
{"id":17728,"date":"2022-10-11T12:15:02","date_gmt":"2022-10-11T10:15:02","guid":{"rendered":"https:\/\/neuronup.com\/?p=17728"},"modified":"2022-10-11T12:15:02","modified_gmt":"2022-10-11T10:15:02","slug":"meccanismi-cognitivi-dellapprendimento-senza-errore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuropsicologia\/memoria\/meccanismi-cognitivi-dellapprendimento-senza-errore\/","title":{"rendered":"Meccanismi cognitivi dell&#8217;apprendimento senza errore"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-xl-font-size wp-block-paragraph\">La neuropsicologa Lidia Garc\u00eda P\u00e9rez spiega in questo articolo i <strong>meccanismi cognitivi dell&#8217;apprendimento senza errore<\/strong> e si chiede quando sarebbe una buona opzione di riabilitazione cognitiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;apprendimento senza errore \u00e8 un metodo<strong> comunemente utilizzato nella riabilitazione neuropsicologica della memoria<\/strong>, dato il vantaggio che offre ai pazienti amnesici rispetto all&#8217;apprendimento tradizionale, che permette e sfrutta gli errori. Tuttavia, <strong>esistono evidenze che i suoi risultati possono variare significativamente<\/strong> a seconda di diversi fattori come la gravit\u00e0 del danno, il compito specifico di apprendimento o il profilo neuropsicologico dei pazienti [1].<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 dunque l&#8217;apprendimento senza errore la migliore opzione terapeutica per i deficit di memoria? E per altri deficit come quelli delle funzioni esecutive?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo post rivedo i meccanismi cognitivi che sono stati proposti per spiegare il vantaggio dell&#8217;apprendimento senza errore rispetto all&#8217;apprendimento con errori nella riabilitazione della memoria, con l&#8217;obiettivo che il loro aggiornamento possa essere utile per determinare quando questo tipo di tecnica pu\u00f2 beneficiare i pazienti nel campo della neuroriabilitazione cognitiva.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>In cosa consiste l&#8217;apprendimento senza errore?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;apprendimento senza errore si riferisce a una f<strong>orma di addestramento in cui si cerca di evitare che la persona che inizia ad apprendere una determinata informazione commetta errori<\/strong>, in contrapposizione all&#8217;apprendimento tradizionale, dove gli errori fanno parte dello stesso processo di apprendimento [es. 1].<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell&#8217;ambito clinico, questo approccio si applica come principio da seguire nella <strong>riabilitazione di pazienti con deficit severi di memoria<\/strong>, poich\u00e9 presentano un rischio particolare di imparare gli errori (e non <em>dai<\/em> errori) che commettono.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Metodo<strong> dell&#8217;apprendimento senza errore<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sebbene esistano diversi procedimenti, il metodo standard di apprendimento senza errore<strong>&nbsp;consiste nel presentare al paziente un frammento dell&#8217;informazione da apprendere <\/strong>(per esempio, un&#8217;immagine degradata di un oggetto, o la radice di una parola), <strong>immediatamente dopo presentargli anche la risposta corretta completa e quindi fare in modo che la ricodifichi in qualche modo <\/strong>(ripetendola verbalmente, scrivendola, ecc.). <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo modo di procedere implica basare l&#8217;apprendimento esclusivamente sul processamento<strong><em>&nbsp;<\/em><\/strong>(ripetuto) dell&#8217;informazione, evitando il recupero dalla memoria a lungo termine mediante il ricordo libero per minimizzare la probabilit\u00e0 di errore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, sappiamo che uno dei principi ben consolidati dell&#8217;apprendimento e della memoria \u00e8 che <em>la pratica del recupero<\/em> dell&#8217;informazione favorisce di per s\u00e9 il ricordo di quella informazione (e non per il processamento aggiuntivo che comporta [2, 3]). Pertanto, nella misura in cui sia restrittivo ed eviti i tentativi di recupero dell&#8217;informazione, l&#8217;apprendimento senza errore risulta una forma passiva di apprendimento che non sfrutta gli effetti della pratica del recupero. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I metodi di prova ed errore, d&#8217;altra parte, promuovono che il paziente compia tentativi di recupero, facilitando la consolidazione dell&#8217;apprendimento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Una revisione<\/strong> sistematica recente di studi che mettevano alla prova il vantaggio dell&#8217;apprendimento senza errore rispetto ai metodi con errori in diverse popolazioni con problemi di memoria [1] <strong>ha concluso che<\/strong>, sebbene le evidenze suggeriscano in generale che questo approccio possa essere utile nella riabilitazione della memoria, <strong>non tutti i gruppi con questo tipo di alterazioni sembrano beneficiare<\/strong> dell&#8217;apprendimento senza errore pi\u00f9 che dell&#8217;apprendimento con errori, <strong>e<\/strong> inoltre l&#8217;apprendimento senza errore presenta <strong>alcune limitazioni.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 allora l&#8217;apprendimento senza errore \u00e8 considerato il metodo di scelta per la riabilitazione dei disturbi primari della memoria?<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Meccanismi cognitivi del vantaggio dell&#8217;apprendimento senza errore<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;apprendimento senza errore ha cominciato a svilupparsi all&#8217;interno della riabilitazione di<strong> pazienti con grave amnesia anterograda<\/strong>, dopo che si era osservato che nonostante i gravi disturbi della memoria esplicita che mostravano, conservavano intatta la memoria procedurale [4, 5].<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I primi studi che confrontarono la prestazione di memoria dopo apprendimento senza errori e con errori [4, 5] trovarono che, effettivamente, i pazienti con amnesia <strong>imparavano pi\u00f9 parole quando venivano addestrati<\/strong> in modo da non commettere errori, rispetto a quando veniva impiegata una procedura con cui avevano commesso errori.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed aligncenter is-type-wp-embed is-provider-neuronup wp-block-embed-neuronup\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"UT8W6kcBqs\"><a href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuropsicologia\/memoria\/memoria-di-lavoro-e-memoria-a-breve-termine-definizione-e-differenze\/\">Memoria di lavoro e memoria a breve termine: definizione e differenze<\/a><\/blockquote><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"\u201cMemoria di lavoro e memoria a breve termine: definizione e differenze\u201d \u2014 NeuronUP\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuropsicologia\/memoria\/memoria-di-lavoro-e-memoria-a-breve-termine-definizione-e-differenze\/embed\/#?secret=W9iKNLayWA#?secret=UT8W6kcBqs\" data-secret=\"UT8W6kcBqs\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi primi lavori interpretarono che la superiorit\u00e0 dell&#8217;apprendimento senza errori fosse dovuta al modo in cui funziona la memoria implicita: durante l&#8217;apprendimento implicito la codifica obbedisce alla forza della risposta allo stimolo, essendo indifferente se la risposta \u00e8 corretta o scorretta, per cui il ricordo implicito non differenzia tra errori e successi, bens\u00ec tra associazioni forti e deboli. Pertanto, gli autori di questi lavori conclusero che <strong>l&#8217;eliminazione degli errori migliora l&#8217;apprendimento dei pazienti amnesici perch\u00e9 evita l&#8217;influenza e la confusione dell&#8217;attivazione degli errori<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da allora, il dibattito sui meccanismi amnesici del vantaggio dell&#8217;apprendimento senza errore si \u00e8 sostanzialmente sviluppato intorno a due posizioni: la spiegazione basata sulla memoria implicita e la spiegazione basata sulla memoria esplicita [es. 1, 6, 7].<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Spiegazione basata sulla memoria implicita<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La spiegazione implicita sostiene che \u00e8 il deterioramento della memoria <em>esplicita&nbsp;<\/em>dei pazienti con amnesia che <strong>li impedisce di ricordare gli errori che commettono<\/strong>, per cui, non potendoli ricordare e tenerli in conto nelle occasioni successive, continuano a commettere errori, dato che possono basare il loro apprendimento solo sulla memoria implicita.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Spiegazione basata sulla memoria esplicita<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La spiegazione esplicita afferma che questi pazienti traggono maggiore beneficio dall&#8217;apprendimento senza errori che da quello con errori perch\u00e9 <strong>sfruttano la memoria <em>esplicita residua.<\/em><\/strong><em> <\/em>Il loro argomento si basa sull&#8217;osservazione che i pazienti con memoria esplicita pi\u00f9 preservata si comportavano meglio dopo l&#8217;apprendimento senza errore rispetto ai pazienti con alterazioni pi\u00f9 gravi della memoria esplicita [7].<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-f7567c66-c878-492f-b093-630543ad12fb\">Spiegazione basata sulla memoria della fonte o dell&#8217;origine<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una terza spiegazione fa riferimento alla&nbsp;memoria della fonte o dell&#8217;origine (<em>source memory<\/em>), la quale <strong>implica il ricordo del <em>contesto<\/em> di un evento<\/strong> in modo dissociato dal ricordo del suo <em>contenuto&nbsp;<\/em>[1, 7]. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo questa proposta, il deterioramento della memoria della fonte provocherebbe la difficolt\u00e0 specifica a distinguere gli elementi appresi mediante <em>feedback&nbsp;<\/em>del terapeuta dagli elementi autogenerati, in modo che la persona confonda l&#8217;informazione da apprendere con i propri errori. Cos\u00ec, nella misura in cui questo tipo di memoria sia deteriorato, questa ipotesi predice che l&#8217;apprendimento senza errore sar\u00e0 un&#8217;opzione migliore rispetto all&#8217;apprendimento con errori poich\u00e9<strong> evita l&#8217;interferenza di questi errori sul ricordo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">&nbsp;<\/h3>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Altre possibili applicazioni dell&#8217;apprendimento senza errore: alterazioni dell&#8217;attenzione o delle funzioni esecutive<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La capacit\u00e0 di rilevare e monitorare gli errori e di modificare il comportamento sulla base della retroazione o <em>feedback<\/em>&nbsp;sembrano quindi essere, pertanto, centrali nelle spiegazioni del perch\u00e9 l&#8217;apprendimento senza errore funziona meglio nei pazienti con amnesia rispetto al metodo del tentativo ed errore [1].<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D&#8217;altra parte, \u00e8 stato suggerito che la memoria della fonte sia in parte mediata dal lobo frontale [1, 7], in particolare dalle cortecce prefrontali sinistra e destra, che sono aree implicate nelle funzioni di attenzione e controllo esecutivo, cos\u00ec come nel rilevamento degli errori e negli aggiustamenti mediante il confronto degli <em>inputs<\/em> o stimoli in entrata con rappresentazioni interne della memoria a lungo termine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto ci\u00f2 ha portato alcuni autori a pensare al <strong>coinvolgimento delle funzioni esecutive nel vantaggio dell&#8217;apprendimento senza errore. <\/strong>Recentemente, \u00e8 stato proposto un ruolo chiave dei processi di <strong>attenzione e controllo esecutivo&nbsp;<\/strong>che influenzerebbero l&#8217;elaborazione di base dell&#8217;informazione, la memoria di lavoro e la memoria episodica [1]. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In particolare, gli autori suggeriscono che, attraverso l&#8217;allocazione di risorse di attenzione sostenuta, i processi di controllo esecutivo \u201cguidano l&#8217;elaborazione degli stimoli, permettono l&#8217;accesso diretto agli obiettivi e la manipolazione delle rappresentazioni interne, e sostengono il mantenimento di tali rappresentazioni. Pertanto, consentono il confronto di uno stimolo esterno con rappresentazioni interne immagazzinate e l&#8217;integrazione del ricordo del contenuto di un evento con la conoscenza della sua fonte o contesto (\u2026). Di conseguenza, l&#8217;efficacia degli approcci (\u2026) pu\u00f2 variare in parte in funzione del grado in cui questi richiedono adeguatamente e sostengono il funzionamento ottimale dei processi attentivi\u201d [1].<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pertanto, secondo questa proposta, nella misura in cui i processi attentivi e il monitoraggio degli errori sono critici per l&#8217;apprendimento, e nella misura in cui risultino compromessi nei pazienti neurologici, sar\u00e0 importante considerare l&#8217;applicazione di procedure senza errore non solo nei pazienti con disturbi primari della memoria, ma anche nella riabilitazione di pazienti con alterazioni di <strong>attenzione sostenuta e\/o funzioni esecutive<\/strong>.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Bibliografia<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list has-sm-font-size\">\n<li>Clare L&amp; Jones RS (2008). Errorlesslearning in therehabilitation of memoryimpairment: A criticalreview. <em>NeuropsycholRev,<\/em> 18:1-23.<\/li>\n\n\n\n<li>Carrier M&amp;Pashler H(1992). Theinfluence of retrievalonretention. <em>Memory andCognition<\/em>, 20: 633.<\/li>\n\n\n\n<li>Ru\u00edz Rodr\u00edguez, M. (2004). <em>I volti della memoria<\/em>. Madrid, Spagna: Pearson Educaci\u00f3n.<\/li>\n\n\n\n<li>Glisky EL, Schacter, DL, Tulving E (1986). Learning and retention of computer-relatedvocabulary in memory-impairedpatients: method of vanishingcues. <em>Journal of Clinical and Experimental Neuropsychology<\/em>, 8(39): 292-312.<\/li>\n\n\n\n<li>Baddeley A &amp; Wilson BA (1994). Whenimplicitlearning fails: amnesia and the problem of error elimination. <em>Neuropsychologia<\/em>, 32(1): 53-68.<\/li>\n\n\n\n<li>Anderson ND&amp;CraikFI (2006).Themnemonicmechanisms of errorlesslearning. <em>Neuropsychologia<\/em>, 44(14): 2806-13.<\/li>\n\n\n\n<li>Anderson ND, Guild EB, Cyr AA, Roberts J, Clare L (2012).Contributions of frontal and medial temporal lobefunctioning to errorlesslearningadvantage. <em>NeuropsycholRehabil<\/em>, 22(2):169-86.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo sui meccanismi cognitivi dell&#8217;apprendimento senza errori, potresti essere interessato anche ai seguenti articoli:<\/h3>\n\n<div class=\"mai-grid entries entries-grid has-boxed has-image-full\" style=\"--entry-title-font-size:var(--font-size-lg);--align-text:start;--entry-meta-text-align:start;\"><div class=\"entries-wrap has-columns\" style=\"--columns-xs:1\/1;--columns-sm:1\/1;--columns-md:1\/3;--columns-lg:1\/3;--flex-xs:0 0 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