
{"id":25547,"date":"2025-10-20T11:26:14","date_gmt":"2025-10-20T11:26:14","guid":{"rendered":"https:\/\/neuronup.com\/?p=25547"},"modified":"2025-10-20T11:26:14","modified_gmt":"2025-10-20T11:26:14","slug":"demenza-e-valutazione-neuropsicologica-la-scala-gds-e-la-sua-applicabilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuropsicologia\/demenza-e-valutazione-neuropsicologica-la-scala-gds-e-la-sua-applicabilita\/","title":{"rendered":"Demenza e valutazione neuropsicologica: la scala GDS e la sua applicabilit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-xl-font-size\">La dottoressa in Psicologia Clinica della Salute Mar\u00eda J. Garc\u00eda-Rubio, insieme alla specialista in neuropsicologia clinica e disturbo cognitivo maggiore Nancy Navarro, spiegano in questo articolo che cos\u2019\u00e8 la <strong>demenza e l\u2019applicabilit\u00e0 clinica della scala GDS<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo articolo di divulgazione si intende descrivere la demenza da una prospettiva neuroanatomica e psicobiologica per poi poter giustificare l\u2019applicazione della Scala GDS durante la valutazione neuropsicologica del paziente con diagnosi di demenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche se si tratta di una scala validata e utilizzata frequentemente dai professionisti neuropsicologi e anche da altri operatori sanitari, \u00e8 necessario che sia definita e adeguata alla diagnosi per poter estrarre il massimo del suo valore valutativo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Che cos\u2019\u00e8 la demenza?<\/h2>\n\n\n\n<p>La demenza \u00e8 un termine generale che identifica le condizioni il cui insieme di segni e sintomi si caratterizza per <strong>una progressiva diminuzione della capacit\u00e0 mentale<\/strong> ed esecutiva dei domini cognitivi.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa malattia neurologica <strong>riduce il grado di autonomia e indipendenza<\/strong> delle persone che ne sono affette, influenzando cos\u00ec la loro capacit\u00e0 di svolgere attivit\u00e0 strumentali della vita quotidiana e, di conseguenza, il paziente solitamente richiede un supporto continuativo da parte del proprio caregiver (Alzheimer&#8217;s Association, 2014).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Da una prospettiva psicobiologica, le cellule nervose o neuroni sono le prime interessate durante il decorso evolutivo della demenza, sebbene il <strong>marcatore chiave sia la presenza dei grovigli neurofibrillari<\/strong>, oltre alla formazione di placche senili osservate nella demenza di tipo corticale (Goriely et al., 2020).<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, \u00e8 stato dimostrato che la presenza di microinfarti cerebrali incide negativamente sull\u2019area sottocorticale dell\u2019encefalo, il che nella maggior parte dei casi comporta la <strong>comparsa di una demenza vascolare<\/strong> (Bir et al., 2021).<\/p>\n\n\n\n<p>Di conseguenza, ci\u00f2 provoca una <strong>distruzione massiccia dei neuroni della corteccia cerebrale<\/strong>, che finisce per modificare la loro struttura e funzione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Su un piano neuroanatomico, lo sviluppo di una demenza comporta un processo patologico anatomico del cervello in cui, come fattore comune a tutti i tipi di demenza, si diffondono <strong>i poli temporali, con danni anche nella sostanza grigia della neocorteccia parietale e prefrontale<\/strong>, nel caso della Malattia di Alzheimer e della Malattia Frontotemporale (Kang et al., 2019).<\/p>\n\n\n\n<p>Altre patologie neurologiche, come la <strong>demenza a corpi di Lewy<\/strong>, presentano un danno neuronale maggiormente localizzato nelle regioni troncoencefaliche (Rodr\u00edguez, 2020).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Com\u2019\u00e8 la valutazione neuropsicologica della demenza?<\/h2>\n\n\n\n<p>La demenza \u00e8 stata al centro di numerose ricerche, con l\u2019obiettivo di conoscerne la fisiopatologia e le conseguenze fisiche e cognitive nella maggior parte dei casi. Successivamente, i gruppi e le linee di ricerca si sono interessati non tanto al concetto, quanto <strong>alla sua valutazione e trattamento.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il numero di casi di demenza aumentava, pertanto doveva esserci almeno uno <strong>strumento di valutazione neuropsicologica<\/strong> che completasse il protocollo medico dedicato all\u2019approccio del paziente con demenza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo motivo, nel 1982 Barry Reisberg e collaboratori hanno pubblicato uno strumento di valutazione attualmente noto come <strong>\u201cScala Globale di Deterioramento o GDS\u201d<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Che cos\u2019\u00e8 la scala GDS?<\/h3>\n\n\n\n<p>Questo strumento ha l\u2019obiettivo di offrire un\u2019alternativa di misurazione neuropsicologica per ogni fase neurodegenerativa legata alla demenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Di conseguenza, vengono considerate la <strong>capacit\u00e0 cognitiva in senso specifico<\/strong>, la funzione esecutiva, i processi attentivi e della memoria, dall\u2019insorgenza delle prime manifestazioni di deterioramento cognitivo fino alla sua fase finale (Custodio et al., 2017).<\/p>\n\n\n\n<p>A sua volta, la scala GDS considera i confini di ciascuna fase evolutiva della demenza, che si susseguono come un processo lento e continuo. Con queste caratteristiche, la scala GDS mira a offrire un <strong>supporto orientativo ai professionisti, neuropsicologi<\/strong> o altri operatori sanitari che lavorano con pazienti con diagnosi di demenza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo Reisberg et al. (1999), il <strong>concetto di retrogenesi<\/strong> \u00e8 una base fondamentale per l\u2019elaborazione della scala, poich\u00e9 spiega come il decorso della demenza sia accompagnato da una riduzione della capacit\u00e0 cognitiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, il <strong>decremento nella cognizione<\/strong> \u00e8 esattamente inverso al processo di acquisizione dell\u2019apprendimento che si realizza dall\u2019infanzia all\u2019et\u00e0 adulta, riflettendosi non solo nei processi cognitivi superiori, ma anche nello sviluppo cerebrale (Strikwerda-Brown et al., 2019).<\/p>\n\n\n\n<p>Per esempio, \u00e8 possibile che la persona con diagnosi di demenza perda inizialmente le informazioni provenienti dalla memoria a breve termine; nelle fasi intermedie avr\u00e0 difficolt\u00e0 ad accedere ai ricordi a lungo termine; mentre nelle fasi finali sar\u00e0 <strong>incapace di controllare processi fisiologici<\/strong> acquisiti nella prima infanzia, come l\u2019autonomia nell\u2019alimentazione o il controllo degli sfinteri.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Fasi della scala GDS<\/h3>\n\n\n\n<p>La versione originale della scala GDS di Reisberg et al. (1982) include <strong>7 fasi legate allo sviluppo della demenza.<\/strong> In questo modo, ciascuna di esse descrive l\u2019alterazione corrispondente al decorso fisico, cognitivo e mentale della malattia.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, la descrizione dello stato cognitivo per fase \u00e8 accompagnata da una valutazione approssimativa nel minimental (MEC) di Lobo et al. (1999), al fine di poter <strong>collegare entrambi gli strumenti nello stesso paziente<\/strong>. Di seguito, viene presentato un breve excursus per ciascuna di esse e i relativi punteggi:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>GDS 1. <strong>Assenza di deficit cognitivo<\/strong>. In questa fase la persona non mostra deterioramento n\u00e9 soggettivo n\u00e9 oggettivo, il che significa che presenta uno stato cognitivo ottimale. Corrisponde a un punteggio di 30-35 nella valutazione MEC.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>GDS 2. <strong>Deficit cognitivo molto lieve<\/strong>. Durante questo periodo la persona manifesta lamentele riguardanti la memoria in relazione allo smarrimento di oggetti o alla dimenticanza di nomi, che di norma passano inosservate nell\u2019ambito familiare, lavorativo e sociale. A sua volta, non si riscontra un deficit cognitivo mediante esame clinico. Corrisponde a un punteggio di 25-30 nella valutazione MEC.&nbsp;<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>GDS 3. <strong>Deficit cognitivo lieve<\/strong>. Si osservano cambiamenti nell\u2019esecuzione di compiti di tipo occupazionale, lavorativo e sociale come, per esempio: difficolt\u00e0 semantiche, ridotta capacit\u00e0 di trattenere nuove informazioni o di ricordare persone recentemente conosciute, dimenticanze nell\u2019orientamento spaziale, riduzione della concentrazione. Pu\u00f2 essere accompagnato da ansia moderata.&nbsp; Corrisponde a un punteggio di 20-27 nella valutazione MEC.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>GDS 4. <strong>Deficit cognitivo moderato<\/strong>. La persona presenta difficolt\u00e0 nell\u2019esecuzione di compiti relativi alla pianificazione di aspetti quali: finanze, cucina, viaggi, operazioni di calcolo.&nbsp; A sua volta diminuisce l\u2019orientamento nel tempo e nella persona, nei fatti recenti, possibile prosopagnosia e labilit\u00e0 emotiva. Corrisponde a un punteggio di 16-23 nella valutazione MEC.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>GDS 5. <strong>Deficit cognitivo moderatamente grave<\/strong>. In questa fase, la persona riduce la capacit\u00e0 esecutiva nelle seguenti attivit\u00e0: scelta dell\u2019abbigliamento, ricordare indirizzi, numeri di telefono, nomi di familiari; tuttavia, riconosce il proprio nome e quello della famiglia pi\u00f9 stretta.&nbsp; Corrisponde a un punteggio di 10-19 nella valutazione MEC.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/li>\n<li>GDS 6. <strong>Deficit cognitivo grave<\/strong>. In questa fase, la persona necessita di supporti per svolgere attivit\u00e0 strumentali della vita quotidiana, quali vestirsi, fare il bagno, ricordare i nomi dei familiari pi\u00f9 stretti o dei caregiver. Pu\u00f2 anche manifestare riduzione della continenza urinaria, cambiamenti di personalit\u00e0 e dell\u2019affettivit\u00e0. Corrisponde a un punteggio di 0-12 nella valutazione MEC.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>GDS 7. <strong>Deficit cognitivo molto grave<\/strong>. La persona in questa fase presenta perdita delle capacit\u00e0 verbali e motorie come camminare senza aiuto, sedersi, alzarsi e mantenere la testa eretta. Perdita del sorriso. Necessita di assistenza per l\u2019igiene personale. Si osservano segni neurologici.&nbsp; Corrisponde a un punteggio di 0 nella valutazione MEC.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Applicabilit\u00e0 clinica della scala GDS&nbsp;<\/h2>\n\n\n\n<p>Come anticipato, la scala GDS ha la particolarit\u00e0 di completarsi con strumenti di valutazione cognitiva, come il MEC, <strong>aumentando il potenziale valutativo di questi strumenti<\/strong> di esplorazione cognitiva in una malattia neurologica complessa come la demenza (Pe\u00f1a-Casanova et al., 2014).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, questo potenziale <strong>\u00e8 pi\u00f9 rilevante nelle fasi avanzate della demenza<\/strong> in cui esiste un\u2019ampia variabilit\u00e0 individuale tra i pazienti. Per questo \u00e8 cos\u00ec importante disporre di strumenti come la scala GDS, poich\u00e9 svolge la funzione di guida del processo evolutivo della demenza per il professionista responsabile del paziente.<\/p>\n\n\n\n<p>In base al deterioramento indicato dalla scala GDS, il professionista pu\u00f2 istituire nuove linee guida di intervento adattate alle caratteristiche della fase di demenza del paziente, nonch\u00e9 progettare altre <strong>strategie di supporto<\/strong> in base alle esigenze della vita quotidiana, delle cure e del trattamento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Va inoltre sottolineato che, sebbene l\u2019applicazione della scala GDS sia stata propriamente associata alla malattia di Alzheimer a causa della sua evoluzione progressiva<strong>, questo strumento di esplorazione neuropsicologica pu\u00f2 essere applicato anche in altri casi, come la malattia a corpi di Lewy o la demenza di tipo vascolare<\/strong> (Sousa et al., 2020).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni<\/h2>\n\n\n\n<p>La <strong>scala GDS<\/strong> ha dimostrato <strong>di essere valida e affidabile per la determinazione del processo evolutivo della demenza,<\/strong> soprattutto per la sua capacit\u00e0 di differenziare e descrivere il decorso e il progresso della malattia attraverso osservazioni cliniche. Inoltre, \u00e8 associata ad altre implicazioni cliniche come il miglioramento della prognosi del paziente a partire da nuovi e personalizzati piani di intervento.<\/p>\n\n\n\n<p>In effetti, i punteggi della scala GDS non servono solo a determinare il grado di deterioramento cognitivo, ma anche a ottimizzare il processo decisionale <strong>terapeutico e la scelta farmacologica necessaria<\/strong> per contribuire al miglioramento della qualit\u00e0 della vita di questi pazienti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Bibliografia<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-sm-font-size\">Alzheimer&#8217;s Association (2014). 2014 Alzheimer&#8217;s disease facts and figures. <em>Alzheimer&#8217;s &amp; dementia: the journal of the Alzheimer&#8217;s Association<\/em>, <em>10<\/em>(2), e47\u2013e92.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-sm-font-size\">Bir, S. C., Khan, M. W., Javalkar, V., Toledo, E. G., &amp; Kelley, R. E. (2021). Emerging concepts in vascular dementia: a review. <em>Journal of Stroke and Cerebrovascular Diseases, 30<\/em>(8), 105864.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-sm-font-size\">Custodio, N., Becerra-Becerra, Y., Alva-Diaz, C., Montesinos, R., Lira, D., Herrera-P\u00e9rez, E., &#8230; &amp; Castro-Su\u00e1rez, S. (2017). Validaci\u00f3n y precisi\u00f3n de la escala de deterioro global (GDS) para establecer severidad de demencia en una poblaci\u00f3n de Lima. <em>Ces Medicina, 31<\/em>(1), 14-26. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-sm-font-size\">Goriely, A., Kuhl, E., &amp; Bick, C. (2020). Neuronal oscillations on evolving networks: dynamics, damage, degradation, decline, dementia, and death. <em>Physical review letters, 125<\/em>(12), 128102.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-sm-font-size\">Kang, S. H., Park, Y. H., Lee, D., Kim, J. P., Chin, J., Ahn, Y., &#8230; &amp; Seo, S. W. (2019). The cortical neuroanatomy related to specific neuropsychological deficits in Alzheimer&#8217;s continuum. <em>Dementia and neurocognitive disorders<\/em>, <em>18<\/em>(3), 77-95.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-sm-font-size\">Lobo, A., Saz, P., Marcos, G., D\u00eda, J. L., De La C\u00e1mara, C., Ventura, T., &#8230; &amp; Aznar, S. (1999). Revalidation and standardization of the cognition mini-exam (first Spanish version of the Mini-Mental Status Examination) in the general geriatric population. <em>Medicina clinica<\/em>, <em>112<\/em>(20), 767-774.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-sm-font-size\">Rodriguez Espinoza, T. F. (2020), Tratamientos farmacolo\u0301gicos y no farmacolo\u0301gicos del deterioro cognitivo y los si\u0301ntomas neuropsiquia\u0301tricos. <em>Neurologia de la congnici\u00f3n y la conducta, Editorial Medica Panamericana,<\/em>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-sm-font-size\">Reisberg, B., Franssen, E., Hasan, S. <em>et al. <\/em>Retrog\u00e9nesis: mecanismos cl\u00ednicos, fisiol\u00f3gicos y patol\u00f3gicos en el envejecimiento cerebral, el Alzheimer y otros procesos demenciales. <em>Archivos Europeos de Psiquiatr\u00eda y Neurociencias Cl\u00ednicas<\/em> 249 (Suplemento 3), S28\u2013S36 (1999).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-sm-font-size\">Reisberg, B., Ferris, S. H., de Leon, M. J., &amp; Crook, T. (1982). The Global Deterioration Scale for assessment of primary degenerative dementia. <em>The American journal of psychiatry<\/em>, <em>139<\/em>(9), 1136\u20131139.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-sm-font-size\">Sousa, S., Teixeira, L., &amp; Pa\u00fal, C. (2020). Assessment of major neurocognitive disorders in primary health care: predictors of individual risk factors. <em>Frontiers in Psychology<\/em>, <em>11<\/em>, 1413.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-sm-font-size\">Strikwerda-Brown, C., Grilli, M. D., Andrews-Hanna, J., &amp; Irish, M. (2019). \u201cAll is not lost\u201d\u2014Rethinking the nature of memory and the self in dementia. <em>Ageing Research Reviews<\/em>, <em>54<\/em>, 100932.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-sm-font-size\">Pe\u00f1a-Casanova, J. Gramunt Fombuena, N. &amp; Gich Full\u00e1, J. (2004). Test Neuropsicol\u00f3gicos. <em>Fundamentos para una neuropsicolog\u00eda cl\u00ednica basada en evidencias. Masson: Barcelona.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo su <strong>demenza e l\u2019applicabilit\u00e0 clinica della scala GDS<\/strong>,&nbsp;potresti essere interessato anche ai seguenti articoli:<\/h3>\n\n<div class=\"mai-grid entries entries-grid has-boxed has-image-full\" style=\"--entry-title-font-size:var(--font-size-lg);--align-text:start;--entry-meta-text-align:start;\"><div class=\"entries-wrap has-columns\" style=\"--columns-xs:1\/1;--columns-sm:1\/1;--columns-md:1\/3;--columns-lg:1\/3;--flex-xs:0 0 var(--flex-basis);--flex-sm:0 0 var(--flex-basis);--flex-md:0 0 var(--flex-basis);--flex-lg:0 0 var(--flex-basis);--column-gap:var(--spacing-lg);--row-gap:var(--spacing-lg);--align-columns:start;\"><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-attivita-di-neuroriabilitazione category-attivita-per-le-abilita-visuo-spaziali category-stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva 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has-image-first type-post category-neuroscienze-del-cervello tag-cervello tag-stimolazione-cognitiva\" style=\"--entry-index:3;\" aria-label=\"Benefici della lettura per il cervello\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuroscienze-del-cervello\/benefici-della-lettura-per-il-cervello\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"271\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/benficios-de-la-lectura.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Libro aperto tenuto in mano con illustrazione di cervello sopra, linee di luce emanano, sfondo scuro evidenziando conoscenza e ispirazione.\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/benficios-de-la-lectura-300x203.webp 300w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/benficios-de-la-lectura-768x520.webp 768w, 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Garc\u00eda-Rubio, insieme alla specialista in neuropsicologia clinica e disturbo cognitivo maggiore Nancy Navarro, spiegano in questo articolo che cos\u2019\u00e8 la demenza e l\u2019applicabilit\u00e0 clinica della scala GDS. 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