
{"id":24119,"date":"2025-10-04T11:26:14","date_gmt":"2025-10-04T11:26:14","guid":{"rendered":"https:\/\/neuronup.com\/?p=24119"},"modified":"2025-10-04T11:26:14","modified_gmt":"2025-10-04T11:26:14","slug":"tecniche-di-esplorazione-neurologica-concetti-di-base-e-applicabilita-clinica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/tecniche-di-esplorazione-neurologica-concetti-di-base-e-applicabilita-clinica\/","title":{"rendered":"Tecniche di esplorazione neurologica: concetti di base e applicabilit\u00e0 clinica"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-xl-font-size\">La dottoressa in Psicologia Clinica della Salute Mar\u00eda J. Garc\u00eda-Rubio insieme alla specialista in neuropsicologia clinica e nel disturbo cognitivo maggiore Nancy Navarro spiegano in questo articolo cos&#8217;\u00e8 la <strong>esplorazione neurologica<\/strong>, nonch\u00e9 le sue tecniche e applicabilit\u00e0 clinica.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Introduzione<\/h2>\n\n\n\n<p>La conoscenza della struttura e della funzione del sistema nervoso (SN) richiede la congiunzione di discipline quali la <strong>fisiologia, la medicina, la psicologia e la biologia<\/strong>, tra le altre. Per questo molte di esse formano le neuroscienze e le tappe fondamentali che ne accompagnano lo sviluppo come ramo specifico dello studio del SN nelle sue versioni sana e patologica.<\/p>\n\n\n\n<p>Per condurre gli studi scientifici che raccolgono informazioni sullo sviluppo del SN, le sue parti e il suo funzionamento <strong>\u00e8 necessaria una metodologia comune a queste discipline<\/strong> che si uniscono intorno all\u2019esplorazione neurologica. Ed \u00e8 da qui che nascono le tecniche di esplorazione neurologica.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Che cos&#8217;\u00e8 l&#8217;esplorazione neurologica?<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019esplorazione neurologica \u00e8 l\u2019azione tramite la quale si possono<strong> trarre conclusioni precise<\/strong> sulla struttura e funzione di diversi aspetti del <strong>sistema nervoso<\/strong> (Gonz\u00e1lez e L\u00f3pez, 2013), essendo un fattore chiave il <strong>tipo di tecnica di esplorazione neurologica e il meccanismo che la sottende<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Tecniche di esplorazione neurologica<\/h3>\n\n\n\n<p>Lo sviluppo delle tecniche di esplorazione neurologica risale all\u2019evoluzione del concetto di cervello, che coincide con il periodo di alcune delle ben note <strong>teorie filosofiche come quella di Ippocrate<\/strong> (c. 460-370 a.C.), che descrisse il cervello come la sede dell\u2019esperienza e dell\u2019intelligenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea Vesalio (1514-1564) fu il primo a descrivere l\u2019anatomia del cervello attraverso illustrazioni raccolte nella sua opera \u201cDe humani corporis\u201d; e anche Ren\u00e9 Descartes (1596-1650) <strong>descrive il cervello come una macchina complessa<\/strong>, simile al cuore, che controlla le azioni complesse dell\u2019essere umano.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-landscape-sm\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Exploracion-neurologica-metodo-400x300.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-24140\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Visualizzazione di un elettroencefalogramma.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">La pneumoencefalografia<\/h4>\n\n\n\n<p>Nel 1919, Walter Dandy (1886-1946) svilupp\u00f2 la <strong>pneumoencefalografia<\/strong>, un metodo che consisteva nel realizzare una radiografia del cervello mediante la sostituzione del <strong>liquido cerebrale con aria, ossigeno o elio.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;elettroencefalogramma<\/h4>\n\n\n\n<p>Dopo questa prima tecnica di esplorazione neurologica, arriv\u00f2 l\u2019<strong>elettroencefalogramma<\/strong> grazie al tedesco Hans Berger (1873-1941) come un <strong>metodo capace di rivoluzionare l\u2019esplorazione neurologica<\/strong> conosciuta fino ad allora. Infatti, con l\u2019EEG il ricercatore non ottiene una radiografia del cervello, ma pu\u00f2 conoscere i tempi e le aree cerebrali in cui si verifica l\u2019attivit\u00e0 cerebrale basata su <strong>potenziali postsinaptici<\/strong> registrati sul cuoio capelluto della persona.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Altre tecniche di esplorazione neurologica e loro varianti<\/h4>\n\n\n\n<p>Successivamente, altre tecniche di esplorazione neurologica furono la<strong> angiografia<\/strong> derivata dalla lobotomia del XX secolo. Tuttavia, fu alla fine degli anni &#8217;60 che emersero le tecniche di esplorazione neurologica funzionali come la <strong>magnetoencefalografia<\/strong> (MEG) di Cohen (1968), la <strong>tomografia computerizzata<\/strong> (TC) e la <strong>risonanza magnetica<\/strong> (RM), insieme allo sviluppo della <strong>tomografia a emissione di positroni<\/strong> (PET) (Posner e Raichle, 1994).<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, negli anni &#8217;80 e successivi sono state create <strong>nuove varianti<\/strong> di queste stesse tecniche di <strong>esplorazione neurologica<\/strong> con le quali i ricercatori sono in grado di estrarre dati cerebrali sempre <strong>pi\u00f9 precisi e interessanti<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono esempi la <strong>tecnica di stimolazione magnetica transcranica<\/strong> (TMS), la <strong>tomografia da risonanza magnetica funzionale<\/strong> (fMRI) e le sue diverse applicazioni, tra cui spiccano i segnali BOLD, la T1 e la T2. Inoltre, dal 1994 si accede all\u2019esplorazione neurologica a partire da dati di imaging provenienti da tecniche pi\u00f9 recenti come il <strong>tensore di diffusione<\/strong>, che permette di visualizzare il percorso delle fibre nervose, tra gli altri (Fuller, 2020).<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Metodi di esplorazione neurologica<\/h3>\n\n\n\n<p>In questo articolo forniremo un <strong>breve riepilogo dei metodi di esplorazione neurologica<\/strong> esistenti e ci concentreremo soprattutto sui <strong>metodi funzionali<\/strong> che sono i pi\u00f9 utilizzati attualmente grazie al loro grande contributo negli studi di neuroscienze cognitive sugli esseri umani.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Metodi lesionali<\/h4>\n\n\n\n<p>I <strong>metodi lesionali<\/strong> sono tecniche di esplorazione neurologica che <strong>utilizzano lesioni cerebrali come ipotesi<\/strong> per comprendere il funzionamento del cervello in relazione a un comportamento, ovvero analizzano strutture cerebrali danneggiate e la loro influenza sul comportamento.<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>loro metodologia<\/strong> \u00e8 ampia per lo studio di diversi scenari, sia per <strong>lesioni<\/strong> che si sono verificate spontaneamente a causa di un <strong>danno<\/strong> <strong>cerebrale acquisito<\/strong>, sia per lesioni derivanti da un <strong>procedimento chirurgico<\/strong> (Humphreys et al., 2021).<\/p>\n\n\n\n<p>Tra questi metodi spiccano l\u2019<strong>analisi macroscopica e microscopica<\/strong>, il cui scopo \u00e8 fornire informazioni sulla composizione morfologica e architettonica del tessuto nervoso post-mortem. Quanto sopra avviene mediante <strong>procedure come fissazione, colorazione o sezione<\/strong>, per conoscere la natura chimica e molecolare a livello macroscopico o microscopico.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Metodi strumentali<\/h4>\n\n\n\n<p>Questi metodi consentono l\u2019esplorazione neurologica attraverso il <strong>registro e l\u2019osservazione delle prestazioni cerebrali in diverse attivit\u00e0<\/strong>, mediante strumenti adeguati specificamente per controllare le variabili che influenzano indirettamente il funzionamento del cervello (Marinescu et al., 2018).<\/p>\n\n\n\n<p>Alcune tecniche di esplorazione neurologica in questa categoria sono le tecniche <strong>sensoriali<\/strong>, derivanti dal paradigma della divisione sensoriale, secondo il quale diverse informazioni in ingresso vengono manipolate in modo tale che vari stimoli controllati raggiungano simultaneamente entrambi gli emisferi cerebrali e competono per l\u2019arrivo. Tra queste spiccano la <strong>udito dicotico, campi visivi separati e palpazione diadittica<\/strong> (Maes et al., 2017; Vendetti et al., 2015).<\/p>\n\n\n\n<p>Anche le tecniche motorie come l\u2019<strong>interferenza motoria<\/strong> sono metodi strumentali di esplorazione neurologica, che richiedono che il partecipante esegua contemporaneamente due compiti motori, per esempio con il <strong>test del battito<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Metodi funzionali<\/h4>\n\n\n\n<p>I <strong>metodi funzionali<\/strong> sono quelli che registrano cambiamenti nelle attivit\u00e0 cerebrali, mediante la <strong>manipolazione di variabili comportamentali<\/strong>. All\u2019interno di questa categoria, si distinguono le tecniche di <strong>esplorazione neurologica elettromagnetiche e metaboliche<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Tecniche elettromagnetiche<\/strong><\/em>: tra queste si distinguono l&#8217;elettroencefalografia, i potenziali evocati e la magnetoencefalografia.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>\u2014<\/strong> <strong>Elettroencefalogramma<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p>\u00c8 una tecnica non invasiva che permette di <strong>studiare il sistema nervoso centrale<\/strong>. Attraverso di essa si accede all\u2019esplorazione cerebrale mentre si svolgono diverse attivit\u00e0 in risposta a stimoli differenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il metodo permette di amplificare l\u2019<strong>attivit\u00e0 bioelettrica cerebrale<\/strong>, rilevando l\u2019attivit\u00e0 dei campi elettrici generati dai potenziali postsinaptici dei neuroni piramidali della corteccia. I pattern di onde gamma, beta, theta e delta generati dal processo sono associati al <strong>comportamento e alla coscienza<\/strong>, essendo misurati in base alla loro frequenza e ampiezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Le <strong>principali condizioni cliniche<\/strong> che possono essere rilevate con questa tecnica sono: la diagnosi dei disturbi epilettici, la classificazione delle patologie del sonno, le alterazioni a livello di coscienza (Keren et al., 2018).<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>\u2014<\/strong> <strong>Potenziali evocati (PE)<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p>Misurano i cambiamenti nell\u2019attivit\u00e0 elettrica cerebrale mediante uno <strong>stimolo sensoriale esterno<\/strong>. L\u2019attivit\u00e0 \u00e8 rilevata da elettrodi posizionati sul cuoio capelluto, che forniscono informazioni come indicatore dell\u2019attivit\u00e0 neurale (Bestmann e Krakauer, 2015).<\/p>\n\n\n\n<p>Questi potenziali sono utilizzati per la <strong>valutazione della via uditiva<\/strong> e studi su: neonati a rischio di ipoacusia, malattie degenerative e demielinizzanti (Norcia et al., 2015).<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>\u2014<\/strong> <strong>Magnetoencefalografia<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p>Consiste in un esame che misura i campi magnetici generati dalle <strong>correnti elettriche cerebrali<\/strong> e rileva i <strong>cambiamenti in aree specifiche<\/strong>. Il procedimento prevede una o pi\u00f9 sonde che si muovono sulla superficie del cranio e producono una mappa di isocontorni che rappresentano diverse intensit\u00e0 del campo magnetico.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella pratica clinica questa tecnica di esplorazione neurologica \u00e8 utilizzata per localizzare il focolaio delle crisi epilettiche (F\u00f6rster et al., 2020).<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Tecniche metaboliche<\/strong><\/em>: quegli strumenti di esplorazione neurologica che permettono di <strong>rilevare il livello di attivit\u00e0 metabolica cerebrale<\/strong>. A questo scopo vengono utilizzate le seguenti tecniche: tomografia a emissione di positroni, tomografia computerizzata a emissione di fotoni singoli e risonanza magnetica funzionale.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>\u2014<\/strong> <strong>Tomografia a emissione di positroni (PET)<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p>Viene impiegata per esplorare l\u2019attivit\u00e0 metabolica neuronale mediante <strong>radiomarcatori che permettono di misurare il flusso sanguigno,<\/strong> i meccanismi di trasporto della dopamina o il riassorbimento della serotonina.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo processo non comporta rischi per il paziente; al contrario, le molecole radioattive emettono particelle chiamate positroni per determinare la regione cerebrale da esplorare e creare un\u2019immagine colorata dell\u2019encefalo (O\u2019Neill et al., 2015). Questo metodo \u00e8 ampiamente utilizzato nella <strong>rilevazione delle malattie neurodegenerative<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>\u2014<\/strong> <strong>Tomografia computerizzata a emissione di fotoni singoli (SPECT)<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p>\u00c8 una tecnica utilizzata nel campo della <strong>medicina nucleare<\/strong>. Combina immagini bidimensionali che, combinate, formano un\u2019unica immagine tridimensionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa tecnica di esplorazione neurologica \u00e8 ampiamente utilizzata nella valutazione della <strong>malattia cerebrovascolare<\/strong> e in pazienti con <strong>sospetto di sindrome demenza<\/strong> e\/o lesione cerebrale traumatica (Pelegr\u00ed Mart\u00ednez et al., 2017).<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>\u2014<\/strong> <strong>Risonanza magnetica funzionale (fMRI)<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p>Permette di misurare il metabolismo regionale <strong>rilevando l\u2019ossigeno nei vasi sanguigni dell\u2019encefalo.<\/strong> La spiegazione fisiologica mostra che, man mano che i neuroni sono pi\u00f9 attivi, utilizzano una maggiore quantit\u00e0 di ossigeno, il che provoca una riduzione di questo nel sangue (Keren et al., 2018).<\/p>\n\n\n\n<p>I neuroni inviano segnali ai vasi sanguigni per generare <strong>vasodilatazione e trasportare ossigeno<\/strong>. La fMRI rende compatibile questo percorso con un\u2019elevata precisione nella localizzazione delle strutture encefaliche.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019impiego di queste tecniche di esplorazione neurologica \u00e8 vario; attualmente \u00e8 utilizzato nel <strong>campo delle Neuroscienze Cognitive e Affective<\/strong> con popolazione sana o con diagnosi neuropatologica (Atenas et al., 2018).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni<\/h2>\n\n\n\n<p>In questo articolo del blog \u00e8 stato introdotto lo sviluppo e lo stato delle tecniche di esplorazione neurologica, con <strong>particolare attenzione alle tecniche funzionali da cui si ottengono dati di imaging<\/strong>, specialmente riferiti alla funzione cognitiva dell\u2019essere umano a riposo e\/o mentre svolge un compito a elevata o bassa richiesta, per esempio.<\/p>\n\n\n\n<p>Allo stesso modo, queste tecniche permettono l\u2019<strong>esplorazione neurologica del cervello sano e anche di quello patologico<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>In conclusione, le tecniche di esplorazione neurologica costituiscono uno dei <strong>metodi pi\u00f9 attuali, innovativi e in evoluzione nelle neuroscienze<\/strong> a livello nazionale e internazionale, per l\u2019applicabilit\u00e0 che offrono come procedimento e per la qualit\u00e0 e adeguatezza dei loro risultati.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Bibliografia<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-sm-font-size\">Atenas, T. L., D\u00edaz, E. C., Quiroga, J. C., Arancibia, S. U., &amp; Rodr\u00edguez, C. C. (2018). Functional magnetic resonance imaging: Basic principles and application in the neurosciences.&nbsp;<em>Radiolog\u00eda<\/em>,&nbsp;<em>60<\/em>(5), 368-377. https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.rxeng.2018.04.001<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-sm-font-size\">Bestmann, S., &amp; Krakauer, J. W. (2015). The uses and interpretations of the motor-evoked potential for understanding behaviour.&nbsp;<em>Experimental brain research<\/em>,&nbsp;<em>233<\/em>, 679-689. https:\/\/doi.org\/10.1007\/s00221-014-4183-7<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-sm-font-size\">F\u00f6rster, J., Koivisto, M., &amp; Revonsuo, A. (2020). ERP and MEG correlates of visual consciousness: The second decade.&nbsp;<em>Consciousness and cognition<\/em>,&nbsp;<em>80<\/em>, 102917. https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.concog.2020.102917<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-sm-font-size\">Fuller, G. (2020).&nbsp;<em>Exploraci\u00f3n neurol\u00f3gica f\u00e1cil<\/em>. Elsevier Health Sciences.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-sm-font-size\">Gonz\u00e1lez, N. C., &amp; L\u00f3pez, J. A. T. (2013).&nbsp;<em>Manual para la exploraci\u00f3n neurol\u00f3gica y las funciones cerebrales superiores.<\/em> Manual Moderno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-sm-font-size\">Humphreys, C. A., Smith, C., &amp; Wardlaw, J. M. (2021). Correlations in post\u2010mortem imaging\u2010histopathology studies of sporadic human cerebral small vessel disease: a systematic review.&nbsp;<em>Neuropathology and applied neurobiology<\/em>,&nbsp;<em>47<\/em>(7), 910-930. https:\/\/doi.org\/10.1111\/nan.12737<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-sm-font-size\">Keren, H., O\u2019Callaghan, G., Vidal-Ribas, P., Buzzell, G. A., Brotman, M. A., Leibenluft, E., &#8230; &amp; Stringaris, A. (2018). Reward processing in depression: a conceptual and meta-analytic review across fMRI and EEG studies.&nbsp;<em>American Journal of Psychiatry<\/em>,&nbsp;<em>175<\/em>(11), 1111-1120. https:\/\/doi.org\/10.1176\/appi.ajp.2018.17101124<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-sm-font-size\">Maes, C., Gooijers, J., de Xivry, J. J. O., Swinnen, S. P., &amp; Boisgontier, M. P. (2017). Two hands, one brain, and aging.&nbsp;<em>Neuroscience &amp; Biobehavioral Reviews<\/em>,&nbsp;<em>75<\/em>, 234-256. https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.neubiorev.2017.01.052<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-sm-font-size\">Marinescu, I. E., Lawlor, P. N., &amp; Kording, K. P. (2018). Quasi-experimental causality in neuroscience and behavioural research.&nbsp;<em>Nature human behaviour<\/em>,&nbsp;<em>2<\/em>(12), 891-898. https:\/\/doi.org\/10.1038\/s41562-018-0466-5<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-sm-font-size\">Norcia, A. M., Appelbaum, L. G., Ales, J. M., Cottereau, B. R., &amp; Rossion, B. (2015). The steady-state visual evoked potential in vision research: A review.&nbsp;<em>Journal of vision<\/em>,&nbsp;<em>15<\/em>(6), 4-4. https:\/\/doi.org\/10.1167\/15.6.4<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-sm-font-size\">O\u2019Neill, G. C., Barratt, E. L., Hunt, B. A., Tewarie, P. K., &amp; Brookes, M. J. (2015). Measuring electrophysiological connectivity by power envelope correlation: a technical review on MEG methods.&nbsp;<em>Physics in Medicine &amp; Biology<\/em>,&nbsp;<em>60<\/em>(21), R271. 10.1088\/0031-9155\/60\/21\/R271<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-sm-font-size\">Pelegr\u00ed Mart\u00ednez, L., Kohan, A. A., &amp; Vercher Conejero, J. L. (2017). Optimizaci\u00f3n de los protocolos y del uso de contrastes en tomograf\u00eda computarizada de los equipos de tomograf\u00eda por emisi\u00f3n de positrones.&nbsp;<em>Radiolog\u00eda<\/em>, 64-74.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-sm-font-size\">Posner, M.I., &amp; Raichle, M.E. (1994). <em>Images of Mind<\/em>. Scientific American Library.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo sulle tecniche di esplorazione neurologica, potresti essere interessato anche ai seguenti articoli:<\/h3>\n\n<div class=\"mai-grid entries entries-grid has-boxed has-image-full\" style=\"--entry-title-font-size:var(--font-size-lg);--align-text:start;--entry-meta-text-align:start;\"><div class=\"entries-wrap has-columns\" style=\"--columns-xs:1\/1;--columns-sm:1\/1;--columns-md:1\/3;--columns-lg:1\/3;--flex-xs:0 0 var(--flex-basis);--flex-sm:0 0 var(--flex-basis);--flex-md:0 0 var(--flex-basis);--flex-lg:0 0 var(--flex-basis);--column-gap:var(--spacing-lg);--row-gap:var(--spacing-lg);--align-columns:start;\"><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-sindrome-di-down tag-disabilita-intellettiva tag-sindrome-di-down\" style=\"--entry-index:1;\" aria-label=\"Sindrome di Down: cos&#8217;\u00e8, cifre, miti e verit\u00e0\" 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category-attivita-di-orientamento tag-attivita-di-stimolazione-cognitiva tag-orientamento\" style=\"--entry-index:3;\" aria-label=\"Orientamento: definizione, tipi e attivit\u00e0 di orientamento\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/attivita-di-neuroriabilitazione\/attivita-per-le-funzioni-cognitive\/attivita-di-orientamento\/orientamento-definizione-tipi-e-attivita-di-orientamento\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"269\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Actividades-de-orientacionObjetos-en-el-hogar.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Tre scene: area lavoro con scrivania e orologio; stanza bambini con letto a castello; garage con bici e auto gialla, simboli in ogni sezione.\" 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rel=\"bookmark\">Orientamento: definizione, tipi e attivit\u00e0 di orientamento<\/a><\/h3>\n<\/div><\/article><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-malattia-di-alzheimer tag-alzheimer tag-anziani tag-malattie-neurodegenerative tag-stimolazione-cognitiva\" style=\"--entry-index:4;\" aria-label=\"Rilevamento dell&#8217;Alzheimer negli anziani\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/malattie-neurodegenerative\/malattia-di-alzheimer\/rilevamento-dellalzheimer-negli-anziani\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"225\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/La-enfermedad-de-alzheimer-como-constructo-clinico-biologico-recomendacion-de-un-grupo-de-trabajo-internacional-NeuronUP.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" 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attivit\u00e0 di NeronUPper potenziare la neuroriabilitazione<\/a><\/h3>\n<\/div><\/article><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-ictus-o-malattie-cerebrovascolari-cva tag-cerebrolesione tag-cerebrolesione-acquisita tag-ictus tag-stimolazione-cognitiva\" style=\"--entry-index:6;\" aria-label=\"Ictus e riabilitazione cognitiva: come il cervello pu\u00f2 riapprendere dopo un grave danno\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/cerebrolesione-acquisita\/ictus-o-malattie-cerebrovascolari-cva\/ictus-e-riabilitazione-cognitiva-come-il-cervello-puo-riapprendere-dopo-un-grave-danno\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"300\" 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Garc\u00eda-Rubio insieme alla specialista in neuropsicologia clinica e nel disturbo cognitivo maggiore Nancy Navarro spiegano in questo articolo cos&#8217;\u00e8 la esplorazione neurologica, nonch\u00e9 le sue tecniche e applicabilit\u00e0 clinica. 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