
{"id":17244,"date":"2026-01-02T10:57:02","date_gmt":"2026-01-02T08:57:02","guid":{"rendered":"https:\/\/neuronup.com\/?p=17244"},"modified":"2025-05-26T12:05:11","modified_gmt":"2025-05-26T10:05:11","slug":"multifattorialita-dei-test-neuropsicologici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/neuronup.com\/it\/neuroscienze\/neuropsicologia\/multifattorialita-dei-test-neuropsicologici\/","title":{"rendered":"La multifattorialit\u00e0 dei test neuropsicologici: Cosa valutiamo quando valutiamo?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-xl-font-size wp-block-paragraph\">Lo neuropsicologo e ricercatore \u00c1ngel Mart\u00ednez Nogueras affronta<strong> il problema della multifattorialit\u00e0 dei test neuropsicologici<\/strong>. Nello specifico, nel Test di Stroop.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mettiamoci in situazione. Immaginate una settimana qualsiasi in cui state valutando diversi pazienti in ambulatorio. State somministrando loro il Test di Stroop e nel foglio Parola-Colore vi trovate di fronte a quanto segue:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Il paziente 1 raggiunge l\u2019item 23, commette 5 errori e li corregge tutti e 5 da solo, senza necessit\u00e0 di intervento dell\u2019esaminatore;<\/li>\n\n\n\n<li>il paziente 2 raggiunge l\u2019item 19, commette 8 errori, ma ne rileva e autocorregge solo 1; l\u2019esaminatore fornisce feedback immediato dopo ogni errore, il soggetto si corregge, ma continua a commettere errori negli item successivi;<\/li>\n\n\n\n<li>il soggetto 3 raggiunge l\u2019item 21, non arriva a commettere alcun errore, ma in molti item esita e minaccia di sbagliare prima di dare la risposta corretta, trovando molto faticoso controllare la risposta e non sbagliare;<\/li>\n\n\n\n<li>il soggetto 4 raggiunge l\u2019item 9, commettendo 9 errori non autocorretti, non beneficia del feedback dell\u2019esaminatore e abbandona la prova all\u2019item 9 a causa dello sforzo richiesto per svolgere il test, senza esaurire i 45 secondi.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono casi reali del mio ambulatorio e, rispettivamente, sono:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>un paziente di 54 anni con ictus,<\/li>\n\n\n\n<li>un paziente di 32 anni con trauma cranioencefalico,<\/li>\n\n\n\n<li>una paziente di 66 anni con angiopatia amiloide,<\/li>\n\n\n\n<li>un paziente di 69 anni con morbo di Parkinson.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla luce di quanto sopra, <strong>possiamo concludere che nei quattro casi il basso punteggio ottenuto sia mediato da un deficit inibitorio?<\/strong> In altre parole, possiamo diagnosticare un deficit di inibizione a tutti e quattro i pazienti?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vi lascio anticipare la risposta: effettivamente, no. Allora, che posto lascia ci\u00f2 all\u2019assunto, quasi routinario in neuropsicologia, per cui un\u2019esecuzione scadente della parte Parola-Colore pu\u00f2 essere interpretata come riflesso di un deficit dei processi di inibizione? Non so dirvi esattamente dove, ma di certo \u00e8 lontano dagli obiettivi della valutazione neuropsicologica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cit. Banich<sup>1<\/sup>, \u201cprendere in considerazione soltanto il punteggio finale del compito di Stroop rappresenta una limitazione nella comprensione dell\u2019effetto Stroop, poich\u00e9 questo riflette la somma dei processi cognitivi implicati nella sua risoluzione, ma non ci informa sulla partecipazione relativa di tali processi durante la risoluzione\u201d. Non l\u2019avrei potuto esprimere meglio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per chiarire quanto sopra e definire il problema di fondo che qui si affronta, ovvero la multifattorialit\u00e0 dei test o prove di valutazione, mi concentrer\u00f2 su uno in particolare, il Test di Stroop.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La multifattorialit\u00e0 dei test neuropsicologici: il Test di Stroop<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di seguito vi presento un breve riassunto della complessit\u00e0 dell\u2019intreccio cognitivo richiesto per eseguire con successo il Test di Stroop. Lo far\u00f2 andando oltre la capacit\u00e0 esplicativa dei modelli teorici di inibizione e basandomi sul <strong>interessante concetto di controllo cognitivo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per chiarire, il controllo cognitivo non sarebbe una funzione cognitiva di per s\u00e9, ma emergerebbe in un momento specifico attraverso l\u2019interazione puntuale di processi cognitivi quali la memoria di lavoro, la flessibilit\u00e0 cognitiva, il monitoraggio, l\u2019inibizione e la selezione della risposta. Il suo scopo sarebbe quello di fornire un aggiustamento dinamico e flessibile del comportamento in base agli obiettivi e alle esigenze del compito in corso, soprattutto in situazioni non routinarie che richiedano risposte non abituali o dominanti, come nel caso del Test di Stroop<sup>2,3.<\/sup><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Processi cognitivi inclusi nel Test di Stroop<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Analizzando il processo di controllo cognitivo nella sua attivazione per risolvere il Test di Stroop, metteremmo in gioco una cascata di processi cognitivi che include:<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Memoria di lavoro<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La rilevanza della memoria di lavoro in compiti tradizionalmente considerati di inibizione riceve sempre pi\u00f9 supporto in letteratura. A questo proposito, Tiego et al. (2018) hanno proposto un modello di controllo inibitorio di tipo gerarchico in cui la memoria di lavoro si colloca come un processo di ordine superiore che modula la prestazione di altri processi cognitivi, in questo caso dell\u2019inibizione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante l\u2019esecuzione della parte Parola-Colore del Test di Stroop, un fallimento nel mantenimento di un livello di attivazione sufficiente nella memoria di lavoro sia degli obiettivi del compito sia delle informazioni rilevanti (nominare il colore della parola) potrebbe causare un deficit nell\u2019inibizione. Di conseguenza, <strong>favorirebbe l\u2019emissione di una risposta predominante non adeguata al contesto<\/strong> (leggere la parola).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In altre parole, gli individui con una maggiore capacit\u00e0 di memoria di lavoro sarebbero anche meno suscettibili a commettere errori di inibizione.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Inibizione<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il processo di inibizione, da un lato<strong>, eviterebbe l\u2019interferenza o l\u2019accesso alla memoria di lavoro delle informazioni non rilevanti<\/strong> per il corretto svolgimento del compito, facilitando il processamento preferenziale delle informazioni rilevanti, ovvero il colore delle parole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E, d\u2019altro canto, permetterebbe di \u201cfermare\u201d una risposta automatica, come la lettura delle parole, consentendo la selezione e l\u2019emissione di una risposta alternativa in base alle esigenze del contesto, in questo caso, nominare il colore dell\u2019inchiostro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pertanto, si potrebbe dire che per la risoluzione del Test di Stroop <strong>memoria di lavoro e inibizione devono agire in modo coordinato<\/strong>. Infatti, ci sono studi che dimostrano che soggetti con un maggiore controllo inibitorio e una migliore memoria di lavoro mostrano un effetto Stroop minore rispetto a coloro che presentano un scarso controllo inibitorio e una bassa capacit\u00e0 di memoria di lavoro<sup>5,6<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Flessibilit\u00e0 cognitiva<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La parte Parola-Colore del Test di Stroop, oltre a porre una situazione nuova o poco comune, richiede<strong> un cambiamento o un aggiornamento rapido o agile <\/strong>sia dell\u2019obiettivo sia del set di risposta rispetto alle parti precedenti del test, ossia le parti Parola e Colore, poich\u00e9 si passa da una situazione in cui si deve rispondere a stimoli congruenti, che richiedono risposte abituali o gi\u00e0 apprese, a un\u2019altra che richiede di emettere una risposta nuova o poco frequente di fronte a stimoli incongruenti generatori di conflitto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec, un rendimento deficitario del processo di flessibilit\u00e0 cognitiva potrebbe portare all\u2019emissione di risposte inadeguate o perseverative. Sia per mancanza di adeguamento ai nuovi obiettivi, mantenendo un set di risposta precedentemente efficace ma non idoneo alle nuove esigenze del compito (inerzia nella risposta), sia per difficolt\u00e0 nel cambiare o adeguare la risposta in base al feedback ricevuto dopo la commissione di un errore<sup>7,8<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Monitoraggio<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il processo cognitivo di monitoraggio \u00e8 solitamente caratterizzato come un processo esecutivo incaricato di <strong>temporeggiare lo svolgimento dell\u2019attivit\u00e0<\/strong>, supervisionare che il comportamento si adatti ai requisiti del compito o dell\u2019ambiente e rilevare errori o discrepanze tra la risposta e l\u2019obiettivo del compito in corso, indicando che \u00e8 necessaria un\u2019aggiornamento o un cambiamento della risposta<sup>9<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All\u2019interno dell\u2019ingranaggio che costituisce il controllo cognitivo, affinch\u00e9 il processo di monitoraggio possa operare con successo, \u00e8 necessario che la memoria di lavoro mantenga attivo l\u2019obiettivo del compito. Il suo scopo \u00e8 consentire di supervisionare che il comportamento rimanga in linea con esso. Inoltre, \u00e8 fondamentale che la flessibilit\u00e0 cognitiva agisca adeguatamente, adeguando il set di risposta nei casi in cui venga rilevato un errore o si riceva un feedback negativo sul risultato della risposta data<sup>10<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un aspetto correlato al monitoraggio studiato tramite il compito di Stroop si concentra sull\u2019<strong>analisi degli errori e delle autocorrezioni<\/strong>, valutati separatamente, nonch\u00e9 sull\u2019adeguamento della risposta in base al feedback ricevuto dopo la commissione di un errore<sup>11<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto di vista precedente enfatizza che, oltre alla registrazione del numero di item che un paziente riesce a leggere, sarebbe davvero interessante raccogliere aspetti qualitativi relativi all\u2019analisi degli errori, come mezzo per arricchire i dati e aumentare la precisione delle conclusioni tratte.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Velocit\u00e0 di elaborazione<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 noto che il rallentamento della velocit\u00e0 di elaborazione delle informazioni pu\u00f2 influire negativamente sulle prestazioni di processi cognitivi come l\u2019inibizione, la memoria di lavoro e la flessibilit\u00e0 durante lo svolgimento di compiti complessi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D\u2019altra parte, disponiamo di pubblicazioni e studi di validit\u00e0 di costrutto sul Test di Stroop che indicano che la velocit\u00e0 di elaborazione \u00e8 un fattore importante per la sua corretta risoluzione<sup>12<\/sup>. Del resto, la prestazione nelle diverse parti del test <strong>viene misurata in base al numero di item che un soggetto riesce a completare in 45 secondi<\/strong>, ossia la sua velocit\u00e0 di esecuzione.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns br-0111 particle-bg p-5 has-primary-background-color has-background is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:66.66%\">\n<h2 class=\"wp-block-heading has-white-color has-text-color\">Prova NeuronUP gratis per 7 giorni<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color wp-block-paragraph\">Potrai collaborare con le nostre attivit\u00e0, progettare sedute o fare riabilitazione a distanza.<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:33.33%\">\n<div class=\"wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button\" style=\"--button-background:var(--color-custom-1);--button-background-hover:#cc7e00;\"><a class=\"wp-block-button__link button   wp-element-button\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/landing-store-user\/\">Comincia la tua prova<\/a><\/div>\n\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:18px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In definitiva, e in fondo, questo testo affronta il tema della multifattorialit\u00e0 dei test che utilizziamo abitualmente per la valutazione della cognizione. <strong>Il nostro obiettivo nella pratica clinica<\/strong> di neuropsicologia non <strong>\u00e8 dire a un paziente<\/strong> dove si trovi il suo limite, definito dalla psicometria, ma <strong>qual \u00e8 la causa di quel limite e come possiamo superarlo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Immaginate la portata dell\u2019errore e la limitazione nello sviluppo della neuropsicologia in cui incorriamo se fondiamo le nostre ipotesi di lavoro e le conclusioni cliniche solo sull\u2019interpretazione quantitativa del punteggio finale di un paziente in un test.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Invece, il nostro obiettivo non pu\u00f2 che essere quello di affrontare la valutazione di un soggetto con la prospettiva o l\u2019intento di analizzare la rete di processi cognitivi che sostiene l\u2019esecuzione dei compiti che proponiamo, al fine di determinare il contributo specifico di ciascuno di essi nel tentativo di risoluzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tempo fa ho inciso a fuoco nella mia memoria la seguente affermazione di Benedet<sup>91<\/sup> \u201cla neuropsicologia inizia dove finisce la psicometria\u201d, a cui si potrebbe aggiungere che il percorso dopo la psicometria deve essere lastricato di modelli teorici, e quanto migliore \u00e8 il modello teorico, tanto pi\u00f9 solido sar\u00e0 il progresso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il testo che avete appena letto \u00e8 un breve riassunto di un articolo pubblicato nella Revista Iberoamericana de Neuropsicolog\u00eda intitolato <em>Test di Stroop, qualcosa di pi\u00f9 che l\u2019inibizione. Una revisione secondo il concetto di controllo cognitivo<\/em>. Al seguente link potete accedere all\u2019articolo completo: https:\/\/neuropsychologylearning.com\/portfolio-item\/test-de-stroop-algo-mas-que-inhibicion-una-revision-bajo-el-concepto-de-control-cognitivo\/<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Bibliografia<\/h2>\n<ol class=\"wp-block-list has-sm-font-size\"><li>Banich MT. The Stroop Effect Occurs at Multiple Points Along a Cascade of Control: Evidence From Cognitive Neuroscience Approaches. Front Psychol. 2019 Oct 9;10:2164.<\/li><li>Lenartowicz A, Kalar DJ, Congdon E, Poldrack RA. Towards an ontology of cognitive control. Top Cogn Sci. 2010 Oct;2(4):678-92.<\/li><li>Soutschek A, Strobach T, Schubert T. Working memory demands modulate cognitive control in the Stroop paradigm. Psychol Res. 2013 May;77(3):333-47.<\/li><li>Tiego J, Testa R, Bellgrove MA, Pantelis C, Whittle S. A Hierarchical Model of Inhibitory Control. Front Psychol. 2018;9:1339.<\/li><li>Kane MJ, Engle RW. Working-memory capacity and the control of attention: the contributions of goal neglect, response competition, and task set to Stroop interference. J Exp Psychol Gen. 2003 Mar;132(1):47-70.<\/li><li>Duell N, Icenogle G, Silva K, Chein J, Steinberg L, Banich MT, et al. A cross-sectional examination of response inhibition and working memory on the Stroop task. Cognitive Development 2018; 47: 19-31.<\/li><li>Miyake A, Friedman NP. The Nature and Organization of Individual Differences in Executive Functions: Four General Conclusions. Curr Dir Psychol Sci. 2012; Feb;21(1):8-14.<\/li><li>Amieva H, Lafont S, Rouch-Leroyer I, Rainville C, Dartigues JF, Orgogozo JM, Fabrigoule C. Evidencing inhibitory deficits in Alzheimer&#8217;s disease through interference effects and shifting disabilities in the Stroop test. Arch Clin Neuropsychol. 2004 Sep;19(6):791-803.<\/li><li>Tirapu-Ust\u00e1rroz J, Garc\u00eda-Molina A, Luna-Lario P, Roig-Rovira T, Pelegr\u00edn-Valero C. Modelos de funciones y control ejecutivo (I) [Models of executive control and functions (I)]. Rev Neurol. 2008 Jun 1-15;46(11):684-92.<\/li><li>Grange JA, &amp; Houghton G. Task switching and cognitive control: An introduction. In Grange JA, &amp; Continue Unchanged &#8230;<\/li><\/ol>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo sulla multifattorialit\u00e0 dei test neuropsicologici, potrebbe interessarti anche:<\/h3>\n\n<div class=\"mai-grid entries entries-grid has-boxed has-image-full\" style=\"--entry-title-font-size:var(--font-size-lg);--align-text:start;--entry-meta-text-align:start;\"><div class=\"entries-wrap has-columns\" style=\"--columns-xs:1\/1;--columns-sm:1\/1;--columns-md:1\/3;--columns-lg:1\/3;--flex-xs:0 0 var(--flex-basis);--flex-sm:0 0 var(--flex-basis);--flex-md:0 0 var(--flex-basis);--flex-lg:0 0 var(--flex-basis);--column-gap:var(--spacing-lg);--row-gap:var(--spacing-lg);--align-columns:start;\"><article class=\"entry entry-grid is-column has-entry-link has-image has-image-first type-post category-neuronup-academy tag-neuronup-academy\" style=\"--entry-index:1;\" aria-label=\"Il neurologo Asier G\u00f3mez risponde ai dubbi sulla sua conferenza sull&#8217;epilessia\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/CreativeWork\"><a class=\"entry-image-link\" href=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/formazione\/neuronup-academy\/asier-gomez-dubbi-presentazione-di-epilessia\/\" tabindex=\"-1\" aria-hidden=\"true\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"225\" src=\"https:\/\/neuronup.com\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/asier-gomez-epilepsia.webp\" class=\"entry-image size-landscape-sm\" alt=\"Uomo in camice bianco, camicia a righe, sfondo blu chiaro e logo Neuron Academy; 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