
{"id":27849,"date":"2026-03-18T07:00:00","date_gmt":"2026-03-18T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/neuronup.com\/?p=27849"},"modified":"2026-03-18T07:00:00","modified_gmt":"2026-03-18T07:00:00","slug":"il-linguaggio-come-fattore-predittivo-delle-demenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/malattie-neurodegenerative\/malattia-di-alzheimer\/il-linguaggio-come-fattore-predittivo-delle-demenze\/","title":{"rendered":"La lingua come fattore predittivo delle demenze"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-xl-font-size\">Il neuropsicologo Javier Esteban parla in questo articolo del <strong>fattore predittivo delle demenze.<\/strong> In particolare si \u00e8 concentrato sulla capacit\u00e0 cognitiva superiore del linguaggio con l&#8217;obiettivo di analizzare le caratteristiche del suo coinvolgimento nelle persone con demenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Il campo di ricerca del <strong>profilo neuropsicologico nelle demenze<\/strong> \u00e8 un settore prolifico, si presta sempre pi\u00f9 attenzione a conoscere quali sono le caratteristiche che definiscono questa entit\u00e0 nosologica, comprendere a fondo come vengono coinvolte le diverse capacit\u00e0 cognitive ci aiuter\u00e0 a effettuare diagnosi precoci al fine di poter intervenire sui soggetti e rallentare o alleviare, per quanto possibile, lo sviluppo e l&#8217;evoluzione della malattia.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo articolo ci siamo concentrati sulla <strong>capacit\u00e0 cognitiva superiore del linguaggio<\/strong> con l&#8217;obiettivo di analizzare le caratteristiche del suo coinvolgimento nelle persone con demenza. I dati indicano che il <a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/aree-dintervento\/funzioni-cognitive\/linguaggio\/\">linguaggio<\/a> \u00e8 compromesso in tutte le modalit\u00e0 nello sviluppo delle demenze, anche se esistono alcune discrepanze, sia nella forma che nell&#8217;estensione del coinvolgimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Pertanto, ci troviamo di fronte a un campo ricco di possibilit\u00e0 di <strong>progresso futuro,<\/strong> che ci consentir\u00e0 di essere <strong>pi\u00f9 precisi<\/strong> nella diagnosi e pi\u00f9 accurati <strong>nell&#8217;intervento.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il concetto di <strong>deterioramento cognitivo lieve<\/strong> (DCL) fu introdotto nel 1988 da Reisberg e definito nella letteratura scientifica da Flicker e collaboratori, sebbene il suo interesse si sia consolidato a partire da uno studio condotto presso la Mayo Clinic, celebre istituzione dedicata alla pratica clinica, all&#8217;educazione e alla ricerca negli USA. I pazienti con DCL si trovano in uno stadio intermedio tra l&#8217;<strong>invecchiamento normale e la demenza<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, le statistiche indicano che il 50% delle persone con DCL svilupper\u00e0 una delle demenze. Per questo motivo, \u00e8 importante conoscere i <strong>segni e sintomi<\/strong> che caratterizzano queste patologie, per affinare la <strong>diagnosi<\/strong> e mettere in atto sistemi di intervento precoce che contrastino l&#8217;avanzamento di queste malattie.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Ricerca sul linguaggio come rivelatore delle demenze<\/h2>\n\n\n\n<p>Lo studio delle <strong>abilit\u00e0 linguistiche come rivelatore delle demenze<\/strong> costituisce uno dei campi pi\u00f9 fruttuosi nello sforzo di definire il profilo neuropsicologico della fase prodromica delle demenze. Le <strong>abilit\u00e0 linguistiche<\/strong> studiate finora risultano compromesse in gradi differenti, assegnando un ruolo primario allo studio della denominazione e della<strong> fluenza fonologica e semantica.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Parallelamente sono stati avviati studi su altre <strong>dimensioni linguistiche<\/strong> che fino ad ora non avevano suscitato interesse tra gli scienziati. In effetti, la maggior parte degli studi si \u00e8 concentrata sulla valutazione lessicale degli individui.<\/p>\n\n\n\n<p>Progressivamente vengono integrati negli studi paradigmi come quello della \u201c<strong>punta della lingua<\/strong>\u201d (PDL), fenomeno che comporta difficolt\u00e0 nel ricordare parole conosciute, caratterizzato dalla sensazione che il loro ricordo possa essere imminente.<\/p>\n\n\n\n<p>Si indagano inoltre dimensioni linguistiche come la complessit\u00e0 <strong>semantica e sintattica<\/strong> del linguaggio spontaneo e narrativo. Inoltre, in futuro sar\u00e0 necessario considerare l&#8217;apertura di nuovi campi e analizzare le relazioni tra le dimensioni del linguaggio e altri processi cognitivi alterati contemporaneamente o in modo secondario.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group br-0111 has-primary-background-color has-background has-dark-background has-sm-padding-top has-sm-padding-left has-sm-padding-right has-xxl-margin-top\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full desktop-position-absolute desktop-bottom-0 mobile-width-50 mobile-m-inline-auto has-xl-margin-top\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/v3\/producto-certificado.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-31568\"><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<h2 class=\"wp-block-heading has-white-color has-text-color\"><strong>Iscriviti<\/strong> <br>alla nostra <br>Newsletter<\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button--1\" style=\"--button-outline-color:var(--color-white);--button-outline-color-hover:rgba(0,0,0,0.8);\"><a class=\"wp-block-button__link button button-outline   wp-element-button\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/newsletter\/\">Iscriviti<\/a><\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Definizione del profilo neuropsicologico del linguaggio<\/h2>\n\n\n\n<p>Nella definizione del profilo neuropsicologico del linguaggio bisogna tenere in considerazione <strong>quattro modalit\u00e0<\/strong>: espressione orale, comprensione orale, espressione scritta e comprensione scritta.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Espressione orale<\/h3>\n\n\n\n<p>Si intende per espressione orale ogni <strong>comunicazione che si realizza per mezzo della parola<\/strong>. Tra le diverse dimensioni linguistiche valutabili nell&#8217;ambito dell&#8217;espressione orale possiamo segnalare: denominazione, fluenza verbale semantica, fluenza verbale fonologica e capacit\u00e0 verbale generale.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Denominazione<\/h4>\n\n\n\n<p>La denominazione o <strong>abilit\u00e0 nel denominare stimoli visivi<\/strong> pu\u00f2 essere valutata quantitativamente con test in cui si chiede all&#8217;individuo di denominare, utilizzando il termine pi\u00f9 preciso possibile, l&#8217;immagine che compare in un <strong>gruppo di tavole<\/strong>. L&#8217;esplorazione della denominazione visiva permette di osservare e quantificare un&#8217;ampia semiologia, in particolare la presenza di <strong>anomie ed errori parafasici<\/strong>, sostituzione di una parola con un&#8217;altra, talvolta con lo stesso suono ma con significato diverso, per esempio cabina al posto di cabida.<\/p>\n\n\n\n<p>Petersen, in due studi del 1999 e 2009, indica che nei pazienti che iniziano a sviluppare una delle demenze si verifica un <strong>progressivo deterioramento delle capacit\u00e0 di denominazione<\/strong>; nei compiti di denominazione dei verbi si riscontra un continuo decremento, con un aumento degli errori di denominazione, soprattutto parafasie. D&#8217;altra parte, sia l&#8217;et\u00e0 sia il livello educativo hanno un effetto significativo sulla performance in questo tipo di valutazioni.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Fluenza verbale semantica e fonologica<\/h4>\n\n\n\n<p>La fluenza verbale fonologica e semantica \u00e8 considerata <strong>di grande utilit\u00e0 nella valutazione neuropsicologica<\/strong> per la sua facile e rapida somministrazione. La fluenza verbale viene operazionalizzata mediante la misurazione del <strong>numero di parole prodotte all&#8217;interno di una specifica categoria<\/strong> che possono essere evocate <strong>in un periodo di tempo limitato<\/strong>. Questi test sono del tipo: dica tutte le parole che pu\u00f2 che cominciano per la lettera D o per qualsiasi altra lettera, oppure dica tutte le parole che pu\u00f2 all&#8217;interno della categoria animali.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Capacit\u00e0 verbale generale<\/h4>\n\n\n\n<p>La capacit\u00e0 verbale generale consiste nel <strong>ragionare con contenuti verbali<\/strong>, stabilendo tra essi principi di classificazione, ordinamento, relazione e significato. Allo stesso modo, in questo parametro si riscontrano difetti nella <strong>coesione del discorso<\/strong>, nella presenza e nel mantenimento del tema centrale, nella ripetizione dell&#8217;evento, nell&#8217;uso eccessivo di pronomi e riferimenti inespecifici e nei falsi inizi e correzioni <strong>interne<\/strong> nelle persone che iniziano a sviluppare demenze.<\/p>\n\n\n\n<p>Per valutare l&#8217;efficacia della comunicazione, sarebbe utile misurare la sua agilit\u00e0, naturalezza, chiarezza, ordine, coerenza, gestualit\u00e0, articolazione, contenuto e i tratti paralinguistici del discorso, come: volume, tono, timbro, durata, velocit\u00e0, vocalizzazioni: sbadigli, risate, tosse, schiarimenti di voce, sospiri; codici non verbali, come: gesti, movimenti corporei, distanza, tempi, sudore, rossore, sguardo\u2026 In effetti, nessuno di questi parametri \u00e8 stato preso in considerazione negli studi condotti finora che abbiamo consultato.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Comprensione orale<\/h3>\n\n\n\n<p>La comprensione orale <strong>\u00e8 un&#8217;abilit\u00e0 attiva<\/strong> che attiva una serie di <strong>meccanismi linguistici e non linguistici<\/strong>. Implica lo sviluppo della <strong>capacit\u00e0 di ascolto<\/strong> per comprendere ci\u00f2 che dicono gli altri. Inoltre, per valutare questa abilit\u00e0 le prove utilizzate consistono nella somministrazione di ordini orali, nella trasmissione di racconti a seguito dei quali la comprensione viene valutata mediante domande. Le persone che iniziano a sviluppare demenza hanno maggiori difficolt\u00e0 a comprendere correttamente l&#8217;ironia e in generale presentano performance peggiori in tutti i test che valutano la comprensione orale.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Espressione scritta<\/h3>\n\n\n\n<p>L&#8217;espressione scritta consiste nel <strong>esporre, mediante segni convenzionali e in modo ordinato, qualsiasi pensiero o idea<\/strong>. Pu\u00f2 essere valutata attraverso una variante dei test di denominazione semantica e fonologica orali: in questo caso la valutazione avviene tramite un test con chiave semantica e fonologica su carta e penna. I risultati degli studi su questa dimensione del linguaggio mostrano che le persone che iniziano a sviluppare demenza scrivono <strong>meno parole corrette<\/strong> con i criteri di evocazione fonologica; lo stesso avviene con i criteri di evocazione semantica, e producono anche pi\u00f9 perseverazioni. In definitiva si verifica un <strong>progressivo deterioramento delle capacit\u00e0 di scrittura.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Comprensione scritta<\/h3>\n\n\n\n<p>La comprensione scritta \u00e8 la <strong>capacit\u00e0 di capire ci\u00f2 che si legge<\/strong>, sia in riferimento al significato delle parole che compongono un testo sia rispetto alla comprensione globale di uno scritto. I test utilizzati per valutare questa dimensione consistono in compiti di decisione lessicale, in cui dopo aver letto un testo bisogna prendere decisioni su quanto richiesto dallo stesso, permettendo di valutare se sia stato compreso; inoltre si utilizzano prove di identificazione di parole e di lettura a voce alta.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo, nelle persone che iniziano a sviluppare demenza emerge un impegno nel <strong>processamento della comprensione del linguaggio scritto<\/strong> che rende pi\u00f9 difficile comprendere stimoli lessicali e che inizia a manifestarsi precocemente nelle fasi iniziali della malattia.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, nel riconoscimento delle frasi si osserva una performance peggiore in tutti i tipi di frasi nelle persone che iniziano a sviluppare una delle demenze. Inoltre, la variabilit\u00e0 aumenta all&#8217;aumentare del deterioramento nel caso dei sostantivi e di frasi con una proposizione che non segue l&#8217;ordine sintattico.<\/p>\n\n\n\n<p>D&#8217;altra parte, si evidenzia che nella comprensione scritta inizia un <strong>deterioramento continuo<\/strong>, riscontrando differenze <strong>statisticamente significative<\/strong> nelle prove di lettura a voce alta e nella comprensione di frasi e paragrafi nelle performance tra persone con invecchiamento normale e persone che iniziano a sviluppare demenza.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni<\/h3>\n\n\n\n<p>In conclusione, i dati a nostra disposizione, derivanti dalle ricerche condotte sul <strong>profilo neuropsicologico della capacit\u00e0 cognitiva del linguaggio nelle demenze<\/strong>, ci indicano che non \u00e8 ancora del tutto chiaro se il <strong>deficit nella denominazione<\/strong> sia dovuto alla <strong>difficolt\u00e0 di accesso al contenuto fonologico<\/strong> piuttosto che a quello <strong>semantico del concetto<\/strong>. Si sostiene che venga attivata una rappresentazione semantica della parola ma manchi l&#8217;impulso trasmissivo fino alla rappresentazione fonologica, dato che gli individui valutati in una delle ricerche erano in grado di descrivere caratteristiche della parola che volevano nominare ma non di nominarla.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group br-0111 has-primary-background-color has-background has-dark-background has-sm-padding-top has-sm-padding-left has-sm-padding-right has-xxl-margin-top\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full desktop-position-absolute desktop-bottom-0 mobile-width-50 mobile-m-inline-auto has-xl-margin-top\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/v3\/producto-certificado.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-31568\"><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<h2 class=\"wp-block-heading has-white-color has-text-color\"><strong>Iscriviti<\/strong> <br>alla nostra <br>Newsletter<\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button--2\" style=\"--button-outline-color:var(--color-white);--button-outline-color-hover:rgba(0,0,0,0.8);\"><a class=\"wp-block-button__link button button-outline   wp-element-button\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/newsletter\/\">Iscriviti<\/a><\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Espressione orale come predittore delle demenze<\/h2>\n\n\n\n<p>Quello che possiamo concludere \u00e8 che <strong>i compiti di denominazione sono buoni predittori<\/strong> di gruppi clinici che iniziano a sviluppare demenza rispetto a individui sani, come indicato da numerose ricerche (Petersen et al., 1999; Facal et al., 2009; Carballo et al., 2015; Rodriguez, Facal e Juncos-Rabad\u00e1n, 2008; e Hubner et al., 2017), tenendo conto che sia il livello educativo sia l&#8217;et\u00e0 delle persone producono risultati differenti nella valutazione della denominazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, <strong>la fluenza fonologica e semantica<\/strong> sembrano avere un <strong>valore discriminante piuttosto preciso<\/strong> (Facal et al., 2009 e Carballo et al., 2015).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La capacit\u00e0 verbale generale \u00e8 compromessa<\/strong> per quanto riguarda l&#8217;espressione in diversi aspetti studiati attraverso l&#8217;elicitation del discorso (Diggle et al., 2016 e Alonso-S\u00e1nchez et al., 2018).<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Comprensione orale come predittore delle demenze<\/h3>\n\n\n\n<p>La comprensione orale sembra anche <strong>compromessa nello sviluppo delle demenze<\/strong>, sebbene si riscontrino <strong>risultati contrastanti<\/strong>. Gaudreau et al., 2013 e Carballo et al., 2015, parlano di un impegno della comprensione, mentre in Facal et al., 2009, si sostiene che la comprensione non risulta alterata. A volte non comprendiamo, non perch\u00e9 non capiamo le parole pronunciate dal nostro interlocutore, ma perch\u00e9 non conosciamo il contesto. Per questo, sarebbe opportuno riflettere sulla strutturazione di questo tipo di test.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Espressione scritta come predittore delle demenze<\/h3>\n\n\n\n<p>Nell&#8217;espressione scritta, i gruppi sani evocano pi\u00f9 parole sia secondo i <strong>criteri fonologici che semantici<\/strong>, e vi sono anche <strong>differenze nella codifica delle diverse parole<\/strong> evocate (Ruiz S\u00e1nchez de Le\u00f3n et al., 2011; Carballo et al., 2015; Werner et al., 2006). Pertanto, varrebbe la pena approfondire lo <strong>studio dell&#8217;evoluzione<\/strong> nell&#8217;espressione scritta, al fine di determinare quali tipologie di costruzioni possano essere utilizzate per discriminare tra individui con deterioramento cognitivo e soggetti sani.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, potremmo valutare l&#8217;uso morfologico delle parole, l&#8217;uso della sintassi, gli <strong>errori ortografici<\/strong>, di genere, di numero\u2026 Caratterizzare questi test con un contenuto pi\u00f9 approfondito che il semplice conteggio delle parole evocate.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Comprensione scritta come predittore delle demenze<\/h3>\n\n\n\n<p>La comprensione scritta \u00e8 stata anche <strong>riscontrata compromessa<\/strong> in pazienti con sviluppo di demenza (L\u00f3pez-Higes et al., 2010; L\u00f3pez-Higes et al., 2014; Hern\u00e1ndez e Am\u00f3rtegui, 2016; Carballo et al., 2015). Di conseguenza, potremmo introdurre <strong>forme diverse in questo tipo<\/strong> di test per individuare quali tipologie di frasi risultino pi\u00f9 difficili da comprendere o quali siano pi\u00f9 sensibili al deterioramento, tra enunciative, positive o negative, interrogative, esclamative, esortative, condizionali, future\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>importanza dello studio del profilo neuropsicologico del linguaggio nelle demenze<\/strong> risiede nell&#8217;implementazione di procedure diagnostiche precise e, di conseguenza, nell&#8217;avvio di tecniche di <strong>intervento precoce<\/strong> su questa abilit\u00e0, adattando l&#8217;allenamento alle diverse dimensioni che compongono il linguaggio umano. Infatti, la <strong>stimolazione cognitiva<\/strong> di questa capacit\u00e0 si rivela uno strumento necessario e molto utile per attenuare il deterioramento di questa facolt\u00e0, che ci conferisce la competenza di farci capire e comprendere il discorso altrui, favorendo l&#8217;autonomia e l&#8217;indipendenza delle persone. Inoltre, attraverso gli strumenti di <strong>stimolazione cognitiva e neuroriabilitazione<\/strong> dobbiamo allenare, esercitare, mantenere e preservare il linguaggio il pi\u00f9 a lungo possibile e con la migliore destrezza, perizia e scioltezza possibili nelle persone con diagnosi di <strong>demenza<\/strong>, in quanto ci\u00f2 si tradurr\u00e0 in un maggior benessere e adattamento di queste persone.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Bibliografia<\/h2>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"has-sm-font-size\">Artero, S., Petersen, R., Touchon, J. y Ritchie, K. (2006). Revised criteria for mild cognitive impairment: validation with a longitudinal population study. Dementia. Geriatric and cognitive disorders, 22, 465-470.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Carballo, G., Garc\u00eda-Retamero, R., Imedio, A. y Garc\u00eda-Hern\u00e1ndez, A. (2015). Diagnosis of cognitive impairment onset in older adults based on limitations in language skills. Studies in Psychology, 36, 316-342.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Croot, K,. Hodges, J.R.y Patterson. (1999). Evidence dor impaire dentence comprenhension in early Alzheimer\u00b4s disease. Journal o the international Neuropsychological Society, 5,383-404.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Diggle, K., Koscik, R., Turkstra, L., Riedeman, S., Larue, A., Clark, L., Hermann, B. y Sager, (2016). Connected Language in late middle-aged adults at risk for alzheimer\u00b4s disease. 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Mild congnitive impairment in the elderly predictions of dementia. Neurology, 41, 1006-1009.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Gaudreau, G., Monetta, L., Poulin, S., Laforce, R. y Hudon, C. (2013). Verbal Irony compenhension in older adults with amnestic mild cognitive impairment. Neuropsychology, 27. 702-712<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Hern\u00e1ndez, J. y Amortegui, D. (2016). Procesamiento de palabras con contenido emocional en personas adultas mayors con deterioro cognitive leve. Acta Neurol\u00f3gica Colombiana, 32(2), 115-121.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Juncos- Rabadan, O., Rodriguez, N., Facal, D., Cuba, J. y Pereiro, A. (2011). Tip of the tongue for proper namens in mild cognitive impairment. Semantic or post semantic impairments?. Journal of Neurolinguistics, 24, 636-651.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Juncos-Rabad\u00e1n, O., Pereiro, A., Facal, D. y Rodriguez, N. (2009). Una revisi\u00f3n de la investigaci\u00f3n sobre lenguaje en el deterioro cognitivo leve. Revista de Logopedia, Foniatr\u00eda y audiolog\u00eda, 30-2, 73-83<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Juncos-Rabad\u00e1n, O., Facal, D., \u00c1lvarez, M. y Rodriguez, M. (2006). El fen\u00f3meno de la punta de la lengua en el proceso de envejecimiento. Psicothema , 18, 501-506.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Juncos-Rabad\u00e1n, O., Pereiro, A., Alvarez, M. y Facal, D. (2006). Variabilidad en el acceso al lexico en el envjecimiento normal. Revista de Logopedia, Foniatr\u00eda y audiolog\u00eda, 26, 132-138.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Lezak, M. D. (1995). Neuropsychological assessment. 3 ed. New York: Oxford University Press.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Lopez-Higes, R., Prados, J.M., Montejo, P., Montenegro, M. y Lozano, M., (2014). Is there a grammatical comprenhension deficit in multidomain mild cognitive impairment. Universitas Psychologica, 13(4), 1569-1579.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Lopez-Higes, R., Rubio, S., Mart\u00edn, A. y del,Rio, D. (2010). Interindividual variability in vocabulary, sentence comprenshension and working memory in the el derly: effects of cognitive deterioration. The Spanish journal of Psychology, 13, 75-87.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Lopez-Higes, R., Rubio, S., Aragoneses, M. y del Rio, D. (2008). Variabilidad en la comprension grammatical en el envjecimiento normal. Revista de Logoped\u00eda, foniatr\u00eda y audiolog\u00eda,28, 15-27.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Macoir, J., Lafay, A. y Hudon, C. (2018) . Reduced lexical Access to verbs in individuals with subjetctive cognitive decline. American Journal of Alzheimer\u00b4s Disease and others Dementias XX (X). DOI:10.1177\/1533317518790541<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Petersen, R. y Morris, J. (2003). Mild cognitive impairment . Nueva York: Oxford University press. Petersen, R. C., Smith, G., Waring, S., Ivnik, R., Tangalos, E. y Kokimmen, E. (1999). Mild cognitive impairment: clinical characterization and outcome. Archives of neurology, 56, 303-308.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Ruiz Sanchez de Le\u00f3n, J.M., Moratilla, P. y Llanero, M. (2011). Fluidez verbal escrita en el envejecimiento normal con quejas subjetivas de memoria y en el deterioro cognitive leve. Anales de Psicolog\u00eda, 27, 360-368.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Rodriguez, N., Juncos-Rabadan, O. y Facal, D. (2008). El fen\u00f3meno de la punta de la lengua en el deterioro cognitivo leve. Un estudio piloto. Revista de logopedia, foniatr\u00eda y audiolog\u00eda, 28, 28-33.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Subirana, J., Bruna, O., Puyuelo, M y Virgili, C. (2009). Lenguaje y funciones ejecutivas en la valoraci\u00f3n incial del deterioro cognitivo leve y la demencia tipo Alzheimer. Revista de logopedia, foniatr\u00eda y audiolog\u00eda, 29. P. 13-20.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Taler, V. y Philips, N. A. (2008). Language performance in Alzheimer\u00b4s disease and mild cognitive impairment: A comparative review. Journal of Clinical and Experimental Neurosychology, 30, p. 501-556<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Vendrell, J.M. (2001). Las afasias: semiolog\u00eda y tipos cl\u00ednicos. Neurology, 32, p. 980-986 Werner, P., Rosenblum, S., Bar-On, G., Heinik, J. y Dorczyn, A. (2006). Handwriting Process variables discriminating Mild Alzheimer\u00b4s Disease and Mild congnitive impairment. The journals of gerontology series B: Psychological Sciences and social sciences, 61, p. 228-236<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo sul <strong>linguaggio come predittore delle demenze<\/strong>, ti consigliamo di dare un&#8217;occhiata a queste pubblicazioni di NeuronUP:<\/h3>\n\n<div class=\"mai-grid entries entries-grid has-boxed has-image-full\" style=\"--entry-title-font-size:var(--font-size-lg);--align-text:start;--entry-meta-text-align:start;\"><div class=\"entries-wrap has-columns\" style=\"--columns-xs:1\/1;--columns-sm:1\/1;--columns-md:1\/3;--columns-lg:1\/3;--flex-xs:0 0 var(--flex-basis);--flex-sm:0 0 var(--flex-basis);--flex-md:0 0 var(--flex-basis);--flex-lg:0 0 var(--flex-basis);--column-gap:var(--spacing-lg);--row-gap:var(--spacing-lg);--align-columns:start;\"><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-formazione tag-disturbi-del-neurosviluppo tag-neuropsicologia\" style=\"--entry-index:1;\" aria-label=\"Perch\u00e9 fare un Master in Neuropsicologia Infanto-Giovanile?\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/formazione\/master-in-neuropsicologia-infantile-e-adolescenziale\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"284\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Cartel-4o-MASTER-Neuropsicologia-INFANTO-JUVENIL-2.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Volantino 4\u00aa Edizione Master Neuropsicologia Infanto-Giovanile: programma, direttore Iban Onandia, date Feb 2023\u2013May 2024.\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Cartel-4o-MASTER-Neuropsicologia-INFANTO-JUVENIL-2-300x213.webp 300w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Cartel-4o-MASTER-Neuropsicologia-INFANTO-JUVENIL-2-768x546.webp 768w, 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itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/malattia-mentale\/schizofrenia\/funzionamento-sociale-nella-schizofrenia\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"246\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/El-funcionamiento-social-en-la-esquizofrenia-2.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Due volti sovrapposti in bianco e nero, mani che toccano i volti creando un intreccio visivo intenso.\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/El-funcionamiento-social-en-la-esquizofrenia-2-300x185.webp 300w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/El-funcionamiento-social-en-la-esquizofrenia-2-768x473.webp 768w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/El-funcionamiento-social-en-la-esquizofrenia-2-1024x631.webp 1024w, 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l&#8217;importanza della neuroriabilitazione precoce nei casi di ictus\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/cerebrolesione-acquisita\/neuroni-spravvissuti-la-importancia-de-la-neurorrehabilitacion-precoz-en-casos-de-accidente-cerebrovascular\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"300\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Neuronas-supervivientes.-La-importancia-de-la-neurorrehabilitacion-precoz-en-casos-de-accidente-cerebrovascular1-1-400x300.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Rappresentazione artistica di neuroni con dendriti e sinapsi luminose, su sfondo chiaro che evidenzia le connessioni neurali.\" 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tag-memoria tag-salute-mentale\" style=\"--entry-index:5;\" aria-label=\"Lo sport come miglior alleato del nostro cervello\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuroscienze-del-cervello\/lo-sport-come-miglior-alleato-del-nostro-cervello\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"267\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/young-couple-runner-running-on-running-road-in-city-park.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Due persone che corrono fianco a fianco lungo un percorso cittadino in parco, con lago sullo sfondo e luce calda di alba o tramonto.\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/young-couple-runner-running-on-running-road-in-city-park-300x200.webp 300w, 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aria-label=\"La sindrome dell\u2019X fragile vista dall\u2019interno\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/testimonianze\/la-sindrome-dellx-fragile-vista-dallinterno\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"300\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/x-fragil1-400x300.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Una mano solleva un pupazzo di legno arancione tra altri pupazzi colorati, sfondo sfocato.\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/x-fragil1-400x300.webp 400w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/x-fragil1-800x600.webp 800w\" sizes=\"(max-width:599px) 599px, (min-width:600px) and (max-width: 799px) 799px, (min-width:800px) and (max-width: 999px) 333px, (min-width:1000px) 400px\" \/><\/a><div class=\"entry-wrap entry-wrap-grid\"><h3 class=\"entry-title\" itemprop=\"headline\"><a class=\"entry-title-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/testimonianze\/la-sindrome-dellx-fragile-vista-dallinterno\/\" rel=\"bookmark\">La sindrome dell\u2019X fragile vista dall\u2019interno<\/a><\/h3>\n<\/div><\/article><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il neuropsicologo Javier Esteban parla in questo articolo del fattore predittivo delle demenze. In particolare si \u00e8 concentrato sulla capacit\u00e0 cognitiva superiore del linguaggio con l&#8217;obiettivo di analizzare le caratteristiche del suo coinvolgimento nelle persone con demenza. 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