
{"id":17888,"date":"2022-12-05T13:39:47","date_gmt":"2022-12-05T11:39:47","guid":{"rendered":"https:\/\/neuronup.com\/?p=17888"},"modified":"2022-12-05T13:39:47","modified_gmt":"2022-12-05T11:39:47","slug":"riabilitazione-dellattenzione-divisa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuropsicologia\/riabilitazione-dellattenzione-divisa\/","title":{"rendered":"Riabilitazione dell&#8217;attenzione divisa"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-xl-font-size wp-block-paragraph\">La neuropsicologa e ricercatrice Daniela Ramos Usuga spiega in questo articolo <strong>che cos&#8217;\u00e8 l&#8217;attenzione divisa, il modello clinico di Sohlberg e Mateer e la valutazione dell&#8217;attenzione divisa.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Che cos&#8217;\u00e8 l&#8217;attenzione divisa?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L&#8217;attenzione divisa \u00e8 l&#8217;ultimo e massimo livello della gerarchia stabilita dal modello clinico di Sohlberg e Mateer<sup>1<\/sup><\/strong>, seguita dall&#8217;attenzione alternata, selettiva, sostenuta e focalizzata. Questo tipo di attenzione ci permette di svolgere diverse attivit\u00e0 in modo simultaneo, ci\u00f2 che comunemente \u00e8 noto come multitasking. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;attivazione dell&#8217;attenzione divisa inizia quando svolgiamo contemporaneamente due attivit\u00e0 che richiedono risposte o richieste cognitive diverse, oppure quando le richieste sono simili, ma il tipo di stimolo da attenzionare differisce in ciascuna attivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il modello clinico di Sohlberg e Mateer<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il modello clinico di Sohlberg e Mateer<sup>1<\/sup> stabilisce una dipendenza tra i livelli di attenzione, in modo che il corretto funzionamento dei livelli superiori dipenda dal funzionamento dei livelli inferiori. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parlando dell&#8217;attenzione alternata \u00e8 stata esposta la modalit\u00e0 in cui il suo funzionamento dipende dall&#8217;attenzione selettiva, sostenuta e focalizzata. Pertanto, per stabilire la subordinazione del funzionamento dell&#8217;attenzione divisa ai livelli inferiori, basta indicare la stretta relazione tra questo tipo di attenzione e l&#8217;alternata con le parole delle stesse autrici: <strong>\u201cl&#8217;attenzione divisa pu\u00f2 riflettere un&#8217;attenzione alternata continua e rapida o la dipendenza da un&#8217;elaborazione automatica pi\u00f9 inconscia per almeno uno dei compiti\u201d<\/strong><sup>2<\/sup>. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa affermazione indica che, quando si svolge un compito di attenzione divisa, per esempio inviare un messaggio con il cellulare mentre camminiamo per strada, ci\u00f2 che facciamo \u00e8 alternare molto rapidamente entrambe le attivit\u00e0, in modo da poterle svolgere simultaneamente. Inoltre, aggiungono che l&#8217;esecuzione di uno dei compiti pu\u00f2 essere automatica, come nel caso del camminare.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image image-interface\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"512\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/multitarea.webp\" alt=\"Donna in ambiente domestico che svolge multitasking: telefono, documenti, portatile; un bambino osserva con una matita e giocattoli sullo sfondo.\" class=\"wp-image-17906\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/multitarea-300x200.webp 300w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/multitarea.webp 768w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Esempio di attenzione divisa. Una donna che svolge pi\u00f9 attivit\u00e0 contemporaneamente.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;esempio precedente mette in evidenza le numerose situazioni quotidiane in cui attiviamo l&#8217;attenzione divisa e, anche se siamo sempre stati esposti a un&#8217;enorme quantit\u00e0 di stimoli, soprattutto visivi e uditivi, c<strong>on l&#8217;arrivo dei dispositivi mobili<\/strong> (cellulare, Tablet, ebook, console ecc.)<strong> si \u00e8 aumentata la quantit\u00e0 di informazioni che dobbiamo elaborare simultaneamente. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pertanto, un&#8217;attivit\u00e0 come guidare un&#8217;automobile gi\u00e0 comportava prestare attenzione a diversi stimoli visivi (p. es., segnali stradali) e uditivi (p. es., il clacson di altre auto) mentre si compivano i comportamenti propri della guida come accelerare, frenare, mantenere la direzione ecc. Tuttavia, oggi \u00e8 molto comune parlare al telefono mentre si guida, per cui le richieste cognitive aumentano, richiedendo l&#8217;integrazione e il buon funzionamento dell&#8217;attenzione in tutti i suoi livelli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Considerando il grande coinvolgimento dell&#8217;attenzione divisa nella nostra quotidianit\u00e0, non sorprende che <strong>i problemi nel svolgere simultaneamente pi\u00f9 compiti<\/strong>, che comunemente colpiscono le persone con lesione cerebrale, siano quelli che pi\u00f9 <strong>limitano il reinserimento lavorativo o scolastico e il ritorno alla vita quotidiana.<\/strong> Per questo motivo, \u00e8 estremamente importante includere questo tipo di attenzione nella valutazione neuropsicologica dopo una lesione cerebrale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-neuronup wp-block-embed-neuronup\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"iYLxy3oz3W\"><a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/aree-dintervento\/funzioni-cognitive\/attenzione\/\">Attenzione<\/a><\/blockquote><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"\u201cAttenzione\u201d \u2014 NeuronUP\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/aree-dintervento\/funzioni-cognitive\/attenzione\/embed\/#?secret=thCumGogWE#?secret=iYLxy3oz3W\" data-secret=\"iYLxy3oz3W\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Valutazione dell&#8217;attenzione divisa<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Generalmente, al momento di valutare l&#8217;attenzione, i test pi\u00f9 utilizzati valutano l&#8217;attenzione sostenuta (p. es., il BTA) e l&#8217;attenzione selettiva (p. es., compiti di cancellazione come il d2). <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D&#8217;altra parte, nelle batterie rigide, come le scale di intelligenza di Wechsler, l&#8217;attenzione viene valutata mediante la sottoprova dei numeri (attenzione sostenuta), e lettere e numeri (attenzione alternata)<sup>3<\/sup>. La scarsit\u00e0 di strumenti per la valutazione dell&#8217;attenzione divisa provoca che in molte occasioni i problemi in quest&#8217;area vengano relegati in secondo piano, il che a sua volta comporta che non venga effettuata una riabilitazione completa. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si pu\u00f2 pensare che valutando i livelli inferiori dell&#8217;attenzione si possa ottenere informazione sull&#8217;attenzione divisa, tuttavia, l&#8217;ideale \u00e8 effettuare una valutazione completa, includendo tutti i livelli, soprattutto nei casi in cui il problema principale \u00e8 attentivo. A tal fine, lo strumento di valutazione dell&#8217;attenzione divisa pi\u00f9 utilizzato \u00e8 il <em>Paced Auditory Serial Addition Test<\/em> (PASAT)<sup>4<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo test al paziente viene presentata, tramite CD o cassetta, una cifra ogni 3 secondi e il suo compito \u00e8 sommare ogni nuova cifra alla precedente, in modo che, se il primo numero \u00e8 5 e il secondo \u00e8 2, la risposta corretta \u00e8 7, e se il numero successivo \u00e8 8, allora la risposta corretta sar\u00e0 10 (2+8).<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns br-0111 particle-bg p-5 has-primary-background-color has-background is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:66.66%\">\n<h2 class=\"wp-block-heading has-white-color has-text-color\">Prova NeuronUP gratis per 7 giorni<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color wp-block-paragraph\">Potrai collaborare con le nostre attivit\u00e0, progettare sedute o fare riabilitazione a distanza.<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:33.33%\">\n<div class=\"wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button\" style=\"--button-background:var(--color-custom-1);--button-background-hover:#cc7e00;\"><a class=\"wp-block-button__link button   wp-element-button\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/landing-store-user\/\">Comincia la tua prova<\/a><\/div>\n\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:18px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Riabilitazione dell&#8217;attenzione<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come avviene per la valutazione, si pu\u00f2 anche giungere alla conclusione che con la riabilitazione dei livelli pi\u00f9 bassi si ottenga automaticamente un miglioramento di quelli superiori, nello specifico dell&#8217;attenzione divisa. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, la riabilitazione dell&#8217;attenzione deve essere integrale, lavorando tutti i livelli in modo gerarchico, in modo che la riabilitazione o il rafforzamento di ogni livello ci serva da \u201cimpalcatura\u201d per l&#8217;intervento sui successivi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come gi\u00e0 indicato in altre occasioni, il programma di riabilitazione dell&#8217;attenzione pi\u00f9 utilizzato sia in clinica che nella ricerca \u00e8 il <strong><em>Attention Process Training<\/em> (APT)<\/strong>, mediante il quale si lavora l&#8217;attenzione sostenuta, selettiva, alternata e divisa attraverso esercizi su carta e penna e compiti uditivi computerizzati. <\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Allenamento dell&#8217;attenzione divisa<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;allenamento dell&#8217;attenzione divisa in particolare si realizza mediante <strong>tre modalit\u00e0 di compiti<\/strong><sup>2<\/sup>:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Lettura comprensiva di un testo e ricerca di uno stimolo concreto (p. es., la lettera h),<\/li>\n\n\n\n<li>combinazione di compiti uditivi di attenzione sostenuta con compiti che richiedono una risposta motoria alla presenza di uno stimolo particolare, valutandosi il tempo di reazione,<\/li>\n\n\n\n<li>combinazione di compiti di attenzione sostenuta con il monitoraggio del tempo (seguire il tempo trascorso).<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;APT, cos\u00ec come la piattaforma NeuronUP, in cui sono disponibili molteplici esercizi per lavorare le diverse funzioni cognitive, rientra nei programmi di intervento direttamente sui deficit, ci\u00f2 che si conosce come restaurazione della funzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"> Tuttavia, nell&#8217;intervento neuropsicologico si possono attuare altri procedimenti, che verranno applicati in funzione delle caratteristiche cliniche e delle necessit\u00e0 di ciascun paziente.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Tipi diversi di intervento<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tali procedure o tipi di intervento non sono esclusivi, anzi, nella maggior parte dei casi s<strong>i devono combinare per garantire la migliore ripresa del paziente<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Compensazione\/adattamento funzionale<\/strong>: dopo una lesione cerebrale, e soprattutto negli adulti, \u00e8 possibile che la funzione danneggiata non possa essere recuperata, per cui <strong>si lavora su altre funzioni meno compromesse o intatte <\/strong>affinch\u00e9 possano compensare i deficit del paziente;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>modifiche ambientali<\/strong>: si tratta di a<strong>dattare l&#8217;ambiente del paziente<\/strong> per favorire il funzionamento cognitivo. Nel caso dell&#8217;attenzione, una modifica ambientale sarebbe ridurre i fattori di distrazione;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>aiuti esterni:<\/strong> nel caso in cui la funzione cognitiva non possa essere recuperata, <strong>si fornisce al paziente materiali <\/strong>che permettano di svolgere le attivit\u00e0 della vita quotidiana senza dipendere dalla funzione danneggiata. Un esempio sarebbe l&#8217;uso di un registratore in classe per lo studente con problemi attentivi.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>intervento sulla famiglia<\/strong>: i problemi cognitivi, comportamentali ed emotivi dei pazienti con lesione cerebrale possono comportare un sovraccarico per i familiari e\/o i caregiver, perci\u00f2 \u00e8 di grande importanza lavorare con loro mediante la <strong>psicoeducazione e il supporto psicologico<\/strong>. D&#8217;altra parte, svolgono un ruolo attivo ed essenziale nella riabilitazione, fornendo informazioni sui risultati dell&#8217;intervento al di fuori della consulenza o svolgendo attivit\u00e0 a casa come parte della riabilitazione;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>interventi comportamentali ed emotivi<\/strong>: questi problemi possono essere il risultato delle alterazioni organiche insorte a causa della lesione, o come reazione emotiva ai deficit che il paziente percepisce. \u00c8 importante non trascurare l&#8217;aspetto emotivo, poich\u00e9 \u00e8 strettamente legato al funzionamento cognitivo. Per esempio, i sintomi depressivi possono peggiorare i problemi di attenzione.<\/li>\n<\/ul>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell&#8217;intervento comportamentale ed emotivo, merita speciale attenzione il lavoro sulla <strong>motivazione<\/strong>, poich\u00e9 \u00e8 una grande alleata per favorire la riabilitazione o la compensazione dei deficit per varie ragioni:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Migliora l&#8217;adesione all&#8217;intervento.<\/li>\n\n\n\n<li>Garantisce il massimo impegno del paziente nello svolgere i compiti e nell&#8217;ottenere risultati migliori.<\/li>\n\n\n\n<li>Permette di includere compiti al di fuori della consulenza nel piano di intervento. Una volta terminato l&#8217;intervento, favorisce che il paziente segua delle indicazioni qualora ne avesse bisogno.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Indicazioni per aumentare la motivazione del paziente<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per aumentare la motivazione del paziente \u00e8 utile seguire alcune indicazioni, tra cui le seguenti:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Fin dall&#8217;inizio, stabilire un<strong> rapporto con il paziente<\/strong>, facendolo sentire a proprio agio in consulenza e soprattutto dargli fiducia affinch\u00e9 possa esprimere tutti i suoi dubbi ed emozioni,<\/li>\n\n\n\n<li><strong>essere onesti con il paziente e non dargli false speranze<\/strong>. Adeguare le sue aspettative a ci\u00f2 che si pu\u00f2 ottenere con la riabilitazione,<\/li>\n\n\n\n<li>all&#8217;inizio dell&#8217;intervento, <strong>spiegargli dettagliatamente in cosa consister\u00e0,<\/strong> la durata e l&#8217;impegno richiesto sia da parte sua sia da parte del terapeuta,<\/li>\n\n\n\n<li><strong>stabilire con il paziente obiettivi chiari<\/strong> sia a breve sia a lungo termine, affinch\u00e9 possa valutare da solo i risultati che sta ottenendo con l&#8217;intervento,<\/li>\n\n\n\n<li>prima di ogni seduta, <strong>spiegargli qual \u00e8 lo scopo dei compiti<\/strong> che verranno svolti, in modo che ci\u00f2 che compie durante l&#8217;intervento abbia senso per il paziente,<\/li>\n\n\n\n<li><strong>dargli l&#8217;opportunit\u00e0 di suggerire idee <\/strong>e, addirittura, di prendere piccole decisioni, ad esempio scegliere l&#8217;ordine degli esercizi proposti per la seduta. In questo modo si sentir\u00e0 parte attiva della riabilitazione.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per concludere, \u00e8 importante menzionare che dopo aver avviato un programma di riabilitazione neuropsicologica \u00e8 consigliabile <strong>effettuare un follow-up del paziente<\/strong>, valutando il funzionamento cognitivo, emotivo, comportamentale e come tutto ci\u00f2 influisca sulla qualit\u00e0 della vita. Quest&#8217;ultimo aspetto \u00e8 particolarmente rilevante, poich\u00e9 raggiungere una migliore qualit\u00e0 della vita \u00e8 l&#8217;obiettivo finale di ogni intervento.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Riferimenti<\/h2>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list has-sm-font-size\">\n<li>Sohlberg MM, Mateer CA. Effectivenessofanattention-training program. JournalofClinical and Experimental Neuropsychology. 1987;9(2):117\u201330.<\/li>\n\n\n\n<li>Sohlberg MM, Mateer CA. ImprovingAttention and ManagingAttentionalProblems. Annalsofthe New York AcademyofSciences. 2006;931(1):359\u201375.<\/li>\n\n\n\n<li>Amador J.A. Escala de inteligencia de Wechsler para adultos-IV (WAIS-IV).2013.<\/li>\n\n\n\n<li>Sherman E.M, Strauss E, Spellacy F. Validityofthe Paced Auditory Serial Addition Test (PASAT) in adultsreferredforneuropsychologicalassessment after head injury. Clin Neuropsych. 1997;11(1):34-45.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Se ti \u00e8 piaciuto questo post, potrebbe interessarti anche:<\/h3>\n\n<div class=\"mai-grid entries entries-grid has-boxed has-image-full\" style=\"--entry-title-font-size:var(--font-size-lg);--align-text:start;--entry-meta-text-align:start;\"><div class=\"entries-wrap has-columns\" style=\"--columns-xs:1 \/ 1;--columns-sm:1 \/ 1;--columns-md:1 \/ 3;--columns-lg:1 \/ 3;--flex-xs:0 0 var(--flex-basis);--flex-sm:0 0 var(--flex-basis);--flex-md:0 0 var(--flex-basis);--flex-lg:0 0 var(--flex-basis);--column-gap:var(--spacing-lg);--row-gap:var(--spacing-lg);--align-columns:start;\"><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-neuropsicologia tag-anziani tag-autismo tag-enfermedades-neurodegenerativas tag-malattia-di-alzheimer tag-salud-mental tag-trastornos-del-neurodesarrollo\" style=\"--entry-index:1;\" aria-label=\"La rete a riposo. 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