
{"id":18332,"date":"2022-10-24T13:01:38","date_gmt":"2022-10-24T11:01:38","guid":{"rendered":"https:\/\/neuronup.com\/?p=18332"},"modified":"2022-10-24T13:01:38","modified_gmt":"2022-10-24T11:01:38","slug":"relazione-sulla-neuropsicologia-della-disabilita-intellettiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/neuronup.com\/it\/formazione\/relazione-sulla-neuropsicologia-della-disabilita-intellettiva\/","title":{"rendered":"Relazione sulla neuropsicologia della disabilit\u00e0 intellettiva"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Accedi gratuitamente alla conferenza su &#8220;<strong>Neuropsicologia della disabilit\u00e0 intellettiva:<\/strong> <strong>Benefici della stimolazione cognitiva e strategie di intervento<\/strong>&#8221; tenuta dalle Dottoresse in Psicologia Olga Bruna e Roser Fern\u00e1ndez! La formazione si \u00e8 svolta nella Giornata sulla Disabilit\u00e0 Intellettiva: Progressi e Sfide Future organizzata da NeuronUP lo scorso 4 ottobre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Puoi vedere la conferenza in differita dopo esserti registrato al seguente link:<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons alignwide is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button aligncenter\"><a class=\"wp-block-button__link button wp-element-button\" href=\"https:\/\/neuronup.clickmeeting.com\/neuropsicologia-de-la-discapacidad-intelectual-beneficios-de-la-estimulacion-cognitiva-y-estrategia\/register\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Accedere alla registrazione della conferenza<\/a><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Domande sulla conferenza sulla neuropsicologia della disabilit\u00e0 intellettiva<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di seguito, le Dottoresse Olga Bruna e Roser Fern\u00e1ndez rispondono ai dubbi che non hanno fatto in tempo a rispondere durante la diretta della loro conferenza su <strong>Neuropsicologia della disabilit\u00e0 intellettiva<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">1. La psicologa Mer<strong>itxell Tom\u00e1s<\/strong> domanda sulle risorse residenziali per persone con disabilit\u00e0 intellettiva<\/h3>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Domanda:<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Grazie mille Olga e Roser! \u00c8 stato fantastico! Ho un dubbio: esiste qualche risorsa residenziale per persone con DI + SD e DTA con gravi alterazioni del comportamento? Cause organiche escluse. Ci troviamo che le strutture residenziali, le persone invecchiano, non ci sono posti specializzati per persone anziane (e tanto meno con problemi comportamentali). Grazie!<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Risposta:<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Grazie mille, siamo felici che la presentazione ti sia interessata. La verit\u00e0 \u00e8 che \u00e8 ancora un tema difficile, anche se, almeno a Barcellona, <strong>alcuni centri diurni e residenze stanno iniziando ad aprire posti per persone con disabilit\u00e0 intellettiva.<\/strong> Quelli che funzionano da anni sono Fondazioni private che hanno il loro centro occupazionale e anche residenza.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">2. La psicologa Nuria Mallol presenta il suo dubbio sul fatto se sia possibile che una persona con sindrome di Down possa invertire il suo deterioramento cognitivo<\/h3>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Domanda:<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 possibile che una persona con sindrome di Down e deterioramento cognitivo lieve torni al suo stato cognitivo precedente attraverso esercizi di stimolazione cognitiva?<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Risposta:<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La stimolazione cognitiva aiuta a mantenere le funzioni e persino a migliorare in alcuni aspetti, ma invertire quando esiste gi\u00e0 un deterioramento cognitivo diagnosticato per ragioni neurobiologiche <strong>non \u00e8 facile<\/strong>. Si stanno provando diversi trattamenti farmacologici, ma \u00e8 ancora presto per trarre conclusioni chiare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come avviene nelle demenze, nella popolazione generale \u00e8 importante <strong>continuare con la stimolazione cognitiva<\/strong> nonostante sia gi\u00e0 stato rilevato un deterioramento cognitivo e farlo in modo adattato alle necessit\u00e0 di ogni persona. Lo scopo \u00e8 rallentare, nella misura del possibile, la progressione del deterioramento cognitivo e favorire la loro autonomia e funzionalit\u00e0 nelle attivit\u00e0 della vita quotidiana. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 inoltre fondamentale prendersi cura dei familiari, con l&#8217;obiettivo di orientarli nelle attivit\u00e0 della vita quotidiana e tenere in considerazione il sovraccarico a livello psicologico che possono presentare.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">3. La neuropsicologa Carolina Gonz\u00e1lez si chiede se sia possibile realizzare programmi di intervento neuropsicologico in bambini o adolescenti<\/h2>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Domanda:<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 possibile avviare questi programmi di intervento neuropsicologico in persone pi\u00f9 giovani, ad esempio in bambini e adolescenti con sindrome di Down?<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Risposta:<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quanto prima <\/strong>si interviene con programmi specifici secondo le necessit\u00e0 di ogni persona, <strong>meglio.<\/strong> Gi\u00e0 nelle prime et\u00e0 i programmi di stimolazione precoce sono molto vantaggiosi ed \u00e8 importante progettare un&#8217;assistenza adeguata alle necessit\u00e0 di ogni persona e famiglia, durante l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza. Cos\u00ec come nell&#8217;et\u00e0 adulta \u00e8 molto positivo continuare ad allenare e lavorare sui processi cognitivi, oltre a promuovere l&#8217;autonomia e l&#8217;autoregolazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">4. Lo studente di Psicologia <strong>Cristian Fco Liebanans<\/strong> espone i suoi dubbi sulla possibilit\u00e0 di prevenire il neuroinvecchiamento in pazienti infantili<\/h2>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Domanda:<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si pu\u00f2 prevenire il neuroinvecchiamento in pazienti infantili? Ad esempio come si fa con il danno cerebrale acquisito e si impiega cannabidiolo. Sono studente di Psicologia. Mi piacciono questo tipo di congressi per la mia carriera e sviluppo.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Risposta:<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto riguarda i trattamenti pi\u00f9 specifici a livello farmacologico, ci dispiace non poter rispondere alla tua domanda, poich\u00e9 non siamo specialiste nel settore. Ci\u00f2 che \u00e8 <strong>fondamentale \u00e8 iniziare la stimolazione precoce <\/strong>adattata alle sue esigenze il prima possibile, con l&#8217;obiettivo di favorire il processo di neurosviluppo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">5. <strong>Il professore Lucero del Carmen Escobedo<\/strong> chiede se per bambini piccoli gli strumenti nominati sarebbero utili<\/h2>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Domanda: <\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per bambini da 3 a 5 anni, gli strumenti menzionati sarebbero utili?<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Risposta:<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli strumenti che abitualmente si utilizzano sono test e\/o sottotest di prove note che aiutano a elaborare un <strong>protocollo\/batteria neuropsicologica che permetta di ottenere un profilo.<\/strong> Questo profilo neuropsicologico informa sui punti di forza e di debolezza della persona al fine di elaborare un intervento specifico a partire dal potenziale di apprendimento. Consigliamo la lettura del seguente articolo: <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/revistadown.downcantabria.com\/wp-content\/uploads\/2008\/06\/revista97_56-67.pdf\">https:\/\/revistadown.downcantabria.com\/wp-content\/uploads\/2008\/06\/revista97_56-67.pdf<\/a><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">6. La neuropsicologa <strong>Aida Miranda<\/strong> vuole sapere se le relatrici hanno trovato qualche riscontro rilevante nelle fasi dello sviluppo neurale delle persone con sindrome di Down<\/h2>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Domanda:<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Buon pomeriggio! Vorrei sapere se avete trovato qualche riscontro rilevante nelle fasi dello sviluppo neurale delle persone con sindrome di Down, dato che avete commentato che il processo di invecchiamento comincia prima (intorno ai 38 anni credo di ricordare che avete detto).<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Risposta:<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un primo momento, si ipotizza che tra i 38 e i 40 anni e, pi\u00f9 specialmente, a partire dai 40 anni<strong> si possano manifestare cambiamenti cognitivi, emotivi e comportamentali nelle persone con sindrome di Down <\/strong>e per questo \u00e8 fondamentale effettuare un follow-up per rilevare un declino che pu\u00f2 essere indicativo dell&#8217;inizio di un possibile processo neurodegenerativo. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se rileviamo la presenza di cambiamenti cognitivi, emotivi e comportamentali, in relazione alla situazione precedente di ogni persona, \u00e8 <strong>fondamentale effettuare una diagnosi pi\u00f9 specifica.  <\/strong>Questa verrebbe eseguita tramite la somministrazione di test adattati per la popolazione di persone con disabilit\u00e0 intellettiva, come potrebbe essere il CAMDEX-DS. Perci\u00f2,<strong> \u00e8 cruciale favorire la stimolazione cognitiva <\/strong>gi\u00e0 prima di tale et\u00e0, per promuovere la riserva cognitiva con l&#8217;obiettivo di rallentare il processo di deterioramento nell&#8217;invecchiamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Raccomandiamo la lettura di questo articolo: https:\/\/revistadown.downcantabria.com\/wp-content\/uploads\/2008\/06\/revista97_56-67.pdf<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">7. La logopedista <strong>Cristina Urgoiti<\/strong> si chiede se bisognerebbe indirizzare prima le persone con disabilit\u00e0 intellettiva con problemi comportamentali a un centro<\/h2>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Domanda:<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La valutazione \u00e8 un aspetto molto difficile perch\u00e9 spesso ci sono problemi comportamentali e non collaborano, e in un centro diurno \u00e8 molto, molto complicato. Bisognerebbe indirizzarli a qualche centro per trattare prima il problema comportamentale? O come possiamo agire?<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Risposta:<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questi casi il meglio \u00e8 che la valutazione venga effettuata a partire da osservazioni sistematiche nel loro ambiente familiare e pi\u00f9 vicino per poter dare indicazioni e intervenire adeguandosi alle necessit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre, \u00e8 importante considerare che di solito i problemi emotivi e comportamentali sono quelli che generano maggiore sovraccarico psicologico nei familiari, pertanto dovremo <strong>lavorare congiuntamente con la famiglia<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">8. Lo psicologo <strong>Richar Rojas<\/strong> si chiede degli strumenti in relazione ai comportamenti disadattivi e alle abilit\u00e0 sociali<\/h2>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Domanda:<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto riguarda i comportamenti disadattivi e le abilit\u00e0 sociali, quali strumenti si possono utilizzare per la valutazione nella sindrome di Down standardizzati e per lavorare in funzione delle loro necessit\u00e0? Grazie.<\/p>\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Risposta:<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Consigliamo di leggere <a href=\"https:\/\/www.sindromedownvidaadulta.org\/no33-octubre-2019\/articulos-no33-octubre-2019\/evaluar-capacidades-cognitivas-y-adaptativas-sindrome-de-down\/\">questo articolo<\/a> del 2019 pubblicato nella Revista S\u00edndrome de Down: Vida Adulta in cui viene effettuata una revisione sistematica relativa a come valutare le capacit\u00e0 cognitive e adattative nelle persone con sindrome di Down:  <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">9. <strong>La logopedista <strong>Cristina Urgoiti<\/strong><\/strong> espone i suoi dubbi riguardo alla valutazione delle persone senza linguaggio<\/h2>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Domanda:<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nelle persone che non hanno linguaggio, come si valuta?<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Risposta:<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si cerca di elaborare screening di valutazione in cui le diverse <strong>prove<\/strong> non mettano in difficolt\u00e0 le persone che non hanno acquisito un livello sufficiente di linguaggio espressivo. A tal fine, si scelgono quelle <strong>prove<\/strong> che offrano la possibilit\u00e0 di risposta multipla, per esempio attraverso l&#8217;<strong>indicazione<\/strong> (es. Test di Vocabolario per Immagini Peabody).<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo sulla neuropsicologia della disabilit\u00e0 intellettiva, probabilmente ti interesseranno i seguenti articoli:<\/h3>\n\n<div class=\"mai-grid entries entries-grid has-boxed has-image-full\" style=\"--entry-title-font-size:var(--font-size-lg);--align-text:start;--entry-meta-text-align:start;\"><div class=\"entries-wrap has-columns\" style=\"--columns-xs:1 \/ 1;--columns-sm:1 \/ 1;--columns-md:1 \/ 3;--columns-lg:1 \/ 3;--flex-xs:0 0 var(--flex-basis);--flex-sm:0 0 var(--flex-basis);--flex-md:0 0 var(--flex-basis);--flex-lg:0 0 var(--flex-basis);--column-gap:var(--spacing-lg);--row-gap:var(--spacing-lg);--align-columns:start;\"><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-malattie-neurodegenerative tag-demenza tag-enfermedades-neurodegenerativas\" style=\"--entry-index:1;\" aria-label=\"Che cos&#8217;\u00e8 la demenza frontotemporale e come influisce?\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/malattie-neurodegenerative\/che-cose-e-come-influisce-sulla-demenza-frontotemporale\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"226\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Demencia-frontotemporal-Manuel-Cassinello-1.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Ritratto di Manuel Cassinello Marco, psichiatra, con una rappresentazione astratta di un cervello per la demenza frontotemporale.\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Demencia-frontotemporal-Manuel-Cassinello-1-300x169.webp 300w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Demencia-frontotemporal-Manuel-Cassinello-1-768x434.webp 768w, 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aria-label=\"Organizzazione funzionale del cervello: ha senso continuare a parlare di \u00abaree cerebrali\u00bb nella neuroscienza attuale?\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/ricerca\/linee-di-ricerca\/organizacion-funcional-del-cerebro-tiene-sentido-seguir-hablando-de-areas-cerebrales-en-la-neurociencia-actual\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"231\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Organizacion-funcional-del-cerebro-\u00bftiene-sentido-seguir-hablando-de-areas-cerebrales-en-la-neurociencia-actual.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Organizzazione funzionale del cervello ha senso continuare a parlare di \u00abaree cerebrali\u00bb nella neuroscienza odierna\" 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class=\"entry-title\" itemprop=\"headline\"><a class=\"entry-title-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/ricerca\/linee-di-ricerca\/organizacion-funcional-del-cerebro-tiene-sentido-seguir-hablando-de-areas-cerebrales-en-la-neurociencia-actual\/\" rel=\"bookmark\">Organizzazione funzionale del cervello: ha senso continuare a parlare di \u00abaree cerebrali\u00bb nella neuroscienza attuale?<\/a><\/h3>\n<\/div><\/article><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-disturbi-del-linguaggio tag-neuronup tag-trastornos-del-neurodesarrollo\" style=\"--entry-index:3;\" aria-label=\"Intervento neuropsicologico con NeuronUP per il disturbo specifico del linguaggio\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" 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cause, tipi e riabilitazione\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva\/cerebrolesione-acquisita\/ictus-o-malattie-cerebrovascolari-cva\/afasia-dopo-lictus-cause-tipi-e-riabilitazione\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"211\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Afasia-tras-ACV-causas-tipos-y-rehabilitacion.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Uomo anziano seduto con una camicia a righe sostiene un tablet; sfondo terracotta, lampada esposta e piante, illuminazione calda.\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Afasia-tras-ACV-causas-tipos-y-rehabilitacion-300x158.webp 300w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Afasia-tras-ACV-causas-tipos-y-rehabilitacion-768x405.webp 768w, 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