
{"id":27695,"date":"2026-05-29T07:00:00","date_gmt":"2026-05-29T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/neuronup.com\/?p=27695"},"modified":"2026-05-29T07:00:00","modified_gmt":"2026-05-29T07:00:00","slug":"strategie-e-terapie-per-deficit-nella-cognizione-sociale-nella-schizofrenia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/malattia-mentale\/schizofrenia\/strategie-e-terapie-per-deficit-nella-cognizione-sociale-nella-schizofrenia\/","title":{"rendered":"Strategie e Terapie per deficit nella cognizione sociale nella schizofrenia"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-xl-font-size wp-block-paragraph\">Il neuropsicologo clinico Carlos Alberto Serrano-Ju\u00e1rez<strong> <\/strong>presenta i programmi pi\u00f9 efficaci per <strong>trattare la cognizione sociale nella schizofrenia<\/strong>: Allenamento al riconoscimento dell&#8217;affetto, Gestione delle emozioni e Terapia psicologica integrata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La schizofrenia \u00e8 un<a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroriabilitazione\/malattia-mentale\/\"> disturbo mentale grave<\/a> per il quale le persone interpretano la realt\u00e0 in modo anomalo. La schizofrenia pu\u00f2 provocare una combinazione di allucinazioni, deliri e disturbi gravi del pensiero e del comportamento, che compromettono il funzionamento quotidiano e possono essere invalidanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le persone che soffrono di schizofrenia devono ricevere un trattamento per tutta la vita. Un trattamento precoce pu\u00f2 aiutare a controllare i sintomi prima che si sviluppino complicazioni pi\u00f9 gravi e pu\u00f2 migliorare la prognosi a lungo termine.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Programmi per il trattamento della cognizione sociale nella schizofrenia<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli ultimi anni sono stati numerosi i programmi dedicati al trattamento dei deficit di cognizione sociale che si presentano abitualmente nella schizofrenia e che, a loro volta, sono stati validati scientificamente. In questo primo articolo relativo a questo tema verranno esaminati alcuni di essi.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Allenamento al riconoscimento dell&#8217;affetto<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo Dur\u00e1 et al. (2008) l&#8217;Allenamento al Riconoscimento dell&#8217;Affetto (TAR) (Frommann et al., 2003; W\u00f6lwer et al., 2005) \u00e8 un&nbsp;<strong>allenamento standardizzato e informatizzato per il riconoscimento dell&#8217;espressione facciale<em>.&nbsp;<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il programma comprende 3 blocchi con 4 sessioni per blocco, con una durata per sessione di circa 45 minuti e un totale di 12 sessioni. Si lavora a coppie di pazienti sotto la guida del psicoterapeuta. Le attivit\u00e0 proposte hanno difficolt\u00e0 crescente:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Nel primo blocco i pazienti imparano a identificare e discriminare, nonch\u00e9 a verbalizzare i principali segni facciali delle 6 emozioni di base. La domanda che viene posta loro \u00e8 \u201cChe affetto esprime questa persona?\u201d.<\/li>\n\n\n\n<li>Nel secondo blocco si cerca di integrare questa visione dettagliata dell&#8217;affetto in un modo di elaborazione sempre pi\u00f9 globale, a partire dalle prime impressioni, dall&#8217;elaborazione non verbale e dall&#8217;elaborazione delle espressioni facciali a bassa intensit\u00e0. Il compito da svolgere \u00e8 \u201cClassificare le foto in base all&#8217;intensit\u00e0 dell&#8217;affettivit\u00e0 facciale\u201d.<\/li>\n\n\n\n<li>Il terzo blocco comprende, da un lato, l&#8217;elaborazione di espressioni affettive non prototipiche e ambigue, che si verificano spesso nella vita quotidiana e, dall&#8217;altro, l&#8217;integrazione delle espressioni facciali nel contesto sociale, comportamentale e situazionale. Un esempio di compito richiesto qui \u00e8 rispondere alla domanda \u201cQuale di queste persone ha appena ricevuto dei fiori e sta pensando: che belli sono?\u201d.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante il programma si utilizzano un insieme di&nbsp;<strong>strategie di sostituzione<\/strong>&nbsp;(ripetizione, apprendimento senza errori, feedback immediato) e&nbsp;<strong>strategie di compensazione<\/strong>&nbsp;(astrazione delle caratteristiche, verbalizzazione, autoinstruzioni). La principale strategia compensativa \u00e8 la verbalizzazione dell&#8217;espressione facciale in termini di gesti elementari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno studio recente di Vaskinn et al. (2019) rileva che l&#8217;<strong>allenamento al riconoscimento dell&#8217;affetto<\/strong> fornisce evidenza di <strong>effetti benefici<\/strong> generalizzabili e persistenti nel tempo, ma evidenzia anche la <strong>necessit\u00e0 di un trattamento aggiuntivo<\/strong> per lavorare sulla cognizione sociale nella schizofrenia e ottenere <strong>benefici sul funzionamento psicosociale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group br-0111 has-primary-background-color has-background has-dark-background has-sm-padding-top has-sm-padding-left has-sm-padding-right has-xxl-margin-top\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full desktop-position-absolute desktop-bottom-0 mobile-width-50 mobile-m-inline-auto has-xl-margin-top\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/v3\/producto-certificado.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-31568\"><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<h2 class=\"wp-block-heading has-white-color has-text-color\"><strong>Iscriviti<\/strong> <br>alla nostra <br>Newsletter<\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button--1\" style=\"--button-outline-color:var(--color-white);--button-outline-color-hover:rgba(0,0,0,0.8);\"><a class=\"wp-block-button__link button button-outline   wp-element-button\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/newsletter\/\">Iscriviti<\/a><\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Allenamento alla gestione delle emozioni<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo Ruiz et al. (2006) l&#8217;<strong>Emotion Management Training<\/strong> (EMT; Hodel et al., 1998) \u00e8 un programma che valuta i deficit nella percezione delle emozioni, nonch\u00e9 le conseguenze di questi sull&#8217;adattamento sociale e sulla psicopatologia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viene somministrato in piccoli gruppi in tre fasi:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Nella prima fase, <strong>i deficit nella percezione delle emozioni<\/strong> vengono trattati mediante la valutazione passo a passo dell&#8217;espressione propria e altrui.<\/li>\n\n\n\n<li>Nella seconda fase, <strong>il scarso adattamento sociale<\/strong> viene trattato richiamando le strategie di affrontamento attualmente utilizzate.<\/li>\n\n\n\n<li>Infine, nella terza fase, <strong>sia l&#8217;adattamento sociale che la bassa tolleranza allo stress<\/strong> vengono migliorati attraverso l&#8217;acquisizione da parte della persona di strategie di affrontamento efficaci.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I partecipanti vengono addestrati a raggiungere gli obiettivi del programma mediante l&#8217;uso di interventi comportamentali come il role-play o esercizi dal vivo<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Terapia psicologica integrata<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre a un primo modulo denominato <strong>Differenziazione Cognitiva<\/strong>, comprende altri quattro moduli destinati ad affrontare il <strong>trattamento della cognizione sociale nella schizofrenia e il miglioramento delle competenze interpersonali.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi moduli consistono in:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Percezione Sociale:<\/strong> Mira a migliorare la capacit\u00e0 percettiva e interpretativa del paziente in situazioni sociali e verr\u00e0 approfondito pi\u00f9 avanti.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Comunicazione Verbale:<\/strong> Il suo obiettivo principale \u00e8 stimolare lo scambio e la comunicazione sociale tra i membri del gruppo.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Abilit\u00e0 Sociali:<\/strong> \u00c8 un modulo destinato al miglioramento delle performance interpersonali dei soggetti. La sua metodologia di lavoro non differisce dalle procedure tradizionali di intervento gi\u00e0 progettate in quest&#8217;area.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Risoluzione di Problemi Interpersonali:<\/strong> Vengono affrontate in modo aperto e flessibile situazioni problematiche proposte dai partecipanti. Si lavora sulla discussione e sull&#8217;analisi di tali situazioni, includendo la possibilit\u00e0 di utilizzare il role-play per modellare la risposta adeguata alla situazione.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Il modulo di percezione sociale<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo Ruiz et al. (2006), dei cinque moduli, il secondo, denominato Percezione Sociale, \u00e8 il pi\u00f9 strettamente correlato alla cognizione sociale, in quanto ne costituisce uno dei componenti. In esso vengono utilizzate 40 diapositive che rappresentano diverse situazioni sociali. Esse variano per livello di complessit\u00e0 cognitiva e per carico emotivo del contenuto. All&#8217;inizio si lavorano le diapositive meno complesse, che solitamente presentano un contenuto emotivamente neutro e, man mano che la terapia avanza, si passano a diapositive pi\u00f9 complesse e con maggior carico emotivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il modulo \u00e8 suddiviso in <strong>tre fasi<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Nella prima fase, denominata <strong>rilevazione delle informazioni dalla diapositiva<\/strong>, si chiede ai partecipanti di descrivere gli elementi presenti nell&#8217;immagine proiettata. Alcuni dei compiti consistono in: focalizzare, trattare contenuti rilevanti dell&#8217;immagine, richiamare l&#8217;attenzione su ci\u00f2 che \u00e8 stato dimenticato e riassumere.<\/li>\n\n\n\n<li>Nella seconda fase, denominata <strong>interpretazione e discussione della diapositiva<\/strong>, i partecipanti forniscono una spiegazione sui contenuti della diapositiva. Ogni opinione deve essere giustificata facendo riferimento alle informazioni visive raccolte nella prima fase. Successivamente si dibatte su quale interpretazione sembri la pi\u00f9 adeguata o probabile. Le attivit\u00e0, pertanto, consistono in: interpretare, fondare l&#8217;interpretazione e dibattere in gruppo.<\/li>\n\n\n\n<li>Infine, nella terza fase, denominata <strong>assegnazione di un titolo,<\/strong> ogni partecipante indica un breve titolo che riassuma gli aspetti pi\u00f9 importanti della situazione descritta nell&#8217;immagine e, successivamente, si avvia un nuovo dibattito su quale titolo sembri loro pi\u00f9 adeguato.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Riferimenti sul trattamento della cognizione sociale nella schizofrenia<\/h3>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"has-sm-font-size\">Brenner, H.D., Hodel, B., Roder, V. e Corrigan, P. (1992). Treatment of cognitive dysfunctions and behavioural deficits in schizophrenia. <em>Schizophrenia Bulletin,<\/em> <em>18 (1)<\/em>, 21-26.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Brenner, H.D., Roder, V., Kienzle, N., Reed, D. e Liberman, R.P. (1994). <em>Integrated<\/em> <em>Psychological Therapy for Schizophrenia<\/em> <em>Patients<\/em>. Toronto: Hogrefe e Huber Publishers.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Dur\u00e1, I. F., Ruiz, J. C. R., Ferrer, S. G., Boada, M. J. S., e Vivo, C. D. (2008). Esquizofrenia: d\u00e9ficit en cognici\u00f3n social y programas de intervenci\u00f3n. <em>Informaci\u00f3 Psicol\u00f3gica<\/em>, (93), 53-64.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Frommann, N., Streit, M., e W\u00f6lwer, W. (2003). Remediation of facial affect recognition impairments in patients with schizophrenia: a new training program. <em>Psychiatry Research, 117<\/em>, 281-284.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Hodel, B., Brenner, H.D., Merlo, M.C. e Teuber, J.F. (1998). Emotional management therapy in early psychoses. <em>Brithish<\/em> <em>Journal of Psychiatry, 172 (Supl. 33)<\/em>, 128-133.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Roder, V., Brenner, H.D., Hodel, B. e Kienzle, N. (1996). <em>Terapia integrada de la<\/em> <em>esquizofrenia.<\/em> Barcelona: Ariel.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Ruiz, J. C., Garc\u00eda, S., e Fuentes, I. (2006). La relevancia de la cognici\u00f3n social en la esquizofrenia. <em>Apuntes de Psicolog\u00eda, 24<\/em>(1-3), 137-155<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">Vaskinn, A., L\u00f8vgren, A., Egeland, M. K., Feyer, F. K., \u00d8stefjells, T., Andreassen, O. A., \u2026 e Sundet, K. (2019). A randomized controlled trial of training of affect recognition (TAR) in schizophrenia shows lasting effects for theory of mind. <em>European archives of psychiatry and clinical neuroscience<\/em>, 1-10.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-sm-font-size\">W\u00f6lwer, W., Frommann, N., Halfmann, S., Piaszek, A., Streit, M. e Gaebel, W. (2005). Remediation of impairments in facial affect recognition in schizophrenia: Efficacy and specificity of a new training program. <em>Schizophrenia Research, 80<\/em>, 295-303.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo sui programmi esistenti per il <strong>trattamento della cognizione sociale nella schizofrenia<\/strong>, potresti essere interessato anche ad altre pubblicazioni su NeuronUP:<\/h3>\n\n\n\n\n<div class=\"mai-grid entries entries-grid has-boxed has-image-full\" style=\"--entry-title-font-size:var(--font-size-lg);--align-text:start;--entry-meta-text-align:start;\"><div class=\"entries-wrap has-columns\" style=\"--columns-xs:1\/1;--columns-sm:1\/1;--columns-md:1\/3;--columns-lg:1\/3;--flex-xs:0 0 var(--flex-basis);--flex-sm:0 0 var(--flex-basis);--flex-md:0 0 var(--flex-basis);--flex-lg:0 0 var(--flex-basis);--column-gap:var(--spacing-lg);--row-gap:var(--spacing-lg);--align-columns:start;\"><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-disturbi-del-neurosviluppo tag-bambini tag-disturbi-del-neurosviluppo tag-stimolazione-cognitiva\" style=\"--entry-index:1;\" aria-label=\"Stimolazione cognitiva nei bambini con idrocefalia\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/disturbi-del-neurosviluppo\/stimolazione-cognitiva-nei-bambini-con-idrocefalia\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"267\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Estimulacion-cognitiva-en-ninos-con-hidrocefalia.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Ragazza seduta su un letto con lenzuola bianche, capelli in coda di cavallo, espressione preoccupata e testa tra le mani; maglietta grigia.\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Estimulacion-cognitiva-en-ninos-con-hidrocefalia-300x200.webp 300w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Estimulacion-cognitiva-en-ninos-con-hidrocefalia-768x513.webp 768w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Estimulacion-cognitiva-en-ninos-con-hidrocefalia-1024x684.webp 1024w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Estimulacion-cognitiva-en-ninos-con-hidrocefalia.webp 1200w\" sizes=\"(max-width:599px) 599px, (min-width:600px) and (max-width: 799px) 799px, (min-width:800px) and (max-width: 999px) 333px, (min-width:1000px) 400px\" \/><\/a><div class=\"entry-wrap entry-wrap-grid\"><h3 class=\"entry-title\" itemprop=\"headline\"><a class=\"entry-title-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/disturbi-del-neurosviluppo\/stimolazione-cognitiva-nei-bambini-con-idrocefalia\/\" rel=\"bookmark\">Stimolazione cognitiva nei bambini con idrocefalia<\/a><\/h3>\n<\/div><\/article><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-schizofrenia tag-psicologia tag-schizofrenia\" style=\"--entry-index:2;\" aria-label=\"Teoria della mente nella schizofrenia\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/malattia-mentale\/schizofrenia\/teoria-della-mente-e-schizofrenia\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"225\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Teoria-de-la-mente-en-la-esquizofrenia.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Due persone in abiti casual discutono; 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