
{"id":22994,"date":"2025-11-13T11:26:14","date_gmt":"2025-11-13T11:26:14","guid":{"rendered":"https:\/\/neuronup.com\/?p=22994"},"modified":"2025-11-13T11:26:14","modified_gmt":"2025-11-13T11:26:14","slug":"nuove-proposte-nella-stimolazione-sensoriale-per-il-trattamento-dei-disturbi-cronici-della-coscienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuroscienze-del-cervello\/nuove-proposte-nella-stimolazione-sensoriale-per-il-trattamento-dei-disturbi-cronici-della-coscienza\/","title":{"rendered":"Nuove proposte nella stimolazione sensoriale per il trattamento dei disturbi cronici della coscienza"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-xl-font-size\">La neuropsicologa Lidia Garc\u00eda P\u00e9rez spiega le <strong>nuove proposte di stimolazione sensoriale <\/strong>per i disturbi della coscienza.<\/p>\n\n\n\n<p>I programmi di stimolazione sensoriale hanno una lunga storia d&#8217;uso nella neuroriabilitazione, essendo una delle <strong>opzioni terapeutiche pi\u00f9 utilizzate<\/strong> nell&#8217;approccio ai <strong>disturbi globali della coscienza dopo un grave danno cerebrale[1]<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;idea su cui si basano \u00e8 che gli ambienti arricchiti <strong>promuovono la plasticit\u00e0 neuronale<\/strong> e, pertanto, il recupero di questi pazienti[2, 1]. Tuttavia, diverse revisioni sistematiche recenti[3, 4, 5, 6], inclusa una pubblicata da <strong>La Collaborazione Cochrane<\/strong>[3], concludono che manca ancora evidenza affidabile che supporti o controlli l&#8217;efficacia della stimolazione sensoriale nei pazienti con disturbi globali della coscienza (stati di coma, vegetativo o di veglia senza risposta, minima coscienza).<\/p>\n\n\n\n<p>D&#8217;altra parte, negli ultimi anni ci sono stati progressi nella conoscenza del cervello in generale e dei disturbi della coscienza in particolare, e sono emersi <strong>nuovi paradigmi<\/strong> e nozioni teoriche che rendono necessario valutare se le caratteristiche principali del metodo di stimolazione sensoriale siano ancora adeguate in base a quanto conosciamo oggi.<\/p>\n\n\n\n<p>Recentemente, <em>Frontiers in Human Neuroscience <\/em>ha pubblicato un lavoro[2] in cui gli autori rivedono le caratteristiche principali della stimolazione sensoriale, valutando quali sono obsolete e quali no, e proponendo <strong>alcuni cambiamenti<\/strong> che sono in linea con le conoscenze e le prospettive teoriche attuali.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel post di oggi parlo brevemente della <strong>stimolazione sensoriale e della concezione attuale<\/strong> <strong>di coscienza<\/strong> e dei disturbi della coscienza, per poi passare a un riassunto di detto lavoro.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Concezione attuale della coscienza e dei disturbi globali della coscienza.<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Tradizionalmente, lo stato normale di coscienza e i disturbi della coscienza (<strong>stati di coma, vegetativo o veglia senza risposta e minima coscienza<\/strong>) sono stati definiti in base a due componenti:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong><em>Arousal<\/em><\/strong> (il livello di allerta o attivazione, \u201cessere coscienti\u201d) che si definisce come la <em>capacit\u00e0 di svegliarsi e mantenere i cicli sonno-veglia.<\/em><\/li>\n\n\n\n<li>Il <strong><em>awareness<\/em><\/strong> (contenuto della coscienza o \u201cessere consapevoli\u201d) che si definisce come <em>capacit\u00e0 di integrare i diversi stimoli sensoriali in una conoscenza che ci consente di renderci conto di noi stessi e di ci\u00f2 che accade intorno a noi<\/em>[7].<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec, lo <strong>stato di coma<\/strong> si caratterizza per essere una condizione normalmente transitoria, in cui il paziente non presenta n\u00e9 <em>arousal<\/em> n\u00e9 <em>awareness<\/em> e rimane con gli occhi chiusi senza rispondere alla stimolazione n\u00e9 comunicare.<\/p>\n\n\n\n<p>Nello <strong>stato vegetativo o di veglia senza risposta<\/strong> il paziente mostra gli occhi aperti, riflettendo la preservazione del sistema reticolare di attivazione ascendente e quindi l&#8217;<em>arousal<\/em>. Tuttavia, non essendo in grado di generare un comportamento determinato, si ritiene che manchi loro la coscienza o <em>awareness<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, nello <strong>stato di minima coscienza<\/strong> i pazienti sono in grado di generare comportamenti che, sebbene variabili, sono riproducibili, perci\u00f2 si considera che essi posseggano <em>awareness<\/em> oltre all&#8217;arousal [8].<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, negli ultimi anni i meccanismi di coscienza sono stati associati a nuove concezioni quali la <strong><em>informazione distribuita<\/em><\/strong>[9], aree corticali che interagiscono e la <strong><em>connettivit\u00e0 cerebrale <\/em><\/strong>[10, 11]. Attualmente, la <strong>coscienza \u00e8 vista come la capacit\u00e0 di un sistema di integrare informazioni<\/strong> che sembra dipendere dalla capacit\u00e0 del cervello di sostenere schemi complessi di attivit\u00e0 distribuiti tra le aree corticali che interagiscono [2].<\/p>\n\n\n\n<p>In linea con questa prospettiva, i disturbi della coscienza sono stati recentemente ridefiniti come un <strong><em>sindrome di disconnessione<\/em><\/strong>, in cui un&#8217;interruzione funzionale e\/o strutturale a livello di un mesocircuito cortico-striato-pallido-talamo-corticale influisce sulla riemersione della capacit\u00e0 di risposta consapevole [12], opinione supportata da numerose linee di evidenza recenti [1].<\/p>\n\n\n\n<p>Sotto questo paradigma conexionista entrano in gioco <strong>nuove nozioni teoriche<\/strong> e, pertanto, \u00e8 opportuno considerare anche <strong>nuovi fattori<\/strong> nel definire i trattamenti pi\u00f9 idonei per i pazienti con disturbi della coscienza, sia a livello globale, per quanto riguarda una possibile integrazione delle diverse approcci di trattamento esistenti (neuromodulazione, trattamento farmacologico, stimolazione sensoriale, ecc.), sia a livello particolare per ciascuno di essi, nel caso in esame, relativamente ai programmi di stimolazione sensoriale.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns br-0111 particle-bg p-5 has-primary-background-color has-background is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:66.66%\">\n<h2 class=\"wp-block-heading has-white-color has-text-color\">Prova NeuronUP gratis per 7 giorni<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color\">Potrai collaborare con le nostre attivit\u00e0, progettare sedute o fare riabilitazione a distanza.<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:33.33%\">\n<div class=\"wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-16018d1d wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button\" style=\"--button-background:var(--color-custom-1);--button-background-hover:#cc7e00;\"><a class=\"wp-block-button__link button   wp-element-button\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/landing-store-user\/\">Comincia la tua prova<\/a><\/div>\n\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:18px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Che cos&#8217;\u00e8 la stimolazione sensoriale: fondamento e caratteristiche principali.<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>La stimolazione sensoriale per pazienti con disturbi della coscienza \u00e8 una metodologia indirizzata a <strong>promuovere l&#8217;<em>arousal<\/em><\/strong> e la risposta comportamentale di questi pazienti mediante la <strong>applicazione di stimoli ambientali<\/strong> [13], in modo che fornendo gradualmente informazioni sensoriali al loro sistema nervoso si induca il paziente a compiere qualche azione, al livello in cui egli possa rispondere [7].<\/p>\n\n\n\n<p>A tal fine, si fa uso di<strong> odori e sapori<\/strong> diversi di intensit\u00e0 medio-alta, <strong>suoni verbali e non verbali<\/strong> (tra questi ultimi, rumore bianco o musica), stimoli visivi (oggetti, fotografie) e <strong>stimoli tattili<\/strong> (contatto fisico, percezione del proprio corpo, oggetti di diverse texture, spostamento di un oggetto, ecc.)[7].<\/p>\n\n\n\n<p>Anche se sono state adottate diverse versioni e procedure all&#8217;interno di questo metodo, esse coincidono invariabilmente nelle seguenti caratteristiche [2]:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Gli stimoli presentati sono <strong>semplici<\/strong>,<\/li>\n\n\n\n<li>con un&#8217;<strong>intensit\u00e0 da media a elevata<\/strong>,<\/li>\n\n\n\n<li>possono avere un <strong>contenuto autobiografico e\/o emotivo<\/strong>,<\/li>\n\n\n\n<li>vengono presentati in modo <strong>ripetuto e frequente<\/strong>,<\/li>\n\n\n\n<li>vengono somministrati attraverso <strong>molteplici canali sensoriali.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>La stimolazione sensoriale \u00e8 una <strong>metodologia poco invasiva<\/strong>, che non comporta pericoli, economica e facile da applicare, ragioni per cui continua a essere un metodo di riabilitazione attraente [14]. Tuttavia, come menzionato sopra, la sua base teorica non \u00e8 stata definita chiaramente in passato e, in generale, esistono risultati contraddittori sulla sua efficacia che rendono necessaria un&#8217;ulteriore ricerca sui suoi procedimenti con una metodologia pi\u00f9 controllata [3, 4, 5, 6], nonch\u00e9 l&#8217;aggiornamento delle sue caratteristiche in funzione delle conoscenze attuali [2].<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Nuove proposte nella stimolazione sensoriale per i disturbi della coscienza<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Abbate et al.[2] hanno valutato le caratteristiche principali del metodo di stimolazione standard e propongono una <strong>proposta aggiornata<\/strong> che include alcune modifiche. Le loro proposte sono:<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Stimolazione complessa, includendo stimoli strutturati e significativi<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Come osservano gli autori, nei protocolli standard di stimolazione sensoriale si usano di solito <strong>stimoli semplici<\/strong> e spesso privi di significato (descontestualizzati), seguendo l&#8217;ipotesi implicita che i pazienti con disturbi della coscienza abbiano capacit\u00e0 di attenzione ridotte e che, pertanto, gli stimoli semplici siano pi\u00f9 adeguati in quanto pi\u00f9 facili da elaborare cognitivamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, studi recenti indicano che questi pazienti possono partecipare a compiti strutturati e potrebbero aver conservato risposte complesse, il che suggerisce che mantengono <strong>\u201cisole di funzionamento cognitivo di alto livello\u201d<\/strong> preservate.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla base di questi riscontri, gli autori propongono che l&#8217;obiettivo dei futuri protocolli sia la stimolazione di quelle <strong>funzioni cognitive isolate<\/strong>, ma preservate di alto livello, per le quali gli stimoli complessi potrebbero risultare pi\u00f9 efficaci rispetto a quelli semplici.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Evitare l&#8217;alta frequenza e la ripetizione degli stimoli<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Generalmente, i programmi standard consistono nel presentare una <strong>stimolazione semplice, ripetitiva, frequente e di intensit\u00e0 da media a elevata<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli autori sottolineano che tale procedura \u00e8 in contrasto con gli obiettivi di stimolazione dei processi cognitivi, poich\u00e9 potrebbe prodursi una risposta di <strong>abituazione<\/strong>, che, come ricordano, consiste in <em>una diminuzione della risposta neuronale e comportamentale derivante dalla stimolazione ripetuta<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Pertanto, propongono di evitare sia la ripetizione sia l&#8217;alta frequenza di presentazione degli stimoli, poich\u00e9 anche <em>una stimolazione pi\u00f9 frequente comporta <strong>una diminuzione della risposta pi\u00f9 rapida e\/o pi\u00f9 pronunciata<\/strong><\/em>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Somministrare stimoli di intensit\u00e0 adeguata, occasionalmente intervallati con stimoli di alta intensit\u00e0<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda l&#8217;intensit\u00e0, il <strong>vantaggio della stimolazione intensa<\/strong> (stimoli ad inizio brusco e ad alta energia) \u00e8 che stimola facilmente l&#8217;attenzione; tuttavia, dati i risultati contrastanti emersi dalla ricerca a riguardo, gli autori si chiedono se la stimolazione intensa possa anch&#8217;essa indurre abituazione o meno, per cui propongono di <strong>intervallare stimolazione di intensit\u00e0 adeguata<\/strong> (quindi, a mio avviso, di intensit\u00e0 naturale) <strong>con stimoli intensi in modo occasionale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Stimolazione multisensoriale integrata e simultanea<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Un tipico protocollo di stimolazione sensoriale di solito implica la<strong> stimolazione di molteplici modalit\u00e0 sensoriali diverse<\/strong> (visiva, uditiva, tattile, ecc.), motivo per cui viene definita <em>multimodale<\/em>. Tuttavia, gli stimoli utilizzati sono di un&#8217;unica modalit\u00e0, stimolando ciascun canale sensoriale separatamente. In tal modo, la stimolazione praticata non \u00e8 realmente multisensoriale, poich\u00e9 vengono somministrati in serie diversi stimoli <em>unimodali<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Come indicano gli autori, la ricerca recente sull&#8217;<strong>integrazione multisensoriale<\/strong> evidenzia che l&#8217;<strong>attenzione<\/strong> tende a orientarsi pi\u00f9 facilmente verso gli input o ingressi sensoriali che possiedono propriet\u00e0 multisensoriali e che ci\u00f2 avviene <strong>automaticamente<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, fanno riferimento a diversi studi neurofisiologici che suggeriscono che l&#8217;elaborazione corticale cerebrale \u00e8 multisensoriale non solo nelle cortecce associative, ma anche nelle <strong>cortecce primarie<\/strong>. Perci\u00f2, concludono che gli stimoli multisensoriali sono un&#8217;opzione migliore rispetto a quelli unimodali, poich\u00e9 potenzialmente sono pi\u00f9 in grado di catturare i processi attentivi e le<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/es\/areas\/functions\" target=\"_blank\"> <\/a>funzioni cognitive di alto livello preservate in modo isolato nei pazienti con disturbi globali della coscienza.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Stimoli emotivi<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Basandosi su studi pubblicati dal 2005, gli autori concludono che l&#8217;uso di stimoli emotivi rimane un&#8217;opzione preziosa nelle procedure di stimolazione sensoriale.<\/p>\n\n\n\n<p>Nello specifico, riportano risultati su:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Il <strong>accesso prioritario<\/strong> che l&#8217;informazione emotiva ha alla cognizione (attenzione e coscienza)<\/li>\n\n\n\n<li><strong>la sua migliore ritenzione rispetto alle informazioni senza contenuto emotivo<\/strong>,<\/li>\n\n\n\n<li>la sua influenza sulle rappresentazioni di alto livello come pensieri e azioni,<\/li>\n\n\n\n<li>sulla possibile facilitazione dell&#8217;integrazione del processamento emotivo con <strong>processi cognitivi <em>top-down<\/em><\/strong> quali l&#8217;attenzione, il contesto del compito e la coscienza.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Stimoli con contenuto autobiografico<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Gli stimoli con contenuto autobiografico hanno anch&#8217;essi il supporto della ricerca recente per considerarli come opzioni adeguate, poich\u00e9, in base alle evidenze citate, promuoverebbero <strong>l&#8217;integrazione che favorisce la coscienza<\/strong> e avrebbero gli stessi vantaggi del processamento emotivo.<\/p>\n\n\n\n<p>In particolare, i ricordi autobiografici attivano una <strong>ampia rete di regioni cerebrali<\/strong> e con ci\u00f2 <strong>diversi sistemi di memoria<\/strong> (episodica, semantica personale) e altri processi (immaginazione visiva, autoriferimento, processi emotivi e di controllo esecutivo), il che suggerisce che questi ricordi facilitano l&#8217;integrazione delle informazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 stata inoltre proposta una stretta relazione tra la <strong>memoria episodica<\/strong> e un <strong>alto livello di coscienza<\/strong> (livello <em>autonoetico<\/em>) come meccanismo che facilita la coscienza.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Stimolare le risposte chiedendo al paziente di compiere azioni<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>I protocolli standard di stimolazione sensoriale di solito si limitano a stimolare la percezione, o al massimo la<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/es\/areas\/functions\/memory\" target=\"_blank\"> <\/a>memoria e il processamento emotivo associato ad alcuni stimoli.<\/p>\n\n\n\n<p>In base a <strong>studi di neuroimmagine funzionale e neurofisiologici<\/strong> che di recente hanno segnalato che un sottogruppo di pazienti con disturbi della coscienza mostra <strong>\u201crisposte nascoste\u201d<\/strong>, gli autori suggeriscono che possa essere vantaggioso chiedere al paziente durante la sessione di eseguire azioni complesse, in modo che, oltre a stimolare il suo <em>arousal<\/em>, stimoliamo anche comportamenti definiti, mediante ripetizioni ed esercizi.<\/p>\n\n\n\n<p>Sebbene le evidenze indichino che praticamente ogni esperienza (inclusa la percezione) ha il <strong>potenziale di modificare il cervello e produrre cambiamenti duraturi<\/strong>, questa plasticit\u00e0 in molti casi \u00e8 specifica. Pertanto, la stimolazione limitata alla percezione potrebbe indurre <strong>cambiamenti ristretti<\/strong>, mentre ci si aspetterebbero risultati maggiori stimolando sia il processamento in entrata o percettivo, sia quello in uscita o d&#8217;azione.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, \u00e8 stata proposta una <strong>teoria della rappresentazione dell&#8217;azione<\/strong> che considera l&#8217;azione come il nucleo delle reti rappresentazionali pi\u00f9 importanti (per cui, gli autori suggeriscono che l&#8217;approccio alle azioni, oltre a quello alle percezioni, potrebbe favorire l&#8217;integrazione).<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Azioni naturalistiche e dinamiche in un contesto reale o virtuale<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>I contesti in cui di solito si svolgono le sessioni di stimolazione (clinici) tendono ad essere artificiali, inducendo il terapeuta a utilizzare <strong>stimoli semplici e ripetitivi<\/strong> e ad amministrarli in modo controllato, similmente a quanto si farebbe in laboratorio. Inoltre, si tratta di stimoli privi di rilevanza emotiva e di contenuto autobiografico, e <strong>diretti a stimolare solo il processamento in entrata.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Gli autori propongono di realizzare <strong>azioni naturalistiche e dinamiche in contesti pi\u00f9 adeguati<\/strong>, che consentano di introdurre i pazienti in situazioni che coinvolgano <strong>copioni comportamentali<\/strong> specifici (ad esempio, fare colazione con la famiglia).<\/p>\n\n\n\n<p>I compiti naturalistici, sia in situazioni reali che virtuali, comportano stimoli complessi e richiedono sia il <strong>processamento in entrata (percezione)<\/strong> sia quello in uscita (azione). Perci\u00f2, secondo gli autori, sono contesti ideali per l&#8217;introduzione di stimoli emotivi e autobiografici.<\/p>\n\n\n\n<p>Pertanto, le <strong>possibili direzioni per una stimolazione sensoriale aggiornata<\/strong> indicate da questi autori si basano fondamentalmente su <strong>concetti di stimolazione complessa<\/strong>. Ci\u00f2 implica l&#8217;utilizzo di stimoli strutturati e significativi, somministrati simultaneamente attraverso molteplici canali sensoriali in modo integrato. Allo stesso modo, comprende l&#8217;approccio al processamento cognitivo sia in entrata sia in uscita, e l&#8217;esecuzione di azioni dinamiche e naturalistiche che eviterebbero stimolazioni ripetitive e frequenti prive di significato. Includerebbero inoltre stimolazioni con intensit\u00e0 adeguata, che verrebbero occasionalmente intercalate con stimoli intensi.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutte queste azioni manterrebbero gli <strong>aspetti validi di rilevanza emotiva e rilevanza autobiografica.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Bibliografia<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<ol class=\"has-sm-font-size wp-block-list\">\n<li>Schnakers C &amp; Monti MM (2017). Disorders of consciousnessafterseverebraininjury: therapeuticoptions. <em>CurrOpinNeurol<\/em>, 30(6): 573-579. doi: 10.1097\/WCO.0000000000000495.<\/li>\n\n\n\n<li>Abbate C, Trimarchi PD, Basile I, Mazzucchi A, Devalle G (2014). Sensorystimulationforpatientswithdisorders of consciousness: fromstimulation to rehabilitation. <em>Frontiers in Human Neuroscience<\/em>, 8: 616. doi:10.3389\/fnhum.2014.00616.<\/li>\n\n\n\n<li>Lombardi FFL, Taricco M, De Tanti A, Telaro E,Liberati A (2002). 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The neural correlate of (un)awareness: lessonsfromthevegetativestate. <em>Sci<\/em>. 9, 556\u2013559. doi: 10.1016\/j.tics.2005.10.010.<\/li>\n\n\n\n<li>Rosanova, M., Gosseries, O., Casarotto, S., Boly, M., Casali, A. G., Bruno, M.-A., et al. (2012). Recovery of cortical effectiveconnectivity and recovery of consciousness in vegetativepatients. <em>Brain<\/em> 135, 1308\u20131320. doi: 10.1093\/brain\/awr340<\/li>\n\n\n\n<li>Schiff ND. (2010). Recovery of consciousnessafterbraininjury: a mesocircuithypothesis. <em>TrendsNeurosci.,<\/em> 33:1-9<\/li>\n\n\n\n<li>Giacino JT(1996). Sensorystimulation: theoreticalperspectives and theevidenceforeffectiveness. <em>Neurorehabilitation<\/em> 6, 69\u201378. doi: 10.3233\/NRE1996-6108.<\/li>\n\n\n\n<li>Abbate&amp;Mazzucchi (2011). \u201cLa riabilitazioneneuropsicologicadeidisturbiglobalidellacoscienza,\u201d in <em>La <\/em><em>RiabilitazioneNeuropsicologica<\/em>, ed A. Mazzucchi (Milano: MassonElsevier),389\u2013406.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo sulla terapia occupazionale in ambiente acquatico, potresti essere interessato anche ai seguenti articoli:<\/h3>\n\n<div class=\"mai-grid entries entries-grid has-boxed has-image-full\" style=\"--entry-title-font-size:var(--font-size-lg);--align-text:start;--entry-meta-text-align:start;\"><div class=\"entries-wrap has-columns\" style=\"--columns-xs:1\/1;--columns-sm:1\/1;--columns-md:1\/3;--columns-lg:1\/3;--flex-xs:0 0 var(--flex-basis);--flex-sm:0 0 var(--flex-basis);--flex-md:0 0 var(--flex-basis);--flex-lg:0 0 var(--flex-basis);--column-gap:var(--spacing-lg);--row-gap:var(--spacing-lg);--align-columns:start;\"><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-adhd-disturbo-da-deficit-di-attenzione-iperattivita tag-bambini tag-ddai tag-disturbi-del-neurosviluppo\" style=\"--entry-index:1;\" aria-label=\"TDAH nei bambini: sintomi, tipi e trattamento multidisciplinare\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/disturbi-del-neurosviluppo\/adhd-disturbo-da-deficit-di-attenzione-iperattivita\/tdah-nella-infanzia-sintomi-diagnosi-e-trattamento\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"245\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/TDAH-sintomas-diagnostico-tratamiento.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Bambino con cuffie seduto davanti al computer, tocca il monitor su cui appaiono figure stilizzate di persone sedute.\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/TDAH-sintomas-diagnostico-tratamiento-300x184.webp 300w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/TDAH-sintomas-diagnostico-tratamiento-768x470.webp 768w, 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has-image has-image-first type-post category-malattie-neurodegenerative tag-demenza tag-malattie-neurodegenerative tag-salute-mentale\" style=\"--entry-index:4;\" aria-label=\"Interventi per problemi psicologici e comportamentali nella demenza\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/malattie-neurodegenerative\/interventi-per-problemi-psicologici-e-comportamentali-nella-demenza\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"300\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/lovely-elderly-couple-love-1-400x300.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Due anziani sdraiati sul letto si guardano sorridendo, mani intrecciate, in un momento di intimit\u00e0.\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/lovely-elderly-couple-love-1-400x300.webp 400w, 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itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/formazione\/neuronup-academy\/approccio-non-farmacologico-del-paziente-neurologico-agitato-dubbi\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"240\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/ponente-academy-david-de-norena-1.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Cerchio bianco su sfondo blu contiene ritratto di uomo con barba e capelli ricci, affiancato da grafiche di reti neurali.\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/ponente-academy-david-de-norena-1-300x180.webp 300w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/ponente-academy-david-de-norena-1-768x461.webp 768w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/ponente-academy-david-de-norena-1-1024x614.webp 1024w, 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riabilitazione cognitiva per persone con sclerosi multipla\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/attivita-di-neuroriabilitazione\/attivita-per-la-sclerosi-multipla\/esercizi-di-riabilitazione-cognitiva-per-persone-con-sclerosi-multipla\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"393\" height=\"300\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/encontrar-letras-en-palabras.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Elenco di parole con segni di spunta verdi accanto ad alcune e una croce rossa accanto a orangut\u00e1n, barra di avanzamento e pulsante Risolvere.\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/encontrar-letras-en-palabras-300x229.webp 300w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/encontrar-letras-en-palabras.webp 768w\" sizes=\"(max-width:599px) 599px, (min-width:600px) and (max-width: 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