
{"id":17888,"date":"2026-01-15T10:57:02","date_gmt":"2026-01-15T08:57:02","guid":{"rendered":"https:\/\/neuronup.com\/?p=17888"},"modified":"2025-05-26T12:06:34","modified_gmt":"2025-05-26T10:06:34","slug":"riabilitazione-dellattenzione-divisa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuropsicologia\/riabilitazione-dellattenzione-divisa\/","title":{"rendered":"Riabilitazione dell&#8217;attenzione divisa"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-xl-font-size wp-block-paragraph\">La neuropsicologa e ricercatrice Daniela Ramos Usuga spiega in questo articolo <strong>che cos&#8217;\u00e8 l&#8217;attenzione divisa, il modello clinico di Sohlberg e Mateer e la valutazione dell&#8217;attenzione divisa.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Cos&#8217;\u00e8 l&#8217;attenzione divisa?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L&#8217;attenzione divisa \u00e8 il livello finale e massimo della gerarchia stabilita dal modello clinico di Sohlberg e Mateer<sup>1<\/sup><\/strong>, seguita dall&#8217;attenzione alternante, selettiva, sostenuta e focalizzata. Questo tipo di attenzione ci consente di svolgere diverse attivit\u00e0 simultaneamente, ci\u00f2 che comunemente \u00e8 chiamato multitasking.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;attivazione dell&#8217;attenzione divisa inizia quando svolgiamo contemporaneamente due attivit\u00e0 che richiedono risposte o domande cognitive diverse, oppure quando le richieste sono simili, ma il tipo di stimolo da elaborare differisce in ciascuna attivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il modello clinico di Sohlberg e Mateer<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il modello clinico di Sohlberg e Mateer<sup>1<\/sup> stabilisce una dipendenza tra i livelli di attenzione, in modo che il corretto funzionamento dei livelli superiori dipenda da quello dei livelli inferiori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel parlare dell&#8217;attenzione alternante \u00e8 stato illustrato come il suo funzionamento dipenda dall&#8217;attenzione selettiva, sostenuta e focalizzata. Pertanto, per stabilire la subordinazione del funzionamento dell&#8217;attenzione divisa ai livelli inferiori, \u00e8 sufficiente indicare la stretta relazione tra questo tipo di attenzione e quella alternante con le parole delle stesse autrici: <strong>\u201cl&#8217;attenzione divisa pu\u00f2 riflettere un&#8217;attenzione alterna continua e rapida o la dipendenza da un&#8217;elaborazione automatica pi\u00f9 inconscia per almeno uno dei compiti\u201d<\/strong><sup>2<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa affermazione indica che, nel portare a termine un compito di attenzione divisa, per esempio inviare un messaggio con il cellulare mentre camminiamo per strada, ci\u00f2 che facciamo \u00e8 alternare molto rapidamente entrambe le attivit\u00e0, in modo da poterle svolgere simultaneamente. Inoltre, aggiungono che l&#8217;esecuzione di uno dei compiti pu\u00f2 essere automatica, come nel caso del camminare.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"512\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/multitarea.webp\" alt=\"Rehabilitaci\u00f3n de la atenci\u00f3n dividida\" class=\"wp-image-17906\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/multitarea-300x200.webp 300w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/multitarea.webp 768w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Esempio di attenzione divisa. Una donna che svolge pi\u00f9 compiti allo stesso tempo.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;esempio precedente evidenzia le numerose situazioni quotidiane in cui attiviamo l&#8217;attenzione divisa e, sebbene siamo sempre stati esposti a un gran numero di stimoli, soprattutto visivi e uditivi, <strong>con l&#8217;arrivo dei dispositivi mobili<\/strong> (cellulare, tablet, ebook, console, ecc.)<strong> \u00e8 aumentata la quantit\u00e0 di informazioni che dobbiamo elaborare simultaneamente.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dunque, un compito come guidare un&#8217;auto gi\u00e0 comportava prestare attenzione a diversi stimoli visivi (per es., segnali stradali) e uditivi (per es., clacson di altri veicoli) mentre si eseguivano i comportamenti propri della guida come accelerare, frenare, mantenere la direzione, ecc. Tuttavia, oggigiorno \u00e8 molto comune parlare al telefono mentre si guida, per cui le richieste cognitive aumentano, richiedendo l&#8217;integrazione e il buon funzionamento dell&#8217;attenzione a tutti i livelli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Considerata la grande implicazione dell&#8217;attenzione divisa nella nostra vita quotidiana, non sorprende che <strong>i problemi nello svolgere simultaneamente pi\u00f9 compiti<\/strong>, che comunemente colpiscono le persone con lesione cerebrale, siano quelli che pi\u00f9 <strong>limitano il reinserimento lavorativo o scolastico e il ritorno alla vita quotidiana.<\/strong> Per questo motivo, \u00e8 estremamente importante includere questo tipo di attenzione nella valutazione neuropsicologica dopo una lesione cerebrale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-neuronup wp-block-embed-neuronup\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"Lw0SbhvtgX\"><a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/aree-dintervento\/funzioni-cognitive\/attenzione\/\">Attenzione<\/a><\/blockquote><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"\u00abAttenzione\u00bb \u2014 NeuronUP\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/aree-dintervento\/funzioni-cognitive\/attenzione\/embed\/#?secret=Qto3r1Q6WM#?secret=Lw0SbhvtgX\" data-secret=\"Lw0SbhvtgX\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Valutazione dell&#8217;attenzione divisa<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Generalmente, nella valutazione dell&#8217;attenzione, i test pi\u00f9 utilizzati valutano l&#8217;attenzione sostenuta (per es., il BTA) e l&#8217;attenzione selettiva (per es., compiti di cancellazione come il d2).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per altro, nelle batterie rigide, come le scale di intelligenza di Wechsler, l&#8217;attenzione viene valutata mediante la sottoprova dei numeri (attenzione sostenuta) e lettere e numeri (attenzione alternante)<sup>3<\/sup>. La scarsit\u00e0 di strumenti di valutazione dell&#8217;attenzione divisa fa s\u00ec che molte volte i problemi in quest&#8217;area vengano relegati in secondo piano, comportando a sua volta che non venga effettuata una riabilitazione completa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si potrebbe pensare che valutando i livelli inferiori di attenzione si possa ottenere informazioni sull&#8217;attenzione divisa, tuttavia, l&#8217;ideale \u00e8 effettuare una valutazione completa, includendo tutti i livelli, soprattutto nei casi in cui il problema principale sia attentivo. A questo scopo, lo strumento di valutazione dell&#8217;attenzione divisa pi\u00f9 utilizzato \u00e8 il <em>Paced Auditory Serial Addition Test<\/em> (PASAT)<sup>4<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo test al paziente viene presentato, tramite CD o cassetta, una cifra ogni 3 secondi e il suo compito \u00e8 sommare ogni nuova cifra alla precedente, in modo che, se il primo numero \u00e8 5 e il secondo \u00e8 2, la risposta corretta sia 7, e se il numero successivo \u00e8 8, la risposta corretta sar\u00e0 10 (2+8).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Riabilitazione dell&#8217;attenzione<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come accade nella valutazione, si pu\u00f2 anche giungere alla conclusione che con la riabilitazione dei livelli pi\u00f9 bassi si ottenga automaticamente un miglioramento di quelli superiori, in particolare dell&#8217;attenzione divisa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, la riabilitazione dell&#8217;attenzione deve essere integrale, lavorando su tutti i livelli in modo gerarchico, in modo che la riabilitazione o il rafforzamento di ciascun livello servano da \u201cimpalcatura\u201d per l&#8217;intervento sui successivi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come gi\u00e0 indicato in altre occasioni, il programma di riabilitazione dell&#8217;attenzione pi\u00f9 utilizzato sia in ambito clinico che di ricerca \u00e8 il <strong><em>Attention Process Training<\/em> (APT)<\/strong>, attraverso il quale si lavora sull&#8217;attenzione sostenuta, selettiva, alternante e divisa tramite esercizi su carta e penna e compiti uditivi computerizzati.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Allenamento dell&#8217;attenzione divisa<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;allenamento dell&#8217;attenzione divisa in particolare si realizza tramite <strong>tre modalit\u00e0 di compiti<\/strong><sup>2<\/sup>:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Lettura comprensiva di un testo e ricerca di uno stimolo preciso (per es., la lettera h),<\/li>\n<li>combinazione di compiti uditivi di attenzione sostenuta con compiti che richiedono una risposta motoria alla presenza di uno stimolo specifico, valutando il tempo di reazione,<\/li>\n<li>combinazione di compiti di attenzione sostenuta con il monitoraggio del tempo (controllo del tempo trascorso).<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;APT, cos\u00ec come la piattaforma NeuronUP, nella quale sono disponibili numerosi esercizi per lavorare sulle diverse funzioni cognitive, rientra nei programmi di intervento diretto sui deficit, ci\u00f2 che \u00e8 noto come restauro della funzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, nell&#8217;intervento neuropsicologico possono essere adottati altri procedimenti, che saranno applicati in base alle caratteristiche cliniche e alle necessit\u00e0 di ciascun paziente.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Tipi diversi di intervento<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tali procedimenti o tipi di intervento non sono esclusivi, infatti, nella maggior parte dei casi <strong>devono essere combinati per garantire il miglior recupero del paziente<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Compensazione\/adattamento funzionale<\/strong>: dopo una lesione cerebrale, e soprattutto negli adulti, \u00e8 possibile che la funzione danneggiata non possa essere recuperata, per cui <strong>si lavora su altre funzioni meno deteriorate o intatte<\/strong> affinch\u00e9 possano compensare i deficit del paziente;<\/li>\n<li><strong>modifiche ambientali<\/strong>: si tratta di <strong>adattare l&#8217;ambiente del paziente<\/strong> per favorire il funzionamento cognitivo. Nel caso dell&#8217;attenzione, una modifica ambientale sarebbe ridurre i fattori di disturbo;<\/li>\n<li><strong>aiuti esterni:<\/strong> nel caso in cui la funzione cognitiva non possa essere recuperata, <strong>si forniscono al paziente materiali<\/strong> che consentano di svolgere le attivit\u00e0 della vita quotidiana senza dipendere dalla funzione compromessa. Un esempio sarebbe l&#8217;uso di un registratore in classe per lo studente con problemi di attenzione;<\/li>\n<li><strong>intervento nella famiglia<\/strong>: i problemi cognitivi, comportamentali ed emotivi dei pazienti con lesione cerebrale possono rappresentare un peso per i familiari e\/o caregiver, perci\u00f2 \u00e8 di fondamentale importanza lavorare con loro attraverso la <strong>psicoeducazione e il supporto psicologico<\/strong>. Inoltre, essi svolgono un ruolo attivo ed essenziale nella riabilitazione, fornendo informazioni sui risultati dell&#8217;intervento al di fuori dello studio e svolgendo attivit\u00e0 a casa come parte della riabilitazione;<\/li>\n<li><strong>interventi comportamentali ed emotivi<\/strong>: questi problemi possono derivare dalle alterazioni organiche conseguenti alla lesione, o come reazione emotiva ai deficit percepiti dal paziente. \u00c8 importante non trascurare l&#8217;aspetto emotivo, poich\u00e9 \u00e8 strettamente correlato al funzionamento cognitivo. Ad esempio, i sintomi depressivi possono aggravare i problemi di attenzione.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell&#8217;ambito dell&#8217;intervento comportamentale ed emotivo, merita particolare attenzione il lavoro sulla <strong>motivazione<\/strong>, poich\u00e9 \u00e8 una grande alleata per stimolare la riabilitazione o la compensazione dei deficit per diverse ragioni:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Migliora l&#8217;aderenza all&#8217;intervento.<\/li>\n<li>Garantisce il massimo impegno del paziente nello svolgimento dei compiti e nell&#8217;ottenimento di risultati migliori.<\/li>\n<li>Permette di includere compiti al di fuori dello studio nel piano d&#8217;intervento. Al termine dell&#8217;intervento, consente al paziente di seguire eventuali indicazioni se necessario.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Linee guida per aumentare la motivazione del paziente<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per aumentare la motivazione del paziente \u00e8 utile seguire alcune linee guida, tra cui si evidenziano le seguenti:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Fin dall&#8217;inizio, stabilire un <strong>legame con il paziente<\/strong>, facendolo sentire a proprio agio nello studio e, soprattutto, trasmettendogli fiducia affinch\u00e9 possa esprimere tutte le sue domande ed emozioni,<\/li>\n<li><strong>essere onesti con il paziente e non dargli false speranze<\/strong>. Adeguare le sue aspettative a ci\u00f2 che si pu\u00f2 ottenere con la riabilitazione,<\/li>\n<li>all&#8217;inizio dell&#8217;intervento, <strong>spiegargli dettagliatamente in cosa consister\u00e0<\/strong>, il tempo che durer\u00e0 e l&#8217;impegno richiesto sia da parte sua che da quella del terapeuta,<\/li>\n<li><strong>stabilire con il paziente obiettivi chiari<\/strong> sia a breve sia a lungo termine, in modo che possa valutare da solo i risultati che sta ottenendo con l&#8217;intervento,<\/li>\n<li>prima di ogni seduta, <strong>spiegargli qual \u00e8 lo scopo dei compiti<\/strong> che verranno svolti, in modo che ci\u00f2 che fa durante l&#8217;intervento abbia senso per il paziente,<\/li>\n<li><strong>dargli la possibilit\u00e0 di suggerire idee<\/strong> e, addirittura, di prendere piccole decisioni, per esempio scegliere l&#8217;ordine degli esercizi previsti per la seduta. In questo modo sentir\u00e0 di far parte attiva della riabilitazione.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per concludere, \u00e8 necessario menzionare che dopo aver implementato un programma di riabilitazione neuropsicologica \u00e8 consigliabile <strong>effettuare un monitoraggio del paziente<\/strong>, valutando il funzionamento cognitivo, emotivo, comportamentale e come tutto ci\u00f2 influisca sulla qualit\u00e0 della vita. Quest&#8217;ultimo aspetto \u00e8 particolarmente rilevante, poich\u00e9 raggiungere una migliore qualit\u00e0 della vita \u00e8 l&#8217;obiettivo finale di ogni intervento.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Riferimenti<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Sohlberg MM, Mateer CA. Effectivenessofanattention-training program. JournalofClinical and Experimental Neuropsychology. 1987;9(2):117\u201330.<\/li>\n<li>Sohlberg MM, Mateer CA. ImprovingAttention and ManagingAttentionalProblems. Annalsofthe New York AcademyofSciences. 2006;931(1):359\u201375.<\/li>\n<li>Amador J.A. Escala de inteligencia de Wechsler para adultos-IV (WAIS-IV).2013.<\/li>\n<li>Sherman E.M, Strauss E, Spellacy F. Validityofthe Paced Auditory Serial Addition Test (PASAT) in adultsreferredforneuropsychologicalassessment after head injury. Clin Neuropsych. 1997;11(1):34-45.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Se ti \u00e8 piaciuto questo post, potrebbe interessarti anche:<\/h3>\n\n<div class=\"mai-grid entries entries-grid has-boxed has-image-full\" style=\"--entry-title-font-size:var(--font-size-lg);--align-text:start;--entry-meta-text-align:start;\"><div class=\"entries-wrap has-columns\" style=\"--columns-xs:1\/1;--columns-sm:1\/1;--columns-md:1\/3;--columns-lg:1\/3;--flex-xs:0 0 var(--flex-basis);--flex-sm:0 0 var(--flex-basis);--flex-md:0 0 var(--flex-basis);--flex-lg:0 0 var(--flex-basis);--column-gap:var(--spacing-lg);--row-gap:var(--spacing-lg);--align-columns:start;\"><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-sindrome-di-down tag-disabilita-intellettiva tag-sindrome-di-down\" style=\"--entry-index:1;\" aria-label=\"Sindrome di Down: cos&#8217;\u00e8, cifre, miti e verit\u00e0\" itemscope 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