-de-atencion-y-memoria-para-ninos-y-adultos-400x300.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Schede di attenzione e memoria per 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tag-actividades-de-estimulacion-cognitiva tag-actividades-de-estimulacion-cognitiva-para-ninos tag-cognicion-social tag-intelligenza-emotiva tag-ninos tag-noticias-de-neuronup\" style=\"--entry-index:3;\" aria-label=\"Attivit\u00e0 per imparare a esprimere le emozioni in ogni situazione\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/attivita-di-neuroriabilitazione\/attivita-per-le-funzioni-cognitive\/attivita-di-cognizione-sociale\/attivita-per-imparare-a-esprimere-emozioni-in-ogni-situazione\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"278\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Actividad-para-aprender-como-expresar-emociones-en-cada-situacion.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Gruppo di bambini nella cognizione sociale: parco con clown e palloncini, e una sala con videogiochi, per imparare a esprimere le emozioni.\" 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