
{"id":19598,"date":"2025-10-24T11:26:14","date_gmt":"2025-10-24T11:26:14","guid":{"rendered":"https:\/\/neuronup.com\/?p=19598"},"modified":"2025-10-24T11:26:14","modified_gmt":"2025-10-24T11:26:14","slug":"anosognosia-che-cose-storia-e-realta-neuropsicologica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/cerebrolesione-acquisita\/anosognosia-che-cose-storia-e-realta-neuropsicologica\/","title":{"rendered":"Anosognosia: cos&#8217;\u00e8, storia e realt\u00e0 neuropsicologica"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-xl-font-size\">Il neuropsicologo Eriz Badiola spiega in questo articolo <strong>cos\u2019\u00e8 l\u2019anosognosia<\/strong>, a cosa pu\u00f2 essere associata e quali implicazioni ha nella vita quotidiana.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019anosognosia \u00e8 spesso un aspetto che rimane in secondo piano quando si parla di neuropsicologia. Pertanto, attraverso il presente articolo si intende spiegare cos\u2019\u00e8, a cosa pu\u00f2 essere associata e quali implicazioni ha nella vita quotidiana e in ambito clinico.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cos\u2019\u00e8 l\u2019anosognosia?<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019anosognosia, neologismo derivato dalle parole greche <em>a<\/em> (senza), nosos (malattia) e gnosis (conoscenza), letteralmente sarebbe qualcosa come \u201cmancanza di conoscenza della malattia\u201d. Cio\u00e8, la <strong>prospettiva<\/strong> <strong>su determinate limitazioni<\/strong> (cognitive, comportamentali, emotive o funzionali) <strong>della persona colpita differisce da quella di altre persone o dai risultati<\/strong> dei test oggettivi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 pu\u00f2 verificarsi come <strong>conseguenza<\/strong> di <strong>lesioni cerebrali<\/strong> dovute a <strong>danno cerebrale acquisito o malattie neurodegenerative<\/strong> (Mograbi e Morris, 2018).<\/p>\n\n\n\n<p>Questa difficolt\u00e0 nel percepire le limitazioni pu\u00f2 abbracciare vari aspetti: dal <strong>credere di poter vedere<\/strong> quando si soffre di cecit\u00e0 corticale a causa di danni al lobo occipitale (sindrome di Ant\u00f3n-Babinski), fino al <strong>non accorgersi di dimenticare<\/strong> la lista della spesa, passando per mettere in atto comportamenti prima non presenti e, ancora una volta, <strong>non esserne consapevoli<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Allo stesso modo, va indicato che <strong>l\u2019anosognosia pu\u00f2 essere parziale<\/strong>, essendo possibile che il paziente sia consapevole di qualche alterazione specifica, ma ne trascuri altre o addirittura minimizzi la rilevanza del problema.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns br-0111 particle-bg p-5 has-primary-background-color has-background is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:66.66%\">\n<h2 class=\"wp-block-heading has-white-color has-text-color\">Prova NeuronUP gratis per 7 giorni<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color\">Potrai collaborare con le nostre attivit\u00e0, progettare sedute o fare riabilitazione a distanza.<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:33.33%\">\n<div class=\"wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-16018d1d wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button\" style=\"--button-background:var(--color-custom-1);--button-background-hover:#cc7e00;\"><a class=\"wp-block-button__link button   wp-element-button\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/landing-store-user\/\">Comincia la tua prova<\/a><\/div>\n\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:18px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Storia dell\u2019anosognosia<\/h2>\n\n\n\n<p>La <strong>scoperta<\/strong> di questa peculiare condizione risale al 1914, quando il neurologo franco-polacco <strong>Joseph Babinski<\/strong> (che potreste conoscere anche per il <em>segno di Babinski<\/em>, il riflesso plantare) stava lavorando con pazienti che avevano subito un ictus nell\u2019emisfero destro e di conseguenza soffrivano di <strong>emiplegia sinistra<\/strong>. Nella traduzione in inglese del testo originale di Langer e Levine (2014) si descrive che <strong>quando a una delle pazienti veniva chiesto di sollevare entrambe le braccia, lei sollevava senza problemi il braccio destro e, quando toccava sollevare il sinistro<\/strong>, o non rispondeva o affermava di averlo sollevato. Evidentemente<strong>, non poteva sollevarlo, ma credeva di averlo fatto<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Anosodiaforia<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Nell\u2019articolo del 1914, il nostro amato Joseph coni\u00f2 il neologismo anosognosia e aggiunse inoltre un altro termine in questo contesto: <strong>anosodiaforia<\/strong> (indifferenza). Questa parola la utilizz\u00f2 per riferirsi alla condizione di quei pazienti in cui l\u2019emiplegia era presente, ma l\u2019importanza della paralisi passava in secondo piano. In altre parole: <strong>pur essendo consapevoli della loro emiplegia, non gliene importava affatto, non riferivano alcun disagio al riguardo<\/strong> (Langer e Levine, 2014).<\/p>\n\n\n\n<p>Rimanevano molti aspetti in sospeso e da qui nacque un dibattito che si protrasse per gran parte del secolo scorso: l\u2019anosognosia esiste veramente o il paziente finge? La nega?<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il dibattito tra anosognosia e negazione del deficit<\/h3>\n\n\n\n<p>Il nostro protagonista credeva nell\u2019esistenza dell\u2019anosognosia, sebbene non sapesse come dimostrarla, dato che per lui non aveva molto senso che un paziente fingesse per mesi e mesi che il suo braccio funzionasse perfettamente.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019altra parte, <strong>alcuni autori sostengono che la negazione del deficit sia spiegabile attraverso il paradigma psicodinamico<\/strong>, collegando la <em>mancanza di consapevolezza<\/em> a <em>resistenze<\/em> o meccanismi di difesa (Ramachandran, 1995; Sims, 2014). Tuttavia, le attuali prospettive neuroscientifiche mettono in evidenza che <strong>l\u2019uso di meccanismi di difesa dovrebbe essere contestualizzato in pazienti la cui <em>anosognosia<\/em> non dipende da alterazioni neurocognitive<\/strong> (Mograbi e Morris, 2018).<\/p>\n\n\n\n<p>Attualmente sappiamo <strong>che l\u2019anosognosia \u00e8 una realt\u00e0<\/strong> in gran parte neuropsicologica e che determinate lesioni cerebrali possono causare questa condizione. Inoltre, esistono <strong>correlati neuroanatomici<\/strong> che ci aiutano a comprenderla.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Basi neuroanatomiche dell\u2019anosognosia e prevalenza<\/h2>\n\n\n\n<p>Babinski suggeriva che l\u2019anosognosia potesse dipendere da <strong>lesioni nell\u2019emisfero destro<\/strong> e che<strong> le alterazioni sensoriali potessero influire sulla sua presenza<\/strong> (infatti, i pazienti non reagivano a stimoli esterni in tali estremit\u00e0).<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi sarebbe <strong>un errore stabilire che una specifica lesione<\/strong> in un punto preciso <strong>possa provocare inevitabilmente<\/strong> <strong>alterazioni neuropsicologiche specifiche<\/strong>. Tuttavia, possiamo dire che lesioni in determinate strutture possono favorire l\u2019insorgenza di tali alterazioni o che lesioni in diverse regioni siano potenzialmente associate alle stesse.<\/p>\n\n\n\n<p>Come accennato in precedenza, la <strong>eziologia dell\u2019anosognosia \u00e8 varia<\/strong>, con un\u2019incidenza compresa <strong>tra il 10 e il 18%<\/strong> nei pazienti che hanno subito <strong>ictus<\/strong> e presentano emiparesi, mentre si stima che fino all\u2019<strong>81%<\/strong> delle persone diagnosticate con <strong>Alzheimer<\/strong> soffra di qualche forma di anosognosia e il <strong>60%<\/strong> di coloro con <strong>deterioramento cognitivo lieve<\/strong> la sperimenti anch\u2019esso (Acharya e S\u00e1nchez-Manso, 2018).<\/p>\n\n\n\n<p>Nel caso dell\u2019<strong>anosognosia per emiplegia<\/strong>, sebbene sia pi\u00f9 comune in lesioni <strong>unilaterali destre o bilaterali<\/strong>, la frequenza di comparsa dell\u2019anosognosia \u00e8 simile nelle persone con lesioni (subcorticali e\/o corticali) <strong>temporali, parietali o frontali<\/strong>. Tuttavia, la probabilit\u00e0 di anosognosia \u00e8 maggiore in individui che presentano lesioni sia a livello frontale sia parietale, rispetto a lesioni in altre regioni cerebrali (Pia, Neppi-Modona, Ricci e Berti, 2004).<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group br-0111 has-primary-background-color has-background has-dark-background has-sm-padding-top has-sm-padding-left has-sm-padding-right has-xxl-margin-top\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full desktop-position-absolute desktop-bottom-0 mobile-width-50 mobile-m-inline-auto has-xl-margin-top\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/v3\/producto-certificado.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-31568\"><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<h2 class=\"wp-block-heading has-white-color has-text-color\"><strong>Iscriviti<\/strong> <br>alla nostra <br>Newsletter<\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button--1\" style=\"--button-outline-color:var(--color-white);--button-outline-color-hover:rgba(0,0,0,0.8);\"><a class=\"wp-block-button__link button button-outline   wp-element-button\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/newsletter\/\">Iscriviti<\/a><\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Anosognosia nel deterioramento cognitivo lieve<\/h2>\n\n\n\n<p>In una revisione sistematica recente (Mondrag\u00f3n, Maurits e De Deyn, 2019) si osserva che nei pazienti con deterioramento cognitivo lieve \u00e8 comune l\u2019associazione tra l\u2019anosognosia e la riduzione della perfusione, oltre che dell\u2019attivit\u00e0 nel <strong>lobo frontale<\/strong> e in <strong>strutture della linea mediana<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Anosognosia nella malattia di Alzheimer<\/h3>\n\n\n\n<p>Analogamente, per quanto riguarda l\u2019anosognosia nella <strong>malattia di Alzheimer<\/strong>, negli studi esaminati si osserva una diminuzione della perfusione, dell\u2019attivazione e del metabolismo nelle aree della <strong>linea mediana corticale<\/strong>, riscontrando lo stesso fenomeno in strutture <strong>parietotemporali<\/strong> negli stadi pi\u00f9 avanzati della malattia.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Implicazioni nella valutazione e nella riabilitazione neuropsicologica<\/h3>\n\n\n\n<p>Innanzitutto, nella valutazione neuropsicologica \u00e8 possibile che, a causa dell\u2019anosognosia, il <strong>paziente ponga in dubbio la procedura<\/strong>. \u201cPerch\u00e9 mi fai cos\u00ec tante domande?\u201d mi diceva una paziente che era venuta per essere valutata prima di iniziare la riabilitazione neuropsicologica dopo un ictus. La mancata collaborazione durante la valutazione <strong>potrebbe ostacolarla<\/strong> e <strong>confrontare non sarebbe sempre una soluzione<\/strong> (nonostante possa sembrare ovvio, pi\u00f9 avanti spiegher\u00f2 il perch\u00e9). Per questo motivo, e dato che la manifestazione dell\u2019anosognosia \u00e8 molto varia, durante la valutazione neuropsicologica si dovrebbero adattare i test alla situazione individuale e unica del paziente. Pertanto, spetterebbe al professionista decidere come affrontare la situazione con le competenze che acquisir\u00e0 con l\u2019esperienza.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019altra situazione che pu\u00f2 verificarsi durante le sessioni di riabilitazione \u00e8 che il paziente con problemi di memoria (ad esempio, persone con Alzheimer) <strong>ignori l\u2019esistenza di deficit mnestici<\/strong>, con una probabilit\u00e0 di anosognosia tanto maggiore quanto pi\u00f9 avanzata \u00e8 la malattia (Hanseeuw et al., 2019). Ci\u00f2 che accade con l\u2019anosognosia associata ai problemi di memoria e alle persone che ne soffrono (soprattutto di memoria episodica) \u00e8 che <strong>per quanto si confronti il paziente sull\u2019esistenza di tali difficolt\u00e0, non risulta produttivo<\/strong>, poich\u00e9 si sentiranno peggio e probabilmente alla seduta successiva non si ricorderanno di quanto accaduto. In tal senso, consiglio la visione di \u201cQuando e come affrontare l\u2019anosognosia?\u201d, un video in cui si differenzia l\u2019approccio per le persone con Alzheimer e per coloro che soffrono di DCA (Ruiz-S\u00e1nchez de Le\u00f3n, 2020).<\/p>\n\n\n\n<p>Per tutto ci\u00f2, non dobbiamo dimenticare di <strong>informare ed educare i familiari e i caregiver<\/strong>, affinch\u00e9 considerino l\u2019anosognosia, poich\u00e9 pu\u00f2 essere fonte di conflitti in cui possano sentirsi male sia il paziente che il familiare. In questo contesto, due pilastri importanti per affrontare la situazione sono: <strong>comprensione ed empatia<\/strong>, sia da parte dei familiari che del neuropsicologo clinico.<\/p>\n\n\n\n<p>In sintesi, l\u2019anosognosia \u00e8 una fedele compagna del danno cerebrale acquisito e delle malattie neurodegenerative, che dobbiamo considerare sia nella valutazione sia nella riabilitazione neuropsicologica. L\u2019<strong>approccio deve essere adattato al paziente e affrontato da una prospettiva multidisciplinare<\/strong>. Allo stesso modo, \u00e8 importante coinvolgere i familiari e renderli partecipi nel percorso verso il miglioramento della qualit\u00e0 della vita delle persone che vogliamo aiutare.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Bibliografia<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list has-sm-font-size\">\n<li>Acharya, A. B., e S\u00e1nchez-Manso, J. C. (2018). Anosognosia. StatPearls Publishing: Treasure Island (Florida).<\/li>\n<li>Hanseeuw, B. J., Scott, M. R., Sikkes, S. A., Properzi, M., Gatchel, J. R., Salmon, E., &#8230; e Alzheimer\u2019s Disease Neuroimaging Initiative. (2020). Evolution of anosognosia in alzheimer&#8217;s disease and its relationship to amyloid. <em>Annals of neurology<\/em>, <em>87<\/em>(2), 267-280.<\/li>\n<li>Langer, K. G., e Levine, D. N. (2014). Babinski, J. (1914). Contribution to the study of the mental disorders in hemiplegia of organic cerebral origin (anosognosia). Traducido por K.G. Langer &amp; D.N. Levine. Traducido del original Contribution \u00e0 l&#8217;\u00c9tude des Troubles Mentaux dans l&#8217;H\u00e9mipl\u00e9gie Organique C\u00e9r\u00e9brale (Anosognosie). <em>Cortex; a journal devoted to the study of the nervous system and behavior<\/em>, <em>61<\/em>, 5\u20138.<\/li>\n<li>Mondrag\u00f3n, J. D., Maurits, N. M., e De Deyn, P. P. (2019). Functional neural correlates of anosognosia in mild cognitive impairment and alzheimer\u2019s disease: a systematic review. <em>Neuropsychology review<\/em>, <em>29<\/em>(2), 139-165.<\/li>\n<li>Mograbi, D. C., e Morris, R. G. (2018). Anosognosia. <em>Cortex; a journal devoted to the study of the nervous system and behavior<\/em>, <em>103<\/em>, 385-386.<\/li>\n<li>Pia, L., Neppi-Modona, M., Ricci, R., &amp; Berti, A. (2004). The anatomy of anosognosia for hemiplegia: a meta-analysis. <em>Cortex<\/em>, <em>40<\/em>(2), 367-377.<\/li>\n<li>Ruiz-S\u00e1nchez de Le\u00f3n, J.M. [LOGICORTEX Neuropsicolog\u00eda]. (2020, 2 settembre). Quando e come affrontare l\u2019anosognosia? [Archivio video]. Recuperato da https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=uJi7_v_CluM<\/li>\n<li>Ramachandran, V. S. (1995). Anosognosia in parietal lobe syndrome. <em>Consciousness and cognition<\/em>, <em>4<\/em>(1), 22-51.<\/li>\n<li>Sims, A. (2014). <em>Anosognosia and the very idea of psychodynamic neuroscience<\/em> (No. Ph. D.). Deakin University.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Altra bibliografia consigliata<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list has-sm-font-size\">\n<li>Orfei, M. D., Caltagirone, C., e Spalletta, G. (2009). The evaluation of anosognosia in stroke patients. <em>Cerebrovascular diseases<\/em>, <em>27<\/em>(3), 280-289.<\/li>\n<li>Starkstein, S. E. (2014). Anosognosia in Alzheimer&#8217;s disease: diagnosis, frequency, mechanism and clinical correlates. <em>Cortex<\/em>, <em>61<\/em>, 64-73.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo sull\u2019anosognosia, potrebbero interessarti anche questi altri articoli:<\/h3>\n\n<div class=\"mai-grid entries entries-grid has-boxed has-image-full\" style=\"--entry-title-font-size:var(--font-size-lg);--align-text:start;--entry-meta-text-align:start;\"><div class=\"entries-wrap has-columns\" style=\"--columns-xs:1\/1;--columns-sm:1\/1;--columns-md:1\/3;--columns-lg:1\/3;--flex-xs:0 0 var(--flex-basis);--flex-sm:0 0 var(--flex-basis);--flex-md:0 0 var(--flex-basis);--flex-lg:0 0 var(--flex-basis);--column-gap:var(--spacing-lg);--row-gap:var(--spacing-lg);--align-columns:start;\"><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-cerebrolesione-acquisita tag-danno-cerebrale-acquisito tag-ictus\" style=\"--entry-index:1;\" aria-label=\"NeuronUP ti avvicina al danno cerebrale acquisito\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/cerebrolesione-acquisita\/neuronup-ti-avvicina-al-danno-cerebrale-acquisito\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"246\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/NeuronUP-te-acerca-al-dano-cerebral-adquirido-1.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Professionista sanitario esamina una serie di scansioni cerebrali, penna in mano, in ambiente clinico.\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/NeuronUP-te-acerca-al-dano-cerebral-adquirido-1-300x185.webp 300w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/NeuronUP-te-acerca-al-dano-cerebral-adquirido-1.webp 768w\" sizes=\"(max-width:599px) 599px, 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class=\"entry-title-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/psicologia\/fomo-la-paura-di-essere-esclusi-dallera-digitale\/\" rel=\"bookmark\">FOMO: la paura di essere esclusi dall&#8217;era digitale<\/a><\/h3>\n<\/div><\/article><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-psicologia tag-funzioni-esecutive tag-psicologia tag-salute-mentale\" style=\"--entry-index:4;\" aria-label=\"Il processo decisionale dal punto di vista psicologico\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/psicologia\/il-processo-decisionale-dal-punto-di-vista-psicologico\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"300\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/top-view-marked-checking-box-400x300.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Vista dall&#039;alto di un elenco di controllo con casella 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