
{"id":17244,"date":"2022-10-03T17:31:00","date_gmt":"2022-10-03T15:31:00","guid":{"rendered":"https:\/\/neuronup.com\/?p=17244"},"modified":"2026-06-18T10:23:56","modified_gmt":"2026-06-18T08:23:56","slug":"multifattorialita-dei-test-neuropsicologici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuropsicologia\/multifattorialita-dei-test-neuropsicologici\/","title":{"rendered":"La multifattorialit\u00e0 dei test neuropsicologici: Cosa valutiamo quando li valutiamo?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-xl-font-size wp-block-paragraph\">Il neuropsicologo e ricercatore \u00c1ngel Mart\u00ednez Nogueras affronta<strong> il problema della multifattorialit\u00e0 dei test neuropsicologici<\/strong>. In particolare, nel Test di Stroop.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poniamoci in situazione. Immaginate una settimana qualsiasi in cui state valutando diversi pazienti in ambulatorio. Stanno eseguendo il Test di Stroop, e nella tavola Parola-Colore vi trovate di fronte a quanto segue:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Il paziente 1 raggiunge l&#8217;item 23, commette 5 errori e corregge da solo i 5, senza necessit\u00e0 di intervento del valutatore;<\/li>\n\n\n\n<li>il paziente 2 raggiunge l&#8217;item 19, commette 8 errori, ma ne rileva e autocorregge solo 1, il valutatore gli fornisce feedback immediato dopo ogni errore, il soggetto si corregge, ma continua a commettere errori negli item successivi;<\/li>\n\n\n\n<li>il soggetto 3 raggiunge l&#8217;item 21, non arriva a commettere alcun errore, ma in molti item esita e minaccia l&#8217;errore prima di dare la risposta corretta, costandogli un grande sforzo controllare la risposta e non sbagliare;<\/li>\n\n\n\n<li>Il soggetto 4 raggiunge l&#8217;item 9, commettendo 9 errori non autocorretti, non beneficia del feedback del valutatore, e abbandona la prova all&#8217;item 9 a causa dello sforzo richiesto per eseguire il test, senza arrivare a esaurire i 45 secondi.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono casi reali del mio ambulatorio e, rispettivamente, sono:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Un paziente di 54 anni con ictus,<\/li>\n\n\n\n<li>un paziente di 32 anni con traumatismo cranioencefalico,<\/li>\n\n\n\n<li>una paziente di 66 anni con angiopatia amiloide,<\/li>\n\n\n\n<li>un paziente di 69 anni con malattia di Parkinson.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla luce di quanto sopra, <strong>possiamo concludere che nei quattro casi il basso punteggio ottenuto sia mediato da un deficit inibitorio?<\/strong> In altre parole, possiamo diagnosticare un deficit di inibizione nei quattro pazienti?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vi lascio anticipare la risposta: effettivamente, no. Allora, cosa implica ci\u00f2 per l&#8217;assunzione, quasi routinaria in neuropsicologia, che l&#8217;esecuzione deficitaria della parte Parola-Colore possa essere interpretata come il riflesso di un deficit dei processi di inibizione? Non so precisamente dove, ma sicuramente si trova lontano dagli obiettivi della valutazione neuropsicologica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Citando a Banich<sup>1<\/sup>, \u201cprendere in considerazione soltanto il punteggio finale del compito di Stroop comporta una limitazione nella comprensione dell&#8217;effetto Stroop, poich\u00e9 esso riflette la somma dei processi cognitivi implicati nella sua risoluzione, ma non ci informa sulla partecipazione relativa di tali processi durante la risoluzione\u201d. Non avrei saputo esprimermi meglio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per chiarire quanto sopra e concretizzare il problema di fondo trattato qui, che non \u00e8 altro che la multifattorialit\u00e0 dei test o prove di valutazione, mi concentrer\u00f2 su uno in particolare, il Test di Stroop.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La multifattorialit\u00e0 dei test neuropsicologici: il Test di Stroop<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di seguito, vi presento un breve riassunto della complessit\u00e0 dell&#8217;intreccio cognitivo richiesto per eseguire con successo il Test di Stroop. Lo far\u00f2 superando la capacit\u00e0 esplicativa dei modelli teorici di inibizione e basandomi sul <strong>interessante concetto di controllo cognitivo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per chiarirci, il controllo cognitivo non sarebbe una funzione cognitiva in senso stretto. Piuttosto emergerebbe in un momento specifico mediante l&#8217;interazione puntuale di processi cognitivi come la memoria di lavoro, la flessibilit\u00e0 cognitiva, il monitoraggio, l&#8217;inibizione e la selezione della risposta. Il suo scopo sarebbe quello di fornire un aggiustamento dinamico e flessibile del comportamento in funzione degli obiettivi e delle esigenze del compito in corso, specialmente in situazioni non routinarie che richiedono risposte non abituali o preponderanti, come \u00e8 il caso del Test di Stroop<sup>2,3.<\/sup><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns br-0111 particle-bg p-5 has-primary-background-color has-background is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:66.66%\">\n<h2 class=\"wp-block-heading has-white-color has-text-color\">Prova NeuronUP gratis per 7 giorni<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color wp-block-paragraph\">Potrai collaborare con le nostre attivit\u00e0, progettare sedute o fare riabilitazione a distanza.<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:33.33%\">\n<div class=\"wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button\" style=\"--button-background:var(--color-custom-1);--button-background-hover:#cc7e00;\"><a class=\"wp-block-button__link button   wp-element-button\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/landing-store-user\/\">Comincia la tua prova<\/a><\/div>\n\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:18px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Processi cognitivi che comprende il Test di Stroop<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Analizzando il processo di controllo cognitivo durante la sua attivazione per risolvere il Test di Stroop, metteremmo in gioco una cascata di processi cognitivi che include:<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Memoria di lavoro<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La rilevanza della memoria di lavoro in compiti tradizionalmente considerati di inibizione ha sempre maggiore supporto nella letteratura. A questo proposito, Tiego et al (2018) proposero un modello di controllo inibitorio di tipo gerarchico in cui la memoria di lavoro si colloca come un processo di ordine superiore che modula il rendimento di altri processi cognitivi, in questo caso, dell&#8217;inibizione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante l&#8217;esecuzione della parte Parola-Colore del Test di Stroop, un fallimento nel mantenere un livello di attivazione sufficiente nella memoria di lavoro sia degli obiettivi del compito sia delle informazioni rilevanti (nominare il colore della parola) potrebbe provocare un fallimento dell&#8217;inibizione. Di conseguenza, <strong>faciliterebbe l&#8217;emissione di una risposta preponderante non adeguata al contesto<\/strong> (leggere la parola).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In altre parole, gli individui con migliori prestazioni della memoria di lavoro sarebbero anche meno suscettibili a commettere errori di inibizione.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Inibizione<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il processo di inibizione, da un lato<strong>, eviterebbe l&#8217;interferenza o l&#8217;accesso alla memoria di lavoro delle informazioni non rilevanti<\/strong> per il corretto svolgimento del compito, facilitando l&#8217;elaborazione preferenziale delle informazioni rilevanti, cio\u00e8 il colore delle parole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E, d&#8217;altra parte, permetterebbe di \u201cfrenare\u201d una risposta automatizzata, come la lettura delle parole, rendendo possibile la selezione e l&#8217;emissione di una risposta alternativa in funzione delle esigenze del contesto, in questo caso, nominare il colore dell&#8217;inchiostro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pertanto, si potrebbe dire che per la risoluzione del Test di Stroop <strong>devono agire in modo coordinato la memoria di lavoro e l&#8217;inibizione<\/strong>. In effetti, ci sono studi che mostrano che quegli soggetti con maggiore controllo inibitorio e una migliore memoria di lavoro mostrano un minore effetto Stroop rispetto a coloro che hanno un scarso controllo inibitorio e una bassa capacit\u00e0 di memoria di lavoro<sup>5,6<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Flessibilit\u00e0 cognitiva<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La parte Parola-Colore del Test di Stroop, oltre a porre una situazione nuova o poco abituale, anche<strong> richiede un cambiamento o aggiornamento rapido o agile <\/strong>sia dell&#8217;obiettivo che del set di risposta rispetto alle parti precedenti del test. Cio\u00e8, le parti Parola e Colore, dato che si passa da una situazione in cui si deve rispondere a stimoli congruenti, che richiedono risposte abituali o gi\u00e0 apprese, a un&#8217;altra che richiede di emettere una risposta nuova o infrequente di fronte a stimoli incongruenti che generano conflitto. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec, una prestazione deficitaria del processo di flessibilit\u00e0 cognitiva potrebbe condurre all&#8217;emissione di risposte inadeguate o perseverative. Sia per mancanza di adeguamento ai nuovi obiettivi, mantenendo un set di risposta precedentemente efficace ma inadeguato rispetto alle nuove esigenze del compito (inerzia nella risposta), sia per difficolt\u00e0 a cambiare o adattare la risposta in base al feedback ricevuto dopo la commissione di un errore<sup>7,8<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Monitoraggio<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il processo cognitivo di monitoraggio \u00e8 solitamente caratterizzato come un processo esecutivo incaricato di <strong>temporalizzare lo svolgimento dell&#8217;attivit\u00e0<\/strong>, supervisionare che il comportamento sia adeguato ai requisiti del compito o dell&#8217;ambiente, e di rilevare errori o discrepanze tra la risposta e l&#8217;obiettivo del compito in corso, indicando che \u00e8 necessario un aggiornamento o un cambiamento della risposta<sup>9<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All&#8217;interno dell&#8217;ingranaggio che costituisce il controllo cognitivo, affinch\u00e9 il processo di monitoraggio possa agire con successo \u00e8 necessario che la memoria di lavoro mantenga attivo l&#8217;obiettivo del compito. Il suo scopo \u00e8 permettere di supervisionare che il comportamento rimanga adeguato ad esso. E, inoltre, che la flessibilit\u00e0 cognitiva agisca adeguatamente, aggiustando il set di risposta nei casi in cui si rilevi un errore o si riceva un feedback negativo sul risultato della risposta emessa<sup>10<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un aspetto correlato al monitoraggio studiato tramite il compito di Stroop si concentra sull<strong>><strong>analisi sia degli errori che delle autocorrezioni<\/strong>, analizzati separatamente, cos\u00ec come sull&#8217;adattamento della risposta in funzione del feedback ricevuto dopo la commissione di un errore<sup>11<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto di vista precedente enfatizza che, oltre alla registrazione del numero di item che un paziente riesce a leggere, sarebbe realmente interessante raccogliere aspetti qualitativi relativi all&#8217;analisi degli errori, come mezzo per arricchire i dati e aumentare la precisione delle conclusioni tratte.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Velocit\u00e0 di elaborazione<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 ben noto che il rallentamento della velocit\u00e0 di elaborazione delle informazioni pu\u00f2 influire negativamente sulle prestazioni di processi cognitivi come l&#8217;inibizione, la memoria di lavoro e la flessibilit\u00e0 durante l&#8217;esecuzione di compiti complessi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D&#8217;altra parte, disponiamo di pubblicazioni e studi di validit\u00e0 di costrutto sul Test di Stroop che indicano che la velocit\u00e0 di elaborazione \u00e8 un fattore importante per la sua corretta risoluzione<sup>12<\/sup>. Non a caso, la prestazione nelle diverse parti del test <strong>si misura in funzione del numero di item che un soggetto raggiunge in 45 secondi<\/strong>, cio\u00e8 la sua velocit\u00e0 di esecuzione.<\/p>\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Insomma, e in fondo, questo testo affronta la questione della multifattorialit\u00e0 dei test che usiamo abitualmente per la valutazione della cognizione. <strong>Il nostro obiettivo nella pratica clinica<\/strong> della neuropsicologia non <strong>\u00e8 dire a un paziente<\/strong> dov&#8217;\u00e8 il suo limite, stabilito dalla psicometria, ma <strong>che cosa causa quel limite e come possiamo superarlo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Immaginate la portata dell&#8217;errore e del limite nello sviluppo della neuropsicologia in cui incorriamo se fondiamo le nostre ipotesi di lavoro e conclusioni cliniche solo sull&#8217;interpretazione quantitativa del punteggio finale di un paziente in un test.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al contrario, il nostro obiettivo non pu\u00f2 essere altro che affrontare la valutazione di un soggetto con la prospettiva o l&#8217;intenzione di sviscerare la rete di processi cognitivi che sostiene l&#8217;esecuzione dei compiti che proponiamo, al fine di determinare l&#8217;implicazione particolare di ciascuno di essi nel suo tentativo di risoluzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tempo fa ho impresso a fuoco nella mia memoria la seguente affermazione di Benedet91 \u00abla neuropsicologia inizia dove finisce la psicometria\u00bb, alla quale si potrebbe aggiungere che il percorso dopo la psicometria deve essere lastricato di modelli teorici, e migliore \u00e8 il modello teorico, pi\u00f9 solido sar\u00e0 il progresso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il testo che avete appena letto \u00e8 un breve riassunto di un articolo pubblicato sulla Revista Iberoamericana de Neuropsicolog\u00eda intitolato <em>Test de Stroop, algo m\u00e1s que inhibici\u00f3n. Una revisi\u00f3n bajo el concepto de control cognitivo<\/em>. Al seguente link avete accesso all&#8217;articolo completo: https:\/\/neuropsychologylearning.com\/portfolio-item\/test-de-stroop-algo-mas-que-inhibicion-una-revision-bajo-el-concepto-de-control-cognitivo\/<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Bibliografia<\/h2>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list has-sm-font-size\">\n<li>Banich MT. The Stroop Effect Occurs at Multiple Points Along a Cascade of Control: Evidence From Cognitive Neuroscience Approaches. Front Psychol. 2019 Oct 9;10:2164.<\/li>\n\n\n\n<li>Lenartowicz A, Kalar DJ, Congdon E, Poldrack RA. Towards an ontology of cognitive control. Top Cogn Sci. 2010 Oct;2(4):678-92.<\/li>\n\n\n\n<li>Soutschek A, Strobach T, Schubert T. Working memory demands modulate cognitive control in the Stroop paradigm. Psychol Res. 2013 May;77(3):333-47.<\/li>\n\n\n\n<li>Tiego J, Testa R, Bellgrove MA, Pantelis C, Whittle S. A Hierarchical Model of Inhibitory Control. Front Psychol. 2018;9:1339.<\/li>\n\n\n\n<li>Kane MJ, Engle RW. Working-memory capacity and the control of attention: the contributions of goal neglect, response competition, and task set to Stroop interference. J Exp Psychol Gen. 2003 Mar;132(1):47-70.<\/li>\n\n\n\n<li>Duell N, Icenogle G, Silva K, Chein J, Steinberg L, Banich MT, et al. A cross-sectional examination of response inhibition and working memory on the Stroop task. Cognitive Development 2018; 47: 19-31.<\/li>\n\n\n\n<li>Miyake A, Friedman NP. The Nature and Organization of Individual Differences in Executive Functions: Four General Conclusions. Curr Dir Psychol Sci. 2012; Feb;21(1):8-14.<\/li>\n\n\n\n<li>Amieva H, Lafont S, Rouch-Leroyer I, Rainville C, Dartigues JF, Orgogozo JM, Fabrigoule C. Evidencing inhibitory deficits in Alzheimer&#8217;s disease through interference effects and shifting disabilities in the Stroop test. Arch Clin Neuropsychol. 2004 Sep;19(6):791-803.<\/li>\n\n\n\n<li>Tirapu-Ust\u00e1rroz J, Garc\u00eda-Molina A, Luna-Lario P, Roig-Rovira T, Pelegr\u00edn-Valero C. Modelos de funciones y control ejecutivo (I) [Models of executive control and functions (I)]. Rev Neurol. 2008 Jun 1-15;46(11):684-92.<\/li>\n\n\n\n<li>Grange JA, &amp; Houghton G. Task switching and cognitive control: An introduction. In Grange JA, &amp; Houghton G, eds. Task switching and cognitive control. Oxford University Press; 2014. p 1\u201326.<\/li>\n\n\n\n<li>Miller, A., Bryant, K., Martincin, K., Livers, E., Martukovich, R., &amp; Poreh, A. M. (2009, August). Examining the Self-Corrected and Non-Self-Corrected Errors on the Stroop Test. In Archives of Clinical Neuropsychology (Vol. 24, No. 5, pp. 441-441). Great Clarendon st, Oxford OX2 6DP, England: Oxford Univ Press.<\/li>\n\n\n\n<li>Peri\u00e1\u00f1ez JA, Lubrini G, Garc\u00eda-Guti\u00e9rrez A, R\u00edos-Lago M. Construct Validity of the Stroop Color-Word Test: Influence of Speed of Visual Search, Verbal Fluency, Working Memory, Cognitive Flexibility, and Conflict Monitoring. Arch Clin Neuropsychol. 2020 Jun 9:acaa034<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo sulla multifattorialit\u00e0 dei test neuropsicologici, potrebbe interessarti anche:<\/h3>\n\n<div class=\"mai-grid entries entries-grid has-boxed has-image-full\" style=\"--entry-title-font-size:var(--font-size-lg);--align-text:start;--entry-meta-text-align:start;\"><div class=\"entries-wrap has-columns\" style=\"--columns-xs:1 \/ 1;--columns-sm:1 \/ 1;--columns-md:1 \/ 3;--columns-lg:1 \/ 3;--flex-xs:0 0 var(--flex-basis);--flex-sm:0 0 var(--flex-basis);--flex-md:0 0 var(--flex-basis);--flex-lg:0 0 var(--flex-basis);--column-gap:var(--spacing-lg);--row-gap:var(--spacing-lg);--align-columns:start;\"><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-neuropsicologia tag-anziani tag-autismo tag-enfermedades-neurodegenerativas tag-malattia-di-alzheimer tag-salud-mental tag-trastornos-del-neurodesarrollo\" style=\"--entry-index:1;\" aria-label=\"La rete a riposo. Implicazioni in Alzheimer, schizofrenia e autismo\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuropsicologia\/la-rete-in-riposo-implicazioni-in-alzheimer-schizofrenia-e-autismo\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"246\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/10.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Illustrazione 3D del cervello con aree illuminate che evidenziano la Rete in stato di riposo (DMN) per la visualizzazione anatomica.\" srcset=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/10-300x185.webp 300w, https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/10.webp 650w\" sizes=\"(max-width:599px) 599px, (min-width:600px) and (max-width: 799px) 799px, (min-width:800px) and (max-width: 999px) 333px, (min-width:1000px) 400px\" \/><\/a><div class=\"entry-wrap entry-wrap-grid\"><h3 class=\"entry-title\" itemprop=\"headline\"><a class=\"entry-title-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuropsicologia\/la-rete-in-riposo-implicazioni-in-alzheimer-schizofrenia-e-autismo\/\" rel=\"bookmark\">La rete a riposo. 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